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* Chirone in Ariete fino al 2027 : io torno in contatto con ciò che io sono, e qualunque cosa sia, io la manifesto. Così il nuovo cammino.

Chirone nella mappa astrale di nascita rappresenta la Ferita Karmica, la cui guarigione è il momento in cui entriamo in contatto con i nostri talenti e risorse.

La sua qualità in luce rappresenta la coscienza del nuovo umano.

Dal 2012 esso è in transito nel Segno dei Pesci e sta portando a guarigione la prima ondata di Bambini delle Stelle scesi sulla Terra tra il 1960 ed il 1967. 

Il 17 aprile 2018 Chirone è passato in Ariete, il primo Segno, che non sa dove andare ma sa di doverlo fare. Non ha nessuno da seguire, per cui è insicuro, tuttavia è un Segno di Fuoco, e come tale deve stare in movimento.

E’ l’Io che comincia a farsi strada. 

Chirone nel suo transito in Ariete rappresenta la guarigione della ferita del Non-Riconoscimento, aiutandoci a trovare il nostro posto nella vita. 

In questo caso il corpo fisico diventa estremamente importante quale strumento di navigazione a nostra disposizione, di cui prendersi cura per prenderci cura dello Spirito.

Non c’è separazione tra il mondo spirituale ed il corpo fisico.

Non possiamo frequentare seminari e poi tornare al vecchio sé il giorno dopo.

Ci deve essere il momento in cui qualcosa dentro di noi si spacca e rompe l’attuale equilibrio o fase di stasi, creando uno spazio in cui le nuove informazioni si incuneano nel fertile terreno interiore e da lì promuovono il cambiamento. Ciò che accade è che ci si fa carico del processo di crescita, ci si prende la responsabilità di ciò che si sente. 

Il 17 aprile 2018 Chirone è entrato in Ariete dove rimarrà fino al 2027.

Si tratta di un corpo celeste lento, che entra in moto retrogrado per 6 mesi all’anno. Quando questo accade quel tipo di Archetipo spinge l’umano a riconsiderare ciò che è già accaduto, entrando in una pausa di riflessione, dove ogni cosa sembra fermarsi. Si tratta dell’inizio della fase di orizzontalizzazione dell’energia.

Quando questo accade è necessario fermarsi, per poter assorbire quello che la verticalizzazione ci ha portato, altrimenti rimane tutto nell’alto e non scende nei Chakra bassi e quindi non diventa vita.

Il periodo in cui la maggior parte dei pianeti entra in moto retrogrado è estate nel nostro emisfero. Si comincia tra marzo ed aprile ed è un movimento che riguarda i pianeti lenti, quelli che si trovano lontani dal Sole. In poco tempo a volte si arriva ad avere fino a cinque pianeti retrogradi, fin verso settembre, mentre Urano e Nettuno proseguono fino alla fine dell’anno.

Quando sentiamo di vivere un momento in cui non riusciamo a muoverci, è importante non farlo, rimanendo fermi. 

Molte volte vale la pena di farsi trovare anziché andare a cercare. In quel momento  stiamo seguendo il corpo, anziché farsi seguire faticosamente dalle sue somatizzazioni. Il corpo è molto connesso con i raggi planetari, ne è direttamente esposto.

Quando ci fermiamo, smettendo di dibatterci come pesci in una rete, stiamo attivando la sincronicità, che è l’insieme dei segnali che ci portano verso un dato obiettivo. Se corriamo intorno spaventati dal fatto di non trovare nulla, non riusciamo a stare fermi nel punto in cui quella cosa arriva ad incontrare noi.

Ci vuole un cambio di coscienza, che può corrispondere all’entrare in contatto con la propria ferita, che significa smettere di avere paura, non avere paura del dolore che portiamo dentro, perché esso non è che una piccola parte della nostra totalità, e in quanto tale, non ci rappresenta nella nostra complessità e multidimensionalità.

Quando sentiamo quel dolore, quel vuoto, abbiamo i mezzi necessari per affrontarlo. Prima di tutto il nostro respiro. Se non abbiamo un bel rapporto con il nostro respiro, nulla accade nella vita. Le difficoltà nel trovare l’amore, un lavoro soddisfacente o una bella qualità della vita, possono avere origine nella paura che blocca il respiro dal suo fluire circolarmente fuori e dentro di noi.

Bloccando tutto nel Terzo Chakra, nella bocca dello stomaco, nel diaframma, fermiamo tutto in quel punto, impedendo che l’energia scenda nei Chakra bassi e che diventi vita. In questo senso è molto importante portare l’attenzione sul retro dei Chakra, il punto di connessione sulla schiena. Lì ci sono le porte di ricezione, ed è importante che siano aperte. Se non riceviamo, non prendiamo nulla. Aprire il retro dei Chakra è un grande atto d’amore e di fiducia: significa che sentiamo di meritare amore e che ci fidiamo che esso arrivi fino a noi.

La vita è abbondanza. Basta stare fuori dalla Paura, fare il salto oltre a quello stato di coscienza. 

Il 17 Aprile 2018, Chirone è entrato in Ariete, portando guarigione del senso di non riconoscimento

io torno in contatto con ciò che io sono, e qualunque cosa sia, io la manifesto.”

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Un altro dono interessante che ci viene fatto quest’anno è un sano senso del distacco, cioè avere una giusta misura delle cose, vederle in una prospettiva più ampia, cioè riuscire a manifestare le proprie emozioni elaborandole.

In questa elaborazione, nel sentirsi degni di poter dire la propria, nel non avere paura di ciò che si è, si rivela l’amore, quando andiamo a prenderci tutto ciò che ci appartiene.

Ogni volta che ci permettiamo di dire no, difendendo il territorio, difendendo noi stessi, emaniamo una luce fortissima, che crea un movimento energetico magnifico.

Aumento l’autostima grazie a quel no detto.

Dire no vuol dire creare un confine e noi dimostriamo di poterlo fare.

Stiamo dentro a ciò che siamo, felici di starci. Se vogliamo guarire il senso di non riconoscimento, dobbiamo essere noi i primi a dire chi siamo, perché gli altri non lo faranno per noi, non è il loro compito.

Il compito è il nostro e Chirone ce lo ricorda.

Esso è il bambino dimenticato dentro la nostra pancia, è lì che piange e ci fa venire la malinconia, sentire tristezza, che spesso compensiamo con il cibo, o le dipendenze di qualsiasi natura.

Nel mettere a posto la relazione con ciò che si nasconde nel profondo, andiamo a prenderci cura delle dipendenze.

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Un altro aspetto di Chirone è il senso di dovere/piacere.

Poiché l’Ariete è l’archetipo dell’adolescente, quanto quel ragazzino, quella parte vitale, è stato incastrato dai no, o quanto lo abbiamo lasciato libero di manifestare la sua energia? Ognuno di noi ha un punto Ariete nella propria mappa, quindi ciascuno vivrà questo tipo di percorso nella vita, in riferimento ad un dato settore.

Quanto ci concediamo di stare nel piacere, di ridere, e quanto invece viviamo nella doverizzazione, essendoci dimenticati il piacere cosa sia? 

Urano e Chirone stanno collaborando tra loro nell’aiutare l’umano a fare pace con se stesso.

Da tempo di inseguono, Chirone nei Pesci, Urano in Ariete, poi Chirone in Ariete e Urano in Toro. Dal 2011 Urano ci chiede: Chi sei tu? Contemporaneamente Chirone sta tuttora (fino al 16 aprile 2018) guarendo la ferita dell’abbandono. Ora, con i nuovi transiti, la domanda Chi Sei Tu? si trasforma in Io Sono di Chirone in Ariete, che ci aiuterà a riconoscerci, riconoscere il nostro Io Sono.

Transitando in Toro, Urano porterà luce nelle modalità di somatizzazione, visto che il Toro è il corpo fisico.

Noi siamo frutto delle nostre somatizzazioni, il linguaggio emozionale non espresso ma vissuto dal corpo. Urano viene a portare luce in questo ambito, portando ad apertura situazioni emozionali stagnanti e vecchie.

E’ sempre più necessario entrare nel profondo e da lì abbattere le porte chiuse, facendosi aprire da chi quel Profondo lo abita, così che ciò che si trova lì si riattivi, mostrandosi, così da farci fare esperienza.

Poiché il Toro rappresenta anche le radici, Urano potrebbe spingerci a diventare nomadi, a spostarci, viaggiando ed esplorando l’ignoto.

Dovunque si trovi il Toro nella nostra mappa, lì avverrà l’apertura.

Il viaggio che sto spiegando va ben oltre il Segno zodiacale, che rappresenta il punto in cui si trovava il Sole al momento della nostra nascita.

Quest’ultimo illustra le qualità della nostra personalità, mentre invece qui si sta parlando di andare ad esplorare gli antichi patti d’anima ed andare oltre ad essi. Il dono portato da questi due Archetipi è molto grande: la libertà dalla paura, e la paura è radicata nel dolore.

Chirone rappresenta la Ferita karmica che ci riporta sulla Terra; abbiamo scelto quel tipo di disagio o sofferenza per ricordarci chi siamo attraverso essa, sperimentandola nella prima parte della nostra vita, per poi portarci a guarigione.

Dovunque si trovi l’Ariete, in quel settore della mappa di nascita, lì c’è la guarigione.

Queste le osservazioni che mi hanno più colpito e che voglio condividere, ma se volete sapere di più questa è la fonte:

https://ashtalan.blogspot.it/2018/02/chirone-in-ariete-e-urano-in-toro.html

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