ambiente · amore.autostima · armonia · Comunicazione · cultura · donne · evoluzione · futuro · Pace · sebben che siamo donne · Testimonianze

Sebben che siamo donne: Ursula Von Der Leyen ” Uniti nella diversità”

Io sono la presidente della Commissione europea e questo era il modo in cui mi aspettavo di essere trattata quando sono andata in visita in Turchia due settimane fa come un presidente di commissione ma non è stato così.

Non riesco a trovare nessuna giustificazione per il modo in cui sono stata trattata. Nei trattati europei.

Quindi devo arrivare alla conclusione che sia successo perchè sono una donna

Questo sarebbe successo se avessi indossato una giacca e una cravatta?

Tra le immagini degli incontri passati non ho visto nessuna mancanza di sedie ma, di nuovo ,non ho neppure visto donne in queste immagini.

Onorevoli deputati, molti di voi avranno visto esperienze molto simili in passato soprattutto le donne che fanno parte di quest’aula.

Sono sicura che sappiate perfettamente come mi sono sentita: mo sono sentita ferita e sola, in quanto donna e in quanto europea.

Perchè non si tratta di sedie e protocolli, questo tocca nel profondo chi siamo, questo tocca i valori che la nostra Unione difende e dimostra quanta strada abbiamo ancora da fare sempre e ovunque.

Oviamente so di essere in una posizione privilegiata , sono la presidente di una istituzione che viene ampiamente rispettata in tutto il mondo e, ancora più importante, essendo una leader, io possso alzare la voce e farmi sentire.

Ma che ne è dei milioni di donne che non possono?

Donne che vengono ferite ogni giorno in ogni angolo del nostro pianeta ma che non hanno né il potere né la carica per parlare.

Sappiamo tutti che migliaia di incidenti simili, la maggior parte dei quali di gran lunga più gravi, passano inosservati, nessuno li vedrà mai né ne sentirà parlare, perchè non cè nessuna telecamera perchè non cè nessuno che presta attenzione.

Dobbiamo assicurarci che anche queste storie vengano raccontate e che, una volta raccontate, si faccia qualcosa a riguardo.

Porteremo avanti una legislazione per prevenire e combattere la violenza contro le donne e i bambini, offline e online.

E secondo punto proporremo un ampliamento nella lista dei crimini n Europa, stabiliti dal trattato, in modo da includere tutte le forme dei crimini di odio perchè l’Europa deve mandare un segnale forte.

Che i crimini di odio non sono acettabili, perchè dobbiamo assicurarci che donne e ragazze siano adeguatamente protette ovunque in Europa.

Perchè ciò che la vicepresidente degli stati uniti Kamala Harris ha detto recentemente alle Nazioni Unite è vero “ La condizione delle donne corrisponde alla condizione della democrazia”

E a volte mi meraviglia anche solo dovere parlare di una cosa così evidente nel 2021, che dobbiamo ancora sottolineare che in tutta Europa le persone devono avere gli stessi pari diritti e opportunità, indipendentenemte da chi amano, da dove vengono, indipendentemente dalla loro età e dalla loro fede.

Perchè questa è lUnione in cui credo una Unione che è all’altezza del suo motto

“Uniti nella diversità”

Grazie!

Io non mi sono meravigliata di sentire parlare di una cosa così evidente nel 2021,ma di sentire simili parole finalmente da molte donne che ora occupano finalmente posti di potere.

Come la citata Kamala Harris.

Come Michelle Obama.

Come Kaja Kallas.

Come Bidhya Devi Bhandari in Nepal

Come Jacinda Arden in Nuova Zelanda

Come Aung San Suu Kyi, premio nobel per la pace

E molte altre! Nel mondo sono solo poco più di 60 gli stati ad avere una donna come premier...

Diamoci da fare, pur ricordando che solo nel rispetto reciproco di ogni essere umano avanza una civiltà degna di questo nome!

Se volete continuare a leggere il resto del discorso……

Le nostre democrazie sono più forti quando le donne sono coinvolte alla pari. Non perché le donne stiano meglio. Ma perché siamo diversi. Abbiamo una visione diversa del mondo e vediamo altri rischi e opportunità. Per vedere il mondo in pieno abbiamo bisogno di donne e uomini. Questo è l’unico modo in cui saremo in grado di prendere le decisioni giuste. Ed è l’unico modo in cui saremo in grado di ottenere il massimo successo.

…….

In questo caso, l’UE dovrebbe dare l’esempio. E lo stiamo facendo. Per la prima volta nella storia della Commissione uomini e donne sono rappresentati in numero uguale nel Collegio dei Commissari della Commissione europea. Voglio ripetere questo successo a tutti i livelli di gestione della Commissione. Non ci siamo ancora. Ciononostante: le donne attualmente occupano più del 40% dei posti più alti della Commissione.

Invito le altre istituzioni dell’Unione europea a seguire il nostro esempio. Non solo la Commissione, ma anche il Consiglio, l’amministrazione del Parlamento e altri organi dell’UE hanno ancora molta strada da fare. La Commissione quindi convocherà presto una riunione con le altre Istituzioni per discutere su come tutti noi possiamo fare meglio. La metà della popolazione europea è costituita da donne. E questo deve riflettersi nelle istituzioni nel cuore dell’Europa.

Onorevoli deputati,

Al Consiglio europeo di marzo i capi di Stato e di governo hanno chiarito che il rispetto dei diritti delle donne è un presupposto importante per noi per impegnarci nuovamente con la Turchia e per ampliare la nostra agenda comune. Ma è ben lungi dall’essere l’unica precondizione.

Ad Ankara, ho insistito sul punto che la Turchia deve continuare nel suo percorso di allentamento nel Mediterraneo orientale. Deve accettare le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo. Queste sono le nostre condizioni per intensificare la nostra cooperazione economica con la Turchia e per avviare un dialogo ad alto livello su temi come il cambiamento climatico, la salute pubblica e le questioni regionali.

Ciò renderebbe anche molto più facile fornire denaro fresco per aiutare gli sforzi della Turchia nell’accogliere più di quattro milioni di rifugiati dalla Siria. Sforzi che applaudiamo.

Onorevoli deputati,

Quando parliamo di rispetto e dignità non dobbiamo parlare solo di uomini e donne. Questa domanda è più grande del genere. Non possiamo permettere che le zone “libere da LGBT” si diffondano nei nostri Stati membri.

Non possiamo permettere che i Rom siano discriminati in Europa. E non possiamo assolutamente permettere che la brutta faccia dell’antisemitismo e del razzismo si manifesti in nessun angolo della nostra Unione. L’Europa è molto meglio di così!

A volte mi stupisco che dovremo parlare di cose così evidenti nel 2021. Che dobbiamo ancora sottolineare il fatto che in tutta Europa le persone devono avere uguali diritti e pari opportunità: indipendentemente da chi amano, da dove vengono. Indipendentemente da quanti anni hanno o dalla fede che detengono.

Perché questa è l’Unione in cui credo. Un’Unione che mantiene il suo motto: uniti nella diversità.

Per me, queste tre parole hanno sempre espresso una solenne promessa. A casa nostra e all’estero. Oggi e in futuro.

Ursula Von Der Leyen

Sebben che siamo donne” è il titolo di uno dei tanti canti delle donne mondine che rivendicavano il loro salario come al solito minore di quello degli uomini.
Con questo titolo pubblicherò articoli che parlano di donne che non hanno ricevuto i dovuti riconoscimenti e per il loro ingegno e per il lavoro fatto. Solo per il fatto di essere donne. O temporaneamente dimenticate.

3 pensieri riguardo “Sebben che siamo donne: Ursula Von Der Leyen ” Uniti nella diversità”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...