amore.autostima · armonia · Comunicazione · donne · eventi · futuro · pensare positivo · Perchè siam donne! · sebben che siamo donne · Testimonianze

Perchè siam donne: 100 anni e dieci medaglie olimpiche per amore

Non concentrarti sulla vittoria… ma fallo per amore” – Agnes Keleti

La centenaria Olimpica Agnes Keleti è sopravvissuta alle persecuzioni e alla Shoa, diventando in seguito una campionessa.

“Devi amare la vita e guardare sempre il lato positivo”.

Questo è il segreto di Agnes Keleti che con i suoi 100 anni si afferma come la più anziana campionessa Olimpica vivente:

Questa filosofia è sempre rimasta scandita in ogni momento della sua vita. Dal successo, alle tragedie, fino alla resilienza.

Nata come brillante ginnasta, Agnes non avrebbe mai potuto immaginare che i tanti fattori esterni avrebbero condizionato così tanto la sua infanzia.

All’età di 16 anni la giovane Agnes, piena di grandi aspettative e speranze, vinse i campionati nazionali ungheresi e, da li in poi il suo obiettivo fu quello di esibirsi nel più grande palcoscenico di questo sport, ovvero le Olimpiadi.

Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, però, sconvolse ogni cosa.

Il paese natale di Agnes cadde sotto l’occupazione nazista e, a causa dei suoi antenati ebrei, l’unica speranza di sopravvivenza per lei fu quella di nascondersi e assumere la falsa identità di una domestica cristiana. Lei, sua madre e la sorella riuscirono a sopravvivere, mentre suo padre e altri parenti furono uccisi nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau.

Dopo la fine della guerra, Agnes prese la decisione di tornare alla sua carriera di ginnasta. Il suo obiettivo rimase sempre lo stesso: le Olimpiadi.

A Londra 1948 tuttavia, Agnes dovette rinunciare a causa di un infortunio ai legamenti: fu la terza Olimpiade consecutiva che perse, ma quattro anni dopo finalmente ci riuscì.

Helsinki 52 infatti, segnò il suo debutto Olimpico. A 31 anni Agnes risultava ben oltre l’età media delle sue rivali (23 anni), ma alla fine fece grandi risultati. La ginnasta, infatti, sbancò Helsinki con una medaglia d’oro, un argento e due bronzi.

I suoi risultati la spinsero ad altre Olimpiadi, mostrando finalmente a tutti il suo talento già evidente sin dai primi campionati nazionali nel 1937.

Ai Giochi Olimpici di Melbourne nel 1956 batté la leggendaria ginnasta sovietica Laris Latynina vincendo altre sei medaglie, quattro delle quali d’oro.

Delle dieci medaglie ottenute, la prima è quella a cui Agnes tiene di più. “La mia preferita è la medaglia d’oro per gli esercizi a corpo libero”.

“È il mio esercizio preferito perché a terra è il luogo in cui faccio ciò che voglio e posso essere me stessa”.A differenza delle discipline ginniche che fanno perno sugli attrezzi, a terra Keleti riuscì a esprimersi sempre al meglio. Per il fatto di essere donna, sa che ha dovuto lottare il doppio degli uomini per ottenere quei risultati.

E il suo primo oro è stato un momento di grande rivalsa per Agnes.

Dopo la carriera, comunque, la ginnasta non si fermò. Le tensioni politiche peggiorarono in Ungheria, così decise di cercare asilo in Australia, prima di emigrare in Israele nel 1957.

Lì si formò per diventare l’allenatrice della Nazionale israeliana di Ginnastica. E l’insegnamento ai suoi studenti si basò sempre su un perno fondamentale: ‘’Molte ripetizioni portano grandi risultati!”.

Agnes ha dovuto lottare molto per realizzare i suoi sogni e ora ha voluto dare qualche consiglio a tutti coloro che si recheranno a Tokyo 2020, i quali dovranno indubbiamente farne tesoro.

Il miglior consiglio è di non subire le circostanze. Dal dove ti trovi al tempo che fa. Bisogna sempre tirare fuori il meglio da se stessi”.

La luce duratura della fiamma Olimpica è un qualcosa che per Agnes rappresenta una costante in un mondo totalmente cambiato, con il suo ricordo preferito dell’uomo sbarcato sulla luna legato all’umanità.

Una nuova generazione affronterà l’Olimpiade, ma c’è un atleta che lei terrà d’occhio. Una ginnasta che, come lei, terrà sempre inciso il suo nome negli annali della storia: Simone Biles.

‘’Mi piacerebbe vederla trionfare in ancora più esercizi”, diceAgnes.

Biles vanta già quattro ori Olimpici a suo nome, ma per una ginnasta non c’è onore più grande del riconoscimento della propria poliedricità e innovazione. “Spero per lei che tutto ciò che ha in mente si realizzerà in queste Olimpiadi”. La vita di Agnes Keleti è la vera definizione di spirito Olimpico.

La sua storia deve essere da esempio per tutti coloro che vogliono superare le avversità e raggiungere l’Olimpo.

https://olympics.com/it/notizie-in-primo-piano/agnes-keleti-non-concentrarti-sulla-vittoria-ma-fallo-per-amore

Sebben che siamo donne” è il titolo di uno dei tanti canti delle donne mondine che rivendicavano il loro salario come al solito minore di quello degli uomini.Con questo titolo pubblicherò articoli che parlano di donne che non hanno ricevuto i dovuti riconoscimenti e per il loro ingegno e per il lavoro fatto.

O temporaneamente dimenticate.

Solo per il fatto di essere donne.

https://www.open.online/2021/07/27/tokyo-2020-ginnasta-luciana-alvarado-ginocchio-razzismo-video/

ambiente · amore.autostima · anima e corpo · animali · armonia · arte · Astrologia · Canzoni · Comunicazione · cultura · eventi · felicità · Leggere · natura · Poesia · Religione · Riflessioni · stagioni · stare bene · Testimonianze · usanze

* L’ottavo mese del calendario lunare è’ il mese del Re Agrifoglio !

agrifoling

 

Ed ecco l’agrifoglio che è così generoso:
compiacere tutti è il suo intento
ad eccezione di lords e ladies, distaccati da tutto questo,
chiunque inveisca contro l’agrifoglio
d’un balzo sarà appeso su in alto. Alleluia.
Chiunque canti contro l’agrifoglio
Può piangere e torcersi le mani”

 

Secondo il calendario celtico, l’agrifoglio rappresenta l’ottavo mese dell’anno , Tinne (8 Luglio – 4 Agosto), che comprende la festa celtica di Lughnassadh (Lammas) celebrata il 1° agosto.

Nella tradizione, l’agrifoglio è conosciuto con molti nomi diversi, tra i quali ricordiamo: Hulver, Marruca, Albero degli Spiriti …

Il “Calendario degli Alberi”, usato presso i popoli celti, fissava una certa corrispondenza tra numerose serie di elementi: gli alberi, le lettere dell’alfabeto, i mesi lunari dell’anno, parti del corpo umano,metodi di guarigione e dei.
I sacerdoti celti, i Druidi, utilizzavano le piante anche per scopi magici e terapeutici e il ciclo di 13 alberi corrispondeva alle 13 energie arboree alle quali si associavano anche elementi divinatori che operavano come genii protettori cui rivolgersi in cerca di forza, fortuna o buoni consigli.

L’anno lunare, composto da 13 mesi di 28 giorni, contava quindi di solo 364 giorni. Restava un giorno intercalare, il 23 dicembre, vigilia del solstizio d’inverno, giorno nefasto perché ritenuto la “morte dell’anno” e perciò raffigurato dal tasso, chiamato “albero della morte”. Il giorno seguente, cioè il 24 dicembre, giorno del solstizio, era invece simboleggiato dall’abete rosso, chiamato “albero del parto” o “albero della vita”.

 

ache-albero-sei-scoprilo-con-loroscopo-celtico

Ailm ( abete rosso)

Idho (tasso)

Queste due vocali aprivano e chiudevano l’anno lunare.

Le altre vocali erano adibite a simboleggiare i due equinozi e l’altro solstizio:

Onn, la ginestra, per l’equinozio di primavera,

Eadha, il pioppo bianco, per l’equinozio d’autunno

Ura, il brugo, per il solstizio d’estate.

re agrifoglio

Le prime tracce del Re agrifoglio risalgono al XII secolo.

Era la trasposizione dell’antica entità chiamata “ Uomo Verde. “.
Capace di donare la fertilità della foresta e delle piante alle donne e al bestiame, l’Uomo Verde è il consorte della Dea madre e si occupa della fioritura della primavera e dell’estate, del rigoglio della terra.

Il volto e i lineamenti dell’Uomo Verde sono formati da foglie e rampicanti.

Trae il vigore dalla terra stessa e rappresenta il ruolo maschile nell’unione sessuale,nella fertilità e nella fioritura della vita e del talento degli uomini. Rappresenta l’innocenza, il procedere senza difficoltà e il successo, soprattutto nell’intraprendere nuove attività.

Considerata dalla tradizione magica pianta di genere maschile perché collegata all’elemento fuoco e al pianeta Marte. Per questo motivo, se era portata addosso, la pianta avrebbe donato fortuna soprattutto agli uomini (il corrispondente femminile è l’Edera). Le si attribuivano protezione, sogni magici e il potere contro il fulmine.

Era considerata la pianta protettiva per eccellenza, capace di difendere e proteggere dai fulmini, dai veleni, dagli spiriti cattivi e dagli stregoni malvagi se veniva piantato intorno alla casa. Se invece si lanciava l’Agrifoglio contro una bestia feroce, questo aveva la facoltà di calmarla immediatamente, anche se l’animale non veniva colpito.

L’acqua di Agrifoglio (infuso o distillato) era spruzzata sui neonati in segno di protezione.

Una ballata medievale dell’Inghilterra, dove l’ agrifoglio è ancora il sempreverde più utilizzato a Natale, ne difende la tradizione: “Chi parla male dell’agrifoglio”, in un baleno verrà impiccato. Alleluia!”

L’origine dell’agrifoglio si ritrova anche in una leggenda dei paesi nordici nella quale si narra che quando Baldur, dio della luce e del sole, morì trafitto da una freccia, cadde proprio su un cespuglio di agrifoglio; allora suo padre, il dio Odino, decise di ricompensare la pianta che aveva ospitato il figlio al momento della morte trasformandola in sempreverde e riempendola di bacche rosse, in ricordo del sangue versato dal figlio.

Lughnasadh

Un antico rito magico per realizzare un desiderio, consisteva nel raccogliere, dopo la mezzanotte di un venerdì, nove foglie di Agrifoglio nel più completo silenzio, scegliendo una pianta non troppo spinosa. Si dovevano poi avvolgere le foglie in un panno bianco e annodare per nove volte le due estremità del panno. Infine, si riponeva questo sacchetto sotto il cuscino, e quello che si era pensato o desiderato si sarebbe avverato.

L’ agrifoglio rappresenta la sopravvivenza, la speranza, la rinascita.

E’ simbolo di protezione e forza vitale. Appeso sopra le porte impedisce l’ingresso di persone ed energie limitanti.
I nati sotto il segno dell’Agrifoglio hanno questo temperamento che riecheggia il sole: la vitalità, il potere, l’egocentrismo, ma anche la generosità. Nati per comandare, hanno carisma, volontà e autostima da vendere. In amore danno molto: eros, fedeltà e coinvolgimento, ma pretendono altrettanto. Impennate di orgoglio da controllare.

Parola chiave: eroismo

Fonti:

http://www.elfland.it
http://www.daltramontoallalba.it
http://www.inerboristeria.com

anima e corpo · armonia · buone notizie · Comunicazione · cultura · futuro · Leggere · pensare positivo · Perchè siam donne! · Testimonianze · umanità

La buona notizia del venerdì: Durante il lockdown anche in Italia è scoppiata la passione per gli audiolibri

.

L’immagine romantica della ragazza acculturata di buona famiglia che legge un libro al nonno anziano che l’aspetta ogni giorno alla stessa ora è stata cancellata dall’immagine qui sopra!

Durante il lockdown gli italiani non hanno scoperto solo gli e-book, si sono avvicinati anche agli audiolibri ed è scoppiata la passione.

Così da prodotto di nicchia i “libri da ascoltare” sono diventati protagonisti del mercato con 10 milioni di ascoltatori nel 2021, vale a dire una crescita dell’11% rispetto al 2020.

Numeri che emergono dagli studi realizzati per l’Associazione Italiana Editori, e dalla ricerca realizzata da NielsenIQ per festeggiare i cinque anni di Audible in Italia, dove è arrivata nel 2016.

Audible è nata nel 1995 negli Stati Uniti da un’idea di Donald Katz, giornalista e scrittore appassionato di jogging che ha inventato un modo più pratico e leggero per “ascoltare la cultura”, sfruttando la tecnologia e la trasmissione di file digitali su Internet.

Nel 1997 Audible ha lanciato il primo lettore audio portatile digitale al mondo, ora conservato allo Smithsonian Institution di Washington. Nel 2008 la società è entrata a far parte della famiglia di Amazon.

Lo scorso maggio, Audible ha siglato un importante accordo con Aid- Associazione Italiana Dislessia per avvicinare alla lettura le persone con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (Dsa). Si stima che in Italia ci siano circa 2 milioni di persone con disturbo specifico dell’apprendimento.

Sin dall’infanzia, la lettura gioca un ruolo fondamentale per la formazione e l’apprendimento. Le persone con Dsa, però, spesso abbandonano la lettura a causa delle difficoltà di approccio ai test

Audible a Aid hanno studiato due iniziative: la prima, “Mille vite in un libro: leggere con le orecchie per esplorare il mondo”, propone un ciclo di eventi digitali dal vivo durante i quali verranno letti ad alta voce brani tratti da grandi libri di narrativa, interpretati da attori e doppiatori professionisti; la seconda sarà incentrata sulla scuola: Audible supporterà Aid in un progetto di educazione all’ascolto, dedicato a docenti, studenti e alle loro famiglie.

Chi sono i lettori digitali italiani?

Il 54% sono Millennials, tra i 25 e i 34 anni, ed ascoltano audiolibri tutti i giorni. Gli ascoltatori tra i 18 e i 24 anni, insieme a quelli che hanno tra i 35 e i 44 anni, rappresentano il 45%. Il luogo d’ascolto preferito è la casa e l’83% privilegia la modalità “solitaria” anche se aumenta la percentuale di quanti condividono il piacere dell’ascolto con altre persone, nella maggior parte dei casi i figli.

Grazie al potere e al fascino di voci e storie, gli audiolibri riescono tenere incollati gli italiani alle cuffie per quasi 30 minuti: la durata media di una sessione di ascolto, infatti, è di 25,4 minuti. Il momento migliore è la sera, in particolare prima di dormire, al secondo posto la mattina.

Roma, Milano e Torino sono le città in cui si dedica più tempo all’audio entertainment, seguite da Bologna e Brescia.

A Milano, Roma e Torino si ascoltano più contenuti per bambini e audiolibri legati a tematiche LGBT.

Rilassarsi è la prima ragione che spinge gli italiani a affidarsi alla trama di un audiolibro (46%).

L’ascolto è un modo per imparare e ampliare i propri orizzonti per il 23% degli italiani, mentre il 31% afferma di affiancare l’ascolto alla lettura in particolare quando non è possibile leggere (+4% rispetto al 2020).

Quasi il 50% degli italiani si dedica all’audio entertainment mentre è indaffarato in altre faccende, ed emerge un nuovo dato interessante: per oltre il 40% degli italiani, gli audiolibri sono motivo di compagnia e conforto. Il 43% degli audiolettori, infatti, li ritiene dei validi alleati contro la solitudine mentre il 40% li ascolta come antidoto all’insonnia.

Per quanto riguarda i gusti in fatto di ascolti, resistono al passare del tempo e al cambiamento delle mode i classici (32%), seguiti dai thriller (28%) e dai libri fantasy e di science fiction (23%).

Chi non legge a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria

Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, Quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito.

Perchè la lettura è una immortalità all’indietro.

Umberto Eco

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/07/16/editoria-durante-il-lockdown-anche-in-italia-e-scoppiata-la-passione-per-gli-audiolibri

https://lauracarpi.com/2021/05/28/la-buona-notizia-del-venerdi-gli-appassionati-della-lettura-diventano-professionisti/

anima e corpo · armonia · Comunicazione · cultura · donne · Leggere · Pace · pensare positivo · Religione · Testimonianze

* 22 luglio : Festa di Maria Maddalena e le Marie

ll Nuovo Testamento non afferma in modo chiaro che Gesù era sposato, ma nemmeno che non lo era.

Effettivamente il Vangelo contiene numerose specifiche allusioni al suo avvenuto matrimonio  e d’altra parte le regole dinastiche lo imponevano. Non soltanto l’erede della stirpe dei Davide era obbligato per la legge a sposarsi ma doveva anche generare almeno due figli maschi.               Ciò rappresentava un passo fondamentale nel progresso dell’erede della dinastia dall’iniziazione  alla piena appartenenza alla Comunità.      Come abbiamo visto le regole del matrimonio dinastico erano molte e rigide.

Uno fra i libri più coloriti del Vecchio Testamento è il Cantico dei Cantici , una serie di rime di amore fra uno sposo regale e la sua sposa. IlCantico di Salomone identifica la simbolica pozione nuziale con l’unguento aromatico chiamato spigonardo, un unguento prezioso che veniva usato anche per ungere i corpi dei morti regali. Lo stesso unguento costoso venne usato da Maria di Betania per ungere il capo di Gesù in casa di Lazzaro. e un altro episodio simile avvenne qualche tempo prima quando una donna unse i piedi di Gesù e poi li asciugò con i propri capelli. Anche quella donna si chiamava Maria.

Maria di Betania non soltanto unse il capo di Gesù in casa di Simone, ma gli unse anche i piedi e poi li asciugò con i suoi capelli nel marzo del 33 d.C. Due anni e mezzo prima , nel 30 d.C. aveva compiuto lo stesso rito di unzione tre mesi dopo le nozze di Cana.

Compiere il rito con lo spigonardo era uno specifico privilegio di una sposa messianica e avveniva unicamente durante le cerimonie del Primo e Secondo Matrimonio

Soltanto come moglie di Gesù a tutti gli effetti e come sacerdotessa Maria avrebbe potuto ungergli il capo e i piedi con il sacro unguento.

Esattamente come gli uomini che venivano designati ad occupare varie cariche prendendo i nomi dei loro antenati – come Isacco, Giacobbe e Giuseppe – così le donne venivano denominate secondo la loro genealogia e il loro rango: Rachele, Rebecca,Sara, e così via.
Le mogli dei discendenti di Davide avevano il nome di Miriam (Maria)
Perciò la madre di Gesù si chiamava Maria e per lo stesso motivo la moglie di Gesù si chiamava Maria.
All’epoca di Qunram, le Miriam, Marie, facevano parte di un ordine spirituale nella comunità ascetica dei Terapeuti.

Mentre i “Mosè” guidavano gli uomini nelle funzioni liturgiche, le “Miriam” guidavano le donne.
Queste donne compivano il rito del Secondo Matrimonio soltanto quando erano in cinta di tre mesi. A quel punto la donna cessava di essere una almah e diventava una futura madre.
Durante i lunghi periodi di separazione dettati dalle regole matrimoniali, la moglie diventava sorella, in senso religioso, e il compito era quello di accudire il padre,

La differenza tra le Marte e le Marie era che le prime avevano diritto di possedere dei beni le seconde no. Nella comunità  le “sorelle” erano considerate “vedove”,  un gradino sotto le almah. poi quando si sposavano salivano al rango “di madri”

Quindi chi era esattamente Maria di Betania, la donna che unse due volte Gesù con lo spigonardo secondo la tradizione messianica?
Effettivamente non fu mai “Maria di Betania.” Nella Bibbia lei e Marta vengono indicate soltanto come sorelle di Lazzaro di Betania.
Il nome completo di Maria era Sorella Miriam di Magdala, meglio nota come Maria Maddalena.
I Vangeli ufficiali contengono pochi riferimenti alla stretta intimità tra Gesù e Maria Maddalena.
Nel Vangelo di Filippo invece il rapporto tra loro viene discusso apertamente.
..e la compagna del Salvatore è Maria Maddalena.

Ma Cristo l’amava più di tutti i suoi discepoli. e soleva baciarla spesso sulla bocca. Gli altri discepoli ne erano offesi ed esprimevano disapprovazione. Gli dicevano “ perchè la ami più di tutti noi?”
Il Salvatore rispondeva loro: “ perchè non vi amo come lei? Grande è il mistero del matrimonio, giacchè senza di esso il mondo non sarebbe esistito.  Ora l’esistenza del mondo dipende dall’uomo e l’esistenza dell’uomo dal matrimonio.

Riguardo la cerimonia nuziale di Canaa questa non era il Matrimonio ma il sacro pasto che precedeva il fidanzamento.

L’usanza voleva che vi fosse un “padrone di casa” ufficiale che aveva la funzione di direttore di mensa.  Dopo di lui venivano lo sposo e sua madre.
Nessun invitato avrebbe potuto ordinare di mescere l’acqua che era diventata vino: quindi Gesù e lo sposo erano la stessa persona.
Questo banchetto ebbe luogo tre mesi prima che Maria ungesse per la prima volta i piedi di Gesù. E secondo le regole soltanto come sposa di Gesù , Maria sarebbe autorizzata a compiere quell’atto  Se lo avesse fatto prima come almah fidanzata , sarebbe stata classificata come una peccatrice e considerata una donna menomata.

Dalle ricerche storiche fatte sui rotoli del Mar Mortosi può dedurre che Maria sia nata nel 3 d.C. e quando sposò Gesù per la prima volta nel 30 d.C. ne aveva 27.
Essendo rimasta in cinta nel dicembre del 32 d.C., Maria dette alla luce sua figlia Tamar nel 33 d.C., all’epoca del suo Secondo Matrimonio.
Durante i primi anni 40 d.C. Pietro, era il braccio destro di Gesù e come tale sarebbe dovuto diventare il tutore di Maria Maddalena durante gli anni della sua separazione ( vedovanza simbolica) ma Pietro aveva una cattiva opinione delle donne e non era disposto a stare agli ordini di una sacerdotessa.

Anche Paolo, molti anni dopo, fu nettamente contrario al coinvolgimento delle donne nella divulgazione della religione.
Così esclusero nettamente Maria dal nuovo movimento cristiano e per garantire il suo totale allontanamento, la dichiararono pubblicamente “eretica” in quanto amica di Elena-Salomè, consorte di Simone Zelota, il Mago, fondatore del movimento  esoterico gnostico a Cipro.

A quel tempo Maria era a Marsiglia, dove la lingua ufficiale era il greco ed è per questo che il linguaggio di Gesù e degli apostoli e di tutto il giudaismo ellenico era fortemente influenzato dal greco.
Secondo la tradizione gnostica Maria Maddalena veniva associata alla Saggezza (Sophia)rappresentata dal sole, la luna, e un’aureola di stelle.
Si riteneva che la gnosi femminile di Sophia fosse lo Spirito Santo, rappresentato perciò sulla terra dalla Maddalena, che fuggì in esilio portando in seno il figlio di Gesù.
Giovanni , nella Rivelazione, descrive Maria e suo figlio , della sua persecuzione, della sua fuga in esilio e della caccia al “resto  del suo seme” da parte dei romani.
Oltre a Maria tra gli emigrati in Gallia nel 44 d.C. c’erano Marta e la sorella Marcella, l’apostolo Filippo e sua moglie Maria Iacopa,e Maria Salomè.
Sbarcarono in Provenza a Ratis, noto oggi come Les Saintes Maries de la Mer.
Il culto più attivo della Maddalena si insediò a Rennes-le-Chateau, ma anche altrove sorsero molti santuari dedicati a Saint Marie de la Madeleine, fra cui il luogo della sua sepoltura a Saint-Maximin-la-Sainte-Baume dove i monaci dell’ordine di San Cassiano vegliarono sul suo sepolcro e tomba di alabastro dall’inizio del ‘400.

continua a leggere….

* ” L’immacolata concezione “

Oggi Maddalena torna a sottolineare il ruolo della donna come tramite tra terra e cielo, anima e materia, svelando il corpo e la sessualità come l’unico luogo in cui il trascendente diventa immanente. 
Celebriamo la Grande Madre, riconosciamo Lei nella Terra che ci accoglie e nella Donna Risvegliata che dimora dentro di noi.
Celebriamo il nostro corpo sacro che nei cicli eterni di morte e rinascita porta trasformazione e crescita.
Leggi :
ambiente · armonia · Comunicazione · cultura · donne · evoluzione · Leggere · sebben che siamo donne · Testimonianze

Perchè siam donne: Lady Oscar!Si può essere eroina di cartone ma di grande spessore!

Riyoko Ikeda è un nota fumettista e soprano giapponese, discendente da una antica famiglia di samurai,da sempre affascinata dalle ambientazioni storiche e da personaggi femminili inquieti e passionali.

Dopo una serie di racconti brevi, il successo giunge nel 1972, quando pubblica la sua opera più famosa, Lady Oscar che diventa nel 1984 una saga e un modello per tante ragazze e non solo. Contemporaneamente si diploma in canto e nel 2003 incide il suo primo disco.

Anche un cartone animato può stravolgere degli stereotipi.

Nata donna, ma cresciuta dal padre come un uomo, Oscar François de Jarjayes ha fatto subito discutere di sé per la sua identità sessuale ambigua, diventando uno dei personaggi più antesignani storia. Con il suo portamento fiero, l’alone di mistero e la chioma bionda scomposta al posto dei boccoli, Lady Oscar ha messo in discussione l’immagine femminile stereotipata dei cartoni di un tempo e ha fatto dell’indipendenza il suo cavallo di battaglia.

La storia di Lady Oscar si ispira a quella di Marie-Jeanne Shellinck

Travestita da uomo, la donna si arruolò nell’esercito francese intorno al 1792 e si batté nello scontro di Jemappes. Il 10 novembre dello stesso anno venne nominata sottotenente e lasciò il servizio militare solo per sposare il suo tenente. Con lui combatté ancora fino al 1808 quando poi si ritirò a Lille.

Il nome di Lady Oscar è ispirato a quello di François Augustin Reynier de Jarjayes: un conte, cavaliere coraggioso che cercò di salvare la famigliare reale durante la rivoluzione e di far evadere la regina. Lui però fu punito con la ghigliottina.

Nel cartone animato ci sono tantissimi personaggi realmente esistiti

Il conte Hans Axel von Fersen ad esempio, è realmente esistito: era il presunto amante di Maria Antonietta di Francia e organizzò la fuga a Varennes. Morì nel 1810, linciato dalla folla che lo accusava di aver avvelenato l’erede al trono di Svezia. Personaggi reali anche la contessa Du Barry, Jeanne Valois, la duchessa di Polignac.

Proprio per l’ambigua identità sessuale, il cartone animato ha subito pesanti censure in Italia. Il timore era quello di non essere adatto a dei bambini, trattando temi come il sesso o la prostituzione. C’è una scena che appare molto diversa rispetto all’originale: quella di Rosalie che si lancia in strada davanti alla carrozza di Oscar, chiedendole l’elemosina per poter acquistare le medicine per la mamma ammalata. Nella versione originale, in realtà Rosalie faceva la prostituta, e durante il loro primo incontro si offre a Oscar in cambio del denaro che le occorre.

Viene affrontato anche l’argomento omosessualità. Anche in questo caso, pesanti furono i tagli della censura itaiana nella scena del processo di Jeanne Valois.

Nella versione originale, Jeanne muove pesanti accuse alla Regina, insinuando che avesse una amicizia ambigua sia con la Contessa di Polignac che con la strana donna che si veste come un uomo, vale a dire Oscar. Nella versione trasmessa in Italia, invece, le accuse di Jeanne sono molto più vaghe e non si fa nessun minimo accenno a relazioni omosessuali tra la Regina e le altre due donne.

Nell’originale nipponico gran parte dei personaggi di contorno o sullo sfondo non sa che Oscar è una donna e si rivolge a lei con il suo titolo militare.

In Italia diventa invece per tutti “Madamigella Oscar”.

Il film live action di Lady Oscar è nato ancor prima del cartone, nel ’78.

Fu il regista Jacques Demy (Josephine) a scrivere e dirigere questo adattamento del manga di Riyoko Ikeda, scegliendo come protagonista l’inglese Catriona MacColl. In Italia il film arrivò con le voci dei doppiatori del cartone, per cavalcarne l’onda. La giovane Oscar François de Jarjayes era interpreta da una bambina londinese di dieci anni.

 Liberamente tratto da:

https://www.huffingtonpost.it/entry/lady-oscar-compie-40-anni-10-cose-che-non-sapevi-sulleroina-ribelle_it_5d9f3d10e4b087efdba9d981

******************

Manga (漫画ascolta) è un termine giapponese che indica i fumetti di piccolo formato originari del Giappone. Il termine indica tutti i fumetti, indipendentemente dal target, dalle tematiche e dalla nazionalità di origine.

Il fumetto giapponese include opere in una grande varietà di generi, come avventura,romantico,storico,commedia,fantascienza,fantasy,giallo,horror,ed erotico.

A partire dagli anni cinquanta il manga è diventato uno dei settori principali nell’industria editoriale giapponese,con un mercato di 406 miliardi di yen nel 2007 e 420 miliardi nel 2009

Benché nata in Giappone, questa forma di intrattenimento è stata esportata e tradotta in tutto il mondo,con una platea internazionale molto nutrita.

https://it.wikipedia.org/wiki/Manga

La mia carissima amica Marina mi ha suggerito un titolo per questa mia rubrica del mercoledì. Mi è piaciuto moltissimo e l’ho subito adottato.

Ovviamente le motivazioni sono se stesse, parlare di donne che non hanno ricevuto i dovuti riconoscimenti e per il loro ingegno e per il lavoro svolto.

O temporaneamente dimenticate.

Solo per il fatto di essere donne

amore.autostima · anima e corpo · armonia · cultura · Energia · evoluzione · natura · Pace · Riflessioni · scienza · stare bene · universo

* Danziamo al ritmo dell’universo A.Einstein

“Tutto è determinato da forze sulle quali non abbiamo alcun controllo. Vale per l’insetto come per gli astri, esseri umani, vegetali o polvere cosmica, tutti danziamo al ritmo di una musica misteriosa, suonata in lontananza da un pifferaio invisibile.”

Albert Einstein

ambiente · amore.autostima · armonia · arte · buone notizie · Comunicazione · cultura · eventi · pensare positivo · punti di vista · stare bene · Testimonianze

La buona notizia del venerdì: ” Aggiungi al carrello” L’arte al supermercato.

La pandemia ha portato il mondo dell’arte a reinventarsi e a sperimentare nuovi modi per fare le mostre: i musei sono chiusi in tutta Italia, e le gallerie aperte solo in zona arancione.

Ed ecco che da Napoli giunge una nuova idea: fare le mostre al supermercato

Nel 1855 aprono i grandi magazzini “Au Louvre”. Nel 1867 Karl Marx pubblica il Capitale. Intorno al1890 Paul Durand Ruel getta le basi per quel sistema organizzato che sarà il mercato dell’arte.

Sembra che a cavallo tra Romanticismo e Verismo, la storia d’amore tra l’arte moderna e la Grande Distribuzione Organizzata diventi una vera affinità elettiva. Sarà probabilmente per questo che Aggiungi al Carrello, l’incursione d’arte organizzata a Napoli dal gallerista Luigi Solito, insieme alla curatrice Carla Travierso e Antonella Polito, socia del food store Gourmeet che accoglie l’evento, svela un tratto di insospettabile fluidità visiva. 

Una tacita condivisione di spazi tra opere d’arte e categorie merceologiche.

Un gioco mimetico, dove riesce difficile applicare con assoluta certezza le dinamiche del “trova l’intruso”.  

Emma with marshmallows di Ryan Mendoza è posizionata alle casse (si sa, i dolci si mettono sempre vicino alle casse).

Il Valentino Zeichen (quello di Metafisica Tascabile) in pietra e bubblegum di Maurizio Savini si adagia senza sforzo tra i ghiacci e le luci (un po’ metafisiche pure loro) del banco pescheria. 

Le fusioni antroporganiche” di Laura Niola reagiscono d’osmosi sul ritmo formale dell’ortofrutta. I lavori si lasciano percepire senza alcun trauma visivo. Tutt’al più come minime vibrazioni materiche: veloci scarti cognitivi. Come fosse un residuo di quell’istinto primordiale del cacciatore-raccoglitore che sa distinguere il frutto maturo da quello che è nutrimento si, ma ancora potenziale.

È questo il senso dell’operazione che i promotori tengono a sottolineare: l’arte, la cultura come nutrimento perseguito con altri mezzi.

Come il cubo bianco di Francesca Matarazzo, a metà strada tra il monolite di Kubrick e quei maxischermi esoterici con gli andamenti della borsa valori. Perché alla fine esporre opere d’arte all’interno di un supermercato, assume sempre quella valenza da test psicologico condotto sui gruppi di consumatori.

Umanità indefinite come il corpo in gesso di Christian Leperino. Che non siamo noi, Ma ci assomiglia. E quando esci ti viene un po’ da chiederti: c’è poi tanta differenza tra un appassionato collezionista d’arte e la scaltra casalinga che fa la spesa? In fondo è tutta questione di capacità, discernimento, esperienza sul campo, velocità d’occhio e d’azione.

Si ragiona per piani di investimento a medio-breve termine. A volte si tratta di lunga conservazione.

Ma alla fine, ti porti sempre a casa il pezzo che mancava in quella fantastica wunderkammer domestica, che per convenzione linguistica, chiamiamo frigorifero.

fonte

https://www.lifegate.it/orme-ortica-memoria-milano?fbclid=IwAR2HvnxWtnlCiHhEAObQ7cQf3fEId2QMqUy4BQPPLkHmWShfMaK15B1SsLk

ambiente · amore.autostima · armonia · arte · Comunicazione · cultura · donne · futuro · pensare positivo · punti di vista · sebben che siamo donne · stare bene · Testimonianze

Perchè siam donne: Una favola? Perchè è una donna! Quando si crede in un sogno ogni sogno diventa realtà!

Una favola con un bel lieto fine, non si potrebbe definire altrimenti la storia di Glass Marcano, giovane ragazza venezuelana, figlia di una famiglia resa ancora più povera dalla crisi economica prima, e dalla pandemia poi.

La mamma ha un negozio di frutta, e Glass la aiuta come può, lavorando nel negozio, studiando tra un cliente e l’altro.

Glass è anche una bambina prodigio della musica: ha iniziato a 4 anni a suonare il violino. A soli 8 anni è entrata al conservatorio, e a 11 ha cominciato a suonare in diverse orchestre venezuelane. Poi l’ingresso nel “Sistema”, la fondazione musicale voluta e diretta da José Antonio Abreu, che credeva fortemente nel ruolo della musica per il riscatto sociale dei giovani. Qui Glass studia direzione d’orchestra.

Nel frattempo, si laurea in giurisprudenza, e diventa direttrice dell’orchestra giovanile sinfonica del conservatorio Simón Bolívar, continuando a lavorare anche nel negozio di frutta e verdura. Una vita faticosa e impegnativa per una ragazza tenace e volenterosa.

Poi un giorno scopre che l’Orchestra Mozart di Parigi organizza un concorso, “la Maestra”, per selezionare una direttrice d’orchestra. Sarebbe il sogno della sua vita partecipare, ma Glass non ha i soldi per la quota di iscrizione. Sono 150 euro, e Glass non li ha. Non li può chiedere ai genitori, perché nemmeno loro li hanno. Il sogno purtroppo non si può realizzare, eppure era così a portata di mano.

Ma questa è una favola e come in tutte le favole che si rispettino ci sono le fatine buone.

Questa volta la fatina ha le sembianze di amici e parenti di Glass, che fanno una colletta per prestarle i soldi. Non si può perdere questa occasione, Glass deve partire, deve iscriversi al concorso, deve almeno provarci. Allora Glass paga la quota, manda un video con le sue esibizioni e supera la preselezione: parteciperà alle finali del concorso, a Parigi, nel marzo 2020.

Però arriva la pandemia, e il concorso viene rimandato: il sogno si allontana di nuovo. Ma con l’estate la situazione in Europa migliora, e il concorso viene fissato a settembre.

Solo che mentre in Europa le cose vanno meglio, il Venezuela attraversa una fase durissima e quindi il governo attua tutta una serie di misure di contenimento. Tra cui la chiusura dello spazio aereo: non ci sono più voli, Glass non può partire.

Il sogno sembra di nuovo irrealizzabile.

E invece no, perché altre fatine buone, questa volta con le sembianze di funzionari dell’ambasciata francese in Venezuela, e dell’ambasciata venezuelana in Francia, riescono a far salire Glass e il suo sogno su un volo umanitario diretto a Madrid per rimpatriare gli spagnoli bloccati in Venezuela.

Glass poi arriva a Parigi, partecipa al concorso, ma non vince.

Eppure la sua esibizione commuove la giuria, che non rimane insensibile davanti alla sua bravura, e le conferisce un premio speciale: una borsa di studio per il Conservatorio di Parigi.

Oggi Glass Marcano è ancora in Francia, dove studia, suona, si esibisce, e viene apprezzata per il suo grande talento. Recentemente è stata invitata a dirigere l’Opera di Tours per tutto il 2022.

Una vera favola, con una protagonista coraggiosa, degli amici generosi, un sogno da realizzare, solo che al posto della bacchetta magica, in questa favola c’è la bacchetta di una giovane direttrice d’orchestra, carismatica, determinata, energica e talentuosa.

Ma forse anche questa bacchetta può essere un po’ magica, se riesce a trasformare i sogni in realtà..

La farfalla della gentilezza

Tutto l’universo cospira affinché chi lo desidera con tutto sé stesso possa riuscire a realizzare i propri sogni.

Paulo Coelho

La mia carissima amica Marina mi ha suggerito un titolo per questa mia rubrica del mercoledì.Mi è piaciuto moltissimo e l’ho subito adottato.

Ovviamente le motivazioni sono se stesse, parlare di donne che non hanno ricevuto i dovuti riconoscimenti e per il loro ingegno e per il lavoro svolto.

O temporaneamente dimenticate.

Solo per il fatto di essere donne

amore.autostima · anima e corpo · armonia · Comunicazione · cultura · Energia · evoluzione · pensare positivo · punti di vista · Riflessioni · stare bene · Testimonianze · umanità · universo · usanze

* E’ il momento degli inizi…Tredici per caso?

13 ALCHIMISTA

Il primo significato a cui si pensa è come numero della fortuna, soprattutto noi italiani per ovvie ragioni.
Il 13 è anche associato alla Morte tredicesima lama dei tarocchi, i due concetti non sono così separati come sembra in quanto il 13 indica cambiamento drastico che può essere sia in positivo che in negativo, così come la morte và interpretata come morte alchemica, morire a sè stessi per poi rinascere, come nei riti iniziatici.

Il 13 è’ composto da 1 e 3 per cui, l’Uno origine di tutte le cose, ha in sè il germe del principio non ancora formato, numero divino, sorgente di tutto ciò che esiste e che è.
Il Tre, che presenta le potenze attive dell’Uno e le porta alla realizzazione, è la conoscenza della completezza e della perfezione: i latini affermavano che “omne trinum est perfectum”.

Nella corrispondenza tra l’alfabeto egiziano e le lettere del nostro alfabeto, la 13° lettera è la M, con l’immagine della Civetta, il simbolo della ricerca nel buio , ricerca interiore.

Nell’alfabeto ebraico la 13esima lettera è la Mem (la lettera M dell’alfabeto latino), essa è legata all’acqua, rappresenta il rivelato ed il nascosto, ha un valore numerico 40, numero della purificazione, simboli legati al lavoro alchemico.

Il numero 13, nella sua riduzione teosofica diventa un quattro, 1+3=4 ma in una “ottava” superiore, è l’antico numero della completezza, associato alla fine di un ciclo: ci sono tredici mesi lunari in un anno; tredici sono i segni nell’astrologia celtica e di quella dei nativi americani e la nostra astrologia vede nello zodiaco 13 costellazioni, la tredicesima è il Serpentario od Ofiuco. Una ottava musicale cromatica è costituita da 13 suoni differenti (con il primo e l’ultimo uguali ma di altezze diverse).

Nella numerologia il 13 è l’Alchimista, numero karmico del 4, archetipo del Costruttore, (1+3=4), è correlato al mondo dei sensi e delle forme e contiene in sé il principio dell’ineluttabilità del cambiamento, il significato di questo concetto, è un monito a non aggrapparsi a ciò che non sostiene più l’evoluzione. Si evolve accogliendo gli eventi come strumenti di trasformazione, l’unica costante dell’esistenza è proprio il mutamento che avviene costantemente, attimo per attimo, atomo per atomo, per amore della vita; ciò permette alle forme ormai logore di lasciare il posto a quelle nuove. Il fenomeno della nascita e della morte, esprime un continuo dinamismo evolutivo, il cui scopo è il conseguimento della perfezione.

Il percorso del divenire avanza immutabile,
fintanto che il più piccolo filo d’erba abbia conseguito l’illuminazione,
fino a che ogni cosa vivente si sia reintegrata in ciò che è in essenza l’assoluto.
Wei Lang

Il 13 dunque ci parla di nuovi inizi, ci mostra che i vecchi sistemi sono giunti al termine per favorire le trasformazioni richieste, l’Essere Umano affronta la prova suprema della materia divenendo Alchimista,finalmente interpreta  il suo specchio e si riconosce nello spirito immortale.


http://www.visionealchemica.com/13-alchimista/

 

Ciò che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla

(LAO TSE)

ambiente · anima e corpo · armonia · buone notizie · cultura · Energia · Fantasia · felicità · natura · pensare positivo · punti di vista · stagioni · stare bene · Testimonianze · usanze

* Un gelato può cambiare il tuo umore…..dimmi come lo mangi e ti dirò chi sei…


Gelato-duro-21

 

Ma quando è stato inventato il gelato?

Ci sono riferimenti alla refrigerazione di frutta, latte e miele  sia negli antichi testi sia nelle cronache delle scoperte archeologiche più note.
Pensate che nella Bibbia Isacco offre ad Abramo latte di capra misto a neve e si narra che Alessandro Magno, durante le sue campagne in India, pretendesse un continuo rifornimento di neve da consumare mescolata a miele e frutta durante le lunghe marce e la preparazione delle battaglie.

Alcuni studiosi fanno risalire l’origine del gelato a circa 3.000 anni prima di Cristo, in estremo Oriente, precisamente in Cina.

In seguito alle invasioni mongoliche, il gelato sarebbe poi approdato in Grecia e in Turchia, diffondendosi negli altri Paesi del bacino del Mediterraneo.

Gli antichi faraoni egizi, tra le portate più ambite dei loro sontuosi banchetti, annoveravano primitive forme di granite e la stessa Cleopatra offrì con successo a Cesare ed Antonio frutta mescolata a ghiaccio.

carlo-magno-gelato-ignazio-campnale-

Gli antichi Romani si distinsero ben presto grazie alle loro nivatae potiones”, veri e propri dessert freddi.
Il generale Quinto Fabio Massimo inventò una ricetta molto simile a quella del sorbetto. La parola sorbetto sembra tragga origine proprio dall’arabo scherbet = dolce neve oppure dall’etimo, sempre arabo, sharber = sorbire, da cui passando attraverso la lingua turca, sarebbe stato coniato il termine chorbet.

Marco Polo, verso la fine del XIII secolo, al termine del suo famoso viaggio in Asia, portò dalla Cina nuove idee per il congelamento artificiale, grazie ad una miscela di acqua e salnitro.

Nel corso del Medioevo invece i sorbetti insieme ad altri cibi raffinati finirono addirittura di sparire dalle mense perchè ritenuti simbolo del peccato.

Il  trionfo di questo dolce freddo sulle tavole dei ricchi avviene, tuttavia, nel Cinquecento, in seguito allo sbarco in Europa d’ingredienti provenienti dai nuovi continenti: frutta, piante nuove, aromi e spezie, tè, caffè, cacao.

Fu Caterina de’ Medici che diffuse oltralpe un dessert semifreddo a base di crema dolce, dopo aver sposato il futuro re Enrico II di Francia nel 1533. Questo dessert assomigliava molto al gelato attuale.

Venditori-di-sorbetti-a-Firenze-ignazio-campanale1

Fino ad allora il gelato seppur nella sua forma di crema ghiacciata era stato prerogativa solo dei più ricchi, per la difficoltà di conservare il ghiaccio d’estate ma  verso il 1560 un medico spagnolo che viveva a Roma, Blasius Villafranca, scoprì che, aggiungendo salnitro alla neve e al ghiaccio, si poteva congelare molto più rapidamente qualsiasi cosa: fu questa la scoperta che segnò l’inizio di tutto e trasformo il ghiaccio e la neve in quello che oggi chiamiamo gelato dando il via ad una produzione destinata, siamo convinte, a non finire mai.

Bisogna però aspettare il Cinquecento per assistere al trionfo di questo alimento. In particolare, è Firenze a rivendicare l’invenzione del gelato ‘moderno’, che per primo utilizza il latte, la panna e le uova. Golosa innovazione che si deve all’architetto Bernardo Buontalenti. Altro grande epigono del gelato fu anche un gentiluomo palermitano, Francesco Procopio dei Coltelli che, trasferitosi a Parigi alla corte del Re Sole, aprì il primo caffè-gelateria della storia, il tuttora famosissimo caffè Procope.

Ma la storia moderna di questo goloso alimento comincia ufficialmente quando l’italiano Filippo Lenzi, alla fine del XVIII secolo, aprì la prima gelateria in terra americana. Il gelato si diffuse a tal punto da stimolare una nuova invenzione: la sorbettiera a manovella, brevettata nel XIX secolo da William Le Young.

Il primo gelato industriale su stecco, il Mottarello al fiordilatte nasce in Italia nel 1948. Subito dopo, negli anni 50, arriva il primo cono con cialda industriale il mitico Cornetto. Gli anni 70 e la diffusione del frezeer domestico battezzano invece il primo secchiello formato famiglia, ilBarattolino. 

1278410490889_01_mottarello-pubblicita-anni-

Fino ad arrivare al primo biscotto famoso diventato un gelato di successo, il bicolore Ringo.

Gelato e…psicologia

Da una ricerca sulle scelte del gelato e la psicologia umana, la psicologa Viviana Finestrella, esperta in tematiche nutrizionali dice:

Il gelato è un alimento che si gusta in maniera semplice e diretta (senza posate, e non c’è bisogno di sedersi a tavola) che quindi permette alla persona di “spogliarsi” degli aspetti formali e vivere un momento di piacere senza imporsi rigidità e controllo, atteggiamenti che invece predominano in altri momenti e periodi dell’anno (in inverno, ad esempio, quando si è al lavoro). Il gelato contribuisce a disattivare (quanto meno ad abbassare) le nostre difese (in altre parole…”scioglie il Super-Io!”) e a vivere in maniera più autentica e genuina, anche nelle relazioni.

Ci sono le prove, lo hanno verificato i ricercatori dell’Istituto di psichiatria di Londra, secondo i quali il gelato «accende» gli stessi centri del piacere nel cervello stimolati da una vincita di denaro o dall’ascolto della musica preferita.

Dimmi come lo mangi e ti dirò chi sei?

Il Cono con cialda è scelto da chi predilige un’esperienza sensoriale completa non negandosi nulla, costituito dalla parte cremosa e da quella croccante del cono, contando comunque sulla sicurezza di un appagamento finale (la parte terminale di cioccolato). Chi mangia il cono di solito è un tipo Voglioso.

Lo Stecco: a prima vista chi mangia questo tipo di gelato è una persona intraprendente, che ama curiosare nella moltitudine di gusti possibili, ma allo stesso tempo si tratta di un tipo Insicuro… Questa persona ha bisogno che rimanga qualcosa di tangibile, lo stecco appunto, con cui giocare o anche solo da tenere in bocca.

 – Il Ghiacciolo: si addice ad una personalità Effimero/Indipendente, a colui che preferisce un piacere da gustare immediatamente, convinto che non c’è nulla da aspettare (come nel cono). Questo tipo di persona tollera poco la frustrazione dell’attesa.

Il Biscotto: per chi ha bisogno di grande rassicurazione: è quasi la merenda preparata dalla mamma, dove c’è di tutto, anche la parte di biscotto che rimanda al bisogno di un surplus di nutrimento affettivo. Non è croccante né duro, è un piacere adatto al bambino.

La Coppetta: scelta di solito dal tipo Controllato/Misurato. È l’unico gelato “contenuto”, e quindi non libero, neanche nella modalità di assunzione dovendo utilizzare il cucchiaino. Il formato preferito da chi non riesce a lasciarsi andare fino in fondo e concedersi un piacere (che a volte “sporca” le mani o i vestiti), e da chi deve mantenere le buone maniere, anche con se stesso.

Le Praline: sinonimo di personalità Moderno/Attuale. Si tratta infatti di una scelta un po’ “mordi e fuggi”, caratteristica dei nostri tempi, molto veloci. Sono il gelato di chi ama portarsi una “scorta” di benessere, un piacere più piccolo, non dilagante, ma ripetuto nel tempo, da gustarsi in contesti diversi, tra cui quello lavorativo.

Che sia un croccante cono, uno stecco o una coppetta, il gelato ci regala sempre un attimo di felicità: è veramente magico come ci faccia tornare bambini … Anche solo per un minuto!

Miami, Florida, USA --- Woman and young girl on outdoor patio eating ice cream --- Image by © Ocean/Corbis

Fonti:

http://lifepretaporter.it/il-gelato-storia-curiosita-e-psicologia/

http://www.istitutodelgelato.it/

Gelato sospeso: anche quest’anno puoi lasciare pagato il gelato ai bambini meno fortunati