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* La buona notizia del venerdì: Lo Smart working agli italiani piace…e alle donne?

 

In un sondaggio condotto da IZI, in collaborazione con Comin & Partners, è emerso che l’80% degli italiani che lavora da casa giudica positivamente questa modalità: il 37% sarebbe addirittura disposto a rinunciare a parte del proprio stipendio pur di continuare a lavorare dalla propria abitazione.

A poco più di un mese dall’inizio del “lockdown“, l’80% degli italiani che lavora da casa giudica positivamente questa modalità e il 37% sarebbe addirittura disposto a rinunciare a parte del proprio stipendio pur di continuare a lavorare dalla propria abitazione. Purtroppo però, non per tutti il telelavoro è una scelta possibile: un italiano su tre, infatti, ha problemi per l’accesso alla rete o non ha disponibilità di computer e apparecchi tecnologici. È quanto emerge dal sondaggio condotto da IZI in collaborazione con Comin & Partners. 

Gli italiani che hanno dovuto trasformare la propria casa in ufficio a causa dell’emergenza Covid-19 sono quasi due milioni, il 35% dei quali sarebbero disposti a mantenere questa nuova normalità anche superata la crisi sanitaria. Inoltre, il 57% sarebbe disponibile a una formula di lavoro agile parziale. Significativa la percentuale di italiani (il 37%) che sarebbe anche disposto a rinunciare a parte del proprio stipendio pur di continuare a lavorare dalla propria abitazione.  

I vantaggi del telelavoro, secondo gli intervistati, sono numerosi. Al primo posto, per oltre un terzo degli intervistati, c’è il risparmio del tempo che solitamente si impiega per recarsi al lavoro. Inoltre, si indica una maggiore flessibilità di orari (30%), il risparmio economico su trasporti e pranzo (15%) e la possibilità di trascorrere più tempo con la famiglia (13%). Minore, ma comunque interessante, il dato di quanti affermano di preferire il lavoro agile per la possibilità di mangiare più sano.

In linea generale, il 58% si ritiene abbastanza soddisfatto della nuova modalità di lavoro, contro un 16% di poco soddisfatti. Se da un lato è più facile organizzarsi il lavoro, a casa, dall’altro però questo può portare ad una difficoltà nel trovare il tempo da dedicare alle attività personali. È esattamente per questo che il 23% ha dichiarato di “non staccare mai”, mentre il 5% fa fatica ad organizzare il proprio tempo e il 7% trova complesso gestire e pianificare il lavoro. 

Ma la mole di lavoro non è l’unico limite che lo smart working deve superare. Infatti, non sempre si dispone di una connessione internet adeguata, abbastanza veloce da non complicare il normale svolgimento delle proprie mansioni. Inoltre, in questo momento di lockdown, molti lavoratori non sono soli in casa e che quindi molti dispositivi connessi simultaneamente non hanno una connessione in grado di supportarli. In più, tra coinquilini, famiglia, televisioni e quant’altro le distrazioni non mancano: per il 13,4%, infatti, queste rappresentano un problema. 

Il sondaggio è stato effettuato sui residenti in Italia in età lavorativa (18-65 anni) che abbiano avuto esperienza di lavoro agile. Il campione ha incluso 1002 persone intervistate in modalità: Cati-Cawi. Le Interviste sono state effettuate tra il 7 e il 9 aprile.

Uno “smart working” che, per le donne, è poco “smart”.

 

E’ quanto emerge dalla ricerca #IOLAVORODACASA condotta da Valore D con l’obiettivo di analizzare il mondo del lavoro in Italia in questo periodo di grande criticità dovuto all’emergenza Coronavirus.
L’indagine fatta su un panel di oltre 1300 lavoratori, dipendenti e non di multinazionali e PMI, conferma che, per dare continuità al proprio business tutelando la salute dei dipendenti, in questo periodo le aziende sono ricorse ad un uso massiccio dello smart working. Oltre il 93% degli intervistati sta infatti lavorando da casa.

Smart working o extreme working?
L’analisi racconta che il 60% del campione femminile dipendente era già abituato a lavorare in modalità “lavoro agile”, con flessibilità di orario e spazi. Ma lo smart working richiede una
grande disciplina personale, la ricerca di una postazione di lavoro tranquilla e isolata, orari determinati – tutti aspetti non facili da mettere in atto in un momento di convivenza familiare forzata. Emerge quindi che, in questo periodo, 1 donna su 3 lavora più di prima e non riesce, o fa fatica, a mantenere un equilibrio tra il lavoro e la vita domestica. Tra gli uomini il rapporto è di 1 su 5. “La ricerca conferma che la responsabilità della cura famigliare continua a gravare in prevalenza sulle donne che, soprattutto in questa situazione di emergenza, fanno fatica a conciliare la vita professionale con quella personale. Sarebbe invece auspicabile che proprio momenti di crisi come questi potessero aiutare a sviluppare una maggiore corresponsabilità genitoriale che alleggerisca la donna dal duplice carico famigliare e professionale”, commenta Barbara Falcomer, direttrice generale di Valore D.
Pur avendo una forte tenuta emotiva – oltre il 60% delle donne ha espresso
sentimenti “positivi e di rinnovamento” – il restante 40% vive questo periodo con “ansia, rabbia e confusione”. Ciò è particolarmente vero nella generazione delle Millennials che si sentono molto più confuse rispetto alla generazione delle Baby Boomers (22.8% le prime contro il 6% delle seconde).


La “resilienza” è un aspetto che caratterizza in modo importante la fascia femminile sopra i 40 anni. Oltre il 48% di loro ha espresso una forte capacità di affrontare e superare questo periodo di difficoltà, contro l’11% delle donne sotto i 30 anni. In compenso,
la “speranza” è un sentimento trasversale che in questo momento accumuna le donne di tutte le generazioni con un leggero incremento tra chi ha meno di 40 anni.

E le aziende?
Come hanno reagito le aziende? Quasi la totalità degli intervistati (90%) ritiene che siano intervenute prontamente e che spesso abbiano “anticipato le disposizioni governative”. Le aziende si sono mosse su due fronti, quello tecnologico e quello relazionale, favorendo lo smart working in termini organizzativi con strumenti adeguati e supporto IT, ma anche proponendo “attività di formazione in remoto”. Il management fa sentire la sua vicinanza aumentando i contatti con i dipendenti con mail, web conferences e telefonate motivazionali e di incoraggiamento, spesso “rispondendo live a tutte le domande sullo stato del business e rassicurandoci sulla solidità della filiale italiana”.

Anche la dimensione ludica aiuta a tenere alto il morale. Alcune aziende mantengono viva la Community attraverso il “gruppo Facebook aziendale o apposite piattaforme utilizzate per attività sia business che leisure (sport, cucina,…)”.
Importanti si rivelano anche le relazioni tra colleghi che, per condividere la difficoltà del momento e allentare la tensione,
si ritrovano per “pause caffè e pranzi virtuali, video call di gruppo”.

Il futuro
E il futuro? Molti già “programmano il futuro” e si stanno “preparando alla ripresa occupandoci di ciò che abbiamo trascurato”. La maggior parte (85%) crede che questa situazione contribuirà a introdurre, modificare, e rinforzare il modello di Smart Working in azienda.

/smart-working-al-femminile-1-donna-su-3-lavora-piu-di-prima

http://www.alternativasostenibile.it/articolo/smart-working-agli-italiani-piace-ma-uno-su-tre-non-ha-gli-strumenti-giusti-casa

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* Il Primo Maggio è la grande festa del Fuoco

“L’Uovo si è schiuso ed è iniziata l’Era del Serpente”

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” L’uovo di Oestara si è schiuso e il “serpente”, simbolo della Grande Dea, è uscito dal guscio e si manifesta nella vita che divampa nella natura: nelle fioriture e nelle cucciolate. È il tempo di celebrare con gioia i colori vividi e i profumi vibranti della stagione, le brezze che annunciano la prossima estate e l’estasi della terra dopo il lungo inverno.”

Beltane, grande festa di Fuoco, è arrivata!

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Beltane o Beltaine (dal gaelico irlandese Bealtaine o dal gaelico scozzese Bealtuinn; entrambi dall’antico irlandese Beletene, “fuoco luminoso”) è un antica festa gaelica che si celebra attorno al primo maggio.
“Bealtaine” è anche il nome del mese di maggio in irlandese ed è anche tradizionalmente il primo giorno di primavera in Irlanda.
È il giorno situato a metà fra l’equinozio di primavera ed il solstizio estivo, astronomicamente il giorno corretto è il 5 maggio.
Fonti gaeliche del X sec. affermano che i druidi accendevano dei falò sulla cima dei colli e che vi conducevano attraverso il bestiame del villaggio per purificarlo ed in segno di buon augurio.
Anche le persone attraversavano i fuochi, allo stesso scopo.

L’usanza persistette attraverso i secoli e dopo la cristianizzazione (i popolani sostituirono i druidi nell’accendere i fuochi), fino agli anni ’50.
La celebrazione sopravvive ancora oggi in alcuni luoghi, dove tutte le persone presenti vengono fatte passare attraverso i fuochi.
Una celebrazione di Beltane si tiene ogni anno la notte del 30 aprile a Calton Hill, presso Edimburgo (Scozia), a cui partecipano circa 15.000 persone.
La tradizione di accendere fuochi sulle cime delle colline esiste tra l’altro in molte culture contadine come ad esempio in Piemonte dove, fino a pochi decenni addietro era tradizione delle Langhe accendere falò il giorno di San Giovanni (24 giugno).
Beltane è una festività prettamente gaelica non “celtica”, dato che altri popoli celtici come i Gallesi, i Bretoni ed i Galli non celebravano questa ricorrenza.
Beltane ricorre il 1° maggio ed è la festività piu’ amata in tutto il mondo celtico. Chiamata anche Calendimaggio in Italia, Beltane in Irlanda, Bealtunn in Scozia, Shenn do Boaldyn sull’Isola di Mann e Galan Mae nel Galles.
Insieme a Samhain è la più importante ricorrenza del calendario celtico. Si tratta della festa in onore dell’estate che giunge a portare i suoi frutti.
La parola Beltane significa letteralmente “splendente” e si riferisce al falò acceso in onore del Dio Bel o Belenus, il Dio del fuoco, che, dopo essersi accoppiato con la Dea Madre Terra e averla fecondata, muore e rinasce come suo figlio.
Il Sabbat di Beltane celebra quindi l’unione carnale e spirituale tra la Dea e il Dio. Indica il ritorno della passione e della fertilità nella vita umana e nella Natura. Dopo il risveglio primaverile, i corpi e la Natura sono carichi di energia. Questo periodo è il momento ideale per sbocciare, fiorire e ottenere soddisfazione.Questa e’ la festa della fecondita’, della terra, dell’amore, della purificazione fisica e interiore. La terra rinasce e con lei anche noi ci rigeneriamo con lo sguardo rivolto al sole estivo.
Il Dio viene celebrato nel pieno della sua potenza e del suo vigore sessuale. Uno dei simboli principali è infatti il Palo di Maggio, un richiamo chiaramente fallico alla potenza maschile.

CALENDIMAGGIO

Veniva eretto un altissimo palo intorno al quale si danzava in senso orario, seguendo il movimento del Sole.
Il palo veniva celebrato tutto l’anno per poi essere tagliato e fatto a pezzi a Beltane per alimentare il nuovo fuoco.

Fin dai tempi antichi venivano alzati i pali della cuccagna, al cui vertice venivano poste mercanzie che, il primo ardimentoso che riusciva ad arrivare alla sua vetta, aveva il diritto di portarsi a casa.
Durante questa giornata si ringraziano gli Dei per i doni e l’abbondanza, non dimenticando di condividerli con i nostri cari e con chi è meno fortunato di noi.
Contrariamente a molte altre festività pagane, che sono state cristianizzate, Beltane non è stata sovrapposta da alcuna altra ricorrenza. Poiché per il cristianesimo la libertà sessuale, l’allegria sfrenata, l’ubriachezza e l’indulgere al peccato di gola (tutte cose che caratterizzano Beltane), hanno origini sataniche, la Chiesa ha dichiarato questa notte “ la notte delle streghe ”.
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Si festeggia con balli e danze nelle campagne, aprendo il nostro spirito alla forza che rinasce e ci circonda, con passeggiate a contatto con la natura.
Nella notte del primo Maggio si saltano i fuochi ardenti (o piccoli braceri simbolici) che segnano il passaggio e la vittoria del bene sul male. Risorgiamo come uomini con il nostro corpo rinnovato e con la nostra mente piu’ limpida.

I simboli del calendimaggio sono la Croce di S.Andrea o Croce decussata a forma di X, simbologia dell’unione tra il cielo e la terra e il cui centro e’ rappresentato dall’uomo, (S.Andrea fu inchiodato a questa croce a X, e l’albero anche’esso simbolo di unione tra cio’ che e’ quaggiu’ e cio’ che si trova lassu’ (le radici radicate a terra e le fronde spinte in alto verso il cielo).

Happy+Beltaine

“Quando la ruota incomincia a girare

iniziano i fuochi di Beltane a bruciare”

 

Fonti.
http://www.celtical.it/
http://parvatim.wordpress.com
http://www.ilsentierodialchimilla.com
http://www.strie.it

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* L’ordine implicito dell’Universo: cosa ci dicono le stelle in questo periodo…

Diceva David Bohm, illustre fisico teorico che il Dalai Lama chiamava “il mio consigliere scientifico” , che tutto nell’universo è programmato secondo un ordine implicito e che quello che noi percepiamo è solamente un ordine esplicito che spesso scambiamo come caos.

Niente per caso quindi nei movimenti delle energie dei corpi celesti, dai piccoli frammenti di stelle ,gli asteroidi, fino alle più grandi galassie…

Ecco l’asteroide OR2 1998

Il 29 aprile alle 11.56 ora italiana l’asteroide OR2 1998 ha toccato il punto più vicino a noi, circa 0.04 unità astronomiche (4 centesimi della distanza dal Sole, quindi circa 6 milioni di chilometri): una distanza del tutto innocua per noi, anche se l’oggetto ha un diametro stimato tra 1.8 e i 4.1 chilometri e velocità di circa 8.7 km/s, .

Scoperto dalla Nasa nel 1998, da cui il nome, è inserito ora nella lista degli “oggetti vicini alla Terra” della stessa Nasa.

La maggior parte degli asteroidi porta il nome di una divinità o di personaggi legati al mito e al magico .

Gli asteroidi con i miti associati possono diventare quella sfumatura che permette di comprendere pensieri e comportamenti di una persona, a seconda della posizione che ha in un segno zodiacale o in aspetto con uno dei pianeti del tema natale.

Può essere che il mito legato all’asteroide in quel preciso momento risulti collegato ad un preciso momento della vita della persona

Gli asteroidi, emersi nella coscienza dopo la scoperta di Urano, sono veicolo del bisogno collettivo di trasformazione globale.

Essi sono i messaggeri dell’Età dell’Acquario durante la quale l’umanità avrà l’opportunità di connettersi a temi meno egoistici e lavorare con responsabilità per creare nuove strutture sociali.

Le crisi che possono scoppiare sono le crisi del cambiamento che si accompagnano ad ogni cambio di frequenza energetica.

Questo asteroide OR2 1998 attraversa la costellazione del Toro nel momento di maggior vicinanza alla Terra.

La costellazione del Toro se la vediamo come una tappa del percorso evolutivo dell’umanità è il momento dell’aggregazione di più esseri umani in gruppo, e rappresenta il livello di civiltà raggiunto dal punto di vista materiale;

L’umanità si é ormai organizzata in gruppi sempre più grandi, si da regole e leggi per vivere insieme sullo stesso territorio stabilmente, attingendo alle risorse di quella terra per vivere come un popolo unico e una nazione.

Toro è un segno di Terra,

Venere è il pianeta che governa il segno del Toro.

Venere é la protettrice delle Arti e delle Scienze   Spinge alla creatività e all’indagine i popoli  che sono sotto la sua influenza.

Venere si allineata con le Pleiadi la sera del 3 aprile 2020. e questo succede ogni otto anni.

 

E poi c’è la Cometa Atlas

Potrebbe essere visibile verso il 31 Maggio 2020 nei nostri cieli,

Secondo alcuni calcoli scientifici la cometa Atlas ha un periodo orbitale di circa 6030 anni significa che la cometa si è già mostrata 6000 anni fa all’uomo, quando la Cina viveva al tempo Neolitico mentre in Egitto e in Mesopotamia si consumava il periodo del rame.
Tempi di grande trasformazione e transizione in un grande spazio-tempo di cambiamenti epocali.

In questo momento storico sta destabilizzando un equilibrio, infatti è stata annunciata a fine dicembre in concomitanza con la comunicazione urgente della Cina del virus all’Organizzazione Mondiale della Sanità.

In astrologia, in genere, la cometa è portatrice di un periodo più o meno lungo di grandi stravolgimenti sia a livello umano che nella natura spesso con fenomeni catastrofici e imponenti in tutta il mondo cos’ da creare una situazione di caos e incertezza. Effettivamente è una spinta fortissima al cambiamento per portare rinnovamento e fertilità.

Quindi la sua traiettoria è indicativa di quali settori dell’esistenza saranno più stimolati anche nolenti al capovolgimento dell’attuale ordinamento.

Ed anche l’orientamento, il colore, la direzione della coda rispetto al Sole, gli eventi planetari stretti che eventualmente si formano al suo passaggio.,

Considerata da un punto di creazione e abbondanza, ha l’aspetto di uno spermatozoo, con la testa e la coda, pronto a correre veloce e a fecondare l’ovulo: la Terra!

Attraverserà la costellazione dell’Orsa Maggiore e poi si trasferirà nella costellazione della Giraffa, transitando in questo spazio del cielo dal 13 Maggio, dirigendosi poi nella costellazione di Perseo, per poi entrare il 27 Maggio nella costellazione del Toro e da lì attraversare il Sole

Il Passaggio che affronterà la cometa dalla costellazione degli “animali” alla costellazione “umana” dei Gemelli, è un passaggio significativo, ovvero uno sfasamento degli equilibri naturali tra ambiente e natura.

La cometa incrociando la costellazione dell’Orsa Maggiore, entrerà in un triangolo di forza molto potente, che per l’astrologia esoterica, attiverà un triangolo cosmico: Orsa Maggiore , Sirio e Pleiadi, dove si genererà energia allo stato puro, una triangolazione di potere, un ponte, una apertura.
In questo triangolo interverranno
le costellazioni del Leone, dei Pesci,e del Capricorno : ecco che l’evoluzione dell’umanità in relazione alla natura e alle dinamiche dell’ecosistema si rinnoveranno.

Da questo triangolo di potere la cometa si sposterà nella costellazione della Giraffa per poi passare nella costellazione di Perseo.

Vediamo l’asse Toro-Scorpione che ci parla di soldi, finanza e risorse della terra, come il cibo. Abbiamo anche il coinvolgimento dei Gemelli, un segno che riguarda l’umanità e la collettività, strettamente legato ai personaggi pubblici, religiosi come un pontefice, testimone di un passaggio da un vecchio a un nuovo mondo.
La cometa quando raggiungerà gli ultimi gradi, precisamente il 26° del Toro, si congiungerà a una stella importantissima
Algol, chiamata la “Stella del Diavolo”, una tra le più potenti stelle in assoluto.
Questa congiunzione potrà essere davvero determinante per il mondo religioso.
Astrologicamente
ha il compito di distruggere, destrutturare per poi ricostruire a nuova vita. Spazzare via ciò che è marcito, logorato, lasciando posto a terre fertili, questo è il concetto di Algol: distruggere qualcosa di vecchio, ripetitivo, per portare nuova fertilità e abbondanza, innovazione e nuova coscienza.

Sempre nel mese di maggio la cometa si allineerà con Venere, Mercurio e con una Luna Nuova in Gemelli il 22 Maggio, preceduta dalla Luna Nuova del 23 Aprile in Toro, vista come un inizio di ordine mondiale pronto a un cambio.

La cometa passerà al solstizio d’estate in prossimità della Luna Nuova nel primo grado del Cancro con un’eclissi di Sole in corso.
Potremmo vedere un passaggio da un nuovo monarca a un altro, a una nuova rivisitazione delle istituzioni religiose,qualcosa di importante succederà.

Sta accadendo un grande cambiamento, stelle e comete ci hanno sempre indicato la via, anche Atlas ci sta portando verso una trasformazione epica, ne siamo testimoni in prima persona, una sorta di rivoluzione interna ed esterna in contemporanea.

Le comete non sono altro che messaggeri dell’Universo, non portano sventure, ma eventi straordinari.
La scoperta della cometa Atlas, fa riflettere sull’uomo, apre il cielo e porta il caos in un equilibrio che ha raggiunto il suo fine corso, per lasciare spazio a nuovi pensieri, nuovi tempi spirituali, politici, a una nuova epoca.

E poi c’è PLUTONE, retrogrado dal 24 aprile fino al 4 ottobre, spinge l’umanità a confrontarsi con le sue scelte per il futuro.

Le sue lezioni servono all’umanità per distaccarsi dalla materia e lo fa anche attraverso oscurità temporanea e morte per elevare la coscienza.

I pianeti retrogradi mettono in moto un processo di analisi delle esperienze e informazioni ad un livello molto profondo andando a pescare risorse nell’inconscio dove sarà necessaria una metamorfosi per trovare un modo nuovo e creativo di mettere in pratica le risoluzione avvenute.

Plutone è un pianeta lento, incide sulle scelte di una intera generazione.

E’ stato nel segno del Capricorno negli ultimi anni a sfidare coloro che sono detentori di poteri ingiusti.

Plutone spinge trovare in se stessi la spiritualità. Spirito inteso come quella parte più profonda di ogni essere che fa percepire la realtà attraverso il cuore e mette in comunione tutti i componenti della razza umana.

Abbiamo visto sempre più spesso una falsa spiritualità persino nei luoghi di culto dove tutto si confonde con l’integralismo, una bandiera che sempre più spesso viene agitata per dividere l’umanità.

Nelle settimane seguenti, anche Venere, Saturno e Giove diventeranno retrogradi, guidandoci a rallentare e riflettere.

E quando torneranno diretti tutti questi pianeti, soprattutto Plutone con le sue energie di distruzione e trasformazione delle credenze obsolete, nel mese di ottobre troveranno l’umanità cambiata, più consapevole,con una rinnovata condivisione dei valori, con una nuova attenzione alla natura ed ai suoi ritmi ?

Saremo capaci di continuare ad esprimere sentimenti di solidarietà, di profonda empatia, di superamento delle differenze sociali, della necessità di comunicare con intenti chiari e atti a costruire, di stupore per il divenire della natura nostro malgrado…

Di aver imparato da tutto questo “caos” che ci ha investito, travolto,stremato,impaurito,tutto insieme e ancora siamo increduli che sia successo e perchè…?

Io credo che  sì!

L’essere umano ha bisogno di segni eccezionali per tirare fuori la testa dall’apparenza effimera che pure è il suo campo di esperienza.

Io penso che l’universo è un insieme vivo e pulsante di energie che agiscono, collaborano, scambiano qualità ed intensità in un continuo divenire secondo un ordine implicito da sempre e per sempre.

Queste energie pervadono e determinano una coscienza in tutto ciò che è manifesto, dal granello di sabbia, alle piante, agli animali, agli esseri umani fino alle più lontane e complesse galassie.

Le energie delle stelle ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della vita la nostra vita.

https://lauracarpi.com/2010/07/10/gira-gira-il-grande-zodiaco-era-del-toro

https://www.astrologiaimmaginale.com/pianeti-retrogradi/

https://www.naturagiusta.it/blog/

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* La Terra è un essere vivente…Tutto il pianeta è un superorganismo e noi ne siamo le cellule! Pensiamoci oggi nella 50^giornata mondiale !!!

 

Soffiava una lieve brezza e nel cielo screziato splendeva un sole brillante. Sembrava mattina tardi. Il terreno sotto i piedi era verde e su un lato si vedevano filari fitti di alberi che facevano pensare a un frutteto. Dalla parte opposta si scorgeva in lontananza la spiaggia.

Non so se ci crederete ma sono io Gaia… – disse Bliss – sì io. E la terra. E quegli alberi. E quel coniglio tra l’erba laggiù. E l’uomo che si intravede tra gli alberi. L’intero pianeta e tutto quanto c’è sopra è Gaia. Siamo individui, siamo organismi separati, ma condividiamo tutti una coscienza globale. La materia inorganica del pianeta è meno di tutti partecipe di questa coscienza e gli esseri umani ne sono partecipi più di tutti. Ma ognuno contribuisce all’insieme.

Questo mondo si governa da solo. Quei meli crescono in filari regolari di comune accordo. Si riproducono solo quel tanto che serve a riempire gli spazi lasciati vuoti dagli alberi che muoiono. Gli esseri umani raccolgono la quantità di mele di cui hanno bisogno; altri animali, compresi gli insetti, mangiano la loro parte e solo quella.

Piove solo quando è necessario. A volte ci sono periodi di pioggia più intensa e prolungata. A volte periodi di siccità. Entrambi si verificano quando è necessario. Non è forse vero che nel nostro corpo ogni cellula sa cosa deve fare. Sa quando deve moltiplicarsi e quando smettere, quando creare certe sostanze e quando no. E quando le crea sa perfettamente in che quantità. ciascuna cellula è una fabbrica chimica indipendente ma tutte quante attingono a un fondo comune di materie prime che vengono portate loro attraverso un sistema di trasporto comune. Tutte quante versano i rifiuti in canali comuni. Tutte quante danno un contributo alla coscienza collettiva globale.

Tutto il pianeta è un superorganismo e noi ne siamo le cellule. Esiste una coscienza collettiva ma ne esiste anche una individuale, la coscienza del singolo organismo, nel mio caso un essere umano. Questa coscienza è enormemente più avanzata di quella di ogni singola cellula. Il fatto che ciascuno di noi faccia parte di una  entità ancora più grande che si trova su un livello più alto non ci riduce al rango di cellule. Io rimango un essere umano, al di sopra di noi però c’è questa consapevolezza collettiva che supera di molto la mia comprensione, tanto quanto la mia consapevolezza individuale supera quella di una cellula del mio braccio. La mente collettiva della coscienza collettiva è molto più forte di quella individuale proprio come un muscolo è più forte di tutte le singole cellule che lo compongono.

Riguardo l’alimentazione diciamo che tutto segue un ciclo. Noi dobbiamo mangiare e le cose che si possono mangiare fanno parte di Gaia. Però niente viene ucciso per sport o diletto e nessuna creatura viene fatta soffrire inutilmente. Ciò che è mangiato continua a esistere nella coscienza planetaria, poiché parti di esso vengono incorporate dal nostro organismo esso partecipa della coscienza totale in misura maggiore di prima. Quando Gaia mangia Gaia non ci sono perdite né guadagni. Non è altro che uno spostamento di coscienza lungo i vari gradi della scala. Qualsiasi cosa mangi su Gaia è Gaia e quando il cibo è metabolizzato e diventa parte di me è ancora Gaia. Anzi parte di quel che mangio ha la possibilità di raggiungere un livello più elevato di coscienza, mentre il resto si trasforma in rifiuti e dunque scende a un livello più basso di coscienza. E’ un grande cerchio: gli animali mangiano e vengono mangiati. Ogni organismo che muore viene assimilato nelle cellule delle muffe, dei batteri di decomposizione e così via … e rimane Gaia. In questa vasta circolazione di coscienza è compresa perfino la materia inorganica e ogni cosa periodicamente ha la possibilità di essere partecipe di un grado di consapevolezza non indifferente. Su Gaia gli escrementi sono consapevoli. Naturalmente il loro livello di consapevolezza è bassissimo.

Il mio contributo deve arrivare solo fino a un certo punto. Affinché nuovi talenti sui manifestino e diano il loro contributo alla coscienza globale bisogna fare loro spazio.

Il muro sembrava brillare… abbiamo la vaga sensazione che i muri provino qualcosa di analogo a quello che definiamo felicità. Un muro è felice quando è stato ben progettato, quando poggia solidamente sulle sue fondamenta, quando le sue parti sono simmetriche l’una rispetto all’altra e non ci sono spiacevoli tensioni.

L’arte della telepatia è una facoltà innata della mente umana ma va coltivata con cura e meticolosità estreme. Perché raggiunga il suo potenziale massimo occorrono gli sforzi di molte generazioni, ma una volta che il meccanismo è avviato si alimenta da solo. Noi pratichiamo quest’arte da più di ventimila anni. Fu tanto tempo fa che l’esercizio della facoltà telepatica ci portò a comprendere che esisteva una coscienza collettiva. Prima ci rendemmo conto soltanto dell’apporto degli esseri umani, poi di quello degli animali e vegetali e infine quello della inanimata inanimata del pianeta.

La temperatura di Gaia era sempre fresca e gradevole. Gli alberi crescevano spontaneamente a intervalli regolari come in un frutteto su tutto il pianeta. La terra e il mare erano forniti della giusta quantità e varietà di forme di vita animale e vegetale così da creare un perfetto equilibrio ecologico  e la quantità di tutte queste forme di vita oscillava con variazioni minime senza discostarsi mai troppo dall’optimum…

e questo valeva anche per gli esseri umani.”

Fonte:

L’orlo della Fondazione” e “Fondazione e Terra” Isaac Asimov

Un pianeta migliore

è un sogno che inizia a realizzarsi

quando ognuno di noi decide

di migliorare se stesso.

Mahatma Gandhi

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* Giornata della migrazione dei pesci,World Fish Migration Day. La natura compie i suoi cicli , uno dopo l’altro, anno dopo anno…Oggi la parola d’ordine è più che mai rispettiamola e prendiamone esempio

Istituita a livello mondiale, il 21 aprile è la Giornata della migrazione dei pesci.

Sin dalle origini tra gli obiettivi celebrazione c’è la diffusione della consapevolezza della necessità di salvaguardare i fiumi e i loro abitanti.

Si tratta di un evento ancora poco conosciuto e spesso deriso, sebbene molto importante per l’ambiente. Tra gli obiettivi troviamo la sensibilizzazione sull’importanza dei fiumi aperti. Dighe, brighe ed opere fluviali sbarrano i corsi d’acqua, impedendo ai suoi abitanti di risalire ai luoghi natali in modo da riprodursi.

Spesso questi animali muoiono, impedendo quindi anche la continuità della specie, come nel caso dei salmoni del Nord Europa.

Si tratta quindi di un evento molto importante per la salvaguardia della biodiversità. Spesso questi animali sono spesso preda dei cosiddetti pescatori ricreativi, quelli cioè che effettuano pesca lungo i laghi o torrenti.

Sono sempre più le specie ittiche migratorie ad essere gravemente minacciate.

Nelle lista rossa troviamo la lampreda di mare, la cui sola popolazione riproduttiva è presente nel fiume Magra in Liguria. Per tale motivo è valutata in Pericolo Critico (CR). Troviamo poi le anguille europee, spesso soggette alla pressione della pesca in tutte le fasi della loro vita. In Italia sono presenti 48 specie di pesci d’acqua, sette delle quali migrano per motivi riproduttivi. La loro migrazione è a senso unico, ossia: una volta compiuta la funzione riproduttiva muoiono senza far più ritorno.

Tra questi troviamo, appunto, le lamprede.

Alcune migrazioni possono anche essere trofiche, quindi per cibo, altre volte sono sconosciute. Questi animali sono un anello fondamentale della catena alimentare, garantendo cibo per milioni di persone in tutto il mondo. Essi svolgono inoltre un ruolo importante nella creazione di sistemi fluviali sani, necessari per la loro sopravvivenza.

Come ogni anno la World Fish Migration Foundation si impegna a coordinare eventi e manifestazioni internazionali, con l’obiettivo di diffondere la ricorrenza. Il suo scopo è anche ricordare a tutti un tema molto importante per la difesa dei nostri habitat fluviali, e la sopravvivenza di centinai di specie ittiche. Il loro spostamento è fondamentale per completare il ciclo di vita. Che sia quotidiano o annuale, esso permette loro di nutrirsi e riprodursi.

La migrazione ittica è un comportamento che interessa sia animali di acqua dolce che pesci marini pelagici.

E’ un fenomeno che si verifica con lo spostamento da un’aria geografica all’altra, che spesso dista migliaia di chilometri.

Il rischio, durante questi spostamenti, è la possibilità di predazione o la perdita di orientamento. L’effetto delle attività naturali ed antropiche con gli anni ha portato al depauperamento delle popolazioni ittiche. La pesca eccessiva, il parassitismo, i cambiamenti delle condizioni oceanografiche.

E ancora, il degrado degli habitat e l’inquinamento causano il rischio di estinzione delle specie.

Per proteggere questi animali bisogna innanzitutto tutelare gli habitat delle zone umide, fondamentali per il loro ciclo di vita. La vegetazione di questi posti offre loro riparo dai predatori e dalle intemperie, oltre che cibo per nutrirsi. Forniscono inoltre acqua pulita e sono ottime zone di deposizione.

Per anni l’uomo ha usato e modificato a suo piacimento i fiumi e le sue rotte, al solo scopo di migliorare la sua qualità di vita.

L’estensione dei centri urbani ha ristretto lo spazio dei fiumi, ignorando che il cemento è uno strato che riduce la quantità d’ossigeno. Questo ha portato a costi ambientali elevati, come il degrado dei fiumi. Oggi i fiumi devono respirare e riprendersi il loro corso d’acqua.

Ed è quindi nostro dovere trovare delle soluzioni in modo da recuperare gli sbagli fatti in passato.

 

Pesci

Nome generale di tutti gli animali che nascono e vivono nell’acqua [Latino: piscis].
Un pesce è un vertebrato acquatico a sangue freddo con squame e branchie, come uno squalo, una trota, un luccio o un pesciolino rosso.

Il termine proviene da una vecchia versione tedesca della parola latina “piscus”, da cui si potrebbe riconoscere il segno zodiacale dei Pesci.

La parola può descrivere sia la creatura intera che la sola carne.

Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno.

Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.

Insegnagli a creare una penuria artificiale di pesci e mangerà una bistecca.”

proverbio cinese

fonte:

https://www.controcampus.it/2020/04/giornata-della-migrazione-dei-pesci-frasi-e-citazioni/

https://www.facebook.com/giuseppinabrunoscrittrice per i bambini

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* We are the world : oggi come 35 anni fa una canzone simbolo dei valori che uniscono tutta l’umanità sempre e non solo nei momenti difficili

In questi giorni nel mondo intero si celebrano anche i 35 anni di una canzone simbolo della solidarietà, inno unificante e leggendario. 

Il 7 marzo 1985 usciva “We Are The World”, il brano scritto a quattro mani da Michael Jackson e Lionel Richie e cantato insieme a più di 40 artisti, che aveva il nobile obiettivo di raccogliere fondi per l’Etiopia affamata da una carestia devastante.
Nacque così “USA for Africa” con Usa trasformato in acronimo di “United Support Artist”. Fu un evento incredibile, un’intuizione geniale partorita dalle menti più attive di quegli anni.

Oggi quelle parole del ritornello «c’è una scelta che stiamo facendo, stiamo salvando le nostre vite», sono tornate nella mente di Lionel Richie che intende coinvolgere gli artisti per una eventuale nuova versione.

We Are the World” del resto rimase nel cuore di tutti: e anche dieci anni fa ne fu rilasciata una nuova versione di per assistere le vittime del terremoto ad Haiti. 

There comes a time when we need a certain call
When the world must come together as one
There are people dying
Oh, and it’s time to lend a hand to life
The greatest gift of all

We can’t go on pretending day by day
That someone, somehow will soon make a change
We’re all a part of God’s great big family
And the truth – you know love is all we need

We are the world, we are the children
We are the ones who make a brighter day
so let’s start giving
There’s a choice we’re making
We’re saving our own lives
It’s true we’ll make a better day
Just you and me

Well, send’em you your heart
So they know that someone cares
And their lives will be stronger and free
As God has shown us
By turning stone to bread
And so we all must lend a helping hand

We are the world, we are the children
We are the ones who make a brighter day
so let’s start giving
There’s a choice we’re making
We’re saving our own lives
It’s true we’ll make a better day
Just you and me

When you’re down and out
There seems no hope at all
But if you just believe
There’s no way we can fall
Well, well, well, let’s realize
That one change can only come
When we stand together as one

We are the world, we are the children
We are the ones who make a brighter day
so let’s start giving
There’s a choice we’re making
We’re saving our own lives
It’s true we’ll make a better day
Just you and me

Arriva un momento in cui abbiamo bisogno di una chiamata,
quando il mondo deve tornare unito
C’è gente che muore
ed è tempo di aiutare la vita,
il più grande regalo di tutti

Non possiamo andare avanti fingendo di giorno in giorno
che qualcuno in qualche modo presto cambierà le cose.
Tutti noi siamo parte della grande famiglia di Dio
e, lo sai, in verità l’amore è tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

Noi siamo il mondo, noi siamo i bambini
noi siamo quelli che un giorno porteranno la luce,
quindi cominciamo a donare.
È una scelta che stiamo facendo,
stiamo salvando le nostre stesse vite,
davvero costruiremo giorni migliori,
proprio tu ed io

Manda loro il tuo cuore
così sapranno che qualcuno vuol loro bene
e le loro vite saranno più forti e libere.
Come Dio ci mostrò,
mutando la pietra in pane,
così tutti noi dovremmo dare una mano.

Noi siamo il mondo, noi siamo i bambini
noi siamo quelli che un giorno porteranno la luce,
quindi cominciamo a donare.
È una scelta che stiamo facendo,
stiamo salvando le nostre stesse vite,
davvero costruiremo giorni migliori,
proprio tu ed io

Quando sei triste e stanco,
sembra non ci sia alcuna speranza,
ma, se tu hai fiducia,
non possiamo essere sconfitti.
Bene, rendiamoci conto
che le cose potranno cambiare solo
quando saremo uniti come una cosa sola.

Noi siamo il mondo, noi siamo i bambini
noi siamo quelli che un giorno porteranno la luce,
quindi cominciamo a donare.
È una scelta che stiamo facendo,
stiamo salvando le nostre stesse vite,
davvero costruiremo giorni migliori,
proprio tu ed io

https://youtu.be/M9BNoNFKCBI

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* La buona notizia del venerdì: La luce del sole uccide i batteri: aveva ragione la nonna spalanchiamo le finestre!

Un gruppo di ricercatori americani ha raccolto un po’ di polvere dalle case di Portland e l’ha messa in alcuni modellini di abitazioni.

Quello che hanno scoperto dopo 90 giorni è che il sole aveva ucciso il doppio dei batteri rispetto alle stanze rimaste al buio. Ammettilo, è il momento di dare ragione alla nonna.

Sembra che sprecare tempo con detersivi aggressivi e antibatterici dalla precisione capillare non serva a nulla, se poi non tieni sollevate le tapparelle e aperte le finestre.

Sono stati i ricercatori dell’Università dell’Oregon a dimostrare quello che tua nonna sapeva già da tempo: la luce solare uccide i batteri. In uno studio pubblicato sulla rivista Microbiome hanno utilizzato le case delle bambole per dimostrare che se Barbie tiene la stanza al buio, si ritroverà a vivere con il doppio dei microbi. Quindi spalanca i vetri e leggi con attenzione.

L’esperimento è stato fatto a Portland, la città più grande dell’Oregon. I ricercatori hanno messo polvere vera, raccolta dalle case dei cittadini che abitano nella zona, in modellini di abitazioni. Alcuni sono state esposte alla luce solare diretta, altri all’illuminazione di lampade e gli ultimi sono rimaste al buio. In tutti, la temperatura era quella che si ritrova normalmente negli appartamenti. Dopodiché hanno aspettato 90 giorni, cioè il tempo nel quale la polvere rimane attaccata, anche se passi spesso l’aspirapolvere.

E alla fine hanno analizzato lo sporco. Nelle stanze colpite dai raggi ultravioletti del sole era vivo solo il 6,1% di batteri. La differenza con le case illuminate in modo artificiale era di sette punti percentuali, ma in quelle rimaste al buio la comunità di microbi aveva almeno il doppio della popolazione.

Se tieni presente che anche agli acari piace il buio, ti verrà voglia di chiudere le tapparelle solo quando vai a dormire.

Aprire le finestre, poi, è importante anche in inverno, perché i termosifoni sono dei produttori di polvere casalinghi. Tutte cose che, se soffri di allergia, saprai già.

Quello che invece aggiunge lo studio è che i batteri vivi nelle stanze sono proprio quelli che causano malattie respiratorie. Quindi quando la nonna spalancava le finestre di camera tua per farti alzare, ecco, aveva ragione lei.

Fonte|

Daylight exposure modulates bacterial communities associated with household

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* Luis Sepùlveda

Il vecchio Antonio José Bolívar vive ai margini della foresta amazzonica ecuadoriana. Ha con sé i ricordi di un’esperienza – finita male – di colono bianco, la fotografia sbiadita della moglie e alcuni romanzi d’amore che legge e rilegge in solitudine. Ma il suo patrimonio è una sapienza speciale che gli viene dall’aver vissuto dentro la grande foresta, insieme agli indios shuar: un accordo intimo con i ritmi e i segreti della natura che i gringos, capaci soltanto di sfruttare e distruggere, non sapranno mai capire. Solo un uomo come lui potrà dunque adempiere al compito ingrato di inseguire e uccidere il tigrillo, il felino che, accecato dal dolore per l’inutile sterminio dei suoi cuccioli, si aggira minaccioso per vendicarsi sull’uomo.

 

Sapeva leggere

fu la scoperta più importante

di tutta la  sua vita,

Sapeva leggere.

possedeva l’antidoto

contro il terribile veleno

della vecchiaia

Luis Sepùlveda

Un messaggio intenso, pervaso di rispetto e venerazione per la natura, un continuo ritrovare i valori essenziali dell’esistenza, un canto d’amore per una umanità dimenticata e forse per questo preservata dal rumore senza sostanza della civiltà attuale

Il suo libro che ho più amato! Love Luis!

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* Rinascerò, rinascerai, rinasceremo, rinascerete, rinasceranno ….Sììììììììììììì!

 

io rinascerò
certo a primavera
oppure diverrò
gabbiano da scogliera
senza più niente da scordare
senza domande più da fare
con uno spazio da occupare
e io rinascerò

amico che mi sai capire
e mi trasformerò in qualcuno
che non può più fallire
una pernice di montagna
che vola eppur non sogna
in una foglia o una castagna
e io rinascerò


amico caro amico mio
e mi ritroverò
con penne e piume senza io
senza paura di cadere
intento solo a volteggiare
come un eterno migratore…
Senza paura di cadere
intento solo a volteggiare
come un eterno migratore
e io rinascerò
senza complessi e frustrazioni


amico mio ascolterò
le sinfonie delle stagioni

con un mio ruolo definito
così felice d’esser nato
fra cielo terra e l’infinito
ah…
e io rinascerò
senza complessi e frustrazioni
amico mio ascolterò
le sinfonie delle stagioni
con un mio ruolo definito
così felice d’esser nato
fra cielo terra e l’infinito
ah…
e io rinascerò
io rinascerò

Riccardo Cocciante

https://youtu.be/fSZjJuJ22nQ