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* 10 Agosto:nella notte il cielo si accende di stelle cadenti…rugiada di fuoco…lacrime di angeli…Tutti con gli occhi in su ad esprimere un desiderio…

Ogni anno nelle luminose notti estive, lontano dalle luci della civiltà, capita di notare nei cieli delle scie di luce che sembrano caderci addosso… vicine…lontane… appaiono improvvisamente e scompaiono nel blu profondo…ardono un istante di luce vivissima e poi si spengono, simili, secondo Dante, a ” stella che tramuti loco “…

stelle cadenti… gocce d’oro scaturite da un’anfora di luce infranta… rugiada di fuoco…lacrime di angeli diceva un antico poeta cristiano…

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Lacrime di San Lorenzo furono chiamate dai cattolici di Irlanda le stelle filanti che cadono in grande quantità nella notte di San Lorenzo, la celebrata notte del 10 agosto.

La tradizione vuole che le lacrime di Lorenzo arso vivo sulla graticola vagano nel cielo senza pace fino a quando non cadono sulla terra la notte in cui il Santo è festeggiato.

” San Lorenzo , io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.”

In questa notte, si crede si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore di San Lorenzo, e ad ogni stella cadente si pronuncia la filastrocca “Stella, mia bella stella, desidero che…”, e si aspetta l’evento desiderato durante l’anno.

Di miti e leggende sulle stelle cadenti ce ne sono molti.

Ma nell’antichità le apparizioni di meteore, così come quelle di comete e di altri fenomeni nel cielo, erano considerate segni infausti.

“E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale
oh! D’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!”

Nelle antiche mitologie orientali, in quelle greche e latine, le stelle cadenti erano lacrime di divinità che piangevano a causa di disastri già avvenuti o annunciati.
Gli astrologi cinesi, che nei loro annali hanno registrato le apparizioni di stelle cadenti e comete fin dal sesto secolo avanti Cristo, non avevano dubbi che a temere il peggio dovessero essere i governanti. Il cielo sembrava piangere lacrime di fuoco in occasione di crisi di governo, battaglie o assedi avvenuti in coincidenza con quelli che oggi sappiamo essere sciami meteorici ricorrenti”.

Tra l’ottobre e il novembre del 902 dopo Cristo, riferiscono le antiche cronache, l’invasione della Sicilia e della Calabria da parte dei saraceni e le stragi che ne seguirono furono seguite da un abbondante pianto divino. Oggi è accertato che si trattò di una pioggia particolarmente fitta di stelle cadenti dello sciame delle Leonidi, visibile ogni anno a novembre.
Nel medioevo, la scia luminosa causata dalla caduta delle stelle è stata messa in relazione con il viaggio dei defunti, come un movimento ascendente, discendente o semplicemente di mutamento di luogo, compiuto dalle anime dei trapassati.

Plinio, Rutilio Palladio e Marcello connettevano la caduta delle stelle: il primo con quella dei calli (Naturalis Historia, 28); il secondo con quella delle verruche (Opus agricolturae) ed il terzo la considerava vantaggiosa per la cura delle malattie degli occhi (De medicamentis).
Nell’antica Sparta, invece, la visione di una stella cadente aveva per così dire un significato “politico”. Accadeva, infatti, che ogni nove anni i magistrati sorveglianti scrutavano il cielo. L’eventuale caduta di una stella era interpretato come segno sfavorevole degli dèi nei confronti del Re, che veniva deposto.

L’aspetto religioso appare in diverse tradizioni.
Nella letteratura dell’antica India, le stelle cadenti sono paragonate a demonesse dai capelli discinti.
La più recente visione degli indù pare sia quella di ritenere, ogni stella cadente, un’anima che ridiscende sulla terra per reincarnarsi.
In Europa si parla delle stelle cadenti come d’anime che, liberate dalle sofferenze del purgatorio, chiedono all’osservatore la recita di un “Padre nostro”.

Nella Mesopotamia, l’interpretazione data alla comparsa delle stelle cadenti era legata, nella sua positività o negatività, alla direzione .
Nel libro dello zodiaco dei Mandei dell’Iraq, (setta gnostica ancora esistente) si legge, tra l’altro, che la caduta di una stella da ovest verso est non porterà pioggia in tutto l’anno, presagio dunque di siccità certamente diffuso in molti miti legati alle stelle cadenti.

Gli antichi abitanti dell’Iran all’epoca in cui era praticata la religione zoroastriana, ci hanno tramandato un bellissimo mito, dove si descrivono le malevolenze delle stelle cadenti e la loro sconfitta per mano del dio Tishtrya, in altre parole

Sirio nella costellazione del Cane Maggiore.

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La credenza risale ad un periodo compreso tra il X secolo a.C. ed il VII secolo d.C.
In quel tempo, le genti dell’Iran credevano che la vita del cosmo fosse dominata dalla contrapposizione tra il principio dell’ordine cosmico e della verità (asha) ed il principio del caos e della menzogna (druj)

Secondo la cosmologia zoroastriana, infatti, l’ordine cosmico è rappresentato dalle stelle fisse, la cui luce si contrappone a quella del Maligno.

Queste stelle erano considerate come divinità minori ed erano poste nel cielo più basso, mentre il Sole e la Luna erano collocati nei cieli superiori, più vicini al paradiso.
Il movimento disordinato ed imprevedibile delle stelle cadenti, indusse gli zoroastriani a credere che esse appartenessero alla schiera delle forze demoniache scagliate dal maligno per produrre siccità e per sconvolgere l’ordine armonioso del cielo.

Così, proprio alle stelle cadenti assegnarono il nome di “streghe”

Il compito di sconfiggere le streghe e proteggere gli uomini fu attribuito a Sirio: sotto le sembianze del dio Tishtrya, l’astro si armò per combattere una duplice battaglia, la prima in cielo e la seconda in terra.
I versi dell’Avesta, il libro sacro degli zoroastriani, catturano lo splendore di Sirio paragonandolo ad una freccia scagliata dal più bravo arciere dell’universo. Tali sono la sua rapidità e la sua precisione che le forze demoniache delle stelle cadenti, si ritirano in una fuga disordinata. Vittorioso, il dio può finalmente annunciare con orgoglio la definitiva sconfitta dell’armata delle tenebre.

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In Irlanda si crede che le stelle cadenti siano lacrime delle fate: in ogni villaggio, si coltiva l’usanza di lasciare sempre alle Fate un posto apparecchiato a tavola, affinché continuino ad amare e proteggere la casa.

Si crede inoltre che le buone Fate si affezionino particolarmente ai fiori, ai bambini, agli animali, al bestiame e tengono lontani i pensieri cattivi generati dall’invidia e i sortilegi delle streghe.

Le famossissime Perseidi, saranno attive nelle notti tra il 10 Agosto (San Lorenzo) e il 12 Agosto (notte del massimo).

Inoltre gli studiosi del settore hanno previsto che l’anno in cui la pioggia di stelle cadenti sarà molto copiosa sarà il 2126. Quindi si presume che anche ci saranno altrettanti desideri.

Per ogni scia nel cielo un desiderio che si può avverare…

un desiderio è solo l’obiettivo che voglio raggiungere…

è l’inizio del mio progetto per ottenerlo…

con la mia volontà posso ottenere ciò che desidero…è possibile!

e le stelle mi forniscono l’energia… tutte le stelle…

Del resto:

” Quando desideri qualcosa tutto l’universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio.” Paolo Coelho

 

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*08/08 * Miao Prrr.Miao Prrr. Miao Prrr. *Giornata internazionale del gatto!

 

https://lauracarpi.com/2012/04/13/un-gatto-non-e-solo-un-gatto/

https://lauracarpi.com/2019/07/06/gattologia-2/

https://lauracarpi.com/2019/09/04/ogni-grande-ha-con-se-un-gatto-andrea-camilleri-e-gatto-barone/

https://lauracarpi.com/2015/03/25/i-gatti-di-doris/

https://lauracarpi.com/2018/11/24/i-gatti-di-freddie/

https://lauracarpi.com/2015/05/05/i-gatti-di-ernest/

https://lauracarpi.com/2010/02/10/il-tao-dei-gatti/

 

Miao Prrr.MiaoPrrr.Miao Prrr.

 

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*La buona notizia del venerdì:La Human Library è la biblioteca dell’anima

 

“Fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire”

Yourcenar, Memorie di Adriano

 

In alcuni Paesi esistono biblioteche dove puoi “prendere in prestito” una persona, invece di un libro, per ascoltare la storia della sua vita. Le biblioteche sono una delle invenzioni migliori dell’umanità. Il valore di un libro è enorme…Ma nel 2000, in Danimarca, è stato avviato un progetto innovativo e brillante: una libreria di esseri umani, dove è possibile prendere in prestito una persona per mezz’ora e ascoltare la sua storia. L’iniziativa si è presto diffusa in altri luoghi, grazie all’organizzazione The Human Library. Uno degli obiettivi è combattere i pregiudizi: ogni persona ha un “titolo”, come “Disoccupata”, “Rifugiato”, “Bipolare”, ma ascoltando la loro storia realizzerete quanto sia sbagliato “giudicare un libro dalla copertina”.

Al momento l’organizzazione è attiva in cinquanta Paesi e alcune biblioteche, ad esempio in Corea del Sud e in Tasmania, sono permanenti – mentre altre sono allestite soltanto temporaneamente.

(Sito ufficiale, Bustle, Mentalfloss)

Isabel Schwaben

Che cos’è una biblioteca vivente.

Biblioteca Vivente, traduzione italiana del termine Human Library, è un metodo innovativo, semplice e concreto per promuovere il dialogo, ridurre i pregiudizi, rompere gli stereotipi e favorire la comprensione tra persone di diversa età, sesso, stili di vita e background culturale.

Come funziona?

La biblioteca vivente si presenta come una vera biblioteca, con i bibliotecari e un catalogo di titoli da cui scegliere, la differenza sta nel fatto che per leggere i libri non bisogna sfogliare le pagine ma … parlarci, perché i libri sono persone in carne ed ossa! Questi “libri viventi” vengono “presi in prestito” per la conversazione: ogni lettore sceglie il suo libro.

Chi sono i libri viventi?

I libri viventi sono persone consapevoli di appartenere a minoranze soggette a stereotipi e pregiudizi. Desiderosi di scardinarli, essi si rendono disponibili a discutere le proprie esperienze e i propri valori con altri.

I titoli sono volutamente molto diretti, come ad esempio “ragazza lesbica”, “donna islamica col velo”, “emigrato albanese”, proprio per suscitare le reazioni emotive dei potenziali lettori attivandone la curiosità, ma anche gli stereotipi e i pregiudizi.

La biblioteca vivente offre ai lettori l’opportunità di entrare in contatto con persone con cui difficilmente avrebbero occasione di confrontarsi. L’incontro rende concreta ed unica la persona che si ha davanti, che smette quindi di essere percepita come rappresentante di una categoria sulla base di una generalizzazione, ma viene riconosciuta nella sua unicità, una persona che non rappresenta nessuno se non la propria esperienza e storia.

Quanto dura?

Biblioteca vivente – coinvolgendo delle persone in carne ed ossa – è un evento molto limitato nel tempo, di solito uno o due giorni; in rarissimi casi può arrivare a tre o quattro giorni. La conversazione, cioè la lettura di un libro vivente, dura solitamente circa mezz’ora.

Feedback

Intervistati, sia i libri che i lettori la descrivono come un’esperienza di grande impatto, che ha arricchito in modo significativo la loro umanità.

Un po’ di storia.

Nata a Copenhagen, Human Library fu creata da un ristretto gruppo di giovani come risposta all’aggressione a sfondo razzista subita da un loro compagno nel 1993.

Convinti che la comprensione fosse la pre-condizione della tolleranza, i giovani hanno fondato l’associazione “Stop The Violence”, raggiungendo in breve tempo 30.000 adesioni fra i giovani danesi.

Richiesta di preparare un intervento su larga scala per il festival di Roskilde nel 2000, “Stop The Violence” ha messo a punto il metodo Human Library, che mette le persone di fronte ai loro pregiudizi offrendo uno spazio protetto in cui ospitare un dialogo franco ed aperto. L’iniziativa ha avuto un enorme successo, e dal 2003 è stata riconosciuta dal Consiglio d’Europa come buona prassi, e come tale incoraggiata. Da allora è stata esportata in tutto il mondo con grande successo.

***

La Biblioteca umana è un’organizzazione e un movimento internazionale che sono iniziati a Copenaghen, in Danimarca, nel 2000.

Ha lo scopo di affrontare i pregiudizi delle persone aiutandoli a parlare con coloro che normalmente non incontrerebbero.

Fondatore: Ronni Abergel

Fondazione: 2000, Copenaghen, Danimarca

WELCOME TO THE HUMAN LIBRARY

https://humanlibrary.org/

Biblioteca Rembrandt

Biblioteche, ospedali d’anime.

Gianfranco Ravasi

 

Nell’antico Egitto le biblioteche erano chiamate “Il tesoro dei rimedi dell’anima” perché curavano il peggiore dei mali, che, secondo gli antichi Egizi, era proprio l’ignoranza.

Regnava allora in Egitto Tolomeo I Sotere (323-285 a.C.), generale di Alessandro Magno. Dalla Grecia (…) era partito per visitare l’Egitto uno storico, Ecateo. (…) alla fine lo storico di Abdera s’era fermato stupito davanti a un portale su cui campeggiava una scritta che egli aveva tradotto in greco così:

PSYCHES IATREION «luogo di cura dell’anima».

Che cos’era mai questa «clinica dello spirito»?La risposta Ecateo l’ebbe quando vi penetrò: era la Biblioteca sacra di Ramesse. (…)

Federico il Grande nel 1780 sul frontone della Biblioteca Reale di Berlino aveva posto la titolatura Nutrimentum spiritus. (…)

Un aforisma medievale non esitava ad affermare che:

claustrum sine armario,

quasi castrum sine armamentario,

«un monastero privo dell’armadio dei libri

è come una piazzaforte senza munizioni.

https://www.avvenire.it/agora/pagine/biblioteche-ospedali-anima

anche in Italia:

http://bibliotecavivente.org/

http://www.vita.it/it/article/2020/07/06/the-human-library-libri-viventi-per-abbattere-i-pregiudizi/156095/

http://www.sangiorgio.comune.pistoia.it/human-library-le-esperienze-in-italia#.XyrawUnOOi4

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* 5 agosto 1981: Ci sono anche buone notizie da ricordare per continuare a cambiare il mondo

Era il 26 dicembre, una sera fredda del 1965.

Ad Alcamo le strade sono quasi deserte.

Franca Viola, bellissima diciottenne, figlia di una coppia di contadini, pensa al suo futuro, sogna.

Ma il futuro è già dietro l’angolo.
Filippo Melodia, mafiosetto del luogo, si è invaghito della ragazza, ma da lei ha ottenuto solo un rifiuto.

Quella sera, decide di rapirla. Una “fuitina ” così si chiama da quelle parti. Ce ne sono state tante, prima: tutte concluse con il cosiddetto ‘matrimonio riparatore’.
Melodia rapisce Franca, fa prevalere la forza.

Poi, con prepotenza, non ottenendo dalla ragazza il consenso alle nozze, dopo la violenza sessuale, fa leva sul padre. Lo minaccia, persino, per ottenerne un sì alle nozze.


Ma lei disse no a quel matrimonio, disse no per il motivo più vecchio del mondo: voleva scegliere l’amore e non voleva acconsentire a una scelta, che la legge italiana consentiva e che avrebbe per sempre limitato la sua libertà.

Lei fu la prima a ribellarsi.

Il 26 dicembre 1965 fu un bel giorno, il giorno in cui, grazie a una donna, tutte le altre donne dopo di lei hanno potuto dire no alla violenza ideologica e patriarcale*

Non fu un gesto coraggioso. Ho fatto solo quello che mi sentivo di fare, come farebbe oggi una qualsiasi ragazza: ho ascoltato il mio cuore, il resto è venuto da sé. Oggi consiglio ai giovani di seguire i loro sentimenti; non è difficile. Io l’ho fatto in una Sicilia molto diversa; loro possono farlo guardando semplicemente nei loro cuori”

Per merito suo venne il 5 agosto 1981, giorno in cui venne eliminato per sempre il delitto d’onore col suo carico simbolico.

Tanto ci volle per cancellare l’infamità del “delitto d’onore” ma anche del “matrimonio riparatore” in Italia.

Fu il Parlamento Italiano ad abrogare la rilevanza penale della causa d’onore”, una disposizione tremenda, retriva e umiliante specialmente per le Donne che ne erano le prime vittime.

Si trattava di un residuo legislativo” del Codice Rocco (anni Venti), in vigore dal Fascismo, e in forte contraddizione con il Nuovo Diritto di famiglia e il divorzio, vigenti da tempo nella legislazione italiana.

Grazie a Franca Viola.!

Con questo suo gesto di grande coraggio e dignità, aprì la via alla crescita civile e alla emancipazione delle donne italiane.

Senza il suo coraggio chissà quanto altro tempo avrebbero dovuto aspettare le donne per vedere garantiti i loro diritti. 

In molte imitarono la sua scelta fino a quando l’articolo del Codice penale fu abolito.

 

Grazie ai genitori che l’hanno aiutata e sostenuta senza mai piegarsi.

https://www.facebook.com/casaintdelledonneroma/posts/2884755728216497

 

Sebben che siamo donne

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* Questo è il mese di Cleopatra!

Questo è  il mese di CLEOPATRA.

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Gli storici e tanti scrittori ci hanno informato ampiamente sulle vicende di un famosissimo personaggio : Giulio Cesare

Da queste vicende risulta che Giulio Cesare aveva la particolare caratteristica e capacità di riconoscere all’istante la realtà, comportandosi quindi di conseguenza. Forse questa capacità di riconoscere la realtà, oltre che essere una dote di natura appartenente al proprio DNA, si affina col tempo più facilmente quando è in gioco la propria stessa vita dato che in tal caso se non si è in grado di riconoscere la realtà semplicemente si muore, vittima del non aver capito la strada della sopravvivenza.

Giulio Cesare ci ha lasciato due emblematici esempi di questa sua capacità a riconoscere la realtà. Il primo esempio fu in Gallia quando, durante la famosa battaglia contro le sovrastanti forze di Vercingetorige, riuscì all’istante a capovolgere le sorti dello scontro e della guerra passando da assediato senza vie di scampo ad assediante vittorioso.

Il secondo esempio di questa sua capacità di riconoscere la realtà e quindi di avere ampie visioni ci viene dal suo incontro con Cleopatra, Regina d’Egitto, allorchè riuscì a capire l’importanza del Sole nella definizione del tempo e degli anni che Cleopatra ebbe il tempo di illustrargli ampiamente, coi suoi più grandi astronomi di quel tempo, durante il loro meraviglioso anno d’amore che passarono insieme. Oltre che dall’amore per Cleopatra. questa meravigliosa creatura così espressiva di una terra ricca di una millenaria saggezza e bellezza cosmica, Giulio Cesare fu enormemente colpito da questo diverso sistema del misurare il tempo che Cleopatra gli offriva.

Cleopatra, oltre che Regina, rappresentava il fiore dell’Egitto che era anche il fiore della conoscenza che lei regalò, col Sole e le stelle, assieme a se stessa, a Cesare. Era senza dubbio un dono meraviglioso, assieme al dono di un bellissimo figlio che fu chiamato Cesarione.

L’incontro tra Cesare e Cleopatra non fu soltanto una bellissima storia di amore ma anche una costruttiva unione di conoscenze e di credenze tra due diversi sistemi di approccio non solo alla vita sociale e ma alla considerazione stessa dell ‘essere umano.

I romani a quei tempi, rispetto all’Egitto, erano culturalmente dei barbari primitivi. Essi misuravano il tempo e gli anni con la Luna anzichè con il Sole, usando le famose calende, gli idi e le none a cui si riferivano per definire i giorni.

L’anno lunare  non determina le stagioni, per cui gli anni romani erano una continua altalena nell’aggiungere o togliere mesi interi per cercare di stare al passo con le stagioni.

Giulio Cesare capì al volo l’importanza del riferirsi al Sole nella misura del tempo ed appena rientrò a Roma avviò la riforma del Calendario che da lui prese il nome di Calendario Giuliano ma che era in realtà un calendario egiziano donato da Cleopatra la quale, per assistere Cesare in questa riforma universale e storica, incaricò l’astronomo Sosigene di seguirne e controllarne tutte le fasi.

Non si sa se fu lui stesso, Cesare, o Sosigene, o Cleopatra, a decidere, durante questa operazione della riforma, che il mese di “Quintilis” fosse denominato “Iulius” o “Luglio” in suo onore.

Giulio Cesare ebbe appena il tempo di varare la riforma che fu assassinato. Cleopatra, in quei momenti tragici e drammatici, era a Roma sua ospite e dovette capire che il tempo della felicità era finito e si imbarcò immediatamente per l’Egitto sulla sua nave portando con se anche Sosigene.

Con la sua nave e Sosigene partì anche la conoscenza della messa a punto finale del calendario e cioè dei circa 11 minuti annuali che conducono alla saltuaria soppressione dell’anno bisestile che dovette attendere quindi circa 1600 anni per essere ripristinato.

Ottaviano Augusto, succeduto a Cesare,cambiò il nome del mese “Sextilis” in quello del suo nome di “Augustus”, cioè “Agosto”.attribuendosi tutto il merito dell’invenzione del nuovo modo di misurare il tempo.

Ignorando e anche denigrando la figura della regina d’Egitto e dell’apporto delle conoscenze sue e del suo pololo.

Possiamo ancora restituire a Cleopatra l’onore, così ingiustamente sottrattole, di avere posto le fondamenta, assieme a Cesare, per l’istituzione dell’odierno calendario solare universale e ormai valido per tutti i paesi della Terra.

Inoltre è assolutamente fuori di luogo, di buon senso e di logica, che i mesi dell’anno abbiano tutti nomi maschili.

Dopo 2000 anni di oscurantismo e maschilismo dettato da arretratezza mentale sembrano essere arrivate a maturazione le idee ed i sentimenti di riconoscenza per l’amore, il rispetto e l’ammirazione che la donna merita e che per troppo tempo le sono stati sottratti.

Il detto di dare a Cesare quello che è di Cesare in questo caso non può essere più appropriato

Perchè allora non sostituire il nome del mese successivo a Luglio con il nome di Cleopatra?

Il nuovo mese di CLEOPATRA segue il mese di Luglio.

Luglio e Cleopatra sono mesi che stanno bene insieme.

Oltre che ricordarci i nomi dei creatori dell’odierno calendario universale, Luglio e Cleopatra sono anche i mesi dell’amore per tante persone che in questi mesi di vacanze e viaggi hanno più possibilità di incontrarsi ed innamorarsi.

Luglio e Cleopatra sono i mesi della speranza e dell’avvenire.

Luglio e Cleopatra sono anche i mesi indicativi dello spirito di condivisione, inclusione, solidarietà e conciliazione che questi due grandi personaggi inconsciamente avevano nelle loro anime, in anticipo di 2000 anni, ma che non riuscirono a concretizzare perchè l’opposto spirito di contrapposizione, esclusione e inconciliabilità era il grande dominatore al quale essi entrambi soccombettero.

Nella antica millenaria astronomia, perdurante ancora oggi, la più bella e lucente stella del cielo, Sirio, segue la costellazione di Orione nel loro eterno moto giornaliero. Orione, come un amante o un innamorato, sembra aprire la strada per la sua amata Sirio.

Forse fu per questo che gli antichi rappresentarono Orione con Osiride e rappresentarono Sirio con Iside, la sua amata, che così lo seguiva nel cielo per l’eternità a testimonianza del loro amore cosmico.

Il nuovo mese di Cleopatra, seguendo sempre il mese di Luglio, sarebbe una replica terrena di questa antica verità cosmologica rappresentante una nuova visione, anticipata da Cesare e Cleopatra, ove la Donna abbia il posto che merita nell’Armonia del creato.

…….GIUGNO, LUGLIO, CLEOPATRA, SETTEMBRE,…….

………………….GIUGNO, LUGLIO, CLEOPATRA, SETTEMBRE,………………

………….GIUGNO, LUGLIO, CLEOPATRA, SETTEMBRE,…….

E’ vero, è bello nella grafica e suona bene!!!

Benvenuti col nuovo mese di CLEOPATRA!!!

 

dal blog : Pensieri dell’uomo

opera di Sir Lawrence Alma-Tadema (Leeuwarden, 1836Wiesbaden,1912)
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* Mi chiamo Neowise e sono una cometa! Ho un messaggio per voi, cara umanità!

” Pallidi fantasmi del cielo, vagano le comete nella notte buia del deserto siderale. Talvolta il Sole ne afferra qualcuna con la sua forza di attrazione. Appare allora ai nostri telescopi un tenue fiorellino lontano che brilla nel firmamento spiegando l’argenteo strascico.

Benvenuta nei nostri territori, ospite fugace.Qualcuno forse ti guarda con diffidenza e vorrebbe imputare a te la responsabilità delle avventure umane., ma io ti credo innocente. Sei tenue, diafana fatta di luce; forse in alcune grandi anfore si potrebbero racchiudere, compressi e liquefatti i gas che fluttuano nella raggera della tua chioma e della tua coda. Non può venire male da te.

Vorrei sapere qualcosa di te, celeste pellegrina dei cieli, e delle tue sorelle.La tua storia per esempio. Da dove vieni? Dove vai? Chi ti ha ordinato un lungo vagabondaggio nello spazio come all’inseguimento di una meta che sempre fugge davanti a te? Cosa hai visto nei millenari pellegrinaggi? Ora come una celeste libellula voli intorno al rogo ardente del Sole; ma non ti brucerai mai le ali, potrai fuggire ancora attraverso l’infinito. Fra pochi giorni ti vedremo come uno spettro lontano, ti dileguerai nel mistero della notte senza fine.”

Così inizia un vecchio libro di astronomia della nonna nel quale si parla di comete.

Ma anticamente le comete erano considerate come effimeri fenomeni celesti, o si credeva che fossero anime di grandi uomini ascese come beati al Cielo.

Il 27 marzo 2020, è stata scoperta una nuova cometa e le è stato dato il nome di Neowise (prende il nome dal telescopio utilizzato per individuarla).

Adesso nel mese di luglio, e forse anche fino ad agosto, Neowise è visibile dal pianeta Terra per coloro che vivono nell’emisfero settentrionale.

Neowise ha un’orbita di circa 6.800 anni, quindi non la vedremo mai più, almeno non in questa vita.

Il segno della cometa può anche essere usato per creare previsioni su quali messaggi può portare.

Neowise è stato scoperta nel segno del Leone.

Niente è per caso nei movimenti del cielo. E ogni energia emessa dai vari corpi celesti è una spinta amorosa all’evoluzione della coscienza dell’umanità.

Il proposito di questo Sistema Solare è la rivelazione della Coscienza.

Il Leone è un segno fisso e di fuoco.

I “Figli e le Figlie della Mente” sono “Figli del Fuoco” perchè la nostra Energia è una fiamma che crea e consuma. Questa è anche la fiamma che purifica e che brucia e consuma tutto ciò che ostacola il processo della volontà creativa.

Il Leone è alla ricerca del vero Sè, della sua autodeterminazione.

Il Leone che non è ancora risvegliato alla consapevolezza, lo fa attraverso l’apparenza, vuole distinguersi con fatti eclatanti, con l’ostentazione di una presenza brillante ricca di luci e brillantini, con l’uso spropositato del potere personale, con la costruzione di “monumenti “per avere lustro e onori.

Dovrà confrontarsi con molte tensioni sociali.

Le forze di questa Era dicono” Va bene, puoi essere una stella, puoi esprimere la tua volontà creativa e la tua energia mentale focalizzata verso la collettività ed a suo beneficio. Qualsiasi cosa tu faccia, e a prescindere da quanto sia forte il tuo desiderio di lasciare la tua impronta sulle tue creazioni, i tuoi intenti saranno volti ad avere una rilevanza per il gruppo umanità”

Il Leone consapevole sa che la sua ricerca è da attuare dentro di Sè.

Lì ci sono le risposte: Chi sono io? Cosa significa la mia vita? Cos’è che mi rende diverso dagli altri? Cosa sono io per gli altri?

È una ricerca estremamente intima, personale e profonda.

Solo così attraverso tutte le prove necessarie saprà quale è il suo posto nel mondo e quale strada percorrere per raggiungere il suo compito nell’Evoluzione.

Nella Nuova Era I Napoleoni non sono apprezzati se non come pasticceria, e anche in questo caso devono essere condivisi con gli amici!

Ebbene, quanti Napoleoni abbiamo ora nell’umanità attuale? Altrochè, ed i risultati li abbiamo sottocchio, devastanti per la Terra e per i rapporti sociali.

Niente è per caso nel cielo ! E ogni energia emessa dai vari corpi celesti è una spinta amorosa all’evoluzione della coscienza dell’umanità.

Il messaggio della cometa Neowise con la sua coda di fuoco nel cielo della costellazione del Leone è una spinta per tutta l’ umanità a guardarsi dentro e scoprire la sua missione nel Disegno del Cosmo.

Rifiutiamo i Napoleoni boriosi e ascoltiamo il messaggio del cuore del Leone.

E suggerisco di guardare in quale casa di esperienza si trova nel nostro tema natale la costellazione del Leone. Magari abbiamo qualche atteggiamento da trasformare.

A buon intenditor poche parole.

Love Laurin

 

Possiamo considerare la nostra vita come una cometa che vaga nello spazio in balia delle forze di altre stelle…

siamo prede delle credenze e delle superstizioni dei catastrofisti del nostro tempo …o siamo noi gli artefici e della causa e del nostro percorso nell’ eternità?

 

E se volete sapere di più sulle comete:

seconda stella a destra questo è il cammino..

 

 

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* Sebben che siamo donne: Jeanne Baret la prima donna che ha circumnavigato il mondo e scoperto la bouganville

Oggi Jeanne Baret avrebbe compiuto 280 anni.

E Google ha deciso di regalare uno dei suoi doodle alla celebre botanica ed esploratrice francese che nel 1766 lasciò la Francia per una spedizione esplorativa diventando la prima donna a girare il mondo.

Jeanne Baret salpò a bordo della nave Étoile conquistando poi il primato di prima esploratrice del mondo.

La botanica nacque il 27 luglio 1740 ad Autun nella Francia centrale. Grazie a un’educazione rurale, divenne abile nell’identificare le piante e ottenne il riconoscimento come specialista locale in medicina delle piante.

All’inizio del 1760 iniziò a lavorare per il noto botanico Philibert Commerson.

Quando la Francia organizzò la sua prima circumnavigazione del globo nel 1765, Commerson fu invitato come botanico del gruppo.

Le leggi francesi allora non permettevano alle donne di salire sulle navi della marina, quindi pur di partire come assistente di Commerson, Jeanne si vestì da uomo. La coppia insieme raccolse oltre 6.000 esemplari di piante durante il viaggio.

Alla fine, i membri dell’equipaggio scoprirono a Tahiti che Jeanne era una donna travestita da uomo e lei e Commerson terminarono il loro viaggio sull’isola di Mauritius nel 1768. Jeanne rimase lì per anni prima di fare ritorno nella sua Francia,  data che segnò il completamento ufficiale della sua circumnavigazione della Terra.

Per celebrare questa donna eroica e coraggiosa che dopo mille peripezie è riuscita a girato il mondo in nome della scienza, Google oggi le ha dedicato un doodle.

Secondo l’opinione comune, a Jeanne Baret si deve la scoperta della bellissima bouganville mentre l’equipaggio era fermo in Brasile. Per questo nel doodle è raffigurata con una vite in bouganville in fiore.

Jeanne Baret ha preso un campione di questa vite fiorita mentre viaggiava in Brasile. Ho sempre adorato questa pianta e volevo assolutamente includerla” ha spiegato l’autore del doodle.

Nel 2012, Jeanne Baret ricevette finalmente l’onore botanico che le sfuggì durante la sua vita, quando una pianta del genere Solanum – che include patate, pomodori e melanzane – ricevette il nome di specie baretiae.

Fonte:

https://www.google.com/doodles/jeanne-barets-280th-birthday

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* La buona notizia del venerdì: La cultura è lo strumento per cambiare il mondo! La cultura rende l’essere umano libero di pensare con la propria testa!

L’istruzione è l’arma più potente che puoi usare per cambiare il mondo

( Nelson Mandela)

Gli esami nazionali per l’ammissione all’Università si sono svolti all’aperto, e anche nei campi sportivi a causa delle preoccupazioni per la pandemia che ha colpito duramente l’Afghanistan.

Non ci sono tavoli, non ci sono sedie, solo ampi spazi di terra, polvere e tante speranze.

Le norme attualmente in vigore rendono difficile lo svolgimento degli esami nel modo in cui vengono organizzati di solito.

Questo non ha fermato le studentesse afghane, che vogliono studiare e non vogliono perdere la possibilità di essere ammesse all’Università e di inseguire i loro sogni.

La pandemia non le ha fermate.

La povertà non le ha fermate, l’essere donna non le ha fermate.

La voglia di studiare, imparare e riscattarsi è stata più forte.

Una giovane mamma con il suo bambino in braccio è un’immagine bellissima, quella di un futuro che puó cambiare per tutte le donne e i loro figli.

Quest’anno si prevedono le iscrizioni per 210.000 studenti, che non si sono mai fermati di fronte alle difficoltà, spinti dalla determinazione di sostenere il loro esame di ammissioni.

Il web l’ha nominata la spiaggia degli esami e le fotografie scattate alle donne afghane sono diventate un vero e proprio simbolo di questa emergenza mondiale. Neanche la pandemia ha fermato queste ragazze di fronte ai loro scopi.

Neppure la povertà e il fatto di essere donne. Un’immagine davvero molto forte, simbolo di un riscatto incredibile.

Ovviamente anche gli uomini hanno sostenuto i diversi esami, ma vedere così tante donne , alla luce della situazione che c’è in questo Paese rende le immagini ancora più potenti.

Queste foto sono state scattate in #Afghanistan dove centinaia di donne stanno affrontando l’esame #kankoor per essere ammesse all’universitá in Daikundi.

Se dai il pesce ad un uomo, egli si ciberà una volta.

Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.

(Kuang-Tsen)

Questo intendo per cultura.

La cultura non è un bagaglio infinito di nozioni.

La cultura non si misura, non si pesa, non luccica.

La cultura si insegna. La cultura è un atteggiamento.

E’ l’amore per la conoscenza, è la passione per scoprire oltre l’evidenza, è l’ esigenza di collegare piccole nozioni in un disegno mentale, è la gioia di vederci più chiaro, di indagare, di non dare nulla per scontato.

E’ un ‘avventura che inizia con piccoli pezzi a comporre un puzzle che comprende tutta l’umanità, la sua evoluzione,le sue conquiste, la sua espressione in ogni campo, i suoi valori, i suoi principi.

La cultura rende l’essere umano libero di pensare con la propria testa e di argomentare le sue scelte.

Tutti gli esseri umani hanno diritto all’istruzione!

L’istruzione è la chiave della libertà!

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* Tempo di estate,la stagione delle cicale .E delle formiche. Io sto con le cicale e tu?

 

Chiedo scusa alla favola antica
se non mi piace l’avara formica
io sto dalla parte della cicala
che il più bel canto non vende…
regala!

Gianni Rodari

La cicala e la formica è una favola famosissima, scritta da Esopo e arrivata a noi grazie a Jean de La Fontaine.

E’ una favola che fa comodo agli adulti per modellare i bambini secondo le proprie credenze alla concezione di fatica continua per ottenere una vita dignitosa e soddisfacente.

Morale: per raggiungere qualsiasi obbiettivo ti proponi nella vita devi meritartelo lavorando con fatica e abnegazione.

Io sto con le cicale! Sono sempre stata dalla parte delle cicale.

Da piccola le immaginavo nelle loro vesti dorate sul tappeto verde brillante delle foglie cantare ad ogni ora del giorno e anche della notte, come dive, protagoniste indiscusse dell’estate .

E quelle antipatiche delle formiche, sapientone che non guardano mai verso l’alto e come possono sapere che c’è il cielo azzurro e il sole e le stelle ?

E stanno sempre in lunghe file con grandi e pesanti pesi sulle spalle!

Mai, io cicala, mai andrei a chiedere loro aiuto per l’inverno! Meglio cantare una sola estate!

E poi ci saranno degli altri disponibili a darmi qualcosa da mangiare!

Dopotutto rinascerò fra 17 anni soltanto! ( Ho trovato questa singolare notizia facendo una ricerca .)

Ma prima un pò di storia per supportare la mia preferenza.

Per gli antichi Greci, le cicale erano figlie della Terra o, secondo alcuni, di Titone e di Aurora.

Specialmente gli ateniesi le onoravano: Aristofane rammenta le cicale d’oro, ornamento per i capelli degli Ateniesi nobili all’epoca arcaica e nella celebrazione dei Misteri eleusini in onore di Demetra, era uso portare nei capelli una fibula a forma di cicala, così come durante la celebrazione dei misteri di Era a Samos.

Platone, nel dialogo Fedro, espone il mito delle cicale, secondo cui esse sarebbero nate, per mano divina, dalla metamorfosi di antichi artisti, specie nel campo musicale e dell’eloquenza, che avevano smesso di mangiare e accoppiarsi per amore della propria disciplina.

Secondo Orapollo la cicala simboleggiava l’iniziazione ai misteri, poiché essa, anziché cantare con la bocca come tutti, emette suoni dalla coda.

La cicala era anche simbolo di purezza: seguendo un’errata credenza ripresa da Plinio il Vecchio in Naturalis Historia, XI, 93-94, si riteneva che le cicale si nutrissero di sola rugiada e ciò faceva sì che il loro corpo non contenesse sangue e non dovessero espellere escrementi, e di qui l’idea della purezza.

Il fatto poi che la cicala viva una sola estate ma le sue larve rinascano in quella successiva direttamente dalla terra ne ha fatto l’emblema di una resurrezione a nuova vita dopo la morte persino presso i cinesi.

Per quanto mi riguarda,quando ho un obbiettivo, un sogno da realizzare, il percorso per raggiungerlo è una parte integrante e affascinante .

E’ la programmazione di tutti i passi, obbiettivi intermedi, che mi fanno arrivare fino in fondo.

Tante esperienze anche tanti cambi di rotta. Ma sempre con l’obbiettivo ben un vista. E con piacere di vivere ogni piccolo passo che da ogni esperienza si impara e ci si arricchisce. E ci credo, è una mia scelta, a volte mi sembra di cadere ma il pensiero di raggiungere l’obbiettivo mi fa alzare subito. So che con passione, con amore, con fiducia nelle mie risorse arriverò fino in fondo.

Otterrò quello che voglio.

E’ una mia scelta. Non voglio stare in fila, sarà rischioso? Sarà più divertente e mi scoprirò.

A volte mi è capitato di riconoscere improvvisamente il mio obbiettivo realizzato, tanto ero stata presa dal percorso.

Cara formica “ se ti concentri su una sola stella perderai l’immensità dell’universo” e tu nemmeno sai che ci sono le stelle.

Pensi solo a fare le scorte per una stagione che verrà . E sei sicura che poi quella stagione verrà? Accumuli, accumuli … e se farai indigestione?

E intanto tu hai rinunciato anzi non hai proprio immaginato che ci sia una stagione diversa, che si può esistere in un altro modo, alzando ogni tanto lo sguardo alle stelle, alla luce, a cantare…

Che tristezza ,ma tu non hai nemmeno la gioia di trovare l’obbiettivo raggiunto o meglio non supponi nemmeno che ci sia un obbiettivo diverso.

E già se ti guardassi intorno, se allargassi il tuo punto di vista, già scopriresti una realtà diversa.

Ma come puoi che sei in fila faticando per ottenere un obbiettivo comune ,sì, e l’ha fatto tuo padre, e prima tuo nonno e il tuo bisnonno e… si perde nella notte dei tempi e lo fanno tutti per il nobile bene comune.

Poi arriva improvvisamente un piede grande grande, e a volte nemmeno tanto grande, che cancella tutte le formiche e tutto il tuo lavoro.

E non hai mai cantato una sola estate.

Ma che ne sai come si canta in estate e cosa è l’estate.

Non è un peccato?Non ti sembra una esistenza non vissuta?

Ma che ne sai tu dell’esistenza? Ti hanno insegnato a fare così e ti hanno letto persino le favole per insegnarti a fare così!

Che ti sei persa!

Io sto con le cicale!

Love Laurin

 

Il curioso ciclo di vita delle cicale:

https://sijmadicandhapajiee.wordpress.com/2014/11/25/il-curioso-ciclo-vitale-delle-cicale/