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Lui a testa alta illumina l’immenso, Lei abbassa lo sguardo e si immerge nel buio più denso


Il principio vitale che anima tutte le forme viventi è rappresentato dal binomio Sole/Luna.
Il Sole e la Luna sono rispettivamente l’aspetto positivo e negativo dello stesso principio vitalizzante che governa il perpetuarsi e il mantenimento della Vita in tutte le sue forme.
Al Sole e alla Luna sono legati concetti complementari quali: il maschile ed il femminile, la luce e il buio, il caldo e il freddo, gli elementi del Fuoco e dell’Acqua poiché la vita si manifesta attraverso la polarizzazione del principio vitale.

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Sebben che siamo donne: Vogliamo essere non apparire come vuole il clichè!

Preferisco apparire come sono davvero.

Lei è Kate Winslet si è espressa con un no deciso all’intervento in post produzione per rimuovere “la pancia gonfia” in una scena di “Mare of Easttown”. Marianne, il suo personaggio, è una detective che indaga su un omicidio.

Quello che mi preoccupa è che i volti sono belli. I volti che cambiano, che si muovono, sono volti belli, ma abbiamo smesso di imparare ad amare quei volti perché continuiamo a coprirli con filtri a causa dei social e chiunque può photoshoppare se stesso.

Non vedo questa generazione cambiare, e mi rende solo triste perché spero che non manchino di essere presenti nella vita reale, senza puntare a ideali irraggiungibili”.

Kate ha rilasciato un’intervista con il New York Times, in cui afferma che il regista Craig Zobel le ha detto che avrebbe rimosso “una parte di pancia gonfia” in una scena. “Non osare!” ha risposto lei.

Che ha voluto anche che venisse modificato il poster perché li il suo viso era ritoccato. “Ragazzi, so quante linee ho intorno agli occhi. Per favore, rimettetele tutte a posto”.

L’attrice conduce questa sua battaglia simbolica da tempo.

Sin dai suoi esordi davanti alla telecamera e, in particolare, con il fenomeno Titanic, colossal nel quale recitava nel ruolo della protagonista, Kate Winslet ha dovuto tener fronte a innumerevoli commenti sulla sua silhouette.

Kate , allora diciannovenne,venne letteralmente denigrata dalla stampa occidentale, che invece di lodare le sue doti artistiche, si concentrò per anni a ripetere quanto fosse rotondetta, troppo burrosa per essere credibile come oggetto dei desideri della co-star Leonardo Di Caprio (sul cui peso, nessuno ha mai avuto da ridire).

Tra i commenti più gentili apparsi sui giornali del 1998, data di uscita del film: «Se solo avesse avuto un paio di chili in meno, Leo sarebbe riuscito a stare con lei sulla zattera e a salvarsi».

Già qualche mese fa Kate aveva confessato di essersi sentita a lungo “fuori posto a Hollywood, percepita e descritta come “la più grassa dei casting” per molto, moltissimo tempo. Abituata a non rientrare nei canoni estetici (maschilisti ?) di Hollywood, Kate Winslet è dotata della personalità giusta per farcela, nonostante tutto, portando alta la bandiera del body positive e credendoci veramente.

Nel 2015 aveva inserito una clausola per vietare l’utilizzo di Photoshop nel suo contratto pubblicitario con l’Oreal.

Abbiamo una responsabilità per le giovani generazioni di donne“.

E in un’altra occasione ha affermato

“Da bambina non ho mai sentito una donna dirmi “io amo il mio corpo. Non mia madre, non la mia sorella maggiore, né la mia migliore amica. Difficile sentire una donna dire: sono così orgogliosa del mio corpo. Dunque ho deciso di dirlo io a mia figlia perché la percezione dell’orgoglio di sé e del proprio corpo deve cominciare presto”.

Oggi che ha 46 anni, dice del suo personaggio: “È una donna perfettamente funzionante e imperfetta, con un corpo, un viso e un modo di muoversi che rappresentano la sua età, la sua vita e il luogo da cui proviene. Ci manca tutto questo”.

Sebben che siamo donne” è il titolo di uno dei tanti canti delle donne mondine che rivendicavano il loro salario come al solito minore di quello degli uomini.Con questo titolo pubblicherò articoli che parlano di donne che non hanno ricevuto i dovuti riconoscimenti e per il loro ingegno e per il lavoro fatto.

O temporaneamente dimenticate.

Solo per il fatto di essere donne.

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Solstizio d’Estate 2021

E’ la festa del Sole e della Luce carica di energia vitale che apre il nuovo ciclo delle stagioni sulla Terra. E’ il giorno più lungo dell’anno!

E tu attraversa questo portale magico e spingiti verso i tuoi obbiettivi che la Forza è in te!

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* Il 21 giugno 2021 è il Solstizio ed è l’inizio di un’estate più più…

Oggi è il 21 giugno!…
– E allora? Andiamo in vacanza…
E’ il solstizio d’estate, quando  il sole si trova nel punto più alto. E’ il giorno più lungo dell’anno.
– E vai!, così potrò anche andare al mare dopo l’ufficio.
E c’è anche un solstizio d’inverno. Ed è il giorno più corto.
– Ah! Beh! Allora ci si può sentire più tranquilli.
E succede ogni anno. Dai tempi dei tempi sono i cicli della natura e della vita e dai tempi festeggiati in ogni luogo della terra.
– Davvero? Allora andiamo a festeggiare!

Ardono i sementi, scricchiola il grano, insetti azzurri cercano ombra, toccano il fresco. E a sera salgono mille stelle fresche verso il cielo cupo. Son lucciole vagabonde. Crepita senza bruciare la notte d’estate”. (Pablo Neruda)
Solstizio deriva dal latino solstat, “il sole si ferma”.
Il fenomeno del “Sole che sosta” o del “Sole che fa i salti”, è sempre stato osservato e feste in questo periodo risalgono ai babilonesi.
In questo giorno si festeggia la forza del Sole.
E’ il giorno più lungo dell’anno.
Il Solstizio è il trionfo della Luce sulla terra , è una notte carica di energia vitale, è un passaggio che ci porta dal predominio Lunare a quello Solare che sarà celebrato con la festa del Raccolto (le nozze del Sole con la Luna).
La Dea che, nel suo aspetto di Fanciulla, ha incontrato il giovane Dio a Beltane, adesso è Madre, incinta, come la Terra gravida del prossimo raccolto. Lei è la Terra fertile, Lui è l’energia e il calore che la nutrono; da loro nascerà la Nuova Vita.
La wicca chiama il 21 giugno: Litha, in questo giorno la gente celebra la ricchezza della terra e ringrazia la Grande Madre con generose benedizioni.

Nell’antica Grecia i due solstizi erano chiamati “porte”: “Porta degli Uomini” il Solstizio d’Estate e “Porta degli Dei” il Solstizio invernale. Attraversando queste porte il Sole dava inizio alle due metà, ascendente e discendente, del percorso annuale.
Con la fase ascendente si entrava nel mondo materiale della creazione, mentre attraverso la seconda fase, discendente, si entrava nel regno divino e soprannaturale.
I solstizi sono, quindi,un confine tra il mondo  limitato degli umani e il mondo eterno degli Dei
Nella tradizione romana, il Custode delle porte  era il dio Giano Bifronte che la tradizione cristiana ha mutato in San Giovanni.
Era festeggiato ai due Solstizi ed era rappresentato con due volti, uno barbuto e l’altro giovanile o femminile a secondo delle interpretazioni. Giano rappresenta l’iniziatore, colui che ruotando sulla sua terza faccia invisibile, cioè l’asse del mondo, conduce alle due Porte Solstiziali, quindi suo è il compito di accompagnare il passaggio da uno stato all’altro.

Come Giovanni Battista purificando attraverso il battesimo dell’acqua dava agli esseri umani la possibilità di accedere al regno celeste eterno.
Nella notte del solstizio spesso si usava innalzare un’immagine o un simbolo di Giano all’ingresso principale della casa, per metterla sotto la protezione del dio.
Ed era proprio nella notte del 24 Giugno che le dianare (dominae nocturnae) della Societas Dianae (compagnia, corteo di Diana) erano solite svolgere la più importante riunione dell’anno sotto le fronde del famoso Noce di Benevento.

Il Solstizio d’Estate o Porta degli Uomini è un tempo di passaggio, che si colloca come confine che separa la crescita dal declino… Midsummer, mezza-estate, lo chiamano nei paesi anglosassoni, e Shakespeare nel suo “Sogno di una notte di Mezza Estate” ne ha raffigurato l’aspetto magico, dove sogno e realtà si fondono.

Questa atmosfera di tempo fuori dal tempo, di sospensione e attesa, rende il Solstizio un momento propizio per i presagi e le pratiche divinatorie.
La magia d’amore e guarigione è specialmente adatta a questo momento dell’anno.
La notte di Litha (dal nome della dea sassone del grano affine a Demetra e a Cerere) è quando i Druidi raccolgono e uniscono le loro piante magiche e le seccano per utilizzarle in inverno.
Da noi corrisponde alla magica notte di San Giovanni, in cui tradizionalmente si raccolgono:
l’erba di San Giovanni (Iperico) chiamato anche scacciadiavoli,considerato un antimalocchio;
il Vischio, il Sambuco, la Verbena, simbolo di pace e prosperità,
l’Artemisia detta anche assenzio volgare, consacrata a Diana,
il Ribes i cui frutti rossi proteggono dai malefici,
e si accendono i falò per celebrare e rinforzare i raggi del sole estivo.
Se invece si desiderano molti quattrini, a mezzanotte si dovrebbe cogliere un ramo di felce e tenerlo in casa.
L’usanza antica di certe donne di recarsi nude a raccogliere erbe ricorda antichi riti in cui le donne andavano nude nei campi per propiziare il raccolto, spesso compiendo danze cavalcando bastoni o manici di scopa.

Ancora una volta quindi cammineremo scalze sui prati perché la  rugiada della notte  era considerata un farmaco potente di purificazione e raccoglieremo 24 spighe di grano che porteranno fortuna, una sorta di bagno nell’acqua odorosa di fiori di campo come camomilla, margherite, melissa o ginestre, perché in questa magica notte si possono trovare tesori nascosti e acque di lunga vita.“
Ed ora si apriranno ancora una volta le porte solstiziali,
ancora oggi, come nei secoli scorsi,
qualcuno apre ciò che nessuno può chiudere
e chiude ciò che nessuno può aprire.”
Siti consultati

http//ilcalderonemagico.it

http://digilander.iol.it/cortescontenti/feste2.htm#casmaranLitha

http://www.lollymagic.it/defaultx

html/qs_Eventi/id_6/Solstizio+d’estate+(Litha).html

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* La dodicesima illuminazione

La dodicesima illuminazione

La spiritualità rende migliore la vita di tutti i giorni: più siamo spirituali e più ci apriamo alla nostra parte intuitiva. Più siamo guidati nella vita e più abbiamo premonizioni che ci proteggono.

Questa è la dodicesima illuminazione: stiamo tutti cominciando a sintonizzarci con questa nuova consapevolezza che era stata prevista nel calendario Maya e in molte altre profezie.

La cosa interessante che sta succedendo proprio nel nostro tempo, possiamo aprirci alla spiritualità come mai abbiamo fatto prima.

Di sicuro il calendario Maya è ricco di previsioni molto precise, ma non prevede in alcun modo la fine del mondo. Piuttosto è il contrario: descrive un ondata di creazione, una coscienza più grande per l’umanità, un nuovo inizio più che una fine.

Ma non è qualcosa di imposto a noi dall’esterno, siamo noi che dobbiamo assolutamente sintonizzarci con questa onda.

Questo è ciò che oggi molti provano a descrivere ed io ho fatto lo stesso nel mio libro.

Indicando come imparare a sintonizzarsi con questa consapevolezza spirituale più alta che oggi è più vicina a noi, più facilmente disponibile di quando sia mai stata.

Il mondo è pieno di conflitti, ma il segreto è trascendere i conflitti e l’ideologia che li crea, e tornare all’integrità morale degli individui, in modo da poter dire sempre la verità e farlo come servizio verso gli altri, cercando di essere trasparenti nel nostro viaggio spirituale.

Cosa abbiamo compiuto, Attraverso quali sofferenze siamo passati? Quali sono i nostri sogni?

Se comunichiamo queste cose con sincerità, se ricambiamo un mondo di corruzione ed inganno con il racconto della pura verità al servizio degli altri, allora l’intera parte destra del nostro cervello si apre: un apertura spirituale che ci dona l’intuizione ed altri frutti dello spirito come la chiarezza, la certezza nella vita spirituale. Il sapere cosa dire agli altri per essere loro di aiuto.

Andiamo al di là delle bugie e dalla corruzione intorno a noi, per cercare di migliorare le cose concentrandoci sulla sincerità e onorando la verità come mai prima. In modo da diventare un modello.

E più ci apriamo alla verità, più la verità ci rende liberi.

E’ qualcosa che stiamo finalmente mettendo in pratica, e più lo facciamo più la nostra influenza aumenta e telepaticamente innalza le persone allo stesso livello di coscienza.

Questa coscienza più alta è contagiosa perchè siamo predisposti per innalzarci ad essa.

Man mano che l’ego rimpicciolisce ed il sé superiore si apre, il nostro effetto sulle altre persone è di portarle a questo livello di coscienza, semplicemente perchè siamo lì. E collettivamente possiamo raggiungere chiunque là fuori si trovi in una situazione di conflitto, di paura, di ideologismo e cambiarla in un diverso campo di realtà.

Non è obbligatorio farlo, ma questo è il solo modo di salvare il mondo. Non ci sarà mai un esercito abbastanza potente o un governo abbastanza grande da poterlo fare, e noi non possiamo imbrogliare la nostra vita. Tutto intorno a noi sta crollando e solo l’onestà radicale e l’apertura alla saggezza spirituale offerta in aiuto agli altri, creano questo potere di influenza che può salvare il mondo.

Se coltiviamo la verità radicale ci apriamo ad una guida. Il nostro ego si fa più piccolo e ci permettiamo di venire guidati. Questo è il segreto. Se ascoltiamo l’intuizione, ad esempio, possiamo chiamare un cliente con cui da tempo non facciamo affari, e ricevere in risposta, “ mi hai chiamato proprio al momento giusto”!

Queste sono le coincidenze che riflettono una vita spirituale superiore.

Possiamo sostenere un flusso continuo di sincronicità solo se meritiamo onore nel nostro rispetto della verità, nella gestione dei soldi, in tutti gli aspetti della nostra vita ed evitiamo a qualunque costo di ricorrere all’inganno con gli altri. La vita diventa magica e siamo guidati attraverso la realizzazione dei sogni della nostra anima.

Ma questo è un modo di vivere che va coltivato. Dobbiamo accorgerci quando stiamo dicendo una bugia, quando distorciamo la verità per farci più belli agli occhi degli altri o per chiudere un affare nel nostro lavoro. Dobbiamo fermarci ogni volta un po’ prima, in modo da dire sempre la migliore verità che conosciamo, come servizio agli altri e per rendere migliore il mondo.

Tutti stanno imparando a coltivare questa nuova consapevolezza che, come hanno predetto i Maya, oggi è così vicina che non è mai stato tanto facile vivere in questo modo e creare una cultura sulla base di questi valori.

Il messaggio che voglio dare nella dodicesima Illuminazione è rassicurare le persone che c’è un evoluzione verso una più grande coscienza spirituale nel mondo e che a dispetto di tutto ciò che sembra crollare intorno a noi è importante capire che si tratta di una ristrutturazione. Abbiamo la capacità di riformare e portare consapevolezza spirituale ad ogni parte del genere umano e della cultura umana. Nel farlo ci apriamo a questa consapevolezza superiore in un modo che rned migliore la nostra vita.

Abbiamo intuizioni che ci guidano, abbiamo coincidenze significative che possono arrivare, abbiamo il senso della missione della nostra verità personale da portare agli altri.

E mai come adesso questo è realizzabile da subito.

Forse le sfide che abbiamo oggi nel mondo, come i conflitti, i cambiamenti climatici, i problemi geofisici, stanno creando così tanti cambiamenti e così in fretta che dobbiamo per forza affidarci alla spiritualità per avere una guida. Così si sta costruendo una nuova coscienza che funziona solo con il ritorno all’integrità. Alla trasparenza, alla autenticità.

Solo in questo modo possiamo avere questa nuova vita, senza inganni, senza fare ombra sulla verità, su quella migliore verità possibile che possiamo mettere al servizio degli altri.

E mai prima di oggi abbiamo avuto un linguaggio adatto per comunicare questo. E’ il modo migliore per avere la vita più meravigliosa del mondo, perchè riceviamo una guida per i nostri problemi e per le nostre sfide.

Tutto questo va provato in prima persona.

Non perchè lo ha detto James Redfield.

Provatelo voi stessi e la vostra vita diventerà un sogno.”

( da un’intervista a James Redfield)

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Sebben che siamo donne : Attraversare la vita a passo di danza guardando sempre avanti

Danzatrice, pittrice e ora, costretta a casa per il Covid, anche scrittrice. La signora australiana non vuol sentire nominare la parola “vecchia”. “Sono solo qui da molto tempo e lungo la strada ho imparato tante cose”, racconta nella sua ultima intervista

Quando la prima guerra mondiale scoppiò Eileen Kramer era nata da poco e quando il conflitto cessò aveva appena compiuto 4 anni.

Ed è tuttora in attività con spettacoli, progetti coreografici e ora anche un libro, l’età è solo un numero sulla carta d’identità.

Nata a Sydney nel 1914, a 106 anni è lei la danzatrice più anziana, anzi “antica”, del mondo che a passo di danza ha attraversato il Secolo Breve in un lampo e a guardarla sembra ancora una ragazza.

Ballerina, coreografa, pittrice e, dallo scoppio della pandemia, anche scrittrice, Eileen ha vissuto una vita avventurosa tra Francia, India e Stati Uniti, sempre insieme alla Bodenwieser Ballet, la sua compagnia di ballo che non l’ha mai tradita e alla quale è rimasta legata fino all’età di 99 anni, quando ha poi deciso di fare ritorno a Sydney per dedicarsi a nuovi progetti.

Da allora “sono sempre molto impegnata – ha raccontato in un’intervista alla Bbc AustraliaMi sono esibita in tre importanti balletti. Ho partecipato a due festival di danza e ho recitato in un film“.

Ripercorrere i ricordi di una vita così lunga sarebbe impresa ardua per tutti, ma non per Eileen che del suo primo secolo di vita ricorda ogni cosa.

Dalle notti al casinò di Dieppe di Parigi dove imparò a ballare il twist con Louis Armstrong alle sessioni di posa per alcuni artisti famosi, che la cercavano come modella per i loro nudi.

“Che male c’è a posare nuda? È arte. E avevo bisogno di guadagnare per pagarmi l’affitto. Era una scelta non priva di pericoli, ma conoscevo i clienti e le loro maniere” – spiega Eileen, che dopo anni come modella nel 2019 ha deciso di prendere pennelli e colori e partecipare al concorso di pittura The Archibald Prize con un proprio autoritratto.

Tra i progetti più recenti c’è anche la scrittura, che durante l’ultimo anno e mezzo di Covid è stata per lei una vera terapia.

Oggi ha all’attivo tre libri, di cui l’ultimo dedicato all’ambientazione del film in cui ha recitato: l’interno di un fico di Moreton Bay, nella periferia di Sydney. “La pandemia non mi ha fatto sentire isolata. Avevo la scrittura. Quale migliore compagnia?” – spiega la ballerina, che data la veneranda età è stata vaccinata da tempo.

In 106 anni Eileen Kramer non si è mai sposata e non ha avuto figli.

“Ho evitato gli inconvenienti della vita di una ballerina . Ho passato gran parte della mia vita in compagnie di ballo e non mi sono mai sentita sola“. Negli ultimi anni il suo corpo non risponde più come lei vorrebbe, ma la grazia e l’eleganza dei suoi movimenti sono immutati.

Oggi vive in una casa di riposo di Sydney, ha bandito la parola “vecchia” dal suo vocabolario e non smette di credere che la vita possa essere ogni giorno straordinaria.

Non mi sento come la gente dice che dovresti sentirti quando sei vecchia. Il mio atteggiamento verso il mondo è identico a quando ero una bambina. Non sono vecchia ,sono solo qui da molto tempo e ho imparato molte cose lungo la strada”.

A novembre compirà 107 anni e a chi le chiede quali siano i suoi programmi per il futuro lei sorride e guarda avanti.

fonte:

https://www.elle.com/it/magazine/women-in-society/a36609414/ballerina-piu-vecchia-anni/

Sebben che siamo donne” è il titolo di uno dei tanti canti delle donne mondine che rivendicavano il loro salario come al solito minore di quello degli uomini.Con questo titolo pubblicherò articoli che parlano di donne che non hanno ricevuto i dovuti riconoscimenti e per il loro ingegno e per il lavoro fatto.

O temporaneamente dimenticate.

Solo per il fatto di essere donne.

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* L’Ombra del “bene”. C.G. Jung:attenzione a chi vuole “insegnare” e ai “missionari” di opere di bene. Il bene è una conquista individuale.

🖋️ Scrive Jung:

«Avete mai sentito che dell’oro si sia messo a correre dietro alla gente? L’oro è nascosto nelle fenditure della terra e se ne sta semplicemente lì ad aspettare: sarà sempre oro, e sarà sempre agognato. Se esiste qualcosa di veramente buono, allora sarà qualcosa di ricercato: è questa la caratteristica delle cose buone. È la montagna che va dal profeta, il profeta non va mai alla montagna. Se mai un profeta è stato visto andare alla montagna, bé, questo potrebbe voler dire che ha commesso un errore. Avrebbe fatto molto meglio a starsene a casa e a lasciare la montagna a sé stessa. Perciò tutto questo parlare di missioni e missionari è per via della fame, naturalmente.

Così, se c’è qualcuno che desidera “missionarizzare” il mondo e dire agli altri ciò che è giusto per loro, ciò significa che questo qualcuno è affamato e desidera riempirsi lo stomaco con i cadaveri di altre persone. Sono affamate le sue stesse idee, la sua stessa anima, e sono altre persone a dar nutrimento ai suoi pensieri e ai suoi appetiti, poiché lui non è in grado di farlo da sé. Se scopri ciò che chiami una “verità”, dovresti esaminarla, dovresti provare a mangiarla. Se ti dà nutrimento è buona, ma se non ti sostenta adeguatamente e ritieni che ciò nonostante debba essere in grado di nutrire altre persone, allora è cattiva. Il vero test sta nel fatto che la tua verità dovrebbe esser buona per te. Non si avvicinerà neanche un cane ad annusarla, se non è in grado di dare alimento a te. Se non ne sei soddisfatto, se non ti va di gustarla per venti, cinquant’anni, o per tutta una vita, allora non è buona. (…)

Pertanto non giocate a fare i missionari. Non provate a nutrirvi dei beni degli altri. Lasciate che gli altri siano fedeli a se stessi e che si prendano cura della propria crescita in prima persona: che mangino pure da sé. Se sono soddisfatti, allora niente e nessuno dovrebbe disturbarli. Se non sono soddisfatti di ciò che posseggono, probabilmente cercheranno qualcosa di meglio, e se siete voi quelli che hanno questo qualcosa, sicuramente verranno da voi per riceverne una parte. (…) Vedete, l’atteggiamento che si dovrebbe tenere in relazione al problema dell’individuazione è questo: al bando i missionari, le prediche e ogni tentativo di sottrarre con qualche espediente i bambini alle cure delle loro balie o le pecore ai loro pastori. Che se ne stiano con il pastore, è molto meglio. (…) Le pecore vogliono starsene con il pastore, perché altrimenti finiscono in bocca ai lupi. (…)

La gente mi accusa di avere un atteggiamento troppo neutro nei confronti delle convinzioni religiose, e questo perché dico che, se qualcuno vuole rimanersene nell’ovile della Chiesa Cattolica, lo si lasci pure lì. Molti vedono in tutto ciò una contraddizione, ma in realtà la contraddizione non esiste. Alcuni preferiscono venti gradi, altri ventidue. E perché no? Che li abbiano pure. Ad alcuni non piace mangiare carne, altri non possono farne a meno.»  

📙 C.G. Jung – Seminari sullo Zarathustra di Nietzsche. Vol 1

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Sebben che siamo donne: Zaha Hadid, quando la visione va oltre l’immaginario e sfida lo spazio convenzionale

La carriera di Zaha Hadid è un esempio di congruenza e determinazione!

Una storia interrotta da una morte prematura a 65 anni nel pieno del suo splendore, tanto che anche dopo la sua scomparsa, i suoi edifici hanno continuato a essere costruiti e le sue opere hanno sollevato polemiche e discussioni.

Nata a Baghdad nel 1950, grazie alla sua famiglia agiata (il padre è un imprenditore edile e politico, la madre un’artista) studia matematica all’Accademia Americana di Beirut e poi, nel 1972 si trasferisce a Londra per proseguire gli studi alla Architectural Association.

Dopo essersi diplomata nel 1977, inizia a lavorare per uno dei suoi insegnanti Rem Koolhaas.

Parallelamente al suo lavoro nello studio OMA fondato a Rotterdam, inizia il suo impegno nell’insegnamento che la porterà a ruoli in prestigiosi istituti, dalla stessa Architectural Association fino a diverse Università americane come Harvard e Yale. Nel frattempo però, nel 1979, torna a Londra e fonda il suo studio di architettura Zaha Hadid Architects.

Nonostante le sue idee siano apprezzate e notate, nonostante vinca diversi concorsi anche importanti, le sue architetture non vengono realizzate. Sono considerate troppo avveniristiche, a volte addirittura irrealizzabili. Questo però non sposta minimamente la sua visione dell’architettura.

E l’incontro con Peter Rice, geniale ingegnere dietro a molti progetti tecnicamente complicati (come il Centre Pompidou e l’Opera House di Sidney ) è stato sicuramente fondamentale.

Il suoi primi edifici realizzati sono del 1993: una residenza a Berlino e la stazione dei pompieri al Vitra Campus.

Zaha Hadid ha 43 anni e da qui inizia una corsa inarrestabile che trasformerà il suo studio in un impero e lei in uno dei nomi più influenti del mondo dell’architettura.

La vera svolta arriva nel 2004 quando diventa la prima donna a vincere il Pritzker Prize, il Nobel dell’architettura. Ma nelle motivazioni dei giurati non viene sottolineato tanto questo primato, quanto la sua giovane età per quel premio e soprattutto un corpo di opere realizzate relativamente piccolo.

Ma tanto basta, sempre nelle parole della giuria, per riconoscere una visione chiara capace di sfidare le convenzioni e ridisegnare le forme degli edifici.

Dopo quel riconoscimento le commissioni per il suo studio si sono moltiplicate. E con i tanti nuovi lavori anche le critiche: viene accusata di creare architetture più scenografiche che funzionali. Ma è una conseguenza anche per il suo segno di rottura con l’architettura, per la sua continua sfida alle convenzioni che le permette di essere sempre riconoscibile in tutto quello che progetta.

Nel 2010 viene realizzato in Italia il MAXXI, edificio con cui si guadagna lo Stirling Prize. Le critiche sono per uno spazio che non tiene conto delle esigenze dell’arte, ad esempio nel piano terra con pareti curve, una critica che era stata rivolta molti anni prima anche a Frank Lloyd Wright per il Guggenheim di New York.

Stazione Alta Velocità a Napoli Afragola

Ma il lavoro di Zaha Hadid è una continua sfida al pensiero standard dell’architettura. Sembra quasi prenderci gusto e infatti più le commissioni le permettono di osare, più lei osa, grazie anche ai budget sempre più alti che le vengono messi a disposizione.

Il limite lo raggiungerà per lo stadio delle Olimpiadi di Tokyo 2020, quando il costo previsto per il nuovo stadio nazionale nella capitale giapponese, dopo essere stato ridotto da 3 miliardi di dollari a 1,3, fu considerato comunque troppo eccessivo.

Ma Zaha Hadid se ne era già andata…

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https://living.corriere.it/tendenze/architettura/gallery/zaha-hadid-opere-e-architetture/

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La buona notizia del venerdì: Dietro l’angolo … c’è l’Arte! Succede a Madrid!

A Madrid, il Museo del Prado decide di far uscire le sue opere dalle sale dell’istituto e sparpagliarle per tutta la città, agli angoli delle strade, alle fermate degli autobus, nei parchi.

Ovviamente non stiamo parlando di dipinti originali, ma di fedeli riproduzioni a grandezza naturale, con l’obiettivo di invogliare i madrileni a visitare il più grande museo della capitale della Spagna (ma non solo).

È l’iniziativa dal titolo A la vuelta de la esquina (“Dietro l’angolo”), che vuole sorprendere i passanti per “catturarli con la forza e la bellezza dell’arte, al fine di spronarli a visitare i musei”, si legge in una nota del Prado.

Con questa iniziativa, il Prado ha deciso di scendere dunque per strada come mai aveva fatto prima: dopo la pandemia (durante la seconda e terza ondata comunque il Prado non è mai stato chiuso, a differenza degli istituti italiani, e questo vale per diversi altri musei spagnoli) c’è bisogno di riportare il pubblico nei musei, ma il Prado non aspetta che le persone arrivino da sole e dunque sceglie di andare incontro a loro.

A la vuelta de la esquina è stata ideata in collaborazione con l’amministrazione comunale di Madrid e con i partner Iberia e Telefónica, che hanno supportato il museo nella realizzazione delle circa venti riproduzioni, tutte, come detto, a grandezza naturale: rimarranno nelle strade di Madrid per tre settimane, durante le quali faranno compagnia ai madrileni nella vita di tutti i giorni.

Non solo: ogni riproduzione viene presentata come se il quadro fosse davvero appena uscito dal museo, con tanto di cornice, didascalia illustrativa e un QR Code che contiene maggiori informazioni per chi desidera approfondire.

L’idea è stata subito apprezzata dal pubblico, come si può vedere anche dai commenti al video You Tube in cui si vedono le fasi realizzative delle riproduzioni.

E il museo ovviamente invita tutti gli utenti a condividere sui social le foto dei passanti davanti alle opere con l’hashtag #VuelvealPrado, ovvero “ritorna al Prado”.

L’iniziativa è stata lanciata lo scorso 18 maggio, e da allora Rubens, Tiziano, Zurbarán, Velázquez, El Greco, Sofonisba Anguissola e altri grandi artisti si mostrano al pubblico con l’auspicio che l’invito a vedere gli originali al museo venga colto.

Fonte:

https://www.finestresullarte.info/musei/prado-iniziativa-vuelta-de-la-esquina-opere-madrid?fbclid=IwAR0nkZwg6zAm9J1xJzU1oAeBGPRyYSNBnw4_0_3FYllLgAzqdOrB0dQmV1I


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* Sebben che siamo donne:Il voto delle donne italiane per la Repubblica

IL 1° FEBBRAIO DEL 1945 VIENE RICONOSCIUTO, PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA, IL DIRITTO DI VOTO ALLE DONNE…

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Pochi mesi prima della conclusione del secondo conflitto mondiale, il secondo governo Bonomi – su proposta di Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi – introduceva in Italia il suffragio universale, con Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 23 del 1° febbraio 1945, “Estensione alle donne del diritto di voto”.


A 154 anni dalla “Dichiarazione dei diritti delle donne e delle cittadine” firmata da Olympe de Gouges che purtroppo le valse – nel 1793 – la ghigliottina, in Italia finalmente le donne si poterono recare alle urne.

Una prima volta che assunse una valenza ancor maggiore poiché avvenne in occasione del Referendum del 2 giugno 1946 in cui gli italiani furono chiamati a scegliere fra Monarchia e Repubblica.

Si trattava di un diritto riconosciuto tardivamente nel panorama occidentale; non solo, ma si trattava, in un certo senso, di un diritto “concesso”.

La struttura del decreto era la seguente:

l’art. 1 ne sanciva l’esercizio alle condizioni previste dalla legge elettorale..;

l’art. 2 ordinava la compilazione di liste elettorali femminili distinte da quelle maschili;

l’art. 3 stabiliva che, alle categorie escluse dal diritto di voto, dovevano aggiungersi le donne indicate nell’art. 354 ,..ovvero le prostitute schedate che esercitavano “il meretricio fuori dei locali autorizzati“.

Il Decreto n. 74 “Norme per l’elezione dei deputati all’Assemblea Costituente“, sanciva – un anno più tardi – la loro eleggibilità.

Le Donne italiane votarono effettivamente per la prima volta in occasione delle elezioni amministrative di marzo – aprile 1946 e del succesivo Referendum Repubblica-Monarchia del 2 giugno.

Voto-donne

La Costituzione garantiva l’uguaglianza formale fra i due sessi, ma di fatto restavano in vigore tutte le discriminazioni legali vigenti durante il periodo precedente, in particolare quelle contenute nel Codice di Famiglia e nel Codice Penale.

Ad onor del vero, in Italia, le donne potevano gia votare – solo per le amministrative – sin dal 1924. Benito Mussolini sulla carta le aveva riconosciuto il diritto di voto al fine di dimostrare che non temeva l’elettorato femminile, anzi.

Fu però solo un atto di pura demagogia, in quanto la dittatura aveva già deciso la proibizione di qualsiasi elezione per comuni e province, sostituendoli con i podestà ed i governatori.

n Francia, tale decisione venne presa con qualche mese di anticipo, per l’esattezza il 21 aprile del 1944, ma con essa anche la possibilità alle donne di essere elette.

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Ma facendo un passo indietro, questo passo segnò il definitivo ingresso della donna come punto di riferimento nella società di allora? La risposta è no.

Il diritto di voto non garantì un diritto di cittadinanza consolidato.

Sul lavoro il cammino fu molto più arduo, attraverso un percorso di emancipazione che arrivò almeno fino al 1963, quando entrarono nella magistratura prendendo possesso di ogni tipo di carica.

Fino ad allora le donne si accontentarono di ruoli “scartati” dall’uomo. Accrebbe sicuramente il numero di insegnanti nelle scuole, a conferma della qualità e della necessità di una formazione al femminile per i propri figli.

Il diritto di voto resterà una pura formalità fino a quando le strutture politiche non saranno popolate da donne libere

Una donna può – anzi deve – essere ambiziosa, cosa diversa dall’esser competitiva. L’ambizione significa dire “so che sarei capace di…” e uscire dalla corazza di timidezza che inibisce ogni passo avanti.

Le donne non sono nate né per essere modeste, né per essere sottomesse.È non elemosinare il diritto.

Non è sufficiente il diritto di voto per sbloccare le libertà sociali.

A titolo di esempio servono due occhi per vedere la profondità del mondo in cui viviamo. Con un occhio solo il mondo viene percepito piatto. Lo stesso per quello che udiamo: con un orecchio solo non si percepisce da dove proviene la voce, anche in questo caso il suono si appiattisce.

Fonti:

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