ambiente · amore.autostima · anima e corpo · animali · armonia · Comunicazione · cultura · futuro · Leggere · pensare positivo · punti di vista · stare bene · Testimonianze

* Tutto e tutti ti riguardano! Quando senti suonare la campana non chiederti per chi suona!Essa suona anche per te.

Un topo stava guardando attraverso un buco nella parete, spiando quello che il contadino e sua moglie stavano facendo. Avevano appena ricevuto un pacco e lo stavano scartando tutti contenti.
“Sicuramente conterrà del cibo” pensò il topo.
Ma quando il pacco fu aperto il piccolo roditore rimase senza fiato. Quella che il contadino teneva in mano non era roba da mangiare, era una trappola per topi!
Spaventato, il topo cominciò a correre per la fattoria gridando: “State attenti! C’è una trappola per topi in casa! C’è una trappola per topi in casa!”.
La gallina, che stava scavando per terra alla ricerca di semi e vermetti, alzò la testa e disse: “Mi scusi, signor Topo, capisco che questo può costituire per lei un grande problema, ma una trappola per topi non mi riguarda assolutamente. Sinceramente non mi sento coinvolta nella sua paura”. E, detto questo, si rimise al lavoro per procurarsi il pranzo.
Il topo continuò a correre gridando: “State tutti attenti! C’è una trappola per topi in casa! C’è una trappola per topi in casa!”. Casualmente incontrò il maiale che gli disse con aria accattivante: “Sono veramente dispiaciuto per lei, signor Topo, veramente dispiaciuto, mi creda. Ma non c’è assolutamente nulla che io possa fare”.
Ma il topo aveva già ripreso a correre verso la stalla dove una placida mucca ruminava, sonnecchiando il suo fieno.
“Una trappola per topi? – gli disse – E lei crede che costituisca per me un grave pericolo?”. Fece una risata e riprese a mangiare tranquillamente.
Il topo, triste e sconsolato, ritornò alla sua tana preparandosi a dover affrontare la trappola tutto da solo.
Proprio quella notte, in tutta la casa si sentì un fortissimo rumore, proprio il suono della trappola che aveva catturato la sua preda.
La moglie del contadino schizzò fuori dal letto per vedere cosa c’era nella trappola ma, a causa dell’oscurità, non si accorse che nella trappola era stato preso un grosso serpente velenoso. Il serpente la morse.
Subito il contadino, svegliato dalle urla di lei, la caricò sulla macchina e la portò all’ospedale dove venne sottoposta alle prime cure. Quando ritornò a casa, qualche giorno dopo, stava meglio ma aveva la febbre alta. Ora tutti sanno che quando uno ha la febbre non c’è niente di meglio che un buon brodo di gallina. E così il contadino andò nel pollaio e uccise la gallina trasformandola nell’ingrediente principale del suo brodo.
La donna non si ristabiliva e la notizia del suo stato si diffuse presso i parenti che la vennero a trovare e a farle compagnia. Allora il contadino pensò che, per dare da mangiare a tutti, avrebbe fatto meglio a macellare il suo maiale. E così fece.
Finalmente la donna guarì e il marito, pieno di gioia, organizzò una grande festa a base di vino novello e bistecche cotte sul barbecue. Inutile dire quale animale fornì la materia prima.
La prossima volta che voi sentirete qualcuno che si trova davanti ad un problema e penserete che in fin dei conti la cosa non vi riguarda, ricordatevi che quando c’è una trappola per topi in casa tutta la fattoria è in pericolo.
“Quando senti suonare la campana non chiederti per chi suona.
Essa suona anche per te.”
~ E. Hemingway ~
amore.autostima · anima e corpo · animali · armonia · arte · Astrologia · Comunicazione · cultura · Energia · evoluzione · Poesia · Riflessioni · stagioni · Testimonianze · usanze

* Saturno che governa Capricorno e l’Arcangelo Cassiel

 

Il tuo reggente, l’Antico Saturno, ti osserva, TU che sali, con le tue agili zampe sugli irti e scoscesi pendii del pensiero più razionale, sino a giungere al punto più alto l’irrazionale Anima. Sei dunque giunto alla Porta degli Dei, eppure ancora ti trascini la tua coda di mitica sirena. Tu che tanto puoi osare, avendo la conoscenza e la forza sei qui giunto, ora scegli. Scegli se varcare questa soglia e divenire Stella esplorando i sentieri dell’anima, o sostare per poi ridiscendere e tornare così sirena, nel buio della densità terrena così legata alla mente.

In perfetta opposizione al Cancro, simbolo dell’«incarnazione» e della creazione, il Capricorno, che custodisce la “Porta degli dei”, rappresenta la separazione dalle materialità terrene. Proprio come la natura in inverno, all’inizio del quale cade questo segno, il capricorno evoca lo spogliarsi ed il ritirarsi della materia, nonché il silenzio e la meditazione, tipici dei mesi invernali. Segno di terra, simboleggia il seme che, sottoterra, inizia la sua lenta e progressiva maturazione, fino a giungere alla “resurrezione” al mondo sotto forma di erba primaverile.

E’ sotto questo segno che il Sole si trova al solstizio invernale. In realtà questa é, come per gli altri undici segni dello zodiaco, una semplice convenzione, poiché (per effetto della precessione degli equinozi) già dal 60 a.C. il Sole «rinasce» nella costellazione precedente: il Sagittario. A partire dal 2100 invece questo fenomeno si verificherà nello Scorpione.

E’ una costellazione tra le più antiche, fu uno dei primi segni dello zodiaco,la sua stella più brillante Deneb forma con Vega e Altair il ben noto triangolo estivo.

Gli astri appartenenti alla costellazione del Capricorno, circa venti quelle che possiamo vedere a occhio nudo, sono facilmente rintracciabili disegnando (idealmente) una linea  a partire da Vega, la più luminosa stella della Lira, ad Altair dell’Aquila, tirando poi dritto verso meridione per un uguale porzione di cielo.    La stella più luminosa, Delta Capricorni, è chiamata Deneb Algedi, dalla parola araba al dhanab al jady, cioé «la coda della capra».
La testa della capra é costituita da Alpha Capricorni, ovvero Giedi o Algedi, «il capro»

Il Capricorno é un animale fantastico, costituito dalla parte anteriore di una capra e dal retro di un pesce. Nel mito greco una leggenda narra che Pan, insieme ad altri dei, stava facendo festa sulle rive del Nilo; improvvisamente comparve tra di loro lo spaventoso gigante Tifone e gli dei, terrorizzati, si trasformarono in varie forme e fuggirono via in tutte le direzioni. Pan si gettò nel fiume e prese la forma di un animale mezzo pesce e mezzo capra, così come viene rappresentato in molti antichi atlanti celesti.

Il pianeta Saturno è il governatore del Capricorno.

Saturno è il Signore del Karma.

E’ il Guardiano della soglia, custodisce la porta dell’Iniziazione, pronto a mettere alla prova tutti coloro che si avvicinanano ad essa. Egli determina quelle crisi che vanno lette come ” opportunità” per accedere ad una consapevole libertà di scelta e ci danno la possibilità di comprendere le leggi cosmiche, delle quali è l’amministratore.

Saturno dona al Capricorno una mente acuta, un magnetismo forte e dinamico, e la capacità di creare quelle strutture e quei mezzi che gli danno l’opportunità di scalare la “Montagna Spirituale” che è il traguardo dell’uomo evoluto.

Egli dona la razionalità nell’affrontare la vita, il senso di conservazione, la concentrazione, la costruttività, regola gli ostacoli, le limitazioni, gli impedimenti, il Tempo, la morte.E’ in analogia con la pazienza, la saggezza, l’esperienza, la sapienza, la Storia.

Lo spirito olimpico di Saturno è Aratron che può trasformare qualsiasi organismo vivente in pietra in ogni momento. Può mutare il carbone in pietre preziose e le pietre preziose in carbone. Assegna spiriti familiari e favorisce la riconciliazione degli uomini con le forze sotterranee; insegna l’alchimia, la magia e la medicina, rivela il segreto dell’invisibilità, rende fruttifero ciò che è sterile e conferisce lunga vita.

L‘Arcangelo Cassiel è il dominatore della sfera di Saturno,

Custode del saggio Capricorno, ma ispira anche lo spirito amorevole della Vergine.

“E’ un Arcangelo molto antico perchè ha già realizzato il suo piano evolutivo in un’epoca lontanissima, guidando un’altra umanità sulla Terra. Soltanto i miti e le leggende narrano di quando gli Dei vivevano sulla Terra, in splendidi Templi, e l’umanità poteva ascoltare la loro voce e contemplarne il volto.

Poi le cose cambiarono, gli Esseri Immortali abbandonarono la Terra per trasferirsi in una dimensione meno violenta, più rarefatta. Sotto al suo dominio troviamo ciò che è custodito nel grembo della Terra: miniere, giacimenti, faglie telluriche. Conosce e regola i movimenti delle piattaforme di fuoco su cui galleggiano i continenti.

E’ considerato il Custode e l’Iniziatore del regno minerale, ne dirige e conserva l’energia, risvegliando-a al momento giusto. E’ portatore di saggezza, di introspezione e silenzio.

Custodisce il passato, le memorie delle grandi civiltà che si sono avvicendate sulla Terra. Sorveglia i siti archeologici, rivelandoli o nascondendoli, di epoca in epoca ai ricercatori. E’ il Signore del Tempo che scorre; in stretta collaborazione con Khamael ed Uriel; scandisce tempi emodi in cui il Piano Divino si manifesta. Attraverso e indicazioni di questa Triade, i custodi del Karma potranno decidere e programmare le nuove incarnazioni di tutti gli esseri viventi, selezionando tra le risultanze del karma passato, degli errori presenti e del Piano Evolutivo futuro…

E’ il tenero protettore degli anziani, di tutti coloro che volgono al tramonto della vita e, attraverso i Suoi messaggeri, li accompagna con dolcezza nel momento del trapasso, verso il giardino cintato su cui regna l’Arcangelo Azrael.

Cassiel è l’ispiratore di tutti coloro che lavorano con il passato ed il mondo sotterraneo: geologi, storici, archeologi, speleologi, vulcanologi, ma anche degli antiquari, dei minatori, degli orologiai, dei geriatri e di tutti coloro che si dedicano all’assistenza delle persone anziane.

Giuditta Dembech

Dedicato ad un Capricorno che ha trasformato ed arricchito il mio percorso di vita: mia figlia Olivia

Illustrazioni di Evelyn de Morgan

ambiente · amore.autostima · animali · bambini · Comunicazione · cultura · eventi · natura · pensare positivo · punti di vista · stagioni · stare bene · Testimonianze

* Per favore rinuncia ai botti di Capodanno…Miao! Bau! Prr! Cip cip!

animali-spaventati-dai-botti-di-capodanno_01

Tutti i sindaci italiani emanino un’ordinanza che vieti l’utilizzo di petardi e botti per i festeggiamenti di Capodanno.

E’ la richiesta della Lav all’Anci perché le feste non si traducano in una tragedia per gli animali, oltre che per salvaguardare l’incolumità delle persone.

Secondo i dati resi noti dal Dipartimento della pubblica sicurezza il bilancio complessivo degli incidenti legati ai festeggiamenti di San Silvestro solo nel 2019 è stato di due morti e 561 feriti (di cui 76 minori di 12 anni).

”L’emanazione di un’Ordinanza è un atto di responsabilità sia per tutelare l’incolumità pubblica, sia per evitare le conseguenze negative a carico degli animali domestici spiega la Lav in una nota -e della fauna selvatica. Il fragore dei botti, infatti, oltre a scatenare negli animali una naturale reazione di spavento, li porta frequentemente a perdere l’orientamento, esponendoli, così, al rischio di smarrimento e/o investimento.
In caso poi di esplosioni vicino all’animale, le conseguenze possono essere molto più drammatiche, causandone spesso il ferimento o la morte per ustioni e bruciature”. ”

 

gatto

 

 

Gli animali, inoltre, hanno l’udito molto più sviluppato di quello umano e i forti rumori li gettano nel panico, inducendoli a reazioni istintive e incontrollate, come gettarsi nel vuoto, divincolarsi spaventati, scavalcare recinzioni e fuggire in strada mettendo seriamente a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri. sottolinea.

” Ogni anno sono tantissime le segnalazioni di cani smarriti dopo Capodanno – ricorda Ilaria Innocenti responsabile del Settore Cani e Gatti Lav- e numerosissimi gli ingressi nei canili, soprattutto di cani e gatti investiti dalle automobili, oltre, purtroppo, agli animali morti in seguito alla fuga dovuta al panico che si scatena in loro a seguito delle esplosioni”.

Cosa possiamo fare per aiutare i nostri amici pelosi e non?

Seguire questi consigli:

Teniamo gli animali il più lontano possibile dai festeggiamenti e dai luoghi in cui i petardi vengono esplosi

Non lasciamoli soli. Gli animali fobici potrebbero avere reazioni incontrollate e ferirsi, quindi è necessario stare loro vicino, senza esagerare con coccole e carezze. E’ necessario mostrarsi tranquilli e felici, cercando di distrarli, se possibile, con giochi e bocconcini, mostrando che non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Non lasciamoli in giardino. Tenere in casa o in un luogo protetto e rassicurante anche gli animali che abitualmente vivono fuori in modo da scongiurare il pericolo di fuga.

Teniamo alto il volume di radio o televisione in modo che venga attutito il rumore dei botti proveniente dall’esterno, chiudendo le finestre e abbassando persiane.

Lasciamo che si rifugi dove preferisce, anche se si tratta di un luogo che normalmente gli è “vietato”.

Durante le passeggiate teniamoli al guinzaglio, evitando anche di liberarli nelle aree per gli animali per evitare fughe dettate dalla paura.

E’ fondamentale non portarli fuori a mezzanotte o nelle ore immediatamente precedenti perché spesso gli scoppi iniziano con anticipo.

Nei mesi precedenti facciamo visitare l’animale da un veterinario comportamentalista che prescriverà la terapia da seguire, sia comportamentale che, nel caso si necessario, farmacologica.

Evitiamo soluzioni fai-da-te somministrando tranquillanti, alcuni sono addirittura controindicati e fanno aumentare lo stato fobico.

Sensibilizziamo l’opinione pubblica, e soprattutto i bambini, su quanto questi inutili rumori possano essere dannosi per i quattro zampe.

( Per esperienza personale è consigliabile aggiungere alla pappa o nell’acqua da bere 4 gocce di Rescue Remedy)

appello

Chi ama gli animali non spara botti.

ambiente · amore.autostima · anima e corpo · animali · armonia · bambini · Comunicazione · felicità · natura · Pace · pensare positivo · stagioni · stare bene · umanità

* Miao! Miao! Bao!Bau! Cip!Cip! Prrrr…che freddo che fa!

Se quando ti siedi un momento, sul divano o al computer, il tuo gatto ti salta sempre, sì sempre in grembo, allora vuol dire che fa veramente freddo.
Gli animali soffrono il freddo?
Anche i nostri amici animali, nonostante le loro pellicce naturali, temono il freddo. Lo temono gli animali che vivono in cattività nei parchi faunistici così come quelli che vivono nelle nostre case. E’ curioso sapere ad esempio che, per riscaldarsi, le giraffe del parco faunistico di Fasano (Brindisi), il più grande d’Italia, si giovano dell’aiuto di lampade a infrarossi e di termoventilatori o che gli scimpanzè del Bioparco di Roma iniziano la loro giornata, nei mesi invernali, con una colazione a base di tè o orzo caldo.
In linea di massima si può dire che i mammiferi hanno, nel loro pelo, il giusto vestito per ogni stagione: d’inverno diventa più folto e lungo e in primavera si accorcia e si sfoltisce. Ne sappiamo qualcosa quando siamo costretti a raccogliere matasse di peli durante il periodo della muta!
Dando uno sguardo agli animali selvatici vediamo che alcuni mammiferi come gli orsi si riparano in una tana e dormono a lungo durante l’inverno ma la loro temperatura resta alta .
Il ghiro durante la stagione più fredda perde circa la metà del proprio peso.
Molti prima del letargo sì nutrono il più possibile per accumulare il grasso che gli serve durante la stagione fredda per sopravvivere senza mangiare .
Anche la biscia,la tartaruga vanno in letargo e si riparano nel terreno.
Gli animali come il ghiro e l’orso durante il letargo rallentano al minimo il battito del cuore , cosi consumano meno energie.
l’ENPA ( Ente Nazionale Protezione Animali)che ormai da qualche giorno ha lanciato una campagna di sensibilizzazione per aiutare gli animali a resistere all’inverno gelido.
A soffrire non sono solo i nostri amici animali che vivono con noi, cani,gatti, conigli, etc, ma anche gli animali che vivono nei boschi, che cercano rifugio come possono. Numerosi sono stati i soccorsi nei confronti di animali come ricci, uccelli, che vengono curati e riscaldati dai volontari dell’Enpa e da altre associazioni animaliste che svolgono un ruolo sociale importantissimo.
Di certo non possiamo pensare di avvicinare un uccellino per asciugarlo dalla pioggia, ma possiamo fare comunque qualcosa per lui e gli altri animali selvatici che potrebbero avvicinarsi alla nostra casa: ad esempio può essere utile lasciare sul balcone qualche briciolina, una ciotolina di acqua per bere ed un’altra per farsi il bagnetto. Non è abbastanza risaputo, ma questo permette agli uccellini di tenere in ordine e curate le piume,garantendo loro una migliore protezione dalle intemperie.
Sarebbe buona cosa, se possibile, mettere in prossimità della casa delle vere e propriemangiatoie da tenere sempre piene di arachidi non salate, semi di girasole, di zucca, miglio, briciole (panettone, dolci e pane), fiocchi di cereali, croste di formaggio tagliate a cubetti, fino alla primavera, in modo che i nostri amici uccelli abbiano un costante punto di riferimento.
Moltissimi cani e gatti randagi si trovano tra le strade delle nostre città, alla ricerca di una tana dove rannicchiarsi e aspettare “tempi migliori”. Ricordiamoci anche di loro mentre rivestiamo di costosi indumenti alla “moda” i nostri più fortunati.
Mettiamo nel giardino, al riparo, una cassetta di legno o una robusta scatola di cartone con all’interno una coperta. Fornire un riparo o un pasto caldo ad un cane randagio, inoltre, potrebbe significare salvargli la vita, soprattutto se si tratta di un cane di piccola stazza. L’animale più grosso, infatti, ha maggiori capacità di sopportare le basse temperature, rispetto a quelli di piccola taglia.
Nei periodi più freddi, ad esempio, è usanza dei gatti, specie i più piccoli, rannicchiarsi nei cofani o sulle ruote delle auto, sfruttando così il calore del motore. A tal proposito è opportuno dare qualche colpo sul cofano o meglio aprirlo e controllare che non vi sia alcun gatto, prima di usare la nostra auto.
Aiutiamo gli animali che hanno freddo come noi!
Fonti:
http://animali.bloglive.it
http://www.petforpassion.com
http://www.tuttozampe.com
ambiente · animali · armonia · Comunicazione · eventi · Fantasia · felicità · gatti · natura · Pace · pensare positivo · stare bene · Testimonianze · umanità · usanze

* Alberi di Natale a prova di gatto!

Albero di Natale a prova di gatto in 10 mosse

natale_wp

Gatti e albero di natale sono inconciliabili. I gatti sono così affascinati dal nuovo ospite che non possono resistere dall tentare l’arrampicata, spargendo aghi, decorazioni e orpelli ovunque. E arrivando puntualmente a farlo rovesciare. Mantenere il micio curioso lontano dal nostro albero di Natale è, quindi, una saggia idea per tutti, soprattutto per l’incolumità del felino

L’unico modo infallibile per riuscire nell’impresa impossibile sarebbe quello di mettere l’albero in una stanza in cui il gatto non può accedere. O rinunciare alla realizzazione della tradizionale decorazione natalizia. Ma è davvero così? Ecco come realizzare un albero il più sicuro possibile per i nostri felini in sole 10 mosse.

Gatti-albero-di-natale-1

1) LA SCELTA

Iniziamo in maniera intelligente dal principio, cioè considerando il tipo di albero che verrà utilizzato. I”veri” alberi di Natale, infatti, sono potenzialmente più pericolosi per il vostro gatto di quelli artificiali. Questo perché gli aghi dell’albero reale sono taglienti e possono arrivare a forargli la pelle, oltre che irritanti e leggermente tossici se masticati. Non che “sgranocchiare” un albero artificiale sia sano, ma la scelta dell’albero sarà fondamentale per i passaggi successivi. Considerate, inoltre, le dimensioni. Un piccolo albero sarà più sicuro di un albero grande, semplicemente perché, se dovesse cadere, farebbe meno male. Per un gattino, un albero da tavolo potrebbe essere una scelta adatta, almeno fin quando crescerà e smetterà di essere così iperattivo. Se si sceglie un albero vero, bisogna scegliere un contenitore dell’acqua completamente inaccessibile al gatto, per evitare rischi di avvelenamento. Se abbiamo gattini piccoli, meglio avvolgere un po’ di stagnola intorno al tronco. A loro non piace e li terrà lontani.

chat-sapin-noel-1

2) LA BASE

Selezionare una base forte e resistente. Meglio peccare per eccesso di cautela. Sarà fondamentale per la sicurezza, oltre che degli animali domestici, anche dei bambini. Importantissimo utilizzare, inoltre, una copertura per la base, per nascondere pesi e cavi elettrici, e ancorare l’albero anche alla parete o al soffitto, per evitare che il gatto lo rovesci.

516447

3) LA POSIZIONE

Scegliere una posizione sicura per l’albero, che consenta di avere spazio libero intorno e che sia lontana da elementi da cui il micio potrebbe arrampicarsi o saltare, come invitanti scaffali, mobili e mensole. Se possibile, scegliere una collocazione per l’albero che permetta di chiudere la porta di notte o quando non c’è nessuno in casa.

4) PRIMA DELLA DECORAZIONE

Provare inizialmente a non decorare l’albero. La logica alla base di questo consiglio è quella di fornire un po’ più di tempo al gatto per esplorare “l’intruso” e imparare a lasciarlo in pace. Oltre a pronunciare un secco e deciso “no” se ci si accorge che il gatto sta per saltare, spruzzare l’albero conspray agli agrumi, che non gradirà particolarmente, tenendolo lontano. Se si tratta di un albero di plastica, anche una piccola quantità di olio di citronella, il cui odore è sgradevole per il gatto, può fare al caso nostro. Si potrebbero anche mettere delle bucce d’arancia e pigne profumate di citronella attorno alla base (consiglio valido anche per le vostre piante d’appartamento).

enhanced_buzz_28969_1293039723_8-1012-600-450-70

) LA SCELTA DEGLI OGGETTI DA APPENDERE

Scegli ornamenti poco attraenti per i gatti. Evitare scintillii, bagliori, “penzolamenti” e riflessi(praticamente impossibile!). Meglio oggetti opachi e non lucidi, fatti di feltro o cartone, mentre restano banditi nastri e altri oggetti che pendono dall’albero. Ricordare che la neve artificiale è tossica e non dovrebbe essere usata quando si hanno animali domestici e bambini piccoli in casa. Se si sceglie di decorare l’albero con il cibo, bisogna fare attenzione a ciò che si attacca, ad esempio al cioccolato, che è tossico per i gatti.

6) DURANTE LA DECORAZIONE

Regola di base: non decorare l’albero davanti al gatto, altrimenti penserà che palline e festoni siano un gioco e continuerà a farlo anche quando saranno attaccati. Se mentre decoriamo il gatto è nei paraggi, bisogna resistere alla tentazione di usare le decorazioni come giocattoli.

gatto-gioca-con-albero-jpg-640x320

7) COME APPENDERE GLI OGGETTI?

Scegliete di appendere le decorazioni più delicate, seducenti o pericolose in alto, nei primi due terzi della struttura, dove c’è meno probabilità che il micio arrivi. Sempre che non ci siano sporgenze da cui saltare. Occhio agli orpelli, che possono essere molto dannosi se ingeriti, provocando seri problemi a stomaco e intestino.

8) FISSAGGIO SUI RAMI

Fissare gli ornamenti sull’albero in modo sicuro, affinché possano essere tirati via facilmente. Utilizzare ganci di metallo, utilizzando un paio di pinze per serrare la parte finale ed evitando l’uso di corde o elastici. Dopo aver attaccato le decorazioni, verificare che il metodo di fissaggio sia adeguato e a prova di gatto.

Gatti-albero-di-natale-18

9) SICUREZZA FILI ELETTRICI

Un albero di Natale è completo solo quando le luci sono accese, ma i fili elettrici possono rivelarsi una pericolosa tentazione per un gatto curioso e poco cauto. Assicurare i cavi con del nastro adesivo, evitand di lasciarli penzolanti e facili da raggiungere. Avvolgere il cavo in eccesso intorno alla base dell’albero, o, in alternativa, utilizzare griglie di protezione e tubi “ordina-tutto”. Spegnere sempre le luci dell’albero di Natale quando non c’è nessuno in casa.

10) RELAX

Ok, ora abbiamo fatto tutto il possibile per proteggere l’albero e per renderlo un’esperienza sicura per il gatto. Ma non abbassate la guardia. E tenete una macchina fotografica vicino. Perché? Ecco, guardate bene: cos’è quella palla di pelo che sbuca dai rami? Forse si trattava di una causa persa in partenza…

5ef1a31991

http://www.greenme.it/abitare/cani-gatti-e-co/9254-albero-di-natale-gatto

ambiente · animali · armonia · Comunicazione · cultura · eventi · natura · Pace · punti di vista · Testimonianze · usanze

* A proposito del Thanksgiving Day i tacchini ” graziati “ringraziano ! Eh sì! Non tutti i tacchini finiscono in forno!

Il Giorno del Ringraziamento è fondamentalmente una ricorrenza di origine cristiana che viene osservata in tutti gli Stati Uniti e in Canada, un segno di gratitudine per i profitti dei raccolti e per quanto di buono avuto durante l’anno che trova radici nel 17° secolo, nel 1621.
Senza dilungarmi in un trattato storico, va detto che i Pellegrini cristiani migrarono in America nel 1621, trovando un territorio dal terreno inospitale e poco fertile, che non riuscirono a sfruttare con le loro conoscenze di semine e coltivazione, andando incontro ad un inverno arido di raccolto, che vide una buona metà di loro morire di fame.

I nativi americani intervennero insegnando loro come seminare e coltivare al meglio i prodotti agricoli e come allevare gli animali, in particolare il granoturco e il tacchino, per questo simbolo della ricorrenza.

Da lì, ogni anno, il ringraziamento è un modo di ringraziare Dio per il raccolto e anche per rafforzare la socializzazione tra popolazioni, che ha permesso la sopravvivenza dei pellegrini.
Per alcuni decenni la ricorrenza subì una graduale diffusione tra i popoli delle Americhe, fino ad arrivare al 1789, quando George Washington – allora il primo presidente degli Stati Uniti – la decretò giornata Nazionale di Ringraziamento.

Alcuni giorni prima del Giorno del ringraziamento, alla Casa Bianca si svolge la tradizionale cerimonia della grazia presidenziale a due tacchini, nota come National Thanksgiving Turkey Presentation.

Risale al 1963 e ne fu artefice John Fitzgerald Kennedy che scelse di non cucinare il tradizionale tacchino donato al Presidente dalla National Turkey Federation fin dal 1947.

Si è a lungo ritenuto che fosse stato il presidente Harry Truman a dar vita alla tradizione, ma gli storici della Truman Library non sono riusciti a trovare alcuna prova che lo dimostrasse.

Dal 1989 uno dei tacchini graziati apre la parata sulla Main Street di Disneyland, poi entrambi vengono trasferiti nel ranch di Frontierland, nel parco stesso. Nonostante alla parata partecipi solo uno, ne vengono graziati due nell’eventualità che uno dei due non riesca ad arrivare vivo alla parata.

A partire dal 2005 il trasferimento da Washington a Los Angeles avviene con un volo di prima classe della United Airlines.

A partire dal 2003 i cittadini americani sono invitati a scegliere il nome dei tacchini votando sul sito della Casa Bianca: dopo il primo sondaggio furono battezzati Stars e Stripes (Stelle e Strisce, nome che indica la bandiera statunitense):

Negliannisuccessivi Biscuit e Gravy (2004), Marshmallow e Yam (2005), Flyer e Fryer (2006), May e Flower (2007), Pumpkin e Pecan (2008), Courage (2009), Apple e Cider (2010), Cobbler e Gobbler (2012), Popcorn e Caramel (2013), Mac e Cheese (2014), Honest e Abe (2015), Tater e Tot (2016), Drumstick e Wishbone (2017), Peas e Carrots (2018)

 

Nel 2019, il Thanksgiving Day (Giorno del Ringraziamento) è il 28 Novembre.
Il giorno della settimana è Giovedì e cade durante la 48° settimana dell’anno.

Per il Thanksgiving day 2019, i tacchini “ perdonati “si chiamano Bread e Butter!

E sono stati ospitati in una lussuosa camera d’albergo e potranno ora invecchiare in una università della Virginia, a differenza dei tanti altri che finiranno sulle tavole americane per la festa di giovedì. 

https://www.newyorkfacile.it/eventi/giorno-ringraziamento-thanksgiving-day/

https://it.wikipedia.org/wiki/Giorno_del_ringraziamento

ambiente · amore.autostima · animali · armonia · arte · Comunicazione · cultura · eventi · evoluzione · gatti · pensare positivo · Testimonianze · usanze

* Il 17 novembre si celebra il Gatto Nero Day, una giornata dedicata a contrastare le superstizioni sui mici dal manto scuro e a riabilitare la loro reputazione

 

Il Gatto Nero Day è una ricorrenza istituita dall’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (AIDAA) che, ogni 17 novembre, dal 2003,celebra i mici dal manto scuro. con lo scopo di combattere e superare le tante superstizioni che girano su questa bellissima tipologia di gatto , per secoli oggetto di superstizioni e credenze popolari ingiuste e infondate.

Il gatto nero è stato, e purtroppo a volte è ancora, oggetto di superstizioni popolari che hanno etichettato questo animale come portatore di sfortuna e sciagure.

In realtà il carattere del gatto nero lo porta a essere un felino con una grande propensione alla lealtà e all’amicizia verso gli esseri umani, caratteristiche queste che stridono particolarmente con le dicerie diffuse sul suo conto. Il micio dal manto scuro ha poi un’indole riservata e schiva, pur essendo un animale estremamente sensibile e intelligente.

Secondo una ricerca che è stata realizzata dall’US National Cancer Institute poi, i gatti neri hanno una minore propensione a contrarre determinate malattie.

Questa evidenza scientifica è supportata anche dalla realtà dei fatti: i felini bianchi e neri sono infatti fra i più diffusi, a dimostrazione appunto della effettiva resistenza di questa specie. Si pensi, a questo proposito, che in Italia il 10% dei 20 milioni di gatti viventi sono di colore nero.

Il gatto nero europeo a pelo corto è una razza molto comune, che si contraddistingue per i caratteristici occhi verdi.

Anche il gatto nero Bombay è una razza particolarmente diffusa, che si può riconoscere per la testa e le orecchie arrotondate. Il carattere è tipicamente coccolone e accomodante.

Anche il gatto nero British ha un buon temperamento, ed è anche molto intelligente. Il muso di questa razza di felino è dritto e tondo, il corpo robusto e muscoloso e la coda grossa.

Una razza rara e preziosa di gatto nero è invece il Persiano, che ha un carattere leale e affettuoso

A Milano dal 17 novembre al 10 dicembre 2019 presso la Ex Fabbricadelle Bambole di Milano è stata allestita la mostra collettiva Il gatto nero nell’arte.

A Napoli, Il 17 novembre 2019 , in occasione del Gatto Nero Day, è stato inaugurato al Vomero uno spazio dedicato ai felini neromantanti pronto a sfatare la loro fama di portatori di ‘jella’

La paura, per vincerla, deve essere esorcizzata. Così come la sfortuna.

C’è chi si lascia suggestionare da uno specchio rotto e chi, invece, si fa prendere dall’ansia alla vista di un gatto nero che attraversa la strada e, al fine scongiurare la malasorte, tenta disperatamente di cambiare direzione. 

É ora di sfatare questo mito: incontrare un felino dal manto scuro non è affatto segno di sventura. Anzi. Nei paesi anglosassoni, così come in Giappone, questo animale è addirittura considerato un portatore di fortuna e felicità. Perché non prendere esempio?

Se non siete affetti da eptacaidecafobia (paura del numero 17) prendete nota: il prossimo 17 novembre, in occasione della sedicesima edizione del Gatto Nero Day, aprirà a Napoli il Museo del Gatto Nero.

La scelta della città non è ovviamente casuale, parliamo della patria dei cosiddetti ‘jettatori’, una realtà in cui superstizione e scaramanzia, dai tempi più remoti, sono parte integrante della tradizione popolare.

Dall’antico Egitto al Medioevo, un viaggio nella storia dei gatti.

La location si trova nella zona del Vomero all’interno di un appartamento privato, ma aperto al pubblico, dove è stato allestito uno spazio permanente suddiviso in differenti sezioni tematiche (storica, artistica, fotografica etc.).

A parlare più di mille parole  circa un centinaio di cimeli tra fotografie, sculture, quadri e poesie raccolti nel corso degli anni dall’Associazione.

Gli oggetti custoditi al suo interno, infatti, aiuteranno i visitatori a ripercorrere la storia di questi deliziosi animali, ora amati e venerati come divinità, ora demonizzati e perseguitati.

Infatti, se nell’antico Egitto i gatti erano considerati animali sacri, nel Medioevo invece i mici neri erano visti come esseri demoniaci.

A completare il tutto sarà anche uno spazio ludico, ovvero una stanza dedicata ai giochi aperta ai quattro zampe accompagnati dai loro padroni.

Non c’è che dire, la notizia dell’apertura del Museo del Gatto Nero sta facendo il giro d’Italia alimentando tanta curiosità tra gattari e non.

Nell’attesa non bisogna munirsi di ‘Curniciello’ ovvero il famoso corno portafortuna: per visitare il museo e apprezzarlo in tutta la sua unicità, infatti, è sufficiente essere pronti a vedere il mondo con occhi diversi.

 

Ma per smontare la diceria basta guardare la situazione da un altro punto di vista: nella cultura asiatica infatti, il gatto nero è al contrario che da noi simbolo di fortuna e portatore di felicità. In quest’ottica i gatti neri non sono forieri di sventure e malignità da evitare, ma al contrario esseri di cui cercare la compagnia per propiziarsi la sorte. Si spera che quell’amico che ogni volta che vede un gatto nero cambia strada, d’ora in poi smetta di farlo. E se proprio deve per forza credere a una superstizione, può abbracciare quella asiatica, decisamente più positiva.

Basta cambiare prospettiva perché le cose cambino

https://www.lastampa.it/viaggi/italia/2019/06/07/news/napoli-in-arrivo-il-museo-del-gatto-nero-1.36539304

illustrazione di Tatiana Martino

 

 

ambiente · animali · armonia · arte · Comunicazione · cultura · gatti · natura · pensare positivo · punti di vista · Riflessioni · stare bene · Testimonianze · usanze

* Cani e gatti e gatti non vanno d’accordo secondo una una credenza consolidata! Ma è vero?

Cani e gatti possono essere amici?

Contrariamente all’opinione comune, Cassius Marcellus Coolidge ha suggerito la sua risposta positiva quando ha creato una nuova e più veritiera versione  del suo dipinto più famoso della serie “Dogs Playing Poker”: “A Friend in Need”.
Vedete qui, in realtà, CANI E GATTI che giocano a poker.


Abbiamo gentilmente invitato il nostro fratellino David Bowie the Cat a sedere per l’artista con noi
Inoltre, siamo stati così gentili ad aiutare DB a passare l’asso al cucciolo di zenzero con la nostra nobile coda. Le zampe del piccolo erano troppo corte per l’azione!
Potresti notare questa lacuna nella versione comunemente nota del dipinto:


È la prova che la nostra versione è quella vera!
Inoltre, la moglie e la figlia di Coolidge non sono rimaste impressionate da Dogs Playing Poker dato che non c’erano gatti! La nostra vera versione è stata creata per accontentarle.
Per non parlare dell’ ampliamento della nozione di “amico bisognoso“:
Un amico si vede nel momento del bisogno! La differenza di specie non ha importanza per la vera amicizia!
Così parla Zarathustra il gatto

P.S. Potresti chiederti perché tu, Zarathustra, gatto così saggio e illuminato, hai deciso di migliorare un dipinto, che i critici d’arte considerano la quintessenza del kitsch?
Sapete, amici, “kitsch” è una parola creata dal sottile strato di esseri umani che fingono di essere molto alla moda, per umiliare l’arte popolare e aumentare il significato di cose non comprensibili per il vasto pubblico.     Ma con il passare dei secoli, potresti vedere che questa nozione è semplicemente umana, fin troppo umana: l’immagine più kitsch nella storia dell’arte, la coppia di cherubini, è stata dipinta dal genio Raffaello nel suo capolavoro Madonna Sistina!
Quindi, vedremo tra alcuni secoli in quale categoria i critici d’arte umani hi-brow metteranno “Cani che giocano a poker”!

Le cose iniziano già a cambiare: nel 2005, gli originali di “A Bold Bluff” e “Waterloo: Two” della serie sono stati venduti all’asta Dogs in Art di Doyle New York per $ 590 400
Potresti anche dire: “L’artwork è stato creato per la promozione dei sigari!”
Beh, è ​​stato commissionato da un produttore di sigari, ma, sai, i Borgia erano famosi mecenati d’arte e commissionavano molte opere d’arte, anche se erano un po’ più velenose dei sigari…

Fonte:

A friend in need

ambiente · anima e corpo · animali · armonia · buone notizie · cultura · eventi · evoluzione · futuro · natura · Pace · pensare positivo · stare bene · umanità

* Giornata mondiale degli animali : in Europa si parla di ” Dignità animale”


68b62085e41e8f225811766f8d5eb2bb_L

Non ammazzerai i pulcini solo perché sono maschi e non fanno le uova.

Non offrirai animali in premio per gare, concorsi o riffe.

Non alleverai una bestia solo per poterla uccidere e prenderne la pelle, il pelo o la pelliccia.

Non venderai i cani e gatti nei negozi di città, ma solo negli allevamenti certificati e controllati.

E se farai una di queste cose, per lo meno in terra di Lussemburgo, sarai punito duramente, con una multa sino a 200 mila euro. O con il carcere.  

0

Il piccolo Granducato ha deciso la rivoluzione. 

Da paradiso fiscale che era (e in parte è ancora) vuol diventare il paradiso della fauna continentale.

Il governo ha presentato una proposta di legge che per la prima volta – così dicono – introduce il concetto di «dignità animale», stabilendo nuove regole di protezione, sicurezza e benessere per l’universo che va dalle mucche alle galline passando per felini e canini. Il testo aggiorna un codice del 1993 giudicata «obsoleta» sulla base del progresso scientifico e «su la posizione degli animali nella nostra società moderna».

Spiega a Lussemburgo che l’animale deve essere considerato come «essere vivente non umano dotato di sensibilità che sente il dolore e altre emozioni».Non una novità, per molti degli umani, ma certo un passo avanti dal punto di vista strettamente giuridico. Per questo gli si riconosce una «dignità». Animale, ma pur sempre dignità. 

chicks-712702_1920-k0GG-U1080189463226m1G-1024x576@LaStampa.it

Per questo non sarà possibile allevare ermellini e visoni nella terra del Granduca (non per scuoiarli!) e saranno puniti con decisione anche i maltrattamenti degli animali. Fatevi prendere a picchiare il vostro cucciolo e pagherete sino a 250 euro di multa, con la possibilità che la bestiola vi sia sequestrata.

Se invece un’azienda agricola fosse colta a eliminare i pulcini maschi si potrebbe arrivare tre anni di galera e/o duecentomila euro di multa. Nessuna crudeltà sarà più ammessa, diretta o indiretta che sia.

10553586_874826042640049_6124148146900474824_n

La legge è stata disegnata con le organizzazioni animaliste, con le quali si è deciso anche di lanciare una campagna di sensibilizzazione del grande pubblico. Non è previsto che tutti debbano diventare vegetariani, sarebbe un controsenso nella patria dello stinco alla birra. Però bisogna essere più umani con gli animali.

Oltre che con gli uomini, naturalmente.

cane-vitello

Fintanto che l’uomo continuerà a distruggere gli esseri viventi inferiori non conoscerà mai né la salute né la pace.

Fintanto che massacreranno gli animali, gli uomini si uccideranno tra loro.

Perchè chi semina delitto e dolore non può mietere gioia e amore.

Pitagora

http://www.goware-apps.com/dignita-animale-tatiana-guarnier/

https://www.mclink.it/assoc/lida/carta.htm

http://www.lastampa.it/2016/05/10/societa/lazampa/animali/il-lussemburgo-verso-il-riconoscimento-della-dignit-animale-tv4zthabmsOED0BWNal8VK/pagina.html

http://www.redacon.it/2016/04/16/mozione-per-il-rispetto-della-dignita-animale/