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* Cani e gatti e gatti non vanno d’accordo secondo una una credenza consolidata! Ma è vero?

Cani e gatti possono essere amici?

Contrariamente all’opinione comune, Cassius Marcellus Coolidge ha suggerito la sua risposta positiva quando ha creato una nuova e più veritiera versione  del suo dipinto più famoso della serie “Dogs Playing Poker”: “A Friend in Need”.
Vedete qui, in realtà, CANI E GATTI che giocano a poker.


Abbiamo gentilmente invitato il nostro fratellino David Bowie the Cat a sedere per l’artista con noi
Inoltre, siamo stati così gentili ad aiutare DB a passare l’asso al cucciolo di zenzero con la nostra nobile coda. Le zampe del piccolo erano troppo corte per l’azione!
Potresti notare questa lacuna nella versione comunemente nota del dipinto:


È la prova che la nostra versione è quella vera!
Inoltre, la moglie e la figlia di Coolidge non sono rimaste impressionate da Dogs Playing Poker dato che non c’erano gatti! La nostra vera versione è stata creata per accontentarle.
Per non parlare dell’ ampliamento della nozione di “amico bisognoso“:
Un amico si vede nel momento del bisogno! La differenza di specie non ha importanza per la vera amicizia!
Così parla Zarathustra il gatto

P.S. Potresti chiederti perché tu, Zarathustra, gatto così saggio e illuminato, hai deciso di migliorare un dipinto, che i critici d’arte considerano la quintessenza del kitsch?
Sapete, amici, “kitsch” è una parola creata dal sottile strato di esseri umani che fingono di essere molto alla moda, per umiliare l’arte popolare e aumentare il significato di cose non comprensibili per il vasto pubblico.     Ma con il passare dei secoli, potresti vedere che questa nozione è semplicemente umana, fin troppo umana: l’immagine più kitsch nella storia dell’arte, la coppia di cherubini, è stata dipinta dal genio Raffaello nel suo capolavoro Madonna Sistina!
Quindi, vedremo tra alcuni secoli in quale categoria i critici d’arte umani hi-brow metteranno “Cani che giocano a poker”!

Le cose iniziano già a cambiare: nel 2005, gli originali di “A Bold Bluff” e “Waterloo: Two” della serie sono stati venduti all’asta Dogs in Art di Doyle New York per $ 590 400
Potresti anche dire: “L’artwork è stato creato per la promozione dei sigari!”
Beh, è ​​stato commissionato da un produttore di sigari, ma, sai, i Borgia erano famosi mecenati d’arte e commissionavano molte opere d’arte, anche se erano un po’ più velenose dei sigari…

Fonte:

A friend in need

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* Giornata mondiale degli animali : in Europa si parla di ” Dignità animale”


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Non ammazzerai i pulcini solo perché sono maschi e non fanno le uova.

Non offrirai animali in premio per gare, concorsi o riffe.

Non alleverai una bestia solo per poterla uccidere e prenderne la pelle, il pelo o la pelliccia.

Non venderai i cani e gatti nei negozi di città, ma solo negli allevamenti certificati e controllati.

E se farai una di queste cose, per lo meno in terra di Lussemburgo, sarai punito duramente, con una multa sino a 200 mila euro. O con il carcere.  

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Il piccolo Granducato ha deciso la rivoluzione. 

Da paradiso fiscale che era (e in parte è ancora) vuol diventare il paradiso della fauna continentale.

Il governo ha presentato una proposta di legge che per la prima volta – così dicono – introduce il concetto di «dignità animale», stabilendo nuove regole di protezione, sicurezza e benessere per l’universo che va dalle mucche alle galline passando per felini e canini. Il testo aggiorna un codice del 1993 giudicata «obsoleta» sulla base del progresso scientifico e «su la posizione degli animali nella nostra società moderna».

Spiega a Lussemburgo che l’animale deve essere considerato come «essere vivente non umano dotato di sensibilità che sente il dolore e altre emozioni».Non una novità, per molti degli umani, ma certo un passo avanti dal punto di vista strettamente giuridico. Per questo gli si riconosce una «dignità». Animale, ma pur sempre dignità. 

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Per questo non sarà possibile allevare ermellini e visoni nella terra del Granduca (non per scuoiarli!) e saranno puniti con decisione anche i maltrattamenti degli animali. Fatevi prendere a picchiare il vostro cucciolo e pagherete sino a 250 euro di multa, con la possibilità che la bestiola vi sia sequestrata.

Se invece un’azienda agricola fosse colta a eliminare i pulcini maschi si potrebbe arrivare tre anni di galera e/o duecentomila euro di multa. Nessuna crudeltà sarà più ammessa, diretta o indiretta che sia.

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La legge è stata disegnata con le organizzazioni animaliste, con le quali si è deciso anche di lanciare una campagna di sensibilizzazione del grande pubblico. Non è previsto che tutti debbano diventare vegetariani, sarebbe un controsenso nella patria dello stinco alla birra. Però bisogna essere più umani con gli animali.

Oltre che con gli uomini, naturalmente.

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Fintanto che l’uomo continuerà a distruggere gli esseri viventi inferiori non conoscerà mai né la salute né la pace.

Fintanto che massacreranno gli animali, gli uomini si uccideranno tra loro.

Perchè chi semina delitto e dolore non può mietere gioia e amore.

Pitagora

http://www.goware-apps.com/dignita-animale-tatiana-guarnier/

https://www.mclink.it/assoc/lida/carta.htm

http://www.lastampa.it/2016/05/10/societa/lazampa/animali/il-lussemburgo-verso-il-riconoscimento-della-dignit-animale-tv4zthabmsOED0BWNal8VK/pagina.html

http://www.redacon.it/2016/04/16/mozione-per-il-rispetto-della-dignita-animale/

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* La buona notizia del venerdì: Le nonne sono indispensabili anche nel regno animale

Le nonne orca vivono a lungo per proteggere e accudire i loro nipoti. 

 

Uno studio ha scoperto che le orche femmina non più fertili giocano un ruolo importante e benefico sulle possibilità di sopravvivenza dei loro nipoti.

Queste femmine anziane, senza figli piccoli propri, sono libere di concentrare tempo e risorse sull’ultima generazione, evitando anche conflitti riproduttivi con le altre femmine ancora fertili

Le orche riescono a vivere fino a 90 anni, superando di gran lunga l’età riproduttiva e la menopausa. Un piccolo mistero su cui gli scienziati si interrogano da anni, ma adesso un nuovo studio ci svela come ciò sia possibile.

La ricerca pubblicata su PNAS è basata sull’analisi di dati raccolti in trent’anni in popolazioni di orche che vivono nel nord ovest del Pacifico.

Gli scienziati hanno notato che le giovani orche che hanno la fortuna di avere le nonne hanno più probabilità di sopravvivenza rispetto a quelle senza; inoltre il rischio di morte delle orche aumenta drasticamente dopo quella della nonna stessa.
Come sappiamo, quella delle orche è
una società matriarcale ed è probabile, secondo gli esperti, che le cosiddette balene assassine portino con sé conoscenze cruciali sulle risorse alimentari che possono influenzare la vita o la morte dei loro parenti.

Quindi in pratica le nonne, ovvero le orche che hanno superato l’età riproduttiva, assicurano una migliore sopravvivenza per i loro nipoti.

Se la vita media di un maschio d’orca si aggira intorno ai trent’anni, le femmine sono fertili fino ai trenta-quarant’anni circa, ma vivono anche fino ai 90 anni.

Sono una delle quattro specie al mondo, insieme a essere umano, narvalo, beluga e globicefalo di Gray, ad andare in menopausa. Ed è per questo che da tempo si studia il loro comportamento.

Il nuovo studio pubblicato da PNAS è basato sui dati raccolti su due popolazioni (gruppi di diversi pod) di orche residenti al largo della costa canadese e statunitense del Pacifico nord-occidentale.

Come si legge nella ricerca, è stato analizzato il tasso di sopravvivenza di 378 nipoti di orche, notando che le possibilità di sopravvivenza fossero maggiori quando era presente una nonna. Monitorando anche l’abbondanza di salmone, l’impatto della morte di una nonna era maggiore nei periodi di scarsità.

La morte di una nonna può avere ripercussioni importanti per il suo gruppo familiare, e questo potrebbe rivelarsi una considerazione importante quando si valuta il futuro di queste popolazioni”, dicono gli esperti.

Ma non solo, se le orche continuassero a riprodursi non sarebbero in grado di offrire lo stesso supporto alla discendenza, ciò significa che l’evoluzione della menopausa ha aumentato la capacità della nonna di aiutare i nipoti.

La morte di una matriarca può avere importanti ripercussioni sul suo gruppo familiare, e questo è particolarmente importante quando si considera il futuro delle popolazioni di orche. Man mano che continuano a diminuire le popolazioni di salmone, le nonne diventano sempre più importanti per le popolazioni di questo cetaceo”, spiega Dan Franks, ricercatore dell’Università di York e co-autore dello studio.

Nel regno animale il matriarcato è predominante e vige una gerarchia molto ben strutturata nel gruppo familiare.

Gli Elefanti, i lupi, le orche, i lemuri, i bonobo, le iene, le api, le formiche, le manguste suricato…

Quello del maschio alfa è un mito da sfatare.

E la nostra società avrebbe molto da imparare dagli animali quanto a rispetto e ruolo delle «femmine»

sebben che sono femmine…

fonti:

https://www.greenme.it/informarsi/animali/orche-nonne-nipoti/?fbclid=IwAR39L69QJhnGdwJXm0mKNIooOyKnu_vyCJ53iPDoxNLgzruan4tW56gAf

https://www.pnas.org/content/116/52/26669

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* La buona notizia del venerdì: Trasformare una montagna di spazzatura si può! E’ il futuro!

Succede a New York!

 

Dopo la chiusura della discarica più grande del mondo, la Fresh Kills landfill, i funzionari e le organizzazioni no profit dello Stato di New York hanno facilitato una transizione che ha trasformato quello che era un enorme deposito di spazzatura in un’oasi verde per piante native.

Parliamo dell’ex discarica di Fresh Kills che una volta convogliava tutta la spazzatura di New York City, un luogo dagli odori pestilenziali e la cui vista, fatta di cumuli di rifiuti, si dice abbia raggiunto i 20 piani di altezza.

Ora quella discarica, ormai chiusa (dal 2001), è stata trasformata in un’immensa area verde,  tre volte più grande di Central Park. Il desiderio di convertirla in un parco ha portato il Department of City Planning a ospitare un concorso internazionale di progettazione: il progetto per la creazione del più grande parco di New York City che è stato vinto dalla società Field Operations.

La conversione, come possiamo immaginare, non è stata facile e ha coinvolto oltre che tanta mano d’opera anche alcuni branchi di capre, introdotte nel 2012 per la loro capacità di ripristino ecologico.

Camion con milioni di tonnellate di terra ricca di ferro sono stati portati dal New Jersey per coprire i teli di plastica impermeabile che, a loro volta, isolavano e “coprivano” i cumuli di rifiuti,  mentre i tubi di estrazione del metano convogliavano i fumi dei detriti sotterranei nelle case di Staten Island per alimentare il riscaldamento e le stufe.

Successivamente, sono stati piantati alberi e costruiti abbeveratoi di cemento per convogliare rapidamente l’acqua piovana lontano dalle colline dei rifiuti.

Il verde, che ora ricopre circa 150 milioni di tonnellate di spazzatura, è stato assicurato in tutta l’area grazie alla riscoperta di specie erbacee autoctone, cioè originarie del luogo,che forniscono anche l’habitat perfetto agli uccelli della zona.

Alle erbe officinali e aromatiche va riconosciuto un ruolo vitale nel migliorare le produzioni agricole, la disponibilità di cibo e la conservazione della biodiversità dell’ambiente: numerose fonti storiche attestano che tali erbe erano conosciute fin dalla antichità, in particolare per le proprietà antisettiche e di aromaticità.

Sono state proprio le erbe autoctone piantate a Freshkills ad attirare una popolazione sempre più numerosa di uccelli, inclusa la più grande colonia di passeri locustella nello Stato di New York.

Mancano ancora alcuni mesi alla riapertura ufficiale dell’area, il piano prevede tra l’altro un’apertura in più fasi: a partire dalla Fase 1 di North Park, in cui 21 acri saranno aperti al pubblico la prossima primavera, a quella finale in cui si potrà accedere a tutti i 2.200 acri del parco (entro il 2036).

Il sito web di Freshkills Park presenta alcune immagini che consentono di comprendere meglio la portata della trasformazione, lasciando la possibilità di immaginare cosa c’era prima.

Una trasformazione lenta, difficile ma estremamente importante di un’area che viene in questo modo rivalutata e restituita ai cittadini.

Fonte: The New York Times 

Nell’Universo tutto è necessario e in continua evoluzione Tutto si trasforma  e dall’energia di ogni stella che finisce il suo ciclo vitale se ne formano altre molte altre. Così è per la materia! Come sopra così sotto!

Ma questo succede nell’universo!!!! Noi qui sulla Terra come possiamo fare?

SMETTERE DI CREARE SPAZZATURA!!!!!!!!!!!

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* La buona notizia del venerdì:L’arte che non ti aspetti è l’arte che insegna la cultura del bene comune

Lupi di metallo “a protezione” di piazza Pitti e Santissima Annunziata.

La monumentale installazione, dal nome “I lupi in arrivo”, è possibile grazie alla collaborazione tra il Comune di Firenze e le Gallerie degli Uffizi visibile dal 13 luglio e fino al 2 novembre.

L’opera che riflette sugli eccessi del progresso nella società contemporanea, si è insediata nella città simbolo del Rinascimento in dialogo con due capolavori dell’architettura universale, Palazzo Pitti e lo Spedale degli Innocenti.

La monumentale installazione di Liu Ruowang fa riflettere sull’atteggiamento predatorio dell’uomo nei confronti della natura. 

Il minaccioso branco di lupi composto da ben cento fusioni in ferro, ciascuna del peso di 280 kg, che sembra attaccare un impotente guerriero è un’allegoria della risposta della natura alle devastazioni e al comportamento predatorio dell’uomo nei confronti dell’ambiente. Ed è, nel contempo, una riflessione sui valori della civilizzazione, sulla grande incertezza in cui viviamo oggi – resa ancor più evidente dai drammatici effetti del covid-19 – e sugli effettivi rischi di un annientamento irreversibile del mondo attuale.

“Lupi in arrivo” rappresenta quindi una vera e propria critica nei confronti di un mondo votato all’autodistruzione e i lupi sono un appello disperato alla salvaguardia ambientale di tutto il pianeta.

Organizzata grazie a Matteo Lorenzelli, titolare della galleria milanese Lorenzelli Arte, la mostra si propone di instaurare un legame fisico, intellettuale e anche ludico con la cittadinanza, stimolando curiosità e partecipazione, così da avvicinare un pubblico più ampio di quello che frequenta solitamente mostre e musei.

Il progetto è stato ideato in occasione delle celebrazioni dei 50 anni di relazioni diplomatiche tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Popolare Cinese – quest’ultima rappresentata dal Console Generale Weng Wengang – e reso possibile dalla collaborazione tra Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi e Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze, che hanno messo a disposizione due spazi tra i più simbolici di Firenze.

Lupi in arrivo interagisce liberamente con l’architettura cittadina, con i suoi abitanti o con chi è solo di passaggio, rispondendo così a un preciso intento dell’autore, il quale sostiene che “per insegnare amore e rispetto per l’arte alle nuove generazioni, il metodo migliore sia far entrare l’arte nella vita quotidiana, rendendo i musei sempre più accessibili e non solo. Le mie sculture, ad esempio, sono collocate nelle piazze: così l’arte crea anche un legame con gli spazi pubblici.

È importante costruire una cultura del bene comune”.

Prima di arrivare a Firenze, i lupi di Liu Ruowang avevano “invaso” Napoli, dove erano stati posizionati in piazza del Municipio.

Lo sbarco della maxi installazione nel capoluogo toscano segna un ideale passaggio di consegne tra i sindaci Luigi De Magistris e Dario Nardella, che hanno dimostrato di credere al messaggio potente della grandiosa opera dell’artista cinese.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “In Piazza Pitti, il branco di lupi che si accinge ad entrare nel palazzo attraverso il portone centrale ci ricorda immediatamente il cupo contrattacco della natura nel classico ‘Gli uccelli’ di Alfred Hitchcock, ma richiama alla nostra mente anche la recentissima esperienza di tante specie selvagge rientrate nella nostra città durante il recente lockdown.

È la metafora del rapporto uomo/natura. Con la presenza dei lupi di Liu Ruowang nelle nostre piazze – lupi eleganti, dalla chioma cesellata come negli antichi bronzi cinesi – avremo molti mesi per pensare a come contribuire al rispetto degli equilibri del pianeta”. Liu Ruowang (1977) è uno dei maggiori artisti cinesi contemporanei. Scultore e pittore, il suo è un percorso originale collocato nel solco della tradizione cinese, e che amalgama elementi trasversali con aspetti peculiari della sua tradizione. Partendo dalla considerazione che la storia dell’uomo è anche la storia del suo rapporto con la natura, l’artista cinese attinge, da un lato, alla cultura del suo paese e dall’altro a quella occidentale, e attraverso richiami alla globalizzazione, rappresenta la moltiplicazione delle varie identità sia reali che virtuali.

La dimensione filosofica di Liu Ruowang è anche una vera e propria denuncia dei rischi provocati dalla perdita dei valori umani, mortificati dal sistema oppressivo della vita contemporanea, teatro di dolore e violenza.

L’installazione Lupi in arrivo è frutto della produzione dell’ultimo decennio che va considerata a pieno titolo la maturità artistica di Liu Ruowang.

Dietro la monumentalità dell’installazione, inoltre, c’è un aspetto caro all’Oriente quanto all’Occidente, perno centrale di tutta la produzione di Liu Ruowang, e cioè la capacità di polarizzare l’ambiente e lo spazio attraverso una narrazione semplice e sublime, che adatta i toni epici del mito all’odierna civiltà, dominata dal progresso scientifico e tecnologico, sempre più in conflitto con l’ordine naturale.

 

 

https://www.firenzetoday.it/eventi/mostra-lupi-piazza-firenze-13-luglio-2-novembre-2020.html?fbclid=IwAR2zGfaQHhsY30sPwtQfTQJn1d0pndi9WxISX9J_ulHSc-FAFQoDbEmB1a8

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2020/01/30/news/napoli_i_lupi_restano_in_piazza_municipio_fino_a_maggio-247198008/

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* Ai tempi dell’inquisizione tra streghe e martiri,anche San Guinefort,il santo cane

oggi è la giornata internazionale del cane

Ed è curioso che la storia sia stata tramandata peroprio dalla relazione dell’ inquisitore che nel 1520 cercò di cancellarla, il domenicano Etienne de Bourbon. Egli scoprì, ricevendo le confessioni di molte pie donne della regione di Lione, ch’ esse portavano offerte sulla tomba di un cane affinché questi proteggesse i loro bambini.

Cominciò ad investigare ed ecco cosa scoprì

Nel XIII secolo il Signore di Villars (Francia del sud) rientrando dalla caccia aveva trovato una scena raccapricciante: la culla vuota, suo figlio scomparso, schizzi di sangue ovunque e soprattutto sulle zanne del suo levriero, Guinefort.

Pensando che il cane avesse sbranato il bimbo in fasce, folle di dolore egli sguainò la spada e lo uccise.

Ma mentre il cane esalava l’ultimo guaito ecco il vagito del piccolo, finito sotto il letto e con addosso una vipera morta. Allora capì: il cane aveva strenuamente difeso il bambino uccidendo il serpente, e nella lotta la culla si era rovesciata. Pentito, il castellano seppellì con onore in un bosco il cane fedele, sotto un cespuglio che poi segnò con delle pietre.

La storia si riseppe e la gente impietosita prese a rendergli omaggio ed a pregare per lui.

Presto gli vennero attribuite guarigioni miracolose, e chi aveva un bambino malato deponeva un ex voto sul suo sepolcro. Era nato il culto di San Guinefort.

Così l’inquisitore, alcuni secoli dopo:

Noi ci siamo recati in questo paese, abbiamo convocato la popolazione e abbiamo predicato contro questo culto. Noi abbiamo fatto esumare il cane morto, abbattere il bosco sacro e fatti bruciare gli alberi assieme alle ossa del cane.

Infine interdì l’accesso al sito, sotto pena della requisizione d’ogni proprietà. Ma il culto sopravvisse.

Si continuò ad invocare san Guinefort ma, per evitare problemi con l’inquisizione, lo si fece umano grazie all’ omonimia con un altro santo, originario questo della Scozia, martirizzato a Milano e sepolto a Pavia.

L’ultima condanna della Chiesa é degli anni ’30 del secolo scorso, il che vuol dire che, ancora nel 1930, qualcuno invocava il santo cane

(In foto dal web: illustrazione contemporanea di Guinefort, opera di Lisinka)

Fonte:

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=3390501891010582&id=1379532628774195

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*La buona notizia del venerdì: Anche le tartarughe meritano la prima pagina soprattutto se si tratta di Diego!

Va in pensione Diego, la tartaruga gigante che ha salvato la specie

È stato il principale artefice del successo di un piano di ripopolamento: grazie a lui sono nati circa 800 esemplari. Ora il programma è terminato e lui torna alle Galapagos

Diego, la tartaruga gigante che ha contribuito a salvare la sua specie dall’estinzione, va in pensione e torna nella sua terra di origine. Ritorna a vivere allo stato brado nelle Galapagos, secondo quanto riportato dalla Bbc. Diego era tra le 14 tartarughe selezionate per partecipare a un programma di allevamento sull’isola di Santa Cruz, nel Sud della California.

Il programma è stato un successo: da quando è iniziato negli anni ‘60 ha portato alla nascita di oltre 2mila tartarughe giganti..

La tartaruga centenaria ha generato centinaia di discendenze, circa 800 esemplari secondo alcune stime. Ora il programma è terminato e Diego tornerà nella sua isola nativa a marzo, secondo quanto riferito dal servizio dei Galapagos National Parks (Png). Si unirà a una popolazione di 1.800 tartarughe, almeno il 40 per cento delle quali è nata grazie al suo contributo.

«Ha contribuito in larga misura al lignaggio dell’isola Espanola — riferisce Jorge Carrion, direttore del parco —. Siamo molto felici nell’avere la possibilità di riportare quella tartaruga al suo stato naturale».

Diego era stato prelevato dalle Galapagos 80 anni fa da una spedizione scientifica.

Circa 50 anni fa, su Espanola c’erano solo due maschi e 12 femmine viventi della specie di Diego, la Chelonoidis hoodensis. Per questo Diego è stato portato dallo zoo di San Diego in California.

Diego è attualmente in quarantena prima del suo trionfale ritorno su Espanola, considerata una delle parti più antiche delle Galapagos.

Se guardiamo l’evoluzione dell’essere umano possiamo osservare che la sua attenzione è stata prima rivolta prima al macro e poi al micro.

Appena l’uomo, dalle posizione animale a quattro zampe, alza la testa e guarda il cielo e oltre l’orizzonte, i fenomeni naturali lo riempiono di paura e nello stesso tempo di rispetto. Ne fa oggetto di culto, di devozione di rituali propiziatori.

Appena collega il passato al futuro con l’alternarsi delle stagioni che influiscono sulla natura dandogli la possibilità di sopravvivere, vede nel Sole in cielo e nel Fuoco in terra una dimostrazione di benevolenza di qualcosa di soprannaturale. E ne fa oggetto di culto e di adorazione.

Più conosce la natura più conosce se stesso: si vede proiettato nel ciclo vitale con le sue nascite e le sue morti e l’esperienza del passato.

E si sente veramente parte di tutta la manifestazione, una delle tante parti e ne condivide ogni aspetto e ogni risorsa di ogni componente. Suoi compagni indiscussi sono le piante e gli animali. Abitanti della stessa terra e interdipendenti per la sopravvivenza..

Questa é la Magia delle prime razze, quella di Atlantide.

E noi ci siamo domenticati di essere una delle tante parti ? E siamo ancora capaci di riconoscere i nostri compagni di evoluzione?

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*08/08 * Miao Prrr.Miao Prrr. Miao Prrr. *Giornata internazionale del gatto!

 

https://lauracarpi.com/2012/04/13/un-gatto-non-e-solo-un-gatto/

https://lauracarpi.com/2019/07/06/gattologia-2/

https://lauracarpi.com/2019/09/04/ogni-grande-ha-con-se-un-gatto-andrea-camilleri-e-gatto-barone/

https://lauracarpi.com/2015/03/25/i-gatti-di-doris/

https://lauracarpi.com/2018/11/24/i-gatti-di-freddie/

https://lauracarpi.com/2015/05/05/i-gatti-di-ernest/

https://lauracarpi.com/2010/02/10/il-tao-dei-gatti/

 

Miao Prrr.MiaoPrrr.Miao Prrr.

 

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* Tempo di estate,la stagione delle cicale .E delle formiche. Io sto con le cicale e tu?

 

Chiedo scusa alla favola antica
se non mi piace l’avara formica
io sto dalla parte della cicala
che il più bel canto non vende…
regala!

Gianni Rodari

La cicala e la formica è una favola famosissima, scritta da Esopo e arrivata a noi grazie a Jean de La Fontaine.

E’ una favola che fa comodo agli adulti per modellare i bambini secondo le proprie credenze alla concezione di fatica continua per ottenere una vita dignitosa e soddisfacente.

Morale: per raggiungere qualsiasi obbiettivo ti proponi nella vita devi meritartelo lavorando con fatica e abnegazione.

Io sto con le cicale! Sono sempre stata dalla parte delle cicale.

Da piccola le immaginavo nelle loro vesti dorate sul tappeto verde brillante delle foglie cantare ad ogni ora del giorno e anche della notte, come dive, protagoniste indiscusse dell’estate .

E quelle antipatiche delle formiche, sapientone che non guardano mai verso l’alto e come possono sapere che c’è il cielo azzurro e il sole e le stelle ?

E stanno sempre in lunghe file con grandi e pesanti pesi sulle spalle!

Mai, io cicala, mai andrei a chiedere loro aiuto per l’inverno! Meglio cantare una sola estate!

E poi ci saranno degli altri disponibili a darmi qualcosa da mangiare!

Dopotutto rinascerò fra 17 anni soltanto! ( Ho trovato questa singolare notizia facendo una ricerca .)

Ma prima un pò di storia per supportare la mia preferenza.

Per gli antichi Greci, le cicale erano figlie della Terra o, secondo alcuni, di Titone e di Aurora.

Specialmente gli ateniesi le onoravano: Aristofane rammenta le cicale d’oro, ornamento per i capelli degli Ateniesi nobili all’epoca arcaica e nella celebrazione dei Misteri eleusini in onore di Demetra, era uso portare nei capelli una fibula a forma di cicala, così come durante la celebrazione dei misteri di Era a Samos.

Platone, nel dialogo Fedro, espone il mito delle cicale, secondo cui esse sarebbero nate, per mano divina, dalla metamorfosi di antichi artisti, specie nel campo musicale e dell’eloquenza, che avevano smesso di mangiare e accoppiarsi per amore della propria disciplina.

Secondo Orapollo la cicala simboleggiava l’iniziazione ai misteri, poiché essa, anziché cantare con la bocca come tutti, emette suoni dalla coda.

La cicala era anche simbolo di purezza: seguendo un’errata credenza ripresa da Plinio il Vecchio in Naturalis Historia, XI, 93-94, si riteneva che le cicale si nutrissero di sola rugiada e ciò faceva sì che il loro corpo non contenesse sangue e non dovessero espellere escrementi, e di qui l’idea della purezza.

Il fatto poi che la cicala viva una sola estate ma le sue larve rinascano in quella successiva direttamente dalla terra ne ha fatto l’emblema di una resurrezione a nuova vita dopo la morte persino presso i cinesi.

Per quanto mi riguarda,quando ho un obbiettivo, un sogno da realizzare, il percorso per raggiungerlo è una parte integrante e affascinante .

E’ la programmazione di tutti i passi, obbiettivi intermedi, che mi fanno arrivare fino in fondo.

Tante esperienze anche tanti cambi di rotta. Ma sempre con l’obbiettivo ben un vista. E con piacere di vivere ogni piccolo passo che da ogni esperienza si impara e ci si arricchisce. E ci credo, è una mia scelta, a volte mi sembra di cadere ma il pensiero di raggiungere l’obbiettivo mi fa alzare subito. So che con passione, con amore, con fiducia nelle mie risorse arriverò fino in fondo.

Otterrò quello che voglio.

E’ una mia scelta. Non voglio stare in fila, sarà rischioso? Sarà più divertente e mi scoprirò.

A volte mi è capitato di riconoscere improvvisamente il mio obbiettivo realizzato, tanto ero stata presa dal percorso.

Cara formica “ se ti concentri su una sola stella perderai l’immensità dell’universo” e tu nemmeno sai che ci sono le stelle.

Pensi solo a fare le scorte per una stagione che verrà . E sei sicura che poi quella stagione verrà? Accumuli, accumuli … e se farai indigestione?

E intanto tu hai rinunciato anzi non hai proprio immaginato che ci sia una stagione diversa, che si può esistere in un altro modo, alzando ogni tanto lo sguardo alle stelle, alla luce, a cantare…

Che tristezza ,ma tu non hai nemmeno la gioia di trovare l’obbiettivo raggiunto o meglio non supponi nemmeno che ci sia un obbiettivo diverso.

E già se ti guardassi intorno, se allargassi il tuo punto di vista, già scopriresti una realtà diversa.

Ma come puoi che sei in fila faticando per ottenere un obbiettivo comune ,sì, e l’ha fatto tuo padre, e prima tuo nonno e il tuo bisnonno e… si perde nella notte dei tempi e lo fanno tutti per il nobile bene comune.

Poi arriva improvvisamente un piede grande grande, e a volte nemmeno tanto grande, che cancella tutte le formiche e tutto il tuo lavoro.

E non hai mai cantato una sola estate.

Ma che ne sai come si canta in estate e cosa è l’estate.

Non è un peccato?Non ti sembra una esistenza non vissuta?

Ma che ne sai tu dell’esistenza? Ti hanno insegnato a fare così e ti hanno letto persino le favole per insegnarti a fare così!

Che ti sei persa!

Io sto con le cicale!

Love Laurin

 

Il curioso ciclo di vita delle cicale:

https://sijmadicandhapajiee.wordpress.com/2014/11/25/il-curioso-ciclo-vitale-delle-cicale/