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* La buona notizia del venerdì: Arte e artisti da tutto il mondo ospiti nel condominio- museo!

A Torino il degrado urbano si combatte con l’arte grazie a un condominio-museo 

Combattere il degrado urbano con l’estro creativo, attraverso il potere della bellezza. È questa l’idea rivoluzionaria da cui è nato viadellafucina16, il primo condominio-museo al mondo.

Ubicato a Porta Palazzo in via La Salle 16, a Torino, l’edificio oltre ad ospitare opere d’arte, affreschi ed esibizioni artistiche, è anche teatro di un innovativo programma di residenza per artisti che arrivano da tutto il mondo. 

CONDOMINIO MUSEO TORINO

 

L’obiettivo del progetto è, come si legge sul sito di viadellafucina16, “attivare nuove e durevoli forme di socialità attraverso percorsi di co-creazione e cura collettiva degli spazi”.

I progetti infatti vengono scelti dagli stessi abitanti del condominio (oltre 200 inquilini di ogni nazionalità distributi in 53 appartamenti) con la mediazione di un board curatori e di addetti ai lavori. Tra i criteri presi in esame anche la capacità di coinvolgere la comunità dello stabile e del quartiere nella progettazione e nella realizzazione delle opere.

Questo progetto di rinascita urbana ha preso vita grazia alla vittoria del bando «S’illumina» della Siae, sostenuto dal ministero per i Beni e le Attività culturali (Mibact), che ha permesso ai promotori di riqualificare lo stabile di via La Salle 16 (prima si chiamava via della fucina, nome a cui si ispira il condominio-museo).

Edificato nell’Ottocento con una struttura maestosa, negli anni la palazzina è stata progressivamente abbandonata sino a ridursi a una condizione di quasi totale degrado. Ciononostante nel palazzo hanno continuato a vivere circa  duecento inquilini, disposti in cinquantatré appartamenti, che grazie all’impegno e alla dedizione dei promotori di viadellafucina16, tra cui l’artista Brice, che sta per Fabrizio Coniglio, oggi vivono all’interno di un vero e proprio museo.

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Questo è da sempre il mio quartiere preferito – quello di Porta Palazzo (ndr) – dove il grande condominio rappresenta un luogo che mette in connessione spazio pubblico e privato – ha spiegato Coniglio a Francesca Bonazzoli in un’intervista sul Corriere della Sera – Il nostro intento è fare un esperimento di rigenerazione urbana attraverso il potere dell’arte e della bellezza”. E si può dire che, pian piano, questo progetto sta prendendo forma arricchendosi anche degli stimoli che un quartiere multietnico come Porta Palazzo può mettere a disposizione. Al suo interno, infatti, dopo un secolo di migrazioni provenienti dal Sud Italia, transitano i nuovi migranti che arrivano, ad esempio, da Cina, Senegal, Romania e Pakistan. Una babele di etnie che prende forma nel condominio di via La Salle 16, dove inquilini di ogni nazionalità convivono con stili di vita ed orari totalmente diversi.

Il progetto consiste nel permettere ai condòmini di ospitare per qualche mese degli artisti, i quali hanno la possibilità di sviluppare un progetto ad hoc per le parti comuni del condominio: dalle scale alla portineria, arrivando fino al terrazzo e al giardino. Le opere nel loro complesso vanno a formare una collezione d’arte condominiale aperta a chiunque voglia visitarla, proprio come un museo.

VIADELLAFUCINA16

Gli artisti che si sono presentati a Torino per questo progetto hanno risposto a una call internazionale e si sono messi a lavoro dopo aver sottoposto le loro idee all’assemblea di condominio, che aveva il compito di approvarle. Il fine di viadellafucina16, spiegano i promotori, è quello di “attivare il dialogo tra le diverse comunità che abitano il condominio e favorire la riqualificazione del maestoso edificio ottocentesco, che viveva uno stato di trentennale degrado e abbandono”. E proprio grazie a questo progetto, la struttura è rinata ed è diventata il luogo ideale dove sperimentare la pratica artistica “come fattore di rigenerazione estetica, sociale e culturale”.

Un esperimento unico nel suo genere che in itinere viene monitorato da una serie di giovani sociologi e antropologi dell’Università di Torino che, nella portineria del palazzo, hanno stabilito la loro base operativa. 

Le foto sono tratte dalla pagina Facebook ViadellaFucina16 condominio-museo.

Fonte:

nonsprecare.it Condominio museo Torino

Big City Life, il museo a cielo aperto di street art a Tor Marancia,

 

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* Così nasce un fiocco di neve…

I cristalli di ghiaccio che formano i fiocchi di neve sono tra le cose più incredibili da vedere al microscopio (qui trovate un’intera galleria fotografica al riguardo), ma ancor più affascinante è riuscire a vederli crescere. Non solo per la bellezza intrinseca ma anche per tutta la fisica e la chimica dietro questo processi.

Man mano che l’acqua ghiaccia, le molecole trovano nuovi modi per organizzarsi, cristallizzandosi in strutture esagonali dove ogni punto dell’esagono è un atomo di ossigeno ed ogni lato dell’esagono è un’atomo di idrogeno legato ad un atomo di ossigeno. Più molecole arrivano a legarsi, più la crescita delle strutture geometriche varia in base a sottili differenze di temperatura e condizioni esterne.

La tendenza dell’acqua ad espandersi (piuttosto che condensarsi come fanno molte altre sostanze) quando inizia a congelare è parte di quello che ci permette di ammirare questa struttura davvero incredibile.

(E’ anche causa di tante altre proprietà che rendono l’acqua una sostanza unica e assolutamente indispensabile per la vita).

sigillo

E’ basata su una classica figura geometrica, l’esagono.

Il Sigillo di Salomone, noto anche con il nome di “Esagramma” o Stella a sei punte” o, in alcuni casi, “Esalfa”, è un simbolo costituito da due triangoli equilateri intrecciati in maniera regolare tra di loro.

Sotto il profilo esoterico cristiano rappresenta le due nature di Cristo, quella divina e la umana. Secondo i pitagorici è il simbolo della bellezza e dell’unione nel matrimonio, inteso esotericamente, perfetto equilibrio delle forze opposte e dell’armonia del creato.

Il triangolo con il vertice verso il basso rappresenta i due elementi acqua e terra, questi elementi risultano legati in maniera indissolubile al mondo materiale, il loro principio li fa tendere verso il basso, verso la regressione.

Il triangolo con il vertice in alto rappresenta i due elementi spirituali, aria e fuoco, due elementi rappresentanti l’evoluzione dello spirito, basti pensare al fuoco inteso come “Spirito Santo” nel Cristianesimo o come fuoco purificatore in centinaia di altre culture.

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simbolo della Società teosofica

Dall’incrocio dei due triangoli si crea l’esagono centrale che rappresenta l’equilibrio perfetto, il cuore dell’uomo inteso come contenitore materiale dell’anima spirituale, qui ci si potrebbe ricollegare al significato esoterico del cuore che facilmente ci riporta al santo Graal.

Quando è presente un punto all’interno dell’esagono centrale, questo simboleggia l’unione di tutti gli elementi esistenti. probabilmente l’illuminazione.

L’esagono rappresenta l’Opera Compiuta, la creazione nei sei giorni completi.

Non a caso è la forma delle celle delle api e quindi al luogo di conservazione del nettare, che è la Coscienza/Saggezza/Sophia .

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« La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto. »

(Galileo Galilei, Il Saggiatore, Cap. VI)

Fonti:

Link2Universe

http://universodelmistero.blogspot.it/2013/05/significato-esoterico-dellesagramma-o.html

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* La buona notizia del venerdì: Dopo gli …anta è più bello vivere insieme agli amici !

Un gruppo di pensionati acquista un villaggio disabitato in Galizia per ritirarsi tutti insieme

 

Un villaggio abbandonato faceva gola a un gruppo di pensionati e lo hanno comprato! Succede vicino a Lugo, nella comunità autonoma della Galizia, in Spagna.

Qui nella penisola iberica, in realtà, sono in vendita oltre un centinaio di villaggi abbandonati e, anche se sembra che acquistarli possa essere eccessivamente costoso, in realtà non lo è.

Per questo quella nutrita comitiva di over 60 ha preso per sé quel piccolo villaggio disabitato da oltre 50 anni.

Pagando una somma totale di 140mila euro, i pensionati hanno “riconquistato” l’intera città con un unico importante scopo: rendere realizzabile il loro sogno di ritirarsi tutti insieme in questo bellissimo posto lontano dalle grandi metropoli.

L’idea è quella di avere un alloggio indipendente per ogni famiglia, ma di stare vicini gli uni agli altri per qualsiasi evenienza e farsi compagnia. Invecchiare tra amici è un sogno di molti pensionati e la considerano una seconda opportunità di vita.

Un’agenzia immobiliare specializzata nella vendita di questo tipo di proprietà ha fatto visitare il villaggio al gruppo di anziani e glielo ha venduto. L’agente immobiliare sostiene che per lo stesso importo , forse , si riuscirebbe ad acquistare un solo appartamento al centro di una città.

Il prossimo passo sarà quello di riabilitare le fattorie e le abitazioni, rispondendo così anche alla pratica esigenza di rivalutare le aree rurali che sono state abbandonate negli ultimi anni a causa del grande esodo che la Spagna ha subito.

A tale proposito, altri villaggi rurali offrono case o stipendi alle famiglie che decidono di rimanere a vivere lì per scongiurare il totale abbandono.

Proprio come succede a Fluminimaggiore, l’ex comune minerario sardo che ha lanciato il progetto Happy Village, combattere lo spopolamento di un luogo tornando a usare le risorse naturali e accogliendo tanti pensionati in cerca di pace e serenità, è ottima idea per fare qualcosa di bello e di utile.

 

https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/pensionati-villaggio-galizia/?fbclid=IwAR0ycyg74CYPJrH-exZBm6hfz0ofY-tEimGD4Nsz-hxac0_ZctZVqbGRPf0

https://curiosandosimpara.com/2019/08/14/un-gruppo-di-pensionati-ha-acquistato-un-villaggio-abbandonato-dove-ritirarsi-tutti-insieme/?fbclid=IwAR3d91yOrPk4ouf8ybJnULfeaJXhbut_SvCCHQaQ7Ihn_u3r1uxe4RwAnJU

http://www.italiachecambia.org/2019/08/borgo-in-abbandono-posto-giusto-dove-vivere/?fbclid=IwAR3yJmqqybxPiiOg61O2e7evrAEiQj4GSYl295lZh6ICb88wu1MUpRPUBJw

https://curiosandosimpara.com/2019/09/03/niente-piu-solitudine-ad-acerra-degli-anziani-vivono-insieme-per-aiutarsi-e-per-farsi-compagnia/?fbclid=IwAR1pSFpaShzb_wsU20J-q_gYdai8gFjZFeTSQwEqCfdHZB6bmma19ZFwHcQ

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* La buona notizia del venerdì: Il MiBAC ha bocciato il progetto di un McDonald’s alle Terme di Caracalla !!! Ma più che buona!

 

Il Mibac ha bocciato il progetto di un McDonald’s alle Terme di Caracalla tutelando così il sito archeologico e il vivaio ad esso vicino

McDonald’s è arrivato veramente dappertutto. E ne abbiamo proprio bisogno?

Lo troviamo nei posti più impensabili e talvolta più belli al mondo ed è diventato un luogo di aggregazione e di incontro dove poter “cenare” in compagnia oppure dove semplicemente sgranocchiare al volo qualcosa. E ne abbiamo proprio bisogno?

Ma questa volta pare proprio aver scelto il luogo sbagliato dove aprire il nuovo punto ristoro: le Terme di Caracalla.

Il Mibac (Ministero per i Beni e le attività culturali) ha bocciato la proposta.

 

Le Terme di Caracalla sono uno dei luoghi più belli e unici al mondo, nonché un’area archeologica parte del patrimonio dell’UNESCO.

E McDonald’s, proprio li, voleva metterci le mani. Il progetto è stato per molto tempo al centro di numerosissime polemiche da parte del Campidoglio, della Sovrintendenza e del Primo Municipio, fino a quando anche i cittadini non si sono uniti per impedire che il monopolio del colosso americano arrivasse anche li.

Ecco che allora il Mibac ha preso in mano le redini della situazione ed è intervenuto per annullare, in autotutela, la procedura autorizzativa per la costruzione del punto ristoro, salvando così dal “gigante dei panini” anche i 35 mila metri quadri del vivaio di via Baccelli, altro luogo storico di Roma, attualmente di proprietà di Eurogarden.

D’altronde, vincoli e piani paesistici a parte, è dalla fine dell’Ottocento che una commissione nazionale aveva individuato che l’area dovesse rimanere priva “di moderne costruzioni, e lasciato unicamente a pubblici giardini, con cui verranno circondati i ruderi degli antichi edifizi scoperti o che si andranno discoprendo”.

Il progetto originario “del Mc” (come si usa chiamarlo in gergo comune) doveva comprendere una superficie di 800 metri quadrati. In questo enorme spazio avrebbero preso vita i classici attributi di un qualsiasi altro McDonald’s: un McDrive e un McCafé con l’aggiunta esclusiva di una serra di 180 mq per “mantenere il legame con il vivaio”.

Il tutto avrebbe ospitato, tra esterno e interno, 250 posti a sedere e vi avrebbero lavorato tra le 50 e le 80 persone. Tuttavia, a parte le ragioni di tutela del sito archeologico, il progetto è stato al centro di polemiche anche per via dei volumi di traffico previsti intorno al ristorante.

L’amore per il patrimonio artistico ha quindi vinto sul monopolio del marchio americano, salvando da una possibile rovina l’incredibile scenario storico e artistico delle Terme di Caracalla.

La costruzione del complesso fu avviata nel 206 da Settimio Severo, capostipite della dinastia dei Severi; le terme furono inaugurate nel 216 da suo figlio Caracalla, salito al trono nel 211, senza che i lavori fossero del tutto ultimati: i successori Eliogabalo (218-222) ed Alessandro Severo (222-235) si interessarono alla costruzione e decorazione del recinto esterno dell’edificio[3].

La pianta del complesso è ispirata al modello delle eleganti terme di Traiano sull’Esquilino, considerato il prototipo delle terme imperiali romane: un vasto recinto quadrangolare adibito a servizi vari racchiude un giardino e un corpo centrale contenente gli spogliatoi, le sale da bagno e le palestre[

Le terme furono oggetto di scavo sin dal XVI secolo, quando, sotto il pontificato di papa Paolo III si rinvennero qui celebri statue, sopravvissute alle distruzioni medievali. Molte di queste opere, entrate nella collezione Farnese, presero in seguito la strada di Napoli, per vicende ereditarie e dinastiche.

Tra i pezzi di scultura più importanti rinvenuti tra le rovine delle terme è da ricordare il Toro Farnese, ora al Museo archeologico nazionale di Napoli.

L’ultima colonna intera venne rimossa nel 1563 per essere donata da papa Pio IV al primo granduca di Toscana Cosimo I de’ Medici, che la fece collocare al centro di piazza Santa Trinita a Firenze,dove divenne la colonna della Giustizia.

Dal 1937 la parte centrale delle terme è utilizzata per concerti e rappresentazioni teatrali all’aperto e in particolare per la stagione estiva dell’Opera di Roma.

Da allora la stagione estiva dell’opera a Caracalla fu interrotta solo durante la guerra e negli anni 1993-2003, quando il sito venne restaurato e liberato dalle strutture fisse aggiunte per gli spettacoli.

Gli spettacoli tuttavia ripresero dal 2003, in uno spazio meno critico dal punto di vista archeologico, con impianti teatrali più moderni e una platea ridotta a 3500 posti dagli 8000 tradizionali, e la stagione di opera all’aperto è tornata ad essere uno degli eventi fissi dell’estate romana.

Presso le terme di Caracalla vennero ospitate le gare di ginnastica delle Olimpiadi di Roma del 1960.

 

E ciò vuol dire che c’è ancora una coscienza del fatto che ci sono dei luoghi unici al mondo che testimoniano storia, arte, abilità, armonia, bellezza… e che molti sono qui in Italia, a portata di mano, e siamo capaci di valorizzarli, difenderli dalla ottusa e ignorante speculazione che ha come solo obbiettivo il guadagno…

E ciò vuol dire che possiamo avere fiducia in alcuni organi istituzionali preposti alla salvaguardia del nostro patrimonio artistico che è la nostra vera ricchezza…

WOW! WOW! WOW! ( ti diciamo caro McDonald’s)

Evviva il MiBAC (Ministero per i beni e le attività culturali.)che ha anche bocciato il progetto di una ruota panoramica (?) all’ingresso degli scavi di Pompei…


https://it.wikipedia.org/wiki/Terme_di_Caracalla

https://www.corriere.it/

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* Leonardo,architetto,pittore,scultore,disegnatore,trattatista,scenografo,anatomista,botanico,musicista, ingegnere e progettista, genio del Rinascimento e… secondo me!

 

Il 2 maggio 1519 moriva ad Amboise nel castello sulla Loira del re Francesco 1, Leonardo di ser Piero da Vinci (Anchiano, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519)

Grandi mostre e celebrazioni in questo cinquecentesimo anniversario…

e chi si vanta di qua e chi si vanta di là!

Fin da piccola mi sono fatta una visione epica dei protagonisti dell’espressione artistica che nella biblioteca di casa leggevo ” le Vite”di Giorgio Vasari (1568)

“Grandissimi doni si veggono piovere dagli influssi celesti ne’ corpi umani molte volte naturalmente, e sopra naturali, talvolta strabocchevolmente accozzarsi in un corpo solo bellezza, grazia e virtú, in maniera, che dovunque si volge quel tale, ciascuna sua azzione è tanto divina, che lasciandosi dietro tutti gl’altri uomini, manifestamente si fa conoscere per cosa (come ella è) largita da Dio e non acquistata per arte umana. Questo lo videro gli uomini in Lionardo da Vinci, nel quale oltra la bellezza del corpo, non lodata mai a bastanza, era la grazia piú che infinita in qualunque sua azzione; e tanta si è fatta poi la virtú, che dovunque l’animo volse nelle cose difficili, con facilità le rendeva assolute [risolte]. La forza in lui fu molta e congiunta con la destrezza, l’animo e ‘l valore, sempre regio e magnanimo. E la fama del suo nome tanto s’allargò, che non solo nel suo tempo fu tenuto in pregio, ma pervenne ancora molto piú ne’ posteri dopo la morte sua…..”

(G. Vasari, Le vite dei piú eccellenti pittori, scultori e architetti,)

E Leonardo di ser Piero da Vinci è stato per me non solo architetto,pittore,scultore,disegnatore,trattatista,scenografo,anatomista,botanico,musicista, ingegnere e progettista, genio del Rinascimento ma un perfetto esempio delle molteplici capacità dell’essere umano.

Oggi, di quanto poco e da quanto pochi vengono usate queste capacità! E gli esempi sono ben altri!

Ebbene…

Studiando le opere di Leonardo ero rimasta, e lo sono ancora, affascinata dall’angelo dell’ Annunciazione.

L’Angelo è raffigurato in una posizione classica, come appena planato con le ali battenti, nel momento poco prima di richiudersi. La veste è già completamente ricaduta al suolo e mostra il suo peso sull’erba, in cui sembra anche di poter cogliere lo spostamento d’aria dell’atterraggio.

A differenza degli angeli normalmente rappresentati,non ha ali di pavone(considerato animale sacro e simbolo di immortalità per la carne creduta immarcescibile), bensì ali di uccello autentiche, studiate attraverso l’anatomia propria dei volatili. “

E’ un personaggio vivo, palpitante ,appena ha posato i suoi piedi su un tappeto di fiori altrettanto palpitante per essere stato appena calpestato se pur con grazia …

E questo tappeto di fiori è un trattato di botanica, tutte le specie dei prati toscani sono raffigurate con estrema precisione scientifica,risultato dell’osservazione minuziosa e delle intuizioni geniali di Leonardo.

Leonardo fu precursore anche in botanica, compiendo importanti osservazioni e ragionamenti che hanno anticipato di secoli le scoperte che altri scienziati fecero dopo di lui, con strumenti e metodi decisamente più avanzati.

Leonardo si accorse che le foglie sono disposte sui rami non in modo casuale ma secondo leggi matematiche, precorrendo sensibilmente i tempi giacché le prime vere leggi in merito furono formulate solo tre secoli più tardi. Si accorse anche che la crescita delle foglie è tale da evitare la sovrapposizione, in favore dell’approvvigionamento di luce.

Leonardo osservò anche gli anelli concentrici che si trovano all’interno dei tronchi, capendo che erano legati all’età della pianta, osservazione confermata dopo più di un secolo.

La scoperta più importante di Leonardo in ambito botanico fu senz’altro l’osservazione del fenomeno che permette alle piante di prendere l’acqua dalle radici e di farla giungere fino al tronco e ai rami. Anche questa volta si accorse per primo di un evento naturale che poi sarebbe diventato legge scientifica: il fenomeno della linfa ascendente e discendente.

Proprio tramite lo studio del fenomeno della linfa ascendente, grazie anche alle sue competenze di idraulica e fluidodinamica, Leonardo riuscì ad anticipare di diversi secoli la nascita di un’altra tecnica, quella della coltura idroponica.

Sapendo, infatti, che per far salire l’acqua era necessario compiere un “lavoro”, Leonardo intuì che anche le piante dovevano, in qualche modo, compiere questo “lavoro” per portare l’acqua dalle radici alle parti alte della pianta.

Per capire meglio come ciò avvenisse, ebbe l’intuizione geniale di togliere la terra e di mettere la pianta direttamente in acqua, osservando che riusciva ancora a crescere, anche se più lentamente.

https://leonardodavinciteatro.wordpress.com/category/leonardo-e/botanico/

https://www.ibs.it/vite-libro-giorgio-vasari/

Hai anche tu un ricordo particolare di un’opera di Leonardo?

E se lo celebrassimo sul web con le nostre opere preferite?

Leggi anche:

https://lauracarpi.wordpress.com/2019/04/20/il-cenacolo-e-le-costellazioni-2/

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*La buona notizia del venerdì: Notre Dame: dopo l’incendio la ricostruzione grazie ad Assassin’s Creed

Per riportare la cattedrale a come la ricordiamo passeranno anni.

Per l’opera di ricostruzione e restauro della cattedrale alla quale tutti stanno pensando in queste ore potrebbe venire in aiuto il mondo dei videogiochi: una versione di Notre Dame fedele all’originale è infatti presente in uno degli episodi della saga di Assassin’s Creed, ricreata dagli artisti di Ubisoft.

Per riportare la cattedrale di Notre Dame al suo splendore dopo l’incendio che l’ha devastata in queste ore potrebbero volerci decenni, anche se fortunatamente alcuni esperti sembrano fiduciosi sulla fattibilità di un’opera di restauro.

Un grande aiuto in questo senso potrebbe arrivare dal mondo della tecnologia e anche da quello dei videogiochi; in particolare dalla serie Assassin’s Creed, all’interno della quale si cela una replica decisamente realistica della cattedrale al momento perduta.

Fin da quasi subito la saga di videogiochi prodotta da Ubisoft si è distinta per l’accuratezza con la quale ritraeva i luoghi storici che le hanno fatto da ambientazione: dalla Firenze del Rinascimento all’Egitto del 49 avanti Cristo, passando per innumerevoli epoche e capitali mondiali, tra le quali figura appunto anche Parigi.

L’ottavo capitolo della saga, Assassin’s Creed: Unity, è uscito nel 2014, è ambientato nella capitale francese nella seconda metà del Settecento e tra le vie della città virtuale ospita una raffigurazione fedele proprio della cattedrale di Notre Dame.

Lo storico monumento, come tutti gli elementi di rilevanza culturale o paesaggistica all’interno della serie, ha ricevuto un’attenzione particolare dai designer del gioco; una di loro in particolare ha passato circa due anni a ricreare in 3D l’aspetto della cattedrale, dentro e fuori.

l lavoro di Caroline Miousse – l’artista che si è occupata della digitalizzazione dell’edificio – è stato quindi immenso .

Due anni passati a catalogare in maniera certosina ogni angolo, muro e finestra della cattedrale e lavorando con diversi storici per assicurarsi di ricreare appieno le atmosfere della chiesa durante la rivoluzione francese.

Il titolo inoltre fu il primo lanciato per le console di attuale generazione, motivo per cui la società dovette faticare più di quanto non avesse mai fatto per dare risalto a dettagli grafici che fino a pochi anni prima non sarebbe stato possibile trasporre in video.

E anche se la versione dipinta nel gioco risale a tre secoli fa, non mancano rappresentazioni virtuali più recenti.

Nel 2015 infatti — stanno facendo notare in queste ore alcune testate online — lo storico dell’arte recentemente scomparso Andrew Tallon aveva effettuato una scansione tridimensionale a mezzo laser dell’intera struttura: le sue rilevazioni prevedevano l’utilizzo in serie di treppiedi e macchinari che emettessero fasci di luce e ne registrassero i tempi di ritorno per costruire una mappa tridimensionale della cattedrale sotto forma di punti. Le misurazioni hanno un margine di errore di 5 millimetri e potrebbero servire per l’opera di ricostruzione e restauro a cui tutti ora stanno pensando.

Fino al 25 aprile sarà possibile scaricare gratuitamente Assassin’s Creed Unity per PC per godersi virtualmente la bellezza della cattedrale di Notre Dame. Ubisoft si aggiunge all’elenco dei donatori con 500mila euro

https://tech.fanpage.it/ricostruire-notre-dame-grazie-ad-assassins-creed/

https://games.fanpage.it/assassin-s-creed-unity-gli-sviluppatori-hanno-impiegato-due-anni-per-ricostruire-notre-dame/

Leggi anche:

https://lauracarpi.wordpress.com/2011/07/03/facciamo-finta-che-2/

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* Notre Dame a Parigi in fiamme! La moschea Al-Aqsa a Gerusalemme  in fiamme! Sacrificio delle strutture obsolete che limitano i nuovi cicli?

Questa è un’analisi del cielo astrologico della cattedrale di Notre Dame al momento in cui le autorità francesi credono che l’incendio abbia avuto inizio.

Mostrerà che Chirone (ferite dominanti) in Ariete (fuochi dominanti) è in una grande croce dalla cuspide della settima casa (partner o avversario) toccando tutti gli angoli della carta così come esattamente congiunto con la Luna Vergine (La nostra Lady è la  Madre), e ferendola.

Inoltre,per tutto il tempo in cui l’incendio è divampato, Marte (Aries e fuochi di governo) è stato quadrato sulla Luna (dalle 18:30 circa del 15 aprile alle 20:30 circa del 16 di Parigi).

Gia in precedenza Saturno, Nodo Sud e Plutone sono tutti strettamente congiunti in Capricorno nella quarta casa (base di partenza, fondamenta) della carta del cielo dell’incendio di Notre Dame.

Va sottolineato che questa triplice congiunzione indica il risorgere di vecchie storie e di ricordi collettivi e sociali molto difficili e la Francia in questo tempo ne è particolarmente coinvolta.

Ma come molti di noi sanno, Saturno / Plutone rappresenta “le strutture di potere” così come i “potenti” (figure di Plutocrati / Autorità).

Pertanto, come può la Chiesa cattolica non ricevere una qualche forma di ritorno karmico per l’abuso sessuale di migliaia di bambini,e la condanna dell’aborto,omofobia, e non dimentichiamo Giovanna d’Arco e tutti gli innocenti bruciati sul rogo per “eresia”e assassinati nel corso dei secoli in nome di un giudizio divino?

Il denaro, le preghiere sincere e le parole di espiazione nel 21 ° secolo non sono l’intero scopo della vita su questa Terra!

Anche le strutture fisiche devono perire e trovare l’espiazione nella loro ricostruzione (una ristrutturazione sia della relazione interiore che di quella esteriore della Chiesa con la Madre e i suoi figli).

Riconosco e riconosco con onore e rispetto, i molti sacrifici e le buone opere di tanti sacerdoti e individui cattolici in questi stessi secoli.

Ma il karma è karma, Saturno è esaltato nella Bilancia e gli equilibri energetici si dispiegheranno, non c’è scelta.

(Alan Oken)https://www.facebook.com/Alan-Oken-Wisdom-of-Astrology

La Madonna, derivata dalla tradizione pagana,simbolo della Materia che crea ,è anche Madre Natura.

E anche Madre Natura è in fiamme in molte parti del mondo !

La Fenice brucia in fiamme e rinasce dalle sue ceneri rinnovata.

 

Notre Dame a Parigi in fiamme! La moschea Al-Aqsa a Gerusalemme  in fiamme! Sacrificio delle strutture obsolete che limitano i nuovi cicli?

La moschea Al-Aqsa è il terzo luogo di culto dell’Islam, nel quale sarebbe avvenuta l’ascensione di Maometto ai cieli…

Perché Sacrificio?
La parola sacrificio vuol dire “rendere sacro”.

La grande conoscenza che non ci è stata tramandata ma anzi occultata, è impressa nella Regina delle Cattedrali, Notre Dame, nelle sue pietre, nei portali, nelle vetrate, nelle decorazioni che sono state lette anche come una complessa rete di simboli alchemici. C’è chi la definisce un libro figurato che dispiega fino al cielo le sue pagine di pietra scolpita. Erano pochi eletti a saperlo quando fu costruita, forse ora siamo un po’ di più.

Notre Dame sta bruciando, c’è sbigottimento e commozione nel guardare attraverso i media la distruzione di questo simbolo che non è solo della cristianità. Non sappiamo ancora cosa si salverà ma questo evento ha una risonanza a livello mondiale, il fuoco rende sacro e purifica questo momento. 

Tra le carte e i documenti che vennero trovati nel laboratorio di Fulcanelli, straordinario autore de “Il mistero delle cattedrali”, 

“… Del resto, l’avete meritato giustamente con la vostra incrollabile fede nella Verità, la costanza degli sforzi profusi, la perseveranza nel sacrificio e, soprattutto, con le vostre Opere buone!…
Ciò conferma la mia certezza che il fuoco viene spento soltanto quando l’Opera è compiuta e tutta la massa tintoria impregna il vetro che, di decantazione in decantazione, resta, alla fine, completamente saturo, diventando luminoso come il Sole.”

Sembrano parole profetiche, anche se non sono riferite all’incendio di Notre Dame le si potrebbero accostare, l’opera compiuta, la fine di un ciclo!

In Numerologia la somma teosofica della data 15.04.2019 genera un 22 numero Maestro ,archetipo del Creatore. Questo archetipo trasmette il desiderio di fare le cose bene e in modo eclatante per lasciare il segno del cambiamento, con un significativo collegamento alla materia, rappresentato dalla somma del 22 (2+2=4) il 4 è il numero della materia, e anche il mese porta il 4 e se questo sacrificio segnasse il vero inizio del cambiamento?

Nella Kabbalah il significato si completa:
la 22esima lettera dell’alfabeto ebraico è la TAV. 

Tav” è il “segno”, “il sigillo divino”. Ultima lettera dell’alfabeto ebraico, rappresenta l’esito della creazione e la totalità delle cose create.

Tav è il riassunto di tutto in tutto, il mistero che si rivela direttamente all’anima. E’ scaturita da una croce “X”  che rappresenta l’insieme e la fine del cammino.
Il suo valore in geometria è 400:
è il numero della completezza totale e realizzata, ancora il 4.

Ognuno tragga le sue conclusioni e si affidi al suo “sentire”, a me sembrano chiare ma sarà il futuro a confermarle!

Si perchè esiste anche un’altra Notre Dame, quella di Chartres che racchiude il famoso labirinto.

Patrizia Pezzarossa

https://www.visionealchemica.com/sacrificio-notre-dame-in-fiamme/?fbclid=IwAR3dkQz-EphHMytuPB-9ZxBapGliUwfAuDHavtD5KQrfK8h2sx8udZSrKI8

https://www.greenme.it/vivere/arte-e-cultura/31290-%20incendio-moschea-al-aqsa-gerusalemme?fbclid=IwAR34AHQxkOSIINODHup0fO43xBbEfVO7uxW-O5AF7m8PIDbIjLceSmCNqys

«La conoscenza e la pratica della religione sono state utili, questo è vero per tutte le fedi. Oggi però non bastano più, spesso portano al fanatismo e all’intolleranza e in nome della religione si sono fatte e si fanno guerre. Nel 21° secolo abbiamo bisogno di una nuova etica che trascenda la religione. La nostra elementare spiritualità, la predisposizione verso l’amore, l’affetto e la gentilezza che tutti abbiamo dentro di noi a prescindere dalle nostre convinzioni sono molto più importanti della fede organizzata. A mio avviso, le persone possono fare a meno della religione, ma non possono stare senza i valori interiori e senza etica.»

Dalai Lama

Leggi anche:

https://lauracarpi.wordpress.com/2013/03/04/fulmine-a-ciel-sereno-ma-non-troppo/

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* Incontri ravvicinati con i fiocchi di neve

 

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*

Neve bella,
fatta a stella,
bianca neve,
lieve lieve
vienmi in mano,
piano piano
Sei per poco
dolce gioco,
dolce gioco
in mille fiocchi
che mi frullan
sotto gli occhi.

(Ada Negri)

Ma com’è la neve vista molto da vicino?

Sappiamo che non ci sono due fiocchi di neve identici, ma guardando da vicino si scopre una infinita varietà di forme e dimensioni.

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Ecco una raccolta di questi primi piani ravvicinati, ottenuti da Alexey Kljatov, artista e fotografo di Mosca, Russia.

La serie, chiamata “Snowflakes and snow crystals“, è creata con una fotocamera Canon A650 insieme ad alcune aggiunte personalizzate, come un Helios 44M-5 proveniente da una vecchia camera russa chiamata Zenit.

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Le immagini mostrano i fiocchi poggiati su lana scura, in colore naturale.

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Ma questi sono soltanto alcuni esempi del suo originale lavoro.

Per vedere altre immagini seguite il link sotto:

http://chaoticmind75.blogspot.ru/2013/08/my-technique-for-snowflakes-shooting.html

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* Più libri più liberi 2018 nella Nuvola a Roma. Per un nuovo umanesimo. Una risposta agli egoismi del nostro tempo

 

Roma, 4 dicembre 2018.

Apre le porte  l’edizione 2018 della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria Più libri più liberi, l’evento editoriale più importante della Capitale dedicato esclusivamente ai piccoli e medi editori italiani, promossa e organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE), con il sostegno del Centro per il libro e la lettura, del Ministero dei beni e delle attività culturali, della Regione Lazio, di Roma Capitale, della Camera di Commercio di Roma e di ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, con il contributo di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e di BNL Gruppo BNP Paribas.  

La cerimonia inaugurale  il 5 dicembre, alle ore 10.30, presso il Caffè letterario RAI con gli interventi di Vito Crimi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Informazione e all’Editoria, Annamaria Malato, Presidente Più libri più liberi, Ricardo Franco Levi, Presidente AIE, Luca Bergamo, Vicesindaco con delega alla crescita culturale di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio, Vicepresidente e Assessore Formazione, Diritto allo Studio, Università e Ricerca, Attuazione del Programma della Regione Lazio.

Primo appuntamento della fiera sarà, alle 12.45 nella Sala La Nuvola, la diretta RAI con lo speciale di Quante storie condotto da Corrado Augias, durante il quale interverranno, tra gli altri: Flavio Caroli che racconterà le bellezze della Capitale, Enrico Vanzina, sceneggiatore e autore del libro “La sera a Roma”, la storica dell’architettura Claudia Conforti che ripercorrerà la storia del quartiere Eur, Aurelio Picca che parlerà di periferie. E poi, Gigi Proietti in un video in cui reciterà un sonetto del Belli su piazza Navona, un filmato di Andrea Rolli sulla Street Art delle periferie raccontato da Sabina De Gregori, un raro documentario con Federico Fellini che parla del Eur, un ricordo di Bernardo Bertolucci e uno sketch di Lillo e Greg dedicato a Roma.

Nei cinque giorni della Fiera, che cresce negli spazi e nei numeri, con più di 650 appuntamenti e 545 espositori, si moltiplicheranno le opportunità per incontrare grandi autori italiani e internazionali, assistere a convegni, dibattiti, mostre o performance musicali sul tema scelto per quest’edizione: Per un nuovo umanesimoUna risposta agli egoismi del nostro tempo. Tra i molti appuntamenti della giornata inaugurale, alle ore 12.30, nella sala Luna, il direttore del Corriere della sera Luciano Fontana dialogherà con il capo della Polizia Franco Gabrielli in un incontro dal titolo L’etica della responsabilità, in collaborazione con Poliziamoderna.

Alle 16.15, nella sala La Nuvola, interverrà Ilaria Cucchi insieme a Carlo Bonini, per presentare il graphic novel Il Buio. La lunga notte di Stefano Cucchi di Emanuele BissattiniFloriana BulfonDomenico EspositoFabio Anselmo Claudia Giuliani.

Alle ore 17.30 al Caffè Letterario Rai, appuntamento con Neri Marcorè che leggerà il libro di Matt Haig Come fermare il tempo. Alla stessa ora, nella sala Luna, Paolo Contiintervisterà il Ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli nell’incontro Lettura: primo motore della cultura. Ancora alle 17.30, nella sala La Nuvola, Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace, racconterà la sua vicenda al giornalista Francesco Merlo. A conclusione della giornata, alle 18.45 in sala La Nuvola, il grande scrittore israeliano Abraham Yehoshuadialogherà con Leonetta Bentivoglio.

Tra gli eventi speciali, alle 15.30 nella sala Luna, Il Centro per il libro e la lettura premierà le iniziative de Il Maggio dei Libri che si distinguono per originalità, inclusività e capacità di fare rete. Insieme ai premiati di questa edizione conosceremo gli studenti di scuola primaria e di scuola secondaria di primo grado che si sono distinti nel concorso Il mondo che hai scoperto in un libro”.

Quest’anno il programma professionale sarà aperto al confronto con l’estero e gestito a partire da una fitta rete di incontri preparatori curati dal Gruppo piccoli editori di AIE, che porrà al centro il tema cruciale della distribuzione e, in modo più ampio, della visibilità nei canali di vendita e non solo. Il programma si aprirà alle ore 14 in sala Polaris con il convegno internazionale, in collaborazione con Aldus, Sfide comuni, che vedrà la partecipazione di editori stranieri provenienti da Francia, Gran Bretagna, Spagna, Italia. E per fotografare l’andamento del mercato del libro 2018, e le performance della piccola e media editoria in particolare, spazio ai dati Nielsen e AIE nell’incontro alle 16.30 in sala Aldus A un mese dal Natale. Come si sta concludendo il 2018.

Più libri più liberi conferma e incentiva, la vocazione internazionale della piccola e media editoria attraverso un fitto programma di scambi di diritti. Il 5 e il 6 dicembre sarà così in funzione – all’interno del nuovo polo business e professionale – il Rights Centre per gli appuntamenti B2B, a cui parteciperanno 30 operatori stranieri provenienti da 21 Paesi: Canada, Cina, Colombia, Repubblica Ceca, Egitto, Francia, Germania, Indonesia, Giappone, Lituania, Messico, Norvegia, Portogallo, Romania, Russia, Spagna, Svezia, Turchia, Ucraina, Regno Unito, USA.

Il programma completo è consultabile sul sito www.plpl.it

La Fiera è presente sui principali social network. Gli hashtag ufficiali della manifestazione sono #LaNuvola e #piulibri18. Disponibile anche l’app ufficiale della manifestazione per dispositivi iOS e Android.

Per questa edizione, infine, la Fiera lancia il suo chatbot, fruibile attraverso Facebook Messenger, grazie al quale gli utenti interessati potranno recepire più velocemente tutto ciò che riguarda eventi, biglietti, indicazioni su come raggiungere la Nuvola e restare aggiornati sulle ultime news.

leggere fa bene

https://lauracarpi.wordpress.com/2016/12/05/leggere-fa-bene-2/

https://consumer.huawei.com/it/makeitpossible/humanlypossible/storysign/?utm_source=facebook&utm_medium=Video&utm_campaign=Regional-CBG-P_Huawei-StorySign_2018-12-03_2018-12-23_StorySign_EMESA_AWRN&utm_content=Tracking%20Pixel

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* La buona notizia del venerdì: La prima Highway Art Gallery è ad Abu Dhabi

 

La nuova, e attesissima, sede del Louvre di Abu Dhabi è stata finalmente completata secondo il progetto firmato dall’architetto francese Jean Nouvel.

È la prima apertura al di fuori del territorio francese del museo più importante e conosciuto al mondo, arrivata al termine di un processo lungo undici anni partito nel 2006 con il conferimento dell’incarico all’architetto francese da parte del Tourism Development & Investment Company.

Il Louvre di Abu Dhabi si aggiunge alla prima, e per ora unica, succursale a Lens che, firmata da SANAA, dal 2012 accoglie una parte della collezione parigina, e la vittoria del concorso che nel 2015 ha affidato a Rogers Stirk Harbour la progettazione del nuovo polo con archivio e annesso centro ricerca a Lievin, non lontano da Lens. Realizza il primo museo “universale” di tutto il Medio Oriente, perseguendo l’ambizioso obiettivo di rinnovare lo stesso concetto di museo onnicomprensivo, che include nelle sue collezioni tutte le epoche dell’arte.

Da una parte conferma per la città araba una strategia di costruzione del futuro che, non priva di ombre, punta sulla costruzione del distretto culturale di Saadiyat, dove sorgeranno anche un nuovo Guggenheim progettato da Frank O. Gehry e lo Zayed National Museum di Norman Foster, accomunandola al progetto avviato dalla vicina Doha, che sta affidando la realizzazione dell’ambiziosa (e costosa) “2030 Qatar National Vision” a progetti museali firmati da Elemental, Ieoh M.Pei e dallo stesso Jean Nouvel, autore del National Museum of Qatar attualmente in costruzione.


 Il Louvre, versione araba, narra la storia della civilizzazione attraverso 23 sale costruite cronologicamente per raccontare i temi fondamentali della storia dell’uomo: nascita e maternità, morte e religione, potere e commerci sino ai capolavori della storia dell’arte, in particolare francese.

Un invito alla tolleranza e alla comunanza dei valori religiosi, dove guerra e terrorismo scompaiono magicamente, le 300 opere reperti archeologici, manufatti, libri, pitture fino a installazioni contemporanee – sono prestate dal Louvre e 13 musei francesi e 265 delle 620 della collezione permanente del nuovo museo costruito dall’archistar Jean Nouvel.

Il direttore del museo Manuel Rabaté afferma: «Qui i visitatori possono scoprire l’origine della loro cultura e le connessioni con quelle degli altri paesi».

Lo sforzo è sorprendere i visitatori e dar loro la possibilità di superare le barriere culturali. Valore dell’investimento poco più di un miliardo di euro, ma dal management bocche cucite. L’accordo per la cessione del brand Louvre con il governo francese, datato 2008, durerà 30 anni e sei mesi durante i quali le istituzioni francesi presteranno fino all’11° anno dall’apertura opere a Abu Dhai.

La “città bianca museo” del Louvre Abu Dhabi da 87.000 mq è uno spazio composto da 55 edifici bianchi ispirati alle medine e circondato dall’acqua su cui campeggia la cupola geometrica di metallo che filtra la luce e difende il prezioso tesoro dai 40 gradi esterni. 
Regia, gestione manageriale e supervisione scientifica dall’Agence France-Muséums, il cui direttore Manuel Rabaté è stato nominato nel 2016 direttore del Louvre Abu Dhabi. Obiettivo: trasformare la città in hub del turismo culturale e artistico.

L’isola di Saadiyat accoglierà anche lo Zayed National Museum firmato da Norman Foster (dedicato alla storia del fondatore degli Emirati Sheikh Zayed bin Sultan Al Nahyan) e il Guggenheim progettato da Frank Gehry.

Per promuoverlo, ora, è stata ideata una curiosa e originale campagna pubblicitaria.

Sull’autostrada E/11 Sheikh Zayed Road che collega Dubai ad Abu Dhabi sono stati messi dieci enormi cartelloni pubblicitari con le riproduzioni giganti dei pezzi più famosi in collezione nel museo. Ogni volta che un autista, con la radio accesa, passa davanti al cartellone pubblicitario partono 30 secondi di spiegazione sul lavoro riprodotto nel billoboard.

L’hanno chiamata, e non poteva essere altrimenti, Highway art gallery.

Fra le opere stampate troviamo lavori di Leonardo da Vinci, Van Gogh, Eduard Manet e Piet Mondrian. 

Qui li potete vedere tutti e dieci ben sapendo, come ricorda il sito del museo, che sono solo una parte della collezione che conta oltre 600 pezzi

Ecco di cosa parliamo: http://tinyurl.com/ybnekcbs

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2017-11-07/il-louvre-inaugura-succursale-abu-dhabi-141231.shtml?uuid=AEuQkj5C