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* Mi chiamo Neowise e sono una cometa! Ho un messaggio per voi, cara umanità!

” Pallidi fantasmi del cielo, vagano le comete nella notte buia del deserto siderale. Talvolta il Sole ne afferra qualcuna con la sua forza di attrazione. Appare allora ai nostri telescopi un tenue fiorellino lontano che brilla nel firmamento spiegando l’argenteo strascico.

Benvenuta nei nostri territori, ospite fugace.Qualcuno forse ti guarda con diffidenza e vorrebbe imputare a te la responsabilità delle avventure umane., ma io ti credo innocente. Sei tenue, diafana fatta di luce; forse in alcune grandi anfore si potrebbero racchiudere, compressi e liquefatti i gas che fluttuano nella raggera della tua chioma e della tua coda. Non può venire male da te.

Vorrei sapere qualcosa di te, celeste pellegrina dei cieli, e delle tue sorelle.La tua storia per esempio. Da dove vieni? Dove vai? Chi ti ha ordinato un lungo vagabondaggio nello spazio come all’inseguimento di una meta che sempre fugge davanti a te? Cosa hai visto nei millenari pellegrinaggi? Ora come una celeste libellula voli intorno al rogo ardente del Sole; ma non ti brucerai mai le ali, potrai fuggire ancora attraverso l’infinito. Fra pochi giorni ti vedremo come uno spettro lontano, ti dileguerai nel mistero della notte senza fine.”

Così inizia un vecchio libro di astronomia della nonna nel quale si parla di comete.

Ma anticamente le comete erano considerate come effimeri fenomeni celesti, o si credeva che fossero anime di grandi uomini ascese come beati al Cielo.

Il 27 marzo 2020, è stata scoperta una nuova cometa e le è stato dato il nome di Neowise (prende il nome dal telescopio utilizzato per individuarla).

Adesso nel mese di luglio, e forse anche fino ad agosto, Neowise è visibile dal pianeta Terra per coloro che vivono nell’emisfero settentrionale.

Neowise ha un’orbita di circa 6.800 anni, quindi non la vedremo mai più, almeno non in questa vita.

Il segno della cometa può anche essere usato per creare previsioni su quali messaggi può portare.

Neowise è stato scoperta nel segno del Leone.

Niente è per caso nei movimenti del cielo. E ogni energia emessa dai vari corpi celesti è una spinta amorosa all’evoluzione della coscienza dell’umanità.

Il proposito di questo Sistema Solare è la rivelazione della Coscienza.

Il Leone è un segno fisso e di fuoco.

I “Figli e le Figlie della Mente” sono “Figli del Fuoco” perchè la nostra Energia è una fiamma che crea e consuma. Questa è anche la fiamma che purifica e che brucia e consuma tutto ciò che ostacola il processo della volontà creativa.

Il Leone è alla ricerca del vero Sè, della sua autodeterminazione.

Il Leone che non è ancora risvegliato alla consapevolezza, lo fa attraverso l’apparenza, vuole distinguersi con fatti eclatanti, con l’ostentazione di una presenza brillante ricca di luci e brillantini, con l’uso spropositato del potere personale, con la costruzione di “monumenti “per avere lustro e onori.

Dovrà confrontarsi con molte tensioni sociali.

Le forze di questa Era dicono” Va bene, puoi essere una stella, puoi esprimere la tua volontà creativa e la tua energia mentale focalizzata verso la collettività ed a suo beneficio. Qualsiasi cosa tu faccia, e a prescindere da quanto sia forte il tuo desiderio di lasciare la tua impronta sulle tue creazioni, i tuoi intenti saranno volti ad avere una rilevanza per il gruppo umanità”

Il Leone consapevole sa che la sua ricerca è da attuare dentro di Sè.

Lì ci sono le risposte: Chi sono io? Cosa significa la mia vita? Cos’è che mi rende diverso dagli altri? Cosa sono io per gli altri?

È una ricerca estremamente intima, personale e profonda.

Solo così attraverso tutte le prove necessarie saprà quale è il suo posto nel mondo e quale strada percorrere per raggiungere il suo compito nell’Evoluzione.

Nella Nuova Era I Napoleoni non sono apprezzati se non come pasticceria, e anche in questo caso devono essere condivisi con gli amici!

Ebbene, quanti Napoleoni abbiamo ora nell’umanità attuale? Altrochè, ed i risultati li abbiamo sottocchio, devastanti per la Terra e per i rapporti sociali.

Niente è per caso nel cielo ! E ogni energia emessa dai vari corpi celesti è una spinta amorosa all’evoluzione della coscienza dell’umanità.

Il messaggio della cometa Neowise con la sua coda di fuoco nel cielo della costellazione del Leone è una spinta per tutta l’ umanità a guardarsi dentro e scoprire la sua missione nel Disegno del Cosmo.

Rifiutiamo i Napoleoni boriosi e ascoltiamo il messaggio del cuore del Leone.

E suggerisco di guardare in quale casa di esperienza si trova nel nostro tema natale la costellazione del Leone. Magari abbiamo qualche atteggiamento da trasformare.

A buon intenditor poche parole.

Love Laurin

 

Possiamo considerare la nostra vita come una cometa che vaga nello spazio in balia delle forze di altre stelle…

siamo prede delle credenze e delle superstizioni dei catastrofisti del nostro tempo …o siamo noi gli artefici e della causa e del nostro percorso nell’ eternità?

 

E se volete sapere di più sulle comete:

seconda stella a destra questo è il cammino..

 

 

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* La buona notizia del venerdì: La cultura è lo strumento per cambiare il mondo! La cultura rende l’essere umano libero di pensare con la propria testa!

L’istruzione è l’arma più potente che puoi usare per cambiare il mondo

( Nelson Mandela)

Gli esami nazionali per l’ammissione all’Università si sono svolti all’aperto, e anche nei campi sportivi a causa delle preoccupazioni per la pandemia che ha colpito duramente l’Afghanistan.

Non ci sono tavoli, non ci sono sedie, solo ampi spazi di terra, polvere e tante speranze.

Le norme attualmente in vigore rendono difficile lo svolgimento degli esami nel modo in cui vengono organizzati di solito.

Questo non ha fermato le studentesse afghane, che vogliono studiare e non vogliono perdere la possibilità di essere ammesse all’Università e di inseguire i loro sogni.

La pandemia non le ha fermate.

La povertà non le ha fermate, l’essere donna non le ha fermate.

La voglia di studiare, imparare e riscattarsi è stata più forte.

Una giovane mamma con il suo bambino in braccio è un’immagine bellissima, quella di un futuro che puó cambiare per tutte le donne e i loro figli.

Quest’anno si prevedono le iscrizioni per 210.000 studenti, che non si sono mai fermati di fronte alle difficoltà, spinti dalla determinazione di sostenere il loro esame di ammissioni.

Il web l’ha nominata la spiaggia degli esami e le fotografie scattate alle donne afghane sono diventate un vero e proprio simbolo di questa emergenza mondiale. Neanche la pandemia ha fermato queste ragazze di fronte ai loro scopi.

Neppure la povertà e il fatto di essere donne. Un’immagine davvero molto forte, simbolo di un riscatto incredibile.

Ovviamente anche gli uomini hanno sostenuto i diversi esami, ma vedere così tante donne , alla luce della situazione che c’è in questo Paese rende le immagini ancora più potenti.

Queste foto sono state scattate in #Afghanistan dove centinaia di donne stanno affrontando l’esame #kankoor per essere ammesse all’universitá in Daikundi.

Se dai il pesce ad un uomo, egli si ciberà una volta.

Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.

(Kuang-Tsen)

Questo intendo per cultura.

La cultura non è un bagaglio infinito di nozioni.

La cultura non si misura, non si pesa, non luccica.

La cultura si insegna. La cultura è un atteggiamento.

E’ l’amore per la conoscenza, è la passione per scoprire oltre l’evidenza, è l’ esigenza di collegare piccole nozioni in un disegno mentale, è la gioia di vederci più chiaro, di indagare, di non dare nulla per scontato.

E’ un ‘avventura che inizia con piccoli pezzi a comporre un puzzle che comprende tutta l’umanità, la sua evoluzione,le sue conquiste, la sua espressione in ogni campo, i suoi valori, i suoi principi.

La cultura rende l’essere umano libero di pensare con la propria testa e di argomentare le sue scelte.

Tutti gli esseri umani hanno diritto all’istruzione!

L’istruzione è la chiave della libertà!

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* 22 luglio : Festa di Maria Maddalena e le Marie

 

ll Nuovo Testamento non afferma in modo chiaro che Gesù era sposato, ma nemmeno che non lo era.

Effettivamente il Vangelo contiene numerose specifiche allusioni al suo avvenuto matrimonio  e d’altra parte le regole dinastiche lo imponevano. Non soltanto l’erede della stirpe dei Davide era obbligato per la legge a sposarsi ma doveva anche generare almeno due figli maschi.               Ciò rappresentava un passo fondamentale nel progresso dell’erede della dinastia dall’iniziazione  alla piena appartenenza alla Comunità.      Come abbiamo visto le regole del matrimonio dinastico erano molte e rigide.

Uno fra i libri più coloriti del Vecchio Testamento è il Cantico dei Cantici , una serie di rime di amore fra uno sposo regale e la sua sposa. IlCantico di Salomone identifica la simbolica pozione nuziale con l’unguento aromatico chiamato spigonardo, un unguento prezioso che veniva usato anche per ungere i corpi dei morti regali. Lo stesso unguento costoso venne usato da Maria di Betania per ungere il capo di Gesù in casa di Lazzaro. e un altro episodio simile avvenne qualche tempo prima quando una donna unse i piedi di Gesù e poi li asciugò con i propri capelli. Anche quella donna si chiamava Maria.

Maria di Betania non soltanto unse il capo di Gesù in casa di Simone, ma gli unse anche i piedi e poi li asciugò con i suoi capelli nel marzo del 33 d.C. Due anni e mezzo prima , nel 30 d.C. aveva compiuto lo stesso rito di unzione tre mesi dopo le nozze di Cana.

Compiere il rito con lo spigonardo era uno specifico privilegio di una sposa messianica e avveniva unicamente durante le cerimonie del Primo e Secondo Matrimonio

Soltanto come moglie di Gesù a tutti gli effetti e come sacerdotessa Maria avrebbe potuto ungergli il capo e i piedi con il sacro unguento.

Esattamente come gli uomini che venivano designati ad occupare varie cariche prendendo i nomi dei loro antenati – come Isacco, Giacobbe e Giuseppe – così le donne venivano denominate secondo la loro genealogia e il loro rango: Rachele, Rebecca,Sara, e così via.
Le mogli dei discendenti di Davide avevano il nome di Miriam (Maria)
Perciò la madre di Gesù si chiamava Maria e per lo stesso motivo la moglie di Gesù si chiamava Maria.
All’epoca di Qunram, le Miriam, Marie, facevano parte di un ordine spirituale nella comunità ascetica dei Terapeuti.
Mentre i “Mosè” guidavano gli uomini nelle funzioni liturgiche, le “Miriam” guidavano le donne.
Queste donne compivano il rito del Secondo Matrimonio soltanto quando erano in cinta di tre mesi. A quel punto la donna cessava di essere una almah e diventava una futura madre.
Durante i lunghi periodi di separazione dettati dalle regole matrimoniali, la moglie diventava sorella, in senso religioso, e il compito era quello di accudire il padre,
La differenza tra le Marte e le Marie era che le prime avevano diritto di possedere dei beni le seconde no. Nella comunità  le “sorelle” erano considerate “vedove”,  un gradino sotto le almah. poi quando si sposavano salivano al rango “di madri”
Quindi chi era esattamente Maria di Betania, la donna che unse due volte Gesù con lo spigonardo secondo la tradizione messianica?
Effettivamente non fu mai “Maria di Betania.” Nella Bibbia lei e Marta vengono indicate soltanto come sorelle di Lazzaro di Betania.
Il nome completo di Maria era Sorella Miriam di Magdala, meglio nota come Maria Maddalena.
I Vangeli ufficiali contengono pochi riferimenti alla stretta intimità tra Gesù e Maria Maddalena.
Nel Vangelo di Filippo invece il rapporto tra loro viene discusso apertamente.
..e la compagna del Salvatore è Maria Maddalena.

Ma Cristo l’amava più di tutti i suoi discepoli. e soleva baciarla spesso sulla bocca. Gli altri discepoli ne erano offesi ed esprimevano disapprovazione. Gli dicevano “ perchè la ami più di tutti noi?”
Il Salvatore rispondeva loro: “ perchè non vi amo come lei? Grande è il mistero del matrimonio, giacchè senza di esso il mondo non sarebbe esistito.  Ora l’esistenza del mondo dipende dall’uomo e l’esistenza dell’uomo dal matrimonio.

Riguardo la cerimonia nuziale di Canaa questa non era il Matrimonio ma il sacro pasto che precedeva il fidanzamento.

L’usanza voleva che vi fosse un “padrone di casa” ufficiale che aveva la funzione di direttore di mensa.  Dopo di lui venivano lo sposo e sua madre.
Nessun invitato avrebbe potuto ordinare di mescere l’acqua che era diventata vino: quindi Gesù e lo sposo erano la stessa persona.
Questo banchetto ebbe luogo tre mesi prima che Maria ungesse per la prima volta i piedi di Gesù. E secondo le regole soltanto come sposa di Gesù , Maria sarebbe autorizzata a compiere quell’atto  Se lo avesse fatto prima come almah fidanzata , sarebbe stata classificata come una peccatrice e considerata una donna menomata.

Dalle ricerche storiche fatte sui rotoli del Mar Mortosi può dedurre che Maria sia nata nel 3 d.C. e quando sposò Gesù per la prima volta nel 30 d.C. ne aveva 27.
Essendo rimasta in cinta nel dicembre del 32 d.C., Maria dette alla luce sua figlia Tamar nel 33 d.C., all’epoca del suo Secondo Matrimonio.
Durante i primi anni 40 d.C. Pietro, era il braccio destro di Gesù e come tale sarebbe dovuto diventare il tutore di Maria Maddalena durante gli anni della sua separazione ( vedovanza simbolica) ma Pietro aveva una cattiva opinione delle donne e non era disposto a stare agli ordini di una sacerdotessa.

Anche Paolo, molti anni dopo, fu nettamente contrario al coinvolgimento delle donne nella divulgazione della religione.
Così esclusero nettamente Maria dal nuovo movimento cristiano e per garantire il suo totale allontanamento, la dichiararono pubblicamente “eretica” in quanto amica di Elena-Salomè, consorte di Simone Zelota, il Mago, fondatore del movimento  esoterico gnostico a Cipro.

A quel tempo Maria era a Marsiglia, dove la lingua ufficiale era il greco ed è per questo che il linguaggio di Gesù e degli apostoli e di tutto il giudaismo ellenico era fortemente influenzato dal greco.
Secondo la tradizione gnostica Maria Maddalena veniva associata alla Saggezza (Sophia)rappresentata dal sole, la luna, e un’aureola di stelle.
Si riteneva che la gnosi femminile di Sophia fosse lo Spirito Santo, rappresentato perciò sulla terra dalla Maddalena, che fuggì in esilio portando in seno il figlio di Gesù.
Giovanni , nella Rivelazione, descrive Maria e suo figlio , della sua persecuzione, della sua fuga in esilio e della caccia al “resto  del suo seme” da parte dei romani.
Oltre a Maria tra gli emigrati in Gallia nel 44 d.C. c’erano Marta e la sorella Marcella, l’apostolo Filippo e sua moglie Maria Iacopa,e Maria Salomè.
Sbarcarono in Provenza a Ratis, noto oggi come Les Saintes Maries de la Mer.
Il culto più attivo della Maddalena si insediò a Rennes-le-Chateau, ma anche altrove sorsero molti santuari dedicati a Saint Marie de la Madeleine, fra cui il luogo della sua sepoltura a Saint-Maximin-la-Sainte-Baume dove i monaci dell’ordine di San Cassiano vegliarono sul suo sepolcro e tomba di alabastro dall’inizio del ‘400.

continua a leggere….

* ” L’immacolata concezione “

Oggi Maddalena torna a sottolineare il ruolo della donna come tramite tra terra e cielo, anima e materia, svelando il corpo e la sessualità come l’unico luogo in cui il trascendente diventa immanente. 
Celebriamo la Grande Madre, riconosciamo Lei nella Terra che ci accoglie e nella Donna Risvegliata che dimora dentro di noi.
Celebriamo il nostro corpo sacro che nei cicli eterni di morte e rinascita porta trasformazione e crescita.
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* Tempo di estate,la stagione delle cicale .E delle formiche. Io sto con le cicale e tu?

 

Chiedo scusa alla favola antica
se non mi piace l’avara formica
io sto dalla parte della cicala
che il più bel canto non vende…
regala!

Gianni Rodari

La cicala e la formica è una favola famosissima, scritta da Esopo e arrivata a noi grazie a Jean de La Fontaine.

E’ una favola che fa comodo agli adulti per modellare i bambini secondo le proprie credenze alla concezione di fatica continua per ottenere una vita dignitosa e soddisfacente.

Morale: per raggiungere qualsiasi obbiettivo ti proponi nella vita devi meritartelo lavorando con fatica e abnegazione.

Io sto con le cicale! Sono sempre stata dalla parte delle cicale.

Da piccola le immaginavo nelle loro vesti dorate sul tappeto verde brillante delle foglie cantare ad ogni ora del giorno e anche della notte, come dive, protagoniste indiscusse dell’estate .

E quelle antipatiche delle formiche, sapientone che non guardano mai verso l’alto e come possono sapere che c’è il cielo azzurro e il sole e le stelle ?

E stanno sempre in lunghe file con grandi e pesanti pesi sulle spalle!

Mai, io cicala, mai andrei a chiedere loro aiuto per l’inverno! Meglio cantare una sola estate!

E poi ci saranno degli altri disponibili a darmi qualcosa da mangiare!

Dopotutto rinascerò fra 17 anni soltanto! ( Ho trovato questa singolare notizia facendo una ricerca .)

Ma prima un pò di storia per supportare la mia preferenza.

Per gli antichi Greci, le cicale erano figlie della Terra o, secondo alcuni, di Titone e di Aurora.

Specialmente gli ateniesi le onoravano: Aristofane rammenta le cicale d’oro, ornamento per i capelli degli Ateniesi nobili all’epoca arcaica e nella celebrazione dei Misteri eleusini in onore di Demetra, era uso portare nei capelli una fibula a forma di cicala, così come durante la celebrazione dei misteri di Era a Samos.

Platone, nel dialogo Fedro, espone il mito delle cicale, secondo cui esse sarebbero nate, per mano divina, dalla metamorfosi di antichi artisti, specie nel campo musicale e dell’eloquenza, che avevano smesso di mangiare e accoppiarsi per amore della propria disciplina.

Secondo Orapollo la cicala simboleggiava l’iniziazione ai misteri, poiché essa, anziché cantare con la bocca come tutti, emette suoni dalla coda.

La cicala era anche simbolo di purezza: seguendo un’errata credenza ripresa da Plinio il Vecchio in Naturalis Historia, XI, 93-94, si riteneva che le cicale si nutrissero di sola rugiada e ciò faceva sì che il loro corpo non contenesse sangue e non dovessero espellere escrementi, e di qui l’idea della purezza.

Il fatto poi che la cicala viva una sola estate ma le sue larve rinascano in quella successiva direttamente dalla terra ne ha fatto l’emblema di una resurrezione a nuova vita dopo la morte persino presso i cinesi.

Per quanto mi riguarda,quando ho un obbiettivo, un sogno da realizzare, il percorso per raggiungerlo è una parte integrante e affascinante .

E’ la programmazione di tutti i passi, obbiettivi intermedi, che mi fanno arrivare fino in fondo.

Tante esperienze anche tanti cambi di rotta. Ma sempre con l’obbiettivo ben un vista. E con piacere di vivere ogni piccolo passo che da ogni esperienza si impara e ci si arricchisce. E ci credo, è una mia scelta, a volte mi sembra di cadere ma il pensiero di raggiungere l’obbiettivo mi fa alzare subito. So che con passione, con amore, con fiducia nelle mie risorse arriverò fino in fondo.

Otterrò quello che voglio.

E’ una mia scelta. Non voglio stare in fila, sarà rischioso? Sarà più divertente e mi scoprirò.

A volte mi è capitato di riconoscere improvvisamente il mio obbiettivo realizzato, tanto ero stata presa dal percorso.

Cara formica “ se ti concentri su una sola stella perderai l’immensità dell’universo” e tu nemmeno sai che ci sono le stelle.

Pensi solo a fare le scorte per una stagione che verrà . E sei sicura che poi quella stagione verrà? Accumuli, accumuli … e se farai indigestione?

E intanto tu hai rinunciato anzi non hai proprio immaginato che ci sia una stagione diversa, che si può esistere in un altro modo, alzando ogni tanto lo sguardo alle stelle, alla luce, a cantare…

Che tristezza ,ma tu non hai nemmeno la gioia di trovare l’obbiettivo raggiunto o meglio non supponi nemmeno che ci sia un obbiettivo diverso.

E già se ti guardassi intorno, se allargassi il tuo punto di vista, già scopriresti una realtà diversa.

Ma come puoi che sei in fila faticando per ottenere un obbiettivo comune ,sì, e l’ha fatto tuo padre, e prima tuo nonno e il tuo bisnonno e… si perde nella notte dei tempi e lo fanno tutti per il nobile bene comune.

Poi arriva improvvisamente un piede grande grande, e a volte nemmeno tanto grande, che cancella tutte le formiche e tutto il tuo lavoro.

E non hai mai cantato una sola estate.

Ma che ne sai come si canta in estate e cosa è l’estate.

Non è un peccato?Non ti sembra una esistenza non vissuta?

Ma che ne sai tu dell’esistenza? Ti hanno insegnato a fare così e ti hanno letto persino le favole per insegnarti a fare così!

Che ti sei persa!

Io sto con le cicale!

Love Laurin

 

Il curioso ciclo di vita delle cicale:

https://sijmadicandhapajiee.wordpress.com/2014/11/25/il-curioso-ciclo-vitale-delle-cicale/

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* La buona notizia del venerdì: Street Art a Napoli all’Università e in Puglia è legge. Viva la creatività urbana!

Street art all’Università: nasce a Napoli il primo centro studi sulla creatività urbana

Dalla periferia al centro storico a Napoli ogni strada è un tripudio di colori. Qui (anche) l’arte urbana la fa da padrona e giganteschi murales e opere urbane in molti casi danno un nuovo volto ai più difficili quartieri della città. Ma che valore hanno queste opere? E perché sono così importanti in un tessuto metropolitano

A dare risposte e a mantenere viva questa forma artistica decisamente d’impatto e visibile a tutti,  proprio a Napoli, INWARD, l’Osservatorio nazionale sulla creatività urbana, ha scelto di stabilire la sede del primo Centro Studi sulla Street art, chiamato “Inopinatum”.

Con la coordinazione scientifica del direttore Luca Borriello, dal 2019 Inopinatum (che significa, nella mente dei creatori, “imprevista impertinenza”) ha sede nell’antico claustro della cittadella monastica di Suor Orsola, sede della omonima Università.

Cosa si studia

Il coordinamento scientifico di Inopinatum è guidato da una stretta collaborazione tra INWARD e l’Istituto universitario e l’obiettivo è uno solo: creare un mix perfetto di tutti gli indirizzi di studio (scienze formative, psicologiche e della comunicazione, scienze turistiche, umanistiche e scienze giuridiche. Le scienze giuridiche, per esempio, trattano il diritto d’autore, mentre il diritto commerciale la proprietà dell’opera e il suo supporto) e dare adito a corsi di ricerca, formazione, divulgazione, sperimentazione, edizione, informazione, comunicazione, tutto nell’ambito della creatività urbana. In più, Centro Studi fornisce supporto e consulenza ad enti, organizzazioni e aziende.

E non solo: qui non matite ma bombolette, non letteratura classica, ma la storia dei graffiti e tutti i murales in tutte le loro forme. E alla domanda (intervista di Artribune) se e in che modo la creatività urbana potrà contribuire a farci fruire nuovamente degli spazi pubblici, Luca Borriello conclude:

È un momento complesso, in cui c’è una ripresa di attraversamento degli spazi e di alcune consuetudini legate a esso ma è innegabile un senso di smarrimento. Ecco perché, ora più che mai, produrre arte all’interno di un contesto pubblico in cui ci si sente persi, attribuendogli nuovi sensi e significati, potrebbe rivelarsi fondamentale”.

Arte urbana per rigenerare luoghi e beni pubblici?

Succede in Puglia, dove sta per avviarsi un coinvolgente progetto di valorizzazione del patrimonio e di riscoperta del territorio attraverso il comune denominatore della street art.

La Regione Puglia ha, infatti, deciso di stanziare quasi 4 milioni di euro per realizzare murales che abbelliscano le periferie delle città, rendendole più accoglienti e inclusive.

Con una deliberazione approvata giovedì su proposta degli assessori Capone e Piemontese, la Giunta regionale ha dato il via libera definitivo all’attuazione della misura finalizzata a promuovere e sostenere gli interventi di Street Art nel territorio pugliese”, scrive nel suo blog il consigliere regionale Enzo Colonna in cui spiega un po’ tutta l’operazione che fa parte del più ampio programma STHAR LAB, approvato dalla Giunta a dicembre 2019 e finalizzato al recupero di beni e luoghi culturali appartenenti ad amministrazioni pubbliche attraverso laboratori di fruizione articolati in tre ambiti tematici (street art, teatri storici, habitat rupestri) in grado di attivare percorsi culturali di relazione pubblica e collettiva.

E allora forza, è del bello che abbiamo bisogno!

Del resto le prime espressioni artistiche dei nostri pro-pro-pro-progenitori sono state sui muri delle loro abitazioni! (Ops! Caverne!)

https://www.greenme.it/vivere/arte-e-cultura/centro-studi-street-art-napoli/

https://www.greenme.it/vivere/arte-e-cultura/ospedale-di-pozzuoli-murales-jorit/

https://www.artribune.com/professioni-e-professionisti/politica-e-pubblica-amministrazione/2020/06/4-milioni-puglia

“L’arte e la creatività urbana per migliorare le nostre città”.
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* Ogni gatto sceglie il suo simile umano e viceversa!

Un Gatto è un confortevole simbolo di saggezza e autonomia.
Lui sta con te quando hai bisogno di lui e delle sue coccole.
Lui può fare a meno di te, tu no; è il tuo più amorevole e fidato compagno di viaggio.
Un gatto vede oltre l’apparenza delle cose: quando un gatto ti guarda , mai negli occhi, ma un po’ più su, oltre la tua fronte.
Un gatto vede la tua energia e si regola se sei affidabile o no. Non solo nei suoi riguardi, ma se sei degna di continuare l’inevitabile viaggio dell’evoluzione in sua compagnia.
Lui è molto selettivo, ti valuta secondo la tua luce, quanto colore d’amore esprime, quanto è intensa la tua volontà di vivere, quanta passione ti spinge alle scelte, quanta pace è in te.
Registra le variazioni dei colori e dagli occhi socchiusi ti manda messaggi di armonia.
Se tu vuoi vedere oltre l’apparenza, se tu metti amore nella tua vita, se tu hai sempre un obbiettivo da raggiungere, se ti senti di far parte del Disegno Implicito e Unico in un eterno presente, allora hai la percezione dell’evoluzione!
Ogni esperienza in questa vita è una affascinante avventura scelta da te, ogni compagno di viaggio è fonte di arricchimento, ogni manifestazione della natura è stupore ed insegnamento.

https://lauracarpi.com/2012/04/13/un-gatto-non-e-solo-un-gatto/

https://lauracarpi.com/2019/03/04/ogni-grande-ha-con-se-un-gatto/

https://lauracarpi.com/2009/10/24/gattologia/

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* L’ottavo mese del calendario lunare è’ il mese del Re Agrifoglio !

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Ed ecco l’agrifoglio che è così generoso:
compiacere tutti è il suo intento
ad eccezione di lords e ladies, distaccati da tutto questo,
chiunque inveisca contro l’agrifoglio
d’un balzo sarà appeso su in alto. Alleluia.
Chiunque canti contro l’agrifoglio
Può piangere e torcersi le mani”

 

Secondo il calendario celtico, l’agrifoglio rappresenta l’ottavo mese dell’anno , Tinne (8 Luglio – 4 Agosto), che comprende la festa celtica di Lughnassadh (Lammas) celebrata il 1° agosto.

Nella tradizione, l’agrifoglio è conosciuto con molti nomi diversi, tra i quali ricordiamo: Hulver, Marruca, Albero degli Spiriti …

Il “Calendario degli Alberi”, usato presso i popoli celti, fissava una certa corrispondenza tra numerose serie di elementi: gli alberi, le lettere dell’alfabeto, i mesi lunari dell’anno, parti del corpo umano,metodi di guarigione e dei.
I sacerdoti celti, i Druidi, utilizzavano le piante anche per scopi magici e terapeutici e il ciclo di 13 alberi corrispondeva alle 13 energie arboree alle quali si associavano anche elementi divinatori che operavano come genii protettori cui rivolgersi in cerca di forza, fortuna o buoni consigli.

L’anno lunare, composto da 13 mesi di 28 giorni, contava quindi di solo 364 giorni. Restava un giorno intercalare, il 23 dicembre, vigilia del solstizio d’inverno, giorno nefasto perché ritenuto la “morte dell’anno” e perciò raffigurato dal tasso, chiamato “albero della morte”. Il giorno seguente, cioè il 24 dicembre, giorno del solstizio, era invece simboleggiato dall’abete rosso, chiamato “albero del parto” o “albero della vita”.

 

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Ailm ( abete rosso)

Idho (tasso)

Queste due vocali aprivano e chiudevano l’anno lunare.

Le altre vocali erano adibite a simboleggiare i due equinozi e l’altro solstizio:

Onn, la ginestra, per l’equinozio di primavera,

Eadha, il pioppo bianco, per l’equinozio d’autunno

Ura, il brugo, per il solstizio d’estate.

re agrifoglio

Le prime tracce del Re agrifoglio risalgono al XII secolo.

Era la trasposizione dell’antica entità chiamata “ Uomo Verde. “.
Capace di donare la fertilità della foresta e delle piante alle donne e al bestiame, l’Uomo Verde è il consorte della Dea madre e si occupa della fioritura della primavera e dell’estate, del rigoglio della terra.

Il volto e i lineamenti dell’Uomo Verde sono formati da foglie e rampicanti.

Trae il vigore dalla terra stessa e rappresenta il ruolo maschile nell’unione sessuale,nella fertilità e nella fioritura della vita e del talento degli uomini. Rappresenta l’innocenza, il procedere senza difficoltà e il successo, soprattutto nell’intraprendere nuove attività.

Considerata dalla tradizione magica pianta di genere maschile perché collegata all’elemento fuoco e al pianeta Marte. Per questo motivo, se era portata addosso, la pianta avrebbe donato fortuna soprattutto agli uomini (il corrispondente femminile è l’Edera). Le si attribuivano protezione, sogni magici e il potere contro il fulmine.

Era considerata la pianta protettiva per eccellenza, capace di difendere e proteggere dai fulmini, dai veleni, dagli spiriti cattivi e dagli stregoni malvagi se veniva piantato intorno alla casa. Se invece si lanciava l’Agrifoglio contro una bestia feroce, questo aveva la facoltà di calmarla immediatamente, anche se l’animale non veniva colpito.

L’acqua di Agrifoglio (infuso o distillato) era spruzzata sui neonati in segno di protezione.

Una ballata medievale dell’Inghilterra, dove l’ agrifoglio è ancora il sempreverde più utilizzato a Natale, ne difende la tradizione: “Chi parla male dell’agrifoglio”, in un baleno verrà impiccato. Alleluia!”

L’origine dell’agrifoglio si ritrova anche in una leggenda dei paesi nordici nella quale si narra che quando Baldur, dio della luce e del sole, morì trafitto da una freccia, cadde proprio su un cespuglio di agrifoglio; allora suo padre, il dio Odino, decise di ricompensare la pianta che aveva ospitato il figlio al momento della morte trasformandola in sempreverde e riempendola di bacche rosse, in ricordo del sangue versato dal figlio.

Lughnasadh

Un antico rito magico per realizzare un desiderio, consisteva nel raccogliere, dopo la mezzanotte di un venerdì, nove foglie di Agrifoglio nel più completo silenzio, scegliendo una pianta non troppo spinosa. Si dovevano poi avvolgere le foglie in un panno bianco e annodare per nove volte le due estremità del panno. Infine, si riponeva questo sacchetto sotto il cuscino, e quello che si era pensato o desiderato si sarebbe avverato.

L’ agrifoglio rappresenta la sopravvivenza, la speranza, la rinascita.

E’ simbolo di protezione e forza vitale. Appeso sopra le porte impedisce l’ingresso di persone ed energie limitanti.
I nati sotto il segno dell’Agrifoglio hanno questo temperamento che riecheggia il sole: la vitalità, il potere, l’egocentrismo, ma anche la generosità. Nati per comandare, hanno carisma, volontà e autostima da vendere. In amore danno molto: eros, fedeltà e coinvolgimento, ma pretendono altrettanto. Impennate di orgoglio da controllare.

Parola chiave: eroismo

Fonti:

http://www.elfland.it
http://www.daltramontoallalba.it
http://www.inerboristeria.com

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*La buona notizia del venerdì: I Parchi Artistici e l’arte nella natura e con gli elementi natura

Spesso viviamo così concentrati sulla nostra routine che non solo non ci accorgiamo del balcone del vicino pieno di fiori e tantomeno della nostra città e del territorio che la ospita.

Mi è capitato di scoprire chicche d’arte accompagnando in numerose visite a Roma, che di chicche ne è stracolma, i miei alunni di scuola media, per avvicinarli alla storia dell’arte dei vari periodi .

E incontrando dopo anni gli stessi alunni ho avuto la soddisfazione di scoprire di averli coinvolti nella riconoscere la Bellezza.

La Bellezza è nell’ apprezzare le diverse espressioni artistiche, coglierne il significato e l’emozione dell’autore, è trovare la passione di ricercare armonia nelle più svariate forme.

La Bellezza è un abitudine di pensiero.

Ogni angolo di Italia è “ un museo a cielo aperto “ , basta voltare l’angolo o fare pochi chilometri per trovare e provare tante meraviglie dei tempi passati e di ogni periodo storico.

In questo infinito e unico patrimonio artistico del nostro paese ci sono meraviglie della creatività di artisti del paesaggio che nella natura hanno trovato la loro espressione. Mare, montagna, boschi, pianura, dove rami, pietre, tronchi, sassi diventano arte.

I “parchi artistici” offrono esperienze culturali d’avanguardia e la possibilità di scoprire il misterioso legame che intercorre tra arte contemporanea e paesaggio.

I giardini dell’arte, in tutta Italia, sono spazi meditativi e punti d’osservazione inediti densi di capolavori donati alla comunità da mecenati lungimiranti innamorati del talento.

Così, fruire di un’esperienza artistica diventa una “passeggiata” per immergersi in opere faraoniche e visionarie create da artisti internazionali.

E diventa una educazione alla Bellezza, al rispetto della Bellezza, a trarre ispirazione dalla Bellezza.

Perchè la vita stessa sia Bellezza!

Così ho pensato di segnalare queste bellezze che magari si trovano proprio dietro casa . Ogni volta che mi capita di incontrare foto e articoli e descrizioni di una o dell’altra ( bellezza)

Questo rientra nell’intenzione del mio appello del 1 giugno per riempire i social di BELLEZZA!

1. Parco artistico Orme su La Court – Castelnuovo Calcea ‒Asti

2 Arte Sella -Trento

3 Art Park -Udine

4 Villa Marignana – Mogliano Veneto

5 Ca’ la Ghironda – Bologna

6 Fattoria di Celle- Santomato di Pistoia

7 Parco Sculture del Chianti – Siena

8 Giardino Museo di Daniel Spoerri- Grosseto

9 Giardino dei Tarocchi- Capalbio

10 Fondazione Burri- Città di Castello

11 Fiumara d’arte- Castel di Tusa Merano

E ricordati !!!

Una di queste meraviglie magari è ad un passo da casa tua… e non lo sapevi!

 

Fonte: https://www.artribune.com/turismo/2017/07/parchi-arte-italia/?fbclid=IwAR2vH93HYvl4BQiAewIhJUYDX_5GysPNsH13l0iQvAnSSGRUUBICxEIDO3U

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* Non ho l’età….

non ho l’età
Non ho ancora l’età…
Non ho più l’età…
“ Non ho l’età, non ho l’etàà per amaarti…
non ho l’etàà per usciree sola con te…
ma se vorraii…se vorraii aspettaarmi…”
diceva una canzone di anni fa!

L’età è una convenzione che denota la necessità dell’essere umano di collocare in un tempo, che è un’altra convenzione, e in uno spazio, che è un’altra convenzione, sé stesso e tutto ciò che lo circonda.
“ C’è una età per ogni cosa!” “ “Non ho più l’età…” E’ scontato…eppure sentendo questa frase, in attesa nella solita fila al supermercato, ho percepito una stonatura, un qualcosa che attirava la mia attenzione, come se venisse da lontano una intuizione o un messaggio…
Ho visualizzato una stella che mi diceva la sua età: cinquemilcinquecentocinquantacinque eoni!
Caspita! Che venerabile età! Rispetto a chi e a cosa? E chi sei? Dove sei stata? Come hai vissuto? Cosa hai Fatto? In tutto questo tempo…ed ora alla tua età che cosa fai, cosa vuoi fare, cosa puoi fare? Ce l’hai l’età?
Certo una stella è una Stella, dal mio punto di vista di essere umano, se ha vissuto tutto questo tempo … Si sarà chiesta di avere l’età per continuare ad esistere, con chi, e come e quando e dove…?
Oppure non se lo sarà chiesta affatto, avrà fatto e disfatto secondo il suo desiderio di fare e disfare, senza chiedersi se aveva l’ètà!
Ma per l’essere umano no!
Deve essere tutto codificato, definito, organizzato, secondo la Legge della Convenzione.
Ad una certa età sei bambino, poi adolescente, poi maggiorenne, poi adulto, poi maturo, poi di mezza età, poi anziano, poi… E per ogni età si è stabilito un comportamento, una qualità mentale, un atteggiamento, una collocazione sociale. ” “Alla tua età ti comporti ancora come un bambino” “ Quando sarai adulto allora capirai…” “Per la sua età ha una mente elastica come un ragazzino..”
Naturalmente ci sono le eccezioni che confermano! “ Pensa ha settant’anni e alla sua età va ancora in bicicletta da Roma a Ostia!”. “ Ragiona come un adulto eppure ha solo quattro anni”. “ Sembra una ragazzina, invece ha già sessantanni!” Quando qualcuno è noto per qualcosa, poi, si mette sempre in evidenza l’età!
Così incasellati ci si adegua, ci si riconosce, ci si rassegna, ci si limita.
Io penso che l‘età è una scusa per non fare qualcosa, per nascondersi dietro alla paure e alle convinzioni limitanti, per non guardarsi dentro. Ed è un modo per rim-piangerci addosso. “ eh, se avessi fatto quella cosa che volevo quando avevo quell’età…” “ eh, quando avrò quell’età, allora sì che farò…ma adesso…”
Non è una questione di età, ma di atteggiamento verso la vita.
Quanto amore, quanta passione, quanta curiosità, quanta voglia di fare, quanta gioia, quante capacità, quante risorse… Quanto grande è l’ universo che troviamo dentro di noi in ogni momento della vita, che è lunga se la viviamo consapevolmente e c’è tutto il tempo per fare e disfare ogni cosa che vogliamo, che ci piace, che ci dà soddisfazione, che ci fa felici.
Felicità! Ma sì, usiamola questa parola così banale, ma così efficace e così evidente in chi ci si sente!
Trovati il tuo posto nella tua vita, il tuo ruolo, ed esprimi tutta la tua personalità, i tuoi valori, le tue idee, i tuoi obbiettivi. E’ possibile se credi in quello che sei.
Per me esistono obiettivi. Non più grandi o più piccoli: tutte le cose sono grandi se le faccio con piacere e con amore. E ci penso ogni giorno. A farle con amore, intendo. E mi sento felice. C’è un’età per esserlo?
Siamo attratti dalle persone felici. Ma un conto è stargli intorno: un conto è chiedersi come fanno ad essere felici. Non cosa gli è capitato. Come fanno.
Io me lo sono chiesto. Ce l’avrò l’età?
Io ho guardato e guardo al mondo e alla vita con la fiducia in quello che verrà.
Ho puntato su me stessa, ho difeso le mie convinzioni anche quando tutto sembrava essermi contro, mi sono fatta un’immagine di me felice nella luce e l’ho considerata l’obbiettivo di quella esperienza. Ed è quello che continuo a fare. “ C’è un’età per ogni cosa….” Ancora!
Io penso che ci sono cose che ci piace fare in questa vita e siamo qui per questo! Punto e basta!
Se mi chiedi, c’è un età per essere felici? Cè un’età che dura tutta la vita.

“la palla cadendo a terra si risolleva subito: l’avversità non dura a lungo per il saggio ( sentenza indiana)”
 Immagina di essere quella stella che quando vuole fa un saltino sulla terra per capire quello che si fa. E lo fa tutte le volte che lo desidera, giù…tocca…e ancora su…
E se fossi tu quella stella?
Spingi la densità del vecchio
nell’età matura dell’uomo
e l’età matura
nella vita della gioventù.
Tu udrai risuonare
in suoni cosmici
l’opera dell’anima umana
dalla vita dell’etere.”
Rudolf Steiner
“Principi di Etica medica” Dornach, 1924.
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* Caro Capricorno non ti fai mancare nulla! Luna Piena e Giove e Saturno e Plutone .. e anche l’eclisse penombrale! Che diamine!

“Sembra che per conoscere il mio carattere più individuale e più vero debba frugare i cieli, non riesco a vederlo direttamente in me stesso.” C.J. Jung

Caro Capricorno tu che disponi della luce iniziatica che “ rischiara la via per la vetta, e trasfigura, rivelando il sole che sorge” (Alice.A. Bailey)

*

Caro Capricorno, tu che programmi nei minimi particolari il tuo viaggio verso la vetta, il tuo obbiettivo del compito in ogni vita, che non sei mai soddisfatto della qualità dei tuoi interventi, che vorresti che gli altri fossero…( la pazienza non è una tua virtù)

Coraggio Capricorno che Saturno ti ha messo sull’attenti per la sua ultima ispezione prima di occuparsi degli Acquario fino al 2023 e non tornerà nei prossimi 29 anni.

Del resto è il tuo governatore planetario e anche se a volte,( spesso) ti sembra che ti sia contro, è della sua particolare energia che usufruisci per fare della Vita la tua vita. E della sua guida per arrivare con determinazione sulla vetta dell’evoluzione.

Ma prima quante altre ispezioni, non per niente è “il guardiano della soglia”!

Hai imparato dalle tue esperienze? Ti chiedi quale è la causa che ti fa ricadere nelle stesse ? Sei sicura che il tuo rigore e la tua mania di perfezione siano la strada migliore per te? Hai imparato a farti aiutare e a fidarti? Hai imparato a non temere di esternare le tue emozioni più profonde che nascondi dietro a maschere di affidabilità?

*

L’eclisse ti porta ancora indietro a riflettere e verificare tutte le risposte e quantificare la trasformazione delle tue paure, delle tue incertezze, dei tuoi orgogli, delle tue durezze,e tutta l’energia che percepisci ora ti pesa,sì ti pesa e quasi la senti schiacciarti…

E dato che sei abituata a fare e fare, ti senti in colpa. Hai presente il Grande Tempo? Pensi che l’Universo si ferma a giudicare la tua attività?Tutto procede quando è necessario.

Ed ecco la Luna, una grande luminosa coinvolgente Luna Piena.

La Luna vicina vicina a Saturno produce una grande concentrazione mentale nella creazione di strutture che agiscono su una più rassicurante organizzazione della tua vita.

La Luna, Dea e Madre, in tutto il suo splendore di Plenilunio, ti suggerisce ad aver fiducia nelle tue scelte future e scoprire come le tue capacità creative vengono esaltate nei rapporti sociali più intimi ma anche più allargati consolidando dentro di te quell’armonia che accompagna la pace interiore.

Una strada indicata dal passato che è la tua ricchezza per il futuro.

Del resto nel Cosmo tutto si trasforma e si ricrea in un eterno divenire.

*

E ci sono anche Giove e Plutone ( dal 2008 nel segno) ….sempre in Capricorno!

Giove espande in ogni verso, amplifica ogni avvenimento in corso sia nella luce che nel buio, e ogni individuo ne viene toccato.

Plutone distrugge le forme obsolete e le trasforma, sempre e comunque, ed essendo un pianeta lento generazionale, ogni individuo ne viene toccato.

Entrambi potenziano le reciproche qualità .

Giove e Plutone convogliano le loro energie per portarti ad un livello di coscienza più elevato, a considerare la vita nei suoi molteplici aspetti e nei suoi molteplici tempi ad apprezzare particolari che fino ad ora hai considerato “solo particolari”.

E aver fiducia nelle tue intuizioni.E negli insegnamenti ricevuti!

Ogni esperienza accade quando sei pronta e del resto è proprio la tua coscienza a renderla manifesta .

Ora ha inizio un nuovo ciclo e anche se ti sembra di non sapere ancora quale , nel tuo inconscio è già tracciato.

*

Il Sole ovviamente è in opposizione alla Luna e quindi nel segno del Cancro congiunto con Mercurio. ( è sempre congiunto a Mercurio)

Questo Sole in questa posizione ora rappresenta il tuo interesse attuale a creare l’Ambiente Perfetto ( Cancro), il più adatto per ottenere il tuo stare bene, indispensabile per il tuo vivere in salute.

Mercurio collabora attivamente ad alimentare il tuo ingegno nel sistemare ogni elemento per te importante nel giusto spazio, come pure la tua abilità di integrare le persone e le idee nella tua vita.

Marte in Ariete si fa sentire con le sue energie focose, aumentando la tua impazienza per la “ lentezza” dei cambiamenti che senti imminenti e fai fatica a trasformare l’irritazione in visioni creative del futuro.

*

Ma se ti può consolare, caro Capricorno, anche se so che non ti consola, siamo tutti sotto pressione in questo passaggio di trasformazione forzata e indispensabile per la qualità della esistenza umana.

Questa eclisse chiude un ciclo che porta al suo apice emotivo, intenzioni e nodi irrisolti che arrivano da molto lontano e chiedono una presa di responsabilità da parte dell’umanità tutta.

La pandemia, i disastri ambientali, le guerre , le ingiustizie, l’odio ingiustificato per la pur evidente diversità, sono il risultato della inarrestabile e repentina ascesa delle paure dell’esistenza umana.

Questi sono anni che stanno segnano un epoca di passaggio di cui forse leggeranno nei libri di storia le generazione future , l’umanità sta prendendo coscienza del suo compito sulla Terra.

E’ ora che diventi l’umanità adulta e faccia una scelta consapevole e significativa del suo ruolo non solo sul Pianeta ma nel Disegno Evolutivo del Cosmo.

E quindi tutti noi abbiamo una bella e costruttiva responsabilità in questo processo.

*

E tu Capricorno sentiti fiero di essere nel mirino del cambiamento come portatore di luce, ora che tutte le energie del Cosmo sono rivolte all’evoluzione dell’umanità tutta indistintamente.

 

Non insistere, il fiore non sboccia prima del giusto tempo. Neanche se lo implori, neanche se provi ad aprire i suoi petali, neanche se lo inondi di sole. La tua impazienza ti spinge a cercare la primavera; quando avresti solo bisogno di abbracciare il tuo inverno.

– Ada Luz Márquez

*dedicato ad un Capricorno Illuminato

https://lauracarpi.com/2014/01/15/capricorno-saturno-e-cassiel/