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* L’ottavo mese del calendario lunare è’ il mese del Re Agrifoglio !

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Ed ecco l’agrifoglio che è così generoso:
compiacere tutti è il suo intento
ad eccezione di lords e ladies, distaccati da tutto questo,
chiunque inveisca contro l’agrifoglio
d’un balzo sarà appeso su in alto. Alleluia.
Chiunque canti contro l’agrifoglio
Può piangere e torcersi le mani”

 

Secondo il calendario celtico, l’agrifoglio rappresenta l’ottavo mese dell’anno , Tinne (8 Luglio – 4 Agosto), che comprende la festa celtica di Lughnassadh (Lammas) celebrata il 1° agosto.

Nella tradizione, l’agrifoglio è conosciuto con molti nomi diversi, tra i quali ricordiamo: Hulver, Marruca, Albero degli Spiriti …

Il “Calendario degli Alberi”, usato presso i popoli celti, fissava una certa corrispondenza tra numerose serie di elementi: gli alberi, le lettere dell’alfabeto, i mesi lunari dell’anno, parti del corpo umano,metodi di guarigione e dei.
I sacerdoti celti, i Druidi, utilizzavano le piante anche per scopi magici e terapeutici e il ciclo di 13 alberi corrispondeva alle 13 energie arboree alle quali si associavano anche elementi divinatori che operavano come genii protettori cui rivolgersi in cerca di forza, fortuna o buoni consigli.

L’anno lunare, composto da 13 mesi di 28 giorni, contava quindi di solo 364 giorni. Restava un giorno intercalare, il 23 dicembre, vigilia del solstizio d’inverno, giorno nefasto perché ritenuto la “morte dell’anno” e perciò raffigurato dal tasso, chiamato “albero della morte”. Il giorno seguente, cioè il 24 dicembre, giorno del solstizio, era invece simboleggiato dall’abete rosso, chiamato “albero del parto” o “albero della vita”.

 

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Ailm ( abete rosso)

Idho (tasso)

Queste due vocali aprivano e chiudevano l’anno lunare.

Le altre vocali erano adibite a simboleggiare i due equinozi e l’altro solstizio:

Onn, la ginestra, per l’equinozio di primavera,

Eadha, il pioppo bianco, per l’equinozio d’autunno

Ura, il brugo, per il solstizio d’estate.

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Le prime tracce del Re agrifoglio risalgono al XII secolo.

Era la trasposizione dell’antica entità chiamata “ Uomo Verde. “.
Capace di donare la fertilità della foresta e delle piante alle donne e al bestiame, l’Uomo Verde è il consorte della Dea madre e si occupa della fioritura della primavera e dell’estate, del rigoglio della terra.

Il volto e i lineamenti dell’Uomo Verde sono formati da foglie e rampicanti.

Trae il vigore dalla terra stessa e rappresenta il ruolo maschile nell’unione sessuale,nella fertilità e nella fioritura della vita e del talento degli uomini. Rappresenta l’innocenza, il procedere senza difficoltà e il successo, soprattutto nell’intraprendere nuove attività.

Considerata dalla tradizione magica pianta di genere maschile perché collegata all’elemento fuoco e al pianeta Marte. Per questo motivo, se era portata addosso, la pianta avrebbe donato fortuna soprattutto agli uomini (il corrispondente femminile è l’Edera). Le si attribuivano protezione, sogni magici e il potere contro il fulmine.

Era considerata la pianta protettiva per eccellenza, capace di difendere e proteggere dai fulmini, dai veleni, dagli spiriti cattivi e dagli stregoni malvagi se veniva piantato intorno alla casa. Se invece si lanciava l’Agrifoglio contro una bestia feroce, questo aveva la facoltà di calmarla immediatamente, anche se l’animale non veniva colpito.

L’acqua di Agrifoglio (infuso o distillato) era spruzzata sui neonati in segno di protezione.

Una ballata medievale dell’Inghilterra, dove l’ agrifoglio è ancora il sempreverde più utilizzato a Natale, ne difende la tradizione: “Chi parla male dell’agrifoglio”, in un baleno verrà impiccato. Alleluia!”

L’origine dell’agrifoglio si ritrova anche in una leggenda dei paesi nordici nella quale si narra che quando Baldur, dio della luce e del sole, morì trafitto da una freccia, cadde proprio su un cespuglio di agrifoglio; allora suo padre, il dio Odino, decise di ricompensare la pianta che aveva ospitato il figlio al momento della morte trasformandola in sempreverde e riempendola di bacche rosse, in ricordo del sangue versato dal figlio.

Lughnasadh

Un antico rito magico per realizzare un desiderio, consisteva nel raccogliere, dopo la mezzanotte di un venerdì, nove foglie di Agrifoglio nel più completo silenzio, scegliendo una pianta non troppo spinosa. Si dovevano poi avvolgere le foglie in un panno bianco e annodare per nove volte le due estremità del panno. Infine, si riponeva questo sacchetto sotto il cuscino, e quello che si era pensato o desiderato si sarebbe avverato.

L’ agrifoglio rappresenta la sopravvivenza, la speranza, la rinascita.

E’ simbolo di protezione e forza vitale. Appeso sopra le porte impedisce l’ingresso di persone ed energie limitanti.
I nati sotto il segno dell’Agrifoglio hanno questo temperamento che riecheggia il sole: la vitalità, il potere, l’egocentrismo, ma anche la generosità. Nati per comandare, hanno carisma, volontà e autostima da vendere. In amore danno molto: eros, fedeltà e coinvolgimento, ma pretendono altrettanto. Impennate di orgoglio da controllare.

Parola chiave: eroismo

Fonti:

http://www.elfland.it
http://www.daltramontoallalba.it
http://www.inerboristeria.com

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L’arcano maggiore 18: La Luna, il cane e il lupo, il granchio nell’acqua,le torri e l’erbetta, il mare

Con questo arcano siamo in quella che si chiama ‘fase celeste’ e viene preceduta dalla carta delle Stelle, poi la seguono il Sole, il Mondo, il Giudizio e, ancora, il Matto.

Siamo verso la fine del mazzo e questo ci ricollega per certi aspetti anche alla fine di questa incarnazione.

Devi sapere che guardando i 22 arcani maggiori da un punto di vista filosofico, ogni carta rappresenta una fase della vita e in questa parte del mazzo siamo già ad un ottimo punto evolutivo.

In questa carta ci sono tanti simboli tra cui: la Luna, il sentiero, le torri, il crostaceo, l’acqua stagnante, il cane, il lupo e la vegetazione.

Se ci hai fatto caso, però, non vengono rappresentate forme umane.

Non ci sono corpi né visi se non quello della Luna stessa.

Questo elemento ‘mancante’ dice tanto sull’energia di questa carta. Quando l’anima entra in questo arcano sa che non ha bisogno di un corpo fisico per sperimentarne l’energia. Qui siamo nel mondo dell’inconscio, una dimensione reale ma impalpabile e per navigare qui dentro non serve la fisicità. 

È un cammino interiore nei nostri luoghi più remoti dove l’essenziale è ciò che impregna l’aria e il contatto con noi stessi diventa vitale.
È un viaggio di esplorazione dentro di noi ed è per questo che può spaventare. Uno dei diversi significati di questa carta è proprio la paura!

La Luna, invece, viene raffigurata nitidamente: con il volto messo di profilo e gli occhi socchiusi. È in fase di raccoglimento interiore, in riflessione e meditazione profonda. Nonostante sia una calamita attrattiva per i due animali sottostanti, questi non hanno il potere di disturbarla. Lei è nella sua verità e da qui niente la può muovere.

I due animali, il lupo e il cane, rappresentano i nostri istinti primordiali, gli impulsi e tutte le memorie del cervello rettile che vivono dentro di noi. In particolare, il lupo rappresenta la nostra donna selvaggia interiore, quella parte di noi indomita che percepiamo nell’utero e nel petto, mentre il cane rappresenta il nostro inconscio, anche quello familiare.

Ululano e ringhiano senza sosta e quelle gocce che scendono dalla Luna ne rappresentano il fascino e l’attrazione. Quei due animali ci rappresentano quando ci chiediamo cosa c’è oltre quello che vediamo, qual è l’insegnamento di un determinato vissuto o il senso di un esperienza. Non sempre è facile permetterci di avvicinarci a queste comprensioni: le vogliamo e le temiamo nello stesso tempo. Questi istinti sono fondamentali per muoverci nella notte simbolica dell’anima, quando veniamo chiamati ad esplorare il nostro inconscio. Un po’ come quando ti svegli nel cuore della notte e cammini al buio, sono i sensi primordiali a guidarti!

l cielo è buio, la Luna è la sovrana della notte e ne custodisce tutti i misteri. Nonostante questo, riusciamo a vedere benissimo il sentiero che collega l’acqua dello stagno fino al mare che si intravede più in là.

Vediamo anche il granchio che è collegato al segno del Cancro: è qui per pulire i detriti del passato, le memorie e i ricordi diventati ingombranti. Infatti, grazie al suo camminare all’indietro nasconde le tracce di ciò che è venuto prima di lui. Se consoci qualcuno del segno del Cancro sai bene che queste persone estremamente sensibili fanno fatica a staccarsi dal passato perché simbolicamente lo rappresentano.

Quel sentiero conduce direttamente nel mare che ricorda sia il mare di emozioni che sperimentiamo ogni giorno, e che spesso reprimiamo, e sia il liquido amniotico. Così, i bagni rilassanti, i tuffi, le lunghe nuotate e tutto ciò che è affine all’acqua ci riportano simbolicamente nell’utero materno, il primo luogo sacro e protetto che abbiamo sperimentato in questa vita.

Questo archetipo ci riporta anche alle memorie perinatali sperimentate nel grembo di nostra madre e che ancora ci vivono dentro.

Le torri che vediamo sullo sfondo rappresentano le colonne d’Ercole. Un tempo si credeva che oltre quelle torri il mondo fosse finito. Questo ha un significato simbolico potente perché ci dice che oltre quelle colonne tutto ciò che conosciamo è finito e da lì inizia l’ignoto, il vuoto cosmico di cui spesso ti ho parlato nelle mie newsletters.

Per arrivare lì ci vogliono fiducia, amore, forza e coraggio perché le paure a volte ci frenano.

Tutto ciò che c’è oltre quelle due colonne si manifesta nel mondo onirico attraverso i sogni che sono uno strumento che l’inconscio ha a disposizione per mettersi in contatto con noi, o viceversa.

Qui non abbiamo controllo, entriamo in un mondo sfuggente, affascinante, calamitico e qui incontriamo la nostra essenza più profonda. Qui lasciamo andare il passato grazie alle forze interiori che incontriamo.

La Luna nei tarocchi ci parla di mistero, inconscio, utero, memorie perinatali, sogni, paure, meditazioni, non detti, non visti, l’oltre’ a ciò che vedono gli occhi.

Lei è il principio femminile che dà forza alla sacerdotessa.

fonte:

htttps//animaeradici.com/blog

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Lui a testa alta illumina l’immenso, Lei abbassa lo sguardo e si immerge nel buio più denso


Il principio vitale che anima tutte le forme viventi è rappresentato dal binomio Sole/Luna.
Il Sole e la Luna sono rispettivamente l’aspetto positivo e negativo dello stesso principio vitalizzante che governa il perpetuarsi e il mantenimento della Vita in tutte le sue forme.
Al Sole e alla Luna sono legati concetti complementari quali: il maschile ed il femminile, la luce e il buio, il caldo e il freddo, gli elementi del Fuoco e dell’Acqua poiché la vita si manifesta attraverso la polarizzazione del principio vitale.

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Solstizio d’Estate 2021

E’ la festa del Sole e della Luce carica di energia vitale che apre il nuovo ciclo delle stagioni sulla Terra. E’ il giorno più lungo dell’anno!

E tu attraversa questo portale magico e spingiti verso i tuoi obbiettivi che la Forza è in te!

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* Giugno, mese del Sole

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Giugno, denominato anche Mese del Sole o Mese della Libertà,

è il 6º mese dell’anno secondo il calendario gregoriano, ed è il primo mese dell’estate nell’emisfero boreale e il primo dell’inverno nell’emisfero australe; consta di 30 giorni e si colloca nella prima metà di un anno civile.

La denominazione Mese del Sole deriva dal fatto che in corrispondenza del 21º giorno del mese, ovvero nel solstizio d’estate, l’asse terrestre presenta un’inclinazione tale da garantire la massima durata di luce nell’arco di un giorno. In contrasto con il solstizio d’estate, il solstizio d’inverno che cade il 22 dicembre, rappresenta il giorno dell’anno solare più corto, in quanto l’asse terrestre raggiunge un valore di declinazione negativa, rappresentando quindi l’inizio della stagione invernale nell’emisfero boreale.

La traduzione inglese del nome,June, viene usata come nome proprio femminile.

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Jaques Louis Dubois (French. 1768-1843) – Giunone

Il nome Giugno deriva dal mese romano Junius che trarrebbe origine, secondo Ovidio, da juniores: “ i giovani” a cui i romani dedicavano questo mese( avendo Romolo diviso la popolazione romana in due, i maggiori, gli adulti anziani, appunto e i minori, i giovani abili alle armi, così che i primi governassero con la saggezza e i secondi con la forza delle armi.

Secondo altri il nome deriverebbe dal nome della dea giunone Juno, dea della luce, protettrice delle donne, delle nozze e dei parti, sposa- sorella di giove e simbolo della prosperità femminile, a cui il mese era dedicato.

Calendario arcaico romano: Junuis era il quarto mese del calendario e contava 30 giorni

Calendario della repubblica romana: Junius era il quarto mese del calendario e contava 29 giorni

Calendari Giuliano ed Augusteo: Junius era il sesto mese del calendario e contava 30 giorni

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Per gli Ebrei, Sivan è il nono mese del calendario e prenderebbe il nome dal babiulonese Simanu, dura 30 giorni e va da maggio a giugno, Tammùz. Il decimo mese, prende il nome da un personaggio biblico, Dumuzi ha 29 giorni e va da giugno a luglio, il suo nome babilonese era Duzu

Per i Musulmani Rabe’e Al-Thani, che conta 29 giorni, è il qusrto mese del calendario e va da Maggio a Giugno, mentre Jamadiyu’l-Aval ha 30 giorni, è il quinto mese e va da giugno a Luglio

Per i Persiani Khordad, terzo mese del calendario, contava 31 giorni e andava da Maggio a Giugno, mentre Tir, di 31 giorni era il quarto mese e andava da Giugno a Luglio

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Per i celti Simivisonios ( tempo chiaro) ottavo mese del calendario, contva 30 giorni, e andava da Maggio a Giugno, mentre Equos ( tempo dei cavalli) nono mese contava 30 giorni e andava da Giugno a Luglio

Anche i pellerossa d’America adottarono il computo dei mesi al sistema importato dai pionieri, ma i loro mesi erano legati alla Luna e quindi ogni popolo aveva nomi propri per ogni mese dell’anno: Secondo la testimonianza di Alce nero, del popolo Lakota, era Luna che ingrassa, e per gli indiani Chippewa e Ojibwa era Luna della Fioritura

Durante la Rivoluzione Francese il periodo che andava dal 20 Maggio al 18 Giugno fu chiamato Prairial ( Pratile) mentre quello che andava dal 19 Giugno al 18 Luglio prese il nome di Messidor ( Messidoro)

Nel Medioevo il mese di Giugno veniva rappresentato come un giovane che tosa un montone.

Le giornate si allungano fino al giorno 21, Solstizio d’Estate, poi cominciano ad accorciarsi.

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Gli alberi del mese secondo il calendario celtico degli alberi

Questo periodo richiama l’idea del vento incostante e imprevedibile che mette in contatto luoghi e cose che non potrebbero esserlo diversamente, trasportando i semi, sollevando la polvere, portando profumi e odori, ammassando le nubi e disperdendole

La quercia
Parola chiave: potere

Resistente e protettiva, la quercia è la regina delle piante celtiche dove dimorano gli dei del cielo. Per questo le navi, le porte e gli scudi dovevano essere fatti di quercia. Anche la ghianda, considerata seme della scienza divina, aveva funzioni magiche come cibo rituale per i Druidi.

La corteccia di quercia veniva utilizzata anche in medicina come astringente e tonico ed anche come antiveleno in caso di morsi di serpi.

Tranquillo e determinato, il temperamento del nato sotto il segno della quercia non si scompone mai. Sarebbe un ottimo leader se soltanto attenuasse la sua rigidità. Teme il cambiamento, rendendo invece al meglio in condizioni stabili. Ama avventure erotiche brucianti, ben distinte dai legami familiari ritenuti intoccabili.

L’ abete

Abies alba o Abete bianco- la parola latina “alba” significa “perla” – ha il nome adatto alla sua preziosità.

L’abete rappresenta il tempo e l’immortalità, in quanto ha aghi persistenti e pigne che rimangono sempre rivolte verso l’alto anche a maturità. Durante questa fase le scaglie un poco alla volta si aprono e cadono facendo uscire i semi.

Le persone appartenenti a questo segno sanno esprimere con molta creatività la loro intelligenza stimolata dalla curiosità. Gli individui “Abete” sono in continuo movimento. Non si lasciano coinvolgere totalmente ed emotivamente dalle situazioni. Sanno immedesimarsi di volta in volta nella realtà del momento e non hanno bisogno di punti fermi e di certezze.

Possono sembrare superficiali e disinibiti a causa della loro disinvoltura, del loro umorismo e della capacità di trovare la parte comica nelle situazioni tragiche.

Al tipo “Abete” si addicono le attività che richiedono viaggi, contatti e scambi intellettuali. Per le sue capacità d’immedesimazione potrebbe fare l’attore.

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L’animale del mese

La lepre (1 giugno – 28 giugno)

L’antica tradizione Maya attribuisce al segno della Lepre Scoiattolo doti di chiaroveggenza.

Lo Scoiattolo, nella cultura Maya, è simbolo di fertilità e abbondanza.

Comunicativi e vivaci, i nati del segno possono diventare eccellenti professionisti nelle pubbliche relazioni. Hanno idee brillanti e considerano molto importante l’amicizia. Estremamente socievoli e attraenti, sono però incapaci di conservare un segreto. Dato il loro buon carattere hanno moltissimi amici e sono ricercati in compagnia. Attivissimi, riescono spesso a fare più cose contemporaneamente grazie a processi mentali più rapidi rispetto ad altre persone.

Fonti:

http://www.studioemys.it/Pavia.html

http://www.lunario.com/docs/mesepermese/Mesi/

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* La buona notizia del venerdì:Il Primo Maggio è la grande festa del Fuoco

“L’Uovo si è schiuso ed è iniziata l’Era del Serpente”

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” L’uovo di Oestara si è schiuso e il “serpente”, simbolo della Grande Dea, è uscito dal guscio e si manifesta nella vita che divampa nella natura: nelle fioriture e nelle cucciolate. È il tempo di celebrare con gioia i colori vividi e i profumi vibranti della stagione, le brezze che annunciano la prossima estate e l’estasi della terra dopo il lungo inverno.”
Beltane, grande festa di Fuoco, è arrivata!

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Beltane o Beltaine (dal gaelico irlandese Bealtaine o dal gaelico scozzese Bealtuinn; entrambi dall’antico irlandese Beletene, “fuoco luminoso”) è un antica festa gaelica che si celebra attorno al primo maggio.
“Bealtaine” è anche il nome del mese di maggio in irlandese ed è anche tradizionalmente il primo giorno di primavera in Irlanda.
È il giorno situato a metà fra l’equinozio di primavera ed il solstizio estivo, astronomicamente il giorno corretto è il 5 maggio.
Fonti gaeliche del X sec. affermano che i druidi accendevano dei falò sulla cima dei colli e che vi conducevano attraverso il bestiame del villaggio per purificarlo ed in segno di buon augurio.
Anche le persone attraversavano i fuochi, allo stesso scopo.
L’usanza persistette attraverso i secoli e dopo la cristianizzazione (i popolani sostituirono i druidi nell’accendere i fuochi), fino agli anni ’50.
La celebrazione sopravvive ancora oggi in alcuni luoghi, dove tutte le persone presenti vengono fatte passare attraverso i fuochi.
Una celebrazione di Beltane si tiene ogni anno la notte del 30 aprile a Calton Hill, presso Edimburgo (Scozia), a cui partecipano circa 15.000 persone.
La tradizione di accendere fuochi sulle cime delle colline esiste tra l’altro in molte culture contadine come ad esempio in Piemonte dove, fino a pochi decenni addietro era tradizione delle Langhe accendere falò il giorno di San Giovanni (24 giugno).
Beltane è una festività prettamente gaelica non “celtica”, dato che altri popoli celtici come i Gallesi, i Bretoni ed i Galli non celebravano questa ricorrenza.
Beltane ricorre il 1° maggio ed è la festività piu’ amata in tutto il mondo celtico. Chiamata anche Calendimaggio in Italia, Beltane in Irlanda, Bealtunn in Scozia, Shenn do Boaldyn sull’Isola di Mann e Galan Mae nel Galles.
Insieme a Samhain è la più importante ricorrenza del calendario celtico. Si tratta della festa in onore dell’estate che giunge a portare i suoi frutti.
La parola Beltane significa letteralmente “splendente” e si riferisce al falò acceso in onore del Dio Bel o Belenus, il Dio del fuoco, che, dopo essersi accoppiato con la Dea Madre Terra e averla fecondata, muore e rinasce come suo figlio.
Il Sabbat di Beltane celebra quindi l’unione carnale e spirituale tra la Dea e il Dio. Indica il ritorno della passione e della fertilità nella vita umana e nella Natura. Dopo il risveglio primaverile, i corpi e la Natura sono carichi di energia. Questo periodo è il momento ideale per sbocciare, fiorire e ottenere soddisfazione.Questa e’ la festa della fecondita’, della terra, dell’amore, della purificazione fisica e interiore. La terra rinasce e con lei anche noi ci rigeneriamo con lo sguardo rivolto al sole estivo.
Il Dio viene celebrato nel pieno della sua potenza e del suo vigore sessuale. Uno dei simboli principali è infatti il Palo di Maggio, un richiamo chiaramente fallico alla potenza maschile.
CALENDIMAGGIO
Veniva eretto un altissimo palo intorno al quale si danzava in senso orario, seguendo il movimento del Sole.
Il palo veniva celebrato tutto l’anno per poi essere tagliato e fatto a pezzi a Beltane per alimentare il nuovo fuoco.
Fin dai tempi antichi venivano alzati i pali della cuccagna, al cui vertice venivano poste mercanzie che, il primo ardimentoso che riusciva ad arrivare alla sua vetta, aveva il diritto di portarsi a casa.
Durante questa giornata si ringraziano gli Dei per i doni e l’abbondanza, non dimenticando di condividerli con i nostri cari e con chi è meno fortunato di noi.
Contrariamente a molte altre festività pagane, che sono state cristianizzate, Beltane non è stata sovrapposta da alcuna altra ricorrenza. Poiché per il cristianesimo la libertà sessuale, l’allegria sfrenata, l’ubriachezza e l’indulgere al peccato di gola (tutte cose che caratterizzano Beltane), hanno origini sataniche, la Chiesa ha dichiarato questa notte “ la notte delle streghe ”.
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Si festeggia con balli e danze nelle campagne, aprendo il nostro spirito alla forza che rinasce e ci circonda, con passeggiate a contatto con la natura.
Nella notte del primo Maggio si saltano i fuochi ardenti (o piccoli braceri simbolici) che segnano il passaggio e la vittoria del bene sul male. Risorgiamo come uomini con il nostro corpo rinnovato e con la nostra mente piu’ limpida.
I simboli del calendimaggio sono la Croce di S.Andrea o Croce decussata a forma di X, simbologia dell’unione tra il cielo e la terra e il cui centro e’ rappresentato dall’uomo, (S.Andrea fu inchiodato a questa croce a X, e l’albero anche’esso simbolo di unione tra cio’ che e’ quaggiu’ e cio’ che si trova lassu’ (le radici radicate a terra e le fronde spinte in alto verso il cielo).
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“Quando la ruota incomincia a girare
iniziano i fuochi di Beltane a bruciare”
 
Fonti.
http://www.celtical.it/
http://parvatim.wordpress.com
http://www.ilsentierodialchimilla.com
http://www.strie.it
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Pronti ad accogliere ed indirizzare le speciali energie del plenilunio del Toro? La luna si fa Superluna più vicino che può alla Terra e diventa rosa dall’emozione! Mentre il Sole è appena entrato in Toro!

Non si può non percepire ed accettare le speciali energie vivificanti che vengono indirizzate dal Cosmo sulla Terra e sull’Umanità intera! Lo scopo è aumentare la Coscienza di Essere, e come e quando e dove arrivare!

La Coscienza Cosmica è sempre presente in ogni Vita, ma in questo evento che ogni anno si ripete,tutta la Terra si arricchisce delle speciali energie preposte proprio all’evoluzione del Regno Umano.

Grandi spinte sono state date con l’ inaspettata e straordinaria calamità/ opportunità che ancora coinvolge tutta l’umanità nella domanda più ovvia:

Vogliamo imparare da tutto ciò ?

Perchè non può essere per caso, o no?

E’ vero che l’avidità umana ha provocato i maggiori disastri ambientali da molto tempo, ma mai tanti così evidenti e ravvicinati come i recenti.

Gli infaticabili pianeti si sono adoperati alla grande in una danza, con moti alternati ravvicinatissimi e incontrandosi a tu per tu dopo centinaia di anni alcuni, stazionando nello stesso segno zodiacale altri o tutti insieme appassionatamente in un altro.

Questa Luna Piena in Scorpione così vicino da essere Superluna e persino colorata in Rosa si oppone al Sole che,appena entrato in Toro ,si trova in compagnia in uno Stellium significativo di energie: Venere, Mercurio, e Urano

La Luna Piena in Scorpione ci spinge a far crollare i vecchi schemi abitudinari emotivi per liberare nuovi archetipi in ogni tipo di relazione, sia interpersonale che con l’ambiente e i suoi abitanti tutti.

Il Sole in Toro ha il compito di rivelare la materia come espressione dello Spirito.

In Toro l’essere umano appena incarnato entra in rapporto con la Terra e ne fa il suo territorio di crescita.

Il nostro pianeta è il nostro territorio di crescita e la qualità della nostra crescita dipende da come rispettiamo e curiamo tutto ciò che lo comprende, considerandolo non meta di conquista ma il nostro ambiente.

Venere ci ricorda che la Bellezza si raggiunge attraverso la Scienza e la Conoscenza:non apparenza ma espressione di educazione e apertura mentale.

Mercurio è carico di nuove idee che però richiedono nuovi obbiettivi per essere realizzate. Nuovo corrisponde ad ampliare i punti di vista e indirizzare gli interventi alle reali necessità di cambiamento per una ridistribuzione delle risorse.

Urano apporta lampi originali e fioriti di irrefrenabile voglia di rivoluzioni epocali e coinvolge, ma non troppo, il severo Saturno che scalpita nel domicilio di Urano, Acquario,per creare strutture solide e durature alle impazienze di rinnovamento di Urano.

Saprà l’umanità cogliere questo ennesimo messaggio ?

Guardiamoci dentro fino in fondo per valutare con lucidità i nostri obbiettivi, se sono veramente nostri o per l’apparenza. L’Occhio del Toro, il Terzo Occhio, quello del nostro Sè interiore ci da una capacità di scelte per il nostro futuro.

Tutto ciò che abbiamo acquisito è il bagaglio delle nostre risorse anche ciò che ci sembra inutile o sbagliato può essere trasformato e costituire una nuova e insospettata capacità che ci permetterà di realizzare i nostri desideri.

Per continuare con una nuova consapevolezza il cammino della nostra esistenza.

Ognuno si sentirà arricchito di nuovi punti di vista, nuovi propositi, nuovi modi per attuarli, nuove scelte personali, nuova fiducia nelle proprie capacità, in sintonia con le energie del cambiamento che la Coscienza Cosmica offre all”umanità intera.

Niente grandi discorsi, pomposi proclami,effimere iniziative che accontentano solo l’apparire,visioni idealistiche che vanificano lo scopo.

Dentro di noi troviamo la giusta misura: ascoltiamo i nostri desideri, le nostre risorse, la fiducia nelle nostre capacità, la visione di un futuro che è già qui.

Tiriamo fuori dal cassetto i nostri sogni con coraggio ed entusiasmo.

Mettiamo in pratica le nostre intuizioni nelle piccole cose che facciamo e facciamole con amore. Anche se non ci sembra al momento, abbiamo imparato tanto da noi stessi durante questi eventi passati.

Mi ha sempre colpito l’idea che se una farfalla batte le ali qui in qualche altra parte del mondo potrebbe accadere un evento straordinario.

Facciamo che il nostro piccolo gesto di cambiamento ne produca uno grande di amore e saggezza in tutta l’umanità.

Tanti piccoli gesti sinceri,un grande risultato.

La somma delle parti è maggiore dell’intero.

Non si può non percepire ed accettare le speciali energie vivificanti che vengono indirizzate dal Cosmo sulla Terra e sull’Umanità intera! Lo scopo è aumentare la Coscienza di Essere, e come e quando e dove arrivare!

La Coscienza Cosmica è sempre presente in ogni Vita, ma in questo evento che ogni anno si ripete,tutta la Terra si arricchisce delle speciali energie preposte proprio all’evoluzione del Regno Umano.

Grandi spinte sono state date con l’ inaspettata e straordinaria calamità/ opportunità che ancora coinvolge tutta l’umanità nella domanda più ovvia:

Vogliamo imparare da tutto ciò ?

Perchè non può essere per caso, o no?

E’ vero che l’avidità umana ha provocato i maggiori disastri ambientali da molto tempo, ma mai tanti così evidenti e ravvicinati come i recenti.

Gli infaticabili pianeti si sono adoperati alla grande in una danza, con moti alternati ravvicinatissimi e incontrandosi a tu per tu dopo centinaia di anni alcuni, stazionando nello stesso segno zodiacale altri o tutti insieme appassionatamente in un altro.

Questa Luna Piena in Scorpione così vicino da essere Superluna e persino colorata in Rosa si oppone al Sole che,appena entrato in Toro ,si trova in compagnia in uno Stellium significativo di energie: Venere, Mercurio, e Urano

La Luna Piena in Scorpione ci spinge a far crollare i vecchi schemi abitudinari emotivi per liberare nuovi archetipi in ogni tipo di relazione, sia interpersonale che con l’ambiente e i suoi abitanti tutti.

Il Sole in Toro ha il compito di rivelare la materia come espressione dello Spirito.

In Toro l’essere umano appena incarnato entra in rapporto con la Terra e ne fa il suo territorio di crescita.

Il nostro pianeta è il nostro territorio di crescita e la qualità della nostra crescita dipende da come rispettiamo e curiamo tutto ciò che lo comprende, considerandolo non meta di conquista ma il nostro ambiente.

Venere ci ricorda che la Bellezza si raggiunge attraverso la Scienza e la Conoscenza:non apparenza ma espressione di educazione e apertura mentale.

Mercurio è carico di nuove idee che però richiedono nuovi obbiettivi per essere concretizzate. Nuovo corrisponde ad ampliare i punti di vista e indirizzare gli interventi alle reali necessità di cambiamento per una ridistribuzione delle risorse.

Urano apporta lampi originali e fioriti di irrefrenabile voglia di rivoluzioni epocali e coinvolge, ma non troppo, il severo Saturno che scalpita nel domicilio di Urano, Acquario,per creare strutture solide e durature alle impazienze di rinnovamento di Urano.

Saprà l’umanità cogliere questo ennesimo messaggio ?

Guardiamoci dentro fino in fondo per valutare con lucidità i nostri obbiettivi, se sono veramente nostri o per l’apparenza. L’Occhio del Toro, il Terzo Occhio, quello del nostro Sè interiore ci da una capacità di scelte per il nostro futuro.

Tutto ciò che abbiamo acquisito è il bagaglio delle nostre risorse anche ciò che ci sembra inutile o sbagliato può essere trasformato e costituire una nuova e insospettata capacità che ci permetterà di realizzare i nostri desideri.

Per continuare con una nuova consapevolezza il cammino della nostra esistenza.

Ognuno si sentirà arricchito di nuovi punti di vista, nuovi propositi, nuovi modi per attuarli, nuove scelte personali, nuova fiducia nelle proprie capacità, in sintonia con le energie del cambiamento che la Coscienza Cosmica offre all”umanità intera.

Niente grandi discorsi, pomposi proclami,effimere iniziative che accontentano solo l’apparire,visioni idealistiche che vanificano lo scopo.

Dentro di noi troviamo la giusta misura: ascoltiamo i nostri desideri, le nostre risorse, la fiducia nelle nostre capacità, la visione di un futuro che è già qui.

Tiriamo fuori dal cassetto i nostri sogni con coraggio ed entusiasmo.

Mettiamo in pratica le nostre intuizioni nelle piccole cose che facciamo e facciamole con amore. Anche se non ci sembra al momento, abbiamo imparato tanto da noi stessi durante questi eventi passati.

Mi ha sempre colpito l’idea che se una farfalla batte le ali qui in qualche altra parte del mondo potrebbe accadere un evento straordinario.

Facciamo che il nostro piccolo gesto di cambiamento ne produca uno grande di amore e saggezza in tutta l’umanità.

Tanti piccoli gesti sinceri,un grande risultato.

La somma delle parti è maggiore dell’intero.

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Sebben che siamo donne: Cleopatra ben oltre la leggenda

Celebrata dall’arte e dal cinema, chiacchierata dai benpensanti per 2000 anni, Cleopatra era molto diversa da come la Storia ce l’ha dipinta.



Non era egizia. Ma macedone, come tutta la sua famiglia. Discendeva infatti da uno dei diadochi, i generali di Alessandro Magno che alla morte del condottiero si erano spartiti il suo regno. Era nata nel 69 a.C. da una concubina del faraone Tolomeo XII, e apparteneva quindi alla dinastia dei Tolomei.

Da piccola Cleopatra studiò nella Biblioteca e nel Museo di Alessandria e sappiamo che il suo tutore fu Filostrato, che la iniziò alla Filosofia, e alla retorica e all’oratoria; la sua educazione fu molto vasta e coprì anche i campi della medicina,della fisica e della farmacologia.

Sappiamo inoltre che Cleopatra, da regina, era in grado di parlare, nonché probabilmente leggere e scrivere, nelle lingue di «Etiopi,Trogloditi,Ebrei,Arabi,Siri,Medi,Parti. e molti altri», come ci dice Plutarco. Tra questi altri idiomi c’erano sicuramente il greco antico,l’egizio, ed il latino e probabilmente altre lingue nord-africane.

Cleopatra era una persona molto curiosa e colta: cresciuta a tragedie e commedie greche, conosceva le basi dell’astronomia e della geometria. Era abilissima nella retorica.

Aveva voluto studiare alla perfezione l’Egizio, in controtendenza rispetto alla sua famiglia. Così poté presentarsi ai sudditi come rappresentazione in terra della dea Iside.

Fu l’ultima sovrana dell’età ellenistica e forse l’unica della famiglia dotata di vere capacità politiche, tanto che salì al potere a 18 anni e vi rimase per circa un ventennio.

Plutarco, lo storico greco che ne traccia il ritratto più fedele, non ne descrive tanto la bellezza, quanto l’intelligenza e la simpatia.
Dal padre aveva preso il naso aquilino, e anche l’acconciatura con cui viene ritratta nelle monete non era bellissima.
Inoltre era solita vestire da uomo, in segno di potere (nella tradizione delle donne faraone).

Agli occhi dei poeti Cleopatra appare bellissima.

Racconta Lucio Apuleio che indossi solitamente una conturbante tunica di lino, simile a quelle delle sacerdotesse egizie; aveva anche vesti elaborate, nei colori tradizionali di Roma, il rosso e il giallo, ma molto discinte rispetto alle vesti romane.

Alla Corte risiedono anche mimi e attori, tra i quali Publilio Siro, e lo scultore greco, Arcesilao, che fuse in auricalco una statua della regina nelle vesti di Iside.

Cleopatra, che si annoia a sentire Sallustio declamare il Bellum Iughurtinum, si diverte molto quando Orazio racconta le avventure amorose delle sue eroine.

Sembra che Cleopatra stessa si sia cimentata nella composizione di un’opera letteraria, andata perduta, sulla cosmesi femminile simile ai Medicamina faciei di Ovidio.

Cleopatra, oltre che Regina, rappresentava il fiore dell’Egitto che era anche il fiore della conoscenza che lei regalò, col Sole e le stelle, assieme a se stessa, a Cesare.

I romani a quei tempi, rispetto all’Egitto, erano culturalmente dei barbari primitivi.

Essi misuravano il tempo e gli anni con la Luna anzichè con il Sole, usando le famose calende, gli idi e le none a cui si riferivano per definire i giorni. L’anno lunare è altamente impreciso e si sfasava continuamente dalle stagioni che sono determinate dal Sole e non dalla Luna, per cui gli anni romani erano una continua altalena nell’aggiungere o togliere mesi interi per cercare di stare al passo con le stagioni.

Giulio Cesare capì al volo l’importanza del riferirsi al Sole nella misura del tempo ed appena rientrò a Roma avviò la riforma del Calendario che da lui prese il nome di Calendario Giuliano ma che era in realtà un calendario egiziano donato da Cleopatra la quale, per assistere Cesare in questa riforma universale e storica, incaricò l’astronomo Sosigene di seguirne e controllarne tutte le fasi.

Non si sa se fu lui stesso, Cesare, o Sosigene, o Cleopatra, a decidere, durante questa operazione della riforma, che il mese di “Quintilis” fosse denominato “Iulius” o “Luglio” in suo onore.

Giulio Cesare ebbe appena il tempo di varare la riforma che fu assassinato.

Cleopatra, in quei momenti tragici e drammatici, era a Roma, partì di soppiatto e si imbarcò immediatamente per l’Egitto sulla sua nave portandosi dietro Sosigene.

Con la sua nave e Sosigene partì anche la conoscenza della messa a punto finale del calendario e cioè dei circa 11 minuti annuali che conducono alla saltuaria soppressione dell’anno bisestile che dovette attendere quindi circa 1600 anni per essere ripristinato.

Non si uccise per amore.

Ma preferì morire da regina invece di finire in catene davanti al popolo romano, nel trionfo del nemico Ottaviano.

Il suo suicidio fu un gesto di orgoglio, l’ultimo sussulto di libertà dopo aver provato, secondo alcune fonti, a sedurre anche Ottaviano, quando questi entrò ad Alessandria.


.Non fu un aspide a ucciderla

Anche le circostanze del suicidio di Cleopatra appaiono romanzate. Difficilmente la regina si uccise facendosi morsicare al seno da un aspide, portato in una cesta di fichi. Il vero aspide (Vipera aspis) infatti non è presente in Nord Africa. L’altro serpente plausibile, il cobra d’Egitto sacro ai faraoni (Naja haje) era troppo grande per stare in una cesta.

Sebben che siamo donne” è il titolo di uno dei tanti canti delle donne mondine che rivendicavano il loro salario come al solito minore di quello degli uomini.
Con questo titolo pubblicherò articoli che parlano di donne che non hanno ricevuto i dovuti riconoscimenti e per il loro ingegno e per il lavoro fatto. Solo per il fatto di essere donne. O temporaneamente dimenticate.

Fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Cleopatra

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La luna nuova in Ariete è di Fuoco

LUNA NUOVA in ARIETE in congiunzione a  Venere, Mercurio e Kirone, in sestile a Marte in Gemelli e Saturno in Aquario, e quadrata a Plutone in Capricorno.

La notte tra l’11 e il 12 Aprile si formerà uno splendido Novilunio a 22° del primo dei segni di fuoco rafforzato dallo stellium di Sole, Venere e Mercurio, e Kirone armoniosamente congiunti.

Abbiamo 5 pianeti alleati nell’esplosivo, combattivo e passionale segno dell’Ariete: colui che ha il potere e la funzione di aprire i nuovi cicli grazie alla sua grande energia coraggiosa e pionieristica

La Luna nuova indica sempre il momento per iniziare qualcosa di importante, per gettare i nuovi semi di ciò che desideriamo contribuisca a creare un futuro migliore, per noi stessi e per tutto il pianeta.

Con questo strepitoso novilunio il cielo ha una qualità più che mai di Fuoco, la cui influenza ci aiuterà a percepire fortemente la direzione che sappiamo essere giusta da intraprendere, dandoci tutto il coraggio e l’energia per muovere concretamente in nostri passi in una nuova direzione o affermare con ancora più forza quella che abbiamo già scelto.

L’Ariete non è un segno solo dinamico e volitivo, è anche un segno istintuale ed intuitivo,e Mercurio congiunto a Venere ci aiuteranno ad avere una comprensione più che mai chiara e diretta di ciò che vogliamo profondamente per noi e per il nostro mondo; una comprensione che verrà direttamente dal cuore( Venere).

E poiché l’Ariete è anche il segno che corrisponde al meridiano del Cuore e alla ferita da ingiustizia subìta ed è legato al l’archetipo dell’Eroe, del Cavaliere senza macchia e senza paura che difende i più deboli dalle ingiustizie; questo archetipo sarà sollecitato a scendere in campo grazie anche ali positivo sestili con Marte in Gemelli e Giove in Aquario.

Questo bel connubio porterà molta passione , coraggio, volontà e determinazione nel difendere i nostri diritti, smascherando senza timore la manipolazione e gli abusi di potere che la quadratura di Plutone in Capricorno allo stellium in Ariete evidenzia molto bene

Trovo che  questo potente novilunio sia davvero opportuno in quanto ci darà la spinta a combattere contro tutto ciò che vuole impedirci di creare un mondo migliore.

 Inoltre la congiunzione con Kirone, ovvero il grande guaritore dello Zodiaco ci indica che quando abbiamo in coraggio di prenderci la responsabilità della nostra vita e soprattutto della nostra felicità, allora abbiamo l’opportunità di guarire veramente le nostre ferite più profonde, e sarà proprio da questa meravigliosa e amorevole guarigione che seguiranno anche i cambiamenti nel nostro mondo perché guarendo noi stessi guariamo anche il mondo e riportiamo l’amore, il rispetto, la pace e l’equilibrio sulla nostra Madre Terra.

Fonte: https://www.lapoeticadellozodiaco.com/