ambiente · anima e corpo · armonia · arte · astronomia · Comunicazione · cultura · Energia · eventi · Leggere · natura · pensare positivo · Poesia · punti di vista · Riflessioni · stagioni · stare bene · Testimonianze · usanze

* Siamo arrivati all’equinozio di autunno: pronti a piantare i semi della rinascita?

Equinozio d’autunno

Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.
La rosa non è più nella città.
L’acero indossa una sciarpa più gaia.
La campagna una gonna scarlatta,
Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.
(E. Dickinson)

 

Inizia l’autunno astronomico.

La parola “equinozio” deriva dal latino e significa ” notte uguale”, al giorno, naturalmente.
Nell’emisfero settentrionale l’equinozio d’autunno cade generalmente o il 22 o il 23 settembre, ossia il momento in cui il sole incrocia il piano dell’equatore terreste (perpendicolarmente), nel punto detto appunto degli equinozi. Il punto dell‘equinozio d’autunno è  anche chiamato punto della Bilancia (¦Ø), dato che il sole si trova in questo segno zodiacale in questo periodo e ci sta per un mese circa.   Agli equinozi il Sole sorge precisamente ad est e tramonta precisamente ad ovest, ovunque.
Questo avvenimento ha sempre rappresentato nell’antichità un momento speciale nel quale le forze di luce e tenebra sono in perfetto equilibrio.
Per molte culture l’Equinozio d’Autunno è un giorno di celebrazioni.
Alcuni antichi racconti  narrano  che nel giorno dell’equinozio d’autunno gli Dei per  creare il giorno e la notte abbiano “ fatto pace, e si siano messi d’accordo almeno per un giorno”.
Inoltre gli sciamani di un tempo sapevano che per la Terra era un momento di massimo equilibrio tra le 2 forze cosmiche (sole e luna) (yin e yang), quindi facevano rituali per “fotografare” la propria conoscenza acquisita fino a quel giorno e fissarla, per  poi rinascere con forza.
Nella tradizione iniziatica questo momento rappresenta un passaggio, un tempo per la meditazione, per rivolgersi all’interno, durante il quale la separazione tra ciò che è visibile e ciò che è invisibile si assottiglia sin quasi a scomparire.

Continua a leggere “* Siamo arrivati all’equinozio di autunno: pronti a piantare i semi della rinascita?”

ambiente · amore.autostima · armonia · buone notizie · Comunicazione · cultura · Energia · evoluzione · pensare positivo · punti di vista · stagioni · stare bene

* La buona notizia del venerdì: Con la passione si può arrivare a 900 …e quale è la tua? Leggi tutto e pensaci!

Michael Schick, il  giardiniere che coltiva oltre 900 varietà di pomodori

Si chiama Michael Schick il  maestro giardiniere tedesco super esperto di pomodori.

Ne coltiva oltre 900 diverse varietà!

Per Michel il lavoro di giardiniere e paesaggista è una vera e propria passione ma il suo punto forte e il suo “pallino” è indubbiamente la coltivazione dei pomodori. Attualmente è arrivato a coltivarne 930 varietà diverse. Non ci credete? Potete dare un’occhiata al suo sito dove sono elencati tutti i differenti pomodori che coltiva con annesse foto e descrizioni.

Gli orti di Michael si trovano a Bronnen, Baden-Württemberg (Germania) e, inizialmente, la raccolta prevedeva solo 15 diverse varietà. Piano piano la passione per questo frutto le ha fatte diventare 150, poi 500, poi 800 e infine 930, rendendo le coltivazioni del contadino tedesco da Guinness dei primati.

Tramite il suo sito, il maestro giardiniere tedesco, vende i semi autoprodotti di molte varietà di pomodori e fornisce anche consigli a chi è alle prime armi con questo tipo di coltivazione o a chi vuole migliorare.

Organizza e partecipa anche a diversi eventi che riguardano il pomodoro e le sue varietà, in qualità di grande esperto. L’anno scorso Micheal è stato anche in Italia per presentare 400 varietà di pomodori.

La sua passione ha anche l’obiettivo preciso di preservare la biodiversità di questo frutto.

A volte mi piace cercare l’etimologia di certe parole, soprattutto di quelle che riguardano sentimenti, emozioni,amore. L’interpretazione di queste parole e ciò che suscitano in ognuno di noi è talmente personale che non si può generalizzare.

Ma è necessario trovare un significato più o meno accettabile per tutti e a questo ci pensano le enciclopedie.

Ebbene in questa notizia è più volte ripetuta la parola passione.

Cosi ho trovato oltre al origine etimologica anche la comune definizione:

Etimologia dal latino passio, derivato di passus, participio passato di pati ‘soffrire’.patire,subire,sopportare

Significato 

Grande sofferenza, pena; sentimento intenso e perturbante; ardente amore erotico; inclinazione viva, grande interesse

Il significato che l’etimo ci racconta, ancora presente in riferimenti culturali cristallizzati (pensiamo alla passione di Cristo), è quello di sofferenza, di pena, di grande dolore.

Così dice il Dizionario Garzanti:

Mi ha colpito sia la derivazione dal latino “ soffrire”ma sopratutto il primo significato suggerito cioè la “Passione di Cristo”

Mentre e solo in finale:

Usata estensione di significato è poi quella che trova nella passione l’inclinazione accesa, il vivissimo interesse – proiezione su un’attività o su un oggetto esterno di quell’energico sentimento di cui dicevamo testé.

Non si può non comunicare” è un assunto della Programmazione Neurolinguistica che riguarda non solo lil linguaggio ( 7%)ma anche il paraverbale(38%) il non verbale (55%)

E comunque ciò che suscita la comunicazione è una reazione personale.

Personalmente leggendo sul dizionario il significato della parola “passione”e trovando l’etimologia rimango perplessa sulia traduzione “soffrire” e ancora più perplessa sul privilegiare il significato negativo di sofferenza, pena, grande dolore assegnandogli il primo posto.

Per me la passione è uno dei motori dell’esistenza, un’emozione che determina le mie scelte,un sentimento che mi spinge al raggiungimento dei miei obbiettivi,che alimenta la mia voglia di fare, che colora la mia vita di tensione creativa, che mi fa vivere con gioia.

E metterei questa definizione al primo posto di tutte le enciclopedie per suscitare reazioni positive in chi legge e magari un” non ci avevo pensato”che può cambiare la sua vita.

E gli fa scoprire la sua passione. Perchè anche tu ne hai una, vero?

https://unaparolaalgiorno.it/significato/passione

https://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=passione

ambiente · animali · armonia · buone notizie · Comunicazione · Energia · eventi · futuro · natura · pensare positivo · stare bene · Testimonianze

* La buona notizia del venerdì: Trasformare una montagna di spazzatura si può! E’ il futuro!

Succede a New York!

 

Dopo la chiusura della discarica più grande del mondo, la Fresh Kills landfill, i funzionari e le organizzazioni no profit dello Stato di New York hanno facilitato una transizione che ha trasformato quello che era un enorme deposito di spazzatura in un’oasi verde per piante native.

Parliamo dell’ex discarica di Fresh Kills che una volta convogliava tutta la spazzatura di New York City, un luogo dagli odori pestilenziali e la cui vista, fatta di cumuli di rifiuti, si dice abbia raggiunto i 20 piani di altezza.

Ora quella discarica, ormai chiusa (dal 2001), è stata trasformata in un’immensa area verde,  tre volte più grande di Central Park. Il desiderio di convertirla in un parco ha portato il Department of City Planning a ospitare un concorso internazionale di progettazione: il progetto per la creazione del più grande parco di New York City che è stato vinto dalla società Field Operations.

La conversione, come possiamo immaginare, non è stata facile e ha coinvolto oltre che tanta mano d’opera anche alcuni branchi di capre, introdotte nel 2012 per la loro capacità di ripristino ecologico.

Camion con milioni di tonnellate di terra ricca di ferro sono stati portati dal New Jersey per coprire i teli di plastica impermeabile che, a loro volta, isolavano e “coprivano” i cumuli di rifiuti,  mentre i tubi di estrazione del metano convogliavano i fumi dei detriti sotterranei nelle case di Staten Island per alimentare il riscaldamento e le stufe.

Successivamente, sono stati piantati alberi e costruiti abbeveratoi di cemento per convogliare rapidamente l’acqua piovana lontano dalle colline dei rifiuti.

Il verde, che ora ricopre circa 150 milioni di tonnellate di spazzatura, è stato assicurato in tutta l’area grazie alla riscoperta di specie erbacee autoctone, cioè originarie del luogo,che forniscono anche l’habitat perfetto agli uccelli della zona.

Alle erbe officinali e aromatiche va riconosciuto un ruolo vitale nel migliorare le produzioni agricole, la disponibilità di cibo e la conservazione della biodiversità dell’ambiente: numerose fonti storiche attestano che tali erbe erano conosciute fin dalla antichità, in particolare per le proprietà antisettiche e di aromaticità.

Sono state proprio le erbe autoctone piantate a Freshkills ad attirare una popolazione sempre più numerosa di uccelli, inclusa la più grande colonia di passeri locustella nello Stato di New York.

Mancano ancora alcuni mesi alla riapertura ufficiale dell’area, il piano prevede tra l’altro un’apertura in più fasi: a partire dalla Fase 1 di North Park, in cui 21 acri saranno aperti al pubblico la prossima primavera, a quella finale in cui si potrà accedere a tutti i 2.200 acri del parco (entro il 2036).

Il sito web di Freshkills Park presenta alcune immagini che consentono di comprendere meglio la portata della trasformazione, lasciando la possibilità di immaginare cosa c’era prima.

Una trasformazione lenta, difficile ma estremamente importante di un’area che viene in questo modo rivalutata e restituita ai cittadini.

Fonte: The New York Times 

Nell’Universo tutto è necessario e in continua evoluzione Tutto si trasforma  e dall’energia di ogni stella che finisce il suo ciclo vitale se ne formano altre molte altre. Così è per la materia! Come sopra così sotto!

Ma questo succede nell’universo!!!! Noi qui sulla Terra come possiamo fare?

SMETTERE DI CREARE SPAZZATURA!!!!!!!!!!!

amore.autostima · armonia · Astrologia · astronomia · Comunicazione · cultura · Energia · eventi · evoluzione · futuro · natura · pensare positivo · Riflessioni · Testimonianze · universo

* Anche le stelle si scontrano per dare inizio a nuovi mondi

“Non dobbiamo continuare a
temere i contrasti, i conflitti e
i problemi con noi stessi e con
gli altri perché perfino le stelle,
a volte, si scontrarno fra loro
dando origine a nuovi mondi.”
 
ambiente · amore.autostima · anima e corpo · armonia · Comunicazione · cultura · futuro · Pace · pensare positivo · stare bene · umanità

* La buona notizia del venerdì: Anche Ikea contribuisce al cambiamento ed educa con l’esempio

“Bully a plant” è l’esperimento ideato da Ikea a Dubai in occasione della Giornata contro il bullismo, celebrata in Medio Oriente , come campagna di sensibilizzazione dei ragazzini sulla violenza verbale e fisica, un progetto che ha dimostrato in modo semplice ed efficace quanto il bullismo ed ogni altra forma di maltrattamento anche solo verbale sappiano insinuarsi sottopelle e distruggerci dall’interno.

Per il progetto Ikea ha preso due piante della stessa specie e le ha posizionate in una scuola: si tratta di esemplari praticamente uguali per caratteristiche, età e trattamento botanico. Le due piantine sono state curate allo stesso modo e hanno ricevuto la stessa quantità di acqua, luce e fertilizzante.

L’unica differenza sta nelle parole e nell’atteggiamento degli alunni nei loro confronti: se da un lato c’erano coccole, carezze, complimenti e parole di incoraggiamento, dall’altro solo commenti negativi, angherie, insulti e offese. I bambini dunque dovevano prendersi cura della prima pianta, rivolgendole lodi e complimenti, e trattare male la seconda, sottoponendola a continuo maltrattamento verbale.

I ragazzini potevano comunicare direttamente le loro parole a ciascuna delle piante, poste in teche separate. E’ stato anche chiesto loro di registrare quello che dicevano alle piante, sia di persona che attraverso i social network, e di farlo poi “ascoltare” alle piante, in modo che le loro voci potessero essere ascoltate 24 ore su 24. Dietro di loro uno schermo spiegava le intenzioni dell’esperimento, sottolineando come anche le piante sono dotate di sensi simili a quelli degli esseri umani.

Dopo 30 giorni di questo trattamento tutti sono stati chiamati a guardare con i loro occhi le conseguenze sulle piante.

I risultati erano evidenti e sbalorditivi: la prima pianta, che aveva ricevuto solo complimenti, continuava a crescere e presentava una chioma verde e rigogliosa, mentre la seconda, la pianta “bullizzata”, lottava per restare viva e appariva malata, con le foglie secche, opache e penzolanti.

E così succede a tutti gli esseri viventi! E’ il caso di riflettere! E non solo sulle parole dette!

Il linguaggio è solo il 7% della comunicazione !

Noi comunichiamo con il nostro corpo, lo sguardo , la postura, il nostro stato d’animo.  E questo vale in tutto il mondo e per tutto ciò che è vivente, esseri umani, piante, animali, anche l’acqua!

Del resto siamo un organismo unico con la Terra, ogni nostra azione riguarda e influisce su tutto il nostro intorno.Sentiamoci responsabili!

NON SI PUO’ NON COMUNICARE!

https://www.agrpress.it/varie/ikea-sperimenta-il-bullismo-sulle-piante-6643?fbclid=IwAR0_Ec-zsxKSocmpc6wgv4cQgoxcVPzAMttHhFZuzEKlnTPNZ9qvpPOBbBQ

https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/peluche-di-ikea-plastica-oceani/?fbclid=IwAR2cJETgZ2YTGoOhBuDVpaWIAL97OV_25-jELIt8zUDdusuvETktFr42vZQ

http://www.forumsolidarieta.it/indice_news_4/archivio_1/rileggimi_centoperuno_ikea_insieme_biblioteca.aspx

https://www.elledecor.com/it/design/a27420147/ikea-sostenibilita-campagna-un-mondo-migliore-inizia-a-casa/

https://www.ikea.com/it/it/this-is-ikea/about-us/la-risposta-di-ikea-al-coronavirus-insieme-siamo-piu-forti-puba742f850

https://www.savethechildren.it/blog-notizie/insieme-ikea-contro-la-violenza-assistita

amore.autostima · anima e corpo · armonia · Astrologia · astronomia · Comunicazione · cultura · Energia · eventi · futuro · natura · Pace · pensare positivo · punti di vista · stagioni · stare bene · umanità

* Luna piena di settembre, la Luna che guarisce e ci accompagna al di là della paura e dei veli

Siamo davanti a una nuova luna piena, in un periodo ancora così focoso dopo l’estate , l’acqua regnerà sovrana in un connubio magico e trascendentale che ci porta al di là della paura e dei veli, scopre la Verità che, dopo essere stata messa fuori violentemente dal fuoco per essere vista, per mostrare ciò che ci rende vulnerabili e feriti, ci dà la possibilità di farci diventare la Grande Madre compassionevole e guaritrice di ogni caduta, colei che accoglie e ama incondizionatamente.

Questa Luna chiude un lungo anno dall’ultimo plenilunio in Pesci di settembre 2019.

Se osserviamo l’energia come si muove, notiamo come ci prepara, passo dopo passo, a fare dei miglioramenti che ci portano crescita e benessere e non sofferenza come molti pensano.

E’ vero che il dolore si è amplificato per molti, un dolore che sgorga come sangue dalle ferite, un sangue antico, perché stiamo lavorando su memorie del passato, perché questo passato ha bisogno di guarire dentro le nostre cellule, solo così potremo guardare la vita con occhi nuovi e sciogliere quei veli che ci danno il senso di separazione da noi stessi e quindi, dall’esterno, dai fratelli, dal pianeta, dalla natura  e dalla Madre Terra.

Passo dopo passo ci stanno facendo avanzare, ve ne siete accorti? se torniamo indietro quest’anno abbiamo avuto momenti molto forti, e date che ricorderemo per sempre.

E poi ancora chiedetevi cosa stava succedendo in quei giorni a marzo quando abbiamo avuto la Luna piena in Vergine? qualcosa si era aperto, era iniziato o si era chiuso?! o doveva essere messo in ordine?

Quella data ha segnato per tutti noi l’inizio di un periodo abbastanza significativo di restrizioni, mutamenti di prospettiva al nostro mondo di certezze, che si è davvero capovolto, travolto da qualcosa di imponderabile e imprevisto.

Qualcosa è mutato irrimediabilmente e adesso, soli sei mesi dopo, ci troviamo a ricapitolare e osservare questo nuovo mondo in divenire, a osservarci e connetterci con un centro che stiamo ancora cercando. Perché si è smarrito, e le coordinate della nuova mappa esistenziale le stiamo ancora ricreando.

Passo dopo passo abbiamo lavorato sulla caduta dei veli e sulla visione della Verità, una verità che a non molti piace veramente perché mostra, non solo la nostra luce, ma anche tanta ombra, quella che rifiutiamo perché non ci piace.

Allora abbiamo due opzioni: o continuiamo a scappare, ma i prossimi eventi ci obbligheranno, anche in malo modo, a guardarla in faccia… o iniziamo ad accoglierla…ed ecco qui che arriva l’energia femminile dell’acqua con la Luna Piena in Pesci ci viene ad aiutare.

Un connubio particolare perché se da un lato fa uscire la paura, dall’altro dà la possibilità e l’energia di poterla accogliere e amare, ci dà la forza per poterla affrontare perché dietro di lei…c’è una liberazione da cui inizia una vita migliore, che ti porta ad uscire dal livello di coscienza della sofferenza e ti accompagna, per mano, a vivere una nuova avventura, di cui non sai nulla, ma che ti darà nuove opportunità per costruire una vita più libera e felice.

Ci vuole coraggio per affrontare la paura e affidarsi, in un tempo dove non siamo abituati a farlo perché il controllo è ciò che meglio si conosce, controllare gli eventi come se fossimo noi a sapere cosa è veramente meglio, invece ci si muove dalla paura, dall’insicurezza e che risultati possiamo avere con questa frequenza?

Sembra assurdo, spesso, parlare del misterioso destino che ci guida…affidarsi a un mistero senza cercare di spiegarlo o dominarlo è l’idea più assurda che si possa proporre, ma alcuni sicuramente, ne hanno sperimentato la forza.

Non è qualcosa che si spiega, né si può convincere a farlo….ma quando inizi a sperimentarlo è un piacere lasciarsi trasportare, in modo attivo, da lui. In modo attivo significa, solamente, saper aspettare il momento giusto, quando la vita stessa ti mostra il messaggio, la strada da prendere, allora puoi scegliere e agire…puoi accogliere o rifiutare.

La luna di questo mese ci dà lo spazio per farlo, per accogliere noi stessi nella nostra versione più vulnerabile, come una Madre fa con i suoi figli, il suo amore è così grande che la guarigione è assicurata.

In questo momento ci troviamo di fronte a un grosso bivio tra mente e cuore, ragione e sentimento, follia e razionalità. La paura dell’imponderabile accomuna tutti noi.

Siamo pronti a superarla?… ad abbracciarci, a diventare responsabili di tutte le nostre parti, siamo anche oscurità e paura, se la combattiamo perderemo sicuramente, se la accogliamo senza giudizio, lei si sentirà amata e perderà la sua forza, arrendendosi al nostro amore.

Nessuno ci vuole fare male…. l’essere umano che soffre si fa male da solo, non è mai verso l’altro, accettare il dolore e non riversarlo nel Mondo è una buona presa di consapevolezza che conduce alla guarigione.

E’ il Tempo di guarire.

Questa Luna Piena è la Luna Vedica delle mille medicine/ mille guaritori ed il potere della guarigione fluisce in tutta la Via Lattea. E’ un plenilunio che  accelera il recupero fisico, mentale e spirituale. E’ la ” Stella del velo” che farà luce su ciò che fatichiamo a vedere  o a comprendere.

 

 “Ora immaginiamo per un attimo che il cielo di questo ultimo anno stia facendo vivere un’esperienza off limits a livello collettivo a un bel pezzo di umanità, per portarci a uscire da una vecchia pelle che non ha più senso. Immaginiamoci ancora in un cielo agitato e con punti di riferimento in piena trasmutazione, che ci chiede di uscire da tutto ciò che conosciamo, e per farlo, il mare intensifica le sue onde, e le esperienze dove abbiamo tutto il nostro bel recinto di sicurezze, vengono ogni volta distrutte e sormontate da onde più alte. Eccoci di fronte alla paura, ma anche al meraviglioso ponte verso l’infinito.”

Anna Elisa Albanese

 

 

Non lasciare che la paura di ciò che potrebbe accadere, finisca per non fare nulla

La paura della paura (EnergiaMaya org)

amore.autostima · armonia · Comunicazione · cultura · futuro · Leggere · pensare positivo · punti di vista · Riflessioni · stare bene · umanità

* E’ tutto sbagliato!

È tutto sbagliato.
Noi non dovremmo nemmeno essere qui. Ma ci siamo.
È come nelle grandi storie, padron Frodo. Quelle che contano davvero. Erano piene di oscurità e pericoli, e a volte non volevi sapere il finale.
Perché come poteva esserci un finale allegro?
Come poteva il mondo tornare com’era dopo che erano successe tante cose brutte?
Ma alla fine è solo una cosa passeggera, quest’ombra.
Anche l’oscurità deve passare.
Arriverà un nuovo giorno. E quando il sole splenderà, sarà ancora più luminoso.
Quelle erano le storie che ti restavano dentro, che significavano qualcosa, anche se eri troppo piccolo per capire il perché.
Ma credo, padron Frodo, di capire, ora.
Adesso so.
Le persone di quelle storie avevano molte occasioni di tornare indietro e non l’hanno fatto. Andavano avanti, perché loro erano aggrappate a qualcosa.
C’è del buono in questo mondo, padron Frodo.
È giusto combattere per questo.
✨
Film: Il Signore degli Anelli – Le due torri (2002)
ambiente · animali · armonia · arte · buone notizie · Comunicazione · cultura · eventi · natura · pensare positivo · stare bene · Testimonianze · umanità

* La buona notizia del venerdì:L’arte che non ti aspetti è l’arte che insegna la cultura del bene comune

Lupi di metallo “a protezione” di piazza Pitti e Santissima Annunziata.

La monumentale installazione, dal nome “I lupi in arrivo”, è possibile grazie alla collaborazione tra il Comune di Firenze e le Gallerie degli Uffizi visibile dal 13 luglio e fino al 2 novembre.

L’opera che riflette sugli eccessi del progresso nella società contemporanea, si è insediata nella città simbolo del Rinascimento in dialogo con due capolavori dell’architettura universale, Palazzo Pitti e lo Spedale degli Innocenti.

La monumentale installazione di Liu Ruowang fa riflettere sull’atteggiamento predatorio dell’uomo nei confronti della natura. 

Il minaccioso branco di lupi composto da ben cento fusioni in ferro, ciascuna del peso di 280 kg, che sembra attaccare un impotente guerriero è un’allegoria della risposta della natura alle devastazioni e al comportamento predatorio dell’uomo nei confronti dell’ambiente. Ed è, nel contempo, una riflessione sui valori della civilizzazione, sulla grande incertezza in cui viviamo oggi – resa ancor più evidente dai drammatici effetti del covid-19 – e sugli effettivi rischi di un annientamento irreversibile del mondo attuale.

“Lupi in arrivo” rappresenta quindi una vera e propria critica nei confronti di un mondo votato all’autodistruzione e i lupi sono un appello disperato alla salvaguardia ambientale di tutto il pianeta.

Organizzata grazie a Matteo Lorenzelli, titolare della galleria milanese Lorenzelli Arte, la mostra si propone di instaurare un legame fisico, intellettuale e anche ludico con la cittadinanza, stimolando curiosità e partecipazione, così da avvicinare un pubblico più ampio di quello che frequenta solitamente mostre e musei.

Il progetto è stato ideato in occasione delle celebrazioni dei 50 anni di relazioni diplomatiche tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Popolare Cinese – quest’ultima rappresentata dal Console Generale Weng Wengang – e reso possibile dalla collaborazione tra Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi e Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze, che hanno messo a disposizione due spazi tra i più simbolici di Firenze.

Lupi in arrivo interagisce liberamente con l’architettura cittadina, con i suoi abitanti o con chi è solo di passaggio, rispondendo così a un preciso intento dell’autore, il quale sostiene che “per insegnare amore e rispetto per l’arte alle nuove generazioni, il metodo migliore sia far entrare l’arte nella vita quotidiana, rendendo i musei sempre più accessibili e non solo. Le mie sculture, ad esempio, sono collocate nelle piazze: così l’arte crea anche un legame con gli spazi pubblici.

È importante costruire una cultura del bene comune”.

Prima di arrivare a Firenze, i lupi di Liu Ruowang avevano “invaso” Napoli, dove erano stati posizionati in piazza del Municipio.

Lo sbarco della maxi installazione nel capoluogo toscano segna un ideale passaggio di consegne tra i sindaci Luigi De Magistris e Dario Nardella, che hanno dimostrato di credere al messaggio potente della grandiosa opera dell’artista cinese.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “In Piazza Pitti, il branco di lupi che si accinge ad entrare nel palazzo attraverso il portone centrale ci ricorda immediatamente il cupo contrattacco della natura nel classico ‘Gli uccelli’ di Alfred Hitchcock, ma richiama alla nostra mente anche la recentissima esperienza di tante specie selvagge rientrate nella nostra città durante il recente lockdown.

È la metafora del rapporto uomo/natura. Con la presenza dei lupi di Liu Ruowang nelle nostre piazze – lupi eleganti, dalla chioma cesellata come negli antichi bronzi cinesi – avremo molti mesi per pensare a come contribuire al rispetto degli equilibri del pianeta”. Liu Ruowang (1977) è uno dei maggiori artisti cinesi contemporanei. Scultore e pittore, il suo è un percorso originale collocato nel solco della tradizione cinese, e che amalgama elementi trasversali con aspetti peculiari della sua tradizione. Partendo dalla considerazione che la storia dell’uomo è anche la storia del suo rapporto con la natura, l’artista cinese attinge, da un lato, alla cultura del suo paese e dall’altro a quella occidentale, e attraverso richiami alla globalizzazione, rappresenta la moltiplicazione delle varie identità sia reali che virtuali.

La dimensione filosofica di Liu Ruowang è anche una vera e propria denuncia dei rischi provocati dalla perdita dei valori umani, mortificati dal sistema oppressivo della vita contemporanea, teatro di dolore e violenza.

L’installazione Lupi in arrivo è frutto della produzione dell’ultimo decennio che va considerata a pieno titolo la maturità artistica di Liu Ruowang.

Dietro la monumentalità dell’installazione, inoltre, c’è un aspetto caro all’Oriente quanto all’Occidente, perno centrale di tutta la produzione di Liu Ruowang, e cioè la capacità di polarizzare l’ambiente e lo spazio attraverso una narrazione semplice e sublime, che adatta i toni epici del mito all’odierna civiltà, dominata dal progresso scientifico e tecnologico, sempre più in conflitto con l’ordine naturale.

 

 

https://www.firenzetoday.it/eventi/mostra-lupi-piazza-firenze-13-luglio-2-novembre-2020.html?fbclid=IwAR2zGfaQHhsY30sPwtQfTQJn1d0pndi9WxISX9J_ulHSc-FAFQoDbEmB1a8

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2020/01/30/news/napoli_i_lupi_restano_in_piazza_municipio_fino_a_maggio-247198008/

amore.autostima · anima e corpo · buone notizie · Comunicazione · evoluzione · futuro · pensare positivo · punti di vista · Testimonianze · tutte le categorie

* 28 agosto 1963: I have a dream

WMbJth3

Sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla storia come la più grande dimostrazione per la libertà nella storia del nostro paese. Cento anni fa un grande americano, alla cui ombra ci leviamo oggi, firmò il Proclama sull’Emancipazione. Questo fondamentale decreto venne come un grande faro di speranza per milioni di schiavi negri che erano stati bruciati sul fuoco dell’avida ingiustizia. Venne come un’alba radiosa a porre termine alla lunga notte della cattività.

Ma cento anni dopo, il negro ancora non è libero; cento anni dopo, la vita del negro è ancora purtroppo paralizzata dai ceppi della segregazione e dalle catene della discriminazione; cento anni dopo, il negro ancora vive su un’isola di povertà solitaria in un vasto oceano di prosperità materiale; cento anni dopo; il negro langue ancora ai margini della società americana e si trova esiliato nella sua stessa terra.

Per questo siamo venuti qui, oggi, per rappresentare la nostra condizione vergognosa. In un certo senso siamo venuti alla capitale del paese per incassare un assegno. Quando gli architetti della repubblica scrissero le sublimi parole della Costituzione e la Dichiarazione d’Indipendenza, firmarono un “pagherò” del quale ogni americano sarebbe diventato erede. Questo “pagherò” permetteva che tutti gli uomini, si, i negri tanto quanto i bianchi, avrebbero goduto dei principi inalienabili della vita, della libertà e del perseguimento della felicità.

E’ ovvio, oggi, che l’America è venuta meno a questo “pagherò” per ciò che riguarda i suoi cittadini di colore. Invece di onorare questo suo sacro obbligo, l’America ha consegnato ai negri un assegno fasullo; un assegno che si trova compilato con la frase: “fondi insufficienti”. Noi ci rifiutiamo di credere che i fondi siano insufficienti nei grandi caveau delle opportunità offerte da questo paese. E quindi siamo venuti per incassare questo assegno, un assegno che ci darà, a presentazione, le ricchezze della libertà e della garanzia di giustizia.

Siamo anche venuti in questo santuario per ricordare all’America l’urgenza appassionata dell’adesso. Questo non è il momento in cui ci si possa permettere che le cose si raffreddino o che si trangugi il tranquillante del gradualismo. Questo è il momento di realizzare le promesse della democrazia; questo è il momento di levarsi dall’oscura e desolata valle della segregazione al sentiero radioso della giustizia.; questo è il momento di elevare la nostra nazione dalle sabbie mobili dell’ingiustizia razziale alla solida roccia della fratellanza; questo è il tempo di rendere vera la giustizia per tutti i figli di Dio. Sarebbe la fine per questa nazione se non valutasse appieno l’urgenza del momento. Questa estate soffocante della legittima impazienza dei negri non finirà fino a quando non sarà stato raggiunto un tonificante autunno di libertà ed uguaglianza.

Il 1963 non è una fine, ma un inizio. E coloro che sperano che i negri abbiano bisogno di sfogare un poco le loro tensioni e poi se ne staranno appagati, avranno un rude risveglio, se il paese riprenderà a funzionare come se niente fosse successo.

Non ci sarà in America né riposo né tranquillità fino a quando ai negri non saranno concessi i loro diritti di cittadini. I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino a quando non sarà sorto il giorno luminoso della giustizia.

Ma c’è qualcosa che debbo dire alla mia gente che si trova qui sulla tiepida soglia che conduce al palazzo della giustizia. In questo nostro procedere verso la giusta meta non dobbiamo macchiarci di azioni ingiuste.

Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell’odio e del risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell’anima.

Questa meravigliosa nuova militanza che ha interessato la comunità negra non dovrà condurci a una mancanza di fiducia in tutta la comunità bianca, perché molti dei nostri fratelli bianchi, come prova la loro presenza qui oggi, sono giunti a capire che il loro destino è legato col nostro destino, e sono giunti a capire che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra libertà. Questa offesa che ci accomuna, e che si è fatta tempesta per le mura fortificate dell’ingiustizia, dovrà essere combattuta da un esercito di due razze. Non possiamo camminare da soli.

E mentre avanziamo, dovremo impegnarci a marciare per sempre in avanti. Non possiamo tornare indietro. Ci sono quelli che chiedono a coloro che chiedono i diritti civili: “Quando vi riterrete soddisfatti?” Non saremo mai soddisfatti finché il negro sarà vittima degli indicibili orrori a cui viene sottoposto dalla polizia.

Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri corpi, stanchi per la fatica del viaggio, non potranno trovare alloggio nei motel sulle strade e negli alberghi delle città. Non potremo essere soddisfatti finché gli spostamenti sociali davvero permessi ai negri saranno da un ghetto piccolo a un ghetto più grande.

Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri figli saranno privati della loro dignità da cartelli che dicono:”Riservato ai bianchi”. Non potremo mai essere soddisfatti finché i negri del Mississippi non potranno votare e i negri di New York crederanno di non avere nulla per cui votare. No, non siamo ancora soddisfatti, e non lo saremo finché la giustizia non scorrerà come l’acqua e il diritto come un fiume possente.

Non ha dimenticato che alcuni di voi sono giunti qui dopo enormi prove e tribolazioni. Alcuni di voi sono venuti appena usciti dalle anguste celle di un carcere. Alcuni di voi sono venuti da zone in cui la domanda di libertà ci ha lasciato percossi dalle tempeste della persecuzione e intontiti dalle raffiche della brutalità della polizia. Siete voi i veterani della sofferenza creativa. Continuate ad operare con la certezza che la sofferenza immeritata è redentrice.

Ritornate nel Mississippi; ritornate in Alabama; ritornate nel South Carolina; ritornate in Georgia; ritornate in Louisiana; ritornate ai vostri quartieri e ai ghetti delle città del Nord, sapendo che in qualche modo questa situazione può cambiare, e cambierà. Non lasciamoci sprofondare nella valle della disperazione.

E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno.

E’ un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.

Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud.

Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza.

Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi. Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, di te, dolce terra di libertà, di te io canto; terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino, da ogni pendice di montagna risuoni la libertà; e se l’America vuole essere una grande nazione possa questo accadere.

Risuoni quindi la libertà dalle poderose montagne dello stato di New York.

Risuoni la libertà negli alti Allegheny della Pennsylvania.

Risuoni la libertà dalle Montagne Rocciose del Colorado, imbiancate di neve.

Risuoni la libertà dai dolci pendii della California.

Ma non soltanto.

Risuoni la libertà dalla Stone Mountain della Georgia.

Risuoni la libertà dalla Lookout Mountain del Tennessee.

Risuoni la libertà da ogni monte e monticello del Mississippi. Da ogni pendice risuoni la libertà.

E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni villaggio e da ogni borgo, da ogni stato e da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, cattolici e protestanti, sapranno unire le mani e cantare con le parole del vecchio spiritual:

“Liberi finalmente, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo liberi finalmente”.

Martin Luter King

animali · armonia · arte · Comunicazione · Leggere · Pace · Religione · Testimonianze · umanità · usanze

* Ai tempi dell’inquisizione tra streghe e martiri,anche San Guinefort,il santo cane

oggi è la giornata internazionale del cane

Ed è curioso che la storia sia stata tramandata peroprio dalla relazione dell’ inquisitore che nel 1520 cercò di cancellarla, il domenicano Etienne de Bourbon. Egli scoprì, ricevendo le confessioni di molte pie donne della regione di Lione, ch’ esse portavano offerte sulla tomba di un cane affinché questi proteggesse i loro bambini.

Cominciò ad investigare ed ecco cosa scoprì

Nel XIII secolo il Signore di Villars (Francia del sud) rientrando dalla caccia aveva trovato una scena raccapricciante: la culla vuota, suo figlio scomparso, schizzi di sangue ovunque e soprattutto sulle zanne del suo levriero, Guinefort.

Pensando che il cane avesse sbranato il bimbo in fasce, folle di dolore egli sguainò la spada e lo uccise.

Ma mentre il cane esalava l’ultimo guaito ecco il vagito del piccolo, finito sotto il letto e con addosso una vipera morta. Allora capì: il cane aveva strenuamente difeso il bambino uccidendo il serpente, e nella lotta la culla si era rovesciata. Pentito, il castellano seppellì con onore in un bosco il cane fedele, sotto un cespuglio che poi segnò con delle pietre.

La storia si riseppe e la gente impietosita prese a rendergli omaggio ed a pregare per lui.

Presto gli vennero attribuite guarigioni miracolose, e chi aveva un bambino malato deponeva un ex voto sul suo sepolcro. Era nato il culto di San Guinefort.

Così l’inquisitore, alcuni secoli dopo:

Noi ci siamo recati in questo paese, abbiamo convocato la popolazione e abbiamo predicato contro questo culto. Noi abbiamo fatto esumare il cane morto, abbattere il bosco sacro e fatti bruciare gli alberi assieme alle ossa del cane.

Infine interdì l’accesso al sito, sotto pena della requisizione d’ogni proprietà. Ma il culto sopravvisse.

Si continuò ad invocare san Guinefort ma, per evitare problemi con l’inquisizione, lo si fece umano grazie all’ omonimia con un altro santo, originario questo della Scozia, martirizzato a Milano e sepolto a Pavia.

L’ultima condanna della Chiesa é degli anni ’30 del secolo scorso, il che vuol dire che, ancora nel 1930, qualcuno invocava il santo cane

(In foto dal web: illustrazione contemporanea di Guinefort, opera di Lisinka)

Fonte:

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=3390501891010582&id=1379532628774195