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* A che serve la giornata internazionale “contro” la violenza sulle donne

A che serve?

Bella domanda… che fa riflettere.
L’ora del momento significa “ una presa di posizione di donne  e uomini “ che scendono in piazza per richiamare l’attenzione … le motivazioni sono varie e tutte valide.
A me viene in mente “ dignità
Una parola dimenticata, obsoleta, fuori moda.
Un valore che impegna ogni essere umano a rispettare la sua umanità, la sua qualità di entità pensante e consapevole delle sue scelte.
Parole, parole, parole, soltanto parole…parole d’amore!
Se non ora, quando?
Il primo amore è verso se stessi. Cosa penso di me. Cosa voglio essere in questa vita. Quali cose voglio fare per raggiungere i miei obbiettivi. Quali mezzi ho a disposizione.
Quali qualità e risorse riconosco in me.
Poi le scelte.
Se non ora, quando?
Il primo rispetto è verso se stessi.
Essere coerente con le scelte fatte ed impegnarmi ad ottenere gli obbiettivi.
Essere per essere, esistere con dignità.
Non essere per avere. L’avere è effimero, non è una esigenza del cosmo.
Il primo amore è verso se stessi, poi automaticamente è per gli altri.
Negli altri mi riconosco, riconosco la loro umanità, le loro qualità di esseri pensanti e consapevoli delle loro scelte.
Come rispetto me stessa rispetto gli altri.
Se non ora, quando?
L a prima lealtà è verso se stessi.
Il primo avversario sono io, i giudizi che mi do, le scuse che mi trovo per giustificare le mie paure, il trasgredire alle regole che io stessa mi sono date, per opportunità, per pigrizia, il mettermi in dubbio invece di agire.
Se non sono leale verso me stessa come posso pretendere lealtà da altri.
Se non ora, quando?
La prima uguaglianza è sentirmi parte dell’umanità.
Sentirmi quell’essere umano che ha coscienza della sua umanità, la sua qualità di entità pensante e consapevole delle sue scelte.
Un essere umano degno di questa nominalizzazione è un abitante di questa terra.
Esseri umani compongono ogni nazione, ogni razza, ogni religione, ogni stato sociale, ogni età, ogni sesso.
Una pecularietà degli esseri umani è la necessità di rapportarsi tra loro.
Per creare, costruire, progredire, conoscere il micro ed il macrocosmo.
Così è nata quella che chiamiamo civiltà.
Se non ora, quando?
La prima responsabilità è verso se stessi.
Come posso creare un rapporto paritario, di amore, rispetto, lealtà, se ho un rapporto ambiguo con me stessa?
Se costruisco un rapporto ingabbiato in rigidi ruoli predeterminati dalle consuetudini?
Se considero una libertà raggiunta il ribaltamento di questi ruoli ?
Se considero l’altro comunque un avversario ?
Se non ora, quando?
Quando affermare dignità è uno dei miei valori fondamentali.
Quando lo sono e lo insegno con i miei comportamenti, le mie scelte.
Quando mi sento degna di appartenere al gruppo umanità.
Ieri, oggi , sempre.
“Se non lo faccio io, chi lo farà?
Se non lo faccio adesso, quando lo farò?
Se lo faccio solo per me stesso, chi sono io?”
(Hillel, cabalista del 2° sec. a. C.)
Opere di Marc Chagall
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* i bambini parlano agli alberi

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In gergo
la gente chiama foglie
orecchie
come se avvertisse che
conoscono la musica.
Ma la lingua verde degli alberi
è un ben più antico gergo.
Chi può sapere ciò che essi dicono
quando parlano agli uomini.
Gli alberi parlano albero
come i fanciulli parlano fanciullo.
Quando un figlio
di donna e d’uomo
rivolge la parola ad un albero
l’albero risponde
il fanciullo capisce.


Jacques Prévert

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*La buona notizia del venerdì: La Oxford University decide di sostituire la definizione di “woman”

L’Oxford English Dictionary cambierà la definizione (sessista) di“woman”/“donna”e la sezione degli esempi e dei sinonimi,grazie a Maria Beatrice Giovanardi.

Mentre stava svolgendo una ricerca online sul termine “donna” per un suo progetto, Maria Beatrice Giovanardi, la manager italiana esperta di marketing e pr e da anni attiva nelle battaglie per i diritti delle donne, si era imbattuta durante alcune ricerche di lavoro nella definizione della parola “woman” dell’Oxford Dictionary rimanendone fortemente contrariata.

La donna, che oltre a “essere umano adulto femminile”, veniva definita e descritta in funzione dell’esemplare maschio dell’uomo come “la moglie, la fidanzata, l’amante di un uomo”.

Ma non solo. Nella pagina online del vocabolario si leggevano, tra i sinonimi di donna, le parole “bitch, besom, piece, bit, mare, baggage, wench, petticoat, frail, dird, bint, biddy, filly”. I significati? Ne riportiamo solo alcuni: puttana, cavalla, puledra, cagna. .

Alcuni di questi non sono esattamente lusinghieri, il primo è un termine decisamente noto per essere un insulto.(“puttana“)

Le loro definizioni sono concesse in licenza a Google, Yahoo e Bing, quindi chi fa una ricerca simile su questi motori di ricerca le trova e pensa sia corretto utilizzarle.

Ha deciso quindi ad agosto 2019 di lanciare una petizione, che oggi è arrivata a quasi 35 mila firme, per chiedere al dizionario una modifica importante: una partecipazione che ha spinto l’Oxford English Dictionary a rivedere la definizione.

Come ha spiegato la stessa Maria Beatrice Giovanardi , dopo aver lanciato l’appello, era entrata in contatto con la Oxford University Press che cura il vocabolario, dopodiché li aveva nuovamente sollecitati lo scorso settembre poiché la promessa di modifiche fatta a marzo era stata disattesa.

La notizia che la sua voce sia stata ascoltata da uno dei pilastri della linguistica l’ha resa molto felice.

Ora la donna, ma anche l’uomo, saranno definiti come partner femminile o maschile di una persona, includendo quindi tutti gli orientamenti sessuali, saranno modificati e ampliati gli esempi di frasi in cui è utilizzata la parola donna, a dimostrazione di un cambio di ruolo nella società, e saranno eliminati alcuni sinonimi tipo baggage (bagaglio), ma rimarrà bitch, etichettato però come offensivo.

La lingua è per sua stessa natura fluida: si modifica nel tempo in base alle influenze storiche e culturali, ed esprime le  nuove correnti di pensiero e di comportamento.

Se fino a qualche tempo fa era impensabile declinare alcuni mestieri al femminile, oggi è del tutto normale parlare di avvocatessa, ministra, sindaca e via dicendo.

L’italiano non avendo il neutro come in inglese, ancora sta cercando una regola generale, basti pensare che per ovviare al problema, soprattutto online molti utilizzano l’asterisco neutro per includere tutti.

Maria Beatrice Giovanardi, che vive a Londra dal 2014, ha dichiarato che sarebbe felice di portare la sua rivoluzione linguistica anche in Italia, un paese che sulla parità di diritti ha ancora molto da fare.

Se un’istituzione come l’Oxford English Dictionary ha accettato di rivedere le sue definizioni, significa che il cambiamento è davvero iniziato.

https://www.pourfemme.it/articolo/oxford-english-dictionary-cambiera-definizione-donna/330750/

Anche se il linguaggio ha un peso di soltanto il 7% nella comunicazione,le parole, soprattutto quelle scritte che non sono accompagnate da suoni e gesti, sono molto importanti.

Dare un significato ad una parola è una grande responsabilità che orienta un pensiero che genera una convinzione che genera uno stereotipo che induce una scelta di comportamento.

Pensiamoci!

Sebben che siamo donne!

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* Sogna e lasciati ispirare dal cielo!

 

Con il mese di Novembre termina il portale astrale, ultimo a uscire di scena in questo anno molto particolare.

Se tu hai lavorato bene in questo mese avrai un raccolto molto ricco da parte del tuo corpo astrale, come creatività, emozioni, intuizioni, sogni lucidi. La chiusura di questo ultimo movimento del Cielo è così forte che anche se non hai lavorato bene potrai ricevere i tuoi benefici. Di cosa stiamo parlando?

Nel corpo astrale sono depositate tutte le nostre emozioni, gli intenti importanti che non sono riusciti a concretizzarsi in azioni o idee perché spesso il mentale agisce come blocco o tappo. Durante questi giorni si crea un varco attraverso questo blocco in grado di rimettere in comunicazione gli individui con questa importante consapevolezza che spesso è ragione di inquietudine, confusione, tristezza e malesseri.

Questo mondo ha molta necessità di sognare, forse è rimasto l’unico modo per comunicare con l’umanità, per riportare creatività sul piano terrestre.

Quando parlo di creatività non pensare alle arti commerciali a cui siamo sempre più sottoposti come tecnica manipolativa di massa. Guarda quanti programmi e manifestazioni di interesse richiamano questa falsa arte: tutto per depistare la tua vera creatività verso quella direzione che potrebbe essere maggiormente importante per te ma soprattutto per gli altri.Sono riusciti a proiettare l’esigenza dell’apparire sopra la qualità dell’essere, in un modalità che super ogni immaginazione. Sai cosa distingue un artista (vero)? La sua capacità di sognare che è come immaginare.

Non parlo del sogno di diventare famosi, avere una bella casa, avere dei figli, sposarsi, diventare ricchi…parlo di quella capacità di sognare che Carlos Castaneda ha descritto bene nei suoi libri: l’arte di sognare.

“…la maggior parte della nostra energia è impiegata a mantenere la nostra presunzione. Questo appare più evidente nella preoccupazione infinita per la presentazione del sé, per vedere se siamo ammirati, amati, riconosciuti

L’energia astrale è un processo che risveglia la mente, ti rende capace di attraversare piani dimensionali diversi, potenzia la tua capacità di vedere, rafforza la tua attenzione.

Un processo che nessun corso ti potrà donare, serve la tua intenzione prima di tutto. Cosa cambierà? Un sognatore può capire molto della realtà, uscire dalla trappola dell’illusione nel quale è calato e vivere la vita con maggiore attenzione e intenzione.

La porta astrale ti permette di riconnetterti con questa forza che è propulsiva alla vita stessa, abbandonando quella presunzione di dover controllare il mondo attraverso la sua rappresentazione. Questa è la vera forza creativa a cui dovresti aspirare.

(Tratto dalla Guida astroenergetica 2020)

Ci sono molto moti ondosi intorno e dentro di te, ma tu sei condizionato dall’esterno e invece dovresti imparare a essere tu la fonte dell’energia, come ti ha insegnato il sole, la luna e tutte le stelle.

Guarda il cielo perchè è di grande ispirazione.

La grande forza e la piccola forza ora sono unite nella stessa direzione dove tutto inizierà di nuovo. Mettici amore, lasciati cambiare da questa energia e non parlo di questioni amorose ma di compassione prima di tutto verso te stesso. Perchè non dovresti credere che tutto finirà quando questo significa anche un nuovo inizio?

Non a caso ti parlo di questioni amorose, del resto le abbiamo vissute tutte come palestra e allenamento verso l’esperienza dell’Amare. Quando finisce tutto soffri un po’ ma poi rinasci con energia nuova e più consapevolezza e questo ti aiuta a vivere esperienze migliori, più profonde e ricche. Se non capita, sei nello stesso punto e forse tendenzialmente peggiori perchè è proprio quello che deve succedere per spingerti a cambiare.

Usa la comprensione di questo per vivere la tua vita in tutto quello che sei.

Lasciati ispirare dall’amore e cerca di unire la tua piccola forza (personalità) nella tua grande forza (spirito).

Buon lavoro figli delle stelle.

Fonte:

Sogna

Lasciati ispirare

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* Il 17 novembre si celebra il Gatto Nero Day, una giornata dedicata a contrastare le superstizioni sui mici dal manto scuro e a riabilitare la loro reputazione

 

Il Gatto Nero Day è una ricorrenza istituita dall’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (AIDAA) che, ogni 17 novembre, dal 2003,celebra i mici dal manto scuro. con lo scopo di combattere e superare le tante superstizioni che girano su questa bellissima tipologia di gatto , per secoli oggetto di superstizioni e credenze popolari ingiuste e infondate.

Il gatto nero è stato, e purtroppo a volte è ancora, oggetto di superstizioni popolari che hanno etichettato questo animale come portatore di sfortuna e sciagure.

In realtà il carattere del gatto nero lo porta a essere un felino con una grande propensione alla lealtà e all’amicizia verso gli esseri umani, caratteristiche queste che stridono particolarmente con le dicerie diffuse sul suo conto. Il micio dal manto scuro ha poi un’indole riservata e schiva, pur essendo un animale estremamente sensibile e intelligente.

Secondo una ricerca che è stata realizzata dall’US National Cancer Institute poi, i gatti neri hanno una minore propensione a contrarre determinate malattie.

Questa evidenza scientifica è supportata anche dalla realtà dei fatti: i felini bianchi e neri sono infatti fra i più diffusi, a dimostrazione appunto della effettiva resistenza di questa specie. Si pensi, a questo proposito, che in Italia il 10% dei 20 milioni di gatti viventi sono di colore nero.

Il gatto nero europeo a pelo corto è una razza molto comune, che si contraddistingue per i caratteristici occhi verdi.

Anche il gatto nero Bombay è una razza particolarmente diffusa, che si può riconoscere per la testa e le orecchie arrotondate. Il carattere è tipicamente coccolone e accomodante.

Anche il gatto nero British ha un buon temperamento, ed è anche molto intelligente. Il muso di questa razza di felino è dritto e tondo, il corpo robusto e muscoloso e la coda grossa.

Una razza rara e preziosa di gatto nero è invece il Persiano, che ha un carattere leale e affettuoso

A Milano dal 17 novembre al 10 dicembre 2019 presso la Ex Fabbricadelle Bambole di Milano è stata allestita la mostra collettiva Il gatto nero nell’arte.

A Napoli, Il 17 novembre 2019 , in occasione del Gatto Nero Day, è stato inaugurato al Vomero uno spazio dedicato ai felini neromantanti pronto a sfatare la loro fama di portatori di ‘jella’

La paura, per vincerla, deve essere esorcizzata. Così come la sfortuna.

C’è chi si lascia suggestionare da uno specchio rotto e chi, invece, si fa prendere dall’ansia alla vista di un gatto nero che attraversa la strada e, al fine scongiurare la malasorte, tenta disperatamente di cambiare direzione. 

É ora di sfatare questo mito: incontrare un felino dal manto scuro non è affatto segno di sventura. Anzi. Nei paesi anglosassoni, così come in Giappone, questo animale è addirittura considerato un portatore di fortuna e felicità. Perché non prendere esempio?

Se non siete affetti da eptacaidecafobia (paura del numero 17) prendete nota: il prossimo 17 novembre, in occasione della sedicesima edizione del Gatto Nero Day, aprirà a Napoli il Museo del Gatto Nero.

La scelta della città non è ovviamente casuale, parliamo della patria dei cosiddetti ‘jettatori’, una realtà in cui superstizione e scaramanzia, dai tempi più remoti, sono parte integrante della tradizione popolare.

Dall’antico Egitto al Medioevo, un viaggio nella storia dei gatti.

La location si trova nella zona del Vomero all’interno di un appartamento privato, ma aperto al pubblico, dove è stato allestito uno spazio permanente suddiviso in differenti sezioni tematiche (storica, artistica, fotografica etc.).

A parlare più di mille parole  circa un centinaio di cimeli tra fotografie, sculture, quadri e poesie raccolti nel corso degli anni dall’Associazione.

Gli oggetti custoditi al suo interno, infatti, aiuteranno i visitatori a ripercorrere la storia di questi deliziosi animali, ora amati e venerati come divinità, ora demonizzati e perseguitati.

Infatti, se nell’antico Egitto i gatti erano considerati animali sacri, nel Medioevo invece i mici neri erano visti come esseri demoniaci.

A completare il tutto sarà anche uno spazio ludico, ovvero una stanza dedicata ai giochi aperta ai quattro zampe accompagnati dai loro padroni.

Non c’è che dire, la notizia dell’apertura del Museo del Gatto Nero sta facendo il giro d’Italia alimentando tanta curiosità tra gattari e non.

Nell’attesa non bisogna munirsi di ‘Curniciello’ ovvero il famoso corno portafortuna: per visitare il museo e apprezzarlo in tutta la sua unicità, infatti, è sufficiente essere pronti a vedere il mondo con occhi diversi.

 

Ma per smontare la diceria basta guardare la situazione da un altro punto di vista: nella cultura asiatica infatti, il gatto nero è al contrario che da noi simbolo di fortuna e portatore di felicità. In quest’ottica i gatti neri non sono forieri di sventure e malignità da evitare, ma al contrario esseri di cui cercare la compagnia per propiziarsi la sorte. Si spera che quell’amico che ogni volta che vede un gatto nero cambia strada, d’ora in poi smetta di farlo. E se proprio deve per forza credere a una superstizione, può abbracciare quella asiatica, decisamente più positiva.

Basta cambiare prospettiva perché le cose cambino

https://www.lastampa.it/viaggi/italia/2019/06/07/news/napoli-in-arrivo-il-museo-del-gatto-nero-1.36539304

illustrazione di Tatiana Martino

 

 

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* Il Portale 11-11-2020 : Accogliamo la spinta energetica alla trasformazione che è già in atto

Ed eccoci arrivati in prossimità di questo particolare portale che ci conduce potenzialmente in una nuova energia, perchè potenzialmente? Perchè le energie sono disponibili a tutti ma solo chi sceglierà di accoglierle consapevolmente ne usufruirà al meglio per portare trasformazione nella propria storia, chi non conosce sarà comunque toccato ma ben sappiamo che la consapevolezza amplifica gli effetti, mettere un intento, una volontà questo fa la differenza!

Essere nella presenza è un invito valido ogni giorno in ogni momento che viviamo.
La centratura è molto importante soprattutto in questo anno così importante, vero che mette alla prova le nostre sicurezze ma appunto per questo ci sta facendo crescere. Abbiamo avuto molto tempo in questi mesi per restare isolati, inattivi e possibilmente introspettivi.

Novembre 11° mese dell’anno

L’11 numero Maestro, archetipo del Genio, nell’alfabeto Runico è abbinato a EH, si incontra perfettamente con l’energia magica di questo portale, metto la descrizione tratta dal libro Numerologia e Sciamanesimo Runico:

Significato: cavallo, incontro, viaggio
Il cavallo è una gioia per i principi in presenza dei guerrieri,
un destriero nell’orgoglio dei suoi zoccoli,
quando i ricchi sulla sella spandono parole su di esso;
ed è sempre fonte di benessere per l’irrequieto.

Questa runa rappresenta l’incontro armonico della dualità, nella metafora il Dio e la Dea si incontrano, e nella loro diversità si completano. La dualità è stimolo di vita e motore attivo per ricondursi alla Sorgente, riflesso dell’Unità dalla quale proveniamo e alla quale noi tutti ritorniamo.

EH rappresenta l’incontro, il portale e l’equilibrio tra Tyr e Bjarka che si avvicinano, senza annullarsi a vicenda ma completandosi per uno scopo comune. Portale tra il regno del fuoco e il regno del ghiaccio, porta alla dualità caratteristica della nostra realtà ordinaria, il germoglio per tornare alla trinità.

Questa runa simboleggia Sleipner, il cavallo di Odino, guida con la quale lo sciamano/divinità poteva collegarsi e viaggiare in tutti i piani d’esistenza, è chiave della comunicazione e della ricerca dell’equilibrio, rappresenta l’incontro sessuale inteso come atto sacro di Creazione, della danza del Maschile e del Femminile che ardono, divenendo un unico fuoco spirituale, in molti casi rappresenta il rapporto tantrico e conduce alla prossima Runa, Marder, che consacrerà il matrimonio alchemico e l’unione stabile dei due principi.

La triade di questo mese 111, pensiero, intento, Forza interiore, con queste tre qualità dovremo esercitarci tutti i giorni, iniziando dalle piccole cose, (già lo facciamo mi pare), per operare nelle grandi, portare il cambiamento nel quotidiano di ognuno, nel sostegno ad ognuno, un nuovo inizio!
Perché proprio ora? Proprio in questo 2020?

Perché è giunto il momento, o si cambia o si permane in una situazione che ci è stata utile come incubatore e come stimolo ma ora dobbiamo utilizzare questo pungolo per concretizzare l’azione interiore.

La somma dell’anno è 40, è un numero che porta la vibrazione della maturità, della consapevolezza di chi siamo, questo è sinonimo di maturità.
E’ ora di smettere di dare energia agli articoli e alle frasette ironiche che non portano vantaggio a nessuno, è ora di dare energia alla trasformazione di questa situazione, di impegnarci a divulgare la potenza del pensiero, dell’intento e della Forza Interiore.

L’11 è un numero Maestro il Genio rappresenta il collegamento con lo Spirito, l’ispirazione, la creazione, l’intuizione è un’altra caratteristica abbinata a profonde capacità introspettive

L’undicesima lettera della Cabala è Kaf Indica l’espansione dell’individuo. E’ la forza, la potenza, l’idea realizzabile, lo spingersi dentro se stessi vincendo le resistenze date dai condizionamenti, è la comprensione attraverso l’osservazione dei pensieri. Kaf è l’energia psichica, il verbo individuale, il potere dell’anima incarnata, sfide e grandi cambiamenti sospinti da forze formidabili.

L’Undicesima lettera ebraica è KAF e rappresenta il Sole, ad ogni lettera è stato affidato un compito nella creazione dell’Universo e a KAF è stato affidato il compito di creare il sole. In lei vi è un immensa potenza la stessa che è in noi, nel nostro corpo, presiede al magnetismo e ai campi tellurici, ha una grande forza di armonizzazione delle cellule, per noi e per la Terra. Indica l’espansione dell’individuo, è la forza, la potenza, l’idea realizzabile, lo spingersi dentro vincendo la resistenza, è la comprensione attraverso la penetrazione dei pensieri.

KAF è la saggezza intesa come conoscenza grazie all’esperienza della vita, indica transizione, nuove sfide e grandi cambiamenti. L’Undici è il dieci, l’Adam Kadmon, più 1 ed è per questo l’inizio di un nuovo ciclo, un passaggio, ecco perchè l’11 viene definito un portale. Rappresenta anche la rottura con un vecchio sistema e l’entrata in un altro del tutto nuovo, possiede tutta la potenza del dieci, lettera Iod, ma anche la forza in potenza contenuta nell’Uno, la lettera Aleph, l’inizio di tutte le cose.


Kaf ha valore 20, ha la forma di una corona ed è il coronamento, due volte presente in questo 2020, ha la forma di una corona, se la subiamo ci affligge, se la indossiamo, soprattutto dentro, può essere il preludio a grandi trasformazioni che dovremo attuare aiutati dalla Forza inesauribile che ci sovrasta e che ci conduce là dove nessuna Umanità è mai giunta prima!

Fonte:

https://www.visionealchemica.com/1-11-2020-il-nuovo-inizio/

Jung diceva:
Non si diventa illuminati immaginando scenari luminosi
ma portando alla luce le proprie oscurità interiori.

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* La buona notizia del venerdì: anche gli alberi praticano il distanziamento sociale

Pensavi fosse un qualcosa che riguardasse soltanto l’essere umano?  

E invece no, anche gli alberi praticano il distanziamento sociale, solo che, a differenza nostra, loro lo fanno da sempre. Nel loro caso prende il nome di “timidezza della corona”. Ancora una volta il mondo vegetale ci da prova della sua sottilissima e preziosissima intelligenza.

Questo interessante studio muove i suoi primi passi nel 1982 quando il biologo Franz “Jack” Putz, cercando un po’ di refrigero dalla calura pomeridiana, decide di sdraiarsi ai piedi di un albero e alzare gli occhi al cielo. Notò che il vento muoveva i rami degli alberi, che nello scontro tra loro, facevano cadere foglie e rami. Questo movimento creava dei solchi e delle spaccature tra le estremità degli arbusti: la “timidezza della corona”, appunto.

Per trovare riscontro alla teoria di Putz basta recarsi in un bosco o in una foresta molto fitta e alzare gli occhi al cielo: i rami non si toccano mai e lasciano degli squarci tra loro.

Ma perché accade? In questo articolo cercheremo di scoprire insieme quali sono le principali ragioni per le quali gli alberi non si toccano mai. Di sicuro alla base di tutto c’è, così come per noi con il distanziamento sociale, un meccanismo di difesa.

Le somiglianze con gli esseri umani sono veramente eclatanti: così come l’uomo, anche l’albero ha bisogno del suo spazio e dei suoi confini, senza i quali non riuscirebbe a vivere in armonia con se stesso e con gli altri. Infatti, il fatto di riuscire a mantenere degli spazi tra loro, garantisce agli alberi un nutrimento vitale dato dal passaggio della luce, senza la quale la fotosintesi non potrebbe avere luogo.

Inoltre un altro importante vantaggio è quello relativo alla riduzione di probabilità di proliferarsi di piante rampicanti parassite, come soprattutto le invasive legnose chiamate liane, comuni in tutte le foreste tropicali e temperate di tutto il mondo. Anche gli insetti potrebbero rappresentare un grande rischio: incapaci di volare si farebbero strada tra la canopia come passaggio tra gli alberi e insieme alle malattie infettive rischierebbero di danneggiare l’arbusto. Far circolare l’aria, dunque, garantisce, come accade nelle nostre abitazioni, la possibilità di evitare situazioni potenzialmente pericolose, dovute al proliferarsi di germi e batteri, e non solo.

Ma ciò che stupisce piacevolmente di più è ancora una volta l’intelligenza degli alberi: consapevoli del fatto che l’accrescere eccessivamente le loro chiome li metterebbe di fronte al certo rischio di essere potati, gli alberi evitano di far crescere le loro estremità più del dovuto, rispettando così se stessi e gli altri. Questo eviterebbe loro danni inutili, poiché la creazione di nuovi tessuti è un processo molto dispendioso per le piante e quindi è come se gli alberi fossero previdenti ed evitassero di mettersi in una condizione per loro sconveniente.

A tal proposito sembrerebbe che alcuni alberi riescano a percepirsi a vicenda e quindi riescano ad arrestare il proprio processo di crescita prima di scontrarsi tra loro.

Tutto questo, non solo ci da l’ulteriore conferma dell’intelligenza del mondo animale, ma ci mostra anche come la chioma, la parte dell’albero che spesso sottovalutiamo di più, sia in realtà ricca di misteri e ancora tutta da scoprire.

Ma soprattutto ancora una volta la natura ci mostra quanto abbiamo da imparare da essa.

Parc de la Distance-Chris Precht per un parco a Vienna

https://iomonkeysworld.com/index.php/2020/08/15/anche-gli-alberi-praticano-il-distanziamento-sociale/?fbclid=IwAR1EdOozuD6gvii2tVLCeSYbNhcO2ebCC4UPHekAqQsS8bZO-kshcVM7Zxs

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* Non solo Halloween! L’inizio di un nuovo ciclo!

Non solo Halloween!

Se si guarda solo all’apparenza si può perdere il vero significato di ogni cosa.
Dietro il business di questa ricorrenza, si celebra il capodanno celtico e l’incontro, solo per una notte, tra il mondo dello spirito e quello della materia.
Perchè da lì veniamo e lì ritorniamo ogni volta, ogni vita.
E’ la festa dell’inizio di un nuovo ciclo delle stagioni e, come si sa, i popoli antichi ne seguivano i mutamenti determinati dalla Grande Dea, Madre e Creatrice di tutto l’universo.

Terra e Cielo interagiscono e l’essere umano è una parte della manifestazione come i minerali, le piante gli animali, le stelle, i pianeti , i soli. Il nuovo anno porterà altri frutti, altri doni della Natura, del Cielo.
La Dea diventa strega per il cristianesimo che limita la magia della natura identificando la donna come materia terrena. Dio, lo spirito, è un entità maschile.

Buon Samhain, dunque, a tutti quelli che guardano oltre l’apparenza!
Love L

 

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* La buona notizia del venerdì: Il Nobel 2020 per quattro donne! E se ne parla solo nei rispettivi ambiti! E nemmeno tanto!

Secondo il Global Media Monitoring Project del 2015 la percentuale di donne a cui viene data visibilità sui media tradizionali di tutto il mondo è del 24% rispetto agli uomini.

Perchè i traguardi femminili vengono o poco citati o raccontati come eccezioni?

E sono quasi sempre accompagnati da luoghi comuni e stereotipi sul ruolo delle donne?

Eppure sono passati tanti anni anni da quando Charles Darwin in una lettera inviata all’attivista Caroline Kennard, il padre dell’evoluzione affermava che le donne “sebbene generalmente superiori agli uomini in qualità morali, sono intellettualmente inferiori”.

Andrea Ghez, la quarta donna Nobel per la fisica dal 1903 !

 

«Spero di poter essere una fonte di ispirazione per altre giovani in questo campo di ricerca», ha detto oggi Andrea Ghez alla notizia di essere fra i vincitori del Nobel per la fisica 2020

«Sono entusiasta», ha detto ancora e «prendo molto sul serio la responsabilità di essere la quarta donna a ricevere questo riconoscimento».

La ricercatrice, che con il collega tedesco Reinhard Genzel ha dimostrato l’esistenza del buco nero supermassiccio Sagittarius A* al centro della Via Lattea, spera che molte giovani possano avvicinarsi all’astronomia: «è un campo – ha osservato – capace di offrire moltissime soddisfazioni e se si ha una passione per la scienza c’è davvero moltissimo da fare».

Andrea Ghez sognava di diventare astronauta, affascinata dallo spazio dopo aver seguito i primi sbarchi sulla luna verso questa carriera, ed è per questo che ha intrapreso gli studi scientifici.

Sua madre ha sempre sostenuto questa sua ambizione. Ha iniziato al College studiando matematica, per poi passare alla Fisica. Si è laureata presso il Massachusettes Institute of Technology nel 1987 e ha conseguito il suo dottorato di ricerca sotto la direzione di Gerry Neugebauer presso il California Institute of Technology nel 1992. Nel 2004 è stata accolta tra i membri dell’accademia nazionale delle scienze. L’impegno nella carriera non le ha impedito di costruire una famiglia. Andrea Ghez, infatti, è sposata con il geologo Tom LaTourrette, ricercatore presso la RAND Corporation ed ha due figli.

E’ anche un’appassionata nuotatrice: considera questa disciplina la sua evasione dalla scienza.

Emmanuelle Charpentier e Jennifer A. Doudna hanno vinto il premio Nobel per la chimica per lo “sviluppo di un metodo per la scrittura del genoma”, il sistema di editing CRISPR/Cas9.

Qui l’eccezionalità della notizia è doppia: sono due donne a vincere il Nobel e sono le uniche due donne a vincere da sole. In parole povere, non era mai successo che il Nobel venisse assegnato a solo due ricercatrici, c’era sempre un collega nella doppietta o tripletta.

Questo è un evento per la storia della scienza di massima importanza, pari all’assegnazione del premio a Marie Curie nel 1903. Perché con la vittoria di Charpentier e Doudna è un cambio di tendenza  che ostacola le donne da secoli.

Intervistate durante le rispettive conferenza stampa, Andrea Ghez e Emmanuelle Charpentier hanno riconosciuto il valore del premio non tanto da un punto di vista scientifico quanto per il ruolo d’ispiratrici che hanno nei confronti delle giovani ragazze che vogliono intraprendere una carriera scientifica. Siamo tutte e tutti consapevoli che le donne oggi fanno parte della scienza e che insieme a molti colleghi si stanno impegnando sempre più per ottenere il giusto riconoscimento del loro lavoro.

Premio Nobel per la letteratura 2020 alla poetessa  Louise Glück..

Di origine ungherese, nata a New York nel 1943, appartiene ad una tradizione americana che arriva fino a Sylvia Plath e alla cosiddetta ” poesia confessionale”

Autrice strutturata e forte, da tempo apprezzata in patria e all’estero, dal Premio Pulizer per la poesia (1993) al National Book Awaed (2014), alla nomina a poeta laureato degli Stati Uniti nel 2003.

È dunque una poetessa dura, tenace e poco conciliante Louise Glück.

Per avvicinarsi a questa poesia, si potrebbe cominciare proprio da L’iris selvatico, che uscita negli Stati Uniti nel 1992 costituisce la sua raccolta forse più apprezzata .e che più le fa meritare il titolo di erede di Emily Dickinson.

Si tratta di una sorta di sinfonia poetica che racconta di un periodo trascorso dalla scrittrice col figlio in una casa del Vermont, nel nord-est degli Stati Uniti, una casa corredata da un giardino.

Il periodo è tra la fine della primavera e la fine dell’estate: quello dunque del rigoglio della natura, degli alberi, delle erbe e dei fiori. E in molte di queste poesie sono proprio i giorni, alla lettera, a parlare di sé, a raccontare alla scrittrice e a noi le loro pene e le loro gioie, i loro sogni. E’ sempre e comunque il giardino il mondo creato il protagonista delle poesie. E questo mondo, che non è facile, va non solo amato ma curato, proprio come fa qui il poeta giardiniere della vita e delle parole, con la sua passione, la sua giustizia e appunto la sua cura.

Come accade nei versi che seguono :

«Nel giardino, nella pioviggine

la giovane coppia che pianta

un solco di piselli, come se

nessuno l’avesse mai fatto prima,

le grandi difficoltà non fossero mai state

affrontate e risolte».

L’assegnazione di questi Nobel 2020 fa sperare in un serio cambio di rotta da parte di un’istituzione importante come quella dei premi Nobel.

https://oggiscienza.it/2019/11/28/inferiori-scienza-penalizzato-donne/

https://www.corriere.it/cultura/louise-gluck-premio-nobel-letteratura/

Sebben che siamo donne

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* E tu scegli la strada del cuore

cuore-cerv

Ogni via è soltanto una via…

Ogni strada è soltanto una tra un milione di strade possibili.

Perciò dovete sempre tenere presente che una via è soltanto una via.

Se sentite di non doverla seguire, non siete obbligati a farlo in nessun caso.

Ogni via è soltanto una via.

Non è un affronto a voi stessi o ad altri abbandonarla,

se è questo che vi suggerisce il cuore.

Ma la decisione di continuare per quella strada, o di lasciarla,

non deve essere provocata dalla paura o dall’ambizione.

Vi avverto: osservate ogni strada attentamente e con calma.

Provate a percorrerla tutte le volte che lo ritenete necessario.

Poi rivolgete una domanda a voi stessi, e soltanto a voi stessi.

Questa strada ha un cuore?

Tutte le strade sono eguali.

Non conducono in nessun posto.

Ci sono vie che passano attraverso la boscaglia, o sotto la boscaglia.

Questa strada ha un cuore? E’ l’unico interrogativo che conta.

Se ce l’ha è una buona strada.

Se non ce l’ha, è da scartare.

Carlos Castaneda