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* La buona notizia del venerdì: Riscopriamo le nostre eccellenze creative: Corda che cerchi ” Il Cordaio ” che trovi… a Milano

COPERTINE


Milano è la capitale dello shopping. Nascoste lungo i navigli e nel dedalo di Brera brillano le meraviglia e la storia del design.

Artigianato è la parola d’ordine: tra cacciatori di vintage, dinastie di fioriste, liutai d’eccezione e atelier che da materiali poveri modellano gioielli di straordinaria eleganza, questa guida vi porterà nei più originali e sorprendenti negozi della città, regina del gusto e della moda, museo a cielo aperto e laboratorio di nuove tendenze in continua evoluzione.

Ne hanno elencati così tanti e se pensate che abbiano esagerato vi sbagliate.
Particolari, antichi, nuovissimi, per iperspecialisti.

In quale negozio si parlano nove lingue? Dove inorridirebbe perfino Frankenstein? E dove si possono far stampare biglietti da visita per il proprio cane? A volte tradizionale, a volte esclusiva oppure folle, è Milano. Esplorate le nuove vie dello shopping, scoprirete la città da una prospettiva insolita e conoscerete negozi originali e i loro proprietari.

 

INGLESE ITALIANOGrazie Roberto! ( la creatività è di famiglia!)

https://www.ilcordaio.com/

Fonte:” 111 negozi di Milano che devi proprio scoprire”
di Aylie Lonmon
Emons, 2015 

 

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* Il 24 Giugno è passato…hai preparato il Nocino?

Ogni anno, il 24 Giugno (cioè nel giorno di San Giovanni Battista) procurati 39 (non 38 e non 40) delle noci acerbe che quella mattina stessa saranno state abbacchiate.……………..

La tradizione vuole che le noci vengano raccolte il 24 giugno, giorno di San Giovanni Battista, allorché la maturazione del frutto non è ancora completata ed il mallo risulta verde e tenero. L’antica credenza popolare voleva che la rugiada (guazza) formatasi nella notte tra il 23 e il 24 giugno fosse una panacea per ogni male, specie per i problemi dell’apparato digerente e per i disturbi gastro-intestinali, per i quali il Nocino era considerato un rimedio eccellente.

Le origini del liquore sono incerte. Si sa che esistono versioni di liquore di noci in molti paesi europei, dall’Italia, agli Urali, all’Inghilterra. Documenti romani antichi riportano che i Picti, cioè i Britanni, si radunassero nella notte di mezza estate e bevessero da uno stesso calice uno scuro liquore di noce. Successive fonti riportano che tra i francesi era in uso un liqueur de brou de noix o ratafià di mallo. Probabilmente dalla Francia fece il suo ingresso in Italia, diffondendosi prima nella zona del Sassello e poi nel Modenese.

ricetta su tavola di legno Certosa di Pavia

 Il noce mantenne sempre un alone di leggenda, legato alla presenza di streghe e incantesimi, che si comunicò alla preparazione del liquore.

Tradizionalmente, infatti, le noci venivano raccolte nella notte di San Giovanni dalla mano di una vergine che, salita sull’albero a piedi scalzi, staccava solo le noci migliori a mano e senza intaccarne la buccia. Lasciate alla rugiada notturna per l’intera nottata, si mettevano in infusione il giorno dopo. La loro preparazione terminava la vigilia di Ognissanti, cioè la notte di Halloween.

Nella raccolta la tradizione chiede di non usare attrezzi di ferro. Il metallo, infatti, intaccherebbe le proprietà delle piante officinali. È un fatto che i vegetali tagliati con lama di metallo ossidano prima e appassiscono più in fretta di quelli tagliati, ad esempio, con una lama di ceramica. L’usanza è comunque molto antica e già i druidi la seguivano cogliendo il vischio con un falcetto d’oro.

Uomo di scienza, cultura, critico letterario, nazionalista, scrittore attentissimo ai fatti di lingua, igienista, gastronomo, Pellegrino Artusi trascorse la sua vita fra la Romagna e la Toscana.

Autore del famosissimo manuale di alimentazione La Scienza in Cucina e l’Arte di Mangiar Bene, che ebbe larghissima popolarità per la sua prosa scorrevole e simpatica, grazie al corretto italiano con cui fu scritto, contribuì all’unificazione linguistica della Nazione. Infatti, nei suoi scritti si percepisce un’idea di Nazione ed il progetto di unificare il futuro dell’idioma italico, basato su tali valori, nel rispetto di tutte le regioni e dei loro passati splendori.

Ecco il nocino del grande Artusi:

“Il nocino è un liquore da farsi verso la metà di giugno, quando le noci non sono ancora giunte alla maturazione. *Noci (col mallo) n. 30; spirito, litri uno e mezzo; zucchero in polvere, grammi 750; cannella regina tritata grammi 2; chiodi di garofano interi 10 di numero; acqua decilitri 1; la corteccia di un limone di giardino a pezzetti.* Tagliate le noci in quattro spicchi e mettetele in infusione con i suddetti ingredienti in una damigiana od un fiasco della capacità di quattro o cinque litri. *Chiudetelo bene e tenetelo per quaranta giorni in luogo caldo scuotendo a quando a quando il vaso. *Colatelo da un pannolino e poi, per averlo ben chiaro, passatelo per cotone o per carta, ma qualche giorno prima assaggiatelo, perché se vi paresse troppo spiritoso potete aggiungervi un bicchier d’acqua”.

Ingredienti e quantità:
Noci col mallo verde 300g
Spirito di vino gradi 36 1500g
Zucchero in polvere 750g
Cannella 2g
Chiodi di garofano n. 10
Acqua 400g
Scorza di limone q.b

…..e un pò di pazienza perchè deve maturare per almeno 6 mesi!

Fonti:

http://www.artusi.net/

http://blog.greenme.it/

http://www.peccatidigolaediamicizia.com/

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* Appello per dare visibilità a tutto il buono, il bello, l’originale,le passioni, l’impegno,le idee innovative, le persone, le esperienze, che sono esempi di come cambiare si può e si fa già….In Italia!

Io davanti alla tv ci sto poco. Divento polemica! Ebbene sì!

Ma a volte ci sono delle chicche sulle reti nazionali che mi sorprendono…ebbene sì!

“Generazione bellezza “è un programma televisivo che ho scoperto per caso , racconta luoghi ed esperienze del territorio Italia che sono eccellenze della nostra creatività di italiani. Eccellenze che sono ormai consolidate da anni!

E mi sono accorta che ben da gennaio questa trasmissione è su Rai3.alle 20,45 da lunedì a venerdi.

GenerAzione Bellezza” è il racconto dell’Italia che prende la bellezza nelle mani e la rende valore, occupazione, tutela e valorizzazione del territorio. È il racconto di chi lotta contro il degrado e lo trasforma in sviluppo, di chi racconta i musei in modo ludico, di chi arricchisce la narrazione dell’archeologia con l’aiuto dell’arte.”

Così recita la mission del programma.

Mi ha emozionato per la bellezza dei luoghi rinterpretati , per l’impegno e la passione delle persone, per l’impatto della poesia della natura…

E quanto ce ne è e quanto si fa e si può fare e inventare e reinventare e dare idee ma soprattutto esempio di come e cosa si può ottenere con una visione condivisa del futuro e la volontà d fare tutti insieme per raggiungerla.

Mi è venuto in mente Leonardo…sii, del resto noi italiani siamo tutti un po’ poliedrici nel bene e anche nel male sì, che a volte anche il male si dimostra risorsa e stimolo al cambiamento.

Mi voglio prendere l’impegno di far conoscere queste realtà talmente ignorate che mi fa rabbia, attraverso il mio blog e condividerle sui social.

Questo periodo di stop forzato mi ha ubriacata di parolone e di buone intenzioni a vanvera e mi è venuta voglia di fare azioni concrete.

Con le parole? Si può se generano azioni! Se suscitano voglia di fare e di approfondire.

Ho trovato lo spunto in “GenerazioneBellezza”

Mi aspetto la collaborazione di tutti i blogger amici che mi seguono, degli amici di FB, WhatsApp, Pinterest.

Un amica appassionata così ce l’ho : Meg e la sua pagina FB “ La topina della Valle Argentina”, ha già creato proseliti e turismo.

Vuoi cambiare il mondo?

Comincia da te!

 

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* La buona notizia del venerdì: Semafori a forma di cuore per ricordarsi di sorridere…

Succede in Islanda,

ad Akureyri semafori a forma di cuore per ricordarsi di sorridere

L’iniziativa della cittadina è nata nel 2008 per rispondere alla pesantissima crisi economica, e dieci anni dopo rientra nell’elenco delle attrazioni turistiche

Un cuore rosso visibile a tutti. Attaccato alle vetrine, appeso a maniglie di porte e finestre, stampato su volantini e brochure, persino usato in sostituzione del classico e inconfondibile segnale che obbliga a fermarsi ai semafori: cosi Akureyri, piccola cittadina nel Nord dell’Islanda, ha risposto alla crisi economica che ha travolto il paese nel 2008, con una campagna di sensibilizzazione, “Brostu med hjartand”, caratterizzata appunto da un cuore rosso che ha finito per diventare un simbolo.


Scopo dell’amministrazione quando ha lanciato la campagna (che in italiano si traduce “Sorridi con il cuore”), mostrare vicinanza e sostegno ai residenti e invitarli a sperare nel futuro usando una delle forme più comuni e riconoscibili che esistano.

La stesso che ancora oggi compare davanti agli occhi degli automobilisti fermi in attesa del verde ai semafori di Akureyri, diventati ormai una delle attrazioni della cittadina, famosa soprattutto per la posizione (sul fiordo, a picco sul mare, circondata da vallate verdeggianti, cascate e laghi), strategica anche per l’avvistamento delle balene.

E anche se sono trascorsi 10 anni da quando la crisi ha colpito, e nel frattempo l’Islanda è riuscita a uscirne diventando una delle mete cult per il turismo da ogni parte del mondo, i cuori rossi ai semafori sono rimasti per ricordare a tutti che “anche i periodi peggiori alla fine passano” e che “bisogna restare positivi”, come spiega una giovane dipendente dell’ufficio turistico di Akureyri. 

All’epoca della crisi ero piccola, ma ricordo il clima che si respirava, la tristezza e la preoccupazione – ha raccontato alla Stampa -.

Ogni anno, l’ultimo weekend di agosto, Akureyri festeggia la fine dell’estate con il ‘Town Festival’, e nel 2008 l’amministrazione decise di lanciare questa campagna incentrata sul cuore rosso per cercare di tirare su il morale dei residenti. Stamparono migliaia di adesivi con il cuore e il motto della campagna e iniziarono a distribuirli in tutta la città. I cuori rossi comparvero ovunque, anche ai semafori”. 

.

”. 

Con il passare dei mesi, però, gli adesivi iniziarono a rovinarsi e divenne troppo costoso stamparne di nuovi.

L’idea che venne all’amministrazione fu quella di mantenere le luci dei semafori, che assunsero così un doppio significato: attrazione turistica per chi si ritrova a visitare la città, memento a “sorridere con il cuore” per i residenti. Che, soprattutto nei lunghi, bui e freddi inverni, guardano con gioia alla decisione della municipalità di sostituire con regolarità le luci bruciate o fuori uso mantenendo l’ormai caratteristica forma.

 

http://www.lastampa.it/2018/09/10/motori/islanda-ad-akureyri-semafori-a-forma-di-cuore-per-ricordarsi-di-sorridere-vnclHD6KagHA71BcBPreHI/pagina.html

Sono le piccole cose a fare la differenza e portare il cambiamento

 

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* 17 Febbraio, “ Miao Day”: 7000 anni tra graffi e fusa

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Si celebra oggi la Giornata Mondiale del Gatto, istituita nel1990 dopo un referendum in cui i“gattofili” hanno deciso di dedicare il 17 Febbraio al felino casalingo per eccellenza: ecco qual è la storia della convivenza tra l’uomo e il gatto.

Il gatto domestico, il cui nome scientifico è Felis catus o Felis silvestris catus, è un felino di cui si contano circa 50 razze riconosciute con certificazioni ma è anche un predatore, un animale assolutamente territoriale e amante del crepuscolo. 

Queste le caratteristiche più tecniche, ma cosa significa veramente vivere con un gatto?

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Convivere con un felino, per quanto piccolo possa essere, significa imparare a sopravvivere: il suo essere assolutamente indipendente, predatore e amante dei vizirende la convivenza con un gatto una questione di piacevolissima sudditanza.

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La sveglia del mattino sarà all’alba, a suon di fusa e miagolii affamati ma niente paura… è solo l’inizio! I primi minuti, quelli in cui si cammina a mo’ di zombie cercando di preparare il caffè, diventeranno il momento del gioco delle caviglie. Come funziona? Vince chi riesce a stare più tempo aggrappato alle caviglie del proprio coinquilino! E il vincitore vien da sé… E poi per gli umani arriva il momento del lavoro, delle corse frenetiche verso l’ufficio e della pausa pranzo in cui mostrerà fieri ai colleghi le foto del bagno ricoperto la sera prima di carta igienica dal proprio gatto, lo stesso che da ore se ne sta beato a raggomitolarsi di cuscino in cuscino.

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Il rientro, non c’è che dire, è sicuramente uno dei momenti migliori: i piccoli felini nel tardo pomeriggio iniziano a risvegliarsi e ad aspettare con impazienza i propri coinquilini umani che, al loro ritorno, potranno beneficiare di fusa, dolci miagolii, graffi e morsi(quasi) indolori e il tutto senza sforzo alcuno! Caso più unico che raro ché il gatto, si sa, vuole le coccole solo quando e come dice lui.

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Tra pappe e litigi per il possesso della cena, l’ora della “nanna” arriva in fretta così come la lotta per il letto, battaglia che noi umani perdiamo in partenza quando vediamo i nostri coinquilini gatti appallottolati sul nostro cuscino.

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Una vita non facile, insomma, ma scelta dagli uomini circa 7mila anni fa: le prime tracce di addomesticamento, infatti, risalgono alla Cina del 5300 a.C..

Ma quando è nata questa festa dedicata ai mici, ma anche ai loro proprietari?

A idearla nel nostro Belpaese è stata una giornalista, Claudia Angeletti, che nel 1990 propose un referendum tra i lettori della rivista per cui scriveva ovvero Tuttogatto, per stabilire quale sarebbe stato il giorno perfetto da dedicare a questi animali.

La proposta vincitrice fu quella della signora Oriella Del Col che, così, motivò la sua idea nel proporre come data il 17 febbraio in questo modo: per prima cosa, febbraio è il mese del segno zodiacale dell’Acquario, ossia degli spiriti liberi e anticonformisti come quelli dei gatti, che non amano sentirsi oppressi da troppe regole. Inoltre, nella tradizione popolari, il secondo mese dell’anno era già visto come “il mese dei gatti e delle streghe”, collegando in tal modo gatti e magia.

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Ma perché il 17? Nella nostra tradizione, questo numero è sempre stato ritenuto un numero portatore di sventura, stessa sorte che, in tempi oscuri e passati, è stata riservata al micio. La “sinistra” fama del 17 è determinata dall’anagramma del numero romano che da XVII si trasforma in VIXI ovvero “sono vissuto”, di conseguenza “sono morto”. 

Non così per il gatto che, per leggenda, può affermare di essere vissuto vantando la possibilità di altre vite. Per questo nell’accezione della Del Col e di tutti gli amanti dei felini il 17 diventa quindi “1 vita per 7 volte”.

I gatti in Italia sono quasi 8 milioni, le città che ospitano il maggior numero di felini sono Roma seguita da Torino e Napoli. Il 12% delle famiglie ha scelto di avere tra le proprie mura domestiche un gattino, che regala “gioia e serenità” (43% delle risposte) e “allegria e divertimento” (36%), secondo quanto emerso dall’indagine GfK Eurisko del 2015.

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I gatti hanno da sempre anche ispirato vari artisti diventando i protagonisti delle loro opere: come ad esempio nei romanzi gialli di Cornelius Kane, o nella fiaba dei Fratelli Grimm “Il gatto con gli stivali”.

Nel film “L’occhio del gatto” (1985) tratto dal romanzo di Stephen King e diretto da Lewis Teague. Nei cartoni animati della tv come “Tom e Jerry” e “Titti e Silvestro”, o del grande schermo come nel classico film Disney “Gli Aristogatti”.

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Un gatto, il tuo gatto, è un confortevole simbolo di saggezza e autonomia.

Lui ti sta vicino quando tu hai bisogno di lui e delle sue coccole.

Lui può fare a meno di te, tu no: è il tuo più amorevole compagno di viaggio.


http://www.rds.it/magazine/viralnews/miao-day-17-febbraio-giornata-mondiale-del-gatto/

http://urbanpost.it/17-febbraio-giornata-mondiale-del-gatto-7000-anni-tra-graffi-e-fusa

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* Uccelli, roditori e gatti possono essere amici con l’aiuto di un essere umano amorevole!

 

Hans Holbein the Younger, A Lady with a Squirrel, a Starling, and a Cat ?
Birds, rodents, and cats can be friends with the help of a loving human

Fat Cat Art

“Gli animali son creature di questa terra, sono nostri fratelli e quindi non è che si devono considerare oggetti a nostra disposizione. Sono esseri viventi che hanno capacità di amare e di soffrire e quindi dobbiamo trattarli proprio come fratelli, come fratelli minori. Noi abbiamo un cervello più potente, però non vuol dire che, per questo, dobbiamo abusare di loro.“

Margherita Hack

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* La buona notizia del venerdì: Arte e artisti da tutto il mondo ospiti nel condominio- museo!

A Torino il degrado urbano si combatte con l’arte grazie a un condominio-museo 

Combattere il degrado urbano con l’estro creativo, attraverso il potere della bellezza. È questa l’idea rivoluzionaria da cui è nato viadellafucina16, il primo condominio-museo al mondo.

Ubicato a Porta Palazzo in via La Salle 16, a Torino, l’edificio oltre ad ospitare opere d’arte, affreschi ed esibizioni artistiche, è anche teatro di un innovativo programma di residenza per artisti che arrivano da tutto il mondo. 

CONDOMINIO MUSEO TORINO

 

L’obiettivo del progetto è, come si legge sul sito di viadellafucina16, “attivare nuove e durevoli forme di socialità attraverso percorsi di co-creazione e cura collettiva degli spazi”.

I progetti infatti vengono scelti dagli stessi abitanti del condominio (oltre 200 inquilini di ogni nazionalità distributi in 53 appartamenti) con la mediazione di un board curatori e di addetti ai lavori. Tra i criteri presi in esame anche la capacità di coinvolgere la comunità dello stabile e del quartiere nella progettazione e nella realizzazione delle opere.

Questo progetto di rinascita urbana ha preso vita grazia alla vittoria del bando «S’illumina» della Siae, sostenuto dal ministero per i Beni e le Attività culturali (Mibact), che ha permesso ai promotori di riqualificare lo stabile di via La Salle 16 (prima si chiamava via della fucina, nome a cui si ispira il condominio-museo).

Edificato nell’Ottocento con una struttura maestosa, negli anni la palazzina è stata progressivamente abbandonata sino a ridursi a una condizione di quasi totale degrado. Ciononostante nel palazzo hanno continuato a vivere circa  duecento inquilini, disposti in cinquantatré appartamenti, che grazie all’impegno e alla dedizione dei promotori di viadellafucina16, tra cui l’artista Brice, che sta per Fabrizio Coniglio, oggi vivono all’interno di un vero e proprio museo.

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Questo è da sempre il mio quartiere preferito – quello di Porta Palazzo (ndr) – dove il grande condominio rappresenta un luogo che mette in connessione spazio pubblico e privato – ha spiegato Coniglio a Francesca Bonazzoli in un’intervista sul Corriere della Sera – Il nostro intento è fare un esperimento di rigenerazione urbana attraverso il potere dell’arte e della bellezza”. E si può dire che, pian piano, questo progetto sta prendendo forma arricchendosi anche degli stimoli che un quartiere multietnico come Porta Palazzo può mettere a disposizione. Al suo interno, infatti, dopo un secolo di migrazioni provenienti dal Sud Italia, transitano i nuovi migranti che arrivano, ad esempio, da Cina, Senegal, Romania e Pakistan. Una babele di etnie che prende forma nel condominio di via La Salle 16, dove inquilini di ogni nazionalità convivono con stili di vita ed orari totalmente diversi.

Il progetto consiste nel permettere ai condòmini di ospitare per qualche mese degli artisti, i quali hanno la possibilità di sviluppare un progetto ad hoc per le parti comuni del condominio: dalle scale alla portineria, arrivando fino al terrazzo e al giardino. Le opere nel loro complesso vanno a formare una collezione d’arte condominiale aperta a chiunque voglia visitarla, proprio come un museo.

VIADELLAFUCINA16

Gli artisti che si sono presentati a Torino per questo progetto hanno risposto a una call internazionale e si sono messi a lavoro dopo aver sottoposto le loro idee all’assemblea di condominio, che aveva il compito di approvarle. Il fine di viadellafucina16, spiegano i promotori, è quello di “attivare il dialogo tra le diverse comunità che abitano il condominio e favorire la riqualificazione del maestoso edificio ottocentesco, che viveva uno stato di trentennale degrado e abbandono”. E proprio grazie a questo progetto, la struttura è rinata ed è diventata il luogo ideale dove sperimentare la pratica artistica “come fattore di rigenerazione estetica, sociale e culturale”.

Un esperimento unico nel suo genere che in itinere viene monitorato da una serie di giovani sociologi e antropologi dell’Università di Torino che, nella portineria del palazzo, hanno stabilito la loro base operativa. 

Le foto sono tratte dalla pagina Facebook ViadellaFucina16 condominio-museo.

Fonte:

nonsprecare.it Condominio museo Torino

Big City Life, il museo a cielo aperto di street art a Tor Marancia,

 

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* Il momento è ora! Oggi Sole,Mercurio,Saturno e Plutone tutti insieme appassionatamente in Capricorno! E c’è pure Giove! Cosa ci vogliono dire ?

Oggi è il giorno della tanto enfatizzata Super-Congiunzione in Capricorno, di cui sé parlato tanto dai primi giorni del 2020.

 

Ci troviamo all’inizio di un ciclo di creazione che dura 13 giorni, in questo caso fino al 23 gennaio.

Tutti sappiamo come questo mese sia speciale, con la serie di eventi astrologici che presenta (l’Eclissi di Luna , la Super-Congiunzione in Capricorno, ma soprattutto con tutto ciò che sta accadendo fuori (vedi, tra le altre cose, i furiosi incendi che stanno devastando l’Australia).

Oggi il Sole, Mercurio, Saturno e Plutone si trovano tutti a 22° del Capricorno.

Per chi appartiene ai Segni Cardinali (Ariete, Cancro, Bilancia e ovviamente Capricorno), questo è un giorno di potente azzeramento di molti parametri e punti di riferimento.

Ciò può essere vissuto come una liberazione, oppure con senso di smarrimento, a seconda di dove ci siamo lasciati portare dal Cammino intrapreso. Non c’è nulla di sbagliato, non c’è da temere. C’è solo da fare consapevolezza e stare presenti a ciò che accade.

Per chi appartiene ai Segni Fissi, questa Super-Congiunzione rappresenta qualcosa che arriva dal passato, che scardina le difese del presente, per cui anche per il Toro, il Leone, lo Scorpione e l’Aquario è tempo di affrontare con nuovo piglio ciò che si è sempre cercato di tenere lontano.

Per i Segni Mobili, Gemelli, Vergine, Sagittario e Pesci, finalmente il moto di liberazione si completa, portando nuova linfa vitale nella vita quotidiana.

 

 

Questo evento produce una frequenza energetica molto alta, che permette alla mente di funzionare in maniera intuitiva e visionaria. Possiamo essere creatori di pace ed armonia dentro di noi ma solo dopo possiamo portarla fuori

Siamo dunque entrati nel ciclo dedicato ad un cambio di frequenza molto significativo per tanti di noi.

Fino al 23 gennaio siamo immersi nel mistero che il Dreamtime,  il Tempo del Sogno, porta con sé, coltivando la connessione con il cuore della Terra che sta chiamando ogni suo Figlio e Figlia a destrutturarsi dai vecchi schemi, accettando un’altra versione della realtà.

Tanto ormai tutto sta cambiando intorno a noi, è chiarissimo.

Non resta che seguire il movimento prima che il divario tra l’amore possibile e la distanza che abbiamo messo tra noi ed esso possa diventare ancora più ampio.

Tempo di seguire il flusso di ciò che reputavamo sarebbe stato impossibile da raggiungere.

Tempo di prendersi la responsabilità di essere onesti e presenti a ciò che si è.

La Terra ci chiede di essere diretti e spontanei, veri e sinceri, in fiducia e aperti.

Può la Terra ancora continuare il proprio viaggio con un equipaggio così menomato a bordo?

E’ ora di smettere di temere il peggio, davanti alla Vita che chiama al cambiamento.

Dove per cambiamento si intende in realtà il lasciar fiorire ciò che è, ciò che da sempre tenta di fiorire dentro di noi, ma che respingiamo completamente.

Quanto noi umani siamo abituati a soffrire, e a scambiare uno stato di prostrazione per normalità.

Quanto ci stupiamo per la felicità altrui, e quasi pensiamo che sicuramente c’è qualcosa che non va se uno sorride troppo. 

Il 2020 sta tentando di risvegliarci rispetto a questo aspetto così distorto della natura umana. I flussi di energia stanno lavorando per ripristinare equilibri antichissimi che sono stati completamente ignorati e violati.

Ognuno di noi può dare il suo contributo lavorando su di sé, lasciando esprimere la propria vera natura, lasciandosi fiorire oltre la paura di non riuscire a farsi amare.

Plachiamoci un attimo. Respiriamo e rilassiamoci. Guardiamoci intorno. Smettiamo di cercare vie di fuga e stiamo in quello che c’è. Poi cercheremo anche altrove.

Ma al momento è necessario attendere ancora un po’,aperti alle coincidenze.

Le intuizioni verranno, siamo fiduciosi.

Il 10 c’è stata l’Eclissi di Luna in Cancro, che ha mostrato bene dove si nasconda l’amore, oggi 12 la super-congiunzione tra Sole, Mercurio, Saturno e Plutone a 22° Capricorno.

E’ uno specchio potente, quasi accecante, a cui prepararsi per non farsi sfuggire alcuna rifrazione della visione che ci rimanderà indietro. 

opera di Tomasz Alen Kopera

Liberamente tratto da ashtalan.blogspot.com

Ma l’universo è un insieme vivo e pulsante di energie che agiscono, collaborano, scambiano qualità ed intensità in un continuo divenire secondo un ordine implicito da sempre e per sempre.
Quindi le energie planetarie influenzano e vengono influenzate dalle specifiche qualità di energia di ogni altra costellazione.
E questo vale per i transiti dei pianeti sui nostri pianeti di nascita, delle comete e di ogni galassia.
Le energie delle stelle tutte ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della Vita la nostra vita!
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* C’è una Befana per tutti i gusti!

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Prima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana:
Viva, viva la Befana!

Seconda versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col vestito alla romana:
Viva viva la Befana!

Terza versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col cappello alla romana:
Viva viva la Befana!

Quarta versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
porta un sacco pien di doni
che regala ai bimbi buoni

Quinta versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con la scopa di saggina:
viva viva la nonnina!

Sesta versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
se ne compra un altro paio
con la penna e il calamaio.

Settima versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
viene e bussa alla tua porta
sai tu dirmi che ti porta?

Ottava versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte;
viene, bussa e scappa via,
la befana è mamma mia.

Nona versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
il suo sacco è pien di toppe
e le ossa ha tutte rotte.

Decima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
il vestito trulla là, la Befana:
“Eccomi qua!!!”

Undicesima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con la gerla sulle spalle
e le calze rosse e gialle.

Dodicesima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
s’è scucita la sottana:
viva, viva la Befana!

Tredicesima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
il cappello alla tramontana,
viva, viva la Befana!

Quattordicesima versione
Befana Befana
che stai nella tana
vestita di rosa
portaci qualche cosa!

Quindicesima versione
Befana Befana
con le scarpe tutte rotte,
col vestito da Furlana
viva, viva la Befana!

e allora

Viva Viva la Befana..

illustrazione di : https://www.facebook.com/giuseppinabrunoscrittrice

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* La buona notizia del venerdì: Hai ricevuto regali che non ti piacciono o non ti servono? Niente paura . Ora c’è il Regifting! E puoi sempre donare a chi non ne ha !

 

 

Il primo passo non è il riciclo ma il dono !

Il primo passo non è il riciclo, ma il dono. Gratuito, senza contropartite, a beneficio di chi non ha la stessa nostra fortuna di dare e ricevere doni durante le vacanze di Natale, e non solo. Ma in ogni caso, guai a sprecare i regali di Natale, che spesso finiscono in qualche cassetto e tra i tanti oggetti che abbiamo e non utilizziamo: in America è stato calcolato, per esempio, che sotto l’albero, ogni anno, riceviamo e diamo 35 miliardi di dollari di regali sgraditi. E dunque a fortissimo rischio spreco.

Secondo una ricerca realizzata da Coldiretti/Ixe, quasi un italiano su quattro ricicla i regali di Natale indesiderati. La maggioranza li regala a parenti ed amici ai quali possono tornare utili. Una buona percentuale, circa il 30 per cento, li riporta nel punto vendita in cui sono stati acquistati per effettuare un cambio o richiedere un buono mentre il 29 per cento degli italiani li rivende su Internet. Un ottimo modo quest’ultimo, per trasformare i regali non graditi in una fonte di guadagno e un’ottima occasione per i compratori, per accaparrarsi articoli nuovi a prezzi decisamente interessanti.

Una moda e un fenomeno, il Regifting, in forte crescita nel nostro Paese e una tendenza accelerata dalla sempre maggiore diffusione di smartphone e tablet grazie ai quali è possibile mostrare il prodotto da rivendere ad un numero molto ampio di persone. Senza contare la possibilità di esporre l’oggetto sui portali specializzati in specifici prodotti o servizi, affinando ancora di più la ricerca dei potenziali acquirenti.

Ecco allora tanti consigli utili per combattere l’affanno dei regali sgraditi (o sbagliati):

  1. Innanzitutto, quando scartate i regali, evitate di rovinare la confezione originale e richiudetela con cura in modo da non avere problemi al momento di un eventuale cambio presso il punto vendita in cui il prodotto è stato acquistato.
  2. Se decidete di regalare il dono ricevuto ad un amico o parente che potrebbe apprezzarlo o ritenerlo particolarmente utile, ricordate almeno di sostituire la carta regalo ed eliminare il bigliettino di auguri. E per evitare figuracce, assicuratevi che il destinatario del regalo riciclato non conosca chi vi ha donato l’oggetto indesiderato.
  3. Se decidete di conservare il dono e rimandare il riciclo all’anno successivo, non dimenticate di attaccare al regalo un post-it con su indicato il nome di chi ve l’ha fatto: eviterete così il tragicomico “riciclo al mittente”.
  4. Se si tratta di un prodotto con scadenza, controllate bene la data prima di riciclarlo.
  5. E siccome non sarete i soli da aver ricevuto un regalo sgradito: che ne dite di organizzare una divertente serata in compagnia degli amici in cui scambiarsi i regali desiderati?
  6. Ricordate che sui social sono tanti i gruppi e le pagine attraverso le quali scambiare o donare gli oggetti e i regali non graditi. Noi vi suggeriamo: Io regalo e Te lo regalo se vieni a prenderlo.
  7. Non dimenticate la possibilità di donare il regalo in beneficenza: potrete fare felice chi ne ha più bisogno.
  8. Infine, non sottovalutate il riciclo creativo: come abbiamo visto più volte, basta veramente poco per dare nuova vita agli oggetti che non utilizziamo. Ad esempio, con un pizzico di fantasia, quel maglione che non vi piace può trasformarsi in un caldo cappello invernale o in un originale copritazza fai da te.

In alternativa, ecco alcuni consigli utili per rivendere i regali di Natale su internet:

  • Prima di pubblicare il vostro annuncio, fate una ricerca per controllare i prezzi di vendita degli oggetti simili al vostro.
  • Descrivete l’oggetto che state mettendo in vendita in maniera accurata: specificate il brand e indicate i dettagli del prodotto, dal colore alle dimensioni fino alle caratteristiche tecniche se si tratta di un prodotto tecnologico.
  • Al testo di presentazione del prodotto, associate immagini chiare, specificando bene che si tratta di un oggetto nuovo e mai utilizzato.
  • Se possibile, offrite la possibilità di scegliere tra diverse modalità di pagamento.
  • Assicuratevi che il prodotto sia ben confezionato prima di procedere con la spedizione e, una volta conclusa la trattativa, non fate aspettare molto l’acquirente.

Fonte: nonsprecare.it