anima e corpo · astronomia · Comunicazione · cultura · donne · evoluzione · Leggere · Riflessioni · scienza · Testimonianze · umanità

* Sebben che siamo donne: Nicole-Reine Étable de la Brière,la “savant calculatrice” del XVIII secolo

Il 5 gennaio 1723, Nicole-Reine Étable de la Brière nacque nel Palazzo del Lussemburgo a Parigi, l’antica sede dei re di Francia, ma non era una principessa, era la figlia di un servitore di palazzo e i suoi genitori vivevano sul posto.
Fin da bambina mostrò la sua intelligenza e la sua tenacia, passando le notti a leggere libri, tanto da diventare la “savant calculatrice” del XVIII secolo, l’astronoma e matematica francese che predisse la data di ritorno della cometa di Halley.
La sua passione matematica ebbe un vero stimolo quando, all’età di 25 anni, Nicole sposò l’orologiaio reale, Jean-Andre Lepaute, che era già famoso in tutta Europa per i risultati tecnici nel suo campo.
Molti osservatori dipendevano dai suoi modelli a pendolo perché una precisa determinazione del tempo è essenziale per le osservazioni astronomiche.
Ben presto Nicole si interessò alla professione di suo marito e iniziò a collaborare con lui, e la sua prima ricerca ha riguardato la relazione tra la lunghezza di un pendolo e la durata della sua oscillazione, un argomento di grande interesse all’epoca. Lo studio, intitolato “Table des longueurs des pendules” in Traité d’horlogerie, fu pubblicato nel 1755.
Il suo talento fu notato dal giovane astronomo Joseph Lalande che considerava “Madame Lepaute troppo intelligente per non avere la curiosità; ha notato, ha calcolato, ha descritto e diretto il lavoro di suo marito …”.
Alcune fonti indicano che durante questo periodo Lalande era responsabile dell’osservatorio presso il Palazzo del Lussemburgo, quindi probabilmente aveva una visione privilegiata e ben informata della situazione.
Dagli orologi all’astronomia il passo è breve, specialmente se hai qualcuno come Lalande nelle vicinanze, e se sei, come Nicole, una “savant calculatrice” o “learned calculator”.
In un’era in cui i computer non esistevano e i loro antenati meccanici erano rari e piuttosto limitati, Nicole fu reclutata per la causa.
I calcoli erano essenziali per la ricerca astronomica e a nessuno scienziato è stata risparmiata questa attività lunga e noiosa, che ha richiesto una profonda conoscenza della fisica e della matematica, non solo l’applicazione di algoritmi.
Nicole era all’altezza dei suoi colleghi e iniziò il suo primo importante lavoro in astronomia nel 1757, in collaborazione con Lalande e il matematico Alexis Clairaut.
Il progetto fu ambizioso e complesso perché Lalande voleva determinare con precisione la data del ritorno della cometa di Halley.
Per fare questo, fu necessario calcolare gli effetti dell’attrazione gravitazionale di Giove e Saturno sul percorso della cometa, che ha richiesto la derivazione di soluzioni approssimative per il posatore matematico noto come “problema a tre corpi” – specificando il movimento di un trio di oggetti in linea con le loro masse, posizioni e velocità.
Usando le leggi di Newton, ciò comportò un’enorme quantità di lavoro per calcolare le distanze e le forze di attrazione esercitate sulla cometa da ciascun pianeta per periodi di 100 e 50 anni.
Nicole e i due scienziati si consumarono su questo lavoro per più di sei mesi, come ha ricordato Lalande: “Per sei mesi abbiamo fatto calcoli dall’alba al tramonto, a volte anche durante i pasti … L’aiuto fornito da Mme. Lepaute era tale che senza di lei non sarei stato in grado di completare un’impresa così colossale.”
Oggi sembra quasi incredibile che tre persone senza computer possano svolgere questo compito. Alla fine, hanno annunciato all’Accademia delle Scienze che la cometa perturbata avrebbe raggiunto il perielio, il punto di approccio più vicino al sole, a metà aprile 1759. Ciò ha corretto le previsioni fatte dallo stesso Halley, che aveva piazzato l’evento nel 1758.
L’attività matematica e astronomica di Nicole continuò e nel 1761 pubblicò i calcoli di tutte le osservazioni fatte durante il transito di Venere attraverso il Sole e l’anno seguente lavorò sull’orbita di una nuova cometa e calcolò la durata e le dimensioni di un’eclissi solare anulare che sarebbe stata visibile in Europa nel 1764 .
Nel 1774 assunse un nuovo ruolo all’Accademia delle Scienze, dove calcolò le posizioni dei pianeti, del sole e della luna.
Gli ultimi anni della sua vita li trascorsi al capezzale del marito malato, ma morì pochi mesi prima di lui il 6 dicembre 1788.
Traduzione libera da un articolo di Cosmos 79 – Winter 2018 under the headline “The comet calculator”
disegno di Jeffrey Phillips
“Sebben che siamo donne” è il titolo di uno dei tanti canti delle donne mondine che rivendicavano il loro salario come al solito minore di quello degli uomini.
Con questo titolo pubblicherò articoli che parlano di donne che non hanno ricevuto i dovuti riconoscimenti e per il loro ingegno e per il lavoro fatto.
Solo per il fatto di essere donne.
amore.autostima · anima e corpo · armonia · Comunicazione · cultura · eventi · Giordano Bruno · Leggere · punti di vista · Religione · scienza · Testimonianze

* 17 Febbraio 1600 Giordano Bruno

 Giordano Bruno,
(Nola, 1548 – Roma, 17 febbraio 1600),

bruno_giordano

L’ACCUSA ( Giovanni Mocenigo 22 maggio 1592)

•    «che è biastemia grande quella de’ cattolici il dire che il pane si transustantii in carne;
•    che lui è nemico della messa;
•    che niuna religione gli piace;
•    che Christo fu un tristo et che, se faceva opere triste di sedur popoli, poteva molto ben predire di dover esser impicato;
•    che non vi è distintione in Dio di persone, et che questo sarebbe imperfetion in Dio;
•    che il mondo è eterno, et che sono infiniti mondi, et che Dio ne fa infiniti continuamente, perché dice che vuole quanto che può;
•    che Christo faceva miracoli apparenti et che era un mago, et così gl’appostoli, et che a lui daria l’animo di far tanto, et più di loro;
•    che Chisto mostrò di morir mal volentieri, et che la fuggì quanto che puoté;
•    che non vi è punitione de’ peccati, et che le anime create per opera della natura passano d’un animal in un altro;
•    et che come nascono gli animali brutti di corrutione, così nascono anco gli huomini, quando doppo i diluvi ritornano a nasser.
•    Ha mostrato dissegnar di voler farsi autore di nuova setta sotto nome di nuova filosofia;
•    che la Vergine non può haver parturito, et
•    che la nostra fede catholica è tutta di bestemie contro la maestà di Dio;
•    che bisognarebbe levar la disputa e le entrate alli frati, perché imbratano il mondo, che sono tutti asini, et che le nostre openioni sono dotrine d’asini;
•    che non habbiamo prova che la nostra fede meriti con Dio; et
•    che il non far ad altri quello che non voressimo che fosse fatto a noi basta per ben vivere; et
•    che se n’aride di tutti gl’altri peccati; et
•    che si meraviglia come Dio supporti tante heresie di catholici.
•    Dice di voler attendere all’arte divinatoria, et che si vuole far correre dietro tutto il mondo;
•    che san Tommaso et tutti li dottori non hanno saputo niente a par di lui, et che chiariria tutti i primi theologhi del mondo, che non sapriano rispondere […]

animamundirm8

LA DIFESA ( Giordano Bruno 2 luglio 1592)

«Et in questi libri particularmente si può veder l’intention mia et quel che ho tenuto; la qual, in somma, è ch’io tengo un infinito universo, cioè effetto della infinita divina potentia, perché io stimavo cosa indegna della divina bontà et potentia che, possendo produr, oltra questo mondo un altro et altri infiniti, producesse un mondo finito. Sì che io ho dechiarato infiniti mondi particulari simili a questo della terra, la quale con Pittagora intendo un astro, simile alla quale è la luna, altri pianeti et altre stelle, le qual sono infinite; et che tutti questi corpi sono mondi et senza numero, li quali constituiscono poi la università infinita in uno spatio infinito; et questo se chiama universo infinito, nel qual sono mondi innumerabili […]»
(tratto dai suoi ultimi libri, De minimo, De monade, De immenso et innumerabilibus e De compositione imaginum)

«Di più, in questo universo metto una providenza universal, in virtù della quale ogni cosa vive, vegeta et si move et sta nella sua perfettione; et la intendo in due maniere, l’una, nel modo con cui presente è l’anima nel corpo, tutta in tutto et tutta in qual si voglia parte, et questo chiamo natura, ombra e vestigio della divinità; l’altra, nel modo ineffabile col qual Iddio per essentia, presentia et potentia è in tutto e sopra tutto, non come parte, non come anima, ma in modo inesplicabile […]»

«Quanto poi a quel che appartiene alla fede, non parlando filosoficamente, per venir all’individuo circa le divine persone, quella sapienza et quel figlio della mente, chiamato da’ filosofi intelletto e da’ theologi Verbo, il qual se deve credere haver preso carne humana, io stando nelli termini della filosofia non l’ho inteso, ma dubitato et con incostante fede tenuto; non già che mi riccordi de haverne mostrato segno in scritto né in ditto […] Così quanto al Spirito divino per una terza persona, non ho possuto capire secondo il modo che si deve credere; ma secondo il modo pittagorico, conforme a quel modo che mostra Salomone, ho inteso come anima dell’universo, overo assistente all’universo […]»

«Da questo spirito poi, che è detto vita dell’universo, intendo nella mia filosofia provenire la vita et l’anima a ciascuna cosa che have anima et vita, la qual però intendo essere immortale; come anco alli corpi. Quanto alla loro substantia, tutti sono immortali, non essendo altro morte che divisione et congregatione […]».[5]

«perché tra la substantia infinita et divina, et finita et humana, non è proportione alcuna com’è tra l’anima e il corpo».
«l’anime siano immortali et che siano substantie subsistente, cioè anime intellettive, et che, catholicamente parlando, non passino da un corpo all’altro, ma vadino o in paradiso o in purgatorio o in inferno; ma ho ben raggionato, et seguendo le raggion filosofiche, che, essendo l’anima subsistente senza il corpo et inexistente nel corpo, possa col medemo modo che è in un corpo essere in un altro, et passar de un corpo in un altro: il che, se non è vero, par almeno verisimile l’opinione di Pitagora».

giordano+bruno+al+rogo

IL ROGO (Roma 17 febbraio 1600 )

«Giovedi mattina in Campo di Fiore fu abbruggiato vivo quello scelerato frate domenichino de Nola, di che si scrisse con le passate: heretico ostinatissimo, et havendo di suo capriccio formati diversi dogmi contro nostra fede, et in particolare contro la Santissima Vergine et Santi, volse ostinatamente morir in quelli lo scelerato; et diceva che moriva martire e volentieri, et che se ne sarebbe la sua anima ascesa con quel fumo in paradiso. Ma hora egli se ne avede se diceva la verità».

Giordano+Bruno+Infinity

«Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo… l’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo »
(Giordano Bruno)
Fonte:
Wikipedia
Giuliana Conforto: ” La futura scienza di Giordano Bruno”
ambiente · amore.autostima · anima e corpo · armonia · Comunicazione · cultura · donne · eventi · Leggere · scienza · Testimonianze · umanità

* Sebben che siamo donne : E’ Cecilia Payne che ha scoperto la materia dell’universo

Secondo il Global Media Monitoring Project del 2015 la percentuale di donne a cui viene data visibilità sui media tradizionali di tutto il mondo è del 24% rispetto agli uomini.

Perchè i traguardi femminili vengono o poco citati o raccontati come eccezioni?

E sono quasi sempre accompagnati da luoghi comuni e stereotipi sul ruolo delle donne?

Eppure sono passati tanti anni anni da quando Charles Darwin in una lettera inviata all’attivista Caroline Kennard, il padre dell’evoluzione affermava che le donne “sebbene generalmente superiori agli uomini in qualità morali, sono intellettualmente inferiori”.

 

La scienziata Cecilia Payne

 

Dalla sua morte nel 1979, la donna che ha scoperto di cosa è fatto l’universo non ha nemmeno ricevuto una targa commemorativa. I suoi necrologi sui giornali nemmeno menzionano la sua più grande scoperta. […]

Ogni studente delle superiori sa che Isaac Newton ha scoperto la gravità, che Charles Darwin ha scoperto l’evoluzione e che Albert Einstein ha scoperto la relatività del tempo.

Ma quando si tratta della composizione del nostro universo, i libri di testo dicono semplicemente che l’atomo più abbondante nell’universo è l’idrogeno. E nessuno si chiede mai come lo sappiamo “.

(Jeremy Knowles, discutendo della totale mancanza di riconoscimento che Cecilia Payne ottiene, ancora oggi, per la sua scoperta rivoluzionaria – da: @alliterate)

La madre di Cecilia  si rifiutò di spendere soldi per la sua istruzione universitaria, ma lei vinse una borsa di studio a Cambridge.

Cecilia completò là i suoi studi, ma Cambridge non le riconobbe la laurea perché era una donna; decise dunque di mandare al diavolo Cambridge e di trasferirsi negli Stati Uniti per lavorare ad Harvard.

Cecilia Payne è stata la prima persona in assoluto a guadagnarsi un dottorato di ricerca in astronomia, al Radcliffe College, con quello che Otto Strauve definì “la tesi di dottorato più brillante mai scritta in astronomia”.

Cecilia Payne non solo scopre di cosa è fatto l’universo, ma anche di cosa è fatto il sole (Henry Norris Russell, un collega astronomo, è di solito accreditato della scoperta che la composizione del sole è diversa da quella della Terra, ma giunse alle sue conclusioni quattro anni dopo Cecilia, dopo averle fortemente consigliato di non pubblicare le sue).

Cecilia Payne è praticamente la ragione per cui sappiamo qualcosa sulle stelle variabili (stelle la cui luminosità, vista dalla Terra, fluttua). Letteralmente ogni altro studio sulle stelle variabili è basato sul suo primo lavoro sull’argomento.

Cecilia Payne è stata la prima donna ad essere promossa a professora ordinaria dall’interno di Harvard, a lei va il merito di aver tracciato la strada per le donne nel dipartimento di scienze di Harvard e in Astronomia, oltre ad aver ispirato intere generazioni di ragazze a intraprendere lo studio delle scienze.

Cecilia Payne fu una scienziata fantastica e tutti dovrebbero conoscerla.

(Traduzione e adattamento di AiM, da un post di Matthew Gardner)

https://lauracarpi.com/2020/10/23/la-buona-notizia-del-venerdi-il-nobel-2020-per-quattro-donne-e-se-ne-parla-solo-nei-rispettivi-ambiti-e-nemmeno-tanto/

amore.autostima · anima e corpo · armonia · arte · Comunicazione · cultura · Leggere · natura · punti di vista · Riflessioni · Testimonianze · umanità · universo

* L’Armonia Micro Macrocosmica è la legge del Cosmo. Tutto è Uno.

Probabilmente esiste qualche collegamento, nell’inconscio dell’uomo, con – si potrebbe dire- l’Universo.
Ci deve essere qualcosa nell’uomo che è universale; in caso contrario egli non avrebbe potuto fare una proiezione simile, non potrebbe leggere se stesso nelle costellazioni più remote.
Non si può proiettare qualcosa che non si possiede; qualsiasi cosa si proietti in qualcun altro è dentro di sè, si trattasse pure del diavolo stesso.
Il fatto che proiettiamo qualcosa nelle stelle significa quindi che possediamo qualcosa che appartiene anche alle stelle.
Facciamo veramente parte dell’universo.
Giacchè si fa parte del cosmo, qualsiasi cosa si faccia dovrebbe essere in armonia con le leggi del cosmo stesso.
(Carl Gustav Jung)
Celestial harmonia macrocosmica – Andreas Cellarius
amore.autostima · anima e corpo · armonia · arte · Comunicazione · cultura · donne · futuro · Leggere · Poesia · punti di vista · Riflessioni · Testimonianze

* Sebben che siamo donne: Virginia Woolf

“Chi mai potrà misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando rimane preso e intrappolato in un corpo di donna?»

(Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé, 1929)

Cos’altro posso fare per incoraggiarvi a far fronte alla vita?

Ragazze, dovrei dirvi – e per favore ascoltatemi, perché comincia la perorazione – che a mio parere siete vergognosamente ignoranti.

Non avete mai fatto scoperte di alcuna importanza. Non avete mai fatto tremare un impero, né condotto in battaglia un esercito. Non avete scritto i drammi di Shakespeare, e non avete mai impartito i benefici della civiltà ad una razza barbara. Come vi giustificate?

È facile dire, indicando le strade, le piazze, le foreste del globo gremite di abitanti neri e bianchi e color caffè, tutti freneticamente indaffarati nell’industria, nel commercio, nell’amore: abbiamo avuto altro da fare. Senza la nostra attività nessuno avrebbe solcato questi mari, e queste terre fertili sarebbero state deserto. Abbiamo partorito e allevato e lavato e istruito, forse fino all’età di sei o sette anni, i milleseicentoventitré milioni di esseri umani che secondo le statistiche sono attualmente al mondo; e questa fatica, anche ammettendo che qualcuno ci abbia aiutate, richiede tempo.

C’è del vero in quel che dite – non lo nego.

Ma nello stesso tempo devo ricordarvi che fin dal 1866 esistevano in Inghilterra almeno due colleges femminili; che, a partire dal 1880, una donna sposata poteva, per legge, possedere i propri beni; e nel 1919 – cioè più di nove anni fa – le è stato concesso il voto?

Devo anche ricordarvi che da ben dieci anni vi è stato aperto l’accesso a quasi tutte le professioni?

Se riflettete su questi immensi privilegi e sul lungo tempo in cui sono stati goduti, e sul fatto che in questo momento devono esserci quasi duemila donne in grado di guadagnare più di cinquecento sterline l’anno, in un modo o nell’altro, ammetterete che la scusa di mancanza di opportunità, di preparazione, di incoraggiamento, di agio e di denaro non regge più.”

Virginia Woolf – 25 gennaio 1882 – 28 marzo 1941

….non si può non aver letto ” Una stanza tutta per sè”

ambiente · amore.autostima · anima e corpo · animali · armonia · Comunicazione · cultura · futuro · Leggere · pensare positivo · punti di vista · stare bene · Testimonianze

* Tutto e tutti ti riguardano! Quando senti suonare la campana non chiederti per chi suona!Essa suona anche per te.

Un topo stava guardando attraverso un buco nella parete, spiando quello che il contadino e sua moglie stavano facendo. Avevano appena ricevuto un pacco e lo stavano scartando tutti contenti.
“Sicuramente conterrà del cibo” pensò il topo.
Ma quando il pacco fu aperto il piccolo roditore rimase senza fiato. Quella che il contadino teneva in mano non era roba da mangiare, era una trappola per topi!
Spaventato, il topo cominciò a correre per la fattoria gridando: “State attenti! C’è una trappola per topi in casa! C’è una trappola per topi in casa!”.
La gallina, che stava scavando per terra alla ricerca di semi e vermetti, alzò la testa e disse: “Mi scusi, signor Topo, capisco che questo può costituire per lei un grande problema, ma una trappola per topi non mi riguarda assolutamente. Sinceramente non mi sento coinvolta nella sua paura”. E, detto questo, si rimise al lavoro per procurarsi il pranzo.
Il topo continuò a correre gridando: “State tutti attenti! C’è una trappola per topi in casa! C’è una trappola per topi in casa!”. Casualmente incontrò il maiale che gli disse con aria accattivante: “Sono veramente dispiaciuto per lei, signor Topo, veramente dispiaciuto, mi creda. Ma non c’è assolutamente nulla che io possa fare”.
Ma il topo aveva già ripreso a correre verso la stalla dove una placida mucca ruminava, sonnecchiando il suo fieno.
“Una trappola per topi? – gli disse – E lei crede che costituisca per me un grave pericolo?”. Fece una risata e riprese a mangiare tranquillamente.
Il topo, triste e sconsolato, ritornò alla sua tana preparandosi a dover affrontare la trappola tutto da solo.
Proprio quella notte, in tutta la casa si sentì un fortissimo rumore, proprio il suono della trappola che aveva catturato la sua preda.
La moglie del contadino schizzò fuori dal letto per vedere cosa c’era nella trappola ma, a causa dell’oscurità, non si accorse che nella trappola era stato preso un grosso serpente velenoso. Il serpente la morse.
Subito il contadino, svegliato dalle urla di lei, la caricò sulla macchina e la portò all’ospedale dove venne sottoposta alle prime cure. Quando ritornò a casa, qualche giorno dopo, stava meglio ma aveva la febbre alta. Ora tutti sanno che quando uno ha la febbre non c’è niente di meglio che un buon brodo di gallina. E così il contadino andò nel pollaio e uccise la gallina trasformandola nell’ingrediente principale del suo brodo.
La donna non si ristabiliva e la notizia del suo stato si diffuse presso i parenti che la vennero a trovare e a farle compagnia. Allora il contadino pensò che, per dare da mangiare a tutti, avrebbe fatto meglio a macellare il suo maiale. E così fece.
Finalmente la donna guarì e il marito, pieno di gioia, organizzò una grande festa a base di vino novello e bistecche cotte sul barbecue. Inutile dire quale animale fornì la materia prima.
La prossima volta che voi sentirete qualcuno che si trova davanti ad un problema e penserete che in fin dei conti la cosa non vi riguarda, ricordatevi che quando c’è una trappola per topi in casa tutta la fattoria è in pericolo.
“Quando senti suonare la campana non chiederti per chi suona.
Essa suona anche per te.”
~ E. Hemingway ~
ambiente · amore.autostima · armonia · Comunicazione · cultura · Leggere · pensare positivo · Poesia · punti di vista · Riflessioni · Shakespeare · Testimonianze · umanità

* Anche William was two…cercando l’equilibrio… Leggendo il Sonetto 144 di William Shakespeare…

ANCHE SHAKESPEARE WAS TWO…
Leggendo il Sonetto 144 di William Shakespeare…

Two loves I have of comfort and despair,
Which like two spirits do suggest me still:
The better angel is a man right fair,
The worser spirit a woman coloured ill.
To win me soon to hell, my female evil,
Tempteth my better angel from my side,
And would corrupt my saint to be a devil,
Wooing his purity with her foul pride.
And whether that my angel be turned fiend,
Suspect I may, yet not directly tell;
But being both from me, both to each friend,
I guess one angel in another’s hell:
Yet this shall I ne’er know, but live in doubt,
Till my bad angel fire my good one out.

Traduzione:
Due amori io posseggo, conforto e perdizione,
che simili a due spiriti sempre mi perseguono:
l’angelo migliore è uomo superbamente bello,
lo spirito malvagio è donna di colore oscuro.
Per portarmi a dannazione, la mia funesta femmina,
tenta l’angelo migliore a staccarsi dal mio fianco
e pervertir vorrebbe quel santo mio in demonio,
insidiando la sua purezza col suo vizioso fascino.
E che l’angel mio si sia in demonio convertito
Posso solo sospettarlo senza esserne sicuro;
ma entrambi da me lontani, e l’un l’altro amici,
nell’inferno dell’altra l’angelo mio suppongo.
Io non potrò mai saperlo, ma vivrò nel dubbio,
finché l’angelo cattivo non avrà scacciato il buono.

Viviamo in un mondo che separa,classifica, giudica.
Viviamo la vita nel dubbio, e con la certezza di dover scegliere o questo o quello.
Bello o brutto, buono o cattivo, bianco o nero, sopra o sotto, giusto o sbagliato, prima o dopo, caldo o freddo, ruvido o liscio…
Perfino Amleto si ripeteva “ Essere o non essere… “

Viviamo in un continuo dialogo interno: una parte di noi vorrebbe scegliere il bianco, l’altra il nero, ed è un conflitto permanente.
Ci arrovelliamo tendendo ora da una parte ora dall’altra.
Quando siamo da una parte quella si impone con mille scelte attraenti, ci attira con immagini luminose di noi nel futuro, ci sbandiera che tutto è possibile…
Quando siamo dall’altra quella si impone con altrettante scelte scoraggianti, ci convince con immagini grigie del futuro, ci sbandiera tutte le nostre incertezze, le nostre incapacità, “ ma chi? Io? No! No! Non sarà mai possibile!”
E quando cominciamo a dirci: Sì! Questo è giusto! …No! No! Questo è sbagliatissimo!
Giusto…sbagliato…. per chi? chi lo dice? la mamma, il nonno, la maestra, la società…
E io? c’entrerò qualcosa …posso dire la mia…o no?
Ho o non ho una coscienza, una percezione di me come essere umano che sta vivendo una esperienza che si chiama Vita.
E se provassi a considerare gli opposti come parti di un tutto che funziona solo quando sono in armonia? Se provassi a dirmi e…e…invece di o…o…?
Ed a considerare ogni esperienza una risorsa per il futuro?

Nel  simbolo del Tao, La Via, la forza yin si oppone alla forza yang: a volte prevale la prima, a volte prevale la seconda.
La Via è attiva quando le due forze sono perfettamente bilanciate e l’una si fonde nell’altra e viceversa secondo la necessità.
Ma non ci sarebbe evoluzione sulla Via se non ci fosse una ricerca di equilibrio attraverso la tensione di entrambe.

A volte basta leggere un sonetto di un notissimo autore per riflettere…
A volte apri un vecchio testo proprio ad una certa pagina…
A volte alcune parole sembrano scritte per te…

Sarà per caso?
ambiente · architettura · armonia · arte · Comunicazione · cultura · Energia · eventi · evoluzione · Leggere · natura · Pace · pensare positivo · scienza · stagioni · stare bene · Testimonianze

* Così nasce un fiocco di neve…

I cristalli di ghiaccio che formano i fiocchi di neve sono tra le cose più incredibili da vedere al microscopio (qui trovate un’intera galleria fotografica al riguardo), ma ancor più affascinante è riuscire a vederli crescere. Non solo per la bellezza intrinseca ma anche per tutta la fisica e la chimica dietro questo processi.

Man mano che l’acqua ghiaccia, le molecole trovano nuovi modi per organizzarsi, cristallizzandosi in strutture esagonali dove ogni punto dell’esagono è un atomo di ossigeno ed ogni lato dell’esagono è un’atomo di idrogeno legato ad un atomo di ossigeno. Più molecole arrivano a legarsi, più la crescita delle strutture geometriche varia in base a sottili differenze di temperatura e condizioni esterne.

La tendenza dell’acqua ad espandersi (piuttosto che condensarsi come fanno molte altre sostanze) quando inizia a congelare è parte di quello che ci permette di ammirare questa struttura davvero incredibile.

(E’ anche causa di tante altre proprietà che rendono l’acqua una sostanza unica e assolutamente indispensabile per la vita).

sigillo

E’ basata su una classica figura geometrica, l’esagono.

Il Sigillo di Salomone, noto anche con il nome di “Esagramma” o Stella a sei punte” o, in alcuni casi, “Esalfa”, è un simbolo costituito da due triangoli equilateri intrecciati in maniera regolare tra di loro.

Sotto il profilo esoterico cristiano rappresenta le due nature di Cristo, quella divina e la umana. Secondo i pitagorici è il simbolo della bellezza e dell’unione nel matrimonio, inteso esotericamente, perfetto equilibrio delle forze opposte e dell’armonia del creato.

Il triangolo con il vertice verso il basso rappresenta i due elementi acqua e terra, questi elementi risultano legati in maniera indissolubile al mondo materiale, il loro principio li fa tendere verso il basso, verso la regressione.

Il triangolo con il vertice in alto rappresenta i due elementi spirituali, aria e fuoco, due elementi rappresentanti l’evoluzione dello spirito, basti pensare al fuoco inteso come “Spirito Santo” nel Cristianesimo o come fuoco purificatore in centinaia di altre culture.

teosofia-2

simbolo della Società teosofica

Dall’incrocio dei due triangoli si crea l’esagono centrale che rappresenta l’equilibrio perfetto, il cuore dell’uomo inteso come contenitore materiale dell’anima spirituale, qui ci si potrebbe ricollegare al significato esoterico del cuore che facilmente ci riporta al santo Graal.

Quando è presente un punto all’interno dell’esagono centrale, questo simboleggia l’unione di tutti gli elementi esistenti. probabilmente l’illuminazione.

L’esagono rappresenta l’Opera Compiuta, la creazione nei sei giorni completi.

Non a caso è la forma delle celle delle api e quindi al luogo di conservazione del nettare, che è la Coscienza/Saggezza/Sophia .

api_1

« La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto. »

(Galileo Galilei, Il Saggiatore, Cap. VI)

Fonti:

Link2Universe

http://universodelmistero.blogspot.it/2013/05/significato-esoterico-dellesagramma-o.html

ambiente · anima e corpo · armonia · Canzoni · cultura · Energia · Leggere · natura · Pace · Poesia · Riflessioni · stagioni · stare bene

* Dentro un fiocco di neve

quando il silenzio parla

tu ascoltalo

perchè grande è il suo

sapere

Un piccolo spazio di

eternità si muove tra

le foglie e il vento

Soffia nel cuore ogni profumo

Ascolta….

E’ lieve

un piccolo spazio di

eternità parla al

cuore.

Ascolta…

sogna…

Lascia che ti venga offerto

l’immenso e non

limitare il tuo ascolto a un

tempo finito.

Ci sono uomini che

vivono oltre

l’umanità nella

dimensione

dell’Anima.

In quel luogo dove

nascono i

sogni bambini.

Guarda…

non dimenticherai quello

che lascia un segno

nel tuo cuore

come la bellezza

l’Amore

AMORE

Ci sono storie che

raccontano il cuore

di quelle Anime che

hanno viaggiato nel

tempo degli uomini

Makizita Wakpa ascolta

il Grande Spirito

Ebe era bellissima

BELLISSIMA

Hokato

Vorrai stare qui per sempre

Dondolando tra quegli attimi di

tempo che porteranno all’apparire

di infinità…

Giuseppina Bruno

www.astroenergia.com

anima e corpo · Comunicazione · cultura · eventi · Leggere · natura · Pace · Religione · stagioni · Testimonianze · umanità · usanze

* Festeggiare due volte Natale? Eppure in molti paesi si fa!

 

In Ucraina sarà due volte Natale

È diventato il quinto paese al mondo ad affiancare il 25 dicembre alla tradizionale festività ortodossa

L’Ucraina ha riconosciuto il 25 dicembre come festa ufficiale, accanto al Natale ortodosso che si celebra tradizionalmente il 7 gennaio: è dunque diventata il quinto paese del mondo ad avere due feste di Natale, insieme a Bielorussia, Eritrea, Libano e Moldavia.

Il motivo della differenza nelle date – che separa con una certa precisione cattolici e protestanti da un lato e cristiani orientali e ortodossi dall’altro – risale a Giulio Cesare e ha a che fare con una differenza di calendario: i cattolici e i protestanti usano quello gregoriano, gli ortodossi quello giuliano.

Quando papa Gregorio XIII impose il calendario che usiamo ancora oggi, il calendario gregoriano, i paesi ortodossi rimasero i soli a seguire il calendario giuliano: avevano molti meno rapporti con i paesi che avevano adottato la riforma e, a causa dello scisma tra la chiesa orientale e quella cattolica, non accettarono di compiere i loro riti sulla base di un calendario introdotto proprio dal Papa, di cui non volevano riconoscere la supremazia.

A Oriente si mantenne dunque il vecchio calendario. Il calendario gregoriano venne introdotto in Russia soltanto in seguito alla Rivoluzione d’Ottobre, nel 1917.

Numerose chiese ortodosse, in particolare quelle più legate al patriarcato di Mosca, come quella ucraina, georgiana e bulgara, non accettarono comunque mai il calendario del Papa di Roma, quindi continuarono a festeggiare il Natale 13 giorni dopo la data gregoriana, cioè il 7 gennaio .

Alcuni di questi paesi affiancarono però alla celebrazione del 7 gennaio anche quella del 25 dicembre: la Moldavia scelse di aggiungere il 25 dicembre nel 2013, come parte di una strategia di avvicinamento all’Unione Europea. L’Ucraina, che è un paese a maggioranza ortodossa, ha fatto la scelta di duplicare il Natale per gli stessi motividella Moldavia: avvicinarsi all’Europa e allontanarsi da Mosca.

A differenza dalla chiesa cattolica di Roma, nei paesi ortodossi non esiste il presepe come il simbolo della nascita di Cristo.

Addobbare l’albero di Natale è invece una tradizione comune. Ovviamente cambia un pò anche il tipo di addobbi  natalizi che nelle case ortodosse sono  ghirlande  dove i soggetti principali sono i pesci e le pecore.

Prima del grande giorno, i fedeli osservano una quaresima di 40 giorni in cui mangiano solo cibi magri, niente carne, latticini e simili. La vigilia è il giorno del rigore: digiuno fino a mezzanotte e tante preghiere.

La canonica cena del Natale ortodosso non è ricca: vengono consumati solo uno o due piatti che ricordano ai commensali il sacro evento. La cena passa in un silenzio solenne, e la festa comincia dopo la messa notturna. A tavola si raduna tutta la famiglia, mentre il giorno di Natale (7 gennaio) vengono gli ospiti.

Anticamente, i giovani si riversavano fuori mascherati e, girando per le strade, facevano gli scherzi e chiedevano il cibo e da bere nelle case.

Diventa così molto interessante, nella tradizione iconografica del Natale Ortodosso, e alla luce del concetto di Epifania,  la presenza di dipinti in cui il bambino esposto il 7 gennaio è deposto in una piccola culla a forma di bara completamente fasciato, a voler simboleggiare il senso ciclico di ininterrotta morte e rinascita.  

Così nei primi secoli i cristiani commemoravano tre eventi insieme: il Natale, la Manifestazione ai Re Magi e il Battesimo di Gesù.

 

A causa degli impegni di lavoro, gli immigrati, spesso, non possono rispettare rigorosamente la tradizione. Le parrocchie ortodosse all’estero si adeguano alle circostanze. In 116 città italiane sono stati creati i centri pastorali ortodossi di cui i più grandi sono quelli di Roma, Bologna, Brescia, Napoli, Caserta, Milano, Reggio-Emilia e Venezia.

http://tuttoggi.info/oggi-si-festeggia-il-natale-ortodosso/313989/

http://www.ilpost.it/2017/12/18/ucraina-due-volte-natale/

per saperne di più:https://lauracarpi.wordpress.com/wp-admin/edit.php?s=cleopatra+e+il+mese+di+luglio&post_status=all&post_type=post&action=-1&m=0&cat=0&paged=1&action2=-1