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* Giornata della Memoria : Ricordare per educare alla pace ! A Rondine si insegna la Pace!

Solo nella pace ci può essere il progresso”.

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Con queste parole Rondine Cittadella della Pace accoglie i suoi visitatori. Piccolo borgo toscano sulle rive dell’Arno, Sociale laboratorio e culturale, Rondine ti si apre all’arrivo con le sue bandiere da tanti paesi del mondo e le sue targhe dedicate a pensieri di pace.

In questo angolo quieto di Toscana, a dieci chilometri da Arezzo, esiste dal 1997 uno Studentato internazionale dove si insegna la pace attraverso lo studio. L’Associazione Rondine nasce attorno a un’idea forte e originale: far convivere in un luogo e contesto neutrali, ragazzi provenienti da paesi in conflitto e che nelle loro terre sarebbero potenziali nemici.

Chi-Siamo

“Dare un volto al nemico – umanizzarlo per umanizzarci – è una strada per cambiare, un processo senza fine”, spiega con sguardo illuminato Franco Vaccari, presidente e fondatore dell’Associazione. “Il pregiudizio abbrutisce, si radica in modo talmente sottile che chi lo pratica non ne è più consapevole. Ilmetodo Rondine consiste proprio nell’insegnare a coltivare l’umano che è in ciascuno di noi, perché porti frutto”.

Questo borgo così riparato e mite è un luogo d’avanguardia. Può sembrare semplice il cammino di giovani da varie parti del mondo che studiano in un contesto internazionale con il supporto di borse di studio, eppure non è così. Il ritmo, come ci spiega Mauro D’Andrea, responsabile delle relazioni internazionali, si costruisce con la fatica e la perseveranza:

“Scegliamo giovani che hanno rifiutato la guerra per diventare leader di domani. Eppure il percorso che questi ragazzi devono sostenere è impegnativo. Tutto alimenta in loro sospetto, diffidenza, rancore, vendetta, odio. Vengono a Rondine, si spogliano di alcune certezze, guardano negli occhi e toccano il loro nemico, ci vivono, non per il tempo di un’emozione, ma per il tempo di una formazione accademica. E cominciano a cambiare. Qualcosa cambia nella vita interiore di ciascuno di loro, cambiano le relazioni, cambia la coscienza del loro compito personale e storico, cambia la loro vita. Un cambiamento che rovescia il modo di vedere l’altro e gli altri. Da Rondine, in Toscana, tornano a casa con la propria storia “rovesciata”, pronti a rovesciare la storia del mondo là dove vivranno.” –

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All’arrivo a Rondine lo studente frequenta, per circa tre mesi, un corso di lingua italiana per poi iniziare il proprio percorso di studi. Gli studenti seguono corsi universitari o master presso le Università di Siena, Firenze, Roma o Bologna. Gli studi sono finanziati con borse di studio messe a disposizione da istituzioni e privati. “La maggior parte degli studenti ha conseguito buoni risultati”, spiega Sara Bindi, responsabile della comunicazione. “Una volta terminato il percorso di studi, tornano nel loro paese di origine per inserirsi in percorsi di carriera nel mondo accademico, istituzionale e industriale in posizioni di alta visibilità e si fanno così portatori di un messaggio di dialogo”.

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Una candidatura al Nobel per la Pace 2015 per l’onlus italiana “Rondine cittadella della pace”.

So che a Rondine sta crescendo una nuova generazione, anzi un nuovo genere di leader del mondo, leader che abbiano il coraggio del dialogo, che sappiano cercare, scavare per capire le ragioni dei conflitti. Oggi il mondo ha grande bisogno di questo coraggio e per questo ho avuto l’idea di candidare Rondine al Nobel per la Pace 2015 e sono molto felice di dirvi che la candidatura é stata accettata”.

Così la Vicepresidente della Camera, Marina Sereni in occasione del Rapporto Annuo 2014 dell’associazione che si è tenuto il 9 luglio alla Camera del Deputati, ha annunciato la candidatura di Rondine Cittadella della Pace all’ambito riconoscimento, al momento l’unica candidata annunciata tra le associazioni italiane.

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Fonti:

http://www.fondazioneconilsud.it/news/leggi/2015-07-10/rondine-candidata-al-nobel-per-la-pace/

http://www.molo7photoagency.com/blog/rondine-cittadella-della-pace-1a-puntata/?lang=it

 

 

 

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* Cosa sarà…oh, cosa sarà…

Cosa sarà…oh, cosa sarà…

Jimmy Lawlor - Tutt'Art@ (11)

cosa sara’
che fa crescere gli alberi la felicita’
che fa morire a vent’anni
anche se vivi fino a cento

cosa sara’

a far muovere il vento
a fermare un poeta ubriaco
a dare la morte per un pezzo di pane
o un bacio non dato

oh cosa sara’

che ti svegli al mattino e sei serio
che ti fa morire ridendo di notte
all’ombra di un desiderio


oh cosa sara’

che ti spinge a domare una
donna bassina perduta
la bottiglia che ti ubriaca
anche se non l’hai bevuta

cosa sara’
che ti spinge a picchiare il tuo re
che ti porta a cercare il giusto
dove giustizia non c’e’

cosa sara’
che ti spinge a comprare di
tutto anche se è di niente che hai bisogno

cosa sara’
che ti strappa dal sogno


oh cosa sara’
che ti fa uscire di tasca dei
no non ci sto ti getta nel mare
ti viene a salvare

oh cosa sara’
che dobbiamo cercare
che dobbiamo cercare

cosa sara’

che ci fa lasciare
la bicicletta sul muro
e camminare la sera con un amico
a parla del futuro

cosa sara’

questo strano coraggio
paura che ci prende
che ci porta a ascoltare
la notte che scende


oh cosa sara’

quell’uomo e il suo cuore benedetto
che e’ sceso dalle scarpe e dal letto
si e’ sentito solo
e’ come un uccello che in volo
e’ come un uccello che in volo
si ferma e guarda giu’

Lucio Dalla

http://youtu.be/UNlS7qfMDl4

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* Così nasce un fiocco di neve…

I cristalli di ghiaccio che formano i fiocchi di neve sono tra le cose più incredibili da vedere al microscopio (qui trovate un’intera galleria fotografica al riguardo), ma ancor più affascinante è riuscire a vederli crescere. Non solo per la bellezza intrinseca ma anche per tutta la fisica e la chimica dietro questo processi.

Man mano che l’acqua ghiaccia, le molecole trovano nuovi modi per organizzarsi, cristallizzandosi in strutture esagonali dove ogni punto dell’esagono è un atomo di ossigeno ed ogni lato dell’esagono è un’atomo di idrogeno legato ad un atomo di ossigeno. Più molecole arrivano a legarsi, più la crescita delle strutture geometriche varia in base a sottili differenze di temperatura e condizioni esterne.

La tendenza dell’acqua ad espandersi (piuttosto che condensarsi come fanno molte altre sostanze) quando inizia a congelare è parte di quello che ci permette di ammirare questa struttura davvero incredibile.

(E’ anche causa di tante altre proprietà che rendono l’acqua una sostanza unica e assolutamente indispensabile per la vita).

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E’ basata su una classica figura geometrica, l’esagono.

Il Sigillo di Salomone, noto anche con il nome di “Esagramma” o Stella a sei punte” o, in alcuni casi, “Esalfa”, è un simbolo costituito da due triangoli equilateri intrecciati in maniera regolare tra di loro.

Sotto il profilo esoterico cristiano rappresenta le due nature di Cristo, quella divina e la umana. Secondo i pitagorici è il simbolo della bellezza e dell’unione nel matrimonio, inteso esotericamente, perfetto equilibrio delle forze opposte e dell’armonia del creato.

Il triangolo con il vertice verso il basso rappresenta i due elementi acqua e terra, questi elementi risultano legati in maniera indissolubile al mondo materiale, il loro principio li fa tendere verso il basso, verso la regressione.

Il triangolo con il vertice in alto rappresenta i due elementi spirituali, aria e fuoco, due elementi rappresentanti l’evoluzione dello spirito, basti pensare al fuoco inteso come “Spirito Santo” nel Cristianesimo o come fuoco purificatore in centinaia di altre culture.

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simbolo della Società teosofica

Dall’incrocio dei due triangoli si crea l’esagono centrale che rappresenta l’equilibrio perfetto, il cuore dell’uomo inteso come contenitore materiale dell’anima spirituale, qui ci si potrebbe ricollegare al significato esoterico del cuore che facilmente ci riporta al santo Graal.

Quando è presente un punto all’interno dell’esagono centrale, questo simboleggia l’unione di tutti gli elementi esistenti. probabilmente l’illuminazione.

L’esagono rappresenta l’Opera Compiuta, la creazione nei sei giorni completi.

Non a caso è la forma delle celle delle api e quindi al luogo di conservazione del nettare, che è la Coscienza/Saggezza/Sophia .

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« La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto. »

(Galileo Galilei, Il Saggiatore, Cap. VI)

Fonti:

Link2Universe

http://universodelmistero.blogspot.it/2013/05/significato-esoterico-dellesagramma-o.html

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* Cambiare relativo…Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento.

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Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri,
altri mulini a vento.

(Proverbio cinese)

Prima della fine dell’anno e anche dopo, all’inizio dell’anno nuovo, ho trovato tanti e poi tanti articoli tra i bloggers con elenchi di “buoni propositi” per il futuro.
Alcuni come un dialogo con se stessi, dopo aver fatto un bilancio degli obiettivi raggiunti, altri rivolti all’umanità intera per riacquistare il senso dei valori, alcuni ironici, alcuni amari, alcuni fiduciosi.
Alcuni, anzi molti, tanti, sono poesie, riflessioni, incitazioni che rivelano un comune denominatore, derivano da una comune aspirazione, cambiare secondo i valori condivisi dell’ umanità.
Se è vero che, come recita una delle più inflazionate citazioni, ” cambia te stesso per cambiare il mondo “, è anche indispensabile che ognuno si consideri parte del gruppo umanità, parte operante e responsabile della manifestazione, del Tutto.
” La somma delle parti è maggiore dell’intero “, lo diceva già Aristotele.
Del resto una sinfonia è ben più della somma degli ascolti degli strumenti ascoltati singolarmente. E’ un risultato dell’ Armonia.
E tanti pensieri ed aspirazioni della stessa qualità, quando condivisi, si materializzano in una forma pensiero di maggiore capacità di incidere sulla realtà di un singolo pensiero o di una singola aspirazione.
Tutti insieme appassionatamente possiamo raggiungere gli obbiettivi condivisi.
” Di buoni propositi è lastricato l’Inferno ” recita un detto popolare.
Semplicemente questo futuro tanto celebrato e dai catastrofisti e dagli esoterici come un momento di cambiamento, certo ha spinto i più a non trovarsi impreparati.
Perchè cambiare può far paura e soprattutto implica una visione precisa del cambiamento ed un impegno a realizzarlo.

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Non mi piace incasellare le persone in categorie. Nè segnalare formule vincenti.
Ogni essere umano è talmente unico nei suoi molteplici aspetti e come tale considero e rispetto tutti i miei simili.
“ Cambiare “ è …migliorare?
“ Migliorare ” implica un termine di paragone rispetto al quale voglio ottenere un cambiamento.
Quindi parto da qualcosa di già esistente per arrivare a qualcosa che desidero diventi qualcosa altro.
E’ un mettermi in discussione se non mi sento soddisfatto.
Ciò implica una analisi, una valutazione di cosa mi fa essere insoddisfatto, in quale campo della vita
Dipende da me, dalla mie aspettative, dal mio modo di vedere.
Poi mi chiedo quale obiettivo voglio raggiungere, quali risorse ho a disposizione e quale metodo voglio adottare.
Non c’entra il destino, la fortuna, il capo, la collega, i figli,la società, il governo ladro, la crisi.
Loro sono la realtà esterna che mi si presenta qui ed ora. Della quale devo comunque tenere conto.
Ciò che voglio ottenere che impatto ha sul mio ambiente più prossimo, cose, luoghi, persone comprese?
Sarò io comunque l’artefice. Il mio campo di influenza è oltre me. E l’impegno è mio.
E’ il meglio per me?
Può anche essere un meglio che tiene conto dei meglio degli altri.
Un meglio non è sempre un accumulare, un crescere in quantità, un apparire. Potrebbe essere un togliere, un rivalutare, un fare bene in qualità.
Meglio è avere una visione di sè nel futuro e la volontà ad impegnarsi per raggiungere quella visone. C’è sempre un futuro che dipende da noi.
Per cambiare in meglio, per ciò che si ritiene meglio. Ognuno ha diritto al meglio.
E mettersi d’accordo su cosa è meglio.
Migliorare è una aspirazione legittima purchè sia nel rispetto delle aspirazioni degli altri e non a discapito di qualcuno. Non tolgo a te per avere un miglioramento per me, ma mi impegno per un miglioramento per me che lo sia anche per te.
Il meglio è quando si ottiene un equilibrio tra noi, le persone che interagiscono con noi, l’ ambiente che ci circonda.
Migliorare in collaborazione con gli altri ad un obiettivo comune è avere coscienza di se stessi nel gruppo umanità e nell’ambiente che la ospita.
Desiderare di migliorare è la spinta che fa girare il nostro mondo e lo rinnova continuamente attraverso un cambiamento che inizia dal singolo e diventa lo stimolo per una intera generazione, per il futuro.

Facciamo  che ogni giorno del prossimo anno rappresenti un importante passo verso cio’ che desideriamo, 365 passi che ci porteranno, a guardarci indietro e dire: “wow! che anno speciale! “

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                                       ”Quando la determinazione cambia, tutto inizia a muoversi nella direzione che desiderate.
                  Nell’istante in cui decidete di vincere, ogni nervo e fibra del vostro essere si orienteranno verso quella realizzazione.”
                                                                                                               (Daisaku Ikeda)
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* C’è una Befana per tutti i gusti!

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Prima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana:
Viva, viva la Befana!

Seconda versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col vestito alla romana:
Viva viva la Befana!

Terza versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col cappello alla romana:
Viva viva la Befana!

Quarta versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
porta un sacco pien di doni
che regala ai bimbi buoni

Quinta versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con la scopa di saggina:
viva viva la nonnina!

Sesta versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
se ne compra un altro paio
con la penna e il calamaio.

Settima versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
viene e bussa alla tua porta
sai tu dirmi che ti porta?

Ottava versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte;
viene, bussa e scappa via,
la befana è mamma mia.

Nona versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
il suo sacco è pien di toppe
e le ossa ha tutte rotte.

Decima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
il vestito trulla là, la Befana:
“Eccomi qua!!!”

Undicesima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con la gerla sulle spalle
e le calze rosse e gialle.

Dodicesima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
s’è scucita la sottana:
viva, viva la Befana!

Tredicesima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
il cappello alla tramontana,
viva, viva la Befana!

Quattordicesima versione
Befana Befana
che stai nella tana
vestita di rosa
portaci qualche cosa!

Quindicesima versione
Befana Befana
con le scarpe tutte rotte,
col vestito da Furlana
viva, viva la Befana!

e allora

Viva Viva la Befana..

illustrazione di : https://www.facebook.com/giuseppinabrunoscrittrice

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* 53^ Giornata della pace : 1 Gennaio 2020 Pace ?… è una parola!

” pace “… una parola o un parolone?

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Cercavo la colomba della pace di Picasso  ed ho trovato una serie di litografie di  colombe disegnate da lui…
Una mi ha colpito perchè l’ ho trovata la rappresentazione ideale di una mia recente riflessione:

la pace ha motivo in quanto è l’opposto della guerra.

E’ una prerogativa umana ragionare dualisticamente : a tutto c’è un opposto, o questo o quello, e si agisce “ contro questo” o “ contro quello”.
Quindi la pace si ha solo quando non c’è la guerra e si fa la guerra per ottenere la pace.
Può sembrare un semplice sillogismo.

Ci sono attendibili opinioni in ogni tempo:
Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant. Dove fanno il deserto , quello chiamano pace”  Tacito
Facciamo la guerra per poter vivere in pace“ Aristotele.
Si vis pacem, para bellum . Se vuoi la pace prepara  la guerra” Vegezio
Essere preparati alla guerra è uno dei mezzi più efficaci di preservare la pace” George Washington.
La pace non è un assenza di guerra: è una virtù, uno stato d’animo,una disposizione alla benevolenza, alla fiducia, alla giustizia. Baruch Spinoza
Oppure ci si riempe la bocca per apparire schierati da una parte o dall’altra.

Io penso che  Pace è un valore insito nel’ Essere umani, uno stato d’animo interiore che è in ciascuno di noi e che prescinde da un suo opposto.
Pace è un atteggiamento mentale strettamente legato al cuore che determina il modo di interpretare il mondo in tutte le sue sfaccettature e di conseguenza il ciascuno agire.
Se sono in pace con me stessa allora la posso esportare agli altri, e solo allora.
Pace è solo una parola,  il più delle volte un parolone che accomuna la gente… e le coscienze? Vado alla manifestazione o alla marcia e …dentro di me sono in pace?
Ma che vuol dire essere in pace con se stessi? Una ricetta universale non l’hanno ancora inventata eppure se ne sono dette di tutti i colori e sono stati versati fiumi di inchiostro.

Altre attendibili opinioni:
La pace è un quotidiano, un settimanale, un processo mensile, a poco a poco cambiando opinioni, lentamente erodendo vecchie barriere, tranquillamente costruendo nuove strutture. John F. Kennedy
La pace non è un rapporto delle nazioni. Si tratta di una condizione mentale derivante da una serenità d’animo. E ‘anche uno stato d’animo. Pace duratura può venire solo a persone pacifiche“. Jawaharial Nehru, primo ministro dell’India

Il fatto è che la pace è una sensazione talmente personale che io non posso fare altro che raccontare la mia.
Io mi sento in pace quando mi sento al posto giusto al momento giusto. Giusto per chi?
Per me, ovviamente. Tu per te. Loro per loro.
Io mi sento in pace quando porto avanti con passione le mie scelte.
Io mi sento in pace quando sono in sintonia con la natura e con i ritmi dell’universo .
Io mi sento in pace quando penso che se oggi vedo nero domani è un altro giorno.
Io mi sento in pace quando vedo sorridere qualcuno che prima era cupo.
Io mi sento in pace quando in coda alla posta la fila va lenta e faccio amicizia con la signora accanto.
Io mi sento in pace quando piove e non ho l’ombrello, dopotutto il sole splende per tutti
Io mi sento in pace quando la bimba del vicino, che di notte piange, mi saluta per nome
Io mi sento in pace quando alla tv danno la  notizia che è nata una nuova stella.

Insomma per me Pace è vedere il bicchiere mezzo pieno, sempre.
Per me dire Pace, fare Pace, marciare per la Pace non è Pace.
Per me Pace è Essere Pace.

E come me tutti possono Essere Pace, dato che è dell’Essere uman0.

O no?

 

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* Auguri non solo con l’ Universo tutto ! Pronti per un nuovo giro?

 

Le energie delle stelle ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della vita la nostra vita.

Tutto si muove e si rinnova, muta ciclicamente,

il Cielo è sempre lì a mostrarci il cammino come un libro aperto e i pianeti e le stelle e le galassie sono compagni di viaggio nell’evoluzione.

Pronti per un nuovo giro?

Love Laurin

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* La buona notizia del venerdì: Hai ricevuto regali che non ti piacciono o non ti servono? Niente paura . Ora c’è il Regifting! E puoi sempre donare a chi non ne ha !

 

 

Il primo passo non è il riciclo ma il dono !

Il primo passo non è il riciclo, ma il dono. Gratuito, senza contropartite, a beneficio di chi non ha la stessa nostra fortuna di dare e ricevere doni durante le vacanze di Natale, e non solo. Ma in ogni caso, guai a sprecare i regali di Natale, che spesso finiscono in qualche cassetto e tra i tanti oggetti che abbiamo e non utilizziamo: in America è stato calcolato, per esempio, che sotto l’albero, ogni anno, riceviamo e diamo 35 miliardi di dollari di regali sgraditi. E dunque a fortissimo rischio spreco.

Secondo una ricerca realizzata da Coldiretti/Ixe, quasi un italiano su quattro ricicla i regali di Natale indesiderati. La maggioranza li regala a parenti ed amici ai quali possono tornare utili. Una buona percentuale, circa il 30 per cento, li riporta nel punto vendita in cui sono stati acquistati per effettuare un cambio o richiedere un buono mentre il 29 per cento degli italiani li rivende su Internet. Un ottimo modo quest’ultimo, per trasformare i regali non graditi in una fonte di guadagno e un’ottima occasione per i compratori, per accaparrarsi articoli nuovi a prezzi decisamente interessanti.

Una moda e un fenomeno, il Regifting, in forte crescita nel nostro Paese e una tendenza accelerata dalla sempre maggiore diffusione di smartphone e tablet grazie ai quali è possibile mostrare il prodotto da rivendere ad un numero molto ampio di persone. Senza contare la possibilità di esporre l’oggetto sui portali specializzati in specifici prodotti o servizi, affinando ancora di più la ricerca dei potenziali acquirenti.

Ecco allora tanti consigli utili per combattere l’affanno dei regali sgraditi (o sbagliati):

  1. Innanzitutto, quando scartate i regali, evitate di rovinare la confezione originale e richiudetela con cura in modo da non avere problemi al momento di un eventuale cambio presso il punto vendita in cui il prodotto è stato acquistato.
  2. Se decidete di regalare il dono ricevuto ad un amico o parente che potrebbe apprezzarlo o ritenerlo particolarmente utile, ricordate almeno di sostituire la carta regalo ed eliminare il bigliettino di auguri. E per evitare figuracce, assicuratevi che il destinatario del regalo riciclato non conosca chi vi ha donato l’oggetto indesiderato.
  3. Se decidete di conservare il dono e rimandare il riciclo all’anno successivo, non dimenticate di attaccare al regalo un post-it con su indicato il nome di chi ve l’ha fatto: eviterete così il tragicomico “riciclo al mittente”.
  4. Se si tratta di un prodotto con scadenza, controllate bene la data prima di riciclarlo.
  5. E siccome non sarete i soli da aver ricevuto un regalo sgradito: che ne dite di organizzare una divertente serata in compagnia degli amici in cui scambiarsi i regali desiderati?
  6. Ricordate che sui social sono tanti i gruppi e le pagine attraverso le quali scambiare o donare gli oggetti e i regali non graditi. Noi vi suggeriamo: Io regalo e Te lo regalo se vieni a prenderlo.
  7. Non dimenticate la possibilità di donare il regalo in beneficenza: potrete fare felice chi ne ha più bisogno.
  8. Infine, non sottovalutate il riciclo creativo: come abbiamo visto più volte, basta veramente poco per dare nuova vita agli oggetti che non utilizziamo. Ad esempio, con un pizzico di fantasia, quel maglione che non vi piace può trasformarsi in un caldo cappello invernale o in un originale copritazza fai da te.

In alternativa, ecco alcuni consigli utili per rivendere i regali di Natale su internet:

  • Prima di pubblicare il vostro annuncio, fate una ricerca per controllare i prezzi di vendita degli oggetti simili al vostro.
  • Descrivete l’oggetto che state mettendo in vendita in maniera accurata: specificate il brand e indicate i dettagli del prodotto, dal colore alle dimensioni fino alle caratteristiche tecniche se si tratta di un prodotto tecnologico.
  • Al testo di presentazione del prodotto, associate immagini chiare, specificando bene che si tratta di un oggetto nuovo e mai utilizzato.
  • Se possibile, offrite la possibilità di scegliere tra diverse modalità di pagamento.
  • Assicuratevi che il prodotto sia ben confezionato prima di procedere con la spedizione e, una volta conclusa la trattativa, non fate aspettare molto l’acquirente.

Fonte: nonsprecare.it

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* 25 dicembre: buon Natale a tutti, proprio tutti

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Natale letteralmente natale significa “nascita”. La festività del Dies Natalis Solis Invicti (“Giorno di nascita del Sole Invitto”) veniva celebrata nel momento dell’anno in cui la durata del giorno iniziava ad aumentare dopo il solstizio d’inverno: la “rinascita” del sole. Il termine solstizio viene dal latino solstitium, che significa letteralmente “sole fermo” (da sol, “sole”, e sistere, “stare fermo”).

E proprio il 25 dicembre il Sole sembra rinascere, ha cioè un nuovo “Natale”.

Questa interpretazione “astronomica” può spiegare perché il 25 dicembre sia una data celebrativa presente in culture e paesi così distanti tra loro. Tutto parte da una osservazione attenta del comportamento dei pianeti e del sole, e gli antichi, per quanto possa apparire sorprendente, conoscevano bene gli strumenti che permettevano loro di osservare e descrivere movimenti e comportamenti degli astri.

in Egitto si festeggiava la nascita del dio Horo e il padre, Osiride, si credeva fosse nato nello stesso periodo;

nel Messico pre-colombiano nasceva il dio Quetzalcoath e l’azteco Huitzilopochtli; Bacab nello Yucatan;

il dio Bacco in Grecia, nonché Ercole e Adone o Adonis;

il dio Freyr, figlio di Odino e di Freya, era festeggiato dalle genti del Nord;

Zaratustra in Azerbaigian;

Buddha, in Oriente;

Krishna, in India;

Scing-Shin in Cina; i

in Persia, si celebrava il dio guerriero Mithra, detto il Salvatore

a Babilonia vedeva la luce il dio Tammuz, “Unico Figlio” della dea Istar, rappresentata col figlio divino fra le braccia e con, intorno al capo, un’aureola di dodici stelle.

Nella Romanità, in una data compresa tra il 21 e il 25 dicembre, si celebrava solennemente la rinascita del Sole, iDies Natalis Solis Invicti, il giorno del Natale del Sole Invitto, dopo l’introduzione, sotto l’Imperatore Aureliano, del culto del dio indo-iraniano Mithra nelle tradizioni religiose romane e l’edificazione del suo tempio nel campus Agrippae, l’attuale piazza San Silvestro a Roma, che era praticamente incluso all’interno di un più vasto ciclo di festività che i Romani chiamavano Saturnalia, festività dedicate a Saturno, Re dell’Età dell’Oro, che, a partire dal  .C. e dopo le successive riforme introdotte da Cesare e da Caligola, si prolungavano dal 17 al 25 Dicembre e finivano con le Larentalia o festa dei Lari, le divinità tutelari incaricate di proteggere i raccolti, le strade, le città, la famiglia.”

Huitzilopochtli, il dio azteco della guerra, è stato associato con il Sole. Il suo nome, che significa “colibrì del sud”, proviene dalla credenza azteca secondo la quale gli spiriti dei guerrieri uccisi in battaglia seguono il Sole attraverso il cielo per quattro anni.

A Babilonia già intorno al 3000 a.c. nel periodo del nostro Natale veniva celebrato ilDio del Sole Shamash. Il suo nome oltre ad essere collegato al Sole, si riferisce anche alla giustizia e alla veggenza, in quanto a causa dei suoi attributi solari è capace di vedere tutto, anche il futuro. Insieme al culto di Shamash sempre a Babilonia nasce la venerazione della Regina del Cielo, Isthar, e di suo figlio Tammuz, divinità che rappresenta la reincarnazione del Sole.
La nascita di questo Dio avveniva proprio durante il solstizio d’inverno: rappresentato come un bambino, a Babilonia il Dio Sole Tamuz prendeva il nome di Yule, e il “Giorno di Yule” veniva festeggiato il 25 Dicembre.

In Egitto il 24/25 dicembre si celebravano importanti cerimonie in onore del culto diHorus e della madre Iside, e testimonianze risalenti al 1400 a.c. ci mostrano il Dio Bambino con una corona solare in testa.
Il padre divino di Horus era Osiride, con cui egli si identificava: “Io e mio padre siamo Uno”; e la madre era Iside, al quale il dio Thot annunciò che avrebbe concepito un figlio virginalmente, scena rappresentata a Luxor su edifici risalenti al 1500 a.c. Horus nacque in una grotta, annunciato da una stella d’oriente, e fu adorato da pastori e da tre uomini saggi che gli offrirono dei doni. A dodici anni insegnò nel tempio e poi scomparve fino a trent’anni. Horus nella sua vita terrena partecipò anche ad una sorta di battesimo officiato da Anup, il quale in seguito verrà decapitato.
Con Iside ed Osiride, Horus rappresenta la “trinità” egiziana. Osiride, padre di Horus, è una divinità che compare già in epoca arcaica egiziana, personificato anch’esso con il Sole. Era considerato il Dio che soffrì e morì sulla Terra, e alla sua morte il cielo si oscurò.

Altro culto assai antico e che si ricollega alla venerazione del Sole è quello del dio Mitra indiano. Tale culto risale ad un’epoca di gran lunga precedente a quella in cui è vissuto Cristo, e cioè all’India del 1200 a.c. Le prime testimonianze infatti sono contenute nel testo sacro indiano conosciuto come Rig Veda, in particolar modo per quanto riguarda la coppia divina che in India è conosciuta come Varuna-Mitra, rispettivamente portatori di buio e di luce, della realtà interiore ed esteriore delle cose.

Sempre nei Veda viene riportato il mito di Krishna, dove ritorna l’episodio della nascita di un essere divino da una vergine: “Mahadeva, il Sole dei Soli, le apparve nel lampo di un folgorante raggio sotto forma umana. Allora ella concepì il figlio divino”. La vita di Krishna è segnata da particolari molto simili alla storia di Cristo, e alcuni studiosi hanno fatto notare come la radice del nome della divinità indiana sia molto simile a quella del figlio del Dio cristiano

In Mesopotania insieme a Mitra ritroviamo la figura del profeta Zarathustra, nato nel 714 a.c. in Persia, sempre nel periodo del Natale. Era considerato il figlio del Sole, e quindi di Mitra, e allo stesso tempo Sole egli stesso. La religione professata dal figlio di Mitra doveva essere monoteistica, universale e basata su un “giusto sentiero, giusto parlare, giusto operare”, come aveva ordinato il suo padre divino, che successivamente prenderà il nome di Mazda.

Presso i Celti durante il solstizio d’inverno, chiamato anche Mezz’inverno o Alban Arthuan, si celebrava Yule, il Dio Sole che rinasceva nel ventre della Dea, che durante tale festa assume l’aspetto di Madre.

Eppure siamo la stessa umanità che abita sulla terra,un gruppo eterogeneo di esseri che si esprime in modi e tempi diversi ma con la stessa aspirazione a trovare una stessa identità. 

Scelte politiche, sociali e soprattutto religiose hanno creato e creano le diversità che portano ai conflitti. 

Facciamo in modo di non rifletterci sopra solo a Natale.

Quindi Buon Natale a tutti, nessuno escluso!

Fonti:

Sol Invictus – Wikipedia