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* A Ferragosto abbraccia un albero! Fa bene!

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Abbracciare gli alberi fa bene, la scienza conferma

Abbracciare gli alberi, un’idea della “hippy generation” molto criticata, è ora provata in modo scientifico: contrariamente alle credenze popolari, toccare un albero rende più sani. Per stare meglio non importa neppure toccarlo, l’albero: il solo essere nelle sue vicinanze ha lo stesso effetto.

Parola di Matthew Silverstone, autore del saggio “Blinded by Science”, Bendati dalla scienza ufficiale.

Tesi: tutto vibra, dal nucleo di un atomo alle molecole del nostro sangue e del nostro cervello. Suoni, piante, animali. Fino allo spazio esterno. “Una volta compreso questo principio di base, tutto diventa improvvisamente chiaro: se applichiamo questa teoria al mondo intorno a noi, ci stupiremo di cosa potremo imparare”. 

Blinded by Science” spiega come smettere di essere “accecati dalla scienza”, e offre una teoria che, se applicata a fattori come l’acqua, le piante, il sole e la luna, sembra avere un “senso perfetto”.

Così, Silverstone prova “scientificamente” che gli alberi migliorano molti aspetti della salute: malattie mentali, disturbo di deficit di attenzione e iperattività (Adhd), livelli di concentrazione, tempi di reazione,depressione, emicranie.

Innumerevoli studi – riferisce il blog “Informare per Resistere” – hanno dimostrato che i bambini mostrano effetti psicologici e fisiologici significativi in termini di salute e benessere quando interagiscono con le piante”. Studi che dimostrano che i bambini “stanno meglio, cognitivamente ed emotivamente, in ambienti verdi”. I piccoli “giocano in modo più creativo” se si trovano nel bel mezzo di un bosco.

 ***

Una indagine sulla salute pubblica, programmata per studiare l’associazione tra spazi verdi e salute mentale, conclude che “l’accessibilità a spazi verdi può significativamente contribuire alle nostre capacità mentali e al nostro benessere”. Quale può dunque essere l’aspetto della natura che può avere effetti così significativi? “Fino ad ora si è pensato che fossero gli spazi aperti, ma Matthew Silverstone mostra che non si tratta di questo”.

Piuttosto, il ricercatore inglese “prova scientificamente che sono le proprietà vibrazionali degli alberi e delle piante a darci i benefici in termini di salute, non gli spazi verdi e aperti”. La risposta a come piante ed alberi ci influenzino fisiologicamente sembra dimostrarsi molto semplice: “È tutto dovuto al fatto che ogni cosa ha una vibrazione, e differenti vibrazioni influenzano i comportamenti biologici”. È stato provato che, se beviamo un bicchiere di acqua trattato con una vibrazione di 10Hz, il nostro tasso di coagulazione sanguigna cambia immediatamente con l’ingestione dell’acqua trattata.

Per Silverstone, accade lo stesso con le piante: “Quando tocchiamo un albero, la sua diversa vibrazione influenzerà vari comportamenti biologici del nostro corpo”.

Questa idea ‘vibrazionale’, – spiega “Informare per Resistere” – è supportata nel libro da centinaia di studi scientifici, “che forniscono prove schiaccianti che l’abbracciare gli alberi non è una pazzia: non solo fa bene alla nostra salute ma può anche far risparmiare molti soldi ai nostri governi, offrendo una forma di trattamento alternativa e gratuita”. Secondo l’indagine, “spazi verdi e sicuri possono essere efficaci quanto una prescrizione medica nel trattare alcune forme di malattia mentale”.

E se i medici, d’ora in poi, trattassero alcuni disturbi suggerendo una passeggiata nel parco piuttosto che una scatola di pillole?

***

Abbraccia un albero sia fisicamente che mentalmente.
Chiudi gli occhi e inizia a respirare lentamente e profondamente.
Concentrati sul tuo respiro… Inspira ed espira e ogni volta che prendi aria, inspiri con essa tutta la positività intorno al tuo essere…e ogni volta che espiri liberi te stesso da quello che non è tuo.
Continua a seguire il tuo respiro finché non ti senti calmo e rilassato.
Sintonizzati con l’albero… Senti le sue vibrazioni mentre si uniscono alle tue.
Respira profondamente lasciando che la sua energia raggiunga il tuo cuore e la tua l’albero.
In questo momento sei tutt’uno con l’albero, con madre terra e con tutto quello che è .
L’energia che scaturisce dalla tua emozione è pura energia divina.
Visualizza le sue potenti vibrazioni… I

n questi attimi d’immensa emozione, potresti risolvere anche un tuo problema di salute indirizzando queste vibrazioni con tutta la tua forza emozionale a dissolvere completamente la nuvola che copre il tuo sole… Prova!
Visualizza il tuo problema divenire sempre più piccolo e insignificante…

Visualizzalo mentre si dissolve continuando a respirare ed essere Uno con Tutto.


– dal libro “Felicità – Un Anno di Pensieri Positivi”

Io penso che l’universo è un insieme vivo e pulsante di energie che agiscono, collaborano, scambiano qualità ed intensità in un continuo divenire secondo un ordine implicito da sempre e per sempre.

Queste energie pervadono e determinano una coscienza in tutto ciò che è manifesto, dal granello di sabbia, alle piante, agli animali, agli esseri umani fino alle più lontane e complesse galassie.

 Abbraccia un albero a ferragosto

Articolo tratto da LIBRE

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*08/08 * Miao Prrr.Miao Prrr. Miao Prrr. *Giornata internazionale del gatto!

 

https://lauracarpi.com/2012/04/13/un-gatto-non-e-solo-un-gatto/

https://lauracarpi.com/2019/07/06/gattologia-2/

https://lauracarpi.com/2019/09/04/ogni-grande-ha-con-se-un-gatto-andrea-camilleri-e-gatto-barone/

https://lauracarpi.com/2015/03/25/i-gatti-di-doris/

https://lauracarpi.com/2018/11/24/i-gatti-di-freddie/

https://lauracarpi.com/2015/05/05/i-gatti-di-ernest/

https://lauracarpi.com/2010/02/10/il-tao-dei-gatti/

 

Miao Prrr.MiaoPrrr.Miao Prrr.

 

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*Ogni anno dall’ 8 al 12 agosto si apre il Portale del Leone e una speciale energia accelera l’evoluzione… Per me? Per te? Per chi sa coglierla!

 

L’energia degli ultimi mesi è stata molto intensa.

Siamo in un grande momento di transizione nelle nostre vite. Siamo  all’ingresso di una nuova vita, un nuovo modo di essere, e dipende da noi scegliere se oltrepassare la soglia. Il punto è che la maggior parte degli esseri umani non cambia se non è infelice delle situazioni o a meno che non vi sia una grande energia di trasformazione.

E’ giunto il tempo che tutti abbiamo atteso, ma sembriamo avere paura di lasciare andare la vecchia idea che abbiamo di noi stessi, creando un po’ di resistenza al cambiamento. Per questa ragione il messaggio dell’universo è diventato molto deciso e stiamo sperimentando un profondo senso di fine, soprattutto nelle ultime settimane.

Il portale che si è aperto oggi, e che rimarrà aperto sino al 12 Agosto, supporta il processo che stiamo vivendo, rafforzando le energie di trasmutazione innescate dal movimento dei corpi celesti. 

Il Portale del Leone si apre ogni anno dall’8 al 12 Agosto, quando il Sole è in Leone, ed è segnato dalla stella Sirio che si avvicina alla Terra mettendosi in asse con la cintura di Orione. In questo periodo dell’anno la Terra si allinea con il Centro della Galassia dell’Universo per creare un portale affinché la Luce possa giungere a noi e supportare l’aumento di consapevolezza che dobbiamo vivere. 

 

Sirio è collocata nella costellazione del Canis Major – anche nota come il “Cane Maggiore” – ed è pertanto conosciuta come la “Stella del Cane”.

Le Antiche Scuole Misteriche la chiamavano “il Sole dietro al sole” poiché la consideravano la sorgente della potenza del nostro sole.

Mentre il nostro sole mantiene vivo il nostro mondo fisico, Sirio nutre l’energia spirituale dietro di esso, portando la “Luce Reale”, la Luce spirituale, sulla materia mostrando la natura dell’illusione su cui basiamo le nostre vite.Ma che cosa significa per noi?

Quando citiamo il Portale del Leone, parliamo dell’energia del Cuore poiché il segno del Leone governa il cuore nel corpo. 

Il Lionsgate dell’8 – 8 è un’intensa energia ricevuta nel nostro cuore da Sirio con lo scopo di “bruciare”, poiché il Leone è un segno di fuoco, tutte le resistenze (rabbia, paura, ansia, senso d’incomprensione e disperazione, senso di non essere all’altezza, desiderio di mandare tutto all’aria e nascondersi, scappare, sentirsi incompresi e disperati, sentirsi soli) che possiamo avvertire per la realizzazione della nostra vera natura di anima. 

Il Leone è tradizionalmente associato alla personalità, che di solito crede di essere il re della nostra vita. Ma ora, con questo intenso flusso di energia di fuoco, il suo aspetto esoterico, la Chiamata del Divino, dovrà essere riconosciuto in noi.

Questa configurazione evidenzia la dualità nella nostra vita e ci chiede fortemente di scegliere e accettare di divenire il veicolo della Grande Vita in cui viviamo e realizzare la nostra missione e il nostro proposito.

L’effetto è che i conflitti e i dissidi che sperimentiamo interiormente, e anche nella nostra vita esteriore, hanno lo scopo di facilitare la scelta e l’entrata nella nuova vita.

Si tratta di un invito a evitare la resistenza e ad accettare quello che sta giungendo a noi. Tutte le illusioni su quello che pensiamo di essere si stanno dissolvendo e ci stiamo sintonizzando sulla realtà dell’invisibile, sulle forze immateriali per vivere l’essenza di chi siamo veramente.

Urano nel segno del Toro . Sotto questa energia saremo guidati a riflettere su dove dobbiamo diventare più indipendenti e dove dobbiamo essere più aperti .

Agosto ha la vibrazione del numero 8, che è potente in numerologia e rappresenta il viaggio infinito dell’anima e il movimento tra “umano” e “essere”.

Questa energia 8/8 ci aiuterà a elevare e sintonizzarci con energie di  frequenza più alta in modo da poter ricevere download psichici e accedere a regni superiori di coscienza.

In Numerologia 8 – 8 fa 16, che è la Torre nelle carte dei Tarocchi: è lo sbriciolamento della torre che abbiamo costruito per noi stessi, poiché lo Spirito entra nel cuore dell’uomo.

Permettete ai vostri pensieri e alle vostre emozioni di dissolversi nel fuoco del cuore per entrare nell’ignoto coraggiosamente e con fede. 

Tutto è destinato ad essere, semplicemente seguite il Piano Divino.

 

«Sii grato per chiunque arrivi, poiché ogni persona è stata mandata come guida da ciò che sta oltre» 

Jalāl al-Dīn Rumi

http://it.blog.cristianacaria.com/category/tarocchi-esoterici/

/https://lauracarpi.wordpress.com/2016/08/08/l-0808-2016-e-il-portale-del-cuore-per-costruire-la-pace-interiore/

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* 5 agosto 1981: Ci sono anche buone notizie da ricordare per continuare a cambiare il mondo

Era il 26 dicembre, una sera fredda del 1965.

Ad Alcamo le strade sono quasi deserte.

Franca Viola, bellissima diciottenne, figlia di una coppia di contadini, pensa al suo futuro, sogna.

Ma il futuro è già dietro l’angolo.
Filippo Melodia, mafiosetto del luogo, si è invaghito della ragazza, ma da lei ha ottenuto solo un rifiuto.

Quella sera, decide di rapirla. Una “fuitina ” così si chiama da quelle parti. Ce ne sono state tante, prima: tutte concluse con il cosiddetto ‘matrimonio riparatore’.
Melodia rapisce Franca, fa prevalere la forza.

Poi, con prepotenza, non ottenendo dalla ragazza il consenso alle nozze, dopo la violenza sessuale, fa leva sul padre. Lo minaccia, persino, per ottenerne un sì alle nozze.


Ma lei disse no a quel matrimonio, disse no per il motivo più vecchio del mondo: voleva scegliere l’amore e non voleva acconsentire a una scelta, che la legge italiana consentiva e che avrebbe per sempre limitato la sua libertà.

Lei fu la prima a ribellarsi.

Il 26 dicembre 1965 fu un bel giorno, il giorno in cui, grazie a una donna, tutte le altre donne dopo di lei hanno potuto dire no alla violenza ideologica e patriarcale*

Non fu un gesto coraggioso. Ho fatto solo quello che mi sentivo di fare, come farebbe oggi una qualsiasi ragazza: ho ascoltato il mio cuore, il resto è venuto da sé. Oggi consiglio ai giovani di seguire i loro sentimenti; non è difficile. Io l’ho fatto in una Sicilia molto diversa; loro possono farlo guardando semplicemente nei loro cuori”

Per merito suo venne il 5 agosto 1981, giorno in cui venne eliminato per sempre il delitto d’onore col suo carico simbolico.

Tanto ci volle per cancellare l’infamità del “delitto d’onore” ma anche del “matrimonio riparatore” in Italia.

Fu il Parlamento Italiano ad abrogare la rilevanza penale della causa d’onore”, una disposizione tremenda, retriva e umiliante specialmente per le Donne che ne erano le prime vittime.

Si trattava di un residuo legislativo” del Codice Rocco (anni Venti), in vigore dal Fascismo, e in forte contraddizione con il Nuovo Diritto di famiglia e il divorzio, vigenti da tempo nella legislazione italiana.

Grazie a Franca Viola.!

Con questo suo gesto di grande coraggio e dignità, aprì la via alla crescita civile e alla emancipazione delle donne italiane.

Senza il suo coraggio chissà quanto altro tempo avrebbero dovuto aspettare le donne per vedere garantiti i loro diritti. 

In molte imitarono la sua scelta fino a quando l’articolo del Codice penale fu abolito.

 

Grazie ai genitori che l’hanno aiutata e sostenuta senza mai piegarsi.

https://www.facebook.com/casaintdelledonneroma/posts/2884755728216497

 

Sebben che siamo donne

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* La buona notizia del venerdì: A Firenze nasce il primo liceo dedicato al nostro patrimonio artistico

«La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.»

Costituzione della Repubblica Italiana, art. 9

Sarà mirato allo studio dei beni culturali e alla loro conservazione, con tanto di esperienze sul campo: a Firenze, per la prima volta, un liceo classico proporrà un indirizzo per i Beni culturali. I

n un momento in cui la cultura sembra essere messa parecchio da parte, la Toscana, culla del Rinascimento, rilancia e punta alle nuove generazioni.

Siamo al Liceo classico Cavour Pacinotti del capoluogo toscano che, in collaborazione con l’Istituto per l’arte e il restauro Palazzo Spinelli, inaugurerà dal prossimo anno un programma specificamente rivolto, come si legge nella nota, “all’acquisizione di competenze e capacità multidisciplinari necessarie alla conoscenza, identificazione, protezione, comunicazione e valorizzazione del patrimonio mondiale culturale e naturale”.

D’altronde, in un Paese come l’Italia, perché non averci pensato prima? Secondo l’ultimo studio ISTAT, attualmente sono 4.889 i musei e gli istituti similari, pubblici e privati, aperti al pubblico (nello specifico: 4.026 musei, gallerie e collezioni, 293 aree e parchi archeologici e 570 monumenti e complessi monumentali).

Quasi la metà del patrimonio museale (46,1%) si trova nelle regioni del Nord, il 27,4% al Centro e il 26,4% al Sud e nelle Isole. Le regioni con il maggior numero di istituzioni museali sono proprio la Toscana (528), l’Emilia-Romagna (482), la Lombardia (409), il Piemonte (398) e il Lazio (364). Un Comune italiano su tre (29,8%) ospita almeno un museo o un istituto similare e in Toscana, per esempio, la quota di Comuni dotati di almeno una struttura di raccolta e di esposizione al pubblico arriva al 66,8%.

Il nuovo Liceo ad indirizzo Beni Culturali

Punto di forza del liceo, spiega la nota, sarà una costante partecipazione alle attività culturali del territorio, attraverso visite mirate ai musei e alle collezioni pubbliche o private, prevedendo delle attività nei laboratori di restauro, nei cantieri e nelle botteghe artigiane.

Il corso è stato strutturato secondo materie proprie del percorso classico (italiano, greco e latino), che, insieme alle scienze naturali, matematica e fisica ed allo studio intensivo di una lingua straniera (inglese), integrano discipline che vanno dall’area normativa e governativa alle scienze culturali, umane e sociali, dalla storia dell’arte alla conservazione e restauro dei beni materiali, immateriali e del paesaggio, dalle dinamiche di gestione economico-finanziaria e di comunicazione all’utilizzo di nuove tecnologie integrate, alla valorizzazione dei contesti culturali e del territorio. Oltre alle lezioni frontali, il Liceo Classico dei Beni culturali punterà molto alle esperienze ” sul campo”, ovvero alla partecipazione ad attività culturali sul territorio presso musei, collezioni pubbliche e private, laboratori di restauro, cantieri e botteghe artigiane, ma anche convegni e seminari di approfondimento.”

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La cultura non è un bagaglio infinito di nozioni.

La cultura non si misura, non si pesa, non luccica.

La cultura si insegna. La cultura è un atteggiamento.

E’ l’amore per la conoscenza, è la passione per scoprire oltre l’evidenza, è l’ esigenza di collegare piccole nozioni in un disegno mentale, è la gioia di vederci più chiaro, di indagare, di non dare nulla per scontato.

E’ un ‘avventura che inizia con piccoli pezzi a comporre un puzzle che comprende tutta l’umanità, la sua evoluzione,le sue conquiste, la sua espressione in ogni campo, i suoi valori, i suoi principi.

La cultura rende l’essere umano libero di pensare con la propria testa e di argomentare le sue scelte.

Tutti gli esseri umani hanno diritto all’istruzione!

L’istruzione è la chiave della libertà!

 

La Bellezza è un’abitudine di pensiero!

Fonte: Cavour Pacinotti

https://www.cavourpacinotti.net/liceo-classico-beniculturali/

https://www.laureaturismo.it/lauree/corso-di-laurea-in-beni-culturali-catania/

https://lauracarpi.com/2020/07/24/la-buona-notizia-del-venerdi-la-cultura-e-lo-strumento-per-cambiare-il-mondo-la-cultura-rende-lessere-umano-libero-di-pensare-con-la-propria-testa/

https://lauracarpi.com/2020/07/17/la-buona-notizia-del-venerdi-street-art-a-napoli-alluniversita-e-in-puglia-e-legge-viva-la-creativita-urbana/

https://lauracarpi.com/2020/07/10/la-buona-notizia-del-venerdi-i-parchi-artistici-e-larte-nella-natura-e-con-gli-elementi-natura/

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* Sebben che siamo donne: Jeanne Baret la prima donna che ha circumnavigato il mondo e scoperto la bouganville

Oggi Jeanne Baret avrebbe compiuto 280 anni.

E Google ha deciso di regalare uno dei suoi doodle alla celebre botanica ed esploratrice francese che nel 1766 lasciò la Francia per una spedizione esplorativa diventando la prima donna a girare il mondo.

Jeanne Baret salpò a bordo della nave Étoile conquistando poi il primato di prima esploratrice del mondo.

La botanica nacque il 27 luglio 1740 ad Autun nella Francia centrale. Grazie a un’educazione rurale, divenne abile nell’identificare le piante e ottenne il riconoscimento come specialista locale in medicina delle piante.

All’inizio del 1760 iniziò a lavorare per il noto botanico Philibert Commerson.

Quando la Francia organizzò la sua prima circumnavigazione del globo nel 1765, Commerson fu invitato come botanico del gruppo.

Le leggi francesi allora non permettevano alle donne di salire sulle navi della marina, quindi pur di partire come assistente di Commerson, Jeanne si vestì da uomo. La coppia insieme raccolse oltre 6.000 esemplari di piante durante il viaggio.

Alla fine, i membri dell’equipaggio scoprirono a Tahiti che Jeanne era una donna travestita da uomo e lei e Commerson terminarono il loro viaggio sull’isola di Mauritius nel 1768. Jeanne rimase lì per anni prima di fare ritorno nella sua Francia,  data che segnò il completamento ufficiale della sua circumnavigazione della Terra.

Per celebrare questa donna eroica e coraggiosa che dopo mille peripezie è riuscita a girato il mondo in nome della scienza, Google oggi le ha dedicato un doodle.

Secondo l’opinione comune, a Jeanne Baret si deve la scoperta della bellissima bouganville mentre l’equipaggio era fermo in Brasile. Per questo nel doodle è raffigurata con una vite in bouganville in fiore.

Jeanne Baret ha preso un campione di questa vite fiorita mentre viaggiava in Brasile. Ho sempre adorato questa pianta e volevo assolutamente includerla” ha spiegato l’autore del doodle.

Nel 2012, Jeanne Baret ricevette finalmente l’onore botanico che le sfuggì durante la sua vita, quando una pianta del genere Solanum – che include patate, pomodori e melanzane – ricevette il nome di specie baretiae.

Fonte:

https://www.google.com/doodles/jeanne-barets-280th-birthday

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* 22 luglio : Festa di Maria Maddalena e le Marie

 

ll Nuovo Testamento non afferma in modo chiaro che Gesù era sposato, ma nemmeno che non lo era.

Effettivamente il Vangelo contiene numerose specifiche allusioni al suo avvenuto matrimonio  e d’altra parte le regole dinastiche lo imponevano. Non soltanto l’erede della stirpe dei Davide era obbligato per la legge a sposarsi ma doveva anche generare almeno due figli maschi.               Ciò rappresentava un passo fondamentale nel progresso dell’erede della dinastia dall’iniziazione  alla piena appartenenza alla Comunità.      Come abbiamo visto le regole del matrimonio dinastico erano molte e rigide.

Uno fra i libri più coloriti del Vecchio Testamento è il Cantico dei Cantici , una serie di rime di amore fra uno sposo regale e la sua sposa. IlCantico di Salomone identifica la simbolica pozione nuziale con l’unguento aromatico chiamato spigonardo, un unguento prezioso che veniva usato anche per ungere i corpi dei morti regali. Lo stesso unguento costoso venne usato da Maria di Betania per ungere il capo di Gesù in casa di Lazzaro. e un altro episodio simile avvenne qualche tempo prima quando una donna unse i piedi di Gesù e poi li asciugò con i propri capelli. Anche quella donna si chiamava Maria.

Maria di Betania non soltanto unse il capo di Gesù in casa di Simone, ma gli unse anche i piedi e poi li asciugò con i suoi capelli nel marzo del 33 d.C. Due anni e mezzo prima , nel 30 d.C. aveva compiuto lo stesso rito di unzione tre mesi dopo le nozze di Cana.

Compiere il rito con lo spigonardo era uno specifico privilegio di una sposa messianica e avveniva unicamente durante le cerimonie del Primo e Secondo Matrimonio

Soltanto come moglie di Gesù a tutti gli effetti e come sacerdotessa Maria avrebbe potuto ungergli il capo e i piedi con il sacro unguento.

Esattamente come gli uomini che venivano designati ad occupare varie cariche prendendo i nomi dei loro antenati – come Isacco, Giacobbe e Giuseppe – così le donne venivano denominate secondo la loro genealogia e il loro rango: Rachele, Rebecca,Sara, e così via.
Le mogli dei discendenti di Davide avevano il nome di Miriam (Maria)
Perciò la madre di Gesù si chiamava Maria e per lo stesso motivo la moglie di Gesù si chiamava Maria.
All’epoca di Qunram, le Miriam, Marie, facevano parte di un ordine spirituale nella comunità ascetica dei Terapeuti.
Mentre i “Mosè” guidavano gli uomini nelle funzioni liturgiche, le “Miriam” guidavano le donne.
Queste donne compivano il rito del Secondo Matrimonio soltanto quando erano in cinta di tre mesi. A quel punto la donna cessava di essere una almah e diventava una futura madre.
Durante i lunghi periodi di separazione dettati dalle regole matrimoniali, la moglie diventava sorella, in senso religioso, e il compito era quello di accudire il padre,
La differenza tra le Marte e le Marie era che le prime avevano diritto di possedere dei beni le seconde no. Nella comunità  le “sorelle” erano considerate “vedove”,  un gradino sotto le almah. poi quando si sposavano salivano al rango “di madri”
Quindi chi era esattamente Maria di Betania, la donna che unse due volte Gesù con lo spigonardo secondo la tradizione messianica?
Effettivamente non fu mai “Maria di Betania.” Nella Bibbia lei e Marta vengono indicate soltanto come sorelle di Lazzaro di Betania.
Il nome completo di Maria era Sorella Miriam di Magdala, meglio nota come Maria Maddalena.
I Vangeli ufficiali contengono pochi riferimenti alla stretta intimità tra Gesù e Maria Maddalena.
Nel Vangelo di Filippo invece il rapporto tra loro viene discusso apertamente.
..e la compagna del Salvatore è Maria Maddalena.

Ma Cristo l’amava più di tutti i suoi discepoli. e soleva baciarla spesso sulla bocca. Gli altri discepoli ne erano offesi ed esprimevano disapprovazione. Gli dicevano “ perchè la ami più di tutti noi?”
Il Salvatore rispondeva loro: “ perchè non vi amo come lei? Grande è il mistero del matrimonio, giacchè senza di esso il mondo non sarebbe esistito.  Ora l’esistenza del mondo dipende dall’uomo e l’esistenza dell’uomo dal matrimonio.

Riguardo la cerimonia nuziale di Canaa questa non era il Matrimonio ma il sacro pasto che precedeva il fidanzamento.

L’usanza voleva che vi fosse un “padrone di casa” ufficiale che aveva la funzione di direttore di mensa.  Dopo di lui venivano lo sposo e sua madre.
Nessun invitato avrebbe potuto ordinare di mescere l’acqua che era diventata vino: quindi Gesù e lo sposo erano la stessa persona.
Questo banchetto ebbe luogo tre mesi prima che Maria ungesse per la prima volta i piedi di Gesù. E secondo le regole soltanto come sposa di Gesù , Maria sarebbe autorizzata a compiere quell’atto  Se lo avesse fatto prima come almah fidanzata , sarebbe stata classificata come una peccatrice e considerata una donna menomata.

Dalle ricerche storiche fatte sui rotoli del Mar Mortosi può dedurre che Maria sia nata nel 3 d.C. e quando sposò Gesù per la prima volta nel 30 d.C. ne aveva 27.
Essendo rimasta in cinta nel dicembre del 32 d.C., Maria dette alla luce sua figlia Tamar nel 33 d.C., all’epoca del suo Secondo Matrimonio.
Durante i primi anni 40 d.C. Pietro, era il braccio destro di Gesù e come tale sarebbe dovuto diventare il tutore di Maria Maddalena durante gli anni della sua separazione ( vedovanza simbolica) ma Pietro aveva una cattiva opinione delle donne e non era disposto a stare agli ordini di una sacerdotessa.

Anche Paolo, molti anni dopo, fu nettamente contrario al coinvolgimento delle donne nella divulgazione della religione.
Così esclusero nettamente Maria dal nuovo movimento cristiano e per garantire il suo totale allontanamento, la dichiararono pubblicamente “eretica” in quanto amica di Elena-Salomè, consorte di Simone Zelota, il Mago, fondatore del movimento  esoterico gnostico a Cipro.

A quel tempo Maria era a Marsiglia, dove la lingua ufficiale era il greco ed è per questo che il linguaggio di Gesù e degli apostoli e di tutto il giudaismo ellenico era fortemente influenzato dal greco.
Secondo la tradizione gnostica Maria Maddalena veniva associata alla Saggezza (Sophia)rappresentata dal sole, la luna, e un’aureola di stelle.
Si riteneva che la gnosi femminile di Sophia fosse lo Spirito Santo, rappresentato perciò sulla terra dalla Maddalena, che fuggì in esilio portando in seno il figlio di Gesù.
Giovanni , nella Rivelazione, descrive Maria e suo figlio , della sua persecuzione, della sua fuga in esilio e della caccia al “resto  del suo seme” da parte dei romani.
Oltre a Maria tra gli emigrati in Gallia nel 44 d.C. c’erano Marta e la sorella Marcella, l’apostolo Filippo e sua moglie Maria Iacopa,e Maria Salomè.
Sbarcarono in Provenza a Ratis, noto oggi come Les Saintes Maries de la Mer.
Il culto più attivo della Maddalena si insediò a Rennes-le-Chateau, ma anche altrove sorsero molti santuari dedicati a Saint Marie de la Madeleine, fra cui il luogo della sua sepoltura a Saint-Maximin-la-Sainte-Baume dove i monaci dell’ordine di San Cassiano vegliarono sul suo sepolcro e tomba di alabastro dall’inizio del ‘400.

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* ” L’immacolata concezione “

Oggi Maddalena torna a sottolineare il ruolo della donna come tramite tra terra e cielo, anima e materia, svelando il corpo e la sessualità come l’unico luogo in cui il trascendente diventa immanente. 
Celebriamo la Grande Madre, riconosciamo Lei nella Terra che ci accoglie e nella Donna Risvegliata che dimora dentro di noi.
Celebriamo il nostro corpo sacro che nei cicli eterni di morte e rinascita porta trasformazione e crescita.
Leggi :

 

 

 

 

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*La buona notizia del venerdì: I Parchi Artistici e l’arte nella natura e con gli elementi natura

Spesso viviamo così concentrati sulla nostra routine che non solo non ci accorgiamo del balcone del vicino pieno di fiori e tantomeno della nostra città e del territorio che la ospita.

Mi è capitato di scoprire chicche d’arte accompagnando in numerose visite a Roma, che di chicche ne è stracolma, i miei alunni di scuola media, per avvicinarli alla storia dell’arte dei vari periodi .

E incontrando dopo anni gli stessi alunni ho avuto la soddisfazione di scoprire di averli coinvolti nella riconoscere la Bellezza.

La Bellezza è nell’ apprezzare le diverse espressioni artistiche, coglierne il significato e l’emozione dell’autore, è trovare la passione di ricercare armonia nelle più svariate forme.

La Bellezza è un abitudine di pensiero.

Ogni angolo di Italia è “ un museo a cielo aperto “ , basta voltare l’angolo o fare pochi chilometri per trovare e provare tante meraviglie dei tempi passati e di ogni periodo storico.

In questo infinito e unico patrimonio artistico del nostro paese ci sono meraviglie della creatività di artisti del paesaggio che nella natura hanno trovato la loro espressione. Mare, montagna, boschi, pianura, dove rami, pietre, tronchi, sassi diventano arte.

I “parchi artistici” offrono esperienze culturali d’avanguardia e la possibilità di scoprire il misterioso legame che intercorre tra arte contemporanea e paesaggio.

I giardini dell’arte, in tutta Italia, sono spazi meditativi e punti d’osservazione inediti densi di capolavori donati alla comunità da mecenati lungimiranti innamorati del talento.

Così, fruire di un’esperienza artistica diventa una “passeggiata” per immergersi in opere faraoniche e visionarie create da artisti internazionali.

E diventa una educazione alla Bellezza, al rispetto della Bellezza, a trarre ispirazione dalla Bellezza.

Perchè la vita stessa sia Bellezza!

Così ho pensato di segnalare queste bellezze che magari si trovano proprio dietro casa . Ogni volta che mi capita di incontrare foto e articoli e descrizioni di una o dell’altra ( bellezza)

Questo rientra nell’intenzione del mio appello del 1 giugno per riempire i social di BELLEZZA!

1. Parco artistico Orme su La Court – Castelnuovo Calcea ‒Asti

2 Arte Sella -Trento

3 Art Park -Udine

4 Villa Marignana – Mogliano Veneto

5 Ca’ la Ghironda – Bologna

6 Fattoria di Celle- Santomato di Pistoia

7 Parco Sculture del Chianti – Siena

8 Giardino Museo di Daniel Spoerri- Grosseto

9 Giardino dei Tarocchi- Capalbio

10 Fondazione Burri- Città di Castello

11 Fiumara d’arte- Castel di Tusa Merano

E ricordati !!!

Una di queste meraviglie magari è ad un passo da casa tua… e non lo sapevi!

 

Fonte: https://www.artribune.com/turismo/2017/07/parchi-arte-italia/?fbclid=IwAR2vH93HYvl4BQiAewIhJUYDX_5GysPNsH13l0iQvAnSSGRUUBICxEIDO3U

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* La buona notizia del venerdì: L’Italia e il record di crescita delle foreste: un milione di ettari in 30 anni

Mentre Amazzonia e Australia bruciano, in Europa le selve crescono.

Boschi e foreste sono i «custodi» del Pianeta. Forniscono ossigeno, cibo, acqua, contrastano l’avanzata del deserto, sono l’antidoto all’erosione del suolo. Catturano e trattengono gli inquinanti: gli alberi, da soli, hanno il potenziale per assorbire circa un decimo delle emissioni globali di carbonio. Nel tronco, nelle radici, nel suolo. Lo stoccano, fungendo da deposito naturale. Un ettaro di foresta può sequestrare fino a 5 tonnellate di CO2 all’anno.

Il 2019 è stato non solo il secondo anno più caldo dal 1800 ma anche l’annus horribilis per il verde del Pianeta, dal disastro della foresta amazzonica ai 10 milioni di ettari cancellati dagli incendi in Australia (pari quasi al nostro intero patrimonio nazionale).

Ma Europa e Italia sono in controtendenza rispetto ai dati globali di deforestazione.

Ogni anno le foreste nel vecchio Continente crescono di una superficie di 9500 chilometri quadrati, l’equivalente di 1 milione e duecentomila campi di calcio.

E l’Italia, che all’inizio del secolo scorso era quasi denudata, è uno dei Paesi che ha visto e vede crescere di più (1 milione di ettari in 30 anni, 800 metri quadrati al minuto) la propria superficie forestale che oggi copre il 36 per cento della superficie totale.

Diversi i fattori: campagne di rimboschimento, processi spontanei di ritorno della foresta in campi e pascoli non più coltivati o utilizzati che però significano anche spopolamento dei territori e quindi il venir meno di un presidio, prezioso per la protezione da disastri ambientali quali frane e alluvioni.

Il 2020 sarà l’anno delle foreste. Piantare alberi è la parola d’ordine. Ma dal Forest Stewardship Council (Fsc), ong internazionale che dal 1993 promuove la gestione responsabile delle foreste, avvertono: «Vanno anche salvaguardati gli alberi esistenti». Perché gli effetti delle azioni di ripristino o reimpianto di alberi «potranno essere valutati e misurati solo tra decenni» precisa il direttore di Fsc Italia, Diego Florian.

Certificare la foresta, attestando che se ne usano le risorse (dall’acqua al legno) in modo rispettoso, non è un obbligo ma «è un potente strumento di comunicazione anche commerciale», precisa Davide Pettenella, professore di economia e politica forestale all’Università di Padova.

A tracciare la radiografia del patrimonio verde nazionale è il terzo Inventario forestale nazionale (Incf), realizzato dall’Arma dei Carabinieri (e fino al 2016 dal Corpo Forestale dello Stato) con il supporto scientifico del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi della economia agraria). Patrimonio ricco, dunque, ma fragile. Si pensi ai danni degli incendi boschivi dolosi che in 40 anni hanno interessato oltre 4 milioni di ettari di bosco in Italia.

«La foresta senza di noi sta bene, ha i suoi meccanismi di crescita, resilienza, difesa – spiega Giorgio Vacchiano, ricercatore e docente in gestione e pianificazione forestale all’Università Statale di Milano – dagli eventi estremi. Siamo noi che abbiamo bisogno di lei. Ci offre servizi ecosistemici che ci siamo abituati a considerare gratuiti».

La foresta ci può dare molto. «Ma non senza pianificazione, perché gli alberi crescono a ritmo lento rispetto ai ritmi della nostra vita. A questo servono i piani di gestione che devono analizzare la vulnerabilità della foresta ai cambiamenti climatici, per esempio regolando il numero delle piante, privilegiando le specie che reagiscono meglio alla siccità. Il caso della tempesta Vaia (ottobre 2018, nel Nordest ndr) è emblematico. Troppi i boschi di abete rosso, figli della gestione di un secolo fa, una monocultura di piante con radici superficiali che per effetto del vento sono schiantate una dopo l’altra».

Strategico è il tema della proprietà delle foreste: in Italia, per oltre due terzi, privata. «Abbiamo capito – dice Paola Brambilla, presidente Wwf Lombardia e neo-coordinatrice della commissione Via-Vas (Valutazione impatto ambientale) del Ministero dell’Ambiente – che l’uomo deve seguire la natura e non viceversa. Sarà la scienza dei processi ecologici a entrare nei processi normativi. E stiamo lavorando per estendere i cosiddetti “usi civici” patrimonio di poche realtà (per esempio, in Val di Fiemme, Val di Fassa, Asiago) a più vasti territori. Così che le comunità possano intervenire anche dove i boschi frazionati tra mille proprietari sono in abbandono».

Cruciale, infine, è la tutela delle foreste vetuste. In Italia alcune sono patrimonio Unesco dell’umanità.

Rare e preziosissime vestali della biodiversità: «Sono poche in Europa. E nel nostro Paese – conclude il professor Renzo Motta, docente all’Università di Torino e presidente della Società Italiana di Selvicoltura e di Ecologia Forestale (Sisef)- solo una piccola parte di quelle sottoposte a vincolo naturalistico hanno caratteristiche di vetustà. La presenza di legno morto e di insetti saproxilici che vivono o si nutrono nel legno morto sono i miglior indicatori di una foresta vetusta. Ma solo negli ultimi 50 anni abbiamo acquisito informazioni ecologiche per comprenderne l’importanza».

 

https://www.corriere.it/buone-notizie/20_febbraio_29/italia-record-crescita-foreste-milione-ettari-30-anni-192781de-5aeb-11ea-8b1a-b76251361796.shtml?fbclid=IwAR3PXEc-zsecl8MLGgHo6v3fpyt7RJmh9FObpQf-2cSaxPSxOND0N90_ev4

https://www.curioctopus.it/read/26708/in-pakistan-chi-ha-perso-il-lavoro-a-causa-del-covid-19-e-assunto-dallo-stato-per-piantare-alberi?fbclid=IwAR3iuk1rTDOOcJuSH5MeFqsGVhBeKFOMI7A8EtNMEEgXdfmyWhd-fsILT-o

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* L’energia di Marte in Ariete fino a gennaio prossimo ci spinge ad uscire dalla gabbia aperta delle nostre sicurezze obsolete…

Apriamo le danze con un transito coinvolgente e passionale come solo Marte sa dare, voglia di iniziare nuovi percorsi e lottare per i propri ideali, quest’anno poi questa carica energetica non si sofferma per un solo mese ma ci accompagna fino a Gennaio dell’anno nuovo, quasi come a suggerire che la Primavera non è solo una stagione ma può diventare uno stato mentale.
Un transito che si oppone con tutte le sue forze all’energie a cui siamo stati sottoposti negli ultimi mesi : decadimento, malattia, debolezza, distanza, Marte ci strappa da quell’oblio per ricordarci che vivere è l’esperienza più completa dell’esistenza.
Questo suo ingresso con energie in fase di trasfigurazione come il transito di Saturno retrogrado esprime la conflittualità con la quale fatichiamo ad abbandonare gli schemi mentali del passato.
Mi ha fatto ripensare ad un libro molto interessante che si intitola ” Il corpo accusa il colpo” di Bessel Van der Kolk in uno dei suoi capitoli spiega bene come i traumi fisici entrano a far parte del nostro piano mentale, spiegando ad esempio che nei primi anni settanta quando facevano esperimenti attraverso i cani, chiudendoli in gabbie elettrificate, questi una volta che la gabbia era aperta non scappavano per paura accettando di soffrire ancora per un dolore che già conoscevano. Ecco questo Marte in un certo senso ci ha ritrovati con tante gabbie aperte ma ancora con paure profonde che nonostante la libertà sia davanti a noi non riusciamo a coglierla.
Questi lunghi mesi del suo transito saranno come un campo di addestramento per misurarci con i nostri limiti e con l’accettazione che non possiamo controllare ogni reazione della nostra vita.
E’ un momento giusto per fare quello che non abbiamo mai osato neanche pensare, conservando la consapevolezza che ciò che viviamo non può essere confrontato con la lente d’ingrandimento al passato, così finiamo per abituarci alle idee e non alle persone, così finiamo per legarci al sogno di quello che sarebbe stato e non è accaduto, questo è tornare al passato.
Marte richiede di canalizzare la forza esplosiva della carica d’intraprendenza per creare e non distruggere, sarà importante interrogarsi sulla rabbia, valutando come certe frasi in contesti isolati sono innocenti ma diventano le micce di frustrazioni inconsce, perchè l’infelicità mette radici e per estirparla dobbiamo scavare..dentro noi.
Chi ha nel tema valori di Fuoco è già abituato a gestirla anche se la chiave è l’equilibrio tra la forza interiore e quella che esercitiamo all’esterno, questo Marte è il vostro esercito pronto a guidarvi verso l’esplorazione delle zone buie delle vostre attitudini, Marte fa e non tollera l’attesa, quindi sarà importante riuscire a trasmettere nelle azioni quello che desideriamo, ricordandoci che con la dolcezza mista al coraggio possiamo abbracciare lo scopo, senza trasformarci in giustizieri o punitori, dobbiamo sforzarci di essere persone migliori.
Buon transito.