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La buona notizia del venerdì: I diritti delle donne in primo piano nell’attuale crisi umanitaria

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Continuare a parlare delle donne in Afghanistan è per tutte le donne del mondo!

Dancing in the Mosque – un tweet di Homeira Qadery la donna che scrive da diversi anni per i bambini, le donne e la nuove generazione dell’Afghanistan.E lo fa da Kabul che significa che cè resistenza sotto la bandiera talebana.

La resistenza delle donne afghane nonostante la caduta di Kabul in mano ai talebani della giornalista Marjana Sadat.

Le donne afghane celebrano a Kabul con la bandiera nazionale il 102esimo giorno dell’Indipendenza dell’Afghanistan, il 19 agosto 2021 (afp).

Da Twitter alla strada, a Kabul ci sono tante voci che dicono ai fondamentalisti e alla comunità internazionale che non vogliono. tornare indietro, che siamo nel 2021 e non nel 2001

A Kabul è sbocciata una piccola, in termini numerici, ma tenace resistenza ai talebani animata da un gruppo di studentesse femministe.

Quando i talebani hanno occupato i palazzi del governo e poi anche l’università, è iniziata un’opposizione silenziosa e strenua ai talebani “fatta di piccoli gesti di solidarietà”. “Le ragazze hanno distribuito casa per casa i burqa alle donne, quelli delle loro nonne perché da anni non li indossano, gli assorbenti perché a Kabul uscire di casa per una donna è diventato impossibile e si stanno impegnando per tutelare le studentesse più esposte che dalla capitale hanno fatto rientro in famiglie che vivono alla periferia del Paese”.

Per le giovani afghane il dolore più grande è stata l’occupazione talebana dell’ateneo che “in questi anni è diventato molto internazionale perché tanti studenti hanno fatto esperienze all’estero e ora rischiano di tornare indietro di 20 anni. Ma dai messaggi che mi manda sento più ancora che  il terrore la forza e la voglia di resistere”. “Cosa possamo fare per voi?”, in un whatsapp. 

“Parlate più che potete, non ci lasciate soli”..

La giornalista di Tolo News intervista in diretta il portavoce talebano

la giornalista Beheshta Arghand ha appena intervistato – in diretta per TOLO News (una delle voci più autorevoli sulla situazione afghana) – un portavoce che fa parte del team dei media dei talebani, Mawlawi Abdulhaq Hemad. 

Nelle stesse ore, invece, la televisione di stato in lingua pashto ha trasmesso notiziari con simboli e messaggi dell’Emirato islamico dell’Afghanistan.

Secondo alcuni osservatori, Beheshta Arghand rappresenta «il volto del coraggio» e tutti si augurano che, dopo l’intervista, la donna possa essere effettivamente al sicuro. ..

La drammatica testimonianza è di Zarifa Ghafari, 27 anni, la sindaca più giovane dell’Afghanistan, nella provincia di Maidan Wardak, da sempre in prima linea per i diritti delle donne, che ha parlato con il New York Times.

Nominata sindaca nell’estate del 2018 dal presidente Ashraf Ghani, Ghafari è una delle poche donne ad aver mai ricoperto un incarico governativo nella città molto conservatrice di Maidan Shar.Non so su chi fare affidamento. Ma non mi fermerò ora, anche se verranno di nuovo a cercarmi. Non ho più paura di morire”

Non è la prima situazione di rischio nella quale Ghafari si sia mai trovata.Sono numerosi gli attentati da parte degli insorti islamisti ai quali Ghafari è già scampata da quando ha iniziato a combattere in prima linea per i diritti delle donne.

Frattanto,, riconquistato l’Afghanistan i talebani, nelle prime dichiarazioni ufficiali strizzano l’occhio alle donne assicurando che l’Emirato Islamico non vuole che siano delle vittime, al contrario le lusinga dicendo che dovrebbero far parte della struttura del nuovo governo a Kabul.

Ma Zarifa è  tra i moltissimi che ritengono che la mossa dei miliziani sia solo un tentativo propagandistico di rassicurare il mondo e anzi si aspetta di essere «punita con la morte» per il suo impegno in politica.

Zakia Khudadadi, lottatrice di taekwondo, che sognava di essere la prima donna afghana alle Paralimpiadi (che inizieranno martedì 24) ma dopo la caduta di Kabul si sente intrappolata nel suo Paese: «Non lasciate che i talebani mi tolgano i diritti fondamentali».

Khalida Popal è un’istituzione dello sport mondiale, ma ora teme per la vita delle sue compagne. Fino al 2001, anno della caduta del primo regime talebano, le donne non potevano praticare sport o andare in bicicletta “dovremo bruciare le uniformi della squadra”. Queste le parole della capitana della prima nazionale di calcio femminile“Oggi telefonerò e dirò loro di bruciare o sbarazzarsi delle loro uniformi della squadra”, dice Popal a Reuters, riferendosi alle sue giocatrici. Negli anni il suo impegno ha portato alla nascita della prima federazione calcistica femminile, l’Afghan Football League

L’attivista e scrittrice afghana, che è stata eletta al Parlamento afghano dalla provincia di Farah, Malalai Joya difende con passione la lotta sua e delle donne nell’Afghanistan martoriato da 17 anni di guerra. L’occupazione straniera, dice, ha solo aumentato i nostri problemi. Oggi i terroristi sono più forti. Le bombe, gli attentati suicidi, gli attacchi di droni, le esecuzioni pubbliche, gli stupri di massa, i rapimenti e altre tragedie minacciano quotidianamente la vita del popolo afghano. Le donne afghane continuano a essere vittime dei fondamentalisti e dell’ignoranza, come prima dell’intervento occidentale. Devono perciò organizzarsi e liberarsi, devono lottare in prima persona per la propria libertà e diritti, proprio come fanno le donne kurde. «Non c’è democrazia, libertà e progresso se le donne non prendono coscienza e cominciano a lottare per i loro diritti politicamente», esorta Malalai.

I talebani si prendono i territori, ma non i cuori e le menti delle persone. Manizha Naderi, co-fondatrice di Women for afghan women

Il quotidiano The Guardian ha avviato una collaborazione con Rukhshana media, un collettivo di giornaliste donne in Afghanistan, per raccontare le loro storie e come questo le colpirà. “Non sono al sicuro perché sono una donna di 22 anni e so che i talebani stanno obbligando le famiglie a dare le proprie figlie in sposa ai combattenti. E non sono al sicuro anche perché sono una giornalista e so che i talebani verranno a cercare me e tutti i miei colleghi”.

Continuare a parlare delle donne in Afghanistan è per il futuro di tutte le donne del mondo!

Fonti:

.Afghanistan: la resistenza delle studentesse femministe a Kabul – Alma News 24

7 libri e 2 film per aiutare bambini e i ragazzi a capire l’attuale situazione in Afghanistan – greenMe

La resistenza delle donne afgane – LifeGate

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Perchè siam donne: Fatima la prima guida turistica donna in Afghanistan

Il futuro delle donne è in pericolo, il processo culturale che lentamente stava portando all’equiparazione dei sessi si è fermato. In poche ore sono state cancellate immagini di donne con sorrisi e gioielli: l’Afghanistan è tornata ad inizio millennio.

“Sono tutto ciò che i talebani odiano, se mi trovano mi ammazzano”.

Fatima, 22 anni, è la prima e finora unica femmina in Afghanistan a essere diventata una guida turistica, una di milioni di donne che con il ritorno dei talebani al potere vedono minacciate le libertà guadagnate negli ultimi 20 anni, al termine della guerra lanciata nel 2001 dagli Stati Uniti contro lo stesso movimento islamista.

Le cose stavano migliorando qui, anche per le donne. Non avrei mai pensato che sarebbero potuti tornare, che avrebbero potuto influenzare la mia vita e i miei sogni costringendomi ad abbandonare tutto ciò che amo e per cui ho combattuto”, ha detto Fatima in un’intervista  pubblicata sabato scorso, prima della caduta di Kabul, che ha spinto migliaia di afghani a raggiungere l’aeroporto per cercare di salire sugl iultimi voli in partenza dal paese.

Fatima, intervistata lo scorso marzo, ha detto che spera di poter lasciare il paese per raggiungere il Pakistan e di temere per la sorte dei propri genitori, rimasti a Herat. “Se scoprono che hanno allevato una figlia come me o li uccidono subito o ne fanno un bersaglio fino a quando non mi consegno”, ha detto.

Per la 22enne di etnia hazara, è stato difficile riuscire anche solo iniziare gli studi, superando le resistenze della sua stessa famiglia.

Ha detto di aver imparato l’alfabeto di nascosto a otto anni, portando le pecore a pascolare vicino a una scuola maschile. Successivamente ha potuto studiare grazie a una scuola d’inglese per rifugiati, entrando poi nella facoltà di giornalismo dell’università di Herat, per arrivare l’anno scorso a collaborare con due agenzie di viaggio dopo essersi fatta notare con un gruppo su Facebook in cui raccontava la città di Herat a chi la voleva visitare.

Ho lottato contro la mia famiglia per far loro accettare che non mi sarei sposata a 14 anni come avevano fatto le mie sorelle e i miei fratelli, ma che avrei studiato, lavorato e aiutato altre ragazze ad emanciparsi”, ha detto nell’intervista.

Fatima ha chiesto alla famiglia di essere istruita.

Ascoltava la BBC alla radio per imparare l’inglese e, quando non disponeva dei fogli, scriveva con un bastoncino sulla sabbia. Ha deciso di intraprendere un percorso nettamente differente dalle donne della propria famiglia, costrette al matrimonio.

Tramite Facebook, si è inserita in gruppi che trattavano la storia dei vari luoghi, cominciando a raccontare le bellezze oltre, a quella guerra che tutti conoscevano, di Herat.

Il tour che come guida turistica ha offerto alle persone, è piaciuto talmente tanto, che è arrivato subito il passaparola.

Ciò che Fatima si è proposta di fare è proprio far conoscere alle donne la situazione dello loro paese.

Ho litigato per anni con la mia famiglia prima di riuscire a farle accettare il mio lavoro. Per strada sono stata attaccata verbalmente e fisicamente: parolacce e lanci di pietre. Ma non ho mai perso di vista i miei sogni: fondare la prima agenzia turistica di sole donne, finanziare progetti per l’emancipazione femminile, diventare una giornalista e viaggiare per il mondo”, ha detto.

Ora so che dovrò essere ancora più forte: mi sembra un incubo da cui non riesco a svegliarmi, ma voglio rimanere ottimista”.

Il 10 agosto Fatima ha pubblicato un lungo post su Instagram per congedarsi dai suoi follower. “Sono tornati – si legge – non potrò più mostravi le nostre meraviglie. Grazie a chi ha ascoltato la mia voce. Beati voi che non vivete in Afghanistan, che non dovete temere che un talebano vi ammazzi. Continuate a inseguire i vostri sogni e a viaggiare. Se rimarrò viva ci rivedremo alla fine di questo attacco, perché voglio credere che presto avremo la pace”.

Firmato: “Una donna afghana destinata a lottare”.

Zahra Joya,

Rukhshana,

Meena Keshwar Kamal

Salima Mazari,

Nahal e Mahvash

e molte molte altre… tutte le donne afgane…tutte le donne!

Perchè si continui a parlare di loro!

Perchè parlandone si svegliano le coscienze assopite !

Parliamone! Parliamone! Parliamone!

La difesa dei diritti umani riguarda l’umanità intera!

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*La filastrocca dell’altro ferragosto!

Filastrocca vola e va
dal bambino rimasto in città.
Chi va al mare ha vita serena
e fa i castelli con la rena,
chi va ai monti fa le scalate
e prende la doccia alle cascate…
E chi quattrini non ne ha?
Solo, solo resta in città:
si sdrai al sole sul marciapide,
se non c’è un vigile che lo vede,
e i suoi battelli sottomarini
fanno vela nei tombini.
Quando divento Presidente
faccio un decreto a tutta la gente;
“Ordinanza numero uno:
in città non resta nessuno;
ordinanza che viene poi,
tutti al mare, paghiamo noi,
inoltre le Alpi e gli Appennini
sono donati a tutti i bambini.
Chi non rispetta il decretato
va in prigione difilato”.
Ferragosto,
di Gianni Rodari
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*Ogni anno dall’ 8 al 12 agosto si apre il Portale del Leone e una speciale energia accelera l’evoluzione… Per me? Per te? Per chi sa coglierla!

L’energia degli ultimi mesi è stata molto intensa.

Siamo in un grande momento di transizione nelle nostre vite. Siamo  all’ingresso di una nuova vita, un nuovo modo di essere, e dipende da noi scegliere se oltrepassare la soglia. Il punto è che la maggior parte degli esseri umani non cambia se non è infelice delle situazioni o a meno che non vi sia una grande energia di trasformazione.

E’ giunto il tempo che tutti abbiamo atteso, ma sembriamo avere paura di lasciare andare la vecchia idea che abbiamo di noi stessi, creando un po’ di resistenza al cambiamento. Per questa ragione il messaggio dell’universo è diventato molto deciso e stiamo sperimentando un profondo senso di fine, soprattutto nelle ultime settimane.

Il portale che si è aperto oggi, e che rimarrà aperto sino al 12 Agosto, supporta il processo che stiamo vivendo, rafforzando le energie di trasmutazione innescate dal movimento dei corpi celesti. 

Il Portale del Leone si apre ogni anno dall’8 al 12 Agosto, quando il Sole è in Leone, ed è segnato dalla stella Sirio che si avvicina alla Terra mettendosi in asse con la cintura di Orione. In questo periodo dell’anno la Terra si allinea con il Centro della Galassia dell’Universo per creare un portale affinché la Luce possa giungere a noi e supportare l’aumento di consapevolezza che dobbiamo vivere. 

Sirio è collocata nella costellazione del Canis Major – anche nota come il “Cane Maggiore” – ed è pertanto conosciuta come la “Stella del Cane”.

Le Antiche Scuole Misteriche la chiamavano “il Sole dietro al sole” poiché la consideravano la sorgente della potenza del nostro sole.

Mentre il nostro sole mantiene vivo il nostro mondo fisico, Sirio nutre l’energia spirituale dietro di esso, portando la “Luce Reale”, la Luce spirituale, sulla materia mostrando la natura dell’illusione su cui basiamo le nostre vite.Ma che cosa significa per noi?

Quando citiamo il Portale del Leone, parliamo dell’energia del Cuore poiché il segno del Leone governa il cuore nel corpo. 

Il Lionsgate dell’8 – 8 è un’intensa energia ricevuta nel nostro cuore da Sirio con lo scopo di “bruciare”, poiché il Leone è un segno di fuoco, tutte le resistenze (rabbia, paura, ansia, senso d’incomprensione e disperazione, senso di non essere all’altezza, desiderio di mandare tutto all’aria e nascondersi, scappare, sentirsi incompresi e disperati, sentirsi soli) che possiamo avvertire per la realizzazione della nostra vera natura di anima. 

Il Leone è tradizionalmente associato alla personalità, che di solito crede di essere il re della nostra vita. Ma ora, con questo intenso flusso di energia di fuoco, il suo aspetto esoterico, la Chiamata del Divino, dovrà essere riconosciuto in noi.

Questa configurazione evidenzia la dualità nella nostra vita e ci chiede fortemente di scegliere e accettare di divenire il veicolo della Grande Vita in cui viviamo e realizzare la nostra missione e il nostro proposito.

L’effetto è che i conflitti e i dissidi che sperimentiamo interiormente, e anche nella nostra vita esteriore, hanno lo scopo di facilitare la scelta e l’entrata nella nuova vita.

Si tratta di un invito a evitare la resistenza e ad accettare quello che sta giungendo a noi. Tutte le illusioni su quello che pensiamo di essere si stanno dissolvendo e ci stiamo sintonizzando sulla realtà dell’invisibile, sulle forze immateriali per vivere l’essenza di chi siamo veramente.

i .

Agosto ha la vibrazione del numero 8, che è potente in numerologia e rappresenta il viaggio infinito dell’anima e il movimento tra “umano” e “essere”.

Questa energia 8/8 ci aiuterà a elevare e sintonizzarci con energie di  frequenza più alta in modo da poter ricevere download psichici e accedere a regni superiori di coscienza.

In Numerologia 8 – 8 fa 16, che è la Torre nelle carte dei Tarocchi: è lo sbriciolamento della torre che abbiamo costruito per noi stessi, poiché lo Spirito entra nel cuore dell’uomo.

Permettete ai vostri pensieri e alle vostre emozioni di dissolversi nel fuoco del cuore per entrare nell’ignoto coraggiosamente e con fede. 

Tutto è destinato ad essere, semplicemente seguite il Piano Divino.

«Sii grato per chiunque arrivi, poiché ogni persona è stata mandata come guida da ciò che sta oltre» 

Jalāl al-Dīn Rumi

http://it.blog.cristianacaria.com/category/tarocchi-esoterici/

/https://lauracarpi.wordpress.com/2016/08/08/l-0808-2016-e-il-portale-del-cuore-per-costruire-la-pace-interiore/

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perchè siam donne: le protagoniste del cambiamento alle Olimpiadi 2021!!!

Io affermo , e non solo io, che le donne cambieranno il mondo!
E non si può non avere notato come in queste tanto attese olimpiadi 2021, ex 2020, l’apporto femminile e nella qualità e nella quantità dei traguardi raggiunti nelle varie specialità agonistiche sia stato più che presente.
Sarà per questo che tante problematiche morali sono state messe in evidenza, anche con comportamenti e affermazioni assolutamente impensabili?

Non può che essere la prima di questo mio elenco parziale Simone Biles che ha rivelato con tanta semplicità l’altra faccia della competizione spietata che fa ottenere strabilianti risultati agli atleti. Non solo nello sport direi, in ogni campo.
Quando l’atleta americana si è fermata durante la prova al volteggio a queste Olimpiadi di Tokyo 2021, sono usciti diversi articoli in cui si ipotizzava un infortunio al piede.
Qualche ora più tardi si è scoperto che non era il suo piede, ma la sua salute mentale ad averle causato il ritiro.
E ho pensato “Bene allora, buon per te Simone!”
Mostrare a tutto il mondo che la salute mentale non vale meno della salute fisica è molto più impressionante di qualsiasi medaglia.
Facendo un passo indietro, Simone ha dato il permesso a ogni bambina di prendersi una pausa quando se ne ha bisogno.
Facendo un passo indietro, Simone ha dato il permesso a ogni persona di lasciar perdere lavori tossici e stressanti, relazioni violente e tutto ciò che fa male e prosciuga mentalmente.
Simone, era già una campionessa molto prima di mettere piede su qualsiasi podio.
Non si è tirata indietro a raccontare la sua storia di abusi del medico sportivo, Nassar e quando l’ha fatto ha sentito il peso che veniva dalla sua notorietà. «È stato molto difficile, ma ho pensato che raccontare la mia storia potesse incoraggiare altre persone a dire la loro».
Per lei era importante parlare per sostenere le colleghe che hanno denunciato gli abusi del medico della nazionale statunitense.
«Mi ha dato forza parlare perché la gente che mi ha guardata ha visto che io ero stata forte abbastanza e che potevano esserlo anche loro».

Si tratta di Kristina Timanovskaya, la velocista bielorussa che, pochi giorni fa, con un post su Instagram, aveva criticato pubblicamente gli allenatori che l’avevano iscritta, senza il suo consenso, alla staffetta 4×100. Subito l’atleta è stata ritirata dalla competizione e portata in aeroporto, dove solo grazie all’intervento della polizia giapponese si è scongiurato il rimpatrio forzato. Tra qualche giorno, Krystina Timanovskaya volerà in Polonia, dove le è stato concesso l’asilo politico.
Sotto accusa le autorità bielorusse che, secondo gli oppositori al regime di Lukašėnka, avrebbero cercato di costringerla a tornare a casa dalle Olimpiadi di Tokyo, dopo le critiche dell’atleta nei confronti della federazione bielorussa che l’aveva iscritta a sua insaputa nella staffetta 4×400.
Ma in aeroporto ha fatto un video appello al Cio, chiedendo la protezione della polizia: «Stanno cercando di portarmi fuori dal Giappone senza il mio consenso. Chiedo al Cio di intervenire».A comunicare la notizia è lo stesso Cio, il Comitato Olimpico Internazionale, il cui portavoce, Mark Adams, ha dichiarato che Timanovskaya è stata costretta a fare le valigie e andare in aerporto, dove ha trascorso la notte in un hotel in totale isolamento.
Al momento, Kristina è in un hotel di Tokyo sotto la custodia della polizia e ha chiesto agli agenti giapponesi asilo politico.
Tra qualche giorno, Krystina Timanovskaya volerà in Polonia, dove le è stato concesso l’asilo politico.

 Lucilla Boari ha conquistato il bronzo nel tiro con l’arco battendo con il risultato di 7-1 l’americana Mackenzie Brown. È il ventesimo titolo per gli Azzurri in questa edizione delle Olimpiadi di Tokyo. L’ultimo titolo della specialità, ma nel torneo maschile, risaliva a Giochi disputati a Londra nel 2012: allora arrivò la medaglia d’oro a squadre.
Terzo posto importante e medaglia storica per la selezione femminile azzurra, finora mai salita sul podio iridato. “È tutta una questione una testa la cosa fondamentale è stata la testa – aveva detto tra una prova e l’altra di una giornata intensa, che l’ha vista anche a un passo dalla finale per l’oro -. Ci devi stare, devi aggrapparti al match con tutto quello che hai”.
E con quanta naturalezza saluta e ringrazia dei complimenti la “ sua ragazza”! Appoggiata da una meravigliosa famiglia che è fiera della sua felicità in tutte le sue scelte e traguardi, in tutte sottolinea il padre!
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Il caso delle giocatrici di pallamano della Norvegia, multate 150 euro ciascuna (per una cifra complessiva di 1500 euro) per via dei loro pantaloncini, non conformi alle regole – che invece impongono loro di giocare indossando ciò che, in buona sintesi, è la parte inferiore di un bikini – ha scatenato una discussione che, 5 anni fa, non avrebbe mai avuto neanche luogo, e che mira ad identificare ed eradicare quei doppi standard di genere che, per lo stesso motivo, consentono ai loro colleghi uomini di affrontare le maggiori competizioni indossando ,pantaloncini che possono salire fino a 10 centimetri dal ginocchio, a patto che non siano troppo larghi.

La popstar americana Pink condivide la lotta al sessismo delle atlete norvegesi e si è offerta di pagare i 1.500 euro di multa inflitti dalla Federazione al team femminile, per aver indossato i pantaloncini al posto del succinto e consueto bikini. “
“Sono molto orgogliosa della squadra femminile norvegese di pallamano da spiaggia che ha protestato per le regole sessiste sulla loro uniforme – scrive la popstar americana su Twitter –  la federazione europea di pallamano deve essere multata per sessismo. Brave, signore. Sarò felice di pagare le vostre multe. Continuate così”.

200 metri donne: Elaine Thompson-Herah nella storia!
Aveva già realizzato la doppietta 100m – 200m a Rio 2016 e lo ha fatto di nuovo a Tokyo 2020: la giamaicana Elaine Thompson-Herah è la prima donna a bissare la vittoria Olimpica nei 100-200 metri nella storia dell’atletica!
La giamaicana ha finito la gara in 21.53, un tempo che rappresenta il suo record personale oltre che quello nazionale.
Il 31 luglio, invece, Thompson-Herah aveva vinto l’oro nei 100 m, stracciando il record Olimpico con 10.60, davanti alle connazionali Shelly-Ann Fraser-Pryce e Shericka Jackson. Thompson-Herah ha messo a segno, quindi, la fantastica doppietta 100m – 200m anche a Tokyo 2020!
La giamaicana, infatti, aveva già ottenuto lo stesso brillante risultato a Rio 2016, dove aveva trionfato nei 100m (10.71) e poi nei 200m (21.78). Ha quindi frantumato i suoi record e realizzato una doppietta che profuma di storia.

Gabby Thomas la prima laureata ad Harvard a vincere una medaglia ai Giochi Olimpici.
Gabrielle Thomas è un’atleta di atletica leggera americana. È la terza donna più veloce di tutti i tempi nei 200 metri con il suo risultato di 21,61 secondi, stabilito alle prove olimpiche statunitensi del 2020.
Ha vinto la medaglia di bronzo ai 200 metri delle Olimpiadi estive del 2020.
Come ricorda Time, nel 1896 un ex studente di Harvard vinse una medaglia d’oro nel salto triplo, ma non riuscì mai a completare gli studi e laurearsi presso la prestigiosissima Università.
Gabby Thomas, originaria di Atlanta, ha iniziato a correre grazie alle sollecitazioni di sua madre, la dottoressa Jennifer Randall. Nonostante ciò, Gabby non ha preso sul serio la corsa, almeno fino al suo primo anno di liceo presso la Williston Northampton School in Massachusetts.
Nel frattempo, l’atleta si è anche laureata in neurobiologia e salute globale, ispirata dall’apprendimento dell’esperimento di Tuskegee durante un corso universitario. Un interesse che le deriva anche dal fatto che suo fratello gemello ha l’ADHD (Disturbo da deficit di attenzione e iperattività) e suo fratello minore è autistico. “Entrambi i miei fratelli mi hanno portato alla neurobiologia”, ha detto Gabby in un’intervista.

Forse il nome di Luciana Alvarado non vi dirà molto, ma questa ragazza di 18 anni entrerà nella storia delle olimpiadi.
Luciana è una ginnasta della Costa Rica e, oltre ad essere stata la prima a qualificarsi per la competizione è stata anche la prima a manifestare per il Black Lives Matter durante un’esibizione.
Il 25 luglio Luciana Alvarado ha fatto la sua routine a terra su note allegre e caraibiche, saltando da una parte all’altra della pedana tra le scritte di Tokyo 2000 e regalando momenti di sport appassionato. Per concludere la sua coreografia, Alvarado ha deciso di unire alla sua routine (così si chiama l’esibizione in gergo tecnico) la combinazione di due gesti a sostegno del movimento Black Lives Matter
Come ha commentato lei al podcast GymCastic: “Sento che se fai qualcosa che unisce tutti, ti fai riconoscere come uno che ‘Sì, sei uno dei miei, capisci le cose'” ha spiegato la ginnasta, per poi concludere: “È importante che tutti vengano trattati con rispetto e dignità e che tutti abbiano glistessi diritti. Perché siamo tutti uguali e siamo tutti belli e fantastici, quindi penso che sia per questo che amo avere questo gesto nella mia routine”.

Il Cio ha chiesto e ottenuto da molti Paesi che all’apertura sfilino una coppia di portabandiera, in nome dell’equità di genere in un’edizione che si preannuncia come un’Olimpiade al femminile a cominciare dai numeri. La marcia è lunga, il traguardo più vicino di quel che potesse immaginare Stamàta: così l’Italia con Jessica Rossi-Elia Viviani, ma anche gli Stati Uniti, la Cina, il Brasile, e poi Iran, Algeria, Marocco hanno aderito alla scelta di parità durante la sfilata.

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* 22 luglio : Festa di Maria Maddalena e le Marie

ll Nuovo Testamento non afferma in modo chiaro che Gesù era sposato, ma nemmeno che non lo era.

Effettivamente il Vangelo contiene numerose specifiche allusioni al suo avvenuto matrimonio  e d’altra parte le regole dinastiche lo imponevano. Non soltanto l’erede della stirpe dei Davide era obbligato per la legge a sposarsi ma doveva anche generare almeno due figli maschi.               Ciò rappresentava un passo fondamentale nel progresso dell’erede della dinastia dall’iniziazione  alla piena appartenenza alla Comunità.      Come abbiamo visto le regole del matrimonio dinastico erano molte e rigide.

Uno fra i libri più coloriti del Vecchio Testamento è il Cantico dei Cantici , una serie di rime di amore fra uno sposo regale e la sua sposa. IlCantico di Salomone identifica la simbolica pozione nuziale con l’unguento aromatico chiamato spigonardo, un unguento prezioso che veniva usato anche per ungere i corpi dei morti regali. Lo stesso unguento costoso venne usato da Maria di Betania per ungere il capo di Gesù in casa di Lazzaro. e un altro episodio simile avvenne qualche tempo prima quando una donna unse i piedi di Gesù e poi li asciugò con i propri capelli. Anche quella donna si chiamava Maria.

Maria di Betania non soltanto unse il capo di Gesù in casa di Simone, ma gli unse anche i piedi e poi li asciugò con i suoi capelli nel marzo del 33 d.C. Due anni e mezzo prima , nel 30 d.C. aveva compiuto lo stesso rito di unzione tre mesi dopo le nozze di Cana.

Compiere il rito con lo spigonardo era uno specifico privilegio di una sposa messianica e avveniva unicamente durante le cerimonie del Primo e Secondo Matrimonio

Soltanto come moglie di Gesù a tutti gli effetti e come sacerdotessa Maria avrebbe potuto ungergli il capo e i piedi con il sacro unguento.

Esattamente come gli uomini che venivano designati ad occupare varie cariche prendendo i nomi dei loro antenati – come Isacco, Giacobbe e Giuseppe – così le donne venivano denominate secondo la loro genealogia e il loro rango: Rachele, Rebecca,Sara, e così via.
Le mogli dei discendenti di Davide avevano il nome di Miriam (Maria)
Perciò la madre di Gesù si chiamava Maria e per lo stesso motivo la moglie di Gesù si chiamava Maria.
All’epoca di Qunram, le Miriam, Marie, facevano parte di un ordine spirituale nella comunità ascetica dei Terapeuti.

Mentre i “Mosè” guidavano gli uomini nelle funzioni liturgiche, le “Miriam” guidavano le donne.
Queste donne compivano il rito del Secondo Matrimonio soltanto quando erano in cinta di tre mesi. A quel punto la donna cessava di essere una almah e diventava una futura madre.
Durante i lunghi periodi di separazione dettati dalle regole matrimoniali, la moglie diventava sorella, in senso religioso, e il compito era quello di accudire il padre,

La differenza tra le Marte e le Marie era che le prime avevano diritto di possedere dei beni le seconde no. Nella comunità  le “sorelle” erano considerate “vedove”,  un gradino sotto le almah. poi quando si sposavano salivano al rango “di madri”

Quindi chi era esattamente Maria di Betania, la donna che unse due volte Gesù con lo spigonardo secondo la tradizione messianica?
Effettivamente non fu mai “Maria di Betania.” Nella Bibbia lei e Marta vengono indicate soltanto come sorelle di Lazzaro di Betania.
Il nome completo di Maria era Sorella Miriam di Magdala, meglio nota come Maria Maddalena.
I Vangeli ufficiali contengono pochi riferimenti alla stretta intimità tra Gesù e Maria Maddalena.
Nel Vangelo di Filippo invece il rapporto tra loro viene discusso apertamente.
..e la compagna del Salvatore è Maria Maddalena.

Ma Cristo l’amava più di tutti i suoi discepoli. e soleva baciarla spesso sulla bocca. Gli altri discepoli ne erano offesi ed esprimevano disapprovazione. Gli dicevano “ perchè la ami più di tutti noi?”
Il Salvatore rispondeva loro: “ perchè non vi amo come lei? Grande è il mistero del matrimonio, giacchè senza di esso il mondo non sarebbe esistito.  Ora l’esistenza del mondo dipende dall’uomo e l’esistenza dell’uomo dal matrimonio.

Riguardo la cerimonia nuziale di Canaa questa non era il Matrimonio ma il sacro pasto che precedeva il fidanzamento.

L’usanza voleva che vi fosse un “padrone di casa” ufficiale che aveva la funzione di direttore di mensa.  Dopo di lui venivano lo sposo e sua madre.
Nessun invitato avrebbe potuto ordinare di mescere l’acqua che era diventata vino: quindi Gesù e lo sposo erano la stessa persona.
Questo banchetto ebbe luogo tre mesi prima che Maria ungesse per la prima volta i piedi di Gesù. E secondo le regole soltanto come sposa di Gesù , Maria sarebbe autorizzata a compiere quell’atto  Se lo avesse fatto prima come almah fidanzata , sarebbe stata classificata come una peccatrice e considerata una donna menomata.

Dalle ricerche storiche fatte sui rotoli del Mar Mortosi può dedurre che Maria sia nata nel 3 d.C. e quando sposò Gesù per la prima volta nel 30 d.C. ne aveva 27.
Essendo rimasta in cinta nel dicembre del 32 d.C., Maria dette alla luce sua figlia Tamar nel 33 d.C., all’epoca del suo Secondo Matrimonio.
Durante i primi anni 40 d.C. Pietro, era il braccio destro di Gesù e come tale sarebbe dovuto diventare il tutore di Maria Maddalena durante gli anni della sua separazione ( vedovanza simbolica) ma Pietro aveva una cattiva opinione delle donne e non era disposto a stare agli ordini di una sacerdotessa.

Anche Paolo, molti anni dopo, fu nettamente contrario al coinvolgimento delle donne nella divulgazione della religione.
Così esclusero nettamente Maria dal nuovo movimento cristiano e per garantire il suo totale allontanamento, la dichiararono pubblicamente “eretica” in quanto amica di Elena-Salomè, consorte di Simone Zelota, il Mago, fondatore del movimento  esoterico gnostico a Cipro.

A quel tempo Maria era a Marsiglia, dove la lingua ufficiale era il greco ed è per questo che il linguaggio di Gesù e degli apostoli e di tutto il giudaismo ellenico era fortemente influenzato dal greco.
Secondo la tradizione gnostica Maria Maddalena veniva associata alla Saggezza (Sophia)rappresentata dal sole, la luna, e un’aureola di stelle.
Si riteneva che la gnosi femminile di Sophia fosse lo Spirito Santo, rappresentato perciò sulla terra dalla Maddalena, che fuggì in esilio portando in seno il figlio di Gesù.
Giovanni , nella Rivelazione, descrive Maria e suo figlio , della sua persecuzione, della sua fuga in esilio e della caccia al “resto  del suo seme” da parte dei romani.
Oltre a Maria tra gli emigrati in Gallia nel 44 d.C. c’erano Marta e la sorella Marcella, l’apostolo Filippo e sua moglie Maria Iacopa,e Maria Salomè.
Sbarcarono in Provenza a Ratis, noto oggi come Les Saintes Maries de la Mer.
Il culto più attivo della Maddalena si insediò a Rennes-le-Chateau, ma anche altrove sorsero molti santuari dedicati a Saint Marie de la Madeleine, fra cui il luogo della sua sepoltura a Saint-Maximin-la-Sainte-Baume dove i monaci dell’ordine di San Cassiano vegliarono sul suo sepolcro e tomba di alabastro dall’inizio del ‘400.

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* ” L’immacolata concezione “

Oggi Maddalena torna a sottolineare il ruolo della donna come tramite tra terra e cielo, anima e materia, svelando il corpo e la sessualità come l’unico luogo in cui il trascendente diventa immanente. 
Celebriamo la Grande Madre, riconosciamo Lei nella Terra che ci accoglie e nella Donna Risvegliata che dimora dentro di noi.
Celebriamo il nostro corpo sacro che nei cicli eterni di morte e rinascita porta trasformazione e crescita.
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* Danziamo al ritmo dell’universo A.Einstein

“Tutto è determinato da forze sulle quali non abbiamo alcun controllo. Vale per l’insetto come per gli astri, esseri umani, vegetali o polvere cosmica, tutti danziamo al ritmo di una musica misteriosa, suonata in lontananza da un pifferaio invisibile.”

Albert Einstein

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Sebben che siamo donne: Esprimere la filosofia dell’Universo può ispirare ogni forma di espressione artistica. E così il tempo non ha limiti!

Yayoi Kusama è un’artista giapponese nata nel 1929 a Matsumoto City, in Giappone. Ha studiato pittura a Kyoto prima di spostarsi a Seattle nel 1957 e poi a New York, un anno dopo.

E’ oggi considerata fra i più importanti artisti giapponesi contemporanei.

Ha lavorato in una vasta gamma di discipline: arti visive, danza, moda, design fino alla scrittura e alla composizione musicale.

La sua produzione abbraccia la corrente surrealista,l’Espressionismo astratto,il Minimalismo, l’Art Brut, la Pop Art, la Land Art e persino e persino lo Psichedelismo.

L’’intento della sua arte è quello di condurre un ‘’indagine sul concetto di percezione del cosmo e di infinito, oltre che un inno alla bellezza della vita.

“Con un solo puntino, non possiamo ottenere nulla. Nell’universo, c’e’ il sole, la luna, la terra e miliardi di stelle. Cercare di capire la filosofia dell’universo attraverso l’arte mi ha portato a perseguire una cosiddetta ripetizione stereotipica”

I suoi giganteschi fiori dai colori vivi e brillanti intendono esprimere il senso di rigenerazione, di crescita e transizione propri del ciclo naturale.
I pois, invece,  una forma di smaterializzazione paragonabile ai palpiti del cosmo, ai movimenti dei corpi celesti

Yayoi continua ad esplorare il concetto di infinito con le “Infinity Mirror Room”, passando dalla superficie bidimensionale delle tele ad un ambiente di riflessione speculare, dovuto all’effetto caleidoscopico delle superfici specchianti che genera uno spazio inesauribile; il corpo viene frammentato dalle pareti a specchio e riprodotto all’’infinito.

Nel 1958, a 29 anni, Yayoi fugge da dall’incomunicabilità con i genitori e da un Giappone intossicato dal patriarcato – in valigia, sessanta kimono e duemila fra disegni e dipinti da vendere.
Approda a New York, la “naked city”, che dopo gli inizi fatti di stenti la consacra – anche grazie al patrocinio di Andy Warhol – come una delle artiste più innovative del suo tempo e come la regina degli hippie e del pacifismo, icona delle lotte contro il sessismo e il tradizionalismo, pur non avendo mai partecipato attivamente al movimento femminista.

Nel 1966, insieme a Louise Bourgeois e Eva Hesse, partecipo’ alla mostra “Astrazione eccentrica”a New York e fece parte dell’avanguardia di artiste femministe degli anni ’60.

Nonostante il successo dei primi anni, Yayoi fu costretta a tornare in Giappone nel 1970 perché affetta da gravi problemi mentali che la costrinsero a ritirarsi dalla scena artistica per alcuni decenni.

Nel 1993 Yayoi ritornò a produrre arte rappresentando il Giappone alla Biennale di Venezia.

Il 2017 fu un altro anno molto prolifico per l’artista: presento’ l’opera “Yayoi Kusama: Infinity Mirrors” al Hirshhorn Museum a Washington, D.C., “Yayoi Kusama: Life is the Heart of Rainbow” alla National Gallery di Singapore e altre due esibizioni personali al David Zwirner di New York.

Oggi, novantenne, Yayoi Kusama vive per volontà personale nell’ospedale psichiatrico di Seiwa e dipinge quasi quotidianamente nel suo studio a Shinjuku.

Mentre la grande artista giapponese si avvia verso i cento anni di età, la Germania le dedica una ricca retrospettiva. Con opere inedite e una ricerca storica inappuntabile.

Dal pavimento dello storico atrio del Martin-Gropius-Bau si ergono immensi tentacoli rosa che si ergono verso il cielo:
Si chiama A Bouquet of Love I Saw in the Universe ed è l’installazione di tentacoli gonfiabili appositamente realizzata dalla 92enne Yayoi per questa prima retrospettiva sul suolo tedesco.

Sebben che siamo donne” è il titolo di uno dei tanti canti delle donne mondine che rivendicavano il loro salario come al solito minore di quello degli uomini.Con questo titolo pubblicherò articoli che parlano di donne che non hanno ricevuto i dovuti riconoscimenti e per il loro ingegno e per il lavoro fatto.

O temporaneamente dimenticate.

Solo per il fatto di essere donne.

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Lui a testa alta illumina l’immenso, Lei abbassa lo sguardo e si immerge nel buio più denso


Il principio vitale che anima tutte le forme viventi è rappresentato dal binomio Sole/Luna.
Il Sole e la Luna sono rispettivamente l’aspetto positivo e negativo dello stesso principio vitalizzante che governa il perpetuarsi e il mantenimento della Vita in tutte le sue forme.
Al Sole e alla Luna sono legati concetti complementari quali: il maschile ed il femminile, la luce e il buio, il caldo e il freddo, gli elementi del Fuoco e dell’Acqua poiché la vita si manifesta attraverso la polarizzazione del principio vitale.