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* Siamo arrivati all’equinozio di autunno: pronti a piantare i semi della rinascita?

Equinozio d’autunno

Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.
La rosa non è più nella città.
L’acero indossa una sciarpa più gaia.
La campagna una gonna scarlatta,
Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.
(E. Dickinson)

 

Inizia l’autunno astronomico.

La parola “equinozio” deriva dal latino e significa ” notte uguale”, al giorno, naturalmente.
Nell’emisfero settentrionale l’equinozio d’autunno cade generalmente o il 22 o il 23 settembre, ossia il momento in cui il sole incrocia il piano dell’equatore terreste (perpendicolarmente), nel punto detto appunto degli equinozi. Il punto dell‘equinozio d’autunno è  anche chiamato punto della Bilancia (¦Ø), dato che il sole si trova in questo segno zodiacale in questo periodo e ci sta per un mese circa.   Agli equinozi il Sole sorge precisamente ad est e tramonta precisamente ad ovest, ovunque.
Questo avvenimento ha sempre rappresentato nell’antichità un momento speciale nel quale le forze di luce e tenebra sono in perfetto equilibrio.
Per molte culture l’Equinozio d’Autunno è un giorno di celebrazioni.
Alcuni antichi racconti  narrano  che nel giorno dell’equinozio d’autunno gli Dei per  creare il giorno e la notte abbiano “ fatto pace, e si siano messi d’accordo almeno per un giorno”.
Inoltre gli sciamani di un tempo sapevano che per la Terra era un momento di massimo equilibrio tra le 2 forze cosmiche (sole e luna) (yin e yang), quindi facevano rituali per “fotografare” la propria conoscenza acquisita fino a quel giorno e fissarla, per  poi rinascere con forza.
Nella tradizione iniziatica questo momento rappresenta un passaggio, un tempo per la meditazione, per rivolgersi all’interno, durante il quale la separazione tra ciò che è visibile e ciò che è invisibile si assottiglia sin quasi a scomparire.

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* La buona notizia del venerdì: Con la passione si può arrivare a 900 …e quale è la tua? Leggi tutto e pensaci!

Michael Schick, il  giardiniere che coltiva oltre 900 varietà di pomodori

Si chiama Michael Schick il  maestro giardiniere tedesco super esperto di pomodori.

Ne coltiva oltre 900 diverse varietà!

Per Michel il lavoro di giardiniere e paesaggista è una vera e propria passione ma il suo punto forte e il suo “pallino” è indubbiamente la coltivazione dei pomodori. Attualmente è arrivato a coltivarne 930 varietà diverse. Non ci credete? Potete dare un’occhiata al suo sito dove sono elencati tutti i differenti pomodori che coltiva con annesse foto e descrizioni.

Gli orti di Michael si trovano a Bronnen, Baden-Württemberg (Germania) e, inizialmente, la raccolta prevedeva solo 15 diverse varietà. Piano piano la passione per questo frutto le ha fatte diventare 150, poi 500, poi 800 e infine 930, rendendo le coltivazioni del contadino tedesco da Guinness dei primati.

Tramite il suo sito, il maestro giardiniere tedesco, vende i semi autoprodotti di molte varietà di pomodori e fornisce anche consigli a chi è alle prime armi con questo tipo di coltivazione o a chi vuole migliorare.

Organizza e partecipa anche a diversi eventi che riguardano il pomodoro e le sue varietà, in qualità di grande esperto. L’anno scorso Micheal è stato anche in Italia per presentare 400 varietà di pomodori.

La sua passione ha anche l’obiettivo preciso di preservare la biodiversità di questo frutto.

A volte mi piace cercare l’etimologia di certe parole, soprattutto di quelle che riguardano sentimenti, emozioni,amore. L’interpretazione di queste parole e ciò che suscitano in ognuno di noi è talmente personale che non si può generalizzare.

Ma è necessario trovare un significato più o meno accettabile per tutti e a questo ci pensano le enciclopedie.

Ebbene in questa notizia è più volte ripetuta la parola passione.

Cosi ho trovato oltre al origine etimologica anche la comune definizione:

Etimologia dal latino passio, derivato di passus, participio passato di pati ‘soffrire’.patire,subire,sopportare

Significato 

Grande sofferenza, pena; sentimento intenso e perturbante; ardente amore erotico; inclinazione viva, grande interesse

Il significato che l’etimo ci racconta, ancora presente in riferimenti culturali cristallizzati (pensiamo alla passione di Cristo), è quello di sofferenza, di pena, di grande dolore.

Così dice il Dizionario Garzanti:

Mi ha colpito sia la derivazione dal latino “ soffrire”ma sopratutto il primo significato suggerito cioè la “Passione di Cristo”

Mentre e solo in finale:

Usata estensione di significato è poi quella che trova nella passione l’inclinazione accesa, il vivissimo interesse – proiezione su un’attività o su un oggetto esterno di quell’energico sentimento di cui dicevamo testé.

Non si può non comunicare” è un assunto della Programmazione Neurolinguistica che riguarda non solo lil linguaggio ( 7%)ma anche il paraverbale(38%) il non verbale (55%)

E comunque ciò che suscita la comunicazione è una reazione personale.

Personalmente leggendo sul dizionario il significato della parola “passione”e trovando l’etimologia rimango perplessa sulia traduzione “soffrire” e ancora più perplessa sul privilegiare il significato negativo di sofferenza, pena, grande dolore assegnandogli il primo posto.

Per me la passione è uno dei motori dell’esistenza, un’emozione che determina le mie scelte,un sentimento che mi spinge al raggiungimento dei miei obbiettivi,che alimenta la mia voglia di fare, che colora la mia vita di tensione creativa, che mi fa vivere con gioia.

E metterei questa definizione al primo posto di tutte le enciclopedie per suscitare reazioni positive in chi legge e magari un” non ci avevo pensato”che può cambiare la sua vita.

E gli fa scoprire la sua passione. Perchè anche tu ne hai una, vero?

https://unaparolaalgiorno.it/significato/passione

https://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=passione

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* A te piacciono i fichi?

Nel mio giardino ho un grande albero di fichi.

Fa tantissimi frutti nel mese di luglio e poi nel mese di settembre.

Ho già fatto 10 chili di marmellata e più di altrettanti ne ho mangiati.

Platone era un grande divoratore di fichi, diceva che fanno aumentare l’intelligenza.

Albero e frutto sacro, il fico è l’emblema della vita, della luce, della forza e della conoscenza. Nella tradizione antica il fico riveste quindi un significato di immortalità e di abbondanza. Esso rappresenta anche l’asse del mondo, che collega la terra al cielo.

Leggiamo infatti nel racconto biblico Genesi 3,7:
“Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.”

Il Signore Iddio aveva piantato l’Albero della Conoscenza del Bene e del Male al centro del giardino dell’Eden, ordinando ad Adamo ed Eva di non mangiarne i frutti se non volevano morire.
La narrazione biblica del peccato originale e della cacciata dall’ Eden si legano al misterioso frutto, che Eva raccolse su invito del serpente ed offrì ad Adamo.
Di quale frutto poteva trattarsi?

Durante tutto il medioevo si conosceva ancora l’identità del frutto in questione: si trattava di un fico, quel dolce frutto estivo che fin dall’antichità si legava all’idea di fertilità, abbondanza e sessualità.

L’albero della conoscenza del bene e del male era dunque un albero carico di fichi, e non di mele, come confermato da molte opere d’arte di età medievale. Osservando ad esempio i rilievi che Lorenzo Maitani scolpì sulle lastre di marmo che oggi rivestono la facciata del duomo di Orvieto, non vi è alcun dubbio che le foglie e i frutti dell’albero incriminato  rappresentati nei minimi dettagli sono di un fico.

La stessa pianta torna in due  scene nel ciclo della Genesi: in una si vede Dio con il dito puntato verso Adamo ed Eva mentre ordina loro di non mangiare frutti dall’albero al centro del giardino. Nella seconda si vede lo stesso albero sul cui tronco è attorcigliato un serpente, mentre Eva tende il braccio verso quello di Adamo per offrirgli il fico che avrebbe resi entrambi simili a Dio.

Le tracce storiche del fico sembrano risalire al VI secolo a. C. e ancora oggi possiamo trovare rappresentazioni pittoriche degli stessi fichi nei nostri patrimoni storici (La Villa di Poppea-Scavi di Oplonti-Torre Annunziata).

Nell’antica Grecia, era l’albero sacro ad Atena, dea della saggezza e a Dioniso dio del vino, e a Priapo, dio lubrico della fecondità.

Il titano Sykèus, (da syke, fico), per sottrarsi a Zeus che lo stava inseguendo, si sarebbe rifugiato presso la madre Gea, la terra. Questa avrebbe poi fatto sorgere dal suo grembo l’albero che ricorda il nome del suo figlio.
Nell’antichità era proibito esportare fichi considerati un prodotto di prima necessità, e, se frutto di alberi sacri, veniva reputato un sacrilegio.

In Grecia, in certi culti agrari primitivi, esisteva la “rivelazione del fico”, come culto di iniziazione ai segreti della fecondità.

Ad Eleusi,una cittadina vicina ad Atene, sede di un famoso tempio dedicato alla dea Demetra, non poteva mancare il  fico sacro, protetto da un portico, come narra Pausania (110-180), scrittore e geografo greco.

In questa località dicono che Fitalo abbia accolto nella propria casa Demetra e che la dea, in cambio dell’ospitalità, gli abbia donato la pianta di fico. A quanto io dico rende testimonianza l’epigramma che è inscritto sulla tomba di Fitalo: – Qui il signore, eroe Fitalo accolse un tempo la veneranda Demetra, quando per la prima volta ella fece spuntare il frutto della tarda estate, che il genere umano chiama sacro fico: da allora la stirpe di Fitalo ebbe onori immortali -.” (Pausania,Viaggio in Grecia, I, 37, 2) (32)

Si narra che a Platone, essendo un grande estimatore dei fichi, venne dato il nome di “mangiatore di fichi”; inoltre egli sosteneva che cibarsi di fichi contribuiva ad accrescere l’intelligenza.

Anche Plinio si era dimostrato sensibile alle virtù dei fichi ed infatti era solito affermare che mangiare fichi aumentava la forza dei giovani e manteneva la salute degli anziani.

Plutarco narra, riguardo alle origini di Roma, che la cesta con Romolo e Remo, destinati a morire come frutto illegittimo della vestale Rea Silva, non fu trascinata dalla corrente del Tevere, ma si arenò miracolosamente in un’insenatura fangosa, sotto un fico selvatico dove vennero nutriti dalla lupa. La pianta divenuta sacra, in quanto riferita a Marte, padre dei gemelli, era diligentemente curata dai sacerdoti del dio che provvedevano alla sostituzione della pianta ogni volta che questa moriva.

Il fico inteso come albero, nella tradizione ebraica, rappresenta il popolo di Israele. Il fico, inteso come frutto allora rappresenta la legge che il popolo di Israele genera, cioè la Torah che significa legge. Allora la stagione dei fichi è la stagione delle leggi e delle sentenze, cioè il tempo del giudizio.

L‘albero di Bodhi (fico sacro, lat. Ficus religiosa), quell’albero, sotto il quale il Buddha ha vissuto il Bodhi (“Illuminazione” o “Risveglio”). Il simbolo dell’albero ha in parte origine anche nei culti pre-buddhisti della fertilità e nell'”Albero della vita“.     A volte viene anche raffigurato un trono vuoto sotto all’albero, che, come l’albero stesso, dovrebbe ricordare il risveglio del Buddha.

L’albero della Bodhi è un grande e molto antico fico sacro ,collocato all’interno dell’area in cui oggi sorge il Tempio di Mahabodhi, a Bodh Gaya. Il fico sacro, di cui l’albero di Bodhi è un esemplare, è sacro a induisti, giainisti e buddhisti

Nella mitologia egizia ci si riferisce al sicomoro (Ficus sycomorus); in Egitto si narra che la rinascita di Osiride avviene quando le zolle alla base del sicomoro sacro cominciavano a coprirsi di germogli di grano ed orzo. Il fico sicomoro era insomma considerato un albero cosmico, simbolo di immortalità, di rinascita dalla distruzione. Il suo succo, inoltre, era prezioso perché si riteneva donasse poteri occulti e il suo legno era usato per la fabbricazione dei sarcofagi: seppellire un morto in una cassa di sicomoro significava reintrodurre la persona nel grembo della dea madre dell’albero, facilitando così il viaggio nell’aldilà.

Nel Libro dei Morti, il sicomoro è l’albero che sta fuori dalla porta del Cielo, da cui ogni giorno sorge il dio sole Ra. Esso inoltre era consacrato alla dea Hathor, chiamata anche la “dea del sicomoro”: Dea madre, feconda e nutrice, Hathor abita gli alberi ed è la “signora del sicomoro del sud”, a Menfi; ma è anche la “signora dell’Occidente”, ossia la signora del regno dei morti.

Nel mondo islamico il fico è ritenuto dotato di una certa baraka (letteralmente “benedizione”, intesa nel senso di “potenza spirituale”). Esso infatti si conserva assai bene secco senza bisogno di alcuna aggiunta di sale o spezie. Il fico non manca mai nei rituali di nozze berberi e campagnoli

La novantacinquesima Sura del Corano viene chiamata “Il fico” (At-Tîn) inizia evocando il fico e l’olivo: “Per il fico e l’olivo/ per il monte Sinai/ e per questa contrada sicura!/ Invero creammo l’uomo nella forma migliore,/ quindi lo riducemmo all’infimo dell’abiezione/ eccezion fatta per coloro che credono e fanno il bene: avranno ricompensa inesauribile./ Dopo di ciò cosa mai ti farà tacciare di menzogna il Giudizio?/ Non è forse Allah il più Saggio dei giudici?”.

In India il Ficus bengalensis ed il Ficus religiosa sono ritenuti gli alberi sacri rispettivamente di Visnu e Shiva. In molte tradizioni (ed in particolare sempre in India) sulle sue radici si acciambella il serpente, simbolo che esprime la forza fecondatrice per eccellenza (e la stessa energia-coscienza dell’essere umano- kundalini non è forse rappresentata come un serpente che si attorciglia attorno alla colonna vertebrale –albero cosmico- a mò di caduceo?).

Nell’oroscopo degli alberi chi nasce nel periodo del FICO (dal 14 al 23 Giugno e dal 12 al 21 Dicembre) è un individuo molto forte, un po’ testardo, indipendente, non tollera le contraddizioni né le controversie, adora la vita, la sua famiglia, i bambini e gli animali, un po’ volubile con gli altri, ha un buon senso dell’umorismo, ama l’ozio e la pigrizia, possiede talento ed un’intelligenza pratica.Per saldare il loro carattere i nati in questo periodo hanno molta fiducia nella famiglia e nei suoi affetti in modo da poter anche attenuare il loro comportamento autoritario. Per frenare la loro prepotenza devono accompagnarsi a persone gentili e miti come i Pini e le Betulle che possono riuscire a costringerli a mostrare la loro gentilezza.

Nel mio giardino ho un grande albero di fichi.

Fa tantissimi frutti nel mese di luglio e poi nel mese di settembre.

Quelli di settembre sono più rossi e zuccherini.

Farò altri chili di marmellata e ne mangerò altrettanti.

Del resto:

Platone diceva che fanno aumentare l’intelligenza…….

fonti :

http://www.evus.it

http://www.istitutopontevaltellina.it

http://www.mr-loto.it
http://www.ficusnet.it
http://damaimandra.beepworld.it/
http://www.puntosufi.it/
http://www.tanogabo.it/fico.htm
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* La buona notizia del venerdì: Trasformare una montagna di spazzatura si può! E’ il futuro!

Succede a New York!

 

Dopo la chiusura della discarica più grande del mondo, la Fresh Kills landfill, i funzionari e le organizzazioni no profit dello Stato di New York hanno facilitato una transizione che ha trasformato quello che era un enorme deposito di spazzatura in un’oasi verde per piante native.

Parliamo dell’ex discarica di Fresh Kills che una volta convogliava tutta la spazzatura di New York City, un luogo dagli odori pestilenziali e la cui vista, fatta di cumuli di rifiuti, si dice abbia raggiunto i 20 piani di altezza.

Ora quella discarica, ormai chiusa (dal 2001), è stata trasformata in un’immensa area verde,  tre volte più grande di Central Park. Il desiderio di convertirla in un parco ha portato il Department of City Planning a ospitare un concorso internazionale di progettazione: il progetto per la creazione del più grande parco di New York City che è stato vinto dalla società Field Operations.

La conversione, come possiamo immaginare, non è stata facile e ha coinvolto oltre che tanta mano d’opera anche alcuni branchi di capre, introdotte nel 2012 per la loro capacità di ripristino ecologico.

Camion con milioni di tonnellate di terra ricca di ferro sono stati portati dal New Jersey per coprire i teli di plastica impermeabile che, a loro volta, isolavano e “coprivano” i cumuli di rifiuti,  mentre i tubi di estrazione del metano convogliavano i fumi dei detriti sotterranei nelle case di Staten Island per alimentare il riscaldamento e le stufe.

Successivamente, sono stati piantati alberi e costruiti abbeveratoi di cemento per convogliare rapidamente l’acqua piovana lontano dalle colline dei rifiuti.

Il verde, che ora ricopre circa 150 milioni di tonnellate di spazzatura, è stato assicurato in tutta l’area grazie alla riscoperta di specie erbacee autoctone, cioè originarie del luogo,che forniscono anche l’habitat perfetto agli uccelli della zona.

Alle erbe officinali e aromatiche va riconosciuto un ruolo vitale nel migliorare le produzioni agricole, la disponibilità di cibo e la conservazione della biodiversità dell’ambiente: numerose fonti storiche attestano che tali erbe erano conosciute fin dalla antichità, in particolare per le proprietà antisettiche e di aromaticità.

Sono state proprio le erbe autoctone piantate a Freshkills ad attirare una popolazione sempre più numerosa di uccelli, inclusa la più grande colonia di passeri locustella nello Stato di New York.

Mancano ancora alcuni mesi alla riapertura ufficiale dell’area, il piano prevede tra l’altro un’apertura in più fasi: a partire dalla Fase 1 di North Park, in cui 21 acri saranno aperti al pubblico la prossima primavera, a quella finale in cui si potrà accedere a tutti i 2.200 acri del parco (entro il 2036).

Il sito web di Freshkills Park presenta alcune immagini che consentono di comprendere meglio la portata della trasformazione, lasciando la possibilità di immaginare cosa c’era prima.

Una trasformazione lenta, difficile ma estremamente importante di un’area che viene in questo modo rivalutata e restituita ai cittadini.

Fonte: The New York Times 

Nell’Universo tutto è necessario e in continua evoluzione Tutto si trasforma  e dall’energia di ogni stella che finisce il suo ciclo vitale se ne formano altre molte altre. Così è per la materia! Come sopra così sotto!

Ma questo succede nell’universo!!!! Noi qui sulla Terra come possiamo fare?

SMETTERE DI CREARE SPAZZATURA!!!!!!!!!!!

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* Io abito la possibilità

“Io abito la possibilità,
una casa più bella della prosa
Con tante finestre in più
e porte migliori
Ha stanze come cedri
dove lo sguardo non può penetrare
E per tetto sterminato
La volta del cielo
La frequenta la gente più amabile
Così vi passo il tempo
Spalanco le mie piccole mani
Per colmarle di paradiso.“

^*^*^*^*

I dwell in Possibility–
A fairer House than Prose–
More numerous of Windows–
Superior–for Doors–
Of Chambers as the Cedars–
Impregnable of Eye–
And for an Everlasting Roof
The Gambrels of the Sky–
Of Visitors–the fairest–
For Occupation–This–
The spreading wide my narrow Hands
To gather Paradise–

^*^*

Emily Dickinson,
“I Dwell in Possibility”
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* Anche le stelle si scontrano per dare inizio a nuovi mondi

“Non dobbiamo continuare a
temere i contrasti, i conflitti e
i problemi con noi stessi e con
gli altri perché perfino le stelle,
a volte, si scontrarno fra loro
dando origine a nuovi mondi.”
 
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* La buona notizia del venerdì: Anche Ikea contribuisce al cambiamento ed educa con l’esempio

“Bully a plant” è l’esperimento ideato da Ikea a Dubai in occasione della Giornata contro il bullismo, celebrata in Medio Oriente , come campagna di sensibilizzazione dei ragazzini sulla violenza verbale e fisica, un progetto che ha dimostrato in modo semplice ed efficace quanto il bullismo ed ogni altra forma di maltrattamento anche solo verbale sappiano insinuarsi sottopelle e distruggerci dall’interno.

Per il progetto Ikea ha preso due piante della stessa specie e le ha posizionate in una scuola: si tratta di esemplari praticamente uguali per caratteristiche, età e trattamento botanico. Le due piantine sono state curate allo stesso modo e hanno ricevuto la stessa quantità di acqua, luce e fertilizzante.

L’unica differenza sta nelle parole e nell’atteggiamento degli alunni nei loro confronti: se da un lato c’erano coccole, carezze, complimenti e parole di incoraggiamento, dall’altro solo commenti negativi, angherie, insulti e offese. I bambini dunque dovevano prendersi cura della prima pianta, rivolgendole lodi e complimenti, e trattare male la seconda, sottoponendola a continuo maltrattamento verbale.

I ragazzini potevano comunicare direttamente le loro parole a ciascuna delle piante, poste in teche separate. E’ stato anche chiesto loro di registrare quello che dicevano alle piante, sia di persona che attraverso i social network, e di farlo poi “ascoltare” alle piante, in modo che le loro voci potessero essere ascoltate 24 ore su 24. Dietro di loro uno schermo spiegava le intenzioni dell’esperimento, sottolineando come anche le piante sono dotate di sensi simili a quelli degli esseri umani.

Dopo 30 giorni di questo trattamento tutti sono stati chiamati a guardare con i loro occhi le conseguenze sulle piante.

I risultati erano evidenti e sbalorditivi: la prima pianta, che aveva ricevuto solo complimenti, continuava a crescere e presentava una chioma verde e rigogliosa, mentre la seconda, la pianta “bullizzata”, lottava per restare viva e appariva malata, con le foglie secche, opache e penzolanti.

E così succede a tutti gli esseri viventi! E’ il caso di riflettere! E non solo sulle parole dette!

Il linguaggio è solo il 7% della comunicazione !

Noi comunichiamo con il nostro corpo, lo sguardo , la postura, il nostro stato d’animo.  E questo vale in tutto il mondo e per tutto ciò che è vivente, esseri umani, piante, animali, anche l’acqua!

Del resto siamo un organismo unico con la Terra, ogni nostra azione riguarda e influisce su tutto il nostro intorno.Sentiamoci responsabili!

NON SI PUO’ NON COMUNICARE!

https://www.agrpress.it/varie/ikea-sperimenta-il-bullismo-sulle-piante-6643?fbclid=IwAR0_Ec-zsxKSocmpc6wgv4cQgoxcVPzAMttHhFZuzEKlnTPNZ9qvpPOBbBQ

https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/peluche-di-ikea-plastica-oceani/?fbclid=IwAR2cJETgZ2YTGoOhBuDVpaWIAL97OV_25-jELIt8zUDdusuvETktFr42vZQ

http://www.forumsolidarieta.it/indice_news_4/archivio_1/rileggimi_centoperuno_ikea_insieme_biblioteca.aspx

https://www.elledecor.com/it/design/a27420147/ikea-sostenibilita-campagna-un-mondo-migliore-inizia-a-casa/

https://www.ikea.com/it/it/this-is-ikea/about-us/la-risposta-di-ikea-al-coronavirus-insieme-siamo-piu-forti-puba742f850

https://www.savethechildren.it/blog-notizie/insieme-ikea-contro-la-violenza-assistita

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* Luna piena di settembre, la Luna che guarisce e ci accompagna al di là della paura e dei veli

Siamo davanti a una nuova luna piena, in un periodo ancora così focoso dopo l’estate , l’acqua regnerà sovrana in un connubio magico e trascendentale che ci porta al di là della paura e dei veli, scopre la Verità che, dopo essere stata messa fuori violentemente dal fuoco per essere vista, per mostrare ciò che ci rende vulnerabili e feriti, ci dà la possibilità di farci diventare la Grande Madre compassionevole e guaritrice di ogni caduta, colei che accoglie e ama incondizionatamente.

Questa Luna chiude un lungo anno dall’ultimo plenilunio in Pesci di settembre 2019.

Se osserviamo l’energia come si muove, notiamo come ci prepara, passo dopo passo, a fare dei miglioramenti che ci portano crescita e benessere e non sofferenza come molti pensano.

E’ vero che il dolore si è amplificato per molti, un dolore che sgorga come sangue dalle ferite, un sangue antico, perché stiamo lavorando su memorie del passato, perché questo passato ha bisogno di guarire dentro le nostre cellule, solo così potremo guardare la vita con occhi nuovi e sciogliere quei veli che ci danno il senso di separazione da noi stessi e quindi, dall’esterno, dai fratelli, dal pianeta, dalla natura  e dalla Madre Terra.

Passo dopo passo ci stanno facendo avanzare, ve ne siete accorti? se torniamo indietro quest’anno abbiamo avuto momenti molto forti, e date che ricorderemo per sempre.

E poi ancora chiedetevi cosa stava succedendo in quei giorni a marzo quando abbiamo avuto la Luna piena in Vergine? qualcosa si era aperto, era iniziato o si era chiuso?! o doveva essere messo in ordine?

Quella data ha segnato per tutti noi l’inizio di un periodo abbastanza significativo di restrizioni, mutamenti di prospettiva al nostro mondo di certezze, che si è davvero capovolto, travolto da qualcosa di imponderabile e imprevisto.

Qualcosa è mutato irrimediabilmente e adesso, soli sei mesi dopo, ci troviamo a ricapitolare e osservare questo nuovo mondo in divenire, a osservarci e connetterci con un centro che stiamo ancora cercando. Perché si è smarrito, e le coordinate della nuova mappa esistenziale le stiamo ancora ricreando.

Passo dopo passo abbiamo lavorato sulla caduta dei veli e sulla visione della Verità, una verità che a non molti piace veramente perché mostra, non solo la nostra luce, ma anche tanta ombra, quella che rifiutiamo perché non ci piace.

Allora abbiamo due opzioni: o continuiamo a scappare, ma i prossimi eventi ci obbligheranno, anche in malo modo, a guardarla in faccia… o iniziamo ad accoglierla…ed ecco qui che arriva l’energia femminile dell’acqua con la Luna Piena in Pesci ci viene ad aiutare.

Un connubio particolare perché se da un lato fa uscire la paura, dall’altro dà la possibilità e l’energia di poterla accogliere e amare, ci dà la forza per poterla affrontare perché dietro di lei…c’è una liberazione da cui inizia una vita migliore, che ti porta ad uscire dal livello di coscienza della sofferenza e ti accompagna, per mano, a vivere una nuova avventura, di cui non sai nulla, ma che ti darà nuove opportunità per costruire una vita più libera e felice.

Ci vuole coraggio per affrontare la paura e affidarsi, in un tempo dove non siamo abituati a farlo perché il controllo è ciò che meglio si conosce, controllare gli eventi come se fossimo noi a sapere cosa è veramente meglio, invece ci si muove dalla paura, dall’insicurezza e che risultati possiamo avere con questa frequenza?

Sembra assurdo, spesso, parlare del misterioso destino che ci guida…affidarsi a un mistero senza cercare di spiegarlo o dominarlo è l’idea più assurda che si possa proporre, ma alcuni sicuramente, ne hanno sperimentato la forza.

Non è qualcosa che si spiega, né si può convincere a farlo….ma quando inizi a sperimentarlo è un piacere lasciarsi trasportare, in modo attivo, da lui. In modo attivo significa, solamente, saper aspettare il momento giusto, quando la vita stessa ti mostra il messaggio, la strada da prendere, allora puoi scegliere e agire…puoi accogliere o rifiutare.

La luna di questo mese ci dà lo spazio per farlo, per accogliere noi stessi nella nostra versione più vulnerabile, come una Madre fa con i suoi figli, il suo amore è così grande che la guarigione è assicurata.

In questo momento ci troviamo di fronte a un grosso bivio tra mente e cuore, ragione e sentimento, follia e razionalità. La paura dell’imponderabile accomuna tutti noi.

Siamo pronti a superarla?… ad abbracciarci, a diventare responsabili di tutte le nostre parti, siamo anche oscurità e paura, se la combattiamo perderemo sicuramente, se la accogliamo senza giudizio, lei si sentirà amata e perderà la sua forza, arrendendosi al nostro amore.

Nessuno ci vuole fare male…. l’essere umano che soffre si fa male da solo, non è mai verso l’altro, accettare il dolore e non riversarlo nel Mondo è una buona presa di consapevolezza che conduce alla guarigione.

E’ il Tempo di guarire.

Questa Luna Piena è la Luna Vedica delle mille medicine/ mille guaritori ed il potere della guarigione fluisce in tutta la Via Lattea. E’ un plenilunio che  accelera il recupero fisico, mentale e spirituale. E’ la ” Stella del velo” che farà luce su ciò che fatichiamo a vedere  o a comprendere.

 

 “Ora immaginiamo per un attimo che il cielo di questo ultimo anno stia facendo vivere un’esperienza off limits a livello collettivo a un bel pezzo di umanità, per portarci a uscire da una vecchia pelle che non ha più senso. Immaginiamoci ancora in un cielo agitato e con punti di riferimento in piena trasmutazione, che ci chiede di uscire da tutto ciò che conosciamo, e per farlo, il mare intensifica le sue onde, e le esperienze dove abbiamo tutto il nostro bel recinto di sicurezze, vengono ogni volta distrutte e sormontate da onde più alte. Eccoci di fronte alla paura, ma anche al meraviglioso ponte verso l’infinito.”

Anna Elisa Albanese

 

 

Non lasciare che la paura di ciò che potrebbe accadere, finisca per non fare nulla

La paura della paura (EnergiaMaya org)

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* E’ tutto sbagliato!

È tutto sbagliato.
Noi non dovremmo nemmeno essere qui. Ma ci siamo.
È come nelle grandi storie, padron Frodo. Quelle che contano davvero. Erano piene di oscurità e pericoli, e a volte non volevi sapere il finale.
Perché come poteva esserci un finale allegro?
Come poteva il mondo tornare com’era dopo che erano successe tante cose brutte?
Ma alla fine è solo una cosa passeggera, quest’ombra.
Anche l’oscurità deve passare.
Arriverà un nuovo giorno. E quando il sole splenderà, sarà ancora più luminoso.
Quelle erano le storie che ti restavano dentro, che significavano qualcosa, anche se eri troppo piccolo per capire il perché.
Ma credo, padron Frodo, di capire, ora.
Adesso so.
Le persone di quelle storie avevano molte occasioni di tornare indietro e non l’hanno fatto. Andavano avanti, perché loro erano aggrappate a qualcosa.
C’è del buono in questo mondo, padron Frodo.
È giusto combattere per questo.
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Film: Il Signore degli Anelli – Le due torri (2002)
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* Simbologia dell’acqua

 

Dal mese di giugno il portale di Nettuno, risveglia la mente astrale per riportare forza ed equilibrio nell’umanità. L’astrale è uno dei corpi energetici che può viaggiare realmente all’interno di spazio e dimensione anche quando non si ha memoria di questo ma può capitare che ci si svegli più o meno felici, al di là delle ore di sonno fatte.

Un aiuto alla memoria arriva dalla regolazione del sonno, soprattutto nelle ore serali, notturne. Le vecchie abitudini dell’uomo di dormire dalle 22 / 23 erano sicuramente di aiuto alla sua forza energetica che veniva preservata. Oggi forse si vive più a lungo perchè meno logorati dalla fatica fisica ma sicuramente più sfiniti dal punto di vista energetico.

Nettuno con il suo portale astrale, muove la forza dell’acqua nei sogni, portandoci in mezzo a inondazioni, mare agitato, fiumi che scorrono violenti e temporali spaventosi. L’acqua agitata rappresenta questo vortice emozionale-energetico-ancestrale che si muove per spingere l’uomo fuori dal grembo-prigione e liberare la sua energia.

Lasciati guidare dal percorso dei sogni, ascolta la sua emozione, lascia che ti riveli le creature, i paesaggi, gli orizzonti che porta con sè.

Segui il suo flusso e ritorna a casa.

Cikala Itka

fonte:https://twitter.com/energiamaya