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* La buona notizia del venerdì: Con la passione si può arrivare a 900 …e quale è la tua? Leggi tutto e pensaci!

Michael Schick, il  giardiniere che coltiva oltre 900 varietà di pomodori

Si chiama Michael Schick il  maestro giardiniere tedesco super esperto di pomodori.

Ne coltiva oltre 900 diverse varietà!

Per Michel il lavoro di giardiniere e paesaggista è una vera e propria passione ma il suo punto forte e il suo “pallino” è indubbiamente la coltivazione dei pomodori. Attualmente è arrivato a coltivarne 930 varietà diverse. Non ci credete? Potete dare un’occhiata al suo sito dove sono elencati tutti i differenti pomodori che coltiva con annesse foto e descrizioni.

Gli orti di Michael si trovano a Bronnen, Baden-Württemberg (Germania) e, inizialmente, la raccolta prevedeva solo 15 diverse varietà. Piano piano la passione per questo frutto le ha fatte diventare 150, poi 500, poi 800 e infine 930, rendendo le coltivazioni del contadino tedesco da Guinness dei primati.

Tramite il suo sito, il maestro giardiniere tedesco, vende i semi autoprodotti di molte varietà di pomodori e fornisce anche consigli a chi è alle prime armi con questo tipo di coltivazione o a chi vuole migliorare.

Organizza e partecipa anche a diversi eventi che riguardano il pomodoro e le sue varietà, in qualità di grande esperto. L’anno scorso Micheal è stato anche in Italia per presentare 400 varietà di pomodori.

La sua passione ha anche l’obiettivo preciso di preservare la biodiversità di questo frutto.

A volte mi piace cercare l’etimologia di certe parole, soprattutto di quelle che riguardano sentimenti, emozioni,amore. L’interpretazione di queste parole e ciò che suscitano in ognuno di noi è talmente personale che non si può generalizzare.

Ma è necessario trovare un significato più o meno accettabile per tutti e a questo ci pensano le enciclopedie.

Ebbene in questa notizia è più volte ripetuta la parola passione.

Cosi ho trovato oltre al origine etimologica anche la comune definizione:

Etimologia dal latino passio, derivato di passus, participio passato di pati ‘soffrire’.patire,subire,sopportare

Significato 

Grande sofferenza, pena; sentimento intenso e perturbante; ardente amore erotico; inclinazione viva, grande interesse

Il significato che l’etimo ci racconta, ancora presente in riferimenti culturali cristallizzati (pensiamo alla passione di Cristo), è quello di sofferenza, di pena, di grande dolore.

Così dice il Dizionario Garzanti:

Mi ha colpito sia la derivazione dal latino “ soffrire”ma sopratutto il primo significato suggerito cioè la “Passione di Cristo”

Mentre e solo in finale:

Usata estensione di significato è poi quella che trova nella passione l’inclinazione accesa, il vivissimo interesse – proiezione su un’attività o su un oggetto esterno di quell’energico sentimento di cui dicevamo testé.

Non si può non comunicare” è un assunto della Programmazione Neurolinguistica che riguarda non solo lil linguaggio ( 7%)ma anche il paraverbale(38%) il non verbale (55%)

E comunque ciò che suscita la comunicazione è una reazione personale.

Personalmente leggendo sul dizionario il significato della parola “passione”e trovando l’etimologia rimango perplessa sulia traduzione “soffrire” e ancora più perplessa sul privilegiare il significato negativo di sofferenza, pena, grande dolore assegnandogli il primo posto.

Per me la passione è uno dei motori dell’esistenza, un’emozione che determina le mie scelte,un sentimento che mi spinge al raggiungimento dei miei obbiettivi,che alimenta la mia voglia di fare, che colora la mia vita di tensione creativa, che mi fa vivere con gioia.

E metterei questa definizione al primo posto di tutte le enciclopedie per suscitare reazioni positive in chi legge e magari un” non ci avevo pensato”che può cambiare la sua vita.

E gli fa scoprire la sua passione. Perchè anche tu ne hai una, vero?

https://unaparolaalgiorno.it/significato/passione

https://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=passione

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* Luna piena di settembre, la Luna che guarisce e ci accompagna al di là della paura e dei veli

Siamo davanti a una nuova luna piena, in un periodo ancora così focoso dopo l’estate , l’acqua regnerà sovrana in un connubio magico e trascendentale che ci porta al di là della paura e dei veli, scopre la Verità che, dopo essere stata messa fuori violentemente dal fuoco per essere vista, per mostrare ciò che ci rende vulnerabili e feriti, ci dà la possibilità di farci diventare la Grande Madre compassionevole e guaritrice di ogni caduta, colei che accoglie e ama incondizionatamente.

Questa Luna chiude un lungo anno dall’ultimo plenilunio in Pesci di settembre 2019.

Se osserviamo l’energia come si muove, notiamo come ci prepara, passo dopo passo, a fare dei miglioramenti che ci portano crescita e benessere e non sofferenza come molti pensano.

E’ vero che il dolore si è amplificato per molti, un dolore che sgorga come sangue dalle ferite, un sangue antico, perché stiamo lavorando su memorie del passato, perché questo passato ha bisogno di guarire dentro le nostre cellule, solo così potremo guardare la vita con occhi nuovi e sciogliere quei veli che ci danno il senso di separazione da noi stessi e quindi, dall’esterno, dai fratelli, dal pianeta, dalla natura  e dalla Madre Terra.

Passo dopo passo ci stanno facendo avanzare, ve ne siete accorti? se torniamo indietro quest’anno abbiamo avuto momenti molto forti, e date che ricorderemo per sempre.

E poi ancora chiedetevi cosa stava succedendo in quei giorni a marzo quando abbiamo avuto la Luna piena in Vergine? qualcosa si era aperto, era iniziato o si era chiuso?! o doveva essere messo in ordine?

Quella data ha segnato per tutti noi l’inizio di un periodo abbastanza significativo di restrizioni, mutamenti di prospettiva al nostro mondo di certezze, che si è davvero capovolto, travolto da qualcosa di imponderabile e imprevisto.

Qualcosa è mutato irrimediabilmente e adesso, soli sei mesi dopo, ci troviamo a ricapitolare e osservare questo nuovo mondo in divenire, a osservarci e connetterci con un centro che stiamo ancora cercando. Perché si è smarrito, e le coordinate della nuova mappa esistenziale le stiamo ancora ricreando.

Passo dopo passo abbiamo lavorato sulla caduta dei veli e sulla visione della Verità, una verità che a non molti piace veramente perché mostra, non solo la nostra luce, ma anche tanta ombra, quella che rifiutiamo perché non ci piace.

Allora abbiamo due opzioni: o continuiamo a scappare, ma i prossimi eventi ci obbligheranno, anche in malo modo, a guardarla in faccia… o iniziamo ad accoglierla…ed ecco qui che arriva l’energia femminile dell’acqua con la Luna Piena in Pesci ci viene ad aiutare.

Un connubio particolare perché se da un lato fa uscire la paura, dall’altro dà la possibilità e l’energia di poterla accogliere e amare, ci dà la forza per poterla affrontare perché dietro di lei…c’è una liberazione da cui inizia una vita migliore, che ti porta ad uscire dal livello di coscienza della sofferenza e ti accompagna, per mano, a vivere una nuova avventura, di cui non sai nulla, ma che ti darà nuove opportunità per costruire una vita più libera e felice.

Ci vuole coraggio per affrontare la paura e affidarsi, in un tempo dove non siamo abituati a farlo perché il controllo è ciò che meglio si conosce, controllare gli eventi come se fossimo noi a sapere cosa è veramente meglio, invece ci si muove dalla paura, dall’insicurezza e che risultati possiamo avere con questa frequenza?

Sembra assurdo, spesso, parlare del misterioso destino che ci guida…affidarsi a un mistero senza cercare di spiegarlo o dominarlo è l’idea più assurda che si possa proporre, ma alcuni sicuramente, ne hanno sperimentato la forza.

Non è qualcosa che si spiega, né si può convincere a farlo….ma quando inizi a sperimentarlo è un piacere lasciarsi trasportare, in modo attivo, da lui. In modo attivo significa, solamente, saper aspettare il momento giusto, quando la vita stessa ti mostra il messaggio, la strada da prendere, allora puoi scegliere e agire…puoi accogliere o rifiutare.

La luna di questo mese ci dà lo spazio per farlo, per accogliere noi stessi nella nostra versione più vulnerabile, come una Madre fa con i suoi figli, il suo amore è così grande che la guarigione è assicurata.

In questo momento ci troviamo di fronte a un grosso bivio tra mente e cuore, ragione e sentimento, follia e razionalità. La paura dell’imponderabile accomuna tutti noi.

Siamo pronti a superarla?… ad abbracciarci, a diventare responsabili di tutte le nostre parti, siamo anche oscurità e paura, se la combattiamo perderemo sicuramente, se la accogliamo senza giudizio, lei si sentirà amata e perderà la sua forza, arrendendosi al nostro amore.

Nessuno ci vuole fare male…. l’essere umano che soffre si fa male da solo, non è mai verso l’altro, accettare il dolore e non riversarlo nel Mondo è una buona presa di consapevolezza che conduce alla guarigione.

E’ il Tempo di guarire.

Questa Luna Piena è la Luna Vedica delle mille medicine/ mille guaritori ed il potere della guarigione fluisce in tutta la Via Lattea. E’ un plenilunio che  accelera il recupero fisico, mentale e spirituale. E’ la ” Stella del velo” che farà luce su ciò che fatichiamo a vedere  o a comprendere.

 

 “Ora immaginiamo per un attimo che il cielo di questo ultimo anno stia facendo vivere un’esperienza off limits a livello collettivo a un bel pezzo di umanità, per portarci a uscire da una vecchia pelle che non ha più senso. Immaginiamoci ancora in un cielo agitato e con punti di riferimento in piena trasmutazione, che ci chiede di uscire da tutto ciò che conosciamo, e per farlo, il mare intensifica le sue onde, e le esperienze dove abbiamo tutto il nostro bel recinto di sicurezze, vengono ogni volta distrutte e sormontate da onde più alte. Eccoci di fronte alla paura, ma anche al meraviglioso ponte verso l’infinito.”

Anna Elisa Albanese

 

 

Non lasciare che la paura di ciò che potrebbe accadere, finisca per non fare nulla

La paura della paura (EnergiaMaya org)

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* E’ tutto sbagliato!

È tutto sbagliato.
Noi non dovremmo nemmeno essere qui. Ma ci siamo.
È come nelle grandi storie, padron Frodo. Quelle che contano davvero. Erano piene di oscurità e pericoli, e a volte non volevi sapere il finale.
Perché come poteva esserci un finale allegro?
Come poteva il mondo tornare com’era dopo che erano successe tante cose brutte?
Ma alla fine è solo una cosa passeggera, quest’ombra.
Anche l’oscurità deve passare.
Arriverà un nuovo giorno. E quando il sole splenderà, sarà ancora più luminoso.
Quelle erano le storie che ti restavano dentro, che significavano qualcosa, anche se eri troppo piccolo per capire il perché.
Ma credo, padron Frodo, di capire, ora.
Adesso so.
Le persone di quelle storie avevano molte occasioni di tornare indietro e non l’hanno fatto. Andavano avanti, perché loro erano aggrappate a qualcosa.
C’è del buono in questo mondo, padron Frodo.
È giusto combattere per questo.
✨
Film: Il Signore degli Anelli – Le due torri (2002)
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* Simbologia dell’acqua

 

Dal mese di giugno il portale di Nettuno, risveglia la mente astrale per riportare forza ed equilibrio nell’umanità. L’astrale è uno dei corpi energetici che può viaggiare realmente all’interno di spazio e dimensione anche quando non si ha memoria di questo ma può capitare che ci si svegli più o meno felici, al di là delle ore di sonno fatte.

Un aiuto alla memoria arriva dalla regolazione del sonno, soprattutto nelle ore serali, notturne. Le vecchie abitudini dell’uomo di dormire dalle 22 / 23 erano sicuramente di aiuto alla sua forza energetica che veniva preservata. Oggi forse si vive più a lungo perchè meno logorati dalla fatica fisica ma sicuramente più sfiniti dal punto di vista energetico.

Nettuno con il suo portale astrale, muove la forza dell’acqua nei sogni, portandoci in mezzo a inondazioni, mare agitato, fiumi che scorrono violenti e temporali spaventosi. L’acqua agitata rappresenta questo vortice emozionale-energetico-ancestrale che si muove per spingere l’uomo fuori dal grembo-prigione e liberare la sua energia.

Lasciati guidare dal percorso dei sogni, ascolta la sua emozione, lascia che ti riveli le creature, i paesaggi, gli orizzonti che porta con sè.

Segui il suo flusso e ritorna a casa.

Cikala Itka

fonte:https://twitter.com/energiamaya

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* 28 agosto 1963: I have a dream

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Sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla storia come la più grande dimostrazione per la libertà nella storia del nostro paese. Cento anni fa un grande americano, alla cui ombra ci leviamo oggi, firmò il Proclama sull’Emancipazione. Questo fondamentale decreto venne come un grande faro di speranza per milioni di schiavi negri che erano stati bruciati sul fuoco dell’avida ingiustizia. Venne come un’alba radiosa a porre termine alla lunga notte della cattività.

Ma cento anni dopo, il negro ancora non è libero; cento anni dopo, la vita del negro è ancora purtroppo paralizzata dai ceppi della segregazione e dalle catene della discriminazione; cento anni dopo, il negro ancora vive su un’isola di povertà solitaria in un vasto oceano di prosperità materiale; cento anni dopo; il negro langue ancora ai margini della società americana e si trova esiliato nella sua stessa terra.

Per questo siamo venuti qui, oggi, per rappresentare la nostra condizione vergognosa. In un certo senso siamo venuti alla capitale del paese per incassare un assegno. Quando gli architetti della repubblica scrissero le sublimi parole della Costituzione e la Dichiarazione d’Indipendenza, firmarono un “pagherò” del quale ogni americano sarebbe diventato erede. Questo “pagherò” permetteva che tutti gli uomini, si, i negri tanto quanto i bianchi, avrebbero goduto dei principi inalienabili della vita, della libertà e del perseguimento della felicità.

E’ ovvio, oggi, che l’America è venuta meno a questo “pagherò” per ciò che riguarda i suoi cittadini di colore. Invece di onorare questo suo sacro obbligo, l’America ha consegnato ai negri un assegno fasullo; un assegno che si trova compilato con la frase: “fondi insufficienti”. Noi ci rifiutiamo di credere che i fondi siano insufficienti nei grandi caveau delle opportunità offerte da questo paese. E quindi siamo venuti per incassare questo assegno, un assegno che ci darà, a presentazione, le ricchezze della libertà e della garanzia di giustizia.

Siamo anche venuti in questo santuario per ricordare all’America l’urgenza appassionata dell’adesso. Questo non è il momento in cui ci si possa permettere che le cose si raffreddino o che si trangugi il tranquillante del gradualismo. Questo è il momento di realizzare le promesse della democrazia; questo è il momento di levarsi dall’oscura e desolata valle della segregazione al sentiero radioso della giustizia.; questo è il momento di elevare la nostra nazione dalle sabbie mobili dell’ingiustizia razziale alla solida roccia della fratellanza; questo è il tempo di rendere vera la giustizia per tutti i figli di Dio. Sarebbe la fine per questa nazione se non valutasse appieno l’urgenza del momento. Questa estate soffocante della legittima impazienza dei negri non finirà fino a quando non sarà stato raggiunto un tonificante autunno di libertà ed uguaglianza.

Il 1963 non è una fine, ma un inizio. E coloro che sperano che i negri abbiano bisogno di sfogare un poco le loro tensioni e poi se ne staranno appagati, avranno un rude risveglio, se il paese riprenderà a funzionare come se niente fosse successo.

Non ci sarà in America né riposo né tranquillità fino a quando ai negri non saranno concessi i loro diritti di cittadini. I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino a quando non sarà sorto il giorno luminoso della giustizia.

Ma c’è qualcosa che debbo dire alla mia gente che si trova qui sulla tiepida soglia che conduce al palazzo della giustizia. In questo nostro procedere verso la giusta meta non dobbiamo macchiarci di azioni ingiuste.

Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell’odio e del risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell’anima.

Questa meravigliosa nuova militanza che ha interessato la comunità negra non dovrà condurci a una mancanza di fiducia in tutta la comunità bianca, perché molti dei nostri fratelli bianchi, come prova la loro presenza qui oggi, sono giunti a capire che il loro destino è legato col nostro destino, e sono giunti a capire che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra libertà. Questa offesa che ci accomuna, e che si è fatta tempesta per le mura fortificate dell’ingiustizia, dovrà essere combattuta da un esercito di due razze. Non possiamo camminare da soli.

E mentre avanziamo, dovremo impegnarci a marciare per sempre in avanti. Non possiamo tornare indietro. Ci sono quelli che chiedono a coloro che chiedono i diritti civili: “Quando vi riterrete soddisfatti?” Non saremo mai soddisfatti finché il negro sarà vittima degli indicibili orrori a cui viene sottoposto dalla polizia.

Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri corpi, stanchi per la fatica del viaggio, non potranno trovare alloggio nei motel sulle strade e negli alberghi delle città. Non potremo essere soddisfatti finché gli spostamenti sociali davvero permessi ai negri saranno da un ghetto piccolo a un ghetto più grande.

Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri figli saranno privati della loro dignità da cartelli che dicono:”Riservato ai bianchi”. Non potremo mai essere soddisfatti finché i negri del Mississippi non potranno votare e i negri di New York crederanno di non avere nulla per cui votare. No, non siamo ancora soddisfatti, e non lo saremo finché la giustizia non scorrerà come l’acqua e il diritto come un fiume possente.

Non ha dimenticato che alcuni di voi sono giunti qui dopo enormi prove e tribolazioni. Alcuni di voi sono venuti appena usciti dalle anguste celle di un carcere. Alcuni di voi sono venuti da zone in cui la domanda di libertà ci ha lasciato percossi dalle tempeste della persecuzione e intontiti dalle raffiche della brutalità della polizia. Siete voi i veterani della sofferenza creativa. Continuate ad operare con la certezza che la sofferenza immeritata è redentrice.

Ritornate nel Mississippi; ritornate in Alabama; ritornate nel South Carolina; ritornate in Georgia; ritornate in Louisiana; ritornate ai vostri quartieri e ai ghetti delle città del Nord, sapendo che in qualche modo questa situazione può cambiare, e cambierà. Non lasciamoci sprofondare nella valle della disperazione.

E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno.

E’ un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.

Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud.

Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza.

Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi. Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, di te, dolce terra di libertà, di te io canto; terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino, da ogni pendice di montagna risuoni la libertà; e se l’America vuole essere una grande nazione possa questo accadere.

Risuoni quindi la libertà dalle poderose montagne dello stato di New York.

Risuoni la libertà negli alti Allegheny della Pennsylvania.

Risuoni la libertà dalle Montagne Rocciose del Colorado, imbiancate di neve.

Risuoni la libertà dai dolci pendii della California.

Ma non soltanto.

Risuoni la libertà dalla Stone Mountain della Georgia.

Risuoni la libertà dalla Lookout Mountain del Tennessee.

Risuoni la libertà da ogni monte e monticello del Mississippi. Da ogni pendice risuoni la libertà.

E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni villaggio e da ogni borgo, da ogni stato e da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, cattolici e protestanti, sapranno unire le mani e cantare con le parole del vecchio spiritual:

“Liberi finalmente, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo liberi finalmente”.

Martin Luter King

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* Io vedo la vita…

Io vedo la vita come un susseguirsi di esperienze che mi insegnano a capire me stessa-
E quando, con chi e dove voglio arrivare.
Ho capito che ogni esperienza mi porta qualcosa di nuovo, che  arricchisce e allarga la mia percezione.
E’ la curiosità che mi spinge, scoprire cosa mi aspetta e a mettermi in gioco.
Se mi trovo a considerare una esperienza un problema, prima lo metto in dubbio: problema?
Poi… fermi tutti! Lo inquadro in una immagine, una foto immobile e ci guardo dentro.
Sono perplessa…
Voglio trovare la soluzione, sono certa che c’è da qualche parte, è lì , e prima o poi mi salterà agli occhi..
Sapere e conoscere oltre l’evidenza mi appassiona.
E più conosco più voglio conoscere e così ho un bagaglio di risorse che cresce.
A me piace avere un obbiettivo.
Programmare e lavorare con tutte le mie capacità per raggiungerlo.
E credere fermamente che ciò è possibile.
Love
Laurin
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* Divagazioni con aspirapolvere

NON    SI       PUO’ NON PENSARE!

A volte, anzi spesso, sento dire” non ho neanche il tempo di pensare..” “ ma ti pare che con tutto quello che devo fare mi metto lì a pensare ”.” ma figurati! e poi a che mi serve…”
Mentre passo l’aspirapolvere posso pensare?

Impossibile?    Possibile!

Pensare “ mi fa venire in mente un qualcuno che, tenendosi la testa con una mano, lo sguardo sfuocato nell’infinito, ascoltando una musica in sottofondo, cercando una sensazione di pace si mette in contatto con il suo profondo sé e tira fuori un nuovo massimo sistema.
“Meditare” è un pensare che significa “ svuotare la mente da immagini e suoni” …
Se mi dicono svuota la mente, istantaneamente la mia testa si riempe di miliardi di pensieri, tipo “non ho chiuso il gas”o “domani scade la rata dell’auto” “ se mi sbrigo faccio a tempo a vedere quel film” e anche pensieri degli altri, perchè mi capita di domandarmi “ questo che c’entra?”
Io mi sento completamente libera di pensare come voglio, quando voglio, dove voglio.
Pensare o no è qualcosa che decido io. Se dico che non posso è perchè non voglio, oppure ho paura di pensare.
Pensare potrebbe farmi vedere più chiaramente le esperienze della mia vita, magari trovare il modo di stare meglio, magari piacermi di più, magari risolvere qualcosa che mi sembra un problema.
A volte adagiarsi nella routine è più comodo.
A volte si è trascinati dai pensieri, dalle preoccupazioni e dalle ambizioni degli altri…
e non ci si accorge di farlo.
Mentre continuo a passare l’aspirapolvere i miei pensieri volano…
”Vaa pensiero sull’ali doraaate…”
Volano i pensieri?
Se io li lascio volare liberamente , se li indirizzo, se so dove mandarli…


Con il pensiero volo fuori, e quando dico fuori intendo fuori dal pianeta , in mezzo all’universo, c’è tanta luce, incontro Saturno che, vedendomi con l’aspirapolvere, precisa subito che gli anelli sono stati appena puliti e lucidati, mentre se proprio voglio ci sarebbe Marte, che da eoni è ricoperto di polvere rossa e meno male che lui, Saturno, è così lontano.
Mi piace stare nello spazio. Il pianeta visto da fuori dovrebbe essere azzurro, verde e un po’ marroncino… Gli esseri umani sembrano formichine che vanno, vengono in un continuo movimento. Chi gira di qua chi gira di là! Tutti con gli occhi rivolti in basso o al massimo davanti. Ehilà! Qualcuno che guardi in su?
Così presi ognuno dai propri pensieri che c’è come uno  spesso strato multicolore e rumoreggiante che sovrasta e coinvolge. E’ così spesso che sembra impermeabile ed impenetrabile. Come un unico gigantesco pensiero.

Mi chino per acchiappare una briciola che cerca di nascondersi nel controluce del pavimento…Grlup!

Oibò! eppure quando sei giù , anche se ti capita di non sentirti proprio a tuo agio, e non sai perchè, continui ad andare. Segui la corrente e quando ti senti controcorrente è solo che segui la controcorrente.
Guardarsi da fuori è un bel modo di pensare: si vede da un altro punto di vista.

E tutto e tutti appaiono diversi.

Ecco potrei essere lì,dove vado, cosa faccio e perchè, le mie scelte  mi portano a seguire una corrente o una controcorrente, a prendere una direzione o un’altra, ad avere pensieri di altri colori. E magari scambiare due parole con la formichina vicino ed a creare un doppio colore, anche complementare.


Intanto l’aspirapolvere  inghiotte una puntina. Cling! Lo alzo verso l’alto e una ragnatela piccola piccola finisce aspirata e forse insieme al suo costruttore, ahimè.

Qualcuno mi impedisce forse di guardare verso l’alto e ad andarci pure?
E lì è un buon punto di osservazione: posso anche pensare che la vita che ho scelto mi piace, perchè è indubbio che l’ho scelta io, che le mie esperienze mi portano nelle direzioni che io voglio, che quello che mi angustia come un problema insormontabile, visto da qui, è solo una piccola nuvola davanti al sole, che a quell’obbiettivo ci manca poco, ma poco poco ed è raggiunto…
Visto da qui…
Visto da qui la mia casa mi appare chiara e brillante, profumata e liscia, come gli anelli di Saturno, come la mia vita….

” Vaa pensiero sull’ali doraaate…”

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* La buona notizia del venerdì: In Europa nascono i parchi giochi per anziani. E in Italia?

 

Sono cresciuta con nonna e zia,sorella della nonna, e per me erano parte della famiglia, inequivocabilmente.

Quasi sempre presenti in casa, o tutte e due, o l’una o l’altra perchè a volte indispensabili per gli altri nipoti.

Figure importanti nella mia adolescenza, più la zia che alle mie confidenze delle prime simpatie sentenziava” se son rose fioriranno” mentre sferruzzava golfini per tutti,e qualche volte persino calze.La sua abilità nel destreggiarsi con quattro piccoli ferri per creare una calza variopinta ha suscitato la mia passione per il lavoro a maglia.

La nonna, affermata pittrice in gioventù,era chiamata la “ nonna volante” perchè spesso andava in Argentina dove si era trasferito uno degli zii.

Sani principi come tolleranza, rispetto,dignità, umiltà,lealtà, ,e anche passione per la vita e la libertà.

Non ho fatto certo parte di una famiglia patriarcale alla Fanny e Alexander né partecipato a grandi riunioni di famiglia, che comunque davano un senso di appartenenza.

Per me quindi queste iniziative “per anziani”, rispecchiano i tempi.

Anche gli “anziani” devono essere inglobati nel ritmo di vita che pretende di essere sempre superoccupati!

In famiglia tutti corrono, figli, nipoti,zii e zie, cugini e cugine, dalla mattina alla sera, spesso nella stessa città, a volte non ci si conosce se non per lo stesso cognome.

Chi non è superoccupato deve andare dallo psichiatra … per adeguarsi.

E così non c’è stimolo alla creatività, costruire il tempo, in compagnia o soli, stare qui o là, andare qui o lì,divertirsi o annoiarsi perchè no,cantare o tacere in un silenzio d’oro, vivere con gioia.

E soprattutto non incaselliamoci in categorie: gli anziani, gli adolescenti, i lavoratori, i pensionati, le casalinghe…e chi più ne pensa più ne mette.

Riconosciamoci come esseri umani,uguali ma differenti, partecipanti di questa avventura che chiamiamo vita.

Viviamo insieme con gioia che ce ne è, ce ne è , ce ne è!

( chissà come si sarebbero divertite la nonna e la zia in questi parchi eh)

Di parchi simili nei paesi dell’estremo oriente se ne trovano moltissimi, aree in cui gli anziani si possono incontrare, fare amicizia, allenarsi, stare insieme, chiacchierare e giocare.

Adesso per la prima volta, un progetto del genere arriva anche in Europa, a Bilbao in Spagna, città in cui sono stati allestiti dei “parchi biosalutari” così chiamati proprio perché vogliono promuovere soprattutto negli anziani ma in generale in tutti i cittadini, degli stili di vita attivi e salutari.

Uno spazio di ritrovo in ogni parco pubblico, appositamente destinato agli over, ha il beneficio di combattere l’isolamento e di permettere agli anziani di ricrearsi una rete sociale anche solo attraverso delle chiacchierate o la condivisione della giornata mentre si fa qualche esercizio insieme,

Sono presenti “giochi” per stimolare le abilità cognitive, altri per esercitare le abilità psicomotorie, altri ancora per distendere e tenere attivi i muscolo e altri ancora per allenare la mente

Lo scopo è rimanere il più possibile attivi e propositivi, non sedendosi su una panchina mentre i bambini giocano, ma prendere loro stessi parte alle attività ricreative, creando un bel momento di condivisione con i nipoti,

Inoltre il parco è lo spazio perfetto in una città per godere anche della natura circostante, di un aria più fresca, del verde e di uno spazio di tranquillità in cui la frenesia rimane fuori, incrementando il beneficio di tutti i miglioramenti, fisici e sociali indotti dalla compagnia e dall’esercizio.

un’idea semplice ma estremamente efficace per migliorare la salute, l’umore e la socializzazione delle persone anziane che spesso si trovano sempre più isolate e che invece con un’area a loro dedicata in ogni parco troveranno un nuovo incentivo per uscire e fare due chiacchiere migliorando l’umore e la salute

I campi da gioco e esercizio fisico sono nati già dalla fine del secolo scorso in Cina e da lì si sono diffusi anche negli altri continenti.

In Europa sono stati pensati a seguito delle stime che prevedono un costante aumento dell’età media dei cittadini con la preoccupante constatazione che nel 2050 gli ultrasessantacinquenni europei saranno in media il 28,5% della popolazione.

È chiara dunque l’importanza che ha nella nostra società la previsione di programmi di assistenza e supporto alla terza età in cui la creazione di queste aree si inserisce perfettamente.

Nel continente europeo i paesi che si sono mossi per primi sono l’Inghilterra, la Finlandia, la Germania e la Spagna mentre in Italia manca ancora un progetto strutturato a livello nazionale.

 

Fonti:

https://www.bilbao.eus/cs/Satellite?

https://www.positizie.it/2019/09/30/spagna-ecco-i-parchi-giochi-per-gli-anziani-per-combattere-la-solitudine-e-restare-attivi/

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*Ogni anno dall’ 8 al 12 agosto si apre il Portale del Leone e una speciale energia accelera l’evoluzione… Per me? Per te? Per chi sa coglierla!

 

L’energia degli ultimi mesi è stata molto intensa.

Siamo in un grande momento di transizione nelle nostre vite. Siamo  all’ingresso di una nuova vita, un nuovo modo di essere, e dipende da noi scegliere se oltrepassare la soglia. Il punto è che la maggior parte degli esseri umani non cambia se non è infelice delle situazioni o a meno che non vi sia una grande energia di trasformazione.

E’ giunto il tempo che tutti abbiamo atteso, ma sembriamo avere paura di lasciare andare la vecchia idea che abbiamo di noi stessi, creando un po’ di resistenza al cambiamento. Per questa ragione il messaggio dell’universo è diventato molto deciso e stiamo sperimentando un profondo senso di fine, soprattutto nelle ultime settimane.

Il portale che si è aperto oggi, e che rimarrà aperto sino al 12 Agosto, supporta il processo che stiamo vivendo, rafforzando le energie di trasmutazione innescate dal movimento dei corpi celesti. 

Il Portale del Leone si apre ogni anno dall’8 al 12 Agosto, quando il Sole è in Leone, ed è segnato dalla stella Sirio che si avvicina alla Terra mettendosi in asse con la cintura di Orione. In questo periodo dell’anno la Terra si allinea con il Centro della Galassia dell’Universo per creare un portale affinché la Luce possa giungere a noi e supportare l’aumento di consapevolezza che dobbiamo vivere. 

 

Sirio è collocata nella costellazione del Canis Major – anche nota come il “Cane Maggiore” – ed è pertanto conosciuta come la “Stella del Cane”.

Le Antiche Scuole Misteriche la chiamavano “il Sole dietro al sole” poiché la consideravano la sorgente della potenza del nostro sole.

Mentre il nostro sole mantiene vivo il nostro mondo fisico, Sirio nutre l’energia spirituale dietro di esso, portando la “Luce Reale”, la Luce spirituale, sulla materia mostrando la natura dell’illusione su cui basiamo le nostre vite.Ma che cosa significa per noi?

Quando citiamo il Portale del Leone, parliamo dell’energia del Cuore poiché il segno del Leone governa il cuore nel corpo. 

Il Lionsgate dell’8 – 8 è un’intensa energia ricevuta nel nostro cuore da Sirio con lo scopo di “bruciare”, poiché il Leone è un segno di fuoco, tutte le resistenze (rabbia, paura, ansia, senso d’incomprensione e disperazione, senso di non essere all’altezza, desiderio di mandare tutto all’aria e nascondersi, scappare, sentirsi incompresi e disperati, sentirsi soli) che possiamo avvertire per la realizzazione della nostra vera natura di anima. 

Il Leone è tradizionalmente associato alla personalità, che di solito crede di essere il re della nostra vita. Ma ora, con questo intenso flusso di energia di fuoco, il suo aspetto esoterico, la Chiamata del Divino, dovrà essere riconosciuto in noi.

Questa configurazione evidenzia la dualità nella nostra vita e ci chiede fortemente di scegliere e accettare di divenire il veicolo della Grande Vita in cui viviamo e realizzare la nostra missione e il nostro proposito.

L’effetto è che i conflitti e i dissidi che sperimentiamo interiormente, e anche nella nostra vita esteriore, hanno lo scopo di facilitare la scelta e l’entrata nella nuova vita.

Si tratta di un invito a evitare la resistenza e ad accettare quello che sta giungendo a noi. Tutte le illusioni su quello che pensiamo di essere si stanno dissolvendo e ci stiamo sintonizzando sulla realtà dell’invisibile, sulle forze immateriali per vivere l’essenza di chi siamo veramente.

Urano nel segno del Toro . Sotto questa energia saremo guidati a riflettere su dove dobbiamo diventare più indipendenti e dove dobbiamo essere più aperti .

Agosto ha la vibrazione del numero 8, che è potente in numerologia e rappresenta il viaggio infinito dell’anima e il movimento tra “umano” e “essere”.

Questa energia 8/8 ci aiuterà a elevare e sintonizzarci con energie di  frequenza più alta in modo da poter ricevere download psichici e accedere a regni superiori di coscienza.

In Numerologia 8 – 8 fa 16, che è la Torre nelle carte dei Tarocchi: è lo sbriciolamento della torre che abbiamo costruito per noi stessi, poiché lo Spirito entra nel cuore dell’uomo.

Permettete ai vostri pensieri e alle vostre emozioni di dissolversi nel fuoco del cuore per entrare nell’ignoto coraggiosamente e con fede. 

Tutto è destinato ad essere, semplicemente seguite il Piano Divino.

 

«Sii grato per chiunque arrivi, poiché ogni persona è stata mandata come guida da ciò che sta oltre» 

Jalāl al-Dīn Rumi

http://it.blog.cristianacaria.com/category/tarocchi-esoterici/

/https://lauracarpi.wordpress.com/2016/08/08/l-0808-2016-e-il-portale-del-cuore-per-costruire-la-pace-interiore/

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* Un gelato può cambiare il tuo umore…..dimmi come lo mangi e ti dirò chi sei…


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Ma quando è stato inventato il gelato?

Ci sono riferimenti alla refrigerazione di frutta, latte e miele  sia negli antichi testi sia nelle cronache delle scoperte archeologiche più note.
Pensate che nella Bibbia Isacco offre ad Abramo latte di capra misto a neve e si narra che Alessandro Magno, durante le sue campagne in India, pretendesse un continuo rifornimento di neve da consumare mescolata a miele e frutta durante le lunghe marce e la preparazione delle battaglie.

Alcuni studiosi fanno risalire l’origine del gelato a circa 3.000 anni prima di Cristo, in estremo Oriente, precisamente in Cina.

In seguito alle invasioni mongoliche, il gelato sarebbe poi approdato in Grecia e in Turchia, diffondendosi negli altri Paesi del bacino del Mediterraneo.

Gli antichi faraoni egizi, tra le portate più ambite dei loro sontuosi banchetti, annoveravano primitive forme di granite e la stessa Cleopatra offrì con successo a Cesare ed Antonio frutta mescolata a ghiaccio.

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Gli antichi Romani si distinsero ben presto grazie alle loro nivatae potiones”, veri e propri dessert freddi.
Il generale Quinto Fabio Massimo inventò una ricetta molto simile a quella del sorbetto. La parola sorbetto sembra tragga origine proprio dall’arabo scherbet = dolce neve oppure dall’etimo, sempre arabo, sharber = sorbire, da cui passando attraverso la lingua turca, sarebbe stato coniato il termine chorbet.

Marco Polo, verso la fine del XIII secolo, al termine del suo famoso viaggio in Asia, portò dalla Cina nuove idee per il congelamento artificiale, grazie ad una miscela di acqua e salnitro.

Nel corso del Medioevo invece i sorbetti insieme ad altri cibi raffinati finirono addirittura di sparire dalle mense perchè ritenuti simbolo del peccato.

Il  trionfo di questo dolce freddo sulle tavole dei ricchi avviene, tuttavia, nel Cinquecento, in seguito allo sbarco in Europa d’ingredienti provenienti dai nuovi continenti: frutta, piante nuove, aromi e spezie, tè, caffè, cacao.

Fu Caterina de’ Medici che diffuse oltralpe un dessert semifreddo a base di crema dolce, dopo aver sposato il futuro re Enrico II di Francia nel 1533. Questo dessert assomigliava molto al gelato attuale.

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Fino ad allora il gelato seppur nella sua forma di crema ghiacciata era stato prerogativa solo dei più ricchi, per la difficoltà di conservare il ghiaccio d’estate ma  verso il 1560 un medico spagnolo che viveva a Roma, Blasius Villafranca, scoprì che, aggiungendo salnitro alla neve e al ghiaccio, si poteva congelare molto più rapidamente qualsiasi cosa: fu questa la scoperta che segnò l’inizio di tutto e trasformo il ghiaccio e la neve in quello che oggi chiamiamo gelato dando il via ad una produzione destinata, siamo convinte, a non finire mai.

Bisogna però aspettare il Cinquecento per assistere al trionfo di questo alimento. In particolare, è Firenze a rivendicare l’invenzione del gelato ‘moderno’, che per primo utilizza il latte, la panna e le uova. Golosa innovazione che si deve all’architetto Bernardo Buontalenti. Altro grande epigono del gelato fu anche un gentiluomo palermitano, Francesco Procopio dei Coltelli che, trasferitosi a Parigi alla corte del Re Sole, aprì il primo caffè-gelateria della storia, il tuttora famosissimo caffè Procope.

Ma la storia moderna di questo goloso alimento comincia ufficialmente quando l’italiano Filippo Lenzi, alla fine del XVIII secolo, aprì la prima gelateria in terra americana. Il gelato si diffuse a tal punto da stimolare una nuova invenzione: la sorbettiera a manovella, brevettata nel XIX secolo da William Le Young.

Il primo gelato industriale su stecco, il Mottarello al fiordilatte nasce in Italia nel 1948. Subito dopo, negli anni 50, arriva il primo cono con cialda industriale il mitico Cornetto. Gli anni 70 e la diffusione del frezeer domestico battezzano invece il primo secchiello formato famiglia, ilBarattolino. 

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Fino ad arrivare al primo biscotto famoso diventato un gelato di successo, il bicolore Ringo.

Gelato e…psicologia

Da una ricerca sulle scelte del gelato e la psicologia umana, la psicologa Viviana Finestrella, esperta in tematiche nutrizionali dice:

Il gelato è un alimento che si gusta in maniera semplice e diretta (senza posate, e non c’è bisogno di sedersi a tavola) che quindi permette alla persona di “spogliarsi” degli aspetti formali e vivere un momento di piacere senza imporsi rigidità e controllo, atteggiamenti che invece predominano in altri momenti e periodi dell’anno (in inverno, ad esempio, quando si è al lavoro). Il gelato contribuisce a disattivare (quanto meno ad abbassare) le nostre difese (in altre parole…”scioglie il Super-Io!”) e a vivere in maniera più autentica e genuina, anche nelle relazioni.

Ci sono le prove, lo hanno verificato i ricercatori dell’Istituto di psichiatria di Londra, secondo i quali il gelato «accende» gli stessi centri del piacere nel cervello stimolati da una vincita di denaro o dall’ascolto della musica preferita.

Dimmi come lo mangi e ti dirò chi sei?

Il Cono con cialda è scelto da chi predilige un’esperienza sensoriale completa non negandosi nulla, costituito dalla parte cremosa e da quella croccante del cono, contando comunque sulla sicurezza di un appagamento finale (la parte terminale di cioccolato). Chi mangia il cono di solito è un tipo Voglioso.

Lo Stecco: a prima vista chi mangia questo tipo di gelato è una persona intraprendente, che ama curiosare nella moltitudine di gusti possibili, ma allo stesso tempo si tratta di un tipo Insicuro… Questa persona ha bisogno che rimanga qualcosa di tangibile, lo stecco appunto, con cui giocare o anche solo da tenere in bocca.

 – Il Ghiacciolo: si addice ad una personalità Effimero/Indipendente, a colui che preferisce un piacere da gustare immediatamente, convinto che non c’è nulla da aspettare (come nel cono). Questo tipo di persona tollera poco la frustrazione dell’attesa.

Il Biscotto: per chi ha bisogno di grande rassicurazione: è quasi la merenda preparata dalla mamma, dove c’è di tutto, anche la parte di biscotto che rimanda al bisogno di un surplus di nutrimento affettivo. Non è croccante né duro, è un piacere adatto al bambino.

La Coppetta: scelta di solito dal tipo Controllato/Misurato. È l’unico gelato “contenuto”, e quindi non libero, neanche nella modalità di assunzione dovendo utilizzare il cucchiaino. Il formato preferito da chi non riesce a lasciarsi andare fino in fondo e concedersi un piacere (che a volte “sporca” le mani o i vestiti), e da chi deve mantenere le buone maniere, anche con se stesso.

Le Praline: sinonimo di personalità Moderno/Attuale. Si tratta infatti di una scelta un po’ “mordi e fuggi”, caratteristica dei nostri tempi, molto veloci. Sono il gelato di chi ama portarsi una “scorta” di benessere, un piacere più piccolo, non dilagante, ma ripetuto nel tempo, da gustarsi in contesti diversi, tra cui quello lavorativo.

Che sia un croccante cono, uno stecco o una coppetta, il gelato ci regala sempre un attimo di felicità: è veramente magico come ci faccia tornare bambini … Anche solo per un minuto!

Miami, Florida, USA --- Woman and young girl on outdoor patio eating ice cream --- Image by © Ocean/Corbis

Fonti:

http://lifepretaporter.it/il-gelato-storia-curiosita-e-psicologia/

http://www.istitutodelgelato.it/

Gelato sospeso: anche quest’anno puoi lasciare pagato il gelato ai bambini meno fortunati