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* Il Portale 11-11-2020 : Accogliamo la spinta energetica alla trasformazione che è già in atto

Ed eccoci arrivati in prossimità di questo particolare portale che ci conduce potenzialmente in una nuova energia, perchè potenzialmente? Perchè le energie sono disponibili a tutti ma solo chi sceglierà di accoglierle consapevolmente ne usufruirà al meglio per portare trasformazione nella propria storia, chi non conosce sarà comunque toccato ma ben sappiamo che la consapevolezza amplifica gli effetti, mettere un intento, una volontà questo fa la differenza!

Essere nella presenza è un invito valido ogni giorno in ogni momento che viviamo.
La centratura è molto importante soprattutto in questo anno così importante, vero che mette alla prova le nostre sicurezze ma appunto per questo ci sta facendo crescere. Abbiamo avuto molto tempo in questi mesi per restare isolati, inattivi e possibilmente introspettivi.

Novembre 11° mese dell’anno

L’11 numero Maestro, archetipo del Genio, nell’alfabeto Runico è abbinato a EH, si incontra perfettamente con l’energia magica di questo portale, metto la descrizione tratta dal libro Numerologia e Sciamanesimo Runico:

Significato: cavallo, incontro, viaggio
Il cavallo è una gioia per i principi in presenza dei guerrieri,
un destriero nell’orgoglio dei suoi zoccoli,
quando i ricchi sulla sella spandono parole su di esso;
ed è sempre fonte di benessere per l’irrequieto.

Questa runa rappresenta l’incontro armonico della dualità, nella metafora il Dio e la Dea si incontrano, e nella loro diversità si completano. La dualità è stimolo di vita e motore attivo per ricondursi alla Sorgente, riflesso dell’Unità dalla quale proveniamo e alla quale noi tutti ritorniamo.

EH rappresenta l’incontro, il portale e l’equilibrio tra Tyr e Bjarka che si avvicinano, senza annullarsi a vicenda ma completandosi per uno scopo comune. Portale tra il regno del fuoco e il regno del ghiaccio, porta alla dualità caratteristica della nostra realtà ordinaria, il germoglio per tornare alla trinità.

Questa runa simboleggia Sleipner, il cavallo di Odino, guida con la quale lo sciamano/divinità poteva collegarsi e viaggiare in tutti i piani d’esistenza, è chiave della comunicazione e della ricerca dell’equilibrio, rappresenta l’incontro sessuale inteso come atto sacro di Creazione, della danza del Maschile e del Femminile che ardono, divenendo un unico fuoco spirituale, in molti casi rappresenta il rapporto tantrico e conduce alla prossima Runa, Marder, che consacrerà il matrimonio alchemico e l’unione stabile dei due principi.

La triade di questo mese 111, pensiero, intento, Forza interiore, con queste tre qualità dovremo esercitarci tutti i giorni, iniziando dalle piccole cose, (già lo facciamo mi pare), per operare nelle grandi, portare il cambiamento nel quotidiano di ognuno, nel sostegno ad ognuno, un nuovo inizio!
Perché proprio ora? Proprio in questo 2020?

Perché è giunto il momento, o si cambia o si permane in una situazione che ci è stata utile come incubatore e come stimolo ma ora dobbiamo utilizzare questo pungolo per concretizzare l’azione interiore.

La somma dell’anno è 40, è un numero che porta la vibrazione della maturità, della consapevolezza di chi siamo, questo è sinonimo di maturità.
E’ ora di smettere di dare energia agli articoli e alle frasette ironiche che non portano vantaggio a nessuno, è ora di dare energia alla trasformazione di questa situazione, di impegnarci a divulgare la potenza del pensiero, dell’intento e della Forza Interiore.

L’11 è un numero Maestro il Genio rappresenta il collegamento con lo Spirito, l’ispirazione, la creazione, l’intuizione è un’altra caratteristica abbinata a profonde capacità introspettive

L’undicesima lettera della Cabala è Kaf Indica l’espansione dell’individuo. E’ la forza, la potenza, l’idea realizzabile, lo spingersi dentro se stessi vincendo le resistenze date dai condizionamenti, è la comprensione attraverso l’osservazione dei pensieri. Kaf è l’energia psichica, il verbo individuale, il potere dell’anima incarnata, sfide e grandi cambiamenti sospinti da forze formidabili.

L’Undicesima lettera ebraica è KAF e rappresenta il Sole, ad ogni lettera è stato affidato un compito nella creazione dell’Universo e a KAF è stato affidato il compito di creare il sole. In lei vi è un immensa potenza la stessa che è in noi, nel nostro corpo, presiede al magnetismo e ai campi tellurici, ha una grande forza di armonizzazione delle cellule, per noi e per la Terra. Indica l’espansione dell’individuo, è la forza, la potenza, l’idea realizzabile, lo spingersi dentro vincendo la resistenza, è la comprensione attraverso la penetrazione dei pensieri.

KAF è la saggezza intesa come conoscenza grazie all’esperienza della vita, indica transizione, nuove sfide e grandi cambiamenti. L’Undici è il dieci, l’Adam Kadmon, più 1 ed è per questo l’inizio di un nuovo ciclo, un passaggio, ecco perchè l’11 viene definito un portale. Rappresenta anche la rottura con un vecchio sistema e l’entrata in un altro del tutto nuovo, possiede tutta la potenza del dieci, lettera Iod, ma anche la forza in potenza contenuta nell’Uno, la lettera Aleph, l’inizio di tutte le cose.


Kaf ha valore 20, ha la forma di una corona ed è il coronamento, due volte presente in questo 2020, ha la forma di una corona, se la subiamo ci affligge, se la indossiamo, soprattutto dentro, può essere il preludio a grandi trasformazioni che dovremo attuare aiutati dalla Forza inesauribile che ci sovrasta e che ci conduce là dove nessuna Umanità è mai giunta prima!

Fonte:

https://www.visionealchemica.com/1-11-2020-il-nuovo-inizio/

Jung diceva:
Non si diventa illuminati immaginando scenari luminosi
ma portando alla luce le proprie oscurità interiori.

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* Autunno, la vita va comunque

Autunno malato e adorato
morirai quando l’uragano soffierà sui roseti
quando avrà nevicato
sui frutteti.

Povero autunno
muori in biancore e ricchezza
di neve e di frutti maturi.
In fondo al cielo
planano sparvieri
sulle nixi graziose dai capelli verdi e nane
che non hanno mai amato.

Sui confini lontani
i cervi hanno bramito.

E quanto amo stagione quanto amo i tuoi suoni
i frutti che cadono e che nessuno raccoglie
il vento e la foresta che piangono
tutte le loro lacrime d’autunno foglia a foglia
le foglie
pestate
un treno
che passa
la vita
che va.

Guillaume Apollinaire

«L’autunno appartiene ad Afrodite perché durante questa stagione il seme viene gettato a terra e il compito di Afrodite è mescolare semi fertili e portarli in comunione con le cause del divenire.» (C.G. Jung – Lettere)

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* Non solo Halloween! L’inizio di un nuovo ciclo!

Non solo Halloween!

Se si guarda solo all’apparenza si può perdere il vero significato di ogni cosa.
Dietro il business di questa ricorrenza, si celebra il capodanno celtico e l’incontro, solo per una notte, tra il mondo dello spirito e quello della materia.
Perchè da lì veniamo e lì ritorniamo ogni volta, ogni vita.
E’ la festa dell’inizio di un nuovo ciclo delle stagioni e, come si sa, i popoli antichi ne seguivano i mutamenti determinati dalla Grande Dea, Madre e Creatrice di tutto l’universo.

Terra e Cielo interagiscono e l’essere umano è una parte della manifestazione come i minerali, le piante gli animali, le stelle, i pianeti , i soli. Il nuovo anno porterà altri frutti, altri doni della Natura, del Cielo.
La Dea diventa strega per il cristianesimo che limita la magia della natura identificando la donna come materia terrena. Dio, lo spirito, è un entità maschile.

Buon Samhain, dunque, a tutti quelli che guardano oltre l’apparenza!
Love L

 

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*La buona notizia del venerdì: E’Halloween! puoi fare la torta con la zucca

E LA ZUCCA COSA C’ENTRA AD HALLOWEEN?

Con il termine zucca vengono identificati i frutti di diverse piante appartenenti alla famiglia delle Cucurbitaceae, in particolare alcune specie del genere Cucurbita (Cucurbita maxima, Cucurbita pepo e Cucurbita moschata) ma anche specie appartenenti ad altri generi come ad esempio la Lagenaria vulgaris o zucca ornamentale. La zucca è comunemente usata nella cucina di diverse culture: oltre alla polpa di zucca, se ne mangiano anche i semi, opportunamente salati. La zucca è un ortaggio che si presta a mille ricette: si consuma cucinata al forno, al vapore, nel risotto o nelle minestre, fritta nella pastella. Dai semi si ottiene un olio rossiccio usato in cosmesi e cucina tradizionale.
Ancora oggi alla vigilia di All Hallows, 31 ottobre, la gente continua a celebrare le feste di Samhain, capodanno celtico, e di Pomona , festa romana in onore della dea dei frutti e dei giardini.
Con la diffusione del cristianesimo non si sono dimenticate queste usanze.
Il 31 Ottobre è diventato  noto come All Hallow Even, infine All Hallow’s Eve, Hallowe’en, e poi -. Halloween The Halloween . Quindi ciò che si celebra oggi, contiene tutte queste influenze, Pomona Day, il Festival di Black Cats di Samhain, la magia, gli spiriti maligni, i fantasmi, gli scheletri e i teschi.
E la zucca cosa c’ entra?
I Celti che vivevano in quello che ora è la Gran Bretagna e la Francia settentrionale avevano una lanterna, quando camminavano alla vigilia del 31 ottobre.
Queste lanterne erano fatte in grandi rape scavate e con  le luci dentro: servivano a tenere lontani gli spiriti maligni.
I bambini scolpivano le rape che venivano chiamate “jack-o-lanterns.”
I Jack-o’-lantern venivano ricavati da grandi rape, barbabietole e cavoli rapa prima dell’introduzione della zucca dall’America.
Un Jack-o’-lantern (in italiano Giacomo del lanternino) è una zucca intagliata a mano.
Si scava la polpa interna, la zucca diventa una forma vuota e con vari tagli assume la sagoma di una testa . Tolta la calotta superiore, una luce, in genere una candela, viene inserita all’interno della zucca. Così dall’esterno è possibile vedere i tratti di un volto illuminato con i particolari degli occhi e della bocca che ride o sghignazza.
La leggenda narra che il “ jack-o-lantern“, prende il nome da un vecchio avaro, di nome Jack, che quando morì era troppo avaro per entrare in paradiso.
Jack scese all’inferno e incontrò il diavolo che gli diede un pezzo di carbone ardente e lo mandò via.
Jack mise il carbone ardente in una rapa e la usò come lanterna per illuminare il suo cammino.
La leggenda dice che Jack sta ancora camminando a piedi con la lanterna alla ricerca di un posto dove fermarsi.
Così è nata la credenza che i defunti vaghino per la terra con dei fuochi in mano e cerchino di portare via con sé i vivi (in realtà esistono i fuochi fatui, causati dalla materia in decomposizione sulle sponde delle paludi); è bene quindi che i vivi mostrino una faccia orripilante con un lume dentro per ingannare i morti.
Questa usanza fa riferimento anche alle streghe, che venivano bruciate sui roghi o impiccate; infatti, si pensava che queste vagassero nell’oscurità della notte per rivendicare la loro morte   ed approfittassero del maggior potere loro conferito durante la notte di Halloween.
Quando i primi coloni arrivarono in America scoprirono le grandi zucche tonde arancioni.
Esse erano molto più grandi delle rape e quindi, la rapa venne sostituita dalla grande zucca arancione per i festeggiamenti.
Da allora in tutto il mondo, si celebra Halloween con le grandi zucche arancioni

L’usanza è tipicamente statunitense ma probabilmente deriva da tradizioni importate da immigrati europei: l’uso di zucche o, più spesso in Europa, di fantocci rappresentanti streghe e di rape vuote illuminate, è documentato anche in alcune località del Piemonte, della Liguria, della Campania, del Friuli (dove si chiamano Crepis o Musons), dell’Emilia-Romagna, dell’alto Lazio e della Toscana, dove la zucca svuotata era nota nella cultura contadina con il nome di Zozzo.[2]
Anche in varie località della Sardegna la notte della Commemorazione dei Defunti si svolgono riti che hanno strette similitudini con la tipica festa di Halloween d’oltreoceano, nel paese di Pattada si intagliano le zucche, in altre località si svolge il rito de “Is Animeddas” (Le Streghe), de Su bene ‘e is animas, o de su mortu mortu, dove i bambini travestiti bussano alle porte chiedendo doni.
Questo rito in Molise viene chiamato “l’anim’ de le murt”.
L’uso delle zucche era ben presente anche nella cultura contadina della Toscana fino a pochi decenni fa, nel cosiddetto gioco dello zozzo.
Nel periodo compreso tra settembre e novembre si svuotava una zucca, le si intagliavano delle aperture a forma di occhi, naso e bocca; all’interno della zucca si metteva poi una candela accesa. La zucca veniva poi posta fuori casa, nell’orto, in giardino ma più spesso su un muretto, dopo il tramonto e per simulare un vestito le si applicavano degli stracci o addirittura un abito vero e proprio. In questo modo avrebbe avuto le sembianze di un mostro provocando un gran spavento nella vittima dello scherzo, in genere uno dei bambini, mandato fuori casa con la scusa di andare a prendere qualcosa.
Una pratica identica era presente nel Lazio del nord, in anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale, e da far risalire, tramite testimonianze indirette, quantomeno alla seconda metà dell’Ottocento. La zucca intagliata ed illuminata veniva a volte chiamata La Morte.
L’uso di intagliare le zucche e illuminarle con una candela si ritrova anche in Lombardia e in Liguria, ad esempio nella cultura tradizionale di Riomaggiore nelle Cinque Terre, così come in Emilia ed in generale in tutta la pianura padana, dove fino alla fine degli anni 50 si svuotavano le zucche o si usavano normali lanterne ed illuminate da candele, venivano poste nei borghi più bui ed anche vicino ai cimiteri e alle chiese.
A Parma tali luci prendono il nome di “lümera”.
E dato che la zucca è un gradevole alimento e può essere usata in cucina anche per i dolci, ecco una ricetta classica per la notte di Halloween ( e anche dopo per tutto l’inverno! )
TORTA DI ZUCCA – PUMPKIN PIE
2 tazze grandi di polpa di zucca ben cotta
1 ½  tazza di panna per dolci ( oppure meglio panna e latte)
¼  tazza di zucchero di canna
½ tazza di zucchero bianco  ( oppure a scelta più zucchero di canna che bianco)
1 cucchiaino di cannella – anche abbondante!
½ cucchiaino di zenzero
¼ cucchiaino di noce moscata
qualche chiodo di garofano
2 uova leggermente sbattute
Mischiare bene tutti gli ingredienti
Riempire con il composto una teglia foderata con pasta frolla per crostate
Mettere nel forno e cuocere 15 minuti a 220°-230°, quindi ridurre il calore a 180° e cuocere per 45 minuti circa.
Servire con panna montata o – meglio- con gelato fior di latte

Fonti:
http://www.alimentipedia.it/Curiosita/Halloween.html
http://www.flickr.com/groups/vintagehalloween/
Per saperne di più vedi l’articolo“Non solo Halloween”
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* A chi non piacciono le castagne! Ma non mangiate quelle “matte”!!!!

Nel giardino della villa di campagna del nonno, nelle colline astigiane, c’era un enorme ippocastano che alle prime sventolate di ottobre faceva cadere una pioggia di castagne lucide e profumate.

A noi bambini veniva proibito tassativamente di mangiarle e noi di nascosto davamo una leccatina e aspiravamo con voluttà quell’odore acre di muschio e mistero.

Il nonno le chiamava le castagne “matte” e ne metteva una nelle nostre tasche , anche nelle sue, che erano un rimedio sicuro contro il raffreddore.

Secondo la tradizione popolare contadina tenere una castagna in tasca aiuta a prevenire il raffreddore.

Ma attenzione ! La castagna da utilizzare per tenere alla larga il raffreddore non è quella che comunemente conosciamo, ma la castagna d’india o “di cavallo”, la cosiddetta castagna matta!

Si tratta di quelle castagne lucide e tonde che sono il frutto (non commestibile e tossico) dell’ ippocastano, non dunque quello del castagno.

La tradizione vuole che si tenga nella tasca del cappotto per tutto l’inverno in modo tale da evitare i malanni ma c’è anche chi ritiene sia sufficiente conservarla in auto, sulla scrivania o in borsa.

Le origini della credenza derivano dalle proprietà che hanno le castagne matte nel lenire i sintomi di raffreddore e asma nei cavalli. Gli esseri umani, però, non possono in alcun caso ingerirle in quanto sono tossiche e di conseguenza pericolose.

Il principio attivo interessante per il trattamento del raffreddore è l’escina che queste castagne contengono e che ha azione antinfiammatoria oltre che utile a favorire il drenaggio linfatico e la permeabilità capillare.

Le castagne soprannominate dai latini ghiande di Zeus” perchè questo albero evocava il dio supremo, reggitore dell’universo,grazie al suo tronco corto ma possente ed ai rami che si allargano in tutti i sensi

Un albero cosmico? Forse!

Dal punto di vista simbolico, il castagno rappresenta l’unione del maschile e del femminile: l’uno determinato dalla maestosità della chioma e dalla possanza del tronco; l’altra dal frutto, che determina il nutrimento e, dunque, la vita.

L’albero di castagno raffigura la celebrazione della vita nella sua semplicità e concretezza. Nella simbologia araldica, il castagno rappresenta la virtù nascosta (come il suo frutto) e la resistenza (come il suo legno).

Nella tradizione popolare italiana, il Castagno è simbolo di previdenza e generosità, per la sua capacità di donare frutti in grado di garantire un sostentamento per l’intera stagione invernale.

Oltre a costituire una fonte di nutrimento essenziale per i vivi, le castagne fin dall’antichità sono sempre state considerate anche cibo per il giorno dei morti nelle celebrazioni di quelle festività

In alcune zone della Francia e dell’Italia da qualche parte é ancora  in uso consumare castagne nel giorno di Ognissanti, in corrispondenza a Samhain, la festività celtica legata dall’apertura dei confini tra i mondi e all’inizio del nuovo anno lunare.

Nella tradizione popolare le castagne costituiscono il pasto rituale della veglia del giorno dei morti, e in certe case si lasciano le castagne sul tavolo, come omaggio ai defunti.

Nella Vienne, in Francia, durante la notte che precedeva il 31 ci si riuniva nei castagneti per cuocervi le castagne.

Il Castagno è governato da Giove (funzione primaria) e da Venere (funzione secondaria) ed è legato alla fonte dell’Energia Ancestrale che secondo i Cinesi e gli Egizi esce dai reni, si dirige verso gli organi genitali e risale lungo il meridiano posteriore e anteriore fino alla sommità del cervello, per entrarvi e uscire di nuovo terminando nell’interno del labbro superiore e inferiore.

I frutti nei sogni sono sempre legati alla vita e all’abbondanza, ma le castagne nei sogni enfatizzano questi significati, perchè concentrano in una forma piccola, nutrienti, calorie e zuccheri.

La polpa e la farina che se ne ricava, al pari del pane nei sogni può essere considerata nutrimento per eccellenza, cibo indispensabile per sopravvivere, come accadeva alle popolazioni montane che, grazie alle castagne ed alla farina di castagne conservate durante l’autunno, superavano i periodi di carestia dell’inverno.

castagno_dei_cento_cavalli_-_jean-pierre_houel-

Uno degli alberi più famosi e vecchi d’Italia è il Castagno dei Cento Cavalli, che vive forse da più di tremila anni nel comune di Sant’Alfio, sulle pendici dell’Etna. Si narra che sotto i suoi rami trovarono rifugio durante un temporale Giovanna d’Aragona e i cento cavalieri che l’accompagnavano per una gita sul vulcano.

modi di dire e proverbi: “prendere in castagna” ” cavar le castagne dal fuoco con la zampa del gatto” ” gli è avanzato men di una castagna”

(e che dire del “marron glacé”….mmmmmm)

Fonti:

https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/castagna-in-tasca-raffreddore

https://www.greenme.it/informarsi/natura-a-biodiversita/castagno-cento-cavalli-leggende/

Alfredo Cattabiani “ Florario”

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* E’ autunno, lascia tutto e seguiti !

autunno

 

Sotto l’ombra sospiravi
pastore di ombre e di sotterranei segreti
parlavi di una vita trascorsa.

Come sempre le foglie cadono d’autunno.

Intona i canti dei veggenti
cedi alla saggezza
alle scintille di fuochi ormai spenti,
regolati alle temperature e alle frescure delle notti:

lascia tutto e seguiti.

Guarda le distese dei campi, perditi in essi
e non chiedere altro.

Lasci un’orma attraverso cui tu stesso
ti segui nel tempo e ti riconosci.

Correvi con la biga nei circhi.
E fosti pure un’ape delicata,
il gentile mantello che coprì le spalle di qualcuno.

lascia tutto e seguiti.

I tuoi occhi dunque trascorrono svagati
ed ozi come una spiga.

Come sempre le foglie cadono d’autunno.

  “Il Mantello E La Spiga” di Franco Battiato.(1998)

 

Come sempre le foglie cadono in autunno: Come sempre finisce un ciclo della natura

L’Albero, come tutti nel suo regno, ha dato tutto quello che la sua energia gli consentiva, foglie, frutti, rami nuovi.. Ha messo in atto tutte le sue capacità perchè il raccolto fosse il più produttivo.

Ora è il tempo del riposo per ritemprare le forze per il prossimo ciclo.

Le radici tendono sempre più profonde ad attingere le energie della Terra e metabolizzare l’humus.

Dopo ogni ciclo l’Albero acquista più forma ed arriva più vicino al cielo quale tende.

Tutto si compie da eoni ed eoni, naturalmente.

 

Come sempre le foglie cadono in autunno: Come sempre finisce un ciclo della natura

E l’Essere umano, come tutti nel suo Regno, ha dato quello che la sua energia gli consentiva? Ha raggiunto gli obbiettivi personali che si era proposto? Ha messo in atto le sue capacità peer raggiungerli? Ha acquisito dalle esperienze passate insegnamenti per le scelte future?

Ora è il tempo di valutare se le strategie messe in atto sono state efficaci

Ora è il tempo di seguire le spinte più profonde e aprire la mente a nuovi punti di vista.

Ora è il tempo di ascoltare la voce del vero Sè per costruire il futuro.

Dopo ogni ciclo l’Essere umano acquista la sua forma e afferma la sua identità nell’Universo.

Tutto si compie da eoni ed eoni,naturalmente.

Lascia tutto e seguiti!

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* Cosa ci aspetta in questo mese di Ottobre 2020 ? Cosa suggeriscono gli astri ?

Ciao * figlio delle stelle * , siamo nel mezzo di questa esplosione di energia: passato ottobre inizierà il vuoto, una sensazione di silenzio che ci porterà verso il Nuovo Tempo.

Due aspetti fondamentali di questo mese.

Forte stimolo a cambiare vecchie abitudini non buone per il tuo benessere, rafforzate da eventi esterni improvvisi e da suggerimenti onirici fuori dal comune.

E’ come se tutto quello che è “capitato” nella prima parte dell’anno non ti avesse davvero convinto che è tempo di cambiare anche se il tuo desiderio in fondo era proprio quello.

Ti è mancata la forza interiore, sono capitate altre cose che ti hanno distratto dal vero intento che sei tu. In questa prima parte del mese, l’energia ti spinge quasi con forza verso quella direzione che è l’unica che puoi praticare con sicurezza.

Spesso ci abbandoniamo in proiezioni di bisogni e di desideri che non rappresentano una forza per noi stessi ma solo per “il proiettore” in una sorta di fenomeno vampiro che svuota la nostra energia.

Il secondo aspetto su cui vorrei attrarre la tua attenzione è verso l’accumulatore lunare che dalla fase di luna piena  in Ariete, compirà un giro completo dello zodiaco (Cielo) che ci riporterà nella fase di plenilunio in Toro.

Sai che il plenilunio ti apre alla comunicazione con i Maestri, l’energia spirituale che aiuta il piano terrestre. Questo canale sarà aperto tutto il mese grazie alla chiusura di molti canali energetici che in questo mese lasceranno il loro imprinting più importante. Immagina una persona che ami che viene a trovarti a casa: questo è il canale.

Quando va via i tuoi occhi osservano il suo allontanarsi con rammarico e amore che resta dentro di te a confermare quell’amore e quella forza: questo è l’imprinting.

Sii forte, sii fiero figlio delle stelle.

Cikala Itka

Ottobre, 2020

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* E la pioggia se ne va e dietro ogni nuvola c’è sempre il sole!

Dietro ogni nuvola c’e sempre il sole …..

Sotto una montagna di paure e di ambizioni
c’è nascosto qualche cosa che non muore.
Se cercate in ogni sguardo dietro un muro di cartone
troverete tanta luce e tanto amore.
Il mondo ormai sta cambiando
e cambierà di più,
ma non vedete nel cielo
quelle macchie di blu:
è la pioggia che va,
e ritorna il sereno.
Quante volte ci hanno detto sorridendo tristemente,
le speranze dei ragazzi sono fumo.
Sono stanchi di lottare e non credono più a niente
proprio adesso che la meta è qui vicino.
Ma noi che stiamo correndo
avanzeremo di più,
ma non vedete che il cielo
ogni giorno diventa più blu:
è la pioggia che va
e ritorna il sereno,
è la pioggia che va
(e ritorna il sereno)
Non importa se qualcuno sul cammino della vita
sarà preda dei fantasmi del passato,
il denaro ed il potere sono trappole mortali
che per tanto e tanto tempo han funzionato.
Noi non vogliamo cadere,
non possiamo cadere più in giù,
ma non vedete nel cielo
quelle macchie di azzurro e di blu:
è la pioggia che va,
e ritorna il sereno
è la pioggia che va,
e ritorna il sereno
è la pioggia che va.
The Rokes 1966