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* un’invincibile estate!

 

Miei cari,
nel bel mezzo dell’odio
ho scoperto che vi era in me
un invincibile amore.
Nel bel mezzo delle lacrime
ho scoperto che vi era in me
un invincibile sorriso.
Nel bel mezzo del caos
ho scoperto che vi era in me
un’ invincibile tranquillità.
Ho compreso, infine,
che nel bel mezzo dell’inverno,
ho scoperto che vi era in me
un’invincibile estate.
E che ciò mi rende felice.
Perché afferma che non importa
quanto duramente il mondo
vada contro di me,
in me c’è qualcosa di più forte,
qualcosa di migliore
che mi spinge subito indietro.

(Albert Camus)

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* la buona notizia del venerdì: Il 21 marzo è l’Equinozio di Primavera 2020

La parola equinozio deriva dal latino “equus nox”, ovvero “uguale notte”.

In astronomia, si definiscono equinozi i due istanti nel corso dell’anno in cui il Sole si trova perpendicolare all’equatore e la separazione tra zona illuminata e zona in ombra della Terra passa per i poli.

Agli equinozi il Sole sorge precisamente ad est e tramonta precisamente ad ovest, ovunque.

La lunghezza del giorno è uguale alla lunghezza della notte.

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L’Equinozio di Primavera è il periodo in cui gli elementi – aria, fuoco, acqua e terra – sono in grande attività creativa. L’aria è percorsa da frizzanti brezze e le piogge primaverili portano acqua alla nuova vita della vegetazione, un fermento vibrante e vitale si percepisce in tutto ciò che è manifesto.

Se l’Equinozio d’autunno segna l’inizio della metà oscura dell’anno e quello di primavera l’esatto opposto: è l’inizio della metà luminosa, quando le ore di luce superano le ore di buio. E’ il primo giorno della primavera, la stagione della rinascita, associata presso varie culture a concetti come fertilità, resurrezione, inizio.

Questa festa segna il momento dell’unione in un simbolismo cosmico, il risveglio della Natura; il matrimonio fra una divinità maschile, appartenente alla sfera solare, ed una femminile, legata alla Terra o alla Luna.

Il Dio Sole si accoppia con la Giovane Emergente Dea Terra.

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La storia è piena di tradizioni e miti legati alla primavera e molti di questi si basano sul concetto di sacrificio e successiva rinascita.

l’Equinozio è il giorno in cui la Wicca commemora la discesa della giovane Dea nel mondo sotterraneo e il suo ritorno trionfante alla superficie della terra, portando con sé i doni della luce, del calore e della fertilità per tutta l’umanità, e cio’ fa pensare alle Dee Persephone, Kore, Blodeuwedd, Eostre, Aphrodite, Athena, Cybele, Gaia, Hera, Iside,Ishtar, Minerva e Venere.

La natura ci viene incontro nella grazia e nella vitalità della sua fanciullezza e tradizionalmente le feste legate all’equinozio celebravano proprio le dee fanciulle come Persefone-Kore, dea greca dal duplice volto di fanciulla e regina degli inferi.

Durante la notte venivano accesi dei fuochi rituali sulle colline e più rimanevano accesi, maggiori sarebbero stati i frutti della terra. Durante la giornata venivano irrigati i campi, mentre i Druidi, sfruttando la corrispondenza perfetta tra ore solari e ore notturne, celebravano i loro Riti.

Sham El Nessim era un’antica festività egiziana le cui tracce risalgono a circa 4700 anni fa. Resta una delle feste pubbliche Egiziane, cade il lunedì e coincide con l’equinozio di primavera.

L’equinozio di marzo segna il primo giorno dell’anno per una varietà di calendari, inclusi il calendario Iraniano, il calendario Bahá’í. Il festival Persiano (Iraniano) del Naw-Ruz viene celebrato in questo giorno.

Nell’antica mitologia persiana, Jamshid, il re mitico della Persia, ascese al trono in questo giorno e ogni anno quest’evento viene commemorato con feste per due settimane. Queste feste rievocano la storia della creazione e l’antica cosmologia del popolo Iraniano e Persiano.

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Il giorno del Pianeta Terra venne celebrato inizialmente il 21 marzo 1970, giorno dell’equinozio. Attualmente è celebrato in diversi Stati il 22 aprile.

In molti paesi arabi il Giorno della Madre viene celebrato nell’equinozio di marzo.

Qualunque sia la nostra credenza, questo è un periodo in cui celebriamo il trionfo della luce sul buio e sulla morte.

Rudolph Steiner

Nel passaggio dalla primavera all’estate lo spirito della natura si rivela al mondo. L’anima dell’uomo si riversa in ciò che vive intorno, così egli diventa uno con tutto ciò che cresce, con ciò che germoglia e sboccia: fiorisce insieme al fiore, germoglia con la pianta, fruttifica con l’albero.

La primavera scioglie, in una possente espirazione, gli spiriti della natura: essi sorgono dalla tomba dell’inverno, si innalzano nell’atmosfera sino a sfiorare le orbite dei pianeti e a percepire le leggi eterne delle stelle.

La terra in inverno era quieta e placata come lo è la testa dell’uomo quando ha risolto un enigma. Ma quando a marzo le piante succhiano dalla terra le sostanze minerali per crescere, allora si diffonde nella natura una vitalità interiore, quasi una inquietudine. Sotto terra serpeggia la brama di vivere.”

Da un punto di vista del significato esoterico di questo giorno, con l’Equinozio di Primavera, l’Anno Magico mette per la prima volta l’Io di fronte al non-Io, all’Altro. Il percorso del Sole attraverso lo Zodiaco, che si rispecchia nella successione delle stagioni, è la grande lancetta che va di concerto con la crescita spirituale dell’Iniziato che segue l’Anno Magico.
L’Equinozio di Primavera è l’inizio dello Zodiaco, ciò ci indica che anche nella crescita spirituale dell’Iniziato (con Iniziato si intende sempre genericamente chi segue l’Anno Magico, tanto che sia esso in realtà un neofita o un maestro o altro grado qualsiasi) dovremmo assistere ad un nuovo inizio. Così è infatti.

Le pietre speciali per questo giorno sono l’opale, l’acquamarina, il quarzo rosa e la pietra di luna.
Gli animali mitici includono gli unicorni, cavalli e centauri alati.
Le piante e le erbe associate a questa festa sono i fiori di primavera, dai croco, ai bucaneve, dalle daffodi ai narcisi, così come il gelsomino, il muschio irlandese e lo zenzero.

La pianta sacra dell’Equinozio di Primavera è il trifoglio.

Pianta simbolo dell’Irlanda, della quale si dice che San Patrizio la usasse per spiegare la Trinità cristiana (la festa di San Patrizio ricorre il 17 marzo, in prossimità dell’equinozio).

In realtà si tratta di una tradizione tarda risalente al 180 secolo e il trifoglio non era altro che la triskele, la ruota solare a quattro bracci, mentre la varietà a quattro foglie rappresentava la croce celtica, la ruota solare, il cerchio magico delle quattro direzioni: tutti simboli molto più antichi del Cristianesimo.

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  • Se vogliamo celebrare l’Equinozio, possiamo farlo con semplici azioni, ricordando che la Primavera ci porta verso il mondo e l’azione concreta in esso.
  • Svuotare i cassetti, eliminando tutto ciò che non serve e che fa ristagnare l’energia nella stanza.
    Camminare nella natura per riconoscere i cambiamenti della Terra mentre si risveglia.
    Circondarsi di fiori per ricordare la nostra appartenenza alla natura.
    Stendere sulla tavola una tovaglia verde e candele color pastello.
    Piantare dei semi in giardino o nei vasi: prendersi l’impegno di crescere le piantine con amore.
    Aprire le finestre all’aria di primavera.
    Imparare a creare qualcosa con le mani.
    Fare un cerchio di arance che rappresentino il sole, pensando a tutto quello che il sole ci dona.
    Dipingere delle uova con i simboli del sole e della luna o con delle qualità e di seguito mangiarle per incorporare l’energia del simbolo.
  • Queste uova sono “semi spirituali” che vengono piantati al nostro interno e che germoglieranno durante l’anno.
    Meditare sull’immagine dei semi.
    Meditare sugli inizi, sull’aria, sull’alba.
    Regalare alla Terra del miele, un cristallo o una monetina.
    Comprare un libro su una materia completamente nuova che ci affascina e leggerlo.
    Fare qualcosa di nuovo, di mai fatto prima …
    Aspettare l’alba davanti ad un piccolo falò con amici.

Leggi anche:

La primavera in cielo

La perpetua primavera

Fonti

www.ilcerchiodellaluna.it

www.centrostudilaruna.it

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* Guardate le stelle invece dei vostri piedi diceva Stephen Hawking: questo è il momento più adatto che il cielo è più limpido che mai! Questa notte per tutti uno spettacolo straordinario Marte, Giove e Saturno danzano con la Luna.

Lo spettacolo oggi sarà in cielo.

Nel cuore della notte infatti sarà possibile ammirare un’eccezionale congiunzione, che vedrà come protagonisti la Luna, Marte, Giove e Saturno.

Preoccupati, sopraffatti dalle notizie, chiusi in casa per via dell’emergenza coronavirus e incollati alla TV, ai social, o forse di ritorno da un estenuante turno in ospedale o di pattuglia, stiamo perdendo di vista la vita reale.

Andare a fare una passeggiata all’aria aperta, incontrare gli amici, fare una corsa o semplicemente la spesa al mercato sembrano diventate abitudini che fanno parte di un’altra vita ma c’è una cosa che possiamo e dobbiamo ancora fare: ammirare il cielo stellato.

Non lo facciamo spesso, soprattutto perché solitamente andiamo sempre di corsa e difficilmente ci soffermiamo a guardare i particolari, a cogliere la bellezza di quello che ci circonda. Questo è il momento di farlo,  il momento di alzare gli occhi al cielo, anche dalla finestra di casa, per ammirarne la straordinaria bellezza.

Se le luci delle città ce lo consentiranno, questa notte vedremo una particolare congiunzione formata da tre pianeti e dalla luna. Poco prima dell’alba infatti, Marte, Giove, Saturno e la Luna saranno allineati.

Il nostro satellite naturale, nella sua fase calante, sarà un sottile spicchio situato nel cuore della costellazione del Sagittario. A inseguirlo saranno i tre pianeti del nostro sistema solare, così come accaduto anche a febbraio.

La Luna, Marte e Giove saranno estremamente vicini, almeno per noi che osserviamo dalla Terra. Un po’ più distante, a chiudere a fila, ci sarà Saturno.

La congiunzione avrà inizio alle 4 del mattino circa a sud-est, come mostra la mappa qui sopra..

Si concluderà alle prime luci dell’alba, quando la luce illuminerà il cielo oscurando le stelle.

Dovremo mettere la sveglia per ammirarlo ma ne vale la pena!

 

Un altro fenomeno celeste davvero spettacolare sarà visibile a marzo.

Già presente a febbraio, sarà ancora possibile notarlo. Una piramide luminosa si alza verso il cielo a ovest.

È la cosiddetta luce zodiacale, che si può ammirare subito dopo il tramonto.

In questo periodo osservando l’orizzonte occidentale dopo il calare del sole, infatti, è possibile notare una particolare luce a forma di cono salire verso l’alto. Potrebbe essere scambiata per la classica luminosità creata dall’inquinamento luminoso ma in realtà si tratta di un fenomeno naturale davvero suggestivo.

L’astronomia non c’entra nulla. Questo fenomeno si verifica quando la luce del sole si riflette sui granelli di polvere che circondano il sole nel sistema solare interno. Quasi l’85% di questa polvere ha origine dalla frammentazione delle comete della famiglia di Giove. Di fatto, dunque, i resti delle antiche comete sotto forma di granellini riflettono la luce solare al tramonto o all’alba regalando questo splendido bagliore.

Si pensa che tali frammenti siano rimasti fuori dal processo che ha creato la nostra Terra e gli altri pianeti del sistema solare 4,5 miliardi di anni fa. Essi si diffondono dal sole nello stesso disco piatto dello spazio abitato da Mercurio, Venere, Terra, Marte e gli altri pianeti della famiglia del nostro sole, la cosiddetta eclittica. In altre parole, è il percorso compiuto dal sole e dalla luna mentre viaggiano attraverso il nostro cielo.

Essa può essere vista a ovest a fine inverno o all’inizio della primavera e a est prima dell’alba alla fine dell’estate o all’inizio dell’autunno.

Forse l’abbiamo notata tante volte ma non ce ne siamo mai resi conto, magari mentre rientravamo a casa dal lavoro o in una strada di campagna, dirigendoci verso ovest. Probabilmente l’abbiamo scambiata per il crepuscolo serale o per la luminosità artificiale di una città vicina.

C’è una differenza tra i due emisferi terrestri?

Per entrambi, la primavera è il momento migliore per vedere la luce zodiacale la sera. L’autunno invece è il momento migliore per vederla prima dell’alba.

Per noi che viviamo nell’emisfero settentrionale, la luce zodiacale andrà cercata prima dell’alba da fine agosto a inizio novembre mentre quella serale sarà visibile da fine febbraio a inizio maggio. Viceversa accade nell’emisfero australe.

Il momento migliore per ammirarla è quando il cielo è perfettamente buio sia per l’assenza di inquinamento luminoso che per quella della luce lunare, quindi le notti migliori saranno quelle a partire dalla 10 marzo, quando la luna sorgerà dopo il tramonto e sarà meno visibile con l’avvicinarsi al novilunio (24 marzo 2020).

Fonte:https://www.greenme.it/informarsi/universo/marte-giove-saturno-luna-congiunzione/?

Fonti di riferimento: Uai

Fonti di riferimento: Earthsk

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* Mi chiamano 2020 CD3 e sono una mini luna…non so se resterò …intanto io scintillo!

Lo scorso 15 febbraio i telescopi del progetto Catalina Sky Survey hanno intercettato una rarissima mini luna attorno alla Terra.

Chiamata 2020 CD3, si tratta di un oggetto dalle dimensioni di un’auto che orbita in compagnia del pianeta da circa 3 anni. La convivenza durerà molto poco, dato che sarà proiettata nello spazio entro aprile. Fino ad oggi era stata confermata la scoperta soltanto di un’altra mini luna.

La Terra ha una nuova compagna, una rarissima e spettacolare mini luna che gli scienziati hanno deciso di chiamare 2020 CD3. Si tratta di un piccolo asteroide dalle dimensioni di un’auto (è lungo al massimo 3,5 metri) che orbita attorno al nostro pianeta da circa tre anni, e che soltanto adesso, grazie a una buona dose di fortuna, è stato intercettato dagli astronomi.

A scoprire la mini luna sono stati i ricercatori del Catalina Sky Survey (CSS), un progetto di ricerca guidato dall’Università dell’Arizona e dal prestigioso Lunar and Planetary Laboratory. L’obiettivo è andare a “caccia” di piccoli oggetti celesti – come comete e asteroidi – che possono intersecare l’orbita del nostro pianeta. Il CSS si avvale di tre telescopi: uno di 1,5 metri sul Monte Lemmon; uno di circa 70 centimetri sul Monte Bigelow e uno di 50 centimetri in Australia.

La mini luna è stata osservata la prima volta nella notte di sabato 15 febbraio, quando gli astronomi Kacper Wierzchos e Teddy Pruyne si sono accorti di un oggetto con orbita peculiare di magnitudine 20.

Le mini lune della Terra sono oggetti estremamente rari ed effimeri; basti pensare che fino ad oggi soltanto una è stata confermata dagli scienziati, 2006 RH 120, che ha orbitato attorno al nostro pianeta tra il 2006 e il 2007.

Le mini lune, infatti, hanno un destino “segnato”. Sono oggetti che occasionalmente vengono catturati dalla gravità terrestre, e che per questo restano in compagnia della Terra per un certo periodo di tempo, prima di essere proiettati verso lo spazio profondo a tutta velocità, o magari finire di “incenerirsi” contro l’atmosfera del pianeta. Quando accade danno vita a spettacolari bolidi esplosivi (il principio è analogo a quello delle meteore, con la differenza che vengono coinvolti oggetti più grandi).

Attorno alla Terra è pieno di piccoli asteroidi, ma sono difficilissimi da intercettare proprio a causa delle loro dimensioni contenute. Soltanto una piccola parte di essi, in base a traiettoria e velocità, è destinato a trasformarsi in un mini lune della Terra. E una porzione ancora più piccola può essere scoperta, anche a causa della bassissima luminosità (legata alla luce riflessa dal Sole). Una simulazione condotta nel 2012 ha determinato che su 10 milioni di asteroidi attorno alla Terra soltanto 18mila possono diventare mini lune.

La nuova compagna della Terra come indicato orbita attorno al nostro pianeta da circa 3 anni. Ciò la rende una mini luna anomala, dato che si stimava che questi oggetti avessero una “sopravvivenza” inferiore. Purtroppo l’abbiamo intercettata troppo tardi e non ci sarà tempo per studiarla a dovere. In base ai calcoli, infatti, la mini luna verrà scagliata nello spazio ad aprile di quest’anno. C’è troppo poco tempo anche per mettere su carta una possibile missione di “esplorazione” e/o cattura. Le mini lune sono asteroidi che fanno molto gola alle agenzie spaziali, che potrebbero progettare missioni di studio a costi significativamente inferiori rispetto a quelle nel cuore del Sistema solare. Inoltre si potrebbe pensare a “catturare” questi asteroidi per analizzarli e ottenere materiali preziosi. Al momento, però, si tratta solo di suggestioni, tenendo presente che con la tecnologia attuale le mini lune vengono scoperte molto raramente e per puro caso.

Oltre al video catturato dagli astronomi del Catalina Sky Survey, lo scorso 24 febbraio è stata scattata anche una prima foto a colori dall’Osservatorio Gemini sito alle Hawaii, grazie alla fotocamera equipaggiata sul telescopio Gemini North da 8 metri.

Le mini lune hanno un destino segnato ?

E se fosse un messaggio di luce nel nostro ” buio “?

Nel Cosmo tutto è Luce e niente è per caso!

Fonte

https://scienze.fanpage.it/

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* Il segno dei Pesci, Nettuno e l’Arcangelo Asariel

Arcangelo Asariel

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Io ti invoco, o Asariele,

arcangelo di Nettuno che governi i poteri della chiaroveggenza
Umilmente ti chiedo di aprire il mio terzo occhio, permettendomi di vedere
la luce segreta.
Lascia che io veda il futuro.
Lascia che io veda il passato.
Dammi l’accesso ai regni misteriosi dell’ignoto.
Lascia che io percepisca e comprenda la saggezza dell’Universo cosmico.
Così sia.
(Eric Pier Sperandio)

“Questo grande Arcangelo, governatore della sfera di Nettuno, custode del segno dei Pesci, era ben noto agli antichi che gli affidarono il dominio degli oceani. Il culto di Nettuno, o Poseidone, è una sovrapposizione e fu mantenuto in vita ancora in pieno cristianesimo.
In passato gli spostamenti avvenivano in prevalenza via mare e ciò spiega perchè il culto della divinità marina, protettrice dei naviganti, fosse così sentito. Cambiano soltanto i nomi, ma l’Angelicità permane immutabile, e continua a custodire i luoghi e ad osservare le civiltà che nascono e muoiono… E del resto i nomi sono una invenzione degli uomini, che si esprimono in milioni di dialetti incomprensibili tra loro, l’Angelo invece, nel suo splendore, promana dalla perfettissima mente di Dio.
Per capire e, soprattutto, percepire direttamente quanto sia reale la presenza di questa grande angelicità, è sufficiente soffermarsi in silenzioso raccoglimento in uno dei tanti templi ad essa dedicati.
Teniamo presente quanto appena detto, i nomi sono soltanto etichette appiccicate dall’uomo: Asariel, Nettuno, Poseidone, o la dea brasiliana del mare Jemanjja, sono la stessa espressione di un unico Essere. In Italia il più affascinante di questi templi si trova a Paestum, secondo soltanto al Partenone di Atene.
Fra le splendide colonne classiche, le persone più attente possono percepire, ancora ben viva, la presenza di una Grande Entità Angelica. Il Custode occulto, non si è mai allontanato…
Asariel, l’Arcangelo dal colore turchino governa tutta la massa liquida, salata del nostro pianeta; regge e governa le distese marine, le coste, i porti, i fondali, le correnti, le città costiere ed i loro abitanti, coloro che solcano i mari, o che lavorano in sintonia con essi: marinai, pescatori, oceanografi, archeologi sommozzatori.
Sotto al suo mantello liquido, Asariel custodisce gelosamente i suoi segreti, ma ogni tanto, questo Arcangelo gentile fa un dono “speciale” ai suoi protetti, rivela un tesoro, favorisce un incontro straordinario, restituisce un antico relitto, permette una scoperta… Anche la fauna marina è sotto al suo dominio: pesci, conchiglie, mammiferi marini, testuggini, uccelli e soprattutto i gabbiani, simbolo di bellezza, trascendenza e libertà.
Gli antichi raffiguravano Nettuno su un carro trainato da delfini. In effetti,queste magiche creature sono particolarmente care ad Asariel… Questi esseri così intelligenti, telepatici,gioiosi, hanno in sè qualcosa di Angelico… Sono capaci di prendere decisioni autonome, di intervenire per salvare naufraghi, farsi comprendere dall’uomo e dagli altri animali… Sul loro mistero dovremo ancora indagare a lungo, e ci saranno molte cose da scoprire!
(Giuditta Dembech)

Asariel è l’archetipo eterno che muta le sue forme a seconda dell’epoca storica in cui viene a incarnarsi a fianco del genere umano.

Il suo nucleo resta però immutabile, il puro amore che genera il suo cuore si spande negli universi come un’onda si scioglie su una spiaggia.
Poichè l’Acqua è un elemento che favorisce le esperienze psichiche e la fantasia per similitudine questa creatura celeste favorisce i sogni premonitori, la veggenza, le facoltà paranormali, etc.
Il suo colore preferito è un bel blu turchese.

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Tutti i nati sotto il segno zodiacale dei Pesci hanno per angelo protettore Asariel.
I pesci vivono nel mutamento dell’ultimo segno invernale, fra la Terra e il Cielo, tra la realtà ed il sogno, la realizzazione e la meditazione, l’incarnazione e la tentazione dell’assoluto.
Questo segno vive nel mondo della sua immaginazione, dell’intangibile, e spesso prova grande difficoltà ad esprimersi.
Egli è un vagabondo mentale che si rassicura solo nei suoi sogni,che raramente prova il desiderio di realizzare.
Il nato in Pesci si trova a suo agio solo in un’attività creativa, ispirata o sociale,che gli permetta di dare il massimo del suo altruismo. Gli si adattano bene la creazione artistica, la poesia, la medianità.
Più spesso cercherà una via di devozione.
Così nei Pesci l’essere trova la sua realizzazione nel fondersi con il divino, pur conservando la sua essenza unica nel tutto. Fino a che sceglie in piena consapevolezza di realizzare il Disegno , fondendosi con le sue leggi.
Allora diventa il portatore di stelle, ed è la loro luce che dona alla Terra, lucente canale di trasmissione del grande messaggio cosmico dell’Evoluzione.

*****

A doppio filo siete legati, nelle acque universali nuotate alla ricerca dell’equilibrio. Saggi e sconsiderati, portatori di stelle o di oscurità. Qui è il vostro continuo dualismo ed è nell’equilibrio delle due componenti, anima ed ombra, la vostra missione. Tutto questo allo scopo di farvi diventare canali del messaggio universale dell’evoluzione. Dalla profondità delle acque che voi ben conoscete come mondo emotivo, vi osserva il vostro reggente il Signore degli Abissi Marini: Nettuno.

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Nettuno (Poseidone per i greci) è simbolicamente il pianeta delle acque.

Trasmette un’energia che vibra ad un livello molto elevato.
La personalità con Nettuno dominante ha qualità come la curiosità, la ricerca di cose nuove, la sensibilità accentuata, la stravaganza, l’idealismo, la dimensione artistica e comunque l’andare oltre i limiti, una vita sospesa tra realtà e illusione, tra materia e Spirito, una vita divisa fra edonismo e spirito di sacrificio, fra genialità e follia.
Nettuno è il pianeta che spinge verso mete lontane, sia fisicamente che spiritualmente, governando sull’inconscio e su tutto ciò che non è visibile.
Nettuno è così in grado di aprire l’umanità verso le dimensioni spirituali e trascendenti, portandola a confrontarsi con le dimensioni più sottili della realtà e con la sfera dell’inconscio collettivo (l’Akasha ), che contiene la memoria di tutto ciò che è esistito, che esiste e che esisterà.

Io desidero quello che possiedo; il mio cuore, come il mare, non ha limiti e il mio amore è profondo quanto il mare: più a te ne concedo più ne possiedo, perché l’uno e l’altro sono infiniti.”
— William Shakespeare

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* Non c è un giorno uguale all’altro…di sicuro il Sole sorge ogni giorno per tutti !

 

Il giorno costituito dall’alternarsi del dì e dalla notte è una unità di misura del tempo convenzionale!

Oggi il giorno comincia a mezzanotte (ora indicata con “00:00”, inclusa) e termina con la mezzanotte successiva (24:00, esclusa). Questo uso è dovuto al diffondersi degli orologi meccanici ed era detto “alla francese”.

Anticamente, invece, il giorno cominciava all’alba o al tramonto.

Nell’antico Egitto, in Grecia e a Roma cominciava all’alba. 

Giulio Cesare, invece, ci informa nel “De bello gallico” che per i Celti il giorno iniziava al tramonto. Analogamente per gli ebrei il giorno inizia non appena si riescono a vedere almeno tre stelle di seconda grandezza.

L’inizio del giorno al tramonto era comune nel medioevo in tutta Europa e talvolta era considerato un uso fiorentino.

Quando il giorno cominciò a essere calcolato alla francese, si cominciò a festeggiare la “vigilia” delle feste, in modo da conservare le precedenti consuetudini, nonostante l’alterazione del calendario.

Fin da quando l’uomo cominciò ad usare la meridiana, la durata del giorno venne suddivisa in quelle che noi ora chiamiamo ore. Quindi già Babilonesi ed Egizi usavano questo sistema, che però non era uguale a quello da noi oggi conosciuto.

La suddivisione del giornata in 24 ore risale all’antico Egitto (1800-1500 a. C.); le ore del giorno erano 10, scandite dall’ombra dello gnomone della meridiana dall’alba al tramonto. Ad esse si aggiunsero altre due ore rispettivamente per l’aurora e il crepuscolo, parti del giorno nelle quali la meridiana non dava indicazioni. Le ore notturne sono scandite dal passaggio nel cielo notturno dei Decani . Le notti estive in Egitto durano otto ore, durante le quali si succedono 12 Decani che scandiscono 12 ore. Nelle notti invernali se ne osservano un numero maggiore, ma solo i primi 12 venivano contati . Questo complesso meccanismo ha portato alla suddivisione del giorno in 24 ore.

Greci e Romani usarono le “ore temporali”: il giorno e la notte venivano ambedue suddivisi in dodici parti, cominciando rispettivamente dall’alba e dal tramonto. Così la prima ora del giorno corrispondeva all’alba, la sesta ora più o meno a mezzogiorno, la dodicesima al tramonto ed altrettanto, ma partendo dal tramonto, avveniva per la notte. Questa suddivisione basata sulle ore di luce e quelle di buio faceva sì che la durata delle ore estive non fosse uguale a quelle invernali e quella delle ore di luce era diversa dalle ore di buio. Tanto per fare un esempio, d’estate un’ora di luce poteva durare 80 minuti e 40 invece quella di buio.

I Romani usavano anche suddividere giorno e notte in quattro parti di tre ore ciascuno.

La Chiesa abbinò varie ore della giornata (ore canoniche) a determinati momenti di preghiera,

Nel XIV secolo arrivano i primi orologi meccanici e con loro si comincia a contare le ore da una a ventiquattro, dal tramonto al tramonto successivo (almeno in Italia, Boemia, Slesia e Polonia), punto di partenza che variava nel corso dell’anno. Anche le campane, almeno nelle città, si adeguarono a questa suddivisione, che venne denominata “ore solari all’italiana” o “ore boeme”. Essendo basati al momento in cui il sole tramonta, variabile di giorno in giorno, gli orologi dovevano esser regolati periodicamente per adeguarli all’ora di partenza.

Nel resto dell’Europa, a partire dalla Francia, con l’avvento degli orologi il giorno venne invece suddiviso in due periodi di 12 ore uguali, che partivano a mezzogiorno e a mezzanotte (ora “alla francese” o “all’oltramontana”). In questo modo la durata del giorno era costante e gli orologi non richiedevano correzioni quotidiane.

L’introduzione in Italia di questo sistema avvenne in modo graduale e con molte opposizioni. Venne introdotto a Firenze nel 1749, a Parma nel 1755, a Genova nel 1772 e a Milano nel 1786. Ci volle l’occupazione francese per imporlo al resto della penisola, ma ancora nel XIX secolo era da qualcuno utilizzato il sistema precedente.

Il tempo è l’immagine mobile dell’eternità. (Platone)

E per chi dice di non avere mai tempo per fare tutto quello che vorrebbe c’è sempre il pianeta Mercurio che dopotutto è uno dei più vicini alla Terra!

https://it.wikipedia.org/wiki/Giorno

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* L’ Universo di Giordano Bruno

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L’universo di Giordano Bruno non ha centro.

Sul finire del XVI secolo Giordano Bruno (Nola 1548 – Roma 1600) nel “De l’infinito universo et mondi” (1584) espose la tesi dell’infinità dell’universo e dell’infinità numerica dei mondi.

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In antitesi al geocentrismo tolemaico,egli afferma l’infinità dell’universo che non ha centro; ogni suo punto è al tempo stesso centro e periferia. Il centro ha senso solo se considerato in relazione di un punto di vista particolare negando, quindi, l’esistenza di qualsiasi posizione privilegiata. Afferma, inoltre, che esistono altri mondi.

“Io dico l’universo tutto infinito, perché non ha margine, termine, né superficie.
Dico l’universo non essere totalmente infinito, perché ciascuna parte che di quello possiamo prendere è finita, e de’ mondi innumerabili che contiene, ciascuno è finito”.

“Se il punto non differisce dal corpo, il centro da la circonferenza, il finito da l’infinito, il massimo dal minimo, sicuramente possiamo affirmare che l’universo è tutto centro, o che il centro de l’universo è per tutto; e che la circonferenza non è in parte alcuna, per quanto è differente dal centro; o pur che la circonferenza è per tutto, ma il centro non si trova in quanto che è differente da quella.”

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Sono sottoposti:

a Saturno,la vita, l’edificio, la dottrina,il mutamento;

a Giove l’onore,la ricchezza, l’indumento desiderato;

a Marte la guerra,il carcere, il matrimonio, il nemico;

al Sole la speranza la luce,la fortuna,gli eredi;

a Venere,l’amico,l’unione,l’amata,la via il viandante;

a Mercurio il linguaggio, la perdita, il denaro,il timore;

alla Luna il sogno, il palazzo , il furto.

Negli animi umani è insita una virtù che muta le cose: a questa si sottomettono le altre cose, quando si esprime un grande eccesso di odio, amore e sentimenti che per prova manifesta hanno la forza di vincolare e di alterare con grande efficacia.

E’ comunemente accertato che l’influenza esercitata sui moti dell’animo è la radice più profonda da cui germina per l’uomo la capacità di alterare non solo il proprio corpo,ma anche tutte le altre cose cui si rivolge,purché si tratti di realtà a lui inferiori, e soprattutto se saprà valersi di un’ora e di un ordine celeste propizi….

(liberamente tratto dal De Magia Mathematica)

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* Il dono della Luna Piena di Febbraio è il risveglio del Fuoco interiore che alimenta il Potere Creativo per nuove e potenzianti scelte di vita

La luna di febbraio apre le porte all’arrivo della primavera. I mandorli cominciano a fiorire e i bucaneve spuntano dal terreno sfidando l’inverno che batte lentamente in ritirata. Siamo in una fase di transizione: tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera, e anche se le giornate sono ancora fredde, possiamo apprezzare l’allungarsi delle giornate che ci regalano già qualche piacevole raggio di sole. La natura si sta risvegliando dal suo lungo letargo, e noi, assieme a lei.

 

Il tema di questa Luna di Febbraio: avere il coraggio di emergere

La luna di febbraio è chiamata Luna Purificata, Tempestosa, Luna della Rinascita. 

Questi nomi si rifanno alle manifestazioni della natura che si ripresentano ciclicamente di anno in anno in questo periodo: il vento soffia forte, disperdendo sulla terra semi e pollini come se fossero neve, le ultime gelate di queste notti purificano il terreno dal propagarsi delle malattie che potrebbero compromettere la salute degli alberi, la natura si risveglia lentamente da il suo lungo letargo invernale. Chi vive in armonia con la natura potrà percepire dentro di sé un nuovo slancio, una nuova energia: nuove idee, nuovi progetti si affacceranno alla sua mente (complice il Sole in Acquario, dal tono rivoluzionario), il corpo chiama alla leggerezza, al movimento e vuole disfarsi dalla pesantezza dell’inverno.

Durante il plenilunio, che è avvenuto domenica 9 febbraio alle ore 08:34, l’energia della luna giungerà al culmine nel segno del Leone: segno dell’affermazione di sé che ci spinge ad esprimere la nostra unicità, questa volta in un contesto collettivo.

Il dono della Luna: il risveglio del fuoco interiore

Questa Luna di febbraio ci dà lo slancio necessario per risvegliare le nostre energie assopite, per ricominciare un nuovo ciclo, per costruire, creare qualcosa di nuovo: un nuovo progetto che afferma il nostro potere creativo, che segue lo scopo che sentiamo vibrare dentro di noi; ma questa energia segue una strada che si apre verso l’esterno. 

Non si parla quindi di una mera azione che soddisfi il nostro Ego, bensì di un’apertura verso il mondo, di un’opera che sia certamente a nostra immagine e che ci porti gioia e successo, ma che sia utile anche alla collettività, dominio del segno dell’Aquario.

Come i primi fiori sono utili al sostentamento degli insetti impollinatori e annunciano al mondo l’arrivo della primavera portando nelle nostre giornate un poco di quella genuina gioia per le cose semplici, pure le nostre nuove creazioni possono iscriversi in un progetto atto a sostenere il mondo.

La Luna di questo mese ci invita quindi a risvegliare in noi la scintilla creativa per spingerci a brillare, ad uscire allo scoperto, ad avere il coraggio necessario per affermare chi siamo e quali sono le nostre doti, e lo fa iscrivendoci in un quadro più ampio che spinge ognuno di noi ad accendere il suo fuoco interiore, come una candela, nella linea delle festività di Imbolc e della Candelora avvenute pochi giorni fa

Questo “primo fuoco” dell’anno nuovo non mira soltanto a cacciare il buio dell’inverno o a fare luce sulla nostra oscurità interiore, ma spinge a manifestare il nostro dono e a condividerlo: il fuoco creativo dell’opera condivisa trasmette l’ispirazione, come ogni singola fiamma è in grado di accendere un’infinità di candele.

a quanto possiamo discernere, l’unico scopo dell’esistenza umana è di accendere una luce nell’oscurità del mero essere.”
(carl gustav jung)

Questa Luna ci porta quindi a dare valore ai nostri doni, ai nostri talenti, a manifestarli e mostrarli con cura al mondo, perché la bellezza unica di cui siamo i guardiani, e che cerca di “ri-nascere” in questo periodo, rappresenta anche un dono per gli altri. Ogni opera, ogni creazione può accendere il fuoco dell’ispirazione in un’altra persona e aiutarla, incentivarla a manifestare la sua meraviglia, il suo dono personale.

Ma attenzione, non si parla di esporsi senza precauzioni. Questa lunazione ci invita infatti a trovare un equilibrio tra noi e gli altri, un punto d’incontro dove individualità e collettività riescono a coesistere in maniera armoniosa: senza entrare in conflitto, senza annullarsi l’una l’altra.

La sfida della Luna di febbraio: trovare il punto d’incontro tra noi e gli altri

L’energia molto forte di questa Luna di febbraio mette in comunicazione il singolo con la collettività e non è senza rischi. In effetti, non è semplice trovare il punto d’incontro tra il nostro Ego e la dimensione collettiva, tra l’individualità, la voglia di brillare, e gli altri; ed in questo contesto, si profilano all’orizzonte due rischi, che rappresentano le sfide della Luna della rinascita:

  • Se l’Ego è troppo forte, rischieremo di scontrarci con gli altri e ci coaguleremo in questa posizione (il seme non riuscirà ad uscire dal suo guscio e marcirà nel terreno), Rimarremo chiusi nella nostra piccola realtà personale senza riuscire a tessere col mondo, con gli altri, una relazione sana e armoniosa, penseremo che la luce degli altri oscurerà la nostra e lotteremo per brillare, cercando di spegnere gli altri.
  • Se l’Ego è troppo debole, rischieremo di diluirci nella massa, perdendo la nostra individualità, il talento che ci rendeva unici (il seme germoglierà troppo presto e verrà ucciso dalle gelate tardive e non porterà mai al mondo la sua bellezza). Non rispetteremo i nostri bisogni, i nostri tempi, e tutti i “sì” detti agli altri si trasformeranno in “no” detti a noi stessi. Spegneremo la nostra luce per lasciare spazio agli altri.

In realtà, la lezione di questa luna è semplice: ci invita a trovare un punto di equilibrio tra questi due estremi; possiamo imparare ad equilibrare il nostro Ego, trovare un equilibrio tra noi e gli altri che permetta ad ognuno di noi di manifestare la sua Bellezza autentica, la sua unicità, senza il timore che qualcuno ci faccia ombra.

Ognuno di noi è unico e c’è spazio per tutti in questo mondo.

Dopotutto, il cielo è abbastanza vasto da permettere a tutte le stelle di brillare assieme.

fonte:
www.risorsedellanima.it