ambiente · amore.autostima · anima e corpo · armonia · Comunicazione · cultura · donne · eventi · Leggere · scienza · Testimonianze · umanità

* Sebben che siamo donne : E’ Cecilia Payne che ha scoperto la materia dell’universo

Secondo il Global Media Monitoring Project del 2015 la percentuale di donne a cui viene data visibilità sui media tradizionali di tutto il mondo è del 24% rispetto agli uomini.

Perchè i traguardi femminili vengono o poco citati o raccontati come eccezioni?

E sono quasi sempre accompagnati da luoghi comuni e stereotipi sul ruolo delle donne?

Eppure sono passati tanti anni anni da quando Charles Darwin in una lettera inviata all’attivista Caroline Kennard, il padre dell’evoluzione affermava che le donne “sebbene generalmente superiori agli uomini in qualità morali, sono intellettualmente inferiori”.

 

La scienziata Cecilia Payne

 

Dalla sua morte nel 1979, la donna che ha scoperto di cosa è fatto l’universo non ha nemmeno ricevuto una targa commemorativa. I suoi necrologi sui giornali nemmeno menzionano la sua più grande scoperta. […]

Ogni studente delle superiori sa che Isaac Newton ha scoperto la gravità, che Charles Darwin ha scoperto l’evoluzione e che Albert Einstein ha scoperto la relatività del tempo.

Ma quando si tratta della composizione del nostro universo, i libri di testo dicono semplicemente che l’atomo più abbondante nell’universo è l’idrogeno. E nessuno si chiede mai come lo sappiamo “.

(Jeremy Knowles, discutendo della totale mancanza di riconoscimento che Cecilia Payne ottiene, ancora oggi, per la sua scoperta rivoluzionaria – da: @alliterate)

La madre di Cecilia  si rifiutò di spendere soldi per la sua istruzione universitaria, ma lei vinse una borsa di studio a Cambridge.

Cecilia completò là i suoi studi, ma Cambridge non le riconobbe la laurea perché era una donna; decise dunque di mandare al diavolo Cambridge e di trasferirsi negli Stati Uniti per lavorare ad Harvard.

Cecilia Payne è stata la prima persona in assoluto a guadagnarsi un dottorato di ricerca in astronomia, al Radcliffe College, con quello che Otto Strauve definì “la tesi di dottorato più brillante mai scritta in astronomia”.

Cecilia Payne non solo scopre di cosa è fatto l’universo, ma anche di cosa è fatto il sole (Henry Norris Russell, un collega astronomo, è di solito accreditato della scoperta che la composizione del sole è diversa da quella della Terra, ma giunse alle sue conclusioni quattro anni dopo Cecilia, dopo averle fortemente consigliato di non pubblicare le sue).

Cecilia Payne è praticamente la ragione per cui sappiamo qualcosa sulle stelle variabili (stelle la cui luminosità, vista dalla Terra, fluttua). Letteralmente ogni altro studio sulle stelle variabili è basato sul suo primo lavoro sull’argomento.

Cecilia Payne è stata la prima donna ad essere promossa a professora ordinaria dall’interno di Harvard, a lei va il merito di aver tracciato la strada per le donne nel dipartimento di scienze di Harvard e in Astronomia, oltre ad aver ispirato intere generazioni di ragazze a intraprendere lo studio delle scienze.

Cecilia Payne fu una scienziata fantastica e tutti dovrebbero conoscerla.

(Traduzione e adattamento di AiM, da un post di Matthew Gardner)

https://lauracarpi.com/2020/10/23/la-buona-notizia-del-venerdi-il-nobel-2020-per-quattro-donne-e-se-ne-parla-solo-nei-rispettivi-ambiti-e-nemmeno-tanto/

amore.autostima · anima e corpo · armonia · arte · Comunicazione · cultura · donne · futuro · Leggere · Poesia · punti di vista · Riflessioni · Testimonianze

* Sebben che siamo donne: Virginia Woolf

“Chi mai potrà misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando rimane preso e intrappolato in un corpo di donna?»

(Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé, 1929)

Cos’altro posso fare per incoraggiarvi a far fronte alla vita?

Ragazze, dovrei dirvi – e per favore ascoltatemi, perché comincia la perorazione – che a mio parere siete vergognosamente ignoranti.

Non avete mai fatto scoperte di alcuna importanza. Non avete mai fatto tremare un impero, né condotto in battaglia un esercito. Non avete scritto i drammi di Shakespeare, e non avete mai impartito i benefici della civiltà ad una razza barbara. Come vi giustificate?

È facile dire, indicando le strade, le piazze, le foreste del globo gremite di abitanti neri e bianchi e color caffè, tutti freneticamente indaffarati nell’industria, nel commercio, nell’amore: abbiamo avuto altro da fare. Senza la nostra attività nessuno avrebbe solcato questi mari, e queste terre fertili sarebbero state deserto. Abbiamo partorito e allevato e lavato e istruito, forse fino all’età di sei o sette anni, i milleseicentoventitré milioni di esseri umani che secondo le statistiche sono attualmente al mondo; e questa fatica, anche ammettendo che qualcuno ci abbia aiutate, richiede tempo.

C’è del vero in quel che dite – non lo nego.

Ma nello stesso tempo devo ricordarvi che fin dal 1866 esistevano in Inghilterra almeno due colleges femminili; che, a partire dal 1880, una donna sposata poteva, per legge, possedere i propri beni; e nel 1919 – cioè più di nove anni fa – le è stato concesso il voto?

Devo anche ricordarvi che da ben dieci anni vi è stato aperto l’accesso a quasi tutte le professioni?

Se riflettete su questi immensi privilegi e sul lungo tempo in cui sono stati goduti, e sul fatto che in questo momento devono esserci quasi duemila donne in grado di guadagnare più di cinquecento sterline l’anno, in un modo o nell’altro, ammetterete che la scusa di mancanza di opportunità, di preparazione, di incoraggiamento, di agio e di denaro non regge più.”

Virginia Woolf – 25 gennaio 1882 – 28 marzo 1941

….non si può non aver letto ” Una stanza tutta per sè”

ambiente · amore.autostima · anima e corpo · armonia · buone notizie · Comunicazione · donne · eventi · evoluzione · futuro · Pace · pensare positivo · scienza · stare bene

* La buona notizia del venerdì: E’ una scienziata che ha sviluppato la tecnologia alla base dei vaccini a mRna! La sua ricerca iniziata dal 1995 e messa a punto dal 2005!

E’ Katalin Karikò la prima ricercatrice a studiare le possibilità di creare vaccini con l’uso della molecola RNA.

Katalin Kariko, la ricercatrice nata in Ungheria nel 1955 che ha sviluppato, nel corso delle sue ricerche la tecnologia che è alla base dei vaccini di Pfizer/Biontech e di Moderna/Nih: quella dei vaccini a mRna.

La sua storia comincia con il licenziamento dal Szeged Biological Research Center in Ungheria dove aveva deciso di continuare i suoi studi sull’RNA iniziati all’Università di Szeged. Dopo quel licenziamento alla giovane ricercatrice appena trentenne arrivò nel 1958 l’offerta per un posto alla Temple University  in Pennsylvania (USA).

Allora c’era ancora il Muro di Berlino e per una coppia di ricercatori come Kariko e suo marito, era difficile passare dall’altra parte.

Così, ha raccontato al New York Post, vendettero la loro auto al mercato nero e con il ricavato (1.200 dollari) nascosto nell’orsacchiotto della figlia di appena due anni, sbarcarono in America. Qui, dopo cinque anni alla Temple, è passata alla Pennsylvania University dove ha tenacemente continuato le sue ricerche e la sua attività di professore.

Nel corso della sua carriera si è dovuta scontrate con almeno due rettori dell’Università americana che hanno fatto di tutto per relegare ai margini la sua attività di ricerca.

Per anni in molti hanno pensato che il suo lavoro di ricerca sull’mRNa fosse un vicolo cieco. Negli anni 90 molto domande per il finanziamento sono state respinte e il suo lavoro ha rischiato di venire cancellato.

Kariko però grazie alla collaborazione con Drew Weissman ha continuato a portare avanti i suoi obiettivi riuscendo a scoprire meccanismi chiave per lo sviluppo degli attuali vaccini, e delle altre terapie a base di mRNA, come, per esempio la terapia genica.

La sua scoperta chiave è stata quella della messa a punto, nel 2005, di un metodo che permettesse di prevenire la risposta infiammatoria ll’Rna sintetico da parte dell’organismo. Questo ha aperto la strada a tutte le altre applicazioni tanto che molti ricercatori, inclusi quelli che ora lavorano per Moderna, riconoscono il ruolo di primo piano della ricercatrice ungherese.

Dal 2014 Katalin Karikò, che è titolare di diversi brevetti, lavora per la Biontech, la società tedesca che ha sviluppato il vaccino che viene somministrato in queste ore nel Regno Unito contro il Covid, dopo aver rifiutato una proposta di lavoro, dalla diretta concorrente, Moderna.

“Penso che dovrebbe ottenere il Premio Nobel per la chimica”, ha detto al Post Derrick Rossi, uno dei principali biologi molecolari del paese.

Rossi, un ex professore di Harvard, ha visto la ricerca di Kariko dopo che è stata pubblicata nel 2005, ne ha riconosciuto il potenziale e si è basato su di essa quando ha fondato Moderna nel 2010.

L’RNA è una molecola senza la quale la vita sulla Terra non potrebbe esistere. È il messaggero incaricato di entrare nel nucleo delle nostre cellule, leggere le informazioni contenute nel nostro libro di istruzioni genetiche, il DNA, e uscire con la ricetta per produrre tutte le proteine ​​di cui abbiamo bisogno per muoverci, vedere, respirare, riprodurci, vivere.

https://www.affaritaliani.it/esteri/vaccini-kariko-la-madre-ungherese-dell-antidoto-per-il-covid-prossimo-nobel-713862.html

https://www.agi.it/scienza/news/2020-12-11/donne-hanno-fatto-vaccini-10641309/

sebben che siamo donne !

ambiente · amore.autostima · Comunicazione · cultura · donne · natura · Pace · scienza · stare bene · Testimonianze

* Sebben che siamo donne: Jeanne Baret la prima donna che ha circumnavigato il mondo e scoperto la bouganville

Oggi Jeanne Baret avrebbe compiuto 280 anni.

E Google ha deciso di regalare uno dei suoi doodle alla celebre botanica ed esploratrice francese che nel 1766 lasciò la Francia per una spedizione esplorativa diventando la prima donna a girare il mondo.

Jeanne Baret salpò a bordo della nave Étoile conquistando poi il primato di prima esploratrice del mondo.

La botanica nacque il 27 luglio 1740 ad Autun nella Francia centrale. Grazie a un’educazione rurale, divenne abile nell’identificare le piante e ottenne il riconoscimento come specialista locale in medicina delle piante.

All’inizio del 1760 iniziò a lavorare per il noto botanico Philibert Commerson.

Quando la Francia organizzò la sua prima circumnavigazione del globo nel 1765, Commerson fu invitato come botanico del gruppo.

Le leggi francesi allora non permettevano alle donne di salire sulle navi della marina, quindi pur di partire come assistente di Commerson, Jeanne si vestì da uomo. La coppia insieme raccolse oltre 6.000 esemplari di piante durante il viaggio.

Alla fine, i membri dell’equipaggio scoprirono a Tahiti che Jeanne era una donna travestita da uomo e lei e Commerson terminarono il loro viaggio sull’isola di Mauritius nel 1768. Jeanne rimase lì per anni prima di fare ritorno nella sua Francia,  data che segnò il completamento ufficiale della sua circumnavigazione della Terra.

Per celebrare questa donna eroica e coraggiosa che dopo mille peripezie è riuscita a girato il mondo in nome della scienza, Google oggi le ha dedicato un doodle.

Secondo l’opinione comune, a Jeanne Baret si deve la scoperta della bellissima bouganville mentre l’equipaggio era fermo in Brasile. Per questo nel doodle è raffigurata con una vite in bouganville in fiore.

Jeanne Baret ha preso un campione di questa vite fiorita mentre viaggiava in Brasile. Ho sempre adorato questa pianta e volevo assolutamente includerla” ha spiegato l’autore del doodle.

Nel 2012, Jeanne Baret ricevette finalmente l’onore botanico che le sfuggì durante la sua vita, quando una pianta del genere Solanum – che include patate, pomodori e melanzane – ricevette il nome di specie baretiae.

Fonte:

https://www.google.com/doodles/jeanne-barets-280th-birthday

ambiente · amore.autostima · armonia · buone notizie · Comunicazione · cultura · donne · eventi · futuro · Pace · pensare positivo · scienza · Testimonianze · umanità

* La buona notizia del venerdì: Sebben che siamo donne: Fabiola Gianotti ottiene il secondo mandato alla guida del Cern: è la prima volta

È la prima volta di una riconferma, non prevista finora nello statuto del Cern.

La scienziata è direttore generale dal 2016.

Nel 2012 il Time l’ha inserita al quinto posto nella lista delle persone dell’anno

 

Nata a Roma 59 anni fa, Fabiola Gianotti ha studiato Fisica con un dottorato di ricerca in fisica sperimentale subnucleare e, in seguito, è stata borsista Infn.

La scienziata è stata fra i protagonisti della scoperta del bosone di Higgs, la particella che dà massa a tutto ciò che ci circonda, esseri umani compresi.

Una scoperta premiata con il Nobel per la Fisica nel 2013 ai fisici Peter Higgs e François Englert.

Fabiola Gianotti è approdata al Cern, il centro di ricerche basato a Ginevra, nel 1987 e dal 1994 è stata fisico di ricerca nel Physics Department. Si è occupata della ricerca e dello sviluppo così come della costruzione di rivelatori, e di sviluppo di software e di analisi di dati. Tra gli esperimenti cui ha lavorato negli anni al Cern: Ua2, Aleph e Atlas, di cui è stata coordinatore internazionale dal 2009 al 2013.

Nel 2012 la rivista Time la inserisce al quinto posto nella lista delle persone dell’anno: è l’anno in cui Fabiola Gianotti ha annunciato la scoperta da Nobel del bosone di Higgs.

Nello stesso anno riceve l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, mentre il Comune di Milano le conferisce l’Ambrogino d’Oro.

Dal 2013 lascia la carica di portavoce dell’esperimento Atlas e viene nominata professore onorario all’Università di Edimburgo. Nello stesso anno il professor Higgs, in occasione dell’assegnazione del premio Nobel per la fisica, la vuole al suo fianco per la cerimonia.

Un altro prestigioso riconoscimento è la presenza del suo nome nell’elenco delle cento donne più potenti al mondo stilato ogni anno dalla rivista Forbes: Fabiola Gianotti è al 78esimo posto nella classifica che conta sono due italiane.

Nel 2016 inizia ufficialmente il mandato alla guida del laboratorio internazionale di Ginevra, il cui rinnovo non era affatto scontato.

Fabiola Gianotti è stata la terza italiana (la prima donna) chiamata a dirigere il Cern, dopo Carlo Rubbia, in carica dal 1989 al 1994, e Luciano Maiani, in carica dal 1999 al 2003.

fonte:https://www.repubblica.it/scienze/2019/11/06/news/fabiola_gianotti_riconfermata_alla_guida_del_cern-240374844/

Sebben che siamo donne!

https://lauracarpi.wordpress.com/2014/11/07/la-buona-notizia-del-venerdi-fabiola-gianotti-e-la-prima-donna-direttore-generale-del-cern/

https://lauracarpi.wordpress.com/2016/06/17/la-buona-notizia-del-venerdi-sebben-che-siamo-donne-premiate-negli-usa-le-ricercatrici-italiane/

https://lauracarpi.wordpress.com/2015/10/28/sebben-che-siamo-donne-2/

https://lauracarpi.wordpress.com/2013/09/04/sebben-che-siamo-donne/

amore.autostima · armonia · buone notizie · Comunicazione · cultura · donne · eventi · Pace · pensare positivo · scienza · Testimonianze · umanità

* La buona notizia del venerdì: Per la prima volta una donna vince il premio Abel, il ‘Nobel’ della matematica

La matematica finalmente è donna!

 

Dopo 18 anni dalla sua istituzione, il premio Abel, uno dei più prestigiosi riconoscimenti in ambito matematico, noto anche come Nobel per la matematica, viene assegnato a una donna. Lei è la statunitense Karen Uhlenbeck, conosciuta per i suoi contributi nel calcolo delle variazioni, e oggi sancisce il diritto alla parità di genere anche nelle discipline scientifiche.

Non tutti sanno che il premio dedicato alla matematica non porta il nome di Nobel (il premio Nobel alla matematica, di fatto, non esiste), di contro le assegnazioni dedicate a questa disciplina sono ben 45 in tutto il mondo. La più celebre è la medaglia Fields, istituita nel 1926 e massima onoreficenza per i matematici di età inferiore ai 40 anni.

L’anno scorso ha visto tra i vincitori anche l’italiano 34enne Alessio Figalli. Insieme alla medaglia Fields, proprio il premio Abel è uno dei riconoscimenti più importanti. E se il premio Fields si è tinto di rosa solo nel 2017 con l’iraniana Maryam Mirzakhani, quello Abel era rimasto ancora di “dominio maschile”.

A partire dal 2003, il premio Abel è assegnato annualmente dal re di Norvegia a un importante matematico straniero. Comprende anche un contributo in denaro di 6 milioni di corone norvegesi, pari a circa 620mila euro.

Karen Uhlenbeck, la prima donna a essere premiata

Karen Uhlenbeck è professoressa alla University of Texas di Austin e svolge attività di ricerca alla Princeton University e all’Institute for advanced study, dove ha contribuito a fondare il Park city mathematics institute, un centro di formazione per i giovani ricercatori. 

Nel 1990 è stata la seconda donna della storia a tenere una conferenza plenaria al Congresso internazionale dei matematici che si teneva a Kyoto.

Secondo le motivazioni dell’Accademia norvegese di Scienze e lettere, Karen Uhlenbeck è stata scelta “per i suoi risultati pionieristici nelle equazioni differenziali alle derivate parziali in geometria, nella teoria dei gauge e nei sistemi integrabili, e per l’impatto fondamentale del suo lavoro sull’analisi, la geometria e la fisica matematica”.

I suoi studi sono alla base di molte materie, dalle teoria delle stringhe alla geometria dello spazio-tempo.

Uno dei suoi contributi più celebri riguarda le teorie di gauge, una classe di teorie di campo (in fisica, una grandezza esprimibile come funzione della posizione nello spazio e del tempo) basate sull’ipotesi che alcune simmetrie, cioè la proprietà dei fenomeni fisici di ripetersi identici nello spazio e nel tempo, siano possibili non solo globalmente ma anche localmente.

Le teorie di gauge sono alla base di gran parte della fisica teorica moderna e costituiscono il fondamento nella ricerca della fisica delle particelle, della relatività e della teoria delle stringhe. Inoltre, altri contributi significativi della Uhlenbeck riguardano gli studi sul calcolo delle variazioni, che si occupa della ricerca dei punti minimi e massimi di una data funzione o di un’entità matematica.

Il re di Norvegia Harald V consegnerà a Karen Uhlenbeck il premio Abel il 21 maggio a Oslo. 

https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/30935-premio-abel-donna?fbclid=IwAR2YR_xmY7WHdtgIQR00inFykzrGXwTyu8BwcT8W2zdsbEFQLoLJLmSavY0

sebben che siamo donne…

ambiente · amore.autostima · armonia · buone notizie · Comunicazione · cultura · donne · eventi · evoluzione · futuro · Pace · pensare positivo · punti di vista · stare bene · Testimonianze · umanità

*La buona notizia del venerdì:Valeria Mancinelli, la sindaca di Ancona vince il World Mayor Prize 2018

Il riconoscimento dato dalla filantropica City Mayors quest’anno era dedicato alle amministratrici.

Valeria Mancinelli, eletta nel 2018 per il secondo mandato di fila, ha sconfitto colleghe internazionali, come Anne Hidalgo di Parigi o Henriette Reker.

Tra le motivazioni anche il non aver “fatto promesse esagerate”, facendo rifiorire la città sia nel campo dell’industria navale che in quello del turismo

È stata premiata perché “non ha fatto promesse esagerate”, ma ha puntato su “una ripresa economica a piccoli passi”.

La sindaca di Ancona ha vinto il World Mayor Prize 2018.

Il titolo dal 2004 viene consegnato ogni due anni dalla filantropica City Mayors e per questa edizione era dedicato alle donne: prime cittadine che si sono distinte per leadership, compassione e capacità di tenere unita la propria comunità.

Mi sento: sorpresa, onorata e anche commossa per aver vinto questa edizione del World Mayor 2018 dedicata alle sindache. Ma sono soprattutto contenta per il mio, il nostro mondo, che è #Ancona”, ha commentato la Mancinelli, carica per il secondo mandato di fila dal 25 giugno 2018.

 

Sotto la sua guida, Ancona, il capoluogo della regione Marche, sulla costa adriatica, ha goduto di una forte crescita economica. Quando il sindaco Mancinelli è entrato in carica nel 2013 l’importante settore della cantieristica navale aveva enormi difficoltà, che hanno colpito gravemente le numerose piccole imprese della città. La neoeletta sindaca era determinata a far rivivere l’industria, che risale ai tempi romani”, si legge nelle motivazioni, che proseguono citando i meriti della prima cittadina. “È partita creando una partnership tra città, coinvolgendo sia i settori del pubblico e del privato che la popolazione – prosegue il testo – Durante il primo mandato le strade sono state riasfaltate, gli spazi verdi ripuliti e le varie attrazioni turistiche della città, comprese le spiagge, hanno nuovamente ottenuto recensioni positive”. Cresciuto, sottolinea il report, soprattutto il settore della costruzione navale che era oramai prossimo al declino. “Ogni passo ha reso Ancona un po’ più vivibile, ogni passo ha aumentato la fiducia delle persone nel futuro della città”, conclude la motivazione.

Nel dossier che accompagna il nome della Mancinelli sul sito dedicato al premio, la sindaca si presenta con un saggio in cui racconta le sue origini, legate alla Resistenza partigiana, e i valori che “tutt’oggi rimangono il suo punto di riferimento” e guidano il suo mandato: democrazia, libertà, solidarietà e partecipazione.

 

Recentemente la Mancinelli, avvocatessa classe 1955, ha appoggiato la “protesta dei sindaci” contro il decreto Salvini in materia di sicurezza pubblica.

Secondo la sindaca “l’applicazione del decreto sicurezza e immigrazione pone un serio problema: costringe in clandestinità coloro che fino a ieri godevano di un sistema di protezione specifico, ovvero la protezione umanitaria”. Un istituto, ha spiegato più volte, che “scompare con il provvedimento, facendo finire 40mila persone in mezzo alla strada perché altri diritti di cittadinanza non ne hanno e perché nessuno è in grado ad oggi di garantire loro un rapido rimpatrio”.

La Mancinelli è riuscita a trionfare competendo con nomi importanti, come quello di Anne Hidalgo, prima cittadina di Parigi, che a ottobre ha aperto le porte del palazzo comunale ai clochard a rischio per l’emergenza freddo, o Henriette Reker, sindaca di Colonia, o ancora Souad Abderrahim, di Tunisi.

La passata edizione aveva visto fuori dal podio per un soffio la sindaca di Lampedusa, Giusi Nicolini, arrivata quarta.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/02/12/valeria-mancinelli-la-sindaca-pd-di-ancona-vince-il-world-mayor-prize-ha-risollevato-economicamente-la-citta/4967287/

Sebben che siamo donne

amore.autostima · anima e corpo · armonia · buone notizie · Comunicazione · cultura · donne · Energia · eventi · evoluzione · Pace · scienza · Testimonianze · umanità

* Giornata internazionale delle donne nella scienza 2019

……

Rita Levi Montalcini * Margherita Hack * Irene Joliot Curie * Ida Tacke Noddack

Gerty Radnitz Cori * Gertrude Belle-Elion * Rosalind Franklin * Emmy Noether

Barbara McClintock* Rosalyn Sussman- Yalow

…..

 

Sebben che siamo donne…

buone notizie · Comunicazione · cultura · donne · eventi · futuro · natura · Pace · pensare positivo · stare bene · Testimonianze · umanità

* La buona notizia del venerdì: Sebben che siamo donne: Dopo 149 anni è una donna la direttrice della rivista Nature

 

Magdalena Skipper è la nuova direttrice di Nature,

la prima donna a ricoprire questo incarico in 149 anni di esistenza della rivista

La genetista Magdalena Skipper è la nuova direttrice della rivista scientifica Nature, la prima donna a ricoprire questo incarico nei 149 anni di storia della pubblicazione, una delle più importanti al mondo.

La Skipper era stata finora responsabile di NatureCommunications, una pubblicazione secondaria di Nature Publishing Group.

Annunciando il suo nuovo incarico da direttrice di Nature, ha detto di volere mettere in risalto il lavoro dei ricercatori di nuova generazione, con meno storia accademica alle spalle.

Da quando esiste, Nature ha avuto otto direttori lei compresa : quello uscente si chiama Philip Campbell ed è rimasto in carica per 22 anni.

Philip Campbell, si trasferirà nel nuovo incarico di redattore capo presso l’editore Springer Nature il 1 ° luglio..

L’annuncio arriva dopo un lungo processo di selezione. e sono state valutate diverse personalità all’interno della casa editrice.
Magdalena ha lavorato alle riviste Nature da oltre 15 anni.

Ha iniziato a collaborare con l’editore nel 2001 come redattore di Nature Reviews Genetics, diventando in seguito il caporedattore della rivista.

Durante il suo mandato come redattore capo di Nature, Skipper dice che vuole continuare il lavoro svolto dalla rivista per garantire che i risultati scientifici siano riproducibili e solidi, in particolare nell’era dei big data.

Vorrebbe anche che la natura si concentrasse maggiormente sui giovani ricercatori all’inizio della carriera

“La scienza sta diventando sempre più analiticamente complessa e ricca di dati, quindi c’è una maggiore attenzione ai dati e al calcolo. Abbiamo fatto passi da gigante, “dice Magdalena , aggiungendo che c’è ancora molto lavoro da fare.

Aggiunge che mentre la ricerca si sta evolvendo, lo è anche la divulgazione della ricerca, e spetta agli editori lavorare con gli scienziati per affrontare le sfide che ci attendono.

“La scienza aalla portata di tutti è molto importante”, dice. “Questa è una direzione in cui seguiremo ulteriormente”..

Skipper dice che vuole continuare il lavoro svolto dalla rivista per garantire che i risultati scientifici siano riproducibili e solidi, in particolare nell’era dei big data.

Vorrebbe anche che la natura si concentrasse maggiormente sui giovani ricercatori all’inizio della carriera

“La scienza sta diventando sempre più analiticamente complessa e ricca di dati, quindi c’è una maggiore attenzione ai dati e al calcolo. Abbiamo fatto passi da gigante, “dice Magdalena , aggiungendo che c’è ancora molto lavoro da fare.

Aggiunge che mentre la ricerca si sta evolvendo, lo è anche la divulgazione della ricerca, e spetta agli editori lavorare con gli scienziati per affrontare le sfide che ci attendono.

“La scienza alla portata di tutti è molto importante”, dice. “Questa è una direzione in cui seguiremo ulteriormente”.

Campbell, che ha ricoperto il ruolo per oltre 22 anni, afferma che “non potrebbe essere più contento” dell’incarico alla sua collega.

“So che Nature e la sua squadra editoriale prospereranno sotto la sua guida. È appassionata di scienza e della sua accessibilità , e si è impegnata fortemente con la comunità di ricerca nel corso della sua carriera “, aggiunge.

“Magdalena ha già raggiunto un enorme popolarità in Nature e gode di grande rispetto e ammirazione all’interno dell’organizzazione e nella più ampia comunità scientifica”, afferma Kevin Davies, direttore esecutivo di The CRISPR Journal e fondatore di Nature Genetics.

“È bello vedere una scienziata che finalmente prende il timone di Nature dopo quasi 150 anni. “

Magdalena Skipper ha un dottorato in genetica presso l’Università di Cambridge, nel Regno Unito, e ha svolto un breve periodo come ricercatrice post-dottorato presso l’Imperial Cancer Research Fund di Londra.

https://www.nature.com/articles/d41586-018-05060-w