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* Un gelato può cambiare il tuo umore…..dimmi come lo mangi e ti dirò chi sei…


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Ma quando è stato inventato il gelato?

Ci sono riferimenti alla refrigerazione di frutta, latte e miele  sia negli antichi testi sia nelle cronache delle scoperte archeologiche più note.
Pensate che nella Bibbia Isacco offre ad Abramo latte di capra misto a neve e si narra che Alessandro Magno, durante le sue campagne in India, pretendesse un continuo rifornimento di neve da consumare mescolata a miele e frutta durante le lunghe marce e la preparazione delle battaglie.

Alcuni studiosi fanno risalire l’origine del gelato a circa 3.000 anni prima di Cristo, in estremo Oriente, precisamente in Cina.

In seguito alle invasioni mongoliche, il gelato sarebbe poi approdato in Grecia e in Turchia, diffondendosi negli altri Paesi del bacino del Mediterraneo.

Gli antichi faraoni egizi, tra le portate più ambite dei loro sontuosi banchetti, annoveravano primitive forme di granite e la stessa Cleopatra offrì con successo a Cesare ed Antonio frutta mescolata a ghiaccio.

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Gli antichi Romani si distinsero ben presto grazie alle loro nivatae potiones”, veri e propri dessert freddi.
Il generale Quinto Fabio Massimo inventò una ricetta molto simile a quella del sorbetto. La parola sorbetto sembra tragga origine proprio dall’arabo scherbet = dolce neve oppure dall’etimo, sempre arabo, sharber = sorbire, da cui passando attraverso la lingua turca, sarebbe stato coniato il termine chorbet.

Marco Polo, verso la fine del XIII secolo, al termine del suo famoso viaggio in Asia, portò dalla Cina nuove idee per il congelamento artificiale, grazie ad una miscela di acqua e salnitro.

Nel corso del Medioevo invece i sorbetti insieme ad altri cibi raffinati finirono addirittura di sparire dalle mense perchè ritenuti simbolo del peccato.

Il  trionfo di questo dolce freddo sulle tavole dei ricchi avviene, tuttavia, nel Cinquecento, in seguito allo sbarco in Europa d’ingredienti provenienti dai nuovi continenti: frutta, piante nuove, aromi e spezie, tè, caffè, cacao.

Fu Caterina de’ Medici che diffuse oltralpe un dessert semifreddo a base di crema dolce, dopo aver sposato il futuro re Enrico II di Francia nel 1533. Questo dessert assomigliava molto al gelato attuale.

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Fino ad allora il gelato seppur nella sua forma di crema ghiacciata era stato prerogativa solo dei più ricchi, per la difficoltà di conservare il ghiaccio d’estate ma  verso il 1560 un medico spagnolo che viveva a Roma, Blasius Villafranca, scoprì che, aggiungendo salnitro alla neve e al ghiaccio, si poteva congelare molto più rapidamente qualsiasi cosa: fu questa la scoperta che segnò l’inizio di tutto e trasformo il ghiaccio e la neve in quello che oggi chiamiamo gelato dando il via ad una produzione destinata, siamo convinte, a non finire mai.

Bisogna però aspettare il Cinquecento per assistere al trionfo di questo alimento. In particolare, è Firenze a rivendicare l’invenzione del gelato ‘moderno’, che per primo utilizza il latte, la panna e le uova. Golosa innovazione che si deve all’architetto Bernardo Buontalenti. Altro grande epigono del gelato fu anche un gentiluomo palermitano, Francesco Procopio dei Coltelli che, trasferitosi a Parigi alla corte del Re Sole, aprì il primo caffè-gelateria della storia, il tuttora famosissimo caffè Procope.

Ma la storia moderna di questo goloso alimento comincia ufficialmente quando l’italiano Filippo Lenzi, alla fine del XVIII secolo, aprì la prima gelateria in terra americana. Il gelato si diffuse a tal punto da stimolare una nuova invenzione: la sorbettiera a manovella, brevettata nel XIX secolo da William Le Young.

Il primo gelato industriale su stecco, il Mottarello al fiordilatte nasce in Italia nel 1948. Subito dopo, negli anni 50, arriva il primo cono con cialda industriale il mitico Cornetto. Gli anni 70 e la diffusione del frezeer domestico battezzano invece il primo secchiello formato famiglia, ilBarattolino. 

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Fino ad arrivare al primo biscotto famoso diventato un gelato di successo, il bicolore Ringo.

Gelato e…psicologia

Da una ricerca sulle scelte del gelato e la psicologia umana, la psicologa Viviana Finestrella, esperta in tematiche nutrizionali dice:

Il gelato è un alimento che si gusta in maniera semplice e diretta (senza posate, e non c’è bisogno di sedersi a tavola) che quindi permette alla persona di “spogliarsi” degli aspetti formali e vivere un momento di piacere senza imporsi rigidità e controllo, atteggiamenti che invece predominano in altri momenti e periodi dell’anno (in inverno, ad esempio, quando si è al lavoro). Il gelato contribuisce a disattivare (quanto meno ad abbassare) le nostre difese (in altre parole…”scioglie il Super-Io!”) e a vivere in maniera più autentica e genuina, anche nelle relazioni.

Ci sono le prove, lo hanno verificato i ricercatori dell’Istituto di psichiatria di Londra, secondo i quali il gelato «accende» gli stessi centri del piacere nel cervello stimolati da una vincita di denaro o dall’ascolto della musica preferita.

Dimmi come lo mangi e ti dirò chi sei?

Il Cono con cialda è scelto da chi predilige un’esperienza sensoriale completa non negandosi nulla, costituito dalla parte cremosa e da quella croccante del cono, contando comunque sulla sicurezza di un appagamento finale (la parte terminale di cioccolato). Chi mangia il cono di solito è un tipo Voglioso.

Lo Stecco: a prima vista chi mangia questo tipo di gelato è una persona intraprendente, che ama curiosare nella moltitudine di gusti possibili, ma allo stesso tempo si tratta di un tipo Insicuro… Questa persona ha bisogno che rimanga qualcosa di tangibile, lo stecco appunto, con cui giocare o anche solo da tenere in bocca.

 – Il Ghiacciolo: si addice ad una personalità Effimero/Indipendente, a colui che preferisce un piacere da gustare immediatamente, convinto che non c’è nulla da aspettare (come nel cono). Questo tipo di persona tollera poco la frustrazione dell’attesa.

Il Biscotto: per chi ha bisogno di grande rassicurazione: è quasi la merenda preparata dalla mamma, dove c’è di tutto, anche la parte di biscotto che rimanda al bisogno di un surplus di nutrimento affettivo. Non è croccante né duro, è un piacere adatto al bambino.

La Coppetta: scelta di solito dal tipo Controllato/Misurato. È l’unico gelato “contenuto”, e quindi non libero, neanche nella modalità di assunzione dovendo utilizzare il cucchiaino. Il formato preferito da chi non riesce a lasciarsi andare fino in fondo e concedersi un piacere (che a volte “sporca” le mani o i vestiti), e da chi deve mantenere le buone maniere, anche con se stesso.

Le Praline: sinonimo di personalità Moderno/Attuale. Si tratta infatti di una scelta un po’ “mordi e fuggi”, caratteristica dei nostri tempi, molto veloci. Sono il gelato di chi ama portarsi una “scorta” di benessere, un piacere più piccolo, non dilagante, ma ripetuto nel tempo, da gustarsi in contesti diversi, tra cui quello lavorativo.

Che sia un croccante cono, uno stecco o una coppetta, il gelato ci regala sempre un attimo di felicità: è veramente magico come ci faccia tornare bambini … Anche solo per un minuto!

Miami, Florida, USA --- Woman and young girl on outdoor patio eating ice cream --- Image by © Ocean/Corbis

Fonti:

http://lifepretaporter.it/il-gelato-storia-curiosita-e-psicologia/

http://www.istitutodelgelato.it/

Gelato sospeso: anche quest’anno puoi lasciare pagato il gelato ai bambini meno fortunati

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* La dodicesima illuminazione

La dodicesima illuminazione

La spiritualità rende migliore la vita di tutti i giorni: più siamo spirituali e più ci apriamo alla nostra parte intuitiva. Più siamo guidati nella vita e più abbiamo premonizioni che ci proteggono.

Questa è la dodicesima illuminazione: stiamo tutti cominciando a sintonizzarci con questa nuova consapevolezza che era stata prevista nel calendario Maya e in molte altre profezie.

La cosa interessante che sta succedendo proprio nel nostro tempo, possiamo aprirci alla spiritualità come mai abbiamo fatto prima.

Di sicuro il calendario Maya è ricco di previsioni molto precise, ma non prevede in alcun modo la fine del mondo. Piuttosto è il contrario: descrive un ondata di creazione, una coscienza più grande per l’umanità, un nuovo inizio più che una fine.

Ma non è qualcosa di imposto a noi dall’esterno, siamo noi che dobbiamo assolutamente sintonizzarci con questa onda.

Questo è ciò che oggi molti provano a descrivere ed io ho fatto lo stesso nel mio libro.

Indicando come imparare a sintonizzarsi con questa consapevolezza spirituale più alta che oggi è più vicina a noi, più facilmente disponibile di quando sia mai stata.

Il mondo è pieno di conflitti, ma il segreto è trascendere i conflitti e l’ideologia che li crea, e tornare all’integrità morale degli individui, in modo da poter dire sempre la verità e farlo come servizio verso gli altri, cercando di essere trasparenti nel nostro viaggio spirituale.

Cosa abbiamo compiuto, Attraverso quali sofferenze siamo passati? Quali sono i nostri sogni?

Se comunichiamo queste cose con sincerità, se ricambiamo un mondo di corruzione ed inganno con il racconto della pura verità al servizio degli altri, allora l’intera parte destra del nostro cervello si apre: un apertura spirituale che ci dona l’intuizione ed altri frutti dello spirito come la chiarezza, la certezza nella vita spirituale. Il sapere cosa dire agli altri per essere loro di aiuto.

Andiamo al di là delle bugie e dalla corruzione intorno a noi, per cercare di migliorare le cose concentrandoci sulla sincerità e onorando la verità come mai prima. In modo da diventare un modello.

E più ci apriamo alla verità, più la verità ci rende liberi.

E’ qualcosa che stiamo finalmente mettendo in pratica, e più lo facciamo più la nostra influenza aumenta e telepaticamente innalza le persone allo stesso livello di coscienza.

Questa coscienza più alta è contagiosa perchè siamo predisposti per innalzarci ad essa.

Man mano che l’ego rimpicciolisce ed il sé superiore si apre, il nostro effetto sulle altre persone è di portarle a questo livello di coscienza, semplicemente perchè siamo lì. E collettivamente possiamo raggiungere chiunque là fuori si trovi in una situazione di conflitto, di paura, di ideologismo e cambiarla in un diverso campo di realtà.

Non è obbligatorio farlo, ma questo è il solo modo di salvare il mondo. Non ci sarà mai un esercito abbastanza potente o un governo abbastanza grande da poterlo fare, e noi non possiamo imbrogliare la nostra vita. Tutto intorno a noi sta crollando e solo l’onestà radicale e l’apertura alla saggezza spirituale offerta in aiuto agli altri, creano questo potere di influenza che può salvare il mondo.

Se coltiviamo la verità radicale ci apriamo ad una guida. Il nostro ego si fa più piccolo e ci permettiamo di venire guidati. Questo è il segreto. Se ascoltiamo l’intuizione, ad esempio, possiamo chiamare un cliente con cui da tempo non facciamo affari, e ricevere in risposta, “ mi hai chiamato proprio al momento giusto”!

Queste sono le coincidenze che riflettono una vita spirituale superiore.

Possiamo sostenere un flusso continuo di sincronicità solo se meritiamo onore nel nostro rispetto della verità, nella gestione dei soldi, in tutti gli aspetti della nostra vita ed evitiamo a qualunque costo di ricorrere all’inganno con gli altri. La vita diventa magica e siamo guidati attraverso la realizzazione dei sogni della nostra anima.

Ma questo è un modo di vivere che va coltivato. Dobbiamo accorgerci quando stiamo dicendo una bugia, quando distorciamo la verità per farci più belli agli occhi degli altri o per chiudere un affare nel nostro lavoro. Dobbiamo fermarci ogni volta un po’ prima, in modo da dire sempre la migliore verità che conosciamo, come servizio agli altri e per rendere migliore il mondo.

Tutti stanno imparando a coltivare questa nuova consapevolezza che, come hanno predetto i Maya, oggi è così vicina che non è mai stato tanto facile vivere in questo modo e creare una cultura sulla base di questi valori.

Il messaggio che voglio dare nella dodicesima Illuminazione è rassicurare le persone che c’è un evoluzione verso una più grande coscienza spirituale nel mondo e che a dispetto di tutto ciò che sembra crollare intorno a noi è importante capire che si tratta di una ristrutturazione. Abbiamo la capacità di riformare e portare consapevolezza spirituale ad ogni parte del genere umano e della cultura umana. Nel farlo ci apriamo a questa consapevolezza superiore in un modo che rned migliore la nostra vita.

Abbiamo intuizioni che ci guidano, abbiamo coincidenze significative che possono arrivare, abbiamo il senso della missione della nostra verità personale da portare agli altri.

E mai come adesso questo è realizzabile da subito.

Forse le sfide che abbiamo oggi nel mondo, come i conflitti, i cambiamenti climatici, i problemi geofisici, stanno creando così tanti cambiamenti e così in fretta che dobbiamo per forza affidarci alla spiritualità per avere una guida. Così si sta costruendo una nuova coscienza che funziona solo con il ritorno all’integrità. Alla trasparenza, alla autenticità.

Solo in questo modo possiamo avere questa nuova vita, senza inganni, senza fare ombra sulla verità, su quella migliore verità possibile che possiamo mettere al servizio degli altri.

E mai prima di oggi abbiamo avuto un linguaggio adatto per comunicare questo. E’ il modo migliore per avere la vita più meravigliosa del mondo, perchè riceviamo una guida per i nostri problemi e per le nostre sfide.

Tutto questo va provato in prima persona.

Non perchè lo ha detto James Redfield.

Provatelo voi stessi e la vostra vita diventerà un sogno.”

( da un’intervista a James Redfield)

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* Sebben che siamo donne:Il voto delle donne italiane per la Repubblica

IL 1° FEBBRAIO DEL 1945 VIENE RICONOSCIUTO, PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA, IL DIRITTO DI VOTO ALLE DONNE…

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Pochi mesi prima della conclusione del secondo conflitto mondiale, il secondo governo Bonomi – su proposta di Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi – introduceva in Italia il suffragio universale, con Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 23 del 1° febbraio 1945, “Estensione alle donne del diritto di voto”.


A 154 anni dalla “Dichiarazione dei diritti delle donne e delle cittadine” firmata da Olympe de Gouges che purtroppo le valse – nel 1793 – la ghigliottina, in Italia finalmente le donne si poterono recare alle urne.

Una prima volta che assunse una valenza ancor maggiore poiché avvenne in occasione del Referendum del 2 giugno 1946 in cui gli italiani furono chiamati a scegliere fra Monarchia e Repubblica.

Si trattava di un diritto riconosciuto tardivamente nel panorama occidentale; non solo, ma si trattava, in un certo senso, di un diritto “concesso”.

La struttura del decreto era la seguente:

l’art. 1 ne sanciva l’esercizio alle condizioni previste dalla legge elettorale..;

l’art. 2 ordinava la compilazione di liste elettorali femminili distinte da quelle maschili;

l’art. 3 stabiliva che, alle categorie escluse dal diritto di voto, dovevano aggiungersi le donne indicate nell’art. 354 ,..ovvero le prostitute schedate che esercitavano “il meretricio fuori dei locali autorizzati“.

Il Decreto n. 74 “Norme per l’elezione dei deputati all’Assemblea Costituente“, sanciva – un anno più tardi – la loro eleggibilità.

Le Donne italiane votarono effettivamente per la prima volta in occasione delle elezioni amministrative di marzo – aprile 1946 e del succesivo Referendum Repubblica-Monarchia del 2 giugno.

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La Costituzione garantiva l’uguaglianza formale fra i due sessi, ma di fatto restavano in vigore tutte le discriminazioni legali vigenti durante il periodo precedente, in particolare quelle contenute nel Codice di Famiglia e nel Codice Penale.

Ad onor del vero, in Italia, le donne potevano gia votare – solo per le amministrative – sin dal 1924. Benito Mussolini sulla carta le aveva riconosciuto il diritto di voto al fine di dimostrare che non temeva l’elettorato femminile, anzi.

Fu però solo un atto di pura demagogia, in quanto la dittatura aveva già deciso la proibizione di qualsiasi elezione per comuni e province, sostituendoli con i podestà ed i governatori.

n Francia, tale decisione venne presa con qualche mese di anticipo, per l’esattezza il 21 aprile del 1944, ma con essa anche la possibilità alle donne di essere elette.

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Ma facendo un passo indietro, questo passo segnò il definitivo ingresso della donna come punto di riferimento nella società di allora? La risposta è no.

Il diritto di voto non garantì un diritto di cittadinanza consolidato.

Sul lavoro il cammino fu molto più arduo, attraverso un percorso di emancipazione che arrivò almeno fino al 1963, quando entrarono nella magistratura prendendo possesso di ogni tipo di carica.

Fino ad allora le donne si accontentarono di ruoli “scartati” dall’uomo. Accrebbe sicuramente il numero di insegnanti nelle scuole, a conferma della qualità e della necessità di una formazione al femminile per i propri figli.

Il diritto di voto resterà una pura formalità fino a quando le strutture politiche non saranno popolate da donne libere

Una donna può – anzi deve – essere ambiziosa, cosa diversa dall’esser competitiva. L’ambizione significa dire “so che sarei capace di…” e uscire dalla corazza di timidezza che inibisce ogni passo avanti.

Le donne non sono nate né per essere modeste, né per essere sottomesse.È non elemosinare il diritto.

Non è sufficiente il diritto di voto per sbloccare le libertà sociali.

A titolo di esempio servono due occhi per vedere la profondità del mondo in cui viviamo. Con un occhio solo il mondo viene percepito piatto. Lo stesso per quello che udiamo: con un orecchio solo non si percepisce da dove proviene la voce, anche in questo caso il suono si appiattisce.

Fonti:

http://www.facebook.com/

www.freeopinionist.com/

 

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*Festa della mamma

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La festa della mamma è una ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo. In Italia come negli Stati Uniti si festeggia la seconda domenica di maggio.

Costituisce una festa molto antica, legata al culto delle divinità della fertilità degli antichi popoli politeisti, che veniva celebrato proprio nel periodo dell’anno in cui il passaggio della natura dal freddo e statico inverno al pieno dell’estate dei profumi e dei colori (e della prosperità nelle antiche civiltà contadine) era più evidente.

Nell’antica Grecia gli Elleni dedicavano alla madre un giorno dell’anno: la festa coincideva con le celebrazioni in onore della dea Rea, la madre di tutti gli Dei.

Gli antichi romani, invece, festeggiavano una settimana intera la divinità Cibele, simbolo della Natura e di tutte le madri.

In Inghilterra le celebrazioni legate alla festa della mamma risalgono al XVII secolo.

Originariamente il “Mother’s Day” non era un’occasione per festeggiare la propria madre con fiori o regali, ma assumeva un significato completamente diverso coincidendo con la quarta domenica di Quaresima. In quell’occasione, tutti i bambini che vivevano lontano dalle loro famiglie potevano ritornare a casa per un giorno. A poco a poco si è diffusa la tradizione di riunirsi a metà del periodo di Quaresima per festeggiare la propria famiglia e soprattutto la mamma, considerata un elemento fondamentale della famiglia.

La tradizione del “Mothering Sunday” sopravvive ancora oggi in Inghilterra,

 

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Negli Stati Uniti nel maggio 1870, Julia Ward Howe, attivista pacifista e abolizionista (della schiavitù), propose di fatto l’istituzione del Mother’s Day (Giorno della madre), come momento di riflessione contro la guerra.

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Nello stesso anno negli Stati Uniti ci fu la proposta di Anna M. Jarvis. Anna era molto legata alla madre, un’insegnante della Andrews Methodist Church di Grafton,nel West Virginia.

Dopo la morte della madre, Anna si impegnò inviando lettere a ministri e membri del congresso affinché venisse celebrata una festa nazionale dedicata a tutte le mamme. Questa festa doveva rappresentare un segno d’affetto di tutti nei confronti della propria madre mentre questa era ancora viva.
Grazie alla sua tenacia e determinazione, la prima festa della mamma fu celebrata a Grafton e l’anno dopo a Filadelfia: era il 10 maggio 1908.
Anna Jarvis scelse come simbolo di questa festa il garofano, fiore preferito dalla madre: rosso per le mamme in vita, bianco per le mamme scomparse.

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Fu ufficializzata nel 1914 dal presidente Woodrow Wilson e sua moglie Ellen Louise con la delibera del Congresso di festeggiarla la seconda domenica di maggio.

La festa si è diffusa in molti Paesi del mondo, ma cambiano le date in cui è festeggiata.

In Italia è stata introdotta per la prima volta negli anni cinquanta da Raul Zaccari, senatore e sindaco di Bordighera (la cui idea maturò insieme a Giacomo Pallanca, presidente dell’Ente Fiera del Fiore e della Pianta Ornamentale di Bordighera-Vallecrosia), su iniziativa del quale venne celebrata a Bordighera la seconda domenica di maggio del 1956 (al Teatro Zeni e successivamente al Palazzo del Parco).

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In Norvegia viene celebrata la seconda domenica di febbraio , in Argentina la seconda di ottobre ; in Francia la festa della mamma cade l’ultima domenica di maggio ed è celebrata come compleanno della famiglia.

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In molti Paesi la ricorrenza è stata imitata dalla civiltà occidentale: in Africa, ad esempio, alcuni Stati istituirono la festa della mamma ispirandosi al concetto britannico della stessa.

In generale i simboli di questa festa sono il rosso, il cuore e la rosa, che più di ogni altro fiore rappresenta l’amore e la bellezza e sa testimoniare l’affetto e la riconoscenza dei figli.

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Fonte: Wikipedia

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* Wesak e il plenilunio del Toro 2021

Wesak

il plenilunio del Toro

trasmette l’ energia del cosmo

di

Volontà

Amore

Armonia

Unicità

Fratellanza

Appartenenza

Evoluzione

* Cosa dovrebbe compiersi in questo importantie plenilunio di maggio? *

” Si sprigionano energie capaci d’influire potentemente sull’umanità e che, se liberate, stimolano l’amore, la fratellanza e la buona volontà sulla terra. Esse sono tanto definite e reali quanto quell’ energie di cui si occupa la scienza che vanno sotto il nome di “raggi cosmici”. Parlo d’energie vere e proprie e non di astrazioni emotive.

Tutti gli uomini di buona volontà esistenti nel mondo si fondono in un complesso integrato e responsivo.

Invocazione e risposta di certi grandi Esseri, la Cui opera può essere e sarà possibile se il primo scopo è conseguito mediante il compimento del secondo. Riflettete su questa sintesi di tre finalità. Il nome dato a queste Forze viventi non ha alcuna importanza. Si possono considerare come delegati di Dio a collaborare con lo Spirito di Vita e di Amore sul nostro pianeta, Colui in Cui viviamo, ci muoviamo e siamo. Altri possono considerarle come gli Arcangeli dell’Altissimo, la cui azione è resa possibile dall’attività del Cristo o del Suo corpo di discepoli, la vera Chiesa vivente. O come i dirigenti della Gerarchia planetaria, preposti all’evoluzione mondiale che raramente partecipano all’attività esteriore nel mondo, che lasciano ai Maestri di Saggezza, salvo in casi d’emergenza come questo. Qualunque sia il loro nome, Essi sono pronti ad aiutare, se l’appello degli aspiranti e dei discepoli in occasione del plenilunio di maggio e di giugno ha forza e potere sufficienti.

Ora vi pongo una domanda.

Che importanza ha per voi, personalmente, il plenilunio di maggio?

Lo ritenete tale da meritare il massimo impegno?

Credete veramente che in quel giorno si sprigioni un’energia spirituale sufficiente a mutare le cose del mondo, sempre che i figli degli uomini facciano la loro parte?

Credete davvero, e siete disposti ad attenervi in pratica a questa convinzione, che in quel giorno il Buddha, in cooperazione col Cristo, con la Gerarchia delle Menti illuminate, con l’aiuto offerto da taluni dei Troni, Principati e Potestà di Luce, corrispondenze superiori delle potenze delle tenebre, stiano in attesa di compiere i disegni di Dio, quando ne sia concesso il diritto ed il permesso dagli uomini?

Il vostro compito principale in questo periodo non è di combattere le potenze del male e delle tenebre, ma di destare interesse per le forze della luce e mobilitarle insieme alle risorse degli uomini di buona volontà e retta inclinazione presenti nel mondo d’oggi.

Non opponetevi al male, ma organizzate e mobilitate il bene in modo tale, e tanto rafforzate quelli che lavorano per la giustizia e l’amore, che il male abbia occasioni sempre minori.

Se avete fede come un granello di senape in ciò che ho detto, se credete fermamente nell’opera dello spirito di Dio e nella divinità dell’uomo, dimenticate voi stessi e, da questo istante, consacrate ogni sforzo a collaborare al tentativo predisposto per mutare il corso delle vicende mondiali, intensificando l’amore e la buona volontà nel mondo durante il mese di maggio.

( A.Alice Bailey –Psicologia Esoterica, Vol. II )

Fonte: http://www.sevenray.net

leggi anche:

L’iris. la luna e il toro

L’albero della rinascita

 

 

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*Risvegliatevi Sacerdotesse…Maghe…Streghe…Donne!

Risvegliatevi Donne, risvegliatevi Streghe.

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Riconoscete chi siete? Nei cerchi magici del bosco come nelle stanze delle vostre case, nelle danze sacre, come nel vostro volteggiare quando nessuno vi guarda, nelle formule magiche come nelle ninna-nanne ai vostri bambini; nella conoscenza delle piante del bosco, come nell’interesse per l’omeopatia. Nell’amore per la grazia e la bellezza e nelle carezze delicate e le voci soavi.

Sacerdotesse…Maghe…Streghe…Donne. Sagge conoscitrici delle leggi della natura.

Ora riaprite i vostri cuori a voi stesse. 

Il potere nascosto per secoli nella penombra della vergogna e nella paura del dolore ora può essere ridestato dal suo torpore. Non è mai scomparso il fremito vibrante della magia dei vostri sguardi e il potere curativo delle vostre mani. Guaritrici con le erbe, con il potere dell’amore e della parola. Intimo rapporto con tutto il creato e con la terra profonda.

Ora riaprire le vostre mani e accettate il vostro potere.

Secoli bui e di terrore si sono susseguiti, i roghi  del fuoco hanno tentato di cancellare chi eravate. Nel tempo il vostro scettro vi è stato tolto, calpestato, bruciato e additato come opera del demonio. Maleficio! Questa la parola usata per giustificare le violenze e i soprusi contro il Femminile Sacro. In questa campagna perversa, perpetuata dall’ignoranza e dalla fame distruttiva di potenza dell’uomo pochi ci hanno guadagnato mentre tutti ci hanno perso. Abbiamo perso la connessione profonda con la natura, abbiamo perso l’intimo rapporto con la nostra Anima, abbiamo perso la saggezza degli antichi riti e l’amore celato in noi stessi. Abbiamo perso il Cuore, inaridito dalla siccità di una coscienza umana ormai depravata del ricordo di sé stessa. Abbiamo perso il sussurro del vento e la voce di Madre Terra. Sangue al posto di acqua benefica, sangue sparso dalla cieca crudeltà umana. Rosso si è dipinto il cielo per molto tempo, riflesso dei trucidi omicidi contro la Saggezza Antica.

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Abbiamo perso chi siamo, sostituendo la Vita all’oblio dell’alienazione.

Ma nulla può essere rimosso per sempre, poiché nulla si crea e nulla si distrugge. Con tremenda ignoranza l’uomo pensava di poter estirpare il vincolo che legava la Donna alla sua naturale connessione con la Terra. Ciò che era stato allontanato si è nascosto per lungo tempo, tornando al ventre della terra e aspettando di poter un giorno ritornare per poter reclamare il suo diritto Divino. La mente fredda e calcolatrice ha diviso ma non ha cancellato ciò che non si può cancellare: la Vita stessa. Ora come una fenice che rinasce dalle proprie ceneri l’Antica Sapienza ritorna, destata dai lamenti delle Anime che hanno combattuto per essa. Risale dalle radici della Terra per sbocciare al Cielo. Più forte di prima.

Ora riabbracciate il vostro grembo. 

Voi siete la culla di un potere che si sta risvegliando.

Madre Terra vive in Voi.

Lasciatevi essere le coppe per questa nuova nascita.

La fonte della Vita tornerà a zampillare.

Gaia

Il corvo ha ripreso il suo volo. Non colombe o falchi, ma uccelli neri a seguire il vostro risveglio. Il potere del corvo è quello della notte, dell’intimo rapporto con le proprie ombre laddove si sono nascosti per lungo tempo tutti i tesori. E’ la luce della Luna e non del Sole che ha sempre brillato nei vostri occhi. E guardandovi allo specchio percepivate uno strano presagio, un eco di tempi lontani e magici, di foreste e animali con cui potevate comunicare, presenze che avete sempre avuto al fianco. Lo specchio rifletteva quell’immagine e le lacrime che nel tempo lo hanno solcato l’hanno reso sempre più brillante. Ora scorgete in quel volto con intensa meraviglia la Donna che siete. Vi sta sorridendo. Vi sta chiedendo di poter rinascere in Voi. Il Femminile Sacro chiede di essere riportato alla luce, come germoglio che esce dalla terra. Il miracolo si sta compiendo.

Nella culla della notte sarà la sua gestazione.

Riappropriatevi del vostro scettro, è sempre stato con Voi. Conosco sempre più Donne che lo stanno riscoprendo, ed è commovente tutto questo. L’uomo saggio ora può solo stare a guardare e accompagnarvi, se ne sarà degno, nel vostro risveglio. Il tempo della Donna è giunto. Il corvo ha ripreso il suo volo, il lupo è di nuovo la sentinella del bosco e le antiche querce ritornano a parlare tra loro. Non abbiate paura del vostro potere, non ci sono più roghi ad ardere.

Tornate ad essere Imperatrici Lunari.

Lieto di poter assistere a tutto questo. Alla luce della Luna attendo il canto delle streghe che riecheggia nella notte. Il potere è in Voi. L’uomo ha distrutto tutto quello che poteva, ora si farà da parte per accogliere la ri-costruzione della Nuova Terra. Se si opporrà a questo sarà distrutto a sua volta, ma è inevitabile. Il male che viene fatto ritorna.

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 Siate sagge e saggi. 

A voi la scelta.

fonte:http://lagiostradelsole.com/2015/04/09/il-risveglio-delle-donne/

 

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* La buona notizia del venerdì: campane, conigli, agnelli, uova e fuochi: tutti insieme per Pasqua

Pasqua è una festa di primavera celebrata in tutto il mondo e in ogni cultura.

E in tutto il mondo ci si affretta ad acquistare dolci a forma di colomba con o senza canditi, campane di cioccolato, agnelli di zucchero, leprotti di marzapane, e uova di tutte le dimensioni dolci o salate, purchè siano con sorpresa….
Perchè tutti i dolci prendono queste forme a Pasqua e non si mangiano i panettoni avanzati a Natale?
La “ tradizione” non è a caso…
PASQUA
La parola “Pasqua” deriva dalla Pasqua ebraica chiamata “Pesach”.
Mentre per gli ebrei questa festività aveva ed ha il significato di “liberazione”, per i cristiani rappresenta la resurrezione e cioè il passaggio dalla morte ad una nuova vita.
Il termine Pesach significa “passare oltre” e fa riferimento al racconto della Decima Piaga, secondo il quale l’Angelo Sterminatore al suo passaggio in Egitto avrebbe fatto morire tutti i primogeniti, fra cui il figlio del faraone.  L’Angelo della morte dunque “passò oltre” le porte dei figli di Israele segnate di sangue di agnello e da qui il nome Pesach per la Pasqua ebraica. La Pasqua ebraica festeggia la liberazione del popolo ebreo, grazie a Mosè, dalla schiavitù in Egitto.
La data di questa festa non è fissa , ma viene celebrata sempre durante la prima domenica successiva al plenilunio dell’equinozio di primavera ( per cui sempre tra il 22 marzo e il 25 aprile).
Del resto anche la primavera è il simbolo di luce e rinascita del mondo dopo il buio e il freddo dell’inverno.
LE CAMPANE
sono un simbolo religioso ed hanno il compito di annunciare e accompagnare eventi importanti e celebrazioni. Sono identificate con il suono della vibrazione primordiale e rappresentano l’unione fra cielo e terra.
Il termine in lingua italiana, Campana, è in realtà un termine latino, che significava “vaso di bronzo”.
Nella religione cristiana ( ed anche in quella indiana) le campane sono considerate la “Voce di Dio”.
Sant’Antonio teneva alla larga i diavoli tentatori del deserto tenendo una campanella attaccata al suo bastone.
San Patrizio che non si separava mai dalla sua campana mentre era in Irlanda a predicare il Vangelo e dopo la sua morte fu seppellito con essa.Trecento anni dopo la campana suonò dalla sua tomba e salvò il paese che stava per essere devastato da un incendio.
Nel medioevo si credeva che avessero un’anima e venivano benedette e dedicate ad un santo. Ancora oggi su molte campane antiche è possibile leggere delle iscrizioni che avevano lo scopo di scongiurare le catastrofi e favorire i raccolti.
Altro significato delle campane è la fertilità (sempre legata alla stagione primaverile): campana e batacchio simboleggiano infatti, per via della loro forma, gli organi riproduttivi.
La prima testimonianza scritta di esistenza della campane nella storia, la troviamo nella Bibbia, dove Aronne, il fratello di Mosè che era sommo sacerdote indossava, durante i riti religiosi, un mantello ornato di sonagli d’oro che gli permettevano di stare alla presenza di Dio.
Già nel 1500 esistevano in Cina le campane, e per ottenere il suono venivano percosse con mazzuoli di legno.
IL CONIGLIO
La tradizione anglosassone del “Coniglio di Pasqua” (Easter Bunny) è un riferimento pagano alla divinità Eoster.
Eostre è una divinità germanica collegata a vari aspetti del rinnovarsi della vita, patrona della fertilità. La divinità si diffuse, con relativo culto e usanze festive, a tutta l’Europa.
È assimilabile a Estia, dea olimpica greca che in tutto l’impero romano venne venerata con il nome di Vesta e al cui culto fu dedicato l’ordine sacerdotale delle vergini Vestali.
Il nome Eostre è di dubbia etimologia, anche se una ipotesi lo fa risalire al termine aus (o aes), che significa Est.
A Eostre era sacra la lepre, simbolo di fertilità e spesso la dea era raffigurata con testa di lepre.
La lepre di Eostre, deponeva l’uovo della nuova vita per annunciare la rinascita dell’anno-il ritorno della dea, uova “sacre” erano scambiate sotto l’albero “magico” del villaggio, usanza che collega Eostre alle divinità arboree della fertilità.
Questo carattere sembrerebbe far ritornare l’idea di Eostre come dea della vegetazione le cui caratteristiche sono simili ad altre divinità come Tammuz o Adone che sono collegate anch’esse a questa festività.
L’animale, poi, non è casuale, ma scelto non solo per le sue famose doti riproduttive ma anche e perché, secondo i Germani, le aree nere della luna rappresenterebbero proprio la lepre.
Una delle credenze era quella che, cibandosi dell’animale simbolo della divinità o meglio espressione stessa della divinità, non faceva altro che rendersi partecipe di quella scintilla di divino
in Germania vi è l’usanza che i bambini, la mattina della domenica di Pasqua, chiamata Ostern, vadano alla ricerca nei giardini delle case delle uova nascoste dal “coniglio pasquale” e in Inghilterra si fan rotolare sulla strada uova sode colorate fino a quando il guscio non sia completamente rotto.
I nativi americani Algonquin adoravano la Grande Lepre che si diceva avesse creato la Terra.
Nell’antica Europa i Norvegesi rappresentavano le Divinità lunari accompagnate da una processione di lepri che portano lanterne.
Anche la Dea aveva come inservienti delle lepri e la stessa Dea Eostre era raffigurata con una testa di lepre
La prima lunazione dell’anno astrologico è la Luna della Lepre e ci ricorda che stiamo entrando nel periodo irradiato dall’energia di questo animale.
Molti popoli a nord e a sud dell’equatore vedono nella Luna una lepre.
La lepre che dorme di giorno e saltella la notte, è un animale gentile e timido, ma pieno di vivacità e molto fertile, collegato alla luna, alla fertilità e quindi alla femminilità e alla Grande Dea.
Sembra che i Celti allevassero le lepri e che vi fosse un tabù che impediva loro di nutrirsi delle sue carni. Tuttavia esso veniva abolito per i festeggiamenti di Beltane, il 1 maggio, in cui era permessa la caccia alla lepre.
La lepre era un animale sacro della Dea britannica Andraste e i movimenti dell’animale venivano interpretati per divinare. La regina degli Iceni Boudicca, devota ad Andraste, aveva sul suo stendardo l’effigie di una lepre.
L’UOVO
Un’altro nome ancora della lunazione di primavera è Luna dell’Uovo, in parte perché molti uccelli si dedicano ora alla cova, ma anche perché l’uovo è espressione di potenzialità, il perfetto simbolo delle energie del momento.
L’Uovo si è schiuso ed è iniziata l’Era del Serpente
L’uovo di Oestara si è schiuso e il “serpente”, simbolo della Grande Dea, è uscito dal guscio e si manifesta nella vita che divampa nella natura dopo il lungo inverno.
 L’uovo è il simbolo della vita e della rigenerazione ed è presente in molte culture antiche.
L’uso di regalare uova è collegato al fatto che la Pasqua è festa della primavera, dunque anche della fecondità e del rifiorire della natura.
Pare che i primi ad usare l’uovo come buon augurio siano stati i Persiani che festeggiavano l’arrivo della primavera con lo scambio di uova di gallina.
In Occidente questa usanza risale al 1176, quando il capo dell’Abbazia di St. Germain-des-Près donò a re Luigi VII, appena rientrato a Parigi dalla II crociata, prodotti delle sue terre, incluse uova in gran quantità.
Una volta la Domenica di Resurrezione si chiamava «Pasqua d’uovo»: in molte cattedrali, al giovedì santo, si deponeva un uovo di struzzo nel sepolcro rituale insieme con l’Eucarestia e lo si ritirava il giorno di Pasqua cantando: «Surrexit Dominus vere: alleluia!».
In ogni tradizione l’uovo è simbolo di nascita e di rinascita.
«Omne vivum ex ovo», dice un proverbio.
Mangiare uova significava quindi augurarsi un buon anno nuovo. Nella cristianità ortodossa, al contrario dell’Occidente, il significato sacrale connesso al dono dell’uovo non è mai tramontato.
In Russia si chiama pysanky, dal verbo “pysaty“, “scrivere”, perché sul guscio autentico oppure di legno si tracciano simboli la sera del sabato: la decorazione avviene in silenzio, a tratti interrotta dalle preghiere e dagli antichi canti. La mattina di Pasqua ogni famiglia porta in chiesa per la benedizione il suo cestino di uova dipinte, coperto da una salvietta rituale.
Narra una leggenda ucraina che il demonio è legato da una catena formata da tanti anelli quante sono le uova che vengono decorate nell’arco di dodici mesi.
L’AGNELLO 
Sin dall’antichità era un importante simbolo sacro, soprattutto per quei       popoli di pastori, come Israele, che vivevano grazie al sostentamento che gli procurava il loro gregge e ragion per cui vedevano questo animale come un bene prezioso .
 Nella Bibbia l’agnello è entrato nella simbologia in rapporto con Dio per la sua  sottomissione e dipendenza dal suo pastore, della totale obbedienza alla Parola del Signore e al suo volere,  e spesso veniva usato come animale sacrificale.
Si ricorda infatti che proprio nella notte in cui Dio salvò il suo popolo dalla schiavitù, l’angelo sterminatore passò nelle case degli egiziani uccidendo i primogeniti e passò oltre le case degli ebrei che avevano segnato gli stipiti delle porte con il sangue dell’agnello sacrificato.
L’agnello pasquale viene mangiato come pranzo tradizionale della Pasqua ebraica, tradizione poi ripresa dalla religione cristiana,visto che i primi Cristiani erano in gran parte Ebrei convertiti è probabile che abbiano cominciato ad associare l’agnello sacrificale al sacrificio del Cristo “Agnello di Dio“.
Nelle costellazioni delle varie ere precessionali si riscontrano i simboli delle religioni di quelle epoche e il Cristianesimo conclude l’Era dell’Ariete, l’Agnello, e incomincia lEra dei Pesci.
Nei vangeli ci sono numerosi riferimenti sia all’essere Buoni Pastori di anime, pecore, fedeli, che Pescatori di anime, pesci. In effetti il simbolo primitivo del Cristianesimo non era la croce ma la Vescica Piscis.
LA COLOMBA
E’ da sempre un simbolo di pace.
La colomba si ricollega all’episodio della Genesi in cui si parla del diluvio universale. Infatti fu proprio la colomba alla fine del diluvio a tornare da Noè portando un ramoscello di ulivo nel becco a testimoniare la riconciliazione tra Dio e il suo popolo e indicare una nuova epoca per tutta l’umanità.
Ecco perchè la colomba che vola in un cielo azzurro con l’ulivo nel becco è in tutto il mondo simbolo di pace e gioia.
LA FESTA DEL FUOCO
 
La tradizione pasquale di accendere falò era legata ai rituali della rinascita primaverile.
Dai cosiddetti “ fuochi di gioia “ nasce l’usanza dei ceri pasquali.
In Germania i contadini fanno grandi roghi e spargono le ceneri nei campi per avere sicuri raccolti, mentre i tizzoni accesi servono nelle case a tenere lontano gli spiriti maligni. Questi rituali sono comuni a molti paesi d’Europa ed anche in molte zone italiane.
Durante le feste della Pasqua cristiana è abitudine bruciare fantocci di sterpaglie che vengono chiamati “ Giuda”. Nella tradizione più antica i rituali erano legati alle feste legate all’equinozio di primavera e alla rinascita del Sole dopo il buio invernale.
Un modo di imitare il cammino dell’astro e di portare in terra parte del suo calore è ancora oggi l’usanza di far ruzzolare  ruote infuocate giù per una collina o il correre nei campi con le fiaccole accese per imitare il percorso solare nel cielo.
In questa trad izione pagana si inserisce il cero pasquale, il fuoco sacro alla religione Cristiana . Così ecco che nelle chiese si spengono le luci, proprio a rappresentare il dominio assoluto del buio, visto come male, poi trionfa la luce, simboleggiata dal cero dal quale si accendono le varie candele, che si portano a casa come i pagani portavano i loro tizzoni accesi.
Così si dice Pasqua nel mondo:
Germania – Ostern
Francia – Pâques
Svezia – Påsk
Finlandia – Pääsiäinen
Olanda – Pasen o Pasen Zontag
Russia – Paskha
Grecia – Paskha
Inghilterra – Easter
Romania – Paste
 
             Sono solo spunti e ….
Buona Pasqua
 
fonti:
http://www.ilcalderonemagico.it
http://www.ilcerchiodellaluna.it
http://www.arimini.it
 
 
 
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* Giornata Internazionale della Felicità : ecco la nuova materia scolastica Positive Education

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Felicità: ecco la nuova materia scolastica

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La felicità è l’obiettivo che accomuna ogni persona.

Educare i bambini alla felicità si può ed è di fondamentale importanza per fare di loro persone solide, capaci di far fronte ad ogni accadimento della vita.

E’ infatti questo l’obiettivo principale della Positive Education, un nuovo modello educativo basato sulla sinergia esistente tra le emozioni positive e l’apprendimento. Grazie ad esso è possibile usare l’esperienza ottimale per migliorare le performance scolastiche, il benessere psico-fisico e la determinazione a voler conseguire gli obiettivi prefissati.

In Australia ci sono circa 160 mila ragazzi che  ogni anno soffrono di depressione, la scuola basata sull’Educazione alla Positività nasce proprio per aiutare questi giovani a reagire al disagio, a combattere questa tristezza adolescenziale.

La felicità è l’obiettivo che accomuna ogni persona.

A scuola spesso si vedono ragazzi annoiati, frustrati, stufi e ansiosi difficilmente sono felici. Ma il nuovo programma di insegnamento che sta prendendo piede in alcuni stati del mondo sta modificando questo stereotipo di scuola. L’Educazione Positiva è un approccio formativo che vuole combattere e aiutare gli studenti a prevenire le malattie legate alla “non felicità“, allo stress.

Una scuola che si basa sulla positività è una scuola dove fiducia e collaborazione stimolano i ragazzi e dove vengono aiutati anche a meditare e rilassarsi prima di un evento importante come può essere un esame.

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Nel Bhutan, sull’Himalaya, è stato costituito l’acronimo FIL (Felicità Interna Lorda) che è praticamente uno degli obiettivi del Regno. Meditazione, preghiere e felicità per i bambini delle scuole che formano bambini sani, intellettuali e di valore che saranno cittadini produttivi e felici.

La Positive Education è un modello di insegnamento basato sulla sinergia esistente tra le emozioni positive e l’apprendimento. I risultati che si ottengono sono misurabili in termini di performance scolastiche, di benessere psico-fisico e di determinazione a voler conseguire gli obiettivi prefissati. L’efficacia di queste metodologie ha un riscontro scientifico supportato da numerose ricerche e studi a dimostrazione di quanto la positività abbia un ruolo reale all’interno della società.

La Scuola di Palo Alto, annoverata da anni tra le Business School più accreditate del nostro Paese, è una realtà unica nel suo genere. All’ampio catalogo di corsi, affianca un ricco ventaglio di action learning non convenzionale e una brillante attività editoriale che pubblica successi sui grandi temi del management, della crescita personale, del business.

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Nelle scuole di alcuni paesi del mondo sta prendendo piede un nuovo e rivoluzionario metodo didattico che prende il nome di Educazione Positiva: si tratta di un percorso formativo psicologico basato sulla felicità e sul benessere degli studenti.

Sì perché quando si affronta la questione “essere felici” i dati statistici hanno un ruolo marginale. Non è il PIL (Prodotto Interno Lordo) a definire lo stato di salute di una paese ma può esserlo la felicità. Mentre in Italia, su questi temi, siamo sempre un po’ in ritardo in diverse scuole straniere sono già state predisposte nel programma annuale le ore dedicate all’Educazione Positiva. Tra queste così all’avanguardia troviamo:

Il liceo Geelong in Australia che ha sviluppato un intero programma di insegnamento per promuovere il benessere degli studenti ed aiutarli a vincere la depressione;

il liceo Lerchenfeld di Amburgo che, come in un centinaio di scuole tedesche, è stata introdotta la Felicità come nuova materia di apprendimento.

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Insegnare la felicità non è un fatto esclusivamente teorico. I docenti di queste scuole innovative fanno il possibile per dare un contributo reale e concreto al raggiungimento della felicità personale e ci riescono, spesso, ricorrendo ad esercizi pratici, come il “tuffo dal palco” o la “doccia tiepida”. Si tratta di espedienti molto utili e capaci di stimolare e sviluppare negli studenti il senso di appartenenza alla comunità ma soprattutto l’autostima, la capacità di credere in se stessi.

La felicità non è un soffio o un momento: è il prodotto di una scelta lungimirante fatta pensando alla comunità e al futuro.  Perché è vero che la felicità si percepisce individualmente, ma si deve ricercare insieme.

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Di seguito il video di learning world che spiega nel dettaglio cosa significa un’Educazione Positiva, un’educazione alla Felicità.

http://youtu.be/U4hG9UHXO0M

Fonti:

http://www.ilquotidianodellapa.it/_contents/news/2014/luglio/1404573626413.html

http://www.wired.it/economia/2014/06/06/felicita-buthan/

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* Per ricordarci di essere donne…non solo l’8 marzo

Perchè non rimanga tutto alle mimose e all’ 8 marzo, che preferisco chiamare, anziché la festa della donna, la Giornata Internazionale della Donna.

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“ Tutte le donne, comprese io e te, vengono sminuite e biasimate fin dall’infanzia. Siamo state programmate dai genitori e dalla società a pensare e a comportarci in un certo modo: a essere donne, con tutte le regole, le norme e le frustrazioni che questo comporta. Alcune di noi sono molto soddisfatte di svolgere questo ruolo. Altre, invece, non lo sono affatto.

La vita giunge a noi a ondate, attraverso esperienze di apprendimento e periodi di evoluzione. Adesso ci troviamo in una meravigliosa fase di crescita. A lungo le donne sono state completamente sottomesse ai capricci e ai sistemi di convinzione degli uomini. Ci veniva detto cosa potevamo fare, quando e come. Da piccola, ricordo che mi insegnarono a camminare due passi dietro all’uomo e ad alzare lo sguardo verso di lui chiedendo: “Cosa devo pensare e cosa devo fare?”. Non mi fu detto esplicitamente, ma osservavo mia madre che si comportava proprio così, perciò anch’io appresi questo atteggiamento. La sua formazione la portava a mostrare totale obbedienza agli uomini e per lei gli abusi erano una cosa normale; lo stesso feci io. Questo è l’esempio perfetto di come apprendiamo i nostri modelli, accettando e ripetendo i comportamenti e le credenze dei genitori.

Mi ci volle molto tempo per capire che un comportamento simile non era normale, né era quello che io meritavo in quanto donna. Mentre trasformavo lentamente il mio personale sistema di convinzioni interiore (la mia consapevolezza) iniziai ad apprezzarmi e a far crescere la mia autostima. Allo stesso tempo, anche il mio mondo esteriore cambiò e smisi di attrarre uomini dominanti e violenti. L’apprezzamento di sé e l’autostima sono le cose più importanti che una donna può possedere. Se non disponiamo di queste qualità allora dobbiamo svilupparle. Se la nostra autostima è forte, non siamo disposte ad accettare né posizioni di inferiorità né le offese. Cediamo alla dominazione da parte degli altri solo perché accettiamo e crediamo di non essere “brave” e di non valere nulla.

Oggi voglio focalizzare il mio lavoro sull’aiutare le donne a diventare tutto quello che possono essere e a trovare davvero uno stato di uguaglianza nel mondo. Voglio far capire alle donne che tutte possono avere amore, apprezzamento per sé, autostima e un posto di potere nella società. Ciò non significa in alcun modo sminuire gli uomini, ma ha lo scopo di raggiungere la “parità” tra i sessi, cosa che andrebbe a vantaggio di tutti.

Mentre leggi e ti eserciti con questo libro, ricorda che apportare dei cambiamenti alle tue convinzioni e agli atteggiamenti richiede tempo. “Quanto rapidamente possiamo cogliere nuove idee e farle nostre?” potresti chiedere. Dipende dalla persona. Quindi non porre limiti temporali ai tuoi progressi; svolgi semplicemente il tutto nella maniera migliore possibile e l’Universo, con la sua saggezza infinita, ti guiderà nella giusta direzione. Passo dopo passo, istante dopo istante, giorno dopo giorno, la pratica e l’esercizio costante ci porteranno dove vogliamo essere.”

Louise Hay

La responsabilità più importante che hanno le donne, tutte le donne, in ogni parte del pianeta e in ogni contesto è l’educazione della cosiddetta prole. E per me il modo più efficace di educare è con l’esempio.

I bambini si modellano, secondo illustri pedagoghi, sui entrambi i genitori. E’ la prima esperienza di gruppo dove sviluppa la qualità dei rapporti interpersonali.

La bambina acquisisce inevitabilmente il comportamento della madre nel suo ruolo in famiglia e lo trasferisce poi nel suo rapporto con il partner.

E lo stesso è per il bambino, ma la prima armonia dipende sempre dalla madre.

Per essere più esplicita, se mi confronto con altre donne nei seminari ad hoc, nelle manifestazioni contro la violenza, nelle feste delle donne, e poi nel mio quotidiano mi comporto come la bisnonna di mia nonna…

Per essere più esplicita gli uomini violenti che considerano la donna loro proprietà, della quale fare e disfare a loro piacimento, sono sempre figli di donne ( mater certa dicevano gli antichi romani)

Sono le donne che come madri e compagne determinano i ruoli degli altri componenti del gruppo familiare.

osservavo mia madre che si comportava proprio così, perciò anch’io appresi questo atteggiamento.”

Il compito più importante in una società che definiamo civile è quello di educare le generazioni che verranno ai principi fondamentali del gruppo umanità, pace, uguaglianza, rispetto reciproco, collaborazione,amore per tutti gli esseri viventi,

Ribadendo i principi fondamentali e arricchendoli, creiamo un importante supporto per il futuro.

Rafforzare la consapevolezza delle donne è la cosa migliore che possiamo fare per il Pianeta.

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Louise L. Hay (Los Angeles, 8 ottobre 1926 – Los Angeles, 30 agosto 2017) è stata una scrittrice statunitense, autrice di numerosi libri di auto-aiuto.

Il più celebre “ Puoi guarire la tua vita

Si era definita “ consulente metafisica”. Ha dedicato la vita ad assistere il prossimo e aiutato chi si è rivolto a lei a scoprire e utilizzare le infinite capacità dell’essere umano e le innumerevoli possibilità della mente.

I nostri disagi fisici sono generati da pensieri negativi e sono la manifestazione dei disagi della nostra psiche. Pensieri generati da convinzioni che non ci rappresentano.

Ai pensieri negativi che generano malattie si possono contrapporre con vigore pensieri positivi che guariscono e spingono a scegliere nuovi schemi di pensiero e dare una impronta positiva alla propria vita.

L’ obiettivo di questi libri rivolti alle donne, è che tutte le donne arrivino alla scoperta del loro valore, provino autostima, amore per sé, autoapprezzamento e che sentano di avere un posto importante nella società che attraverso il loro impegno si può trasformare positivamente.

Tutte le donne di tutte le età e di qualsiasi origine possano realizzare questo scopo e fare in modo che gli anni a venire siano più produttivi, soddisfacenti e potenzianti che mai!

«  Agire e pensare come tutti non è mai una garanzia e non è sempre una giustificazione »

Marguerite Yourcenar

Sebben che siamo donne !

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* Il segno dei Pesci, Nettuno e l’Arcangelo Asariel

Arcangelo Asariel

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Io ti invoco, o Asariele,
arcangelo di Nettuno che governi i poteri della chiaroveggenza
Umilmente ti chiedo di aprire il mio terzo occhio, permettendomi di vedere
la luce segreta.
Lascia che io veda il futuro.
Lascia che io veda il passato.
Dammi l’accesso ai regni misteriosi dell’ignoto.
Lascia che io percepisca e comprenda la saggezza dell’Universo cosmico.
Così sia.
(Eric Pier Sperandio)

“Questo grande Arcangelo, governatore della sfera di Nettuno, custode del segno dei Pesci, era ben noto agli antichi che gli affidarono il dominio degli oceani. Il culto di Nettuno, o Poseidone, è una sovrapposizione e fu mantenuto in vita ancora in pieno cristianesimo.
In passato gli spostamenti avvenivano in prevalenza via mare e ciò spiega perchè il culto della divinità marina, protettrice dei naviganti, fosse così sentito. Cambiano soltanto i nomi, ma l’Angelicità permane immutabile, e continua a custodire i luoghi e ad osservare le civiltà che nascono e muoiono… E del resto i nomi sono una invenzione degli uomini, che si esprimono in milioni di dialetti incomprensibili tra loro, l’Angelo invece, nel suo splendore, promana dalla perfettissima mente di Dio.
Per capire e, soprattutto, percepire direttamente quanto sia reale la presenza di questa grande angelicità, è sufficiente soffermarsi in silenzioso raccoglimento in uno dei tanti templi ad essa dedicati.
Teniamo presente quanto appena detto, i nomi sono soltanto etichette appiccicate dall’uomo: Asariel, Nettuno, Poseidone, o la dea brasiliana del mare Jemanjja, sono la stessa espressione di un unico Essere. In Italia il più affascinante di questi templi si trova a Paestum, secondo soltanto al Partenone di Atene.
Fra le splendide colonne classiche, le persone più attente possono percepire, ancora ben viva, la presenza di una Grande Entità Angelica. Il Custode occulto, non si è mai allontanato…
Asariel, l’Arcangelo dal colore turchino governa tutta la massa liquida, salata del nostro pianeta; regge e governa le distese marine, le coste, i porti, i fondali, le correnti, le città costiere ed i loro abitanti, coloro che solcano i mari, o che lavorano in sintonia con essi: marinai, pescatori, oceanografi, archeologi sommozzatori.
Sotto al suo mantello liquido, Asariel custodisce gelosamente i suoi segreti, ma ogni tanto, questo Arcangelo gentile fa un dono “speciale” ai suoi protetti, rivela un tesoro, favorisce un incontro straordinario, restituisce un antico relitto, permette una scoperta… Anche la fauna marina è sotto al suo dominio: pesci, conchiglie, mammiferi marini, testuggini, uccelli e soprattutto i gabbiani, simbolo di bellezza, trascendenza e libertà.
Gli antichi raffiguravano Nettuno su un carro trainato da delfini. In effetti,queste magiche creature sono particolarmente care ad Asariel… Questi esseri così intelligenti, telepatici,gioiosi, hanno in sè qualcosa di Angelico… Sono capaci di prendere decisioni autonome, di intervenire per salvare naufraghi, farsi comprendere dall’uomo e dagli altri animali… Sul loro mistero dovremo ancora indagare a lungo, e ci saranno molte cose da scoprire!
(Giuditta Dembech)

Asariel è l’archetipo eterno che muta le sue forme a seconda dell’epoca storica in cui viene a incarnarsi a fianco del genere umano.

Il suo nucleo resta però immutabile, il puro amore che genera il suo cuore si spande negli universi come un’onda si scioglie su una spiaggia.
Poichè l’Acqua è un elemento che favorisce le esperienze psichiche e la fantasia per similitudine questa creatura celeste favorisce i sogni premonitori, la veggenza, le facoltà paranormali, etc.
Il suo colore preferito è un bel blu turchese.

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Tutti i nati sotto il segno zodiacale dei Pesci hanno per angelo protettore Asariel.
I pesci vivono nel mutamento dell’ultimo segno invernale, fra la Terra e il Cielo, tra la realtà ed il sogno, la realizzazione e la meditazione, l’incarnazione e la tentazione dell’assoluto.
Questo segno vive nel mondo della sua immaginazione, dell’intangibile, e spesso prova grande difficoltà ad esprimersi.
Egli è un vagabondo mentale che si rassicura solo nei suoi sogni,che raramente prova il desiderio di realizzare.
Il nato in Pesci si trova a suo agio solo in un’attività creativa, ispirata o sociale,che gli permetta di dare il massimo del suo altruismo. Gli si adattano bene la creazione artistica, la poesia, la medianità.
Più spesso cercherà una via di devozione.
Così nei Pesci l’essere trova la sua realizzazione nel fondersi con il divino, pur conservando la sua essenza unica nel tutto. Fino a che sceglie in piena consapevolezza di realizzare il Disegno , fondendosi con le sue leggi.
Allora diventa il portatore di stelle, ed è la loro luce che dona alla Terra, lucente canale di trasmissione del grande messaggio cosmico dell’Evoluzione.

*****

A doppio filo siete legati, nelle acque universali nuotate alla ricerca dell’equilibrio. Saggi e sconsiderati, portatori di stelle o di oscurità. Qui è il vostro continuo dualismo ed è nell’equilibrio delle due componenti, anima ed ombra, la vostra missione. Tutto questo allo scopo di farvi diventare canali del messaggio universale dell’evoluzione. Dalla profondità delle acque che voi ben conoscete come mondo emotivo, vi osserva il vostro reggente il Signore degli Abissi Marini: Nettuno.

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Nettuno (Poseidone per i greci) è simbolicamente il pianeta delle acque.

Trasmette un’energia che vibra ad un livello molto elevato.
La personalità con Nettuno dominante ha qualità come la curiosità, la ricerca di cose nuove, la sensibilità accentuata, la stravaganza, l’idealismo, la dimensione artistica e comunque l’andare oltre i limiti, una vita sospesa tra realtà e illusione, tra materia e Spirito, una vita divisa fra edonismo e spirito di sacrificio, fra genialità e follia.
Nettuno è il pianeta che spinge verso mete lontane, sia fisicamente che spiritualmente, governando sull’inconscio e su tutto ciò che non è visibile.
Nettuno è così in grado di aprire l’umanità verso le dimensioni spirituali e trascendenti, portandola a confrontarsi con le dimensioni più sottili della realtà e con la sfera dell’inconscio collettivo (l’Akasha ), che contiene la memoria di tutto ciò che è esistito, che esiste e che esisterà.

Io desidero quello che possiedo; il mio cuore, come il mare, non ha limiti e il mio amore è profondo quanto il mare: più a te ne concedo più ne possiedo, perché l’uno e l’altro sono infiniti.”
— William Shakespeare