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* Giornata Internazionale della Felicità : ecco la nuova materia scolastica Positive Education

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Felicità: ecco la nuova materia scolastica

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La felicità è l’obiettivo che accomuna ogni persona.

Educare i bambini alla felicità si può ed è di fondamentale importanza per fare di loro persone solide, capaci di far fronte ad ogni accadimento della vita.

E’ infatti questo l’obiettivo principale della Positive Education, un nuovo modello educativo basato sulla sinergia esistente tra le emozioni positive e l’apprendimento. Grazie ad esso è possibile usare l’esperienza ottimale per migliorare le performance scolastiche, il benessere psico-fisico e la determinazione a voler conseguire gli obiettivi prefissati.

In Australia ci sono circa 160 mila ragazzi che  ogni anno soffrono di depressione, la scuola basata sull’Educazione alla Positività nasce proprio per aiutare questi giovani a reagire al disagio, a combattere questa tristezza adolescenziale.

La felicità è l’obiettivo che accomuna ogni persona.

A scuola spesso si vedono ragazzi annoiati, frustrati, stufi e ansiosi difficilmente sono felici. Ma il nuovo programma di insegnamento che sta prendendo piede in alcuni stati del mondo sta modificando questo stereotipo di scuola. L’Educazione Positiva è un approccio formativo che vuole combattere e aiutare gli studenti a prevenire le malattie legate alla “non felicità“, allo stress.

Una scuola che si basa sulla positività è una scuola dove fiducia e collaborazione stimolano i ragazzi e dove vengono aiutati anche a meditare e rilassarsi prima di un evento importante come può essere un esame.

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Nel Bhutan, sull’Himalaya, è stato costituito l’acronimo FIL (Felicità Interna Lorda) che è praticamente uno degli obiettivi del Regno. Meditazione, preghiere e felicità per i bambini delle scuole che formano bambini sani, intellettuali e di valore che saranno cittadini produttivi e felici.

La Positive Education è un modello di insegnamento basato sulla sinergia esistente tra le emozioni positive e l’apprendimento. I risultati che si ottengono sono misurabili in termini di performance scolastiche, di benessere psico-fisico e di determinazione a voler conseguire gli obiettivi prefissati. L’efficacia di queste metodologie ha un riscontro scientifico supportato da numerose ricerche e studi a dimostrazione di quanto la positività abbia un ruolo reale all’interno della società.

La Scuola di Palo Alto, annoverata da anni tra le Business School più accreditate del nostro Paese, è una realtà unica nel suo genere. All’ampio catalogo di corsi, affianca un ricco ventaglio di action learning non convenzionale e una brillante attività editoriale che pubblica successi sui grandi temi del management, della crescita personale, del business.

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Nelle scuole di alcuni paesi del mondo sta prendendo piede un nuovo e rivoluzionario metodo didattico che prende il nome di Educazione Positiva: si tratta di un percorso formativo psicologico basato sulla felicità e sul benessere degli studenti.

Sì perché quando si affronta la questione “essere felici” i dati statistici hanno un ruolo marginale. Non è il PIL (Prodotto Interno Lordo) a definire lo stato di salute di una paese ma può esserlo la felicità. Mentre in Italia, su questi temi, siamo sempre un po’ in ritardo in diverse scuole straniere sono già state predisposte nel programma annuale le ore dedicate all’Educazione Positiva. Tra queste così all’avanguardia troviamo:

Il liceo Geelong in Australia che ha sviluppato un intero programma di insegnamento per promuovere il benessere degli studenti ed aiutarli a vincere la depressione;

il liceo Lerchenfeld di Amburgo che, come in un centinaio di scuole tedesche, è stata introdotta la Felicità come nuova materia di apprendimento.

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Insegnare la felicità non è un fatto esclusivamente teorico. I docenti di queste scuole innovative fanno il possibile per dare un contributo reale e concreto al raggiungimento della felicità personale e ci riescono, spesso, ricorrendo ad esercizi pratici, come il “tuffo dal palco” o la “doccia tiepida”. Si tratta di espedienti molto utili e capaci di stimolare e sviluppare negli studenti il senso di appartenenza alla comunità ma soprattutto l’autostima, la capacità di credere in se stessi.

La felicità non è un soffio o un momento: è il prodotto di una scelta lungimirante fatta pensando alla comunità e al futuro.  Perché è vero che la felicità si percepisce individualmente, ma si deve ricercare insieme.

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Di seguito il video di learning world che spiega nel dettaglio cosa significa un’Educazione Positiva, un’educazione alla Felicità.

http://youtu.be/U4hG9UHXO0M

Fonti:

http://www.ilquotidianodellapa.it/_contents/news/2014/luglio/1404573626413.html

http://www.wired.it/economia/2014/06/06/felicita-buthan/

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* La buona notizia del venerdì: Il cervello batte Hal

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Uno dei massimi istituti giapponesi di ricerca scientifica, il Riken – Advanced Institute for Computational Science – ha recentemente programmato un supercomputer servendosi di un software open source NestNeural Simulation Tecnology – al fine di simulare il funzionamento di una rete di 1,73 miliardi di neuroni connessi tra loro da 10,4 trilioni di sinapsi.

L’obiettivo dell’esperimento era quello di valutare i limiti dell’attuale  capacità di simulazione dell’attività di una struttura biologica grande circa 2 volte meno di un cervello umano. Al tempo stesso si misurava la capacità di calcolo del supercomputer Kei,uno dei computer più moderni e potenti al mondo, dotato di 705.024 processori  per circa 1,5 milioni di gigabytes di Ram.

Il computer, il cui nome deriva dalla parola giapponese kei (che vuol dire “10 biliardi”),  è stato prodotto dalla Fujitsu per conto dell’Istituto Riken a Kobe in Giappone. Nel Novembre 2011 è stato il primo congegno al mondo a superare la soglia dei 10 petaflops (Floating Point Operations Per Second), ovvero dei 10 biliardi di calcoli al secondo a cui deve il suo nome. Il supercomputer ha raggiunto comunque una completa operatività solo  verso la fine del 2012.

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Malgrado le sue eccezionali capacità (qualcuno l’ha persino paragonato a un embrione di Hal, il supercomputer di 2001 Odissea nello spazio), però, Kei ha impiegato 40 minuti per riprodurre l’uno per cento delle attività che un cervello umano svolge comunemente in un secondo.

Buon vecchio cervello!

Nonostante sia un modello di almeno 35 mila anni fa – o più, secondo diverse stime – rimane sempre il più veloce; oltre ad essere estremamente piccolo e leggero, naturalmente.

Eppure nessuno se ne rende pienamente conto di questa fantastica, continua attività del nostro cervello; nessuno riesce a credere che il supercomputer sia – per ora almeno – così al di sotto delle quotidiane prestazioni di un encefalo umano.

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Proviamo allora a pensare come la nostra vita, in ogni istante, sia mediata dalle informazioni che gli organi di senso inviano al cervello e che questo elabora in microsecondi operando confronti con miliardi di dati in memoria e generando processi associativi che attivano milioni di automatismi. Così, per esempio, guidiamo l’auto ascoltando la radio o conversando con gli altri passeggeri, riuscendo a seguire un percorso prestabilito nella mente e a riconoscere i punti di riferimento – cartelli stradali, imbocchi di autostrade, rotatorie ecc. – utili per svoltare o cambiare strada al momento giusto; e siamo anche capaci di reagire con estrema prontezza ad eventuali anomalie del traffico, evitare un altro veicolo, frenare per un ostacolo improvviso, accorgerci di un autovelox  e – persino! – di ammirare e commentare il paesaggio.

Così un odore percepito per caso, in strada, mentre camminiamo di fretta, o un cambiamento della luce del giorno attraverso la finestra dell’ufficio, mentre siamo immersi nel lavoro, d’improvviso ci proietta in lontani ricordi, in mondi assai diversi e remoti, colmandoci di emozioni forti e del tutto impreviste. E riviviamo un luogo dell’infanzia o una persona cara che non c’è più, con una incredibile ricchezza di immagini, con un così grande dettaglio di particolari che mai avremmo detto, che non sapevamo proprio di possedere; e con un imbarazzante nodo alla gola .

Questo perché pare che l’encefalo umano lavori a oltre 38 petaflops, valore tuttora leggendario per i supercomputer. 

Molecular Thoughts

Buon vecchio cervello, sei sempre il migliore.

Il cervello è un mezzo, è una parte della materia che la Coscienza plasma per esprimere la propria volontà.

Il motore primario è la Coscienza.

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* Cosa sarà…oh, cosa sarà…

Cosa sarà…oh, cosa sarà…

Jimmy Lawlor - Tutt'Art@ (11)

cosa sara’
che fa crescere gli alberi la felicita’
che fa morire a vent’anni
anche se vivi fino a cento

cosa sara’

a far muovere il vento
a fermare un poeta ubriaco
a dare la morte per un pezzo di pane
o un bacio non dato

oh cosa sara’

che ti svegli al mattino e sei serio
che ti fa morire ridendo di notte
all’ombra di un desiderio


oh cosa sara’

che ti spinge a domare una
donna bassina perduta
la bottiglia che ti ubriaca
anche se non l’hai bevuta

cosa sara’
che ti spinge a picchiare il tuo re
che ti porta a cercare il giusto
dove giustizia non c’e’

cosa sara’
che ti spinge a comprare di
tutto anche se è di niente che hai bisogno

cosa sara’
che ti strappa dal sogno


oh cosa sara’
che ti fa uscire di tasca dei
no non ci sto ti getta nel mare
ti viene a salvare

oh cosa sara’
che dobbiamo cercare
che dobbiamo cercare

cosa sara’

che ci fa lasciare
la bicicletta sul muro
e camminare la sera con un amico
a parla del futuro

cosa sara’

questo strano coraggio
paura che ci prende
che ci porta a ascoltare
la notte che scende


oh cosa sara’

quell’uomo e il suo cuore benedetto
che e’ sceso dalle scarpe e dal letto
si e’ sentito solo
e’ come un uccello che in volo
e’ come un uccello che in volo
si ferma e guarda giu’

Lucio Dalla

http://youtu.be/UNlS7qfMDl4

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* La buona notizia del venerdì: Hai ricevuto regali che non ti piacciono o non ti servono? Niente paura . Ora c’è il Regifting! E puoi sempre donare a chi non ne ha !

 

 

Il primo passo non è il riciclo ma il dono !

Il primo passo non è il riciclo, ma il dono. Gratuito, senza contropartite, a beneficio di chi non ha la stessa nostra fortuna di dare e ricevere doni durante le vacanze di Natale, e non solo. Ma in ogni caso, guai a sprecare i regali di Natale, che spesso finiscono in qualche cassetto e tra i tanti oggetti che abbiamo e non utilizziamo: in America è stato calcolato, per esempio, che sotto l’albero, ogni anno, riceviamo e diamo 35 miliardi di dollari di regali sgraditi. E dunque a fortissimo rischio spreco.

Secondo una ricerca realizzata da Coldiretti/Ixe, quasi un italiano su quattro ricicla i regali di Natale indesiderati. La maggioranza li regala a parenti ed amici ai quali possono tornare utili. Una buona percentuale, circa il 30 per cento, li riporta nel punto vendita in cui sono stati acquistati per effettuare un cambio o richiedere un buono mentre il 29 per cento degli italiani li rivende su Internet. Un ottimo modo quest’ultimo, per trasformare i regali non graditi in una fonte di guadagno e un’ottima occasione per i compratori, per accaparrarsi articoli nuovi a prezzi decisamente interessanti.

Una moda e un fenomeno, il Regifting, in forte crescita nel nostro Paese e una tendenza accelerata dalla sempre maggiore diffusione di smartphone e tablet grazie ai quali è possibile mostrare il prodotto da rivendere ad un numero molto ampio di persone. Senza contare la possibilità di esporre l’oggetto sui portali specializzati in specifici prodotti o servizi, affinando ancora di più la ricerca dei potenziali acquirenti.

Ecco allora tanti consigli utili per combattere l’affanno dei regali sgraditi (o sbagliati):

  1. Innanzitutto, quando scartate i regali, evitate di rovinare la confezione originale e richiudetela con cura in modo da non avere problemi al momento di un eventuale cambio presso il punto vendita in cui il prodotto è stato acquistato.
  2. Se decidete di regalare il dono ricevuto ad un amico o parente che potrebbe apprezzarlo o ritenerlo particolarmente utile, ricordate almeno di sostituire la carta regalo ed eliminare il bigliettino di auguri. E per evitare figuracce, assicuratevi che il destinatario del regalo riciclato non conosca chi vi ha donato l’oggetto indesiderato.
  3. Se decidete di conservare il dono e rimandare il riciclo all’anno successivo, non dimenticate di attaccare al regalo un post-it con su indicato il nome di chi ve l’ha fatto: eviterete così il tragicomico “riciclo al mittente”.
  4. Se si tratta di un prodotto con scadenza, controllate bene la data prima di riciclarlo.
  5. E siccome non sarete i soli da aver ricevuto un regalo sgradito: che ne dite di organizzare una divertente serata in compagnia degli amici in cui scambiarsi i regali desiderati?
  6. Ricordate che sui social sono tanti i gruppi e le pagine attraverso le quali scambiare o donare gli oggetti e i regali non graditi. Noi vi suggeriamo: Io regalo e Te lo regalo se vieni a prenderlo.
  7. Non dimenticate la possibilità di donare il regalo in beneficenza: potrete fare felice chi ne ha più bisogno.
  8. Infine, non sottovalutate il riciclo creativo: come abbiamo visto più volte, basta veramente poco per dare nuova vita agli oggetti che non utilizziamo. Ad esempio, con un pizzico di fantasia, quel maglione che non vi piace può trasformarsi in un caldo cappello invernale o in un originale copritazza fai da te.

In alternativa, ecco alcuni consigli utili per rivendere i regali di Natale su internet:

  • Prima di pubblicare il vostro annuncio, fate una ricerca per controllare i prezzi di vendita degli oggetti simili al vostro.
  • Descrivete l’oggetto che state mettendo in vendita in maniera accurata: specificate il brand e indicate i dettagli del prodotto, dal colore alle dimensioni fino alle caratteristiche tecniche se si tratta di un prodotto tecnologico.
  • Al testo di presentazione del prodotto, associate immagini chiare, specificando bene che si tratta di un oggetto nuovo e mai utilizzato.
  • Se possibile, offrite la possibilità di scegliere tra diverse modalità di pagamento.
  • Assicuratevi che il prodotto sia ben confezionato prima di procedere con la spedizione e, una volta conclusa la trattativa, non fate aspettare molto l’acquirente.

Fonte: nonsprecare.it

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* La buona notizia del venerdì: Sebben che siamo donne: Fabiola Gianotti ottiene il secondo mandato alla guida del Cern: è la prima volta

È la prima volta di una riconferma, non prevista finora nello statuto del Cern.

La scienziata è direttore generale dal 2016.

Nel 2012 il Time l’ha inserita al quinto posto nella lista delle persone dell’anno

 

Nata a Roma 59 anni fa, Fabiola Gianotti ha studiato Fisica con un dottorato di ricerca in fisica sperimentale subnucleare e, in seguito, è stata borsista Infn.

La scienziata è stata fra i protagonisti della scoperta del bosone di Higgs, la particella che dà massa a tutto ciò che ci circonda, esseri umani compresi.

Una scoperta premiata con il Nobel per la Fisica nel 2013 ai fisici Peter Higgs e François Englert.

Fabiola Gianotti è approdata al Cern, il centro di ricerche basato a Ginevra, nel 1987 e dal 1994 è stata fisico di ricerca nel Physics Department. Si è occupata della ricerca e dello sviluppo così come della costruzione di rivelatori, e di sviluppo di software e di analisi di dati. Tra gli esperimenti cui ha lavorato negli anni al Cern: Ua2, Aleph e Atlas, di cui è stata coordinatore internazionale dal 2009 al 2013.

Nel 2012 la rivista Time la inserisce al quinto posto nella lista delle persone dell’anno: è l’anno in cui Fabiola Gianotti ha annunciato la scoperta da Nobel del bosone di Higgs.

Nello stesso anno riceve l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, mentre il Comune di Milano le conferisce l’Ambrogino d’Oro.

Dal 2013 lascia la carica di portavoce dell’esperimento Atlas e viene nominata professore onorario all’Università di Edimburgo. Nello stesso anno il professor Higgs, in occasione dell’assegnazione del premio Nobel per la fisica, la vuole al suo fianco per la cerimonia.

Un altro prestigioso riconoscimento è la presenza del suo nome nell’elenco delle cento donne più potenti al mondo stilato ogni anno dalla rivista Forbes: Fabiola Gianotti è al 78esimo posto nella classifica che conta sono due italiane.

Nel 2016 inizia ufficialmente il mandato alla guida del laboratorio internazionale di Ginevra, il cui rinnovo non era affatto scontato.

Fabiola Gianotti è stata la terza italiana (la prima donna) chiamata a dirigere il Cern, dopo Carlo Rubbia, in carica dal 1989 al 1994, e Luciano Maiani, in carica dal 1999 al 2003.

fonte:https://www.repubblica.it/scienze/2019/11/06/news/fabiola_gianotti_riconfermata_alla_guida_del_cern-240374844/

Sebben che siamo donne!

https://lauracarpi.wordpress.com/2014/11/07/la-buona-notizia-del-venerdi-fabiola-gianotti-e-la-prima-donna-direttore-generale-del-cern/

https://lauracarpi.wordpress.com/2016/06/17/la-buona-notizia-del-venerdi-sebben-che-siamo-donne-premiate-negli-usa-le-ricercatrici-italiane/

https://lauracarpi.wordpress.com/2015/10/28/sebben-che-siamo-donne-2/

https://lauracarpi.wordpress.com/2013/09/04/sebben-che-siamo-donne/

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* La buona notizia del venerdì: Cè chi lo fa già … questo è solo l’inizio di un lunghissimo elenco…

Una notizia può far cambiare il mondo? Una notizia dà lo spunto per iniziare a cambiare? Una notizia mostra quale è la strada che si può seguire? Una notizia può farci sentire soli o no?

Siamo immersi in una corrente di notizie comunque e spesso travolti tanto da entrare in confusione.

Ci sono buone e cattive notizie, ma è sempre un punto di vista.

Si tratta di sceglier secondo il nostro personale. Una notizia non è mai oggettiva, è buona o cattiva secondo il mio punto di vista.

Le notizie che io metto in evidenza tutti i venerdì per me sono BUONE.

Sono una mia scelta. Sono uno spunto per chi le condivide.

Oggi lo spunto è l’AMBIENTE !

Per me ambiente è lo spazio in cui esisto, a cominciare dalla mia casa, dal mio condominio, dalla mia piazza, dalla città in cui abito, dalla regione e dalla nazione, ,dall’aria che respiro, dal suolo che calpesto, dall’acqua che bevo, dal mare che navigo…

Insomma è il Pianeta che mi ospita. E ci tengo a che sia il migliore, per me e per tutta l’umanità!

Migliore vuol dire per me la migliore qualità di vita per me e per tutta l’umanità. E per tutto ciò che vivo!

Ho voluto fare una ricerca tra le notizie per trovare altri che la pensano come me.. e quanti ne ho trovati che pensano e fanno!

Siamo tanti ad amare e  rispettare l’ambiente…con l’esempio si può fare molto.

Questo è solo l’inizio di un lunghissimo elenco che sono certa non avrà mai fine…

…e prendete spunto eh!

 

La bella iniziativa di un pensionato siciliano per liberare la spiaggia dai mozziconi di sigaretta

https://www.nonsprecare.it/smaltimento-mozziconi-sigarette-iniziativa-pensionato-siciliano-spiaggia-lido-noto?fbclid=IwAR1UiyAJTMddld38iVzgNCWhK7Cjsl78mQed7SM334WaNIuwUWIQY8WAYqc

Grande Bellezza a Roma: adesso ci pensano i cittadini. Adottano giardini, puliscono le strade e non sprecano

https://www.nonsprecare.it/decoro-urbano-roma-cittadini-associazioni-pulizia-citta

Plogging: ripulire l’ambiente di corsa

https://i404.it/attualita/ambiente/plogging-ripulire-ambiente-correndo/

Questo cane raccoglie la spazzatura che trova abbandonata e fa la differenziata

https://www.greenme.it/abitare/cani-gatti-e-co/cane-raccoglie-spazzatura/?fbclid=IwAR03W-obDHUcvAJJji4ceQSkSX1N0Z3au8WvvD3dEyD9KYbbaJTZZnGD6Fk

#Trashtag challenge: come ti ripulisco la spiaggia e partecipo ad una sfida social

https://i404.it/attualita/ambiente/trashtag-challenge/

Il volontariato che aiuta l’ambiente!

https://www.lunaria.org/campo-di-volontariato-ambiente/

Lasciano il lavoro per ripulire le spiagge dai rifiuti e piantare alberi: in viaggio con Valentina ed Edoardo

https://www.terranuova.it/News/Stili-di-vita/Lasciano-il-lavoro-per-ripulire-le-spiagge-dai-rifiuti-e-piantare-alberi-in-viaggio-con-Valentina-ed-Edoardo

Scendi in strada a pulire il tuo quartiere ( e le tue spiagge)

Clean up the world*Puliamo il mondo*OggiRaccolgoIo*FebbraioPulito*Tour Spiagge #Plasticfree 2019

https://www.ohga.it/scendi-in-strada-a-pulire-il-tuo-quartiere-e-le-tue-spiagge/

Dipendenti Enel ripuliscono il parco dell’Argingrosso

https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/enel-pulizia-parco-1.4538824

Hong Kong, dopo la protesta due milioni di persone ripuliscono le strade

https://www.teleambiente.it/hong_kong_manifestanti_puliscono_dopo_protesta_estradizione/

DAL MARE PER IL MARE’: IL 10 MARZO LA PIÙ GRANDE INIZIATIVA CONGIUNTA DI PULIZIA DEL LITORALE

https://www.clarambiente.it/news/dal-mare-per-il-mare-il-10-marzo-la-piu-grande-iniziativa-congiunta-di-pulizia-del-litorale/

La ‘Classe 1972’ ripulisce l’ambiente con una “passeggiata ecologica”

https://tuttoggi.info/la-classe-1972-ripulisce-lambiente-passeggiata-ecologica/448818/

Bambini costruiscono casette con materiali riciclati per i cani di strada

https://curiosandosimpara.com/2019/07/01/dei-bambini-hanno-costruito-delle-casette-con-materiali-riciclati-per-i-cani-di-strada-e-il-mondo-intero-li-sta-applaudendo/?fbclid=IwAR0pdiUXlL7y-uBrBbALqg1ZDVP9vT3q7Eb-3KlGdvhqitmQG1VuDVSyMSc

A Treviso la tassa sulla spazzatura è la più bassa d’Italia. Costa la metà. La differenziata è all’85 per cento, e la città è uno specchio. Come mai?

https://www.nonsprecare.it/modello-treviso-raccolta-differenziata?fbclid=IwAR2OrUXvkZMWnPkuJ2Qv-wHwnA6Ydids6esqxXIAjyzsuTd0UymBEF381lQ

Via la plastica monouso dagli scaffali! I supermercati anticipano il divieto europeo di messa al bando delle stoviglie usa e getta

https://www.greenme.it/informarsi/rifiuti-e-riciclaggio/via-la-plastica-monouso-dagli-scaffali-i-supermercati-anticipano-il-divieto-europeo-di-messa-al-bando-delle-stoviglie-usa-e-getta/?fbclid=IwAR3F7b12CRDx62TB6OvEhOqEY4No_rLCrom-poMWNF-CM3n_9R9k0E-Ca8o

Combattono l’inquinamento creando posti di lavoro

https://www.facebook.com/watch/?v=2368842956470698

Questi 633 sub hanno scritto la storia effettuando la più grande pulizia subacquea mai vista

https://www.curioctopus.it/read/21898/questi-633-sub-hanno-scritto-la-storia-effettuando-la-piu-grande-pulizia-subacquea-mai-vista?fbclid=IwAR0KU7_rBWlA4eSilKP9s4lVLPPMgovrnQwl8CV7EviH1aiQN3JNBDuPHJU

https://www.curioctopus.it/read/17890/11-storie-di-persone-che-hanno-fatto-qualcosa-di-concreto-per-il-nostro-pianeta

La pensionata giardiniera: a Bari ai fiori nelle aiuole ci pensa Immacolata, 75 anni

https://www.nonsprecare.it/aiuole-curate-dai-cittadini?fbclid=IwAR3eO1_fvOaO-UINOPtG6qYOKkUOvX52o__hOwkRR122E1JvFGkS_jU-BLY

Cina, nasce la prima città foresta:il progetto è Made in Italy

https://www.ilmessaggero.it/societa/piaceri/cina_citta_foresta_made_in_italy-2523528.html?fbclid=IwAR3P2JpnXELmAtX5kDsEWCvpalLGoHdJfSKBPj-OuVyFDiKCEniDIL0nWjc

Ice on fire: il nuovo documentario di DiCaprio che ci mostra le soluzioni per salvare il Pianeta

https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/ice-on-fire-dicaprio/?fbclid=IwAR20p7fSv4Qv3k-boaI6pLG-cudPQmHyP–6R6r8ogobN24dhWa1UDdclJM

Questi pensionati si incontrano ogni domenica per pulire insieme la loro città

https://www.greenme.it/informarsi/citta/pulire-la-citta/?fbclid=IwAR3AyMyFlSokdqS02bt98m7LR14ExnoTNGaan-ftFEirvX-t6kELIQm2v_g

A Firenze puoi piantare un albero e dedicarlo a chi ami

https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/pianta-albero-dedica-firenze/?fbclid=IwAR1zq8DXiwj2xSl0rfPYdExJa0l_HcGMU5GWYV1QYDxBUnddgpF3C63-QRc

PIANTA UN ALBERO Lo puoi fare on line

https://www.treedom.net/it/plant-a-tree?fbclid=IwAR2ns6YPhWg5HDj37t4dmeeKDc5cPaXfDCN_7X7KeYmupHIIO_rTVUqohC8

 

Sii tu il cambiamento che vuoi nel mondo

 

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* Buon anniversario della Repubblica Italiana

IL 1° FEBBRAIO DEL 1945 VIENE RICONOSCIUTO, PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA, IL DIRITTO DI VOTO ALLE DONNE…

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Pochi mesi prima della conclusione del secondo conflitto mondiale, il secondo governo Bonomi – su proposta di Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi – introduceva in Italia il suffragio universale, con Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 23 del 1° febbraio 1945, “Estensione alle donne del diritto di voto”.


A 154 anni dalla “Dichiarazione dei diritti delle donne e delle cittadine” firmata da Olympe de Gouges che purtroppo le valse – nel 1793 – la ghigliottina, in Italia finalmente le donne si poterono recare alle urne.

Una prima volta che assunse una valenza ancor maggiore poiché avvenne in occasione del Referendum del 2 giugno 1946 in cui gli italiani furono chiamati a scegliere fra Monarchia e Repubblica.

Si trattava di un diritto riconosciuto tardivamente nel panorama occidentale; non solo, ma si trattava, in un certo senso, di un diritto “concesso”.

La struttura del decreto era la seguente:

l’art. 1 ne sanciva l’esercizio alle condizioni previste dalla legge elettorale..;

l’art. 2 ordinava la compilazione di liste elettorali femminili distinte da quelle maschili;

l’art. 3 stabiliva che, alle categorie escluse dal diritto di voto, dovevano aggiungersi le donne indicate nell’art. 354 ,..ovvero le prostitute schedate che esercitavano “il meretricio fuori dei locali autorizzati“.

Il Decreto n. 74 “Norme per l’elezione dei deputati all’Assemblea Costituente“, sanciva – un anno più tardi – la loro eleggibilità.

Le Donne italiane votarono effettivamente per la prima volta in occasione delle elezioni amministrative di marzo – aprile 1946 e del succesivo Referendum Repubblica-Monarchia del 2 giugno.

Voto-donne

La Costituzione garantiva l’uguaglianza formale fra i due sessi, ma di fatto restavano in vigore tutte le discriminazioni legali vigenti durante il periodo precedente, in particolare quelle contenute nel Codice di Famiglia e nel Codice Penale.

Ad onor del vero, in Italia, le donne potevano gia votare – solo per le amministrative – sin dal 1924. Benito Mussolini sulla carta le aveva riconosciuto il diritto di voto al fine di dimostrare che non temeva l’elettorato femminile, anzi.

Fu però solo un atto di pura demagogia, in quanto la dittatura aveva già deciso la proibizione di qualsiasi elezione per comuni e province, sostituendoli con i podestà ed i governatori.

n Francia, tale decisione venne presa con qualche mese di anticipo, per l’esattezza il 21 aprile del 1944, ma con essa anche la possibilità alle donne di essere elette.

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Ma facendo un passo indietro, questo passo segnò il definitivo ingresso della donna come punto di riferimento nella società di allora? La risposta è no.

Il diritto di voto non garantì un diritto di cittadinanza consolidato.

Sul lavoro il cammino fu molto più arduo, attraverso un percorso di emancipazione che arrivò almeno fino al 1963, quando entrarono nella magistratura prendendo possesso di ogni tipo di carica.

Fino ad allora le donne si accontentarono di ruoli “scartati” dall’uomo. Accrebbe sicuramente il numero di insegnanti nelle scuole, a conferma della qualità e della necessità di una formazione al femminile per i propri figli.

Il diritto di voto resterà una pura formalità fino a quando le strutture politiche non saranno popolate da donne libere

Una donna può – anzi deve – essere ambiziosa, cosa diversa dall’esser competitiva. L’ambizione significa dire “so che sarei capace di…” e uscire dalla corazza di timidezza che inibisce ogni passo avanti.

Le donne non sono nate né per essere modeste, né per essere sottomesse.È non elemosinare il diritto.

Non è sufficiente il diritto di voto per sbloccare le libertà sociali.

A titolo di esempio servono due occhi per vedere la profondità del mondo in cui viviamo. Con un occhio solo il mondo viene percepito piatto. Lo stesso per quello che udiamo: con un orecchio solo non si percepisce da dove proviene la voce, anche in questo caso il suono si appiattisce.

Fonti:

http://www.facebook.com/

www.freeopinionist.com/

 

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* La buona notizia del venerdì: Per la prima volta una donna vince il premio Abel, il ‘Nobel’ della matematica

La matematica finalmente è donna!

 

Dopo 18 anni dalla sua istituzione, il premio Abel, uno dei più prestigiosi riconoscimenti in ambito matematico, noto anche come Nobel per la matematica, viene assegnato a una donna. Lei è la statunitense Karen Uhlenbeck, conosciuta per i suoi contributi nel calcolo delle variazioni, e oggi sancisce il diritto alla parità di genere anche nelle discipline scientifiche.

Non tutti sanno che il premio dedicato alla matematica non porta il nome di Nobel (il premio Nobel alla matematica, di fatto, non esiste), di contro le assegnazioni dedicate a questa disciplina sono ben 45 in tutto il mondo. La più celebre è la medaglia Fields, istituita nel 1926 e massima onoreficenza per i matematici di età inferiore ai 40 anni.

L’anno scorso ha visto tra i vincitori anche l’italiano 34enne Alessio Figalli. Insieme alla medaglia Fields, proprio il premio Abel è uno dei riconoscimenti più importanti. E se il premio Fields si è tinto di rosa solo nel 2017 con l’iraniana Maryam Mirzakhani, quello Abel era rimasto ancora di “dominio maschile”.

A partire dal 2003, il premio Abel è assegnato annualmente dal re di Norvegia a un importante matematico straniero. Comprende anche un contributo in denaro di 6 milioni di corone norvegesi, pari a circa 620mila euro.

Karen Uhlenbeck, la prima donna a essere premiata

Karen Uhlenbeck è professoressa alla University of Texas di Austin e svolge attività di ricerca alla Princeton University e all’Institute for advanced study, dove ha contribuito a fondare il Park city mathematics institute, un centro di formazione per i giovani ricercatori. 

Nel 1990 è stata la seconda donna della storia a tenere una conferenza plenaria al Congresso internazionale dei matematici che si teneva a Kyoto.

Secondo le motivazioni dell’Accademia norvegese di Scienze e lettere, Karen Uhlenbeck è stata scelta “per i suoi risultati pionieristici nelle equazioni differenziali alle derivate parziali in geometria, nella teoria dei gauge e nei sistemi integrabili, e per l’impatto fondamentale del suo lavoro sull’analisi, la geometria e la fisica matematica”.

I suoi studi sono alla base di molte materie, dalle teoria delle stringhe alla geometria dello spazio-tempo.

Uno dei suoi contributi più celebri riguarda le teorie di gauge, una classe di teorie di campo (in fisica, una grandezza esprimibile come funzione della posizione nello spazio e del tempo) basate sull’ipotesi che alcune simmetrie, cioè la proprietà dei fenomeni fisici di ripetersi identici nello spazio e nel tempo, siano possibili non solo globalmente ma anche localmente.

Le teorie di gauge sono alla base di gran parte della fisica teorica moderna e costituiscono il fondamento nella ricerca della fisica delle particelle, della relatività e della teoria delle stringhe. Inoltre, altri contributi significativi della Uhlenbeck riguardano gli studi sul calcolo delle variazioni, che si occupa della ricerca dei punti minimi e massimi di una data funzione o di un’entità matematica.

Il re di Norvegia Harald V consegnerà a Karen Uhlenbeck il premio Abel il 21 maggio a Oslo. 

https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/30935-premio-abel-donna?fbclid=IwAR2YR_xmY7WHdtgIQR00inFykzrGXwTyu8BwcT8W2zdsbEFQLoLJLmSavY0

sebben che siamo donne…

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* L’estate di San Martino dura almeno tre giorni! Quest’anno di più!

L’11 Novembre si celebra San Martino, patrono di Belluno e di un centinaio di altri comuni, nonché protettore di albergatori, cavalieri, fanteria, mendicanti, sarti, sinistrati, vendemmiatori e forestieri.

La leggenda vuole che proprio in concomitanza di questa data l’Italia, ma anche parte dell’Europa, viva la cosiddetta Estate di San Martino, un periodo autunnale in cui, dopo le prime gelate, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore.

La leggenda del mantello di San Martino è molto antica e non si sa quando sia stata associata dalla memoria popolare e contadina al bel periodo che caratterizza la seconda decade di novembre che noi chiamiamo Estate di San Martino mentre nei Paesi anglosassoni viene definita Indian Summer: Estate Indiana.

E in alcune lingue slave, tra le quali il russo, è denominata “ Bab’ e Leto”, “ Estate delle Nonne”

L’espressione “estate indiana” fa riferimento alla storia dei nativi che un tempo approfittavano di questo particolare periodo per terminare la raccolta prima del sopraggiungere dell’inverno.
Sia come sia San Martino e l’Estate Indiana vengono festeggiate a partire dall’11 novembre e per tre o quattro giorni.

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Martino di Tours nacque a Candes-Saint-Martin il 316 o 317 e fu così chiamato dal padre, importate ufficiale dell’Esercito romano, in onore di Marte, il dio della Guerra. Da adolescente si trasferì con la famiglia a Pavia ove all’età di 15 anni si arruolo nell’esercito. Mandato in Gallia conobbe il Cristianesimo tant’è che si congedò dalle armi divenendo monaco nella regione di Poitiers.

Quando Martino era ancora un militare, ebbe la visione che diverrà l’episodio più narrato della sua vita e quello più usato dall’iconografia .

Si narra infatti che quando si trovava alle porte della città di Amiens, in una giornata di pioggia, vento e gelo con i suoi soldati, incontrò un mendicante seminudo. D’impulso tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise con il mendicante.

Martino, contento di avere fatto la carità, spronò il cavallo e se ne andò sotto la pioggia, che cadeva più forte che mai. Ma fatti pochi passi ecco che smise di piovere ed il vento si calmò. Di lì a poco le nubi si diradarono, il cielo divenne sereno e l’aria si fece mite. Il sole cominciò a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello.

Quella notte sognò che Gesù si recava da lui e gli restituiva la metà di mantello che aveva condiviso. Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro.

Sebbene l’Estate di San Martino rimanga una leggenda popolare, essa trova tuttavia un reale riscontro fisico.

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar; 

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull’uscio a rimirar


tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.

Giosuè Carducci

 

Ma qui ad Ostia c’è stato un sole ma un sole che stavamo in camicetta e qualche nordico faceva persino il bagno!

Questa sì che è estate san martinese ?

 

l’estate di San Martino solitamente dura tre giorni ed un pochino. “

 

 

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* La buona notizia del venerdì: Il Giornalismo Costruttivo di Assunta e Silvio che cambia il mondo raccontando che si può

Possiamo come gruppo generare una forma pensiero che possa navigare nel web colorata come infiniti arcobaleni, vibrante di sensazioni ed emozioni, sonora come una orchestra perfettamente accordata…”

https://lauracarpi.wordpress.com/2013/05/27/me-we/

Così cercavo sul web buone notizie, così penso che si può cambiare il mondo, raccontando che si può…

Così ho incontrato Assunta Corbo e il suo blog “ That’s good news “ e subito l’ho trovato in sintonia…

Così ho trovato “ Buone notizie” di Silvio Malvolti...e mi sono piaciute molto le sue buone notizie.costruttive …

Così ho scritto sul mio blog il perchè e la mia prima “ buona notizia del venerdì”…

Era il 27 maggio del 2013.

Oggi Assunta Corbo e Silvio Malvolti sono i coofondatori del Giornalismo Costruttivo…

Ed è il 29 Maggio 2018!

Maggio è il mese delle rose.“ se son rose fioriranno “ diceva mia nonna.

Altrochè! 

Altrochè!

 

E avranno tutti i colori di tutte le buone notizie che cambieranno il mondo!

 

 

 

Il giornalismo costruttivo

Il giornalismo costruttivo (constructive journalism) o giornalismo delle soluzioni (solutions journalism) appartiene al corollario di nuove esperienze legate al mondo dell’informazione. Si basa su di un nuovo approccio che pone maggiore attenzione alle soluzioni, piuttosto che ai problemi descritti nei fatti e nelle storie raccontate.

L’idea di un giornalismo costruttivo nasce dall’esigenza, condivisa da diversi esponenti del mondo dell’informazione, di promuovere una pratica professionale che, pur rimanendo accurata e adeguata agli standard del giornalismo tradizionale, e quindi – laddove necessario – critica e di denuncia, sia impegnata nel riportare informazioni e raccontare storie secondo modalità “costruttive”, ovvero orientate a mettere in luce soluzioni per i problemi denunciati, sensibilizzando e coinvolgendo l’audience attraverso la promozione di un dibattito concreto e propositivo.

Non esiste una versione ufficiale e univoca di giornalismo costruttivo. Per questa ragione esso è costantemente in espansione, nel senso che la sua evoluzione procede di pari passo con lo sviluppo di ricerche e con l’acquisizione di conoscenze sia in ambito accademico sia giornalistico e redazionale. Attualmente attinge da diverse aree metodologiche quali la psicologia positiva, le sue applicazioni e il problem solving, ovvero una metodologia di reporting che permette ai giornalisti e ai professionisti dei media di affrontare attivamente questioni relative al loro pubblico, dai problemi delle comunità locali alle sfide globali.

L’obiettivo è indagare e dare risposte credibili a vari problemi sociali, mettendo in luce il modo in cui le persone stanno lavorando a soluzioni possibili, non concentrandosi solo su cosa può essere fatto, ma dando una particolare rilevanza al come e al perché. Il giornalismo costruttivo intende scavare in profondità nei fatti mostrando angoli e storie che descrivano il mondo in cui viviamo presentando soluzioni ai problemi. Se scritte bene, ovvero senza ingerenze e assoggettamenti, le storie sono un utile strumento per fornire informazioni preziose su come le società possano migliorare il modo di affrontare problemi importanti.

Questa forma di giornalismo nasce in nord Europa dall’incontro di un gruppo di professionisti dell’informazione, riuniti per supportare un uso costruttivo dei media per facilitare e meglio consentire di affrontare sfide sociali, economiche e ambientali.

I recenti casi di cronaca italiana offrono un significativo esempio di come molti giornali insistano nel riportare notizie nefaste ed efferate, insistendo con maniacale accuratezza su dettagli torbidi e riprovevoli, convinti che le vere notizie siano quelle atroci mentre le belle storie – accorpate tutte e indistintamente nella categoria “salvato il gatto dall’albero” – richiedano meno abilità stilistiche e siano meno interessanti.

Ogni giorno siamo così esposti a notizie relative a corruzione e fallimenti delle società e dell’umanità, e mentre un tipo di copertura mediatica critica ha rovesciato presidenti e conservato il potere sotto controllo, diverse ricerche suggeriscono che le notizie “negativamente polarizzate” possono indurre nei lettori un senso di insicurezza e apatia e creare ansia e preoccupazione piuttosto che stimolarli verso atteggiamenti responsabili, contribuendo in questo modo a creare cittadini globali informati.

Sempre più frequentemente però, tanto i professionisti dell’informazione quanto i lettori, sembrano prendere coscienza di quanto il giornalismo tradizionale propenda in maniera preoccupante ed eccessiva nella direzione di una drammatizzazione della realtà, e dunque in questo senso aumentano l’esigenza e la domanda di nuove modalità del fare informazione.

Il giornalismo costruttivo è dunque questo: un modo diverso e possibile di fare del buon giornalismo, reso completo di un dibattito positivo che sia allo stesso tempo critico ma propositivo, e che spinga dunque i fruitori della notizia nella direzione di un cambiamento.

Non solo dunque un giornalismo che dia rilevanza e copertura alle “buone notizie”, quanto piuttosto una nuova attitudine nel modo di scrivere gli articoli, offrendo cioè ai lettori diverse sfumature e prospettive, più orientate alle soluzioni.

 

«Quando scriviamo di qualcosa che funziona accade una cosa bizzarra: le persone lo notano.
Le buone notizie vengono lette fino alla fine, vengono condivise e generano un effetto positivo e di benessere sui social media.
Poi le persone ci scrivono per ringraziarci».

Fonti:

Mark Rice-Oxley, responsabile del progetto di giornalismo costruttivo The Upside di The Guardian

https://lauracarpi.wordpress.com/2013/05/27/me-we/

https://www.facebook.com/search/top/?q=assunta%20corbo

https://giornalismocostruttivo.com/the-guardian-lesperimento-riuscito-di-giornalismo-costruttivo/

https://giornalismocostruttivo.com/il-giornalismo-costruttivo/