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* La buona notizia del venerdì : AAA cercasi donatori di coccole

calendario dharma ottobreAAA cercasi donatori di coccole per neonati senza genitori

No, non si tratta di una semplice trovata pubblicitaria di un’azienda per l’infanzia, ma una vera e propria richiesta di aiuto concreto.

Arriva dall’agenzia statunitense Spence-Chapin, la stessa che si occupa di adozioni che ha da poco avviato il reclutamento di volontari che possano offrire parte del loro tempo per regalare coccole a bambini che dovranno essere dati in adozione o che, temporaneamente, non si trovano sotto la custodia dei genitori. Si tratta di un’iniziativa particolare ma che, si spera, possa diffondersi rapidamente anche in altri paesi.

Chiunque abbia del tempo da dedicare può candidarsi. Il tempo richiesto per le prestazioni varia dalle 2 alle 6 settimane in base alla disponibilità dei volontari che però dovranno garantire un ambiente idoneo, frequentare corsi di formazione e documentare le cure offerte con foto e compilando un diario.

Una parte fondamentale di questo progetto è quella che riguarda la presenza dei volontari durante l’inserimento nella famiglia adottiva o presso i genitori biologici con incontri settimanali.

DONATORI DI COCCOLE BRESCIA –

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Il progetto è partito negli ospedali di Brescia, grazie all’associazione I Bambini Dharma, ma adesso le richieste arrivano da tutta Italia.

Sono donatori di coccole. Uomini e donne pronti a prendersi cura dei bambini in uno dei momenti più difficili della loro vita, quando sono in un letto di un ospedale, lasciati soli, e hanno un particolare bisogno di carezze, attenzioni, affetto.

Si diventa donatore di coccole dopo un breve corso di formazione.

Oltre mille persone, da tutta Italia, si sono fatte avanti chiedendo alla onlus I bambini di Dharma di partecipare al suo programma, negli ospedali di Brescia, per assistere piccoli, anche neonati, lasciati in ospedale perché rifiutati dalla famiglia, oppure sottratti ai genitori, o anche lungodegenti. Non solo: la valanga di richiesta è anche per poter fare iniziative simili a quella di Brescia anche in altri ospedali italiani.

LA FORMAZIONE DEI DONATORI DI COCCOLE –

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I donatori di coccole, una volta che vengono accettati (al momento sono 200 in formazione), frequentano un corso gratuito di cinque incontri, durante i quali viene spiegato il significato, l’importanza e il metodo della loro attività di volontari negli ospedali, pronti a distribuire carezze. A quel punto, dopo la formazione, i donatori di coccole entrano in azione, su segnalazione dei Servizi sociali di Brescia che indicano dove c’è bisogno del loro intervento.

COME AIUTARE I BAMBINI ABBANDONATI –

Tutto nasce anche sulla base di un’idea scientifica.

I bambini abbandonati, senza affetti, infatti, rischiano nel tempo di subire danni irreversibili dal punto di vista motorio e della capacità di linguaggio.

I donatori di coccole, che intanto studiano anche puericultura e psicologia pedagogica, servono proprio a bloccare questa deriva. E lo fanno con assoluta generosità, senza un euro in contropartita.

 

Illustrazione Giulietta De luca

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* Chi ama il gatto è più intelligente di chi preferisce il cane ?

Ricerca Usa: chi ama il gatto è più intelligente di chi preferisce il cane ?

 

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La personalità dell’uomo può essere raccontata dai suoi animali di compagnia. Secondo uno studio condotto nella Carroll University di Waukesha, nel Wisconsin (Usa) chi convive con un cane è tendenzialmente diverso rispetto a chi invece preferisce la compagnia di un gatto.

La ricerca è stata condotta su 600 studenti universitari chiamati a rispondere ad alcune domande sul loro carattere e su quale fosse, tra cane e gatto, l’animale preferito. Il 60% del campione preso in esame ha prediletto il cane, l’11% il gatto e il restante 29% non ha mostrato alcuna preferenza in particolare. Il primo gruppo ha motivato la propria scelta sottolineando il valore della compagnia offerta dal cane, mentre i secondi hanno prediletto il gatto per il modo con cui dimostra il proprio affetto.

Lo studio della Carroll University ha confermato quanto espresso da una ricerca del 2010 condotta su 4.500 persone, da cui emergeva che chi predilige i cani è in generale più espansivo, mentre è tendenzialmente introverso chi preferisce i gatti.

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A questo risultato si aggiungono ulteriori dettagli: chi preferisce il piccolo felino sarebbe di solito non solo più introverso, ma anche più sensibile, anticonformista ed intelligente rispetto a chi invece, amando la compagnia di Fido, è più attivo e incline a seguire le regole sociali.

Denise Guastello, professoressa di psicologia nella Carroll Universy, ha spiegato che parte delle differenze tra amanti di cani e gatti potrebbe derivare dalle abitudini associate alla convivenza con l’uno o l’altro animale: “ha senso che un amante di un cane sia più vivace, perché vuole stare all’aria aperta, fuori, vuole parlare con le persone mentre porta a spasso il cane. Chi è introverso e sensibile forse preferisce stare a casa a leggere un libro, con il vostro gatto che non ha bisogno di andare fuori a fare una passeggiata”.

E’ comunque possibile che le persone scelgano il cane o il gatto in base alla propria personalità, portando i timidi sull’animale più guardingo e l’estroverso su quello più socievole.

Un punto su cui potrebbero soffermarsi le ricerche perché potenzialmente interessanti nello sviluppo di zooterapie interessanti.

Circa l’intelligenza del padrone – secondo lo studio ne sarebbe più dotato chi predilige il gatto – è possibile che gli studiosi siano occorsi qui in uno dei sei luoghi comuni sugli introversi.

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Pet therapy

L’espressione pet therapy, zooterapia in italiano, indica una terapia dolce che si basa sull’interazione uomo-animale. Il termine inglese “pet”, come sostantivo ha il significato di “animale domestico”, ma come aggettivo ha il significato di “prediletto” e come verbo è inteso come “vezzeggiare”, “coccolare”, “viziare”. Il significato stesso di questi termini, ci riporta alla mente un’idea di dolcezza e di rispetto reciproco.

La zooterapia consiste in una terapia di supporto a quelle tradizionali, ciò vuol dire che la pet therapy non è quindi una terapia a sé stante, ma una co-terapia che può essere utilizzata su pazienti affetti da patologie di diverso tipo per ottenere un miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale o psicologico-emotivo.

Il fine che si propone la terapia con gli animali è quello di facilitare l’approccio medico e terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative specialmente nei casi in cui il paziente non mostra la volontà di collaborare. In molti casi, quindi, la presenza di un animale consente di stabilire un rapporto emotivo con il paziente, tramite il quale è possibile creare un canale di comunicazione paziente-animale-medico e stimolare la partecipazione attiva del soggetto.

Per chi è indicata la pet therapy?

La terapia con gli animali viene utilizzata come co-terapia nel trattamento di disturbi del comportamento, sindromi depressive e disabilità, ma è impiegata soprattutto nelle forme di autismo . La zooterapia viene praticata nelle scuole, nelle comunità di recupero per portatori di handicap fisici e/o psichici, nelle carceri e negli altri Stati anche negli ospedali e nelle case di cura.

I bambini rappresentano i soggetti che rispondono meglio alla terapia con gli animali perché la loro comunicazione è spontanea e si basa sull’instaurazione di un rapporto di tipo emotivo-affettivo. È stato possibile constatare che coloro che hanno problemi di apprendimento riescono, grazie all’interazione animale, ad ottenere autostima e fiducia in stessi.

Altro campo di impiego delle pet therapy è il supporto per quegli gli anziani che soffrono di depressione e solitudine spesso legate alla perdita del coniuge. In generale, il rapporto che si stabilisce tra persona ed animale aiuta tutti chi tende a rinchiudersi nell’isolamento per diverse ragioni, rappresentate anche da handicap fisico.

Pet Therapy: esiste in Italia?

Allo stato attuale, in Italia non esiste una netta definizione giuridica riguardo le procedure ed i requisiti necessari per la terapia con gli animali, ad eccezione della regione Veneto. Questo è dovuto al fatto che è compito delle singole regioni emettere delle normative in materia, condizione che ha portato alla formazione di uno scenario molto eterogeno, composto da singole associazioni che utilizzano metodologie operative spesso molto differenti tra loro.

La conseguenza è che, spesso, tali approcci si sono rilevati dannosi sia per il paziente che per l’animale coinvolto, in quanto non vi era uno staff organizzato che potesse monitorare al tempo stesso sia lo stato del paziente che dell’animale utilizzato nella terapia.

Il nostro Paese dovrebbe aggiornarsi in tal senso, per permettere a tante persone che hanno bisogno di godere dei benefici che possono donare i nostri amici animali grazie alla zooterapia.

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Per saperne di più clicca qui:

Pet therapy: la zooterapia per avere un aiuto dagli amici animali http://it.euroclinix.net/blog/salute-psiche/pet-therapy-zooterapia.html#ixzz34p509iQ8

http://scienze.fanpage.it