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* La buona notizia del venerdì: Questo momento è una grande opportunità per tutti gli esseri umani in tutto il mondo di cambiare strada.. Io comincio da me! e tu?

Ciò che per il bruco è una morte per la farfalla è una nascita”

Chi di voi non si è sentito intrappolato in una dimensione surreale e assolutamente inaspettata, colti di sorpresa e di stupore e di incredulità per esserci e per di più tutti insieme…

Tutti chi? Tutti gli esseri umani in tutti i luoghi della Terra.

Chi di voi non ha pensato subito di mettersi al sicuro con i soliti sistemi, fare provviste di ogni genere per poter sopravvivere a lungo, creare subito e prima possibile barriere sia materiali che psicologiche verso chiunque umano o animale, organizzare il lavoro da casa per continuare ad essere efficentissimi…

Poi stremati per tutta questa attività mentale e motoria siamo stati colti da una sensazione di silenzio fuori e dentro di noi come un tempo dilatato che mai avevamo concepito,come un meraviglioso vuoto da riempire di cose che avevamo spesso desiderato fare , di gente da rincontrare, di cieli da dipingere di blu e di emozioni di tutti i colori …

Ci siamo sentiti invasi da una certezza di non essere qui ed ora per caso e con un grande compito di osservatori per i posteri.

Ehi, ma chi ti credi di essere?

Intanto guardati veramente intorno e scegli con cura di cosa vuoi riempire questo nuovo tempo, nuovo per te, per i tuoi cari, per i tuoi amici,per il tuo intorno che ora è molto più della tua casa, la tua città, la tua nazione, è il mondo con tanti nuovi ruoli alla ribalta.

Ehi, non credi di esagerare?

Hai notato come la tua famiglia rappresenta un gruppo in continua evoluzione, che le “note stonate” sono risorse e che chiedere scusa a volte ristabilisce l’Armonia che desideri.

Con un occhio supercritico per esempio hai notato quante attività che ora non puoi fare oggettivamente sono superflue nella tua vita?

Lavori da casa e risparmi tempo da dedicare a te o ai tuoi cari e l’ambiente ringrazia.

Fai la spesa on line acquisti solo il necessario e risparmi sul badget e alimenti il tuo genio culinario.

Stare a casa ti suggerisce una diversa organizzazione degli spazi per creare armonia per tutti i componenti della famiglia e tanti modi di stare insieme a “ mettere a posto”

Hai mai scoperto quando eri piccola una cantina o una soffitta della nonna con ricette di cucina, guide di lavori a maglia, pastelli di luoghi incontaminati, oggetti misteriosi di uso comune.

E chi di noi non ha un cassetto da tempo chiuso in attesa di essere “messo a posto quando vado in pensione”

E ci viene voglia di sentire quel parente e pensa un po’ lo troviamo su FB e magari possiamo chiaccherarci con Skipe.

Viva la tecnologia se usata quando serve!

E mostrarne ai bambini quanto si può creare invece di subire passivamente. E scoprire che puoi comunicare anche la tua emotività se guardi negli occhi la persona al di là della rete.

Mettendo cartelli di buon augurio sul balcone scopro che nella palazzina ci sono due musicisti che suonano per tutta la piazza tutti i giorni alle 17 e mi commuovo.

E come ha acquistato valore la parola grazie, che continui a ripetere a chi ti consegna la spesa e anche al condomino burbero che ora invece ti chiede da lontano come stai ed è sincero.

Vabbè, tanto poi ricomincerà tutto come prima..

Niente sarà come prima. Hai riscoperto che tutti sono ancora capaci di pensare e agire attraverso l’Amore che è la colla che tiene insieme l’universo intero…da sempre e per sempre.

Ma tutto questo come ti fa sentire?

Ah molto bene, mi pare di respirare aria pura che in giro c’è solo chi è necessario per il bene di tutti.

Ma tu non sei compreso in quei tutti?

Ognuno è parte del tutto e ognuno può fare in piccolo o in grande secondo le sue possibilità!

Basta la Volontà di fare, fare con Amore per tutti come la goccia del mare fa il mare.

Qualcuno ha detto che se vuoi cambiare il mondo devi cambiare tu.

E allora vuoi avere fiducia che tutto cambierà per il bene di tutti?

E che presto torneremo a pranzare con gli amici, a passeggiare in riva al mare, ad abbracciarci e danzare nel sole …

Io sì e comincio da me!

Ma sì, il futuro sarà migliore!

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* L’ Universo di Giordano Bruno

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L’universo di Giordano Bruno non ha centro.

Sul finire del XVI secolo Giordano Bruno (Nola 1548 – Roma 1600) nel “De l’infinito universo et mondi” (1584) espose la tesi dell’infinità dell’universo e dell’infinità numerica dei mondi.

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In antitesi al geocentrismo tolemaico,egli afferma l’infinità dell’universo che non ha centro; ogni suo punto è al tempo stesso centro e periferia. Il centro ha senso solo se considerato in relazione di un punto di vista particolare negando, quindi, l’esistenza di qualsiasi posizione privilegiata. Afferma, inoltre, che esistono altri mondi.

“Io dico l’universo tutto infinito, perché non ha margine, termine, né superficie.
Dico l’universo non essere totalmente infinito, perché ciascuna parte che di quello possiamo prendere è finita, e de’ mondi innumerabili che contiene, ciascuno è finito”.

“Se il punto non differisce dal corpo, il centro da la circonferenza, il finito da l’infinito, il massimo dal minimo, sicuramente possiamo affirmare che l’universo è tutto centro, o che il centro de l’universo è per tutto; e che la circonferenza non è in parte alcuna, per quanto è differente dal centro; o pur che la circonferenza è per tutto, ma il centro non si trova in quanto che è differente da quella.”

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Sono sottoposti:

a Saturno,la vita, l’edificio, la dottrina,il mutamento;

a Giove l’onore,la ricchezza, l’indumento desiderato;

a Marte la guerra,il carcere, il matrimonio, il nemico;

al Sole la speranza la luce,la fortuna,gli eredi;

a Venere,l’amico,l’unione,l’amata,la via il viandante;

a Mercurio il linguaggio, la perdita, il denaro,il timore;

alla Luna il sogno, il palazzo , il furto.

Negli animi umani è insita una virtù che muta le cose: a questa si sottomettono le altre cose, quando si esprime un grande eccesso di odio, amore e sentimenti che per prova manifesta hanno la forza di vincolare e di alterare con grande efficacia.

E’ comunemente accertato che l’influenza esercitata sui moti dell’animo è la radice più profonda da cui germina per l’uomo la capacità di alterare non solo il proprio corpo,ma anche tutte le altre cose cui si rivolge,purché si tratti di realtà a lui inferiori, e soprattutto se saprà valersi di un’ora e di un ordine celeste propizi….

(liberamente tratto dal De Magia Mathematica)

Leggi anche:

https://lauracarpi.com/2016/02/18/la-lingua-degli-astri-e-musica-e-canto/

https://lauracarpi.com/2019/02/18/17-febbraio-1600-giordano-bruno/

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* L’Arcangelo Azrael di Plutone e dello Scorpione

Il noto sensitivo Edgar Cayce spiega che gli angeli erano molto attivi perché co-creatori col Creatore e, come tali, crearono gran parte dell’universo che vediamo. Quanti angeli furono creati? Secondo gli egizi, ogni stella nel cielo è la luce di un angelo, e ci sono più stelle nella parte dell’universo che è visibile dalla Terra che granelli di sabbia su tutte le spiagge e tutti i deserti della Terra!

Ognuno di noi è un angelo negli eserciti celesti!

Arcangelo Azrael

Azrael (“Colui che Dio aiuta”, talvolta chiamato anche Izra’il, Azra’il, Ashriel, Azriel, Azaril) è l’Arcangelo che governa su tutto ciò che è occulto e misterioso, è il Custode della Vita e della Morte ed il Guardiano delle Anime.

Nel Libro di Tobia (Bibbia) e nel Corano Azrael appare come la personificazione della Morte, nella teologia islamica è uno dei quattro Arcangeli principali (con Mikhail, Djibril ed Israfil).

Nella tradizione invece del primo periodo cristiano, divenne noto come Esdras, il profeta che porta lo spirito del Messia. Fu in questa storia del primo Cristianesimo che si sostenne che Azrael fosse asceso al cielo senza sperimentare la morte.È anche ricordato come ” Angelo della Legge “

Azrael è anche raffigurato come il più astuto e saggio degli arcangeli.

Una storia del Corano dice che Dio chiese ai quattro arcangeli Michele, Gabriele, Uriel ed Azrael di raccogliere sette manciate di terra dalla base dell’Albero della vita nel Giardino dell’Eden. Essi realizzarono che solo tre di loro avrebbero potuto presentarsi al Signore con due manciate, mentre l’ultimo avrebbe potuto prendere solo una manciata. Michele e Uriel immediatamente iniziarono a discutere su chi avrebbe dovuto portare due manciate, e chi avrebbe dovuto portarne solo una. Gabriel cercò di mediare tra i due, ma fu distratto anche lui dalla polemica in corso, consentendo così ad Azrael di prendere da solo le sette manciate di terra che mise successivamente in una borsa e che portò a Dio.

Azrael ( “Dio fortifica”) è uno dei capi degli Angeli Caduti.

Azrael insegnò agli uomini come fabbricare spade e scudi, e alle donne come abbellire le palpebre. Egli è “ il cavalcatore del serpente, seduttore degli uomini, alfiere di Satana, e rifiutò di chinare la testa davanti all’Adamo appena creato da Dio”.

Azrael è sempre stato una divinità ben nota gli antichi.

La sua funzione principale infatti fu (ma lo è tuttora e lo sarà in futuro) quella di accompagnare nell’aldilà le anime degli esseri umani.

Così l’Arcangelo fu noto agli egizi come Osiride, fu venerato come Anubi, il custode delle porte oscure del regno dei morti; Yama per gli Indù, Tanit per i fenici, ma anchePlutone, Ade, Caronte, il traghettatore delle anime dal mondo materiale a quello invisibile.

Azrael tiene il rotolo dove sono scritti i nomi di tutti gli esseri umani. Quando si avvicina il giorno della morte di una persona, una foglia col suo nome precipita dall’albero situato sotto il trono di Dio e dopo che quaranta giorni sono passati, Azrael separa l’anima dal corpo.

Ma Azrael è molto di più. Dalle sue mani nasce il “fiume Lete“, l’acqua che dà alla entità che lascia il corpo fisico l’oblio sulla vita appena trascorsa e le permette di riposare e riacquistare consapevolezza della sua natura divina.

Lui le apre le porte del Devachan, un luogo di serena beatitudine, in attesa di tornare a reincarnarsi con un compito nuovo, in un nuovo corpo e con una memoria libera di ricordi.

E’ dunque ad Azrael che fanno capo le legioni di “aiutatori invisibili” che si pongono accanto agli esseri umani in punto di morte, che ne guideranno con dolcezza i primi passi a comprendere la nuova realtà, ad allontanarsi dal corpo fisico ormai inutile ed incamminarsi verso la Luce.

Essi accorrono verso qualunque preghiera, detta in qualunque lingua, rivolta a qualunque altra divinità poichè le barriere di culto, di razza e di credo, esistono soltanto sulla Terra.

Azrael sviluppa negli esseri umani la capacità di sondare il mistero, la ricerca delle leggi inesplorate della natura.

E’ l’Arcangelo protettore degli occultisti, che anticamente si chiamavano Pizie, Sibille, Pitonesse e vivevano in appositi, veneratissimi luoghi di culto, e la loro vita aveva una dignità sacerdotale.

Sotto alla protezione di Azrael si trovano tutti i sacerdoti e le guide spirituali di ogni popolo e di religione, uomini con il compito speciale di guidare altri uomini verso il mistero della Divinità.

Azrael governa la sessualità e la morte-rinascita, le due tematiche sono infatti indissolubilmente legate: attraverso un atto sessuale nasciamo nel mondo fisico e mediante la padronanza dell’energia sessuale possiamo raggiungere l’immortalità.

Azrael domina la costellazione dello Scorpione, il suo giorno è il sabato , il colore il rosso-scuro e il nero.

costellazione dello scorpione
Lo Scorpione è un segno di Acqua collegato all’ottava casa dello Zodiaco, cioè alle tematiche di vita e morte, di ciò che è nascosto, e alla sessualità.

Plutone governa il segno dello Scorpione, è il nono pianeta del sistema solare.

Nella mitologia greca era chiamato Hades (“occulto”, “invisibile”, tra l’altro spesso indossava un elmo che lo rendeva impercettibile alla vista), figlio di Crono (Saturno) e di Rea (Cibele).

Il suo dominio era quello degli Inferi, il mondo sotterraneo che riuniva insieme i dannati (nel Tartaro), ed i giusti (nei Campi Elisi).

Plutone poteva punire ma anche ricompensare, in pratica reggeva insieme Inferno, Purgatorio e Paradiso.
Plutone rappresenta il potere rigenerativo e la nostra capacità ai cambiamenti radicali e alla rinascita: cicli della morte e del divenire.

 

A volte i cambiamenti provocano un senso di perdita, di mancanza anche in senso fisico, come una morte di una parte di noi. Ma la morte è solo un mutamento di stato, di dimensione. Annuncia la rinascita.  Questa è la spinta che annuncia il nuovo,e se la consideriamo una risorsa, il nuovo ci darà subito la visione di un futuro luminoso.

 

Il dono di Azrael ai nati sotto il suo segno, lo Scorpione, è il fascino; un magnetismo particolarissimo che nessun altro segno zodiacale possiede…

 

fonti.
http://www.iltempiodiastarte.com
(Giuditta Dembech) Tratto dal libro di Giuditta Dembech
Evelyn De’ Morgan “The Angel of Death” & “The Field of the Slain”(30 August 1855–2 May 1919)
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* Ma sì, il futuro sarà migliore!

il futuro sarà migliore

Prendimi per mano,
dimmi che cambiera’
che il treno si e’ fermato ma ripartira’
fammi giocare ancora sopra i campi se ce n’e’.
dimmi che mi terrai con te.
fammi vedere il mare prima che cambi il suo colore
dimmi che posso vederti pescare.


prendimi per mano,
dimmi che cambiera’
che si potra’ dormire col cuore in pace
dimmi che potro’giocare ancora
che posso continuare
a mettere briciole sul balcone


e faro’ come mi hai insegnato:
avro’ fiducia in quelli che verranno
e chi ha distrutto e chi ha rubato
sara’ lontano, sara’ disarmato


quando saro’ grande
lo so che cambiera’
avro’ un lavoro che mi piacera’
ed una casa che e’ sempre rivolta verso il sole
luce che mi fa bene al cuore
e sara’ piu’ bello anche il mio futuro amore


e faro’ come mi hai insegnato
combatti sempre chi ti porta via
la pace, l’aria e la speranza

vedrai il futuro sara’ migliore

Fabio Concato

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* Libertà è partecipazione

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LA LIBERTÀ E’ PARTECIPAZIONE

Vorrei essere libero! libero come un uomo!

Vorrei essere libero come un uomo!
Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura,
che cammina dentro a un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà!

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero! libero come un uomo!
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia,
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare,
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà!

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero! libero come un uomo!
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza,
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo,
è convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà!

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto, un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Giorgio Gaber. (1972)

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* Il cenacolo e le Costellazioni

Esistono messaggi esoterici nei dipinti del rinascimento Italiano?

Da sempre “ verità segrete venivano messe in evidenza” per chi sapesse cogliere il messaggio.

Talvolta i sapienti dell’antichità lasciavano tracce delle loro conoscenze esoteriche nei monumenti o nelle effigi, più spesso la tradizione era tramandata agli iniziati e rimaneva oscura per tutti gli altri, essendo esposta in modo simbolico.

Un mezzo attraverso il quale si facevano riferimenti occulti era l’astrologia, e l’importanza che questa forma di conoscenza occupava nella cultura del rinascimento italiano appare nelle opere degli artisti più significativi del tempo.

In tutte le opere di Leonardo da Vinci sembra che niente sia lasciato al caso.

Leonardo da Vinci era un grande iniziato, studioso di Astrologia e di Scienze Esoteriche, che nascose sempre i suoi studi segreti.

Egli condensò gran parte delle sue Conoscenze Superiori nel suo capolavoro più grande: il Cenacolo, che si trova nel convento di Santa Maria delle Grazie a Milano.

Il Cenacolo fu realizzato da Leonardo con particolari riferimenti simbolici ed astrologici, che egli tenne segreti per evitare di incorrere nelle condanne religiose dell’epoca provenienti dall’Inquisizione.

Nel Cenacolo confluiscono gli insegnamenti esoterici di Pitagora e di Ermete Trimegisto, nonché l’apporto cosmologico dei filosofi arabi per quanto riguarda l’Alchimia e la Cabala, e le cognizioni astrologiche di Tolomeo, Regiomontano e Alcabizio, anche con osservazioni e studi di fisiognomica.

Le pieghe della tovaglia, il soffitto a cassettoni, le lunette, gli apostoli, lo stesso Cristo hanno ciascuno un significato e un ruolo preciso.

Il soffitto a cassettoni è per Leonardo il quadrato magico del Sole, composto da 6 quadrati in orizzontale, 6 in verticale e 6 in diagonale, ovvero il 666, il numero della Bestia che, nell’Apocalisse di Giovanni, arriva sulla Terra per la battaglia finale tra bene e male prima della fine dei tempi.

Leonardo usa il quadrato per avvertire chi guarda la scena che si tratta di quell’epoca, del momento che si riferisce al 666 nelle Sacre scritture, ovvero del ritorno di Cristo.

Gesù Cristo, posto al centro del dipinto, corrisponde al Sole e ognuno dei 12 Apostoli corrisponde ad un Segno zodiacale, con correlazioni astrologiche e numerologiche di cui incarna le proprietà.

Le simbologie sacre ricorrono spesso al numero 12 e troviamo le analogie fra i dodici segni dello Zodiaco, i mesi dell’anno, le Tribù di Israele ed il numero degli apostoli di Gesù, così come ricordato dalla tradizione cristiana.
Gli apostoli sono riuniti dietro la tavola in quattro gruppi di tre persone, a rappresentare le stagioni, con Primavera ed Estate a destra (che è la parte più luminosa del dipinto), mentre Autunno ed Inverno sono a sinistra (la parte più in ombra). Il progredire antiorario dei segni zodiacali deve essere letto con la modalità usata da Leonardo nei suoi scritti, cioè da destra verso sinistra, cominciando ovviamente dal segno dell’Ariete, nel quale cade la Pasqua.

ARIETE: Simone Zelota

TORO.: Giuda Taddeo

GEMELLI: Matteo

CANCRO: Filippo

LEONE: Giacomo Maggiore

VERGINE :Tommaso

BILANCIA: Giovanni

SCORPIONE: Giuda Iscariota

SAGITTARIO: Pietro

CAPRICORNO : Andrea

ACQUARIO: Giacomo Minore

PESCI: Bartolomeo

Ognuno di essi rappresenta l’archetipo del segno che l’accompagna.

L’analogia tra i dodici apostoli – definiti da Jung come “ i più completi e soddisfacenti esempi di tipi psicologici che siano mai stati eleborati dalla mente umana” e i dodici segni zodiacali sembrano indicare la piena comunione tra cielo e terra, tra micro e macrocosmo.

Matteo e Giuda Taddeo

Leonardo stesso si autoritrasse nei panni dell’Apostolo Taddeo, da lui posto sotto il Segno del Toro, cioè lo stesso Segno zodiacale nel quale si trovava il Sole al momento della sua nascita, anzichè nell’Ariete, perchè il 15 Aprile 1452 il Sole era già entrato nel Toro a causa del Calendario Giuliano ancora vigente.

Spicca anche lo spazio vuoto fra la spalla destra di Gesù e la figura che gli sta accanto.

Lo spazio è a forma di “V” e potrebbe essere il simbolo stesso del calice dell’ultima cena: il Graal celato nelle forme e curiosamente assente dalla tavola imbandita, malgrado le fonti canoniche ne parlino espressamente (Marco, XIV, 23):

Fra i tanti simboli del famoso dipinto è la figura seduta a fianco di Gesù.

La tradizione vuole che si tratti di San Giovanni, il prediletto discepolo a cui si attribuiscono un Vangelo e l’Apocalisse.

Alcuni riconoscono invece, nei tratti tipicamente femminili, Maria Maddalena, che un’antica tradizione iniziatica narra fosse la sposa di Cristo.
Molti hanno ritenuto, infatti, probabile che questa donna, riconosciuta anche dai Vangeli canonici come figura importante al pari degli Apostoli, sia stata effettivamente la moglie di uno di loro.

Del resto risulta che molte donne erano tra i discepoli di Gesù.

Leonardo volle celebrare in Maria Maddalena l’archetipo della “Donna”, quella che pagani prima e cristiani poi, individuarono come Madre Divina, colei che Goethe chiamò Eterno Femminino, cioè l’incarnazione eterna della  paleolitica e neolitica, che, come sacro Utero rappresenta un calice vivente, che può accogliere, nutrire e proteggere dentro di sé la Vita.

Così Leonardo avrebbe dipinto il Sacro Graal nella figura di Maddalena: non un calice materiale, ma una sua metafora vivente come contenitore dell’archetipo della Vita stessa.

La posizione centrale di Gesù, che separa i due gruppi di sei apostoli, rappresenta il conseguimento di un equilibrio dinamico delle forze che in natura normalmente si oppongono.
In questo modo la figura di Gesù si presenta come simbolo dell’Equinozio, quel confine astronomico che regola i rapporti tra buio e luce, tra notte e giorno, tra morte e rinascita.

Anche dal punto di vista astrologico i simboli sono chiari: il moto apparente del Sole-Padre aveva da poco mostrato la meraviglia dell’Equinozio di primavera, che già stabiliva il momento della sacralità della Pasqua in riferimento alla Luna-Madre.

Leonardo esprime, e non solo in questa sua emblematica opera, la concezione che l’essere umano è uno dei tanti elementi della manifestazione.

L’Energia del Cosmo è una Unità che si esprime in molteplici forme nei regni di natura, minerale, vegetale, animale, umano.

Tutto ciò che è manifesto ha una coscienza, dal granello di sabbia ai pianeti, stelle e soli.

Tutto è governato dalle stesse leggi.Tutto è interdipendente.

Tutto si evolve ciclicamente in un continuo divenire.

Come sopra così sotto.

( sono solo spunti per approfondire)

leggi anche: ” Le Marie:Lo sposo e la sposa”

fonti:

http://www.astrologiainlinea.it/

http://www.astercenter.net

http://www.scienze-astratte.it/il-cenacolo-di-leonardo.html

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L’amor che move il sole e l’altre stelle…ed io avrò cura di te…

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie

dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via

Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo

Dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai

Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore

dalle ossessioni delle tue manie

supererò le correnti gravitazionali

lo spazio e la luce per non farti invecchiare

E guarirai da tutte le malattie

perchè sei un essere speciale

ed io

avrò cura di te….

vagavo per i campi del Tennesse

come vi ero arrivato chissà !

Non hai fiori bianchi per me?

Piu’ veloci di aquile i miei sogni attraversano il mare

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza

Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza

I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi

la bonaccia d’agosto non calmera’ i nostri sensi

Tessero’ i tuoi capelli come trame di un canto

Conosco le leggi del mondo e te ne farò dono

Supererò le correnti gravitazionali

lo spazio e la luce per non farti invecchiare

Ti salverò da ogni malinconia

perchè sei un essere speciale

ed io

avrò cura di te…

Io sì…. che avrò cura di te …

( Franco Battiato)

https://youtu.be/uPLVPZPuPzU

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* L’estate di San Martino dura almeno tre giorni! Quest’anno di più!

L’11 Novembre si celebra San Martino, patrono di Belluno e di un centinaio di altri comuni, nonché protettore di albergatori, cavalieri, fanteria, mendicanti, sarti, sinistrati, vendemmiatori e forestieri.

La leggenda vuole che proprio in concomitanza di questa data l’Italia, ma anche parte dell’Europa, viva la cosiddetta Estate di San Martino, un periodo autunnale in cui, dopo le prime gelate, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore.

La leggenda del mantello di San Martino è molto antica e non si sa quando sia stata associata dalla memoria popolare e contadina al bel periodo che caratterizza la seconda decade di novembre che noi chiamiamo Estate di San Martino mentre nei Paesi anglosassoni viene definita Indian Summer: Estate Indiana.

E in alcune lingue slave, tra le quali il russo, è denominata “ Bab’ e Leto”, “ Estate delle Nonne”

L’espressione “estate indiana” fa riferimento alla storia dei nativi che un tempo approfittavano di questo particolare periodo per terminare la raccolta prima del sopraggiungere dell’inverno.
Sia come sia San Martino e l’Estate Indiana vengono festeggiate a partire dall’11 novembre e per tre o quattro giorni.

san-martino_

Martino di Tours nacque a Candes-Saint-Martin il 316 o 317 e fu così chiamato dal padre, importate ufficiale dell’Esercito romano, in onore di Marte, il dio della Guerra. Da adolescente si trasferì con la famiglia a Pavia ove all’età di 15 anni si arruolo nell’esercito. Mandato in Gallia conobbe il Cristianesimo tant’è che si congedò dalle armi divenendo monaco nella regione di Poitiers.

Quando Martino era ancora un militare, ebbe la visione che diverrà l’episodio più narrato della sua vita e quello più usato dall’iconografia .

Si narra infatti che quando si trovava alle porte della città di Amiens, in una giornata di pioggia, vento e gelo con i suoi soldati, incontrò un mendicante seminudo. D’impulso tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise con il mendicante.

Martino, contento di avere fatto la carità, spronò il cavallo e se ne andò sotto la pioggia, che cadeva più forte che mai. Ma fatti pochi passi ecco che smise di piovere ed il vento si calmò. Di lì a poco le nubi si diradarono, il cielo divenne sereno e l’aria si fece mite. Il sole cominciò a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello.

Quella notte sognò che Gesù si recava da lui e gli restituiva la metà di mantello che aveva condiviso. Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro.

Sebbene l’Estate di San Martino rimanga una leggenda popolare, essa trova tuttavia un reale riscontro fisico.

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar; 

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull’uscio a rimirar


tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.

Giosuè Carducci

 

Ma qui ad Ostia c’è stato un sole ma un sole che stavamo in camicetta e qualche nordico faceva persino il bagno!

Questa sì che è estate san martinese ?

 

l’estate di San Martino solitamente dura tre giorni ed un pochino. “

 

 

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* La buona notizia del venerdì: No estate di San Martino? eppure c è stata il 7 novembre! In anticipo!

L’11 Novembre si celebra San Martino, patrono di Belluno e di un centinaio di altri comuni, nonché protettore di albergatori, cavalieri, fanteria, mendicanti, sarti, sinistrati, vendemmiatori e forestieri.

La leggenda vuole che proprio in concomitanza di questa data l’Italia, ma anche parte dell’Europa, viva la cosiddetta Estate di San Martino, un periodo autunnale in cui, dopo le prime gelate, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore.

La leggenda del mantello di San Martino è molto antica e non si sa quando sia stata associata dalla memoria popolare e contadina al bel periodo che caratterizza la seconda decade di novembre che noi chiamiamo Estate di San Martino mentre nei Paesi anglosassoni viene definita Indian Summer: Estate Indiana.

E in alcune lingue slave, tra le quali il russo, è denominata “ Bab’ e Leto”, “ Estate delle Nonne”

L’espressione “estate indiana” fa riferimento alla storia dei nativi che un tempo approfittavano di questo particolare periodo per terminare la raccolta prima del sopraggiungere dell’inverno.
Sia come sia San Martino e l’Estate Indiana vengono festeggiate a partire dall’11 novembre e per tre o quattro giorni.

san-martino_

Martino di Tours nacque a Candes-Saint-Martin il 316 o 317 e fu così chiamato dal padre, importate ufficiale dell’Esercito romano, in onore di Marte, il dio della Guerra. Da adolescente si trasferì con la famiglia a Pavia ove all’età di 15 anni si arruolo nell’esercito. Mandato in Gallia conobbe il Cristianesimo tant’è che si congedò dalle armi divenendo monaco nella regione di Poitiers.

Quando Martino era ancora un militare, ebbe la visione che diverrà l’episodio più narrato della sua vita e quello più usato dall’iconografia .

Si narra infatti che quando si trovava alle porte della città di Amiens, in una giornata di pioggia, vento e gelo con i suoi soldati, incontrò un mendicante seminudo. D’impulso tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise con il mendicante.

Martino, contento di avere fatto la carità, spronò il cavallo e se ne andò sotto la pioggia, che cadeva più forte che mai. Ma fatti pochi passi ecco che smise di piovere ed il vento si calmò. Di lì a poco le nubi si diradarono, il cielo divenne sereno e l’aria si fece mite. Il sole cominciò a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello.

Quella notte sognò che Gesù si recava da lui e gli restituiva la metà di mantello che aveva condiviso. Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro.

Sebbene l’Estate di San Martino rimanga una leggenda popolare, essa trova tuttavia un reale riscontro fisico.

Si avvicina l’estate di San Martino…

Ecco la tendenza meteo.

Estate di San Martino? Non quest’anno, 7 novembre 2017 – 

Circolazione depressionaria sul Mediterraneo in questa prima settimana di novembre con condizioni meteoinstabili o perturbate a tratti da Nord a Sud della Penisola. 

Nelle prossime settimane non è escluso poi che novembre ci faccia assaporare anche un anticipo dell’inverno 

Prossimo Sabato cadrà l’estate di San Martino, ma stando alle ultime uscite dei modelli il clima non sarà certo estivo. La depressione sul Mediterraneo centrale dovrebbe infatti ancora perdurare rinnovando condizioni meteo all’insegna del tempo instabile e dalle temperature tipicamente autunnali.

 

Ma il 7 novembre qui ad Ostia c’è stato un sole ma un sole che stavamo in camicetta e qualche nordico faceva persino il bagno!

Un anticipo di estate san martinese ?

 

l’estate di San Martino solitamente dura tre giorni ed un pochino. “

 


 

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* L’estate di San Martino

L’11 Novembre si celebra San Martino, patrono di Belluno e di un centinaio di altri comuni, nonché protettore di albergatori, cavalieri, fanteria, mendicanti, sarti, sinistrati, vendemmiatori e forestieri.

La leggenda vuole che proprio in concomitanza di questa data l’Italia, ma anche parte dell’Europa, viva la cosiddetta Estate di San Martino, un periodo autunnale in cui, dopo le prime gelate, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore.

La leggenda del mantello di San Martino è molto antica e non si sa quando sia stata associata dalla memoria popolare e contadina al bel periodo che caratterizza la seconda decade di novembre che noi chiamiamo Estate di San Martino mentre nei Paesi anglosassoni viene definita Indian Summer: Estate Indiana.

E in alcune lingue slave, tra le quali il russo, è denominata “ Bab’ e Leto”, “ Estate delle Nonne”

L’espressione “estate indiana” fa riferimento alla storia dei nativi che un tempo approfittavano di questo particolare periodo per terminare la raccolta prima del sopraggiungere dell’inverno.
Sia come sia San Martino e l’Estate Indiana vengono festeggiate a partire dall’11 novembre e per tre o quattro giorni.

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Martino di Tours nacque a Candes-Saint-Martin il 316 o 317 e fu così chiamato dal padre, importate ufficiale dell’Esercito romano, in onore di Marte, il dio della Guerra. Da adolescente si trasferì con la famiglia a Pavia ove all’età di 15 anni si arruolo nell’esercito. Mandato in Gallia conobbe il Cristianesimo tant’è che si congedò dalle armi divenendo monaco nella regione di Poitiers.

Quando Martino era ancora un militare, ebbe la visione che diverrà l’episodio più narrato della sua vita e quello più usato dall’iconografia .

Si narra infatti che quando si trovava alle porte della città di Amiens, in una giornata di pioggia, vento e gelo con i suoi soldati, incontrò un mendicante seminudo. D’impulso tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise con il mendicante.

Martino, contento di avere fatto la carità, spronò il cavallo e se ne andò sotto la pioggia, che cadeva più forte che mai. Ma fatti pochi passi ecco che smise di piovere ed il vento si calmò. Di lì a poco le nubi si diradarono, il cielo divenne sereno e l’aria si fece mite. Il sole cominciò a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello.

Quella notte sognò che Gesù si recava da lui e gli restituiva la metà di mantello che aveva condiviso. Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro.

Sebbene l’Estate di San Martino rimanga una leggenda popolare, essa trova tuttavia un reale riscontro fisico.

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Infatti la carta mostra una moderata espansione dell’alta pressione delle Azzorre dalla Spagna verso l’Europa centrale, lasciando invece strade alle correnti perturbate fredde solo sull’Europa nordorientale. A risentirne maggiormente sembrano appunto le regioni centro-settentrionali del Paese, mentre quelle meridionali appaiono penalizzate dalla presenza di un’area di bassa pressione sul Mediterraneo meridionale.

Quest’anno arriva la tempesta di San Martino, così ribattezzata perchè porterà maltempo tra domenica e lunedì, per l’appunto giorno si San Martino. L’affondo di aria artica sul Mediterraneo centrale darà infatti vita ad un vortice ciclonico sulla Valpadana, in rapida discesa verso il Centrosud dove porterà piogge, temporali, forte vento e persino il ritorno della neve sull’Appennino. 


Come vuole la tradizione

l’estate di San Martino solitamente dura tre giorni ed un pochino. “

http://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/estate-di-san-martino–scienza-o-mito–55087