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* La stella di Natale e di Capodanno brilla quest’anno di due stelle anzi due pianeti, Giove e Saturno vicini vicini in un unico grande punto luminoso!

La stella di Natale 2020 brilla da oggi di due stelle, anzi due pianeti Giove e Saturno vicini vicini in un unico grande punto luminoso!

Si tratta di un fenomeno astronomico di estrema rarità. La congiunzione tra Saturno e Giove si verifica una volta ogni 20 anni, ma quella di quest’anno sarà resa unica dalla posizione della Terra, che farà in modo che i due pianeti sembrino ancor più vicini.  L’evento sarà visibile da ogni punto del Pianeta, in presenza di cielo limpido, in direzione sud-ovest, a partire da mezz’ora dopo il tramonto

L’ultimo avvistamento simile risale al Medioevo. “Bisogna tornare indietro fino all’alba del 4 marzo 1226 per vedere lo stesso allineamento tra corpi celesti”,

Ma la stella di Natale e Capodanno è Sirio la più grande e lucente di sempre

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Intorno alla mezzanotte dei giorni che precedono e seguono il Solstizio d’inverno e Capodanno, tutti gli anni, da molte migliaia di anni, appare verso sud la più grande e lucente stella del firmamento, Sirio. E’ più lucente di un pianeta e non si può sbagliare nel riconoscerla.

Sirio non è una stella come tutte le altre. Essa è davvero particolare, anzi per meglio dire, speciale. Essa marca la direzione verso la quale la Terra e tutto il sistema solare si stanno dirigendo. Cioè intorno alla mezzanotte di ogni capodanno guardando Sirio automaticamente noi guardiamo l’autostrada sulla quale stiamo procedendo. Sirio, o Iside, la “Sothis” greca o la “Spdt” egiziana, potrebbe essere la meta del nostro viaggio, una visita alla Monna Lisa del cosmo. E la sua lucentezza sembra fatta apposta per facilitarci questo viaggio, come per dire “segui la mia luce di splendore e ti ritroverai a casa”.

Sirio ci indica la nostra posizione nella nostra galassia e la direzione verso la quale la Terra e tutto il sistema solare si stanno dirigendo. Verso di Lei, come detto, c’è la direzione della nostra meta ed il nostro futuro intorno al centro della nostra galassia. A 90 gradi, a sinistra, c’è la parte di cielo che noi possiamo vedere bene alla mezzanotte dei giorni intorno all’equinozio di primavera, la parte di cielo più piena di stelle proprio perchè quella è la direzione del centro del nostro ammasso galattico intorno al quale tutto il sistema solare gira. Ancora più avanti, alla mezzanotte dei giorni intorno al solstizio d’estate, la parte di cielo che si apre davanti a noi indica la zona o strada da cui siamo passati e stiamo provenendo. Proseguendo ancora, alla mezzanotte dei giorni intorno all’equinozio d’autunno possiamo vedere la parte di cielo più povera di stelle proprio perchè stiamo guardando verso la parte opposta a quello del centro galattico. Finchè di nuovo, alla mezzanotte dei giorni intorno al solstizio d’inverno e capodanno, la nostra bella Sirio, o Iside, ritorna a splendere come non mai e ad indicarci la nostra meta con Lei come guida.

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Sirio, nella plurimillenaria storia egiziana, rappresenta la grande dea Iside. Stella e Dea sono entrambe affascinanti e misteriose ed interi volumi sono stati scritti su entrambe. La loro storia risale alla notte dei tempi ed il loro culto è all’origine delle nostre fedi religiose. Sirio è bella, come Iside è bella. ed il loro misterioso fascino di natura femminile può forse essere paragonato all’ispirazione del Divino dato dal quadro più famoso al mondo, la celebre Monna Lisa di Leonardo.

Sirio era la rappresentazione della dea Iside, moglie di Osiride, a sua volta rappresentato dalla seconda forse più bella costellazione del cielo, la costellazione di Orione. Così Sirio, o Iside, segue Orione, o Osiride, nel cielo per l’eternità, a testimonianza del loro Amore cosmico e dell’Amore universale, oltre che di forse profonde verità, spirituali e scientifiche che ancora oggi ci sfuggono.

La famosa Stella di Natale, che noi mettiamo su tutti i presepi, non è altro che Sirio, o Iside, la più lucente e bella stella che da millenni, nei giorni di Natale, illumina la capanna del nuovo anno che nasce e la capanna della divinità che nasce e che rinasce con noi e dentro di noi.

Fino all’avvento del Cristianesimo il culto di Iside era osservato in tutto l’oriente  e nei paesi del mediterraneo. Anche a Roma e nel mondo romano esso era conosciuto e praticato e vi erano molte statue che la raffiguravano con un bambino in braccio.

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Il bambino che Iside portava in braccio era suo figlio Horus, o Horo, avuto, così dice la leggenda, in pratica per magia o, come diremmo noi oggi, per opera dello spirito santo, anche se il concepimento fu frutto del seme di Osiride, perchè quando Lei concepì Horus suo marito Osiride era già morto, caduto in una trappola mortale tesagli, per invidia per il suo successo e popolarità, da suo fratello Seth assieme ad altri 72 congiurati.

Osiride fu un grande civilizzatore e girò il mondo intero portando il primo fondamentale messaggio di luce di sapienza, fratellanza, amore, giustizia, spiritualità, pace e perdono a tutti gli esseri umani. Insomma egli fu, molte migliaia di anni prima, il nostro Gesù così come Iside fu l’antesignana della Madonna col Bambino. E fu la storia di Iside a dare chiaramente l’idea al Cristianesimo dell’Immacolata Concezione.

L’importanza, la grandezza ed il mistero di Sirio non finiscono qui. Sirio fu scelta dagli antichi egiziani, già dai tempi predinastici, dal 3500 A.C. per certo, ma forse risalente a tempi più antichi, quale stella adatta a marcare l’anno di 365,2422 giorni che noi oggi conosciamo col calendario Gregoriano. Ciò era possibile perchè Sirio era, ed è, l’unica stella del firmamento che non ha movimenti precessionali come tutte le altre stelle. Noi sappiamo che a causa della precessione degli equinozi ogni 2160 anni circa tutte le stelle subiscono appunto un movimento precessionale di 30 gradi di ascensione retta. Sappiamo, per esempio, che a causa di tale movimento fra alcune migliaia di anni la stella che c’indicherà la direzione del Nord sarà la stella Vega e non più la attuale stella Polare dell’Orsa Minore. Ebbene per Sirio ciò non è accaduto e non si è verificato per oltre, ad oggi, 5500 anni!!

Quindi Sirio è la stella fissa, o quasi, per eccellenza.

Un punto fermo nel Cosmo quasi a voler dare la possibilità a tutti gli uomini del pianeta di poter trovare, un giorno, la giusta strada della verità nella sapienza e nella spiritualità. Essa pertanto indica il Natale, Capodanno e l’Epifania tutti gli anni, adesso come duemila anni fa e come sei mila anni fa ed ancora più indietro.

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Sirio inoltre è la stella che al centro del cielo ed in direzione sud, era traguardata, come attraverso un cannocchiale, dal condotto meridionale della Camera della Regina della Grande Piramide di Giza, condotto che pertanto appare essere stato costruito appositamente per Lei, questa stella fantastica e più che speciale. Gli antichi si dovettero rendere conto dell’importanza e dell’eccezionalità di questa stella, molto più di quanto siamo disposti a concedere noi oggi, nella nostra scettica aridità spirituale, pianificando la costruzione del più grande monumento al mondo, la Grande Piramide di Giza in Egitto, intorno alla sua essenza di Stella e Dea.

L’aver voluto far rappresentare l’unicità di questa splendente e magnifica stella dalla Dea Iside, una Donna, sembra infine essere stata una deliberata e chiara testimonianza dei fondatori della civiltà umana ad onorare, rispettare e ad amare la femminilità e l’eterno femminino di tutte le Donne, portatrici dell’affascinante mistero del Divino e dell’Amore che è all’origine della Vita e della sua rigenerazione.

Ogni Natale ed ogni Capodanno, la stella di Natale, Sirio, ci invita a riflettere su quale strada e quale percorso intraprendere , il cammino sul quale l’uomo pensante moderno può ritrovare i suoi valori . Perchè è su questa Terra che quest’uomo è qui ora per imparare a riconoscere se stesso.

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Per trovare Sirio nel cielo invernale

A mezzanotte di ogni 31 Dicembre Sirio è osservabile esattamente a Sud, cioè nella posizione dove a mezzogiorno il Sole raggiunge la massima altezza. Un’ora prima della mezzanotte, alle 23.00, Sirio si trova 15° (gradi) più a sinistra della detta posizione. Alle 01.00, un’ora dopo la mezzanotte, Sirio si trova 15° più a destra della detta posizione. E così via di seguito. Ed è così per migliaia e migliaia di anni.

A mezzanotte di ogni 1° Dicembre, un mese prima di Capodanno, Sirio si trova 30° più a sinistra sempre della stessa detta posizione. Ed a mezzanotte del 31 Gennaio, un mese dopo il Capodanno, Sirio si trova 30° più a destra della detta posizione o direzione.

“ In primo luogo vi è l’energia o forza emanata dalla stella Sirio. Cercando di esprimere a parole il concetto, l’energia del pensiero, o forza mentale, nella sua totalità, raggiunge il sistema solare da un lontano centro cosmico attraverso Sirio. Sirio funziona da trasmettitore, o da punto focale, da cui partono quelle influenze che producono l’autocoscienza nell’uomo. “ Alice A. Bailey

Fonti

Paperblog

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* Con il solstizio invernale la luce riprende gradualmente il suo dominio sul buio fino al solstizio estivo… come ogni anno…come ogni ciclo delle stagioni da eoni a eoni…


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Solstizio d’inverno: 21 dicembre 

In termini astronomici, in questo periodo il sole inverte il proprio moto nel senso della “declinazione”, cioè raggiunge il punto di massima distanza dal piano equatoriale. Il buio della notte raggiunge la massima estensione e la luce del giorno la minima.

Si verificano cioè la notte più lunga e il giorno più corto dell’anno.

Subito dopo il solstizio, la luce del giorno torna gradatamente ad aumentare e il buio della notte a ridursi fino al solstizio d’estate, in giugno, quando avremo il giorno più lungo dell’anno e la notte più corta.

Il giorno del solstizio cade generalmente il 21, ma per l’inversione apparente del moto solare diventa visibile il terzo/quarto giorno successivo.

Il sole, quindi, nel solstizio d’inverno giunge nella sua fase più debole quanto a luce e calore, pare precipitare nell’oscurità, ma poi ritorna vitale e “invincibile” sulle stesse tenebre. E proprio il 25 dicembre sembra rinascere, ha cioè un nuovo “Natale”.

Tre giorni dal 21 al 25 dicembre.

Tre giorni di buio apparente quindi occorrono perchè il Sole torni a mostrarsi visivamente a risplendere come fonte di ogni vita in cammino verso il nuovo ciclo dell’anno.

Ogni anno il Solstizio invernale appare come una fine e una rinascita. La fine dell’anno passato e l’inizio del nuovo. E questo è il ciclo della Vita.

Le genti dell’ antichitá si consideravano parte dei fenomeni della natura che ritenevano l’espressione nella vita terrestre dei grandi cicli del cosmo.

Al centro di questi cicli c’era l’astro che scandiva il ritmo della giornata, la “stella del mattino” che determinava i ritmi della fruttificazione e che condizionava tutta la vita dell’uomo. Temere che il sole non sorgesse più, vederlo perdere forza d’inverno riducendo sempre più il suo corso nel cielo, era un’esperienza che minacciava la vita di ogni regno di natura.

Così celebravano riti per assicurare la rigenerazione del sole e si accendevano fuochi per sostenerne la forza e per incoraggiare la rinascita e la ripresa della sua marcia trionfale.

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Questo avvenimento iniziò ad essere celebrato dai nostri antenati, ad esempio presso le costruzioni megalitiche di Stonehenge, in Gran Bretagna, di Newgrange, Knowth e Dowth, in Irlanda o attorno alle incisioni rupestri di Bohuslan, in Iran, e della Val Camonica, in Italia, già in epoca preistorica e protostorica.

Esso, inoltre, ispirò il “frammento 66” dell’opera di Eraclito di Efeso (560/480 a.C) e fu allegoricamente cantato da Omero (Odissea 133, 137) e da Virgilio (VI° libro dell’Eneide).

Quello stesso fenomeno, fu invariabilmente atteso e magnificato dall’insieme delle popolazioni indoeuropee: i Gallo-Celti lo denominarono “Alban Arthuan” (“rinascita del dio Sole”); i Germani, “Yulè” (la “ruota dell’anno”); gli Scandinavi “Jul” (“ruota solare”); i Finnici “July” (“tempesta di neve”); i Lapponi “Juvla”; i Russi “Karatciun” (il “giorno più corto”)”. (1)

Durante queste feste venivano accesi dei fuochi (usanza che si ritrova nella tradizione natalizia di bruciare il ceppo nel camino la notte della vigilia) che, con il loro calore e la loro luce, avevano la funzione di ridare forza al sole indebolito.
Spesso questi rituali avevano a che fare con la fertilità ed erano quindi legati alla riproduzione. Da qui l’usanza, nelle antiche celebrazioni, di danze e cerimoniali propiziatori dell’abbondanza e in alcuni casi, come negli antichi riti celtici e germanici, ma anche romani e greci, di accoppiamento durante le feste.

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Presso i celti era in uso un rito in cui le donne attendevano, immerse nell’oscurità, l’arrivo della luce-candela portata dagli uomini con cui veniva acceso il fuoco, per poi festeggiare tutti insieme la luce intorno al fuoco.

Yule, o Farlas, è insieme festa di morte, trasformazione e rinascita.

Il Re Oscuro, il Vecchio Sole, muore e si trasforma nel Sole Bambino che rinasce dall’utero della Dea: all’alba la Grande Madre Terra dá alla luce il Sole Dio.
La Dea è la vita dentro la morte, perche’ anche se ora è regina del gelo e della oscuritá, mette al mondo il Figlio della Promessa, il Sole suo amante, che la rifeconda riportando calore e luce al suo regno.

I solstizi possono anche leggersi come portali energetici, passaggi dimensionali per nuovi cambiamenti : ”il portale degli uomini”, corrispondente al solstizio d’estate, mentre il solstizio d inverno e’ ” la porta verso il divino”.

Il Solstizio d’Inverno corrisponde alla presa di coscienza della propria spiritualità, come uscita nella luce. Un fascio di luce che penetra da un’apertura nel tetto della “caverna” e che genera quell’illuminazione di riflesso, descritta anche dal mito della caverna sacra di Platone e la cui fonte è il “Sole Intellegibile”.

La rinascita solare rappresenta il simbolo della rigenerazione cosmica, e il Sole e la Luce sono associati all’idea d’immortalità dell’uomo, che rinnova la sua nascita spirituale, verso una maggiore acquisizione della sua consapevolezza, nelle notti del solstizio d’inverno.

E’ il momento in cui, quando la notte ed il buio sembrano prevalere e sovrastarci, è necessario mantenere accesa la fiamma della Coscienza, che al mattino con la Luce ci spingerà a nuove e potenzianti scelte per realizzare i nostri obbiettivi.

Questa è l’opportunità che ogni anno si rinnova nei “ tre giorni di buio” del solstizio invernale.

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Regina del Sole, Regina della Luna
Regina dei corni, Regina dei fuochi
Portaci il Figlio della Promessa.
E’ la Grande Madre che Lo crea
E’ il Signore della Vita che è nato di nuovo!
L’oscurità e la tristezza vengono messe da parte
quando il Sole si leva di nuovo!
Sole dorato, delle colline e dei campi,
illumina la Terra, illumina i cieli,
illumina le acque, accendi i fuochi!!
Questo è il compleanno del Sole,
io che son morto, oggi son di nuovo vivo.
Il Sole bambino, il Re nato in inverno!

(canto tradizionale tratto da “La danza a spirale” di Starhawk)

Leggi anche:

Solstizio d’inverno ” Sol Invictus”

Chiamata per il solstizio d’inverno

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* Così si festeggia il ritorno della luce

Il solstizio d’inverno, quest’anno atteso nella notte tra il 21 e il 22 dicembre, è stato da sempre celebrato nel mondo da un considerevole numero di feste tradizionali. Queste onorano il ritorno della luce durante i giorni più bui dell’anno.

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Stonehenge (Wiltshire, Regno Unito)

Le origini di questo monumento preistorico non sono ancora chiare. Tuttavia, è ormai stato appurato come il sole si insinui perfettamente tra le due pietre verticali, denominate del Grande Trilithon. Sin dalle prime ore del mattino, il sito è aperto per consentire a migliaia di appassionati e curiosi di celebrare l’alba in un’atmosfera spirituale, intrisa di musica tradizionale, fuochi e lanterne.

Lantern Festival (Vancouver, Canada)

The Secret Lantern Society organizza ogni anno processioni illuminate, musica e performance artistiche nei quattro quartieri di Vancouver. Vagando per le strade della città, tra percorsi illuminati da candele, è possibile beneficiare di un ambiente rilassante che unisce passato e futuro.

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Kensington Market Winter Solstice (Toronto, Canada)

La città canadese illumina la notte più lunga dell’anno con una spettacolare festa di luci, alla quale prendono parte mangiatori di fuoco e giocolieri, ballerini e musicisti.

Bruciare gli orologi (Brighton, Regni Unito)

Si tratta di una processione illuminata organizzata negli ultimi venti anni. Oggi 2 mila manifestanti e circa 20 mila spettatori prendono parte ai festeggiamenti. I partecipanti, con in mano lanterne e festoni, passeggiano per la strada e fanno dei grandi falò con gli orologi, a significare il passaggio del tempo.

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Yule Log (Riga, Lettonia)

La tradizione natalizia si trova in molte culture europee. Il Museo Etnografico della Lettonia conserva le tradizioni popolari lettoni ancora vive nella capitale, mentre per i mercatini della città girovagano mascherati terrificanti spiriti maligni, il cui compito è quello di “raccogliere” i problemi dell’anno appena trascorso.

Vilnius, Lituania

Nella vicina Lituania, tradizione vuole che il rito natalizio veda la comunità trascorrere la notte più lunga dell’anno trascinando ceppi di alberi a casa della gente per raccogliere gli spiriti oscuri. Lo scopo è quello di portare via l’energia negativa e dare il benvenuto al sole.

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Montol Eve (Penzance, Regno Unito)

La gente di questa città del sud-ovest dell’Inghilterra si veste con costumi di danza tradizionali, che ricordano quelli tipici del carnevale di Venezia. Una fiaccolata, soprannominata il “fiume di fuoco”, giunge fino al punto più alto della città per accendere un faro e illuminare la gente.

Dongzhi Festival (Cina)

Il solstizio d’inverno è una festa importante anche in Cina e in altre parti dell’Asia orientale, dove i festeggiamenti risalgono alla dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.). Inoltre, il solstizio è connesso alla filosofia yin e yang, che prevede il ritorno dell’energia positiva yang. In tutta la Cina, la gente si riunisce con la famiglia per le feste e visita i templi per onorare i propri antenati.

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Fire Walking Festival (Sakuragawa, Giappone)

A un paio di ore a nord di Tokyo, il Saenazumi Jinja Shrine Kabasan tiene un festival annuale in cui i monaci camminano a piedi nudi sulle braci pregando per la salute e il benessere della comunità. Una volta che il fuoco si è raffreddato, tutti possono emulare le prodezze dei monaci.

Montol Festival (Inghilterra)

Falò, lanterne, balli in maschera, canti tradizionali e mercatini di Natale che vendono artigianato locale sono le attrazioni delle celebrazioni stagionali della Cornovaglia. La vigilia del solstizio d’inverno è celebrata come la data del compleanno di Re Artù. Inoltre, si festeggia con l’accensione del “mock”, un ceppo natalizio gigante. Il festival si svolge la settimana prima del solstizio stesso, tra il 14 e il 21 dicembre. E tutti sono invitati ad indossare abiti bianchi e neri, i colori propri delle vesti della Cornovaglia, che per secoli si sono indossati durante le festività del solstizio stagionale.

Newgrange (Irlanda)

La tomba megalitica di Newgrange, datata più di 5 mila anni, è uno dei luoghi più straordinari del mondo per trascorrere solstizio. La struttura misura 19 metri e, se si è abbastanza fortunati, è possibile vederla inondata di luce alle prime luci del giorno del solstizio d’inverno. Il fenomeno dura 17 minuti e si ripete per qualche mattina successiva su entrambi i lati della tomba. L’ingresso alla camera è proibitivo, viste le numerose richieste per visitare il sito proprio il giorno del solstizio per assistere al fenomeno.

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Makar Sankranti (India)

Questa festa del raccolto Hindu è di buon auspicio e si contraddistingue per il fervore e l’allegria. Si celebra in tutta l’India il 14 gennaio di ogni anno. Sebbene in ritardo rispetto al solstizio, la giornata è dedicata a celebrare l’ascesa del Dio sole nell’emisfero settentrionale. Per gli indù, e come per molti popoli del mondo, il Sole sta a simboleggiare la conoscenza, la luce spirituale e la saggezza. Makar Sankranti significa, infatti, un invito ad allontanarsi dalle tenebre dell’illusione ed orientarsi verso una nuova vita, illuminata dalla luce interiore e da una crescente purezza, saggezza e conoscenza.

Paul Winter Annual World Music Celebration (New York)

Anche in una città gigante come la Grande Mela si può assistere ad un emozionante caleidoscopio di eventi festosi. Come le celebrazioni del Paul Winter Winter Solstice, che celebra il ritorno del sole, attirando migliaia di frequentatori verso i concerti presso St. John the Divine, la più grande cattedrale gotica del mondo. Questo evento annuale, giunto alla sua 31esima edizione, è in genere celebrato il fine settimana precedente il solstizio. Il fulcro della manifestazione è un gigante “Solstice Tree”, una scultura in alluminio a spirale di 28 metri, addobbato con centinaia di campane, che rappresentano la diversità della vita sulla Terra.

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Fonte:
http://www.nextme.it/rubriche/misteri/8673-solstizio-inverno-stonehenge-celebrazioni