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* Elogio della malinconia

Questo strombazzato “liberi tutti” se alla prima impressione è stato colorato da un esplosione di emozioni si è poi trasformato in una grande malinconia, come se tutti i colori si fossero fusi in uno solo….e ancora non l’ho ben identificato.

La fetta della vita trascorsa, una fetta indimenticabile che sarà celebrata nei libri di storia …

E ancora mi sembra incredibile che tutto sia successo in tutto il mondo per tutti.

Tutti tutti, sì!

Ho percepito in un flash a tutto tondo l’umanità intorno a me, erano solo nomi prima, poi il significato, persone , individui, come me fatti della stessa materia fisica e degli stessi pensieri, emozioni, paure, gioie, sentimenti…improvvisamente e inaspettatamente accomunati da un evento senza connotati identificabili.

Incredula sì all’inizio poi subito entrata in un avventura surreale,fantascientifica, senza conoscerne la fine. Diventata presto abitudine.

E tuttavia protetta dallo spazio tempo che mi aspettava.

Dopotutto è una convenzione dell’essere umano, il tempo e lo spazio .

In realtà Tutto è qui e ora , lo dice anche la scienza.

Proprio il senso del qui e ora che mi ha accompagnato giorno dopo giorno.

Quindi è tutto possibile. Domani è da costruire.

Voglio dare più senso alla mia vita che ho tutto il tempo che mi serve.

Ricordo sogni nel cassetto e scopro che posso realizzarli.Ho tutto il tempo per pianificarli.

Amplifico le emozioni quando mi affaccio al balcone e canto che tutto andrà bene.E mi commuovo.

Invento pranzi virtuali con le stesse pietanze ma ognuno al suo computer. E ridere.

Insieme assume un grande significato che il contatto fisico manca.E anche solo con gli occhi dietro la mascherina è tanto.

Progetto il futuro che non si sa quanto prossimo che ho tutto il tempo che mi serve. E mi piace.

Un senso di intimità tra me e me e anche con l’umanità. Riconoscersi come gruppo umano.

La percezione di una pausa nelle pieghe del tempo che fa crescere la coscienza.Non solo la mia.

L’incertezza del quando e del come mi fa stare in pace.

Tutto rallentato ovattato eppure carico di energia del fare.

Una sicurezza interiore che i valori saranno amplificati e applicati.

Voglia di condividere visione del futuro e farlo. Ed avere risposte.

DOPO sarà tutto diverso comunque.

Quanto sono cambiata non lo so, lo sento.

Di certo questo periodo ha piantato saldamente in tutte le menti e in tutti i cuori i semi del cambiamento.

E lo ricorderò sempre. Come un entusiasmante momento di crescita, una grande spinta alla mia evoluzione, alla mia voglia di vivere e far vivere con gioia.

Con una diffusa ma coloratissima melanconia.

Love Laura

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* La buona notizia del venerdì: la prima maestra con sindrome di down

Ha dovuto lottare per anni contro gli stereotipi ma ora ce l’ha fatta e in Argentina è diventata la prima maestra di scuola materna con la sindrome di Down. Con le sue lezioni e con i video dove viene intervistata sta ispirando tutto il mondo

Si chiama Noelia Garella, vive a Cordoba e ha 31 anni. La sua esperienza sta dimostrando che avere la sindrome di Down non impedisce di diventare una brava educatrice. La sua storia rompe i tabù e crea un precedente a livello internazionale.

Le persone con la sindrome di Down possono avere un ritardo nello sviluppo fisico e intellettivo e per questo motivo si trovano purtroppo a dover affrontare molti pregiudizi.

Quando Noelia ha presentato la propria domanda per lavorare nella scuola dell’infanzia ha dovuto affrontare una forte opposizione ma ora la sua storia dimostra che ce l’ha fatta e che può benissimo lavorare con i bambini.

Responsabili e colleghi hanno capito subito che Noelia ha una grande vocazione per lavorare con i bambini e che l’aspetto più apprezzabile della sua personalità è anche il più importante, cioè il saper donare amore e affetto ai più piccoli.

A Noelia piace molto lavorare a contatto con i bambini, farli giocare e leggere delle storie per loro.  

Per lei poter insegnare è una grandissima vittoria, raggiunta dopo grandi lotte per dimostrare il proprio valore.

In altri Paesi del mondo esistono insegnanti con la sindrome di Down.

Bryann Burgess, ad esempio, insegna musica negli Stati Uniti mentre Hannah Sampson è diventata un’insegnante di danza nel Regno Unito.

Si tratta davvero di grandissimi esempi di lotta e di vittoria contro l’emarginazione e gli stereotipi.

https://www.greenme.it/approfondire/buone-pratiche-a-case-history/21865-maestra-down-argentina?

“Sei una gabbiana […] e ti vogliamo bene perchè sei una gabbiana, una bella gabbiana. Non ti abbiamo contraddetto quando ti abbiamo sentito stridere che eri un gatto, perchè ci lusinga che tu voglia essere come noi, ma sei diversa e ci piace che tu sia diversa.
Ti vogliamo bene […] Sentiamo che anche tu ci vuoi bene, che siamo i tuoi amici, la tua famiglia, ed è bene tu sappia che con te abbiamo imparato qualcosa che ci riempie di orgoglio: abbiamo imparato ad apprezzare, a rispettare e ad amare un essere diverso.
E’ molto facile accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile…”

(Luis Sepùlveda – Trilogia dell’amicizia/Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare)

 

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